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Displayed below are some selected recent viaLibri matches for books published in 1568

        Antivari Città in cofine con la Dalmatia et Albania loco della Illustrissima Sig.a di Venetia posto sopra il mare Adriatico

      Venezia 1568 - Realizzata come separata pubblicazione della Zenoi, alle volte è inclusa in alcune copie del Civitatum aliquot insignorum et locorum magis monitorum exacta delineation cum additione aliquot Insularum principalium. Disegni di alcune più illustri città et fortezze del mondo con aggionta di alcune Isole principali di Ferrando Bertelli (1568) ed anche nella seconda edizione dell’opera curata da Donato Bertelli (1574). Domenico Zenoi fu attivo incisore e stampatore di mappe, come anche di scabrose tavole erotiche che più volte gli causarono problemi con le autorità veneziane. E’ possibile che lo Zenoi, in origine alle dipendenze dello stesso Forlani, acquistò il materiale cartografico del veronese per integrarlo in qualità di editore. Tra le poche notizie certe sull’attività dello Zenoi, vi è quella della richiesta inoltrata al Senato Veneto, poi accordato nel 1566, di un privilegio per l’incisione delle stampe. The plan may have been separately published by Zenoi and it is also found in some copies of Ferrando Bertelli’s "Civitatum aliquot insignorum et locorum magis monitorum exacta delineation cum additione aliquot Insularum principalium. Disegni di alcune più illustri città et fortezze del mondo con aggionta di alcune Isole principali", of 1568 as well as in the second edition of 1574 by Donato Bertelli. Dimensioni 205 150mm [Attributes: Soft Cover]

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Gesamtansicht aus der Vogelschau.

      - Kupferstich v. Francesco Floriani aus Civitatum aliquot insigniorum et locorum exacta delineatio, Venetiis, 1568. b. Ferrando Bertelli in Venedig, undat. 1568, 17,5 x 24,5 Nicht bei Tooley. - Unten links das Monogramm 'F.F.F.B.'. - Sehr selten!

      [Bookseller: Antiquariat Norbert Haas]
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        Stadio del cursore christiano, il quale sotto al lieue peso di Christo c'indrizza alla Meta; cioè al segno, e termino della uita eterna.

      In Vinetia, aperesso Gabriele Giolito di Ferrarii, 1568. - in-4. 4ff. 97pp. 1f. Plein veau, dos à nerfs orné, filets d'encadrement dorés sur les plats, écusson doré central, motifs décoratifs dans les angles (Reliure de l'époque restaurée). Première Edition Italienne, traduite par Lodovico Dolce (1508-1568), de cet ouvrage mystique dédié à Vittoria Farnese della Rovere, duchesse d'Urbino. Elégamment imprimé sur papier fort avec de nombreux raffinements typographiques, il est illustré de 5 charmantes gravures sur bois insérées dans des encadrements architecturaux, représentant des scènes bibliques. Fines galeries de vers marginales réparées à la page de titre et aux derniers feuillets. Belle reliure ornementée du temps. BONGI, Annali di Gabriel Giolito de' Ferrari, II, p.270. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Librería Comellas]
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        Rodi Citta

      Venezia 1568 - "Questa veduta, poco nota dalla letteratura, è pubblicata dalla tipografia di Donato Bertelli; alcuni esemplari della veduta si trovano nel Le vere imagini et descritioni delle piu nobili città del mondo, edito a Venezia da Donato nel 1569, in assoluta concorrenza con le raccolte di Forlani (1567) e del consanguineo Ferrando Bertelli (1568). Altri esemplari sono occasionalmente inseriti nel "Civitatum Aliquot insigniorum et locorum "del Bertelli, libro sulle principali città del mondo che segue di un solo anno l’analoga opera del Forlani (1567) e precede di uno la più comune raccolta del Ballino (1569). L'opera fu ristampata ed ampliata da Donato Bertelli nel 1574. Incisione in rame, priva dei margini, piccoli restauri, tracce di colla al verso, nel compesso in buono stato di conservazione. Molta rara." Dimensioni 195 144mm

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Il Cristo della Moneta o Il Tributo della Moneta

      1568 - Bulino, circa 1568-80, firmato in lastra in basso al centro ‘Martino Ruota Sebenzan / f.' Da un soggetto di Tiziano. Secondo stato finale, con l’indirizzo dell’editore Luca Guarinoni abraso. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva, rifilata al rame, in ottimo stato di conservazione. L’incisione riproduce un dipinto di Tiziano per Filippo II, completato nel 1568 e spedito in Spagna nello stesso anno. La scena rappresenta la parabola della moneta, tratta dal Nuovo Testamento: i farisei, per tendergli una trappola, chiesero a Gesù se fosse lecito o no pagare il tributo a Cesare. Cristo rispose con molta saggezza. Si fece mostrare la moneta con l’immagine dell’imperatore e chiese: "Di chi è questa immagine e l’iscrizione?" I farisei risposero: "Di Cesare". Allora disse: "Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio" (Mt 22, 15-21; Lc 20, 20-26; Mc 12, 13-17). Engraving, circa 1568-80, inscribed and signed at bottom center 'Titianus inven / Martino Ruota Sebenzan / f.', with eight lines on two tablets Second state, without Luca Guarinoni’ publishers address. A fine example, printed on contemporary laid paper, trimmed to the paltemark, very good condition. The question of paying tribute to Caesar, at the left two Jews interrogate Christ, one holds a coin, Christ points to the upper right This engraving reproduces Titian's painting for Philip II, finished in 1568 and sent to Spain in the same year, where he remained in the Escorial until Napoleon took it to France. It is probably identical with the canvas today in the National Gallery, London, inv. no. NG224. This print was published originally by Luca Guarinoni, whose publisher's address is replaced by the empty tablet at centre. The subject of this painting is taken from the New Testament. The Pharisees ask Christ whether it is right to pay tax to the Romans. Christ, sensing the trap, asks whose likeness and name are on the coinage: 'They say unto him, Caesar's. Then he saith unto them, render therefore unto Caesar the things that are Caesar's; and unto God the things that are God's' (Matthew 22; Mark 12, Luke 20). A very rare work. Bartsch XVI.250.5; Catelli Isola 1976-77, n. 71. Dimensioni 230 277mm [Attributes: Signed Copy]

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Venetia

      Venezia 1568 - L’archetipo di tutte le vedute a volo d’uccello della città di Venezia fu la mappa murale di Jacopo de Barbari pubblicata nel 1500. Questa mappa della città, assai rara, unisce anche elementi derivanti dalla silografia di Sebastian Muenster (Basilea 1550) mentre l’indice è ripreso dall’incisione di Paolo Forlani, stampata sempre a Venezia nel 1556. Come tutte le opere del periodo anche questa mappa di piccolo formato del Bertelli viene stampata singolarmente e poi inserita in alcuni esemplari della prima edizione del Civitatum aliquot insignorum et locorum magis monitorum exacta delineation cum additione aliquot Insularum principalium. Disegni di alcune più illustri città et fortezze del mondo con aggionta di alcune Isole principali, edito da Ferrando nel 1568. Bellissimo esemplare, leggermente rifilato in basso, di questa rara mappa. The archetype of many sisxteenth century bird’s–eye views of Venice was the epochmaking wall map by Jacopo de Barbari published in 1500. The present version from Bertelli’s "Civitatum aliquot insignorum et locorum magis monitorum exacta delineation cum additione aliquot Insularum principalium. Disegni di alcune più illustri città et fortezze del mondo con aggionta di alcune Isole principali", published in Venice 1568. The map is mainly based on the woodcut by Sebastian Muenster (Basel 1550) while the details like the entries and names of some smaller islands in the lagoon are drawn after the 1556 engraving by Paolo Forlani. Like the larger maps of The IATO these smaller ones were first issued for a loose sheet circulation, and then assembled in booklet form for interested customer. Copperplate, with margins at the top and right sides, trimmed to the platemark on the other sides, in good condition. Only one state is known. A very rare map of Venice. Moretto, Venetia Le Immagini della Repubblica, p.60, 22; Meurer, The Strabo Illustratus Atlas, p. 172, 157: Borroni, Raccolte Firenze, 201. Dimensioni 307 195mm [Attributes: First Edition]

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        La Imperial Citta d’Augusta

      Venezia 1568 - Carta topografica raffigurante la città di Augsburg. Sebbene anonima la carta viene assegnata alla mano di Paolo Forlani ed è parte della celebre raccolta di cartografia urbana che questi pubblica, insieme a Domenico Zenoi, nel 1567 con il titolo "Il primo libro delle citta, et fortezze principali del mondo". L’opera è di incredibile rarità e non ebbe una grande fortuna editoriale. Forse perché le lastre furono acquisite dall’editore Bolognino Zaltieri, che le utilizza per la raccolta di cartografia urbana realizzata da Giulio Ballino, denominata "De’ disegni delle più illustri città e fortezze del mondo", edita sempre a Venezia solo due anni dopo, nel 1569. Giulio Ballino era un avvocato veneziano che frequentava la casa dei Manunzio già verso il 1530, dedicandosi in gioventù allo studio dei classici. Il libro "De’ disegni delle più illustri città, et fortezze del mondo", stampato da Bolognino Zaltieri, è costituito da cinquanta vedute ed una carta geografica. L’opera rappresenta il primo tentativo, nell’ambito dell’editoria italiana, della realizzazione di un testo/atlante delle principali fortezze e città del mondo. A differenza dei suoi predecessori, dei quali utilizza spesso i rami e le iconografie, egli concepisce un’opera unitaria corredata di testi e di indice, della quale, per la prima volta, si è ha conoscenza dell’esatto numero di tavole che la compongono. Sicuramente ispirata all’opera del Du Pinet Plantz, "Pourtraitz et descriptions de plusieurs ville set forteresses.", la raccolta del Ballino è molto probabilmente solo una parte del progetto iniziale, molto più ampio. Egli probabilmente intendeva pubblicare un’edizione in latino, sperando di lanciare la sua opera a livello europeo, ma si arrese davanti alla pubblicazione del primo libro del "Civitates Orbis Terrarum" di Georg Braun & Fransz Hogenberg, che in qualche modo bruciò parecchie delle iniziative editoriali sull’iconografia urbana. Le carte della raccolta sono datate tra il 1566 ed il 1568; secondo un recente studio di Albert Ganado (1993), trentadue di queste risultano essere ristampe dei rami di Paolo Forlani e di Domenico Zenoi, per la prima volta apparsi ne "Il primo libro delle città, et fortezze principali del mondo del Forlani" (1567); questo cospicuo gruppo di tavole è inserito nella raccolta con alcuni ritocchi nelle lastre, che vengono modificate. Altre furono per la prima volta pubblicate da Ferrando Bertelli nel Disegni di alcune più illustri città di fortezze del mondo con aggiunte di alcune isole principali, datato 1568. Il resto delle tavole sono di anonimi incisori di cui l’autore si servì per la sua opera, probabilmente anche per ritoccare le lastre di cui era già in possesso. Alcuni esemplari di questa rara opera recano il frontespizio allegorico inciso da Nicolò Nelli, famoso incisore e calcografo veneziano della seconda metà del ‘500; altri esemplari viceversa hanno un frontespizio non inciso. Entrambe le versioni sono edite dallo Zaltieri nel 1569. Difficile stabilire quale sia la prima stesura e quale quella successiva, la sola differenza è infatti notabile nel testo al verso delle carte, che può variare nella dimensione dei caratteri. Altra differenza che alcune carte sono numerate al verso, mentre le stesse, esaminate in altri esemplari, sono prive di questo numero di pagina. Per semplice deduzione logica possiamo affermare che gli esemplari privi del numero siano antecedenti, teoria tuttavia non del tutto surrogata dall’esame di più esemplari dell’opera. Acquaforte e bulino, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione. Unsigned map showing Augsburg, ascribed to Paolo Folrani. The map was first published in the incredible rare Paolo Forlani’s town book ""Il primo libro delle citta, et fortezze principali del mondo", published in 1567 with a partnership of Domenico Zenoi. The plates then comes in the hand of the publisher Bolognino Zaltieri and published in the De’ disegni delle più illustri città e fortezze del mondo", by

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Fortezza di Margaritin nella Provincia della Cimera

      Venezia 1568 - Malgaritin era una fortezza turca nell’interno dell’odierna Albania, a pochi chilometri dalla costa settentrionale di Corfu. Soggetta ad attacchi da parte dell’esercito veneziano rimase turca anche dopo il trattato dle 1573. Realizzata come separata pubblicazione dalla Zenoi alle volte è inclusa in alcune copie del Civitatum aliquot insignorum et locorum magis monitorum exacta delineation cum additione aliquot Insularum principalium. Disegni di alcune più illustri città et fortezze del mondo con aggionta di alcune Isole principali di Ferrando Bertelli (1568) ed anche nella seconda edizione dell’opera curata da Donato Bertelli (1574). Domenico Zenoi fu attivo incisore e stampatore di mappe, come anche di scabrose tavole erotiche che più volte gli causarono problemi con le autorità veneziane. E’ possibile che lo Zenoi, in origine alle dipendenze dello stesso Forlani, acquistò il materiale cartografico del veronese per integrarlo in qualità di editore. Tra le poche notizie certe sull’attività dello Zenoi, vi è quella della richiesta inoltrata al Senato Veneto, poi accordato nel 1566, di un privilegio per l’incisione delle stampe. The plan may have been separately published by Zenoi and it is also found in some copies of Ferrando Bertelli’s "Civitatum aliquot insignorum et locorum magis monitorum exacta delineation cum additione aliquot Insularum principalium. Disegni di alcune più illustri città et fortezze del mondo con aggionta di alcune Isole principali", of 1568 as well as in the second edition of 1574 by Donato Bertelli. Dimensioni 225 170mm [Attributes: Soft Cover]

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Tre libri de gli uccelli da rapina. Ne quali si contiene la vera cognitione dell’ arte de stroccieri, & il modo di conoscere, ammaestrare reggere and medicare tutti gli augelli rapaci. Con un trattato de cani del medesimo.

      Venice, Gabriel Giolito de' Ferrari, 1568. - 8vo. (16), 249, (3) pp., 1 final blank leaf. With a full-page woodcut in the text (illustration of hawking instruments), woodcut initials and ornaments, printer's device on title page and different, larger device at the end. Contemporary vellum (spine professionally repaired). First edition - the edition of 1547 mentioned by Harting and Souhart does not seem to exist - of the best-known and most authoritative of 16th century Italian books on falconry, the breeding and training of falcons, their ailments, etc. "Carcano states in his Preface that this treatise is the result of forty years' experience as a falconer, and the perusal of all the Italian and French books he could find relating to Falconry [.] The author's reputation as a falconer caused this book to become very popular, and it not only passed through several editions [.], but was extensively copied by subsequent writers, as, for example, Raimondi and Turberville" (Harting, p. 142f.). "An interesting treatise on falcons and sporting dogs, with remedies for their diseases" (Schwerdt). The full-page woodcuts shows a set of veterinary instruments for use by the falconer. - Occasional slight brownstaining; a minute paper flaw to margin of fol. P3 (barely touching text). Lacks 2 leaves of dedication in the preliminaries, not bound with all copies, and the second of the two final blanks, otherwise a fine copy. Harting 267 (p. 141). Adams C 644. BM-STC Italian 148. IA 132.009. Bongi II, 271. Souhart 86. Ceresoli 132. Schwerdt I, 94. [Attributes: First Edition]

      [Bookseller: Antiquariat INLIBRIS Gilhofer Nfg. GmbH]
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        Isola di Cerigo Cythera

      Padova 1568 - La mappa di Citéra è abbastanza fedele alla realtà. Come giustamente fa notare il Meurer il lavoro cartografico più noto del Bonifacio fu la serie delle mappe raffiguranti le isole dell’arcipelago greco, sia del Mar Jonio che dell’Egeo. Esse non sono datate e quindi è difficile assegnare una sequenza cronologica alla serie, databile al periodo 1567/68. Come tutte le carte della cosiddetta scuola lafreriana venivano stampate a se e quindi assemblate in atlanti compositi. Esemplare tratto dall'opera Universus terrarum orbis scriptorum calamo delineatus . qui de Europae, Asiae, Africae, & Americae regnis, provinciis, populis, civitatibus. pubblicata a Padova nel 1713, presso Matteo Cadorin, da Raffaello Savonarola, sotto lo pseudonimo di Lasor a Varea (o Varela). L'opera era una sorta di enciclopedia che conteneva notizie sulle varie località del mondo disposte in ordine alfabetico. Incisione su rame, ampi margini, in ottimo stato di conservazione. The probably best known cartographic works of the engraver Natale Bonifacio is a serie of maps showing Greek Islands in the Ionian en Aegean Seas. They are all undated and their chronological sequence is difficult to ascertain. Like the larger maps of The IATO these smaller ones were first issued for a loose sheet circulation, and then assembled in booklet form for interested customer. This example is from Universus terrarum orbis scriptorum calamo delineatus . qui de Europae, Asiae, Africae, & Americae regnis, provinciis, populis, civitatibus. published in Padua in 1713, by Matteo Cadorin. The author, Raffaello Savonarola, published the work under the pseudonym of Lasor a Varea (o Varela). Copper engraving, in very good condition. Zacharakis, A catalogue of printed maps of Greece, 206. Dimensioni 156 210mm

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Il Castello di Sant Angelo

      Venezia 1568 - Veduta inserita nel rarissimo "Civitatum Aliquot insigniorum et locorum. " del Bertelli, libro sulle principali città del mondo. L'opera segue di un solo anno l’analoga raccolta del Forlani e Zenoi (1567) e precede di uno la raccolta del Ballino, "Disegni delle più illustri città e fortezze del mondo" (1569). Mostra dall’alto la nuova cinta esterna pentagonale di fortificazione voluta da Pio IV, munita di fossato e di baluardi ad "asso di picche". Per questo progetto Pio IV, nel 1561, si affidò all’architetto militare Francesco Laparelli (1521-1570), la cui fama è legata soprattutto al progetto di fondazione e fortificazione della città La Valletta, a Malta. Oltre alla costruzione di nuove mura di fortificazione della Mole Adriana, il progetto di Laparelli prevedeva anche la pianificazione di un nuovo borgo, che dal pontefice prenderà il nome di Borgo Pio, e l’apertura di Porta Angelica. Acquaforte e bulino, con margini, in perfette conzioni. Rara. Valerio pp. 46/47; Di Paola, Castel Sant'Angelo nelle sue stampe, p.97, 33. Dimensioni 290 200mm

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Isola de Palmosa

      Venezia 1568 - L’immagine dell’isola risulta allungata rispetto alla reale. Tuttavia le baie principali appaiono correttamente descritte. Bibliografia: Zacharakis, A catalogue of printed maps of Greece, 212. Dimensioni 160x210. L’eclettico incisore, acquafortista, progettista, stampatore, editore e cosmografo originario di Sebenico fu attivo a Venezia tra il 1565 e il 1574 e successivamente a Roma tra il 1575 e il 1591. A Venezia le sue opere vennero pubblicate da Camocio, Ferrando Bertelli, Luca e Donato Bertelli, Borgaruccio Borgarucci e Nelli. I suoi editori romani furono invece Lafrery, Claudio Duchetti, Lorenzo Vaccari e Nicolas van Aelst. Tra i suoi intagli in rame ricordiamo la celebre carta dell’Abruzzo e le due tavole dell’innalzamento dell’obelisco Vaticano realizzate per Domenico Fontana. Come giustamente fa notare il Meurer però il lavoro cartografico più noto del Bonifacio fu la serie delle mappe raffiguranti le isole dell’arcipelago greco, sia del Mar Jonio che dell’Egeo. Esse non sono datate e quindi è difficile assegnare una sequenza cronologica alla serie, databile al periodo 1567/68. Come tutte le carte della cosiddetta scuola lafreriana venivano stampate a se e quindi assemblate in atlanti compositi. Alcune di queste carte furono però incluse, con l’assegnazione di un numero ordinale, in alcune copie della prima edizione del Civitatum aliquot insignorum et locorum magis monitorum exacta delineation cum additione aliquot Insularum principalium. Disegni di alcune più illustri città et fortezze del mondo con aggionta di alcune Isole principali di Ferrando Bertelli, edito a Venezia nel 1568. Altre invece sono note solo con il numero inciso ed incluse nella seconda edizione del libro del Bertelli, edita però da Donato Bertelli nel 1574, e nel Isole Famose. di Giovanni Francesco Camocio. Dato il loro piccolo formato sono raramente incluse nelle raccolte composite degli atlanti veneziani e romani del XVI secolo; tuttavia le troviamo, ad esempio, descritte e raffigurate nello The Strabo Illustratus Atlas a cura di Peter Meurer, che descrive una raccolta appartenuta alla famiglia Bertelli in Venezia. The probably best known cartographic works of the engraver Natale Bonifacio is a serie of maps showing Greek Islands in the Ionian en Aegean Seas. They are all undated and their chronological sequence is difficult to ascertain. Like the larger maps of The IATO these smaller ones were first issued for a loose sheet circulation, and then assembled in booklet form for interested customer. Some of the maps, separately issued, appear in copies of the first edition of Ferrando Bertelli’s "Civitatum aliquot insignorum et locorum magis monitorum exacta delineation cum additione aliquot Insularum principalium. Disegni di alcune più illustri città et fortezze del mondo con aggionta di alcune Isole principali", of 1568. Others are known only from the second edition of the Bertelli book, published by Donato in 1574 and from the undated "Isole Famose " by Giovanni Francesco Camocio. As noted by Meurer, due of they small format, they were infrequently added to composite atlases. Fantastic early impression. Literature: Zacharakis, A catalogue of printed maps of Greece, 212. Size 160x210. Dimensioni [Attributes: First Edition]

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        CARMINA NOVEM ILLUSTRIUM FEMINARUM: SAPHUS, MYRTIDIS, PRAXILLAE, ERINNAE, CORINNAE, NOSSIDIS, MYRUS, TELESILLAE, ANYTAE, et LYRICORUM: Alcmanis, Ibyci, Stesichori, Anacreontis, Alcaei, Simonidis, Bacchylidis. ELEGIAE: Tyrtaei et Mimnermi. BUCOLICA: Bionis et Moschi. Cleanthis, Moschionis, aliorumque Fragmenta nunc primum edita.

      Antverpiae, ex officina Christophori Plantini, 1568. In-16 p. (mm. 166 x 108), p. vitellino ottocentesco (lievi abras.), decoraz. oro ai piatti, dorso a cordoni (sbiadito) con decoraz. e tit. oro, 6 cc.nn., 387 pp.num. Al verso della c. A1 due xilografie circolari che rappresentano i due lati di una medaglia: il primo con il ritratto della poetessa Saffo, il secondo con una seppia. Dedica del curatore al cardinale Alessadro Farnese. Questa raccolta di opere di poetesse e poeti greci antichi fu curata dal grande collezionista e antiquario romano Fulvio Orsini (1529-1600); i testi sono prevalentemente in lingua greca con qualche commento in latino; i poemi di Bion e Moschus sono presentati in greco, con la traduzione in latino di Lorenzo Gambara. "Edizione originale". Cfr. Brunet,I,1585: “Volume rare et recherché”. Al fine 3 carte con antico brutto restauro (1 per strappo, 2 per manc. che intacca anche alc. lettere del testo); qualche lieve alone margin. ma complessivam. buon esemplare.

      [Bookseller: Libreria Malavasi sas]
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        De incertitudine et vanitate scientiarum declamatio invectiva, ex postrema auctoris recognitione.

      Köln, Theodor Baum, 1568. - circa 13,8 x 9 cm. 384 (1 weisses) Bll., Titel mit ovalem Holzschnitt-Portrait des Verfassers Geglättes Kalbsleder d. Zt mit ornamentaler Prägung auf dem Rücken und den Deckeln "VD 16, A 1164; Index Aurel. 101.894; vgl. Caillet 87; Rosenthal 12 ff. Hübsche kleinformatige Ausgabe des erstmals 1530 erschienenen, sehr erfolgreichen und häufig nachgedruckten Hauptwerkes von Agrippa (1486-1535), das grosses Aufsehen erregte, zu einem Ketzerprozess führte und schliesslich auch auf den Index kam. Agrippa verzeichnet in seiner Schmährede (der Untertitel lautet: "declamatio invectiva") systematisch Fehler und Irrtümer der verschiedensten Berufsgruppen und Institutionen, auch der Kirche. Das Werk gibt Kataloge bedeutender Erfindungen, die jedoch keinen wirklichen Fortschritt, sondern ein immer neues Irren dokumentieren. Durch diese Darstellung wird alles fragwürdig und nichtig, eitel, wie der Titel bereits ankündigt. Die Zusammenstellung ist jedoch zugleich mehr als eine Satire. Das Repertorium menschlicher Erfindungen und Entdeckungen wurde lange wie ein Nachschlagewerk genutzt. - Innendeckel mit Notizen und kleinem Sammlerstempel, fliegender Vorsatz mit längerer Eintragung von alter Hand über Wiers De praestigiis, vereinzelt alte Marginalien, letzte Blätter mit kleinem leichtem Wasserrand unten. Einband berieben, oberes Kapital und Ecken etwas bestossen, eine Ecke mit kleinem Bezugsverlust, sonst gut erhalten und immer noch recht dekorativ. " ".

      [Bookseller: Antiquariat Thomas Rezek]
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        The secretes of the reuerende Maister Alexis of Piemount: contayning excellent remedies agaynste diuers dyseases, woundes, and other accidentes, with the maner to make dystillations, parfumes, confitures, dyings, colours, fusions, and meltings. ... Translated out of French into Englishe, by William Warde.

      London: Imprinted ... By Henry Bynneman, for Iohn Wight, 1568. 4to (18 cm; 7"). [6], 117, [11] ff. [with his] The seconde parte of the Secrets of maister Alexis of Piemont, by him collected out of diuers excellent authors, and nevvly translated out of French into English. With a generall table of all the matters conteyned in the sayde booke. Imprinted at London: By Henry Bynneman, for Iohn Wyght, 1568. 4to. 75, [5] ff. [also with his] The thyrde and last parte of the Secretes of the reuerende Maister Alexis of Piemont, by him collected out of diuers excellent authors, with a necessary table in the ende, contayning all the matters treated of in this present worke. Imprinted at London: by Henry Denham, for John Wyght, [1566]. 4to. [1], 15, 17–75, [9] ff. [also with his] A verye excellent and profitable booke conteyning sixe hundred foure score and odde experienced medicines, appertayning vnto phisicke and surgerie, long time practysed of the expert and reuerende Mayster Alexis, which he termeth the fourth and finall booke of his Secretes ... Translated out of Italian into Englishe, by Richard Androse. Imprinted at London: By John Wyght, 1578 [but really Imprinted at London: By Henry Denham, 1569]. 4to. [32], 52, 57, 50 [i.e., 51] pp.    Alessio's four "books of secrets" is a wondrous mix of alchemy, medical advice, and practical hints. Assembled in this one thick volume are the four books of Allesio, Piemontese, in which he assembles => an astonishing complication of formulae, recipes, and prescriptions. In addition to formulae for making people well, curing pimples, and restoring youth, there are concoctions for perfumes, counterfeiting pearls, making false silver, and even fourteen recipes for preserving foods and making conserves.    Americana content is found in the 1568 Secretes on leaves L7r–L8v on the use of Brazilwood for making dyes. The book arts are addressed in that work on M3r where there are instructions for making gilt edges on books; while M6r–N1r discusses making inks, including for printing, and varnishes, including scriveners' varnish.    All four works are printed in black letter with a small admixture of roman and italic. The title-pages of the first three titles bear the woodcut printer's device of Bynneman which clearly Denham was allowed to use (!!) — a woman with two horses with surrounding motto "Armipotenti Angliae." The fourth work has a large woodcut coat of arms of Sir Francis Russell on the verso of the title-page, as well as a large woodcut initial letter "A"; its title-page border is associated with Bynneman's press but is clearly here used by Wyght, the last page of the work bearing a large finely cut version of Wyght's printer's device. All four works are spare in their use of ornaments.    Parts one to three are third editions in English, while four is the second. All were translated from French translations out of the original Italian: William Ward was responsible for one to three and Richard Androse for part four.    Alessio was considered by some a pseudonym for Girolamo Ruscelli, but there is no evidence for this association (Ferguson, Bibliotheca Chemica, 1906).    Provenance: 17th-century signature of Thomas Stewarte on title-page of 1568 Secretes.         Secretes (1568): STC (rev. ed.) 297; ESTC S100482; Notaker, Printed Cookbooks in Europe, 1470-1700, 503; Ames & Herbert, IV, 468; Graesse, I, 68; Ferguson, I, p. 22 (for parts 1, 2, 3). Seconde part: ESTC S100483; STC (rev. ed.) 302. Thyrde part: ESTC S100485; STC (rev. ed.) 306. Verye excellent: STC (rev. ed.) 309; ESTC S100486. 19th-century vellum over boards; mystical gilt center device on each board; a plain binding hinting at the secrets it contains. Expectable stains, including on first title-page, with light waterstaining variously. Last leaf of 1568 Secretes reinforced on blank verso; leafcast repairs to fore- and bottom margins of last three leaves of the fourth and last title. Marginalia, some trimmed, in text and especially in the index of the Thyrde part. Over all, good copies of all four parts. => A terrific compendium and a great, great "read.

      [Bookseller: Philadelphia Rare Books & Manuscripts Co]
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        Dittionario volgare et latino, con le sue autorità della lingua, tolte da buoni autori toscani ... et con tanta diligenza ordinato et arrichito ... dell'apparto del Riccio, dell'osservationi del Nizolio, dell'eleganze d'Aldo, dell'osservationi del Godscalco, & dell'opera d'altri famosi vocabolisti : con la lingua Fiamminga, Spagnuola, & altre lingue, come nella lettera a i lettori si manifesta

      Venetia: per Comin da Trino da Monferrato, 1568. First edition, 4to, [46], 248 leaves, collating*4, a-i4, k6, A-Z, Aa-Zz, Aaa-Qqq4; vignette woodcut title page, woodcut initials, printer's woodcut device on verso of the final leaf, contemporary limp vellum, manuscript titling on spine and bottom edge, edges gauffered; bottom of spine with old red paint evidently obscuring an old ownership mark; still, a nice copy. A dictionary of Italian and Latin, with Italian entries and Latin equivalents. Toscanella also edited the works of Lodovico Ariosto, and made studies of Plutarch, Virgil, and Cicero. Not in Adams, Brunet, Vancil, Zaunmuller, or NUC. BM STC Italian, p. 677.

      [Bookseller: Rulon-Miller Books]
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        The secretes of the reuerende Maister Alexis of Piemount: contayning excellent remedies agaynste diuers dyseases, woundes, and other accidentes, with the maner to make dystillations, parfumes, confitures, dyings, colours, fusions, and meltings. ... Translated out of French into Englishe, by William Warde.

      Imprinted ... By Henry Bynneman, for Iohn Wight, 1568. [with his] The seconde parte of the Secrets of maister Alexis of Piemont, by him collected out of diuers excellent authors, and nevvly translated out of French into English. With a generall table of all the matters conteyned in the sayde booke. Imprinted at London: By Henry Bynneman, for Iohn Wyght, 1568. 4to. 75, [5] ff. [also with his] The thyrde and last parte of the Secretes of the reuerende Maister Alexis of Piemont, by him collected out of diuers excellent authors, with a necessary table in the ende, contayning all the matters treated of in this present worke.Imprinted at London: by Henry Denham, for John Wyght, [1566]. 4to. [1], 15, 17-75, [9] ff. [also with his] A verye excellent and profitable booke conteyning sixe hundred foure score and odde experienced medicines, appertayning vnto phisicke and surgerie, long time practysed of the expert and reuerende Mayster Alexis, which he termeth the fourth and finall booke of his Secretes ... Translated out of Italian into Englishe, by Richard Androse. Imprinted at London: By John Wyght, 1578 [but really Imprinted at London: By Henry Denham, 1569]. 4to. [32], 52, 57, 50 [i.e., 51] pp. Alessio's four "books of secrets" is a wondrous mix of alchemy, medical advice, and practical hints. Assembled in this one thick volume are the four books of Allesio, Piemontese, in which he assembles => an astonishing complication of formulae, recipes, and prescriptions. In addition to formulae for making people well, curing pimples, and restoring youth, there are concoctions for perfumes, counterfeiting pearls, making false silver, and even fourteen recipes for preserving foods and making conserves. Americana content is found in the 1568 Secretes on leaves L7r-L8v on the use of Brazilwood for making dyes. The book arts are addressed in that work on M3r where there are instructions for making gilt edges on books; while M6r-N1r discusses making inks, including for printing, and varnishes, including scriveners' varnish. All four works are printed in black letter with a small admixture of roman and italic. The title-pages of the first three titles bear the woodcut printer's device of Bynneman which clearly Denham was allowed to use (!!) -- a woman with two horses with surrounding motto "Armipotenti Angliae." The fourth work has a large woodcut coat of arms of Sir Francis Russell on the verso of the title-page, as well as a large woodcut initial letter "A"; its title-page border is associated with Bynneman's press but is clearly here used by Wyght, the last page of the work bearing a large finely cut version of Wyght's printer's device. All four works are spare in their use of ornaments. Parts one to three are third editions in English, while four is the second. All were translated from French translations out of the original Italian: William Ward was responsible for one to three and Richard Androse for part four. Alessio was considered by some a pseudonym for Girolamo Ruscelli, but there is no evidence for this association (Ferguson, Bibliotheca Chemica, 1906). Provenance: 17th-century signature of Thomas Stewarte on title-page of 1568 Secretes.

      [Bookseller: PRB&M/SessaBks (Philadelphia Rare Books ]
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        Der Achte Teil und letzte aller Bücher vnd schrifften [...].

      Jena, Richtzenhain und Rebart, 1568. Fol. Titel in Rot u. Schwarz m. großer Holzschn.-Vignette u. mit einem ganzs. Textholzschnitt. 4 nn., 391 num., 1 weißes Bll. - Angeb. - Index oder Register uber die Acht deudsche Tomos, Ersten und andern Drucks, aller Bücher und Schrifften [...]. Jena, Richtzenhan, 1573. Titel in Rot u. Schwarz. Ohne Paginierung (ca. 200 Bll.), Blindgepr. Schweinsldr.-Bd. d. Zt. a. 5 Bünden m. späterem handschriftl. Rückenschild u. einer (von 2) Schließe. Der dritte Druck nach der Erstauflage von 1556. - Mit der Titelvignette von Nagler (Luther und Friedrich der Weise unter dem Gekreuzigten kniend) sowie dem ganzseitigen Holzschnitt von P. Roddelstedt, gen. P. Gottlandt (die drei sächsischen Könige mit ihren Wappen). - Einband etw. berieben, bestoßen u. fleckig. Tlw. kl. Randläsuren bzw. -einrisse. Etw. gebräunt, stockfleckig u. vereinzelt schwach wasserrandig. - Ad 1) VD16, L 3406; Knaake I, 18; BM STC, German Books 534. - Ad 2) VD16, L 3459. Versand D: 12,00 EUR Luther, Der Achte Teil und letzte aller Bücher vnd schrifften, Werkausgabe, Gesamtausgabe

      [Bookseller: Antiquariat Wolfgang Friebes]
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        Placcaet vande Staten Generael der Vereenichde Nederlanden, inhoudende scherp verbodt van opte steden, havenen, . onder t'gebiedt vanden Coninck van Spaingien, . geen toevoer uyte Vereenichde Nederlanden te doen van salpeter, buspoeder, .The Hague, Aelbrecht Hendricksz., "1591" [=1591/94?]. Disbound.

      - STCN (2 copies); Typ. Batava 6733 (3 copies). A proclamation by the Dutch States General banning the export of goods that might be used for military purposes or shipbuilding from the Dutch Republic to regions under control of the King of Spain or his allies, specifically mentioning saltpeter, gunpowder, ammunition, fuses, muskets, halberds, copper, cables, rope, masts of 16 palms (about 49 cm) or thicker, five different sorts of grain, etc. The text is signed at the end by the clerk of the States General, Cornelis van Aerssen. Although the revolt of the Low Countries against Habsburg Spain had begun already in 1568 and the former Habsburg provinces united under the Union of Utrecht in 1579, it was not until 1589 that the States General took on the role of a formal governing body independent of any monarch.In very good condition and wholly untrimmed. An early proclamation of the States General banning the export of military goods to the Spanish enemy.

      [Bookseller: ASHER Rare Books]
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        Practicarvm Quaestionvm liber vnvs.. cui veterum collatio nvmismatvm.

      De Darris, 1568. In-16° cm. 15 cc. nn. 52-742, legatura in tutta pergamena coeva con ill. al frontespizio e vecchie segnature. Rari forellini al margine interno degli ultimi 3 fogli che presentano anche delle ondulazioni, testo su due colonne.

      [Bookseller: Libreria Gullà]
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        Oratio pia, religiosa, et solatii plena, de vera animi tranquillitate

      London: William Seres, 1568. 4to (216 x 147 mm). [8], 118 leaves. Roman, italic and greek types; printed shoulder notes. 8-line historiated woodcut initial opening the dedication, 4-line initial opening the text. Title a bit soiled and ink-speckled, some old crease marks to corners, dampstaining in lower portion of last 30 or so leaves, a few small stains including early inkstains in some lower margins. Contemporary London binding of ca. 1570, by the "Macdurnan Gospels Binder," of brown calf over pasteboard, both covers gold-blocked and -tooled to a center- and corner-piece design with large cornucopia corner tools (Foot K1 and K2), at center the gold-blocked arms of Queen Elizabeth I within the Garter and surmounted by a coronet, a semis of small gilt trefoils, smooth spine gilt with small tools and intersecting fillets, evidence of two fore-edge ties, edges gilt (the gilding largely faded; a few small gouges, old restorations to corners (obscuring the corner edges of five of the eight cornerpieces) upper board edges, joints and extremities of spine); modern folding case. Provenance: Queen Elizabeth I, supra-libros, the binding possibly commissioned and presented to her by the dedicatee Peter Osborne; Richard Latewar (1560-1601), preacher and Neolatin poet, neat inscription on title consisting of two lines of Latin verse praising this posthumous work (Bernardus niveos moriens imitates olores / Edidit hos dulces in sua busta sonos), signed with his Latin name Richardus a Sero Bello, a correction (f. 98r) and five marginal notes apparently in the same hand (ff. [4]v of the dedication, 27v, 31r, 48r, 65r, 83v); early Latin inscription at end in a different hand; John Wright, purchase inscription on title stating that he paid 12 pence for the book in 1613 (Johannes Wryght p. 12 d / 1613), a few marginalia probably in same hand, some marginal notation symbols and light underlines; with Bernard Quaritch, catalogue 166, January 1897, Examples of the Art of Bookbinding, no. 21, the text of the catalogue on a typed sheet mounted inside front cover.*** First Edition of a devotional treatise by a reformist Yorkshire preacher, bound for presentation to Queen Elizabeth. This was John Bernard's only published work. The manuscript was found in Bernard's study after his death by his brother Thomas, who had it published, dedicating the volume to Peter Osborne, the lord treasurer's remembrancer of the exchequer. "According to Thomas Bernard, his brother wrote the Oratio pia early in Mary's reign, when the persecution of protestants was beginning. Supported by much classical and patristic learning, John Bernard pursues the question of 'where the true tranquillitie of the minde may be founde' [English translation of 1570, The Tranquillitie of the Minde, 35]. His standpoint is firmly evangelical. Proclaiming a scripture-based religion, he rejects clerical celibacy and the doctrine of purgatory, and asserts that if no morally worthy priest is available to comfort those troubled in conscience, the latter should go instead to 'the lay man which is indued with the same giftes that are in a godly Minister'" (Oxford DNB). The work was printed by the noted Protestant printer William Sere, who had received letters patent for the printing of psalters, primers and prayer-books in 1554; he lost this privilege under Queen Mary and regained it upon the accession of Elizabeth I in 1558. The "MacDurnan Gospels Binder," a shop or binder active from the 1560s to the early 17th century (after about 1580 the shop's material is associated with the binder John Bateman), derives its name from the 9th-century Gospels of Maelbright MacDurnan, Abbot of Armagh (d. 927), now in the Library of Lambeth Palace, which was bound in this London shop for Archbishop Matthew Parker, the bindery's main patron. "Besides binding manuscripts for Parker and presentation copies of books in whose production he was concerned, this bindery bound presentation copies of books produced by most of the leading members of the London book trade between 1567 and 1577" (Nixon, Five Centuries). Nixon and Miriam Foot recorded nine bindings from the shop originally owned by Queen Elizabeth, not including this one, which appears neither in Nixon's 1970 census of 34 books bound in the shop, nor in Foot's 70-item addendum to his census. Others were owned by King James I, Henry Prince of Wales, Robert Dudley Earl of Leicester, William Cecil Lord Burghley, and other luminaries. This binding is decorated with a pair of the distinctive cornerpiece blocks that characterize the shop's work; they are reproduced by Miriam Foot in The Henry Davis Gift, volume I, plate facing p. 40, as nos. K1 and K2. She reproduces two bindings decorated with these blocks, dated by her to ca. 1567 and 1570 (cf. vol. 1, no. 3 = vol. 2, no. 48, and vol. 2, 49). Another binding with the same cornerpiece blocks, though with modern overpainting, is held by the Folger Shakespeare Library and reproduced in their Bindings Image Collection (STC 17518). The present binding may have been commissioned for presentation to the Queen by Peter Osborne, Officer of the Exchequer, to whom the work is dedicated. The inscription by the poet and divine Richard Latewar, who died in 1601, appears to indicate that the volume passed out of Queen Elizabeth's hands before that date. STC 1924. Cf. Howard M. Nixon, Five Centuries of English Bookbinding, 21; Nixon, "Elizabethan Gold-tooled Bindings," Essays in honour of Victor Scholderer (Mainz 1970), census pp. 254-262; Miriam Foot, Henry Davis Gift I:35-49; Paul Needham, Twelve Centuries of Bookbindings, no. 87.

      [Bookseller: Musinsky Rare Books, Inc.]
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        RUPERTI ABBATIS MONASTERII TUITIENSIS ORDINIS SANCTI BENEDICTI, THEOLOGI ANTIQUI, OPERA DUO, ut egregia sanè, ita diu desiderata multoque labore perquisita ac sumptu haud ita modico excussa. IN MATTHEUM DE GLORIA ET HONORE FILII HOMINIS LIBRI XIII. DE GLORIFICATIONE TRINITATIS ET PROCESSIONE SPIRITUS SANCTI LIBRI IX. - RUPERTI ABBATIS MONASTERII TUITIENSIS E REGIONE AGRIPPINAE COLONIAE IN RHENI RIPA SITI , ORDINIS SANCTI Benedicti, viri & & sacrarum literarum peritia praeclari, Commentariorum In Euangelium Ioannis, libri XII.II

      Arnoldi BIRCKMANNI 1568 - - 2 LIVRES RELIES A LA SUITE. - In-quarto demi veau à quatre nerfs, pièce de titre basane peinte à la main, plats recouverts d'un splendide papier dominoté peint à la main. - 1er Volume : 1568, COLONIAE Arnoldi BIRCKMANNI, Ex-libris cachet humide "conventus carm. Disc. Insulensis".LIBRI XIIII. - 153 p., 7 ff.nn., 95 p. - 2nd Volume : 1564, LOUVANII, Arnoldi BIRCKMANNI.LIBRI XIIII., RUPERTI ABBATIS MONASTERII TUITIENSIS E REGIONE AGRIPPINAE COLONIAE IN RHENI RIPA SITI , ORDINIS SANCTI Benedicti, viri & & sacrarum literarum peritia praeclari, Commentariorum In Euangelium Ioannis, libri XIIII., p. de titre, 3 ff., 311 p. TRES BEL EXEMPLAIRE EN RELIURE D'EPOQUE DOMINOTEE. OUVRAGE DE GRANDE RARETE. Benoît XVI RAPPELLE SON IMPORTANCE EN 2009 : BENOÎT XVI, AUDIENCE GÉNÉRALE, Rupert de Deutz Chers frères et sœurs, Nous faisons aujourd'hui la connaissance d'un autre moine bénédictin du XIIe siècle. Son nom est Rupert de Deutz, une ville près de Cologne, siège d'un célèbre monastère. Rupert lui-même parle de sa propre vie dans l'une de ses œuvres les plus importantes, intitulée La gloire et l'honneur du Fils de l'homme, qui est un commentaire partiel de l'Evangile de Matthieu. Encore enfant, il fut accueilli comme « oblat » dans le monastère bénédictin de Saint-Laurent à Liège, selon l'usage de l'époque de confier l'un des enfants à l'éducation des moines, entendant en faire don à Dieu. Rupert aima toujours la vie monastique. Il apprit rapidement la langue latine pour étudier la Bible et pour jouir des célébrations liturgiques. Il se distingua par sa droiture morale très intègre et par son profond attachement au Siège de Saint-Pierre. Son époque fut marquée par des oppositions entre la papauté et l'empire, à cause de ce qu'on appelle la « lutte des investitures », avec laquelle — comme je l'ai mentionné dans d'autres catéchèses — la papauté voulait empêcher que la nomination des évêques et l'exercice de leur juridiction ne dépende des autorités civiles, qui étaient guidées la plupart du temps par des motivations politiques et économiques, certainement pas pastorales. L'évêque de Liège, Othbert, résistait aux directives du Pape et envoya en exil Bérenger, abbé du monastère de Saint-Laurent, précisément à cause de sa fidélité au Pape. Dans ce monastère vivait Rupert, qui n'hésita pas à suivre l'abbé en exil; il ne revint à Liège et n'accepta de devenir prêtre que quand l'évêque Othbert rentra en communion avec le Pape. Jusqu'à ce moment, en effet, il avait évité de recevoir l'ordination d'un évêque en désaccord avec le Pape. Rupert nous enseigne que lorsque naissent des controverses dans l'Eglise, la référence au ministère pétrinien garantit la fidélité à la saine doctrine et donne la sérénité et la liberté intérieure. Après la dispute avec Othbert, il dut encore abandonner son monastère à deux reprises. En 1116, ses adversaires voulurent même lui intenter un procès. Bien qu'ayant été lavé de toutes les accusations, Rupert préféra se rendre pendant une certaine période à Siegburg, mais les polémiques n'ayant pas encore cessé lorsqu'il revint au monastère de Liège, il décida de s'établir définitivement en Allemagne. Nommé abbé de Deutz en 1120, il y resta jusqu'en 1129, année de sa mort. Il ne s'en éloigna que pour un pèlerinage à Rome, en 1124. Ecrivain fécond, Rupert a laissé de très nombreuses œuvres, aujourd'hui encore d'un grand intérêt, également parce qu'il fut actif dans plusieurs importantes discussions théologiques de l'époque. Par exemple, il intervint avec détermination dans la controverse eucharistique qui, en 1077, avait conduit à la condamnation de Bérenger de Tours. Celui-ci avait donné une interprétation réductrice de la présence du Christ dans le Sacrement de l'Eucharistie, la définissant seulement symbolique. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: LIBRAIRIE ANCIENNE BERNARD MARIE ROLIN]
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        Astronomia Teutsch / Dergleichen vormals nye in druck außgangen / darinn verfast seind vier Bücher. Im ersten ist ein gründtlicher unterricht / wie man den lauff aller Planeten gar behend rechnen / und die figur des Himmels anstellen und auffrichten soll. Im andern Buch wirt tractirt vom effect und bedeutung der Finsternuß der Sonnen und Mons / und auch der Planeten der revolution der welt. Im dritten Buch wirst du mit fleiß underricht / wie du ein jedes iudicium uber ein jede Nativitet des menschen stellen kanst / und im sein glück und unglück anzeigen. Im vierdten Buch wirdt angezeiget / was die Sterne dem gebornen ein jedes Jar in sonderheit anzeigen un bedeuten. Dises alles ist mit trewem und hohem fleiß an tag geben und beschrieben worden / Durch Nicolaum Rensbergensem, Mathematicum. Cum gratia & privilegio C.M.

      9 Bll. ("Vorrede an den Liebhaber diser Kunst"), 382 num. Bll. [= 764 S.], Titel in rot/schwarz, Titelrückseite mit blattgroßem Wappenholzschnitt u. 117 kleinere Holzschnitte im Text, 8, Goldgepr. Leder d. Zt. mit vier Bünden Vgl. VD 16, R 1146-47 Houzeau-Lancaster 2658 (ob eine von H.-L. genannte EA von 1568 existiert ist strittig u. wird auch in anderen Bibliografien nicht erwähnt) Adams R 357 Zinner 2501 Honeyman 2626. - Bedeutendes, sehr frühes astrologisches Werk in deutscher Sprache, nach dem Erstdruck von 1569 erschienen innerhalb von 8 Jahren fünf Aufl. Unter dem Titelanfang Astronomia Teutsch, erschienen allerdings, auch früher, mehrere Schriften unterschiedlichem Inhalts. - Der Astronom u. Mathematiker Nicolaus Rensberger (1566-1576) vertrat im Gegensatz zum Determinismus die Auffassung, dass die Astrologie ein göttliches Werkzeug sei, um (im christlichen Sinn) ein besserer Mensch zu werden. Denn die Berechnungen bieten die Möglichkeit, angeborene Eigenschaften durch Selbsterkenntnis zum Besseren zu wenden. Die Weiterführung dieses Gedankens machte die moderne psychologische Astrologie erst möglich. Allerdings sind im vorliegenden Werk auch Texte anderer Autoren zusammengetragen. Das "Verzeichnis der Drucke des 16. Jh." nennt die Astronomen Johann Dryander, Jakob Köbel, Johannes Stöffler u. Johannes Eichmann. So sind einige Texte u. Holzschnitte dem bereits um 1550 erschienen Buch von Johannes Regiomontanus "Temporal. Des weitberühmten M. Johann Küngisperger natürlicher Kunst der Astronomey kurtzer Begriff [...]" (VD 16 M 6577) entnommen. - Das Werk besteht aus 4 Teilen: (I) Wie man soll rechnen den Mitteln und waren Lauf der Planeten. [Planetenlauf und Kalender für 1500-1606. Finsternisse. Erwählung der Häuser. Wirkung der 12. Zeichen und 7 Planeten. Jahresherrscher. Sternverzeichnis. Revolutio anni.] (II) Das ander Buch. Das Buch von der Revolutionen der Jaren der Welt / Und was die Planeten bedeuten [...]. [Deutung der Revolutio anni und Jahresherrscher.] (III) Das dritte Buch / oder Tractat / zeigt an / ein kurtzen un gerechten weg [...] [Judicium der Nativität durch N. Rensberger.] (IV) Das vierdte Buch / Darinne wirdt angeziegt / wann der effect der Sternen wircken werde [...] [Deutung der künftigen Jahre aus dem Horoskop.]. - Im ersten Teil: 27 Seiten in rot/schwarz gedruckt (u.a. mit "Sonnenlauff"-Tafeln). Die Textholzschnitte zeigen die versch. Phasen der Sonnen- u. Mondfinsternisse von 1501-1605. In einer alten Titelaufnahme wird eine Planetenscheibe erwähnt, die fast immer fehlt. Wir haben keinen bibliographischen Nachweis gefunden, dass eine Scheibe vorhanden sein muss. In den Ausgaben von 1569 u. 1575 nach dem Titelblatt noch 2 ungezählte Bll., in denen der Verfasser das Buch einer Persönlichkeit der Zeit widmet (1569 "Herrn Waldrico Probsten", 1575 "Christoff Bernharten von Senholtzdorff"). Diese 2 Bll. fehlen in der vorliegenden Ausgabe. - Es handelt sich hier um eine Dublette der Augsburger Staatsbibliothek im geprägten Schweinsledereinband, die regulär in den Verkauf gelangte. Einband fleckig, bestossen u. beschabt unteres Kapital mit Ausriss Schließbänder fehlen Vorsatz mit Dublettenstempel Titel mit kl. Bibl.-Stempel Blatt 8 mit kl. Papierläsur u. Buchstabenverlust eine min. Randbeschädigung wenige Spuren von Wurmfraß (ohne Textberührung) wenige Seitenränder mit schwachen Feuchtigkeitsrändern, sonst ein erstaunlich frischer u. guter Buchblock. Trotz der versch. Ausgaben selten.

      [Bookseller: Versandantiquariat Hans-Jürgen Lange]
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        VITA DEL GRAN MICHELAGNOLO (MICHELANGELO) BUONARROTI

      Florence: In Fiorenza Nella Stamperia de' Giunti 1568, 1568. The title page reads in full: "VITA DEL GRAN MICHELAGNOLO BUONARROTI. Scritta da M. Giorgio Vasari, Pittore & Architetto Arentino. Con le sue Magnifiche Essequie stategli fatte in Fiorenza. Dall' Achademia Del Disegno. Con Licenza, & Privilegio. In Fiorenza Nella Stamperia de' Giunti 1568." This special offprint or separatum edition of Vasari's 1568 biography of Michelangelo is considered "rarissimo" or extreme rarity bibliographically. It is possibly the first example of an offprint following the invention of printing, or at least among the few earliest examples. There are only a small number of recorded examples which suggests a very limited print run. This separatum was issued during the course of printing of Vasari's 2nd edition Vite by the press of Giunti in Florence. The text is preceeded by a new frontispiece leaf and a new dedicatory letter to Alessandro di Ottaviano de' Medici, who later became Pope Leo XI in 1605. The title page has an architectural border with putti and grotesques, the Medici arms in the upper part, and a view of Florence with cartouche set into the lower part of the border. The beginning of the text is illustrated with a woodcut medallion portrait of Michelangelo within an architectural border. Giunti fleur-de-lis device with cherubs and 1568 date on the last page. Early or possibly contemporary name and inscription on the title page with some underlining and a few marginal notes, all in old faded brown ink. Some spotting and browning of text as expected. Bound in the original vellum which has survived in a remarkably nice condition. [see attached photos] . First Edition. Vellum. Very Good.

      [Bookseller: RON RAMSWICK BOOKS, IOBA ]
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        Politicorum sive de republica libri octo. Leonardo Aretino interprete cum D. Thomae Aquinatis explanatione. J.M. Rotae labore ac diligentia.

      Giunta, Venedig 1568 - Venedig, Giunta, 1568. Fol. 8 nn., 27 num., 1 ws., 168 num. Bll. Prgt.d. Zt. m. späterem RSch. a. 5 Bünden. (Einbd. minimal berieben u. ein Gelenk leicht beschäd., Tit. etw. fleckig u.m. Stemp., Bll. 57 m. Tintenfleck, sonst gutes kaum gebräuntes Exempl.) Nachdruck d. Giunta-Ausg.v. 1558 - Adam A 1919; EDIT 16, CNCE 27304. - Heute noch berühmte Abhandlung Aristoteles in 8 Büchern über d. Politik, d. Staats- u. Herrschaftsformen eines idealen Staates u. d. Erziehung seiner Bürger. Hier d. lat. Übersetzung des Staatskanzlers v. Florenz u. Humanisten Leonardo Bruni (1369 - 1444), der sich auch nach seiner Vaterstadt Aretino nannte. M. einem Kommentar v. Thomas v. Aquin. (Einbd. minimal berieben u. ein Gelenk leicht beschäd., Tit. etw. fleckig u.m. Stemp., Bll. 57 m. Tintenfleck, sonst gutes kaum gebräuntes Exempl.)

      [Bookseller: Antiquariat Seidel & Richter]
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        [Postilla. Das ist] Predig und Außlegung nach Catholischer lehre aller Sontäglichen Euangelien mit etlichen den fürnembsten Festen vom ersten Sontag des Aduendts biß zu ende des Jhars/ Durch den Hochwürdigsen in Gott vatter Fürsten und Herren / Herrn Michael Weylandt Bischoffen zu Mersenburg geprediget, Allen Catholischen rechtglaubigen Christen / zu trost unnd wolfart der Seelen/ jetzo zum anderen mahl übersehen/ mit vielen Predigen des Autoris/ deren wir zuvor in mangel gestanden/ gemehret und gebessert.

      Meyntz [Mainz], Franz Behem, 1568. Titel + 3 n.n. + CLXV + 1 n.n. + XXXIX + 5 n.n. + CCVII + 2 n.n. + LVII Bll. Blindgeprägter Ld. der Zeit, auf vier Bünden, ohne die dazugehörigen Schließen. VD 16 H 1603: Die letzten drei Blätter liegen in Kopie bei. - Titelblatt mit alter Fehlstelle (Textverlust des Titels), starke Gbrsp., Randläsuren, tlw. m. alten Hinterlegungen, hds. Eintragungen a. V., fl. V. m. Fehlstellen u. Einrissen, Buchblock fest. Es fehlen die letzten drei Blätter Text. - Mit allen Holzschnitt-Abbildungen in dem erhaltenen Text. Versand D: 7,00 EUR Theologie, Religion

      [Bookseller: Antiquariat Weinek]
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        Walcheren . Zuyt Bevelant]. Tholen, Korstiaen Bestebroer, 1784. Map: 42 x 52.5 cm (frame: 61 x 71.5 cm). Manuscript map in ink and watercolour on paper (map image 37 x 47 cm) at a scale of about 1:55,000 with north at the top. Framed.

      - Cf. Donkersloot-de Vrij, Topografische kaarten 692; Zelandia illustrata, p. 615. A manuscript copy of a 1568 manuscript map of what were then islands and waterways in Zeeland, covering the eastern half of Walcheren, most of Zuid-Beveland, the southern edge of Noord-Beveland and some smaller islands. It includes the cities of Middelburg, Veere, Vlissingen and Goes, and about twenty smaller towns and villages. It is executed in pen and watercolour in subtle shades ochre, blue, yellow, grey, green and pink and represents the cities and towns pictorially (with major churches and sometimes smaller buildings and fortifications), shows roads, 7 boats and ships in the water and sandbanks. The map was originally drawn by the surveyor Lieven Ruyte (ca. 1553-1601), apparently based on his own survey, and covers an area of about 19×27 kilometres. The original map of 1568 is said to have been in the hands of the town clerk of the city of Goes but is now known only from copies. With some foxing, mostly in or near the margins, but otherwise in very good condition. Some minor tears are confined to the margins and the map is very slightly worn along an old vertical fold. A detailed map showing islands and waterways in Zeeland as they were in 1568.

      [Bookseller: ASHER Rare Books]
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