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Displayed below are some selected recent viaLibri matches for books published in 1567

        GRAMATICES EPITOME / ELOCUTIONES. Atque clausulae e singulis M.T.C. Epist. fam. selectae, Vernaculaque; lingua expositae. 1567-1568.

      Apud Franciscum Rampazetum, 1567. "Una cum clausulis eiusdem ex Orationibus pro lege Manilia, pro Archia, atque è septem lib. Accusationum in Ca.Verrem". "Dialogus de Ratione interpretandi. De puro, & emendato sermone. Rhetorices Epitome. Auctore Hieronymo Capharo Salernitano". Due Opere raccolte in unico volume. Testi latini. Cm.14,3x9,4. Pg.48; (8), 320 (numerate solo al recto). Legatura coeva in piena pergamena molle, che presenta vistose spellature. Ritratto dell'Autore inciso al frontespizio del primo testo. Alcuni capilettera incisi. La seconda Opera è interessata da piccole tarlature diffuse, che ledono alcune lettere del testo. Girolamo Cafaro, latinista e professore di grammatica, retorica e poetica, nacque a Salerno e morì alla fine del secolo XVI. La prima edizione delle presenti Opere è del 1545. Codice libreria 78274.

      [Bookseller: Studio Bibliografico Pera]
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        GENOVA

      Venezia 1567 - Rara veduta propsettica della città di Paolo Forlani. Esemplare della tiratura di Bolognino Zaltieri, 1569. Descrizione tratta da Bifolco-Ronca, "Cartografia e topografia italiana del XVI secolo. Catalogo ragionato delle opere a stampa" (pubblicazione prevista per febbraio 2018). Titolo & iscrizioni In alto al centro il titolo GENOVA. Lungo il margine inferiore, legenda numerica di 25 rimandi a luoghi e monumenti notabili, distribuita su cinque colonne. Orientazione con una rosa dei venti con la semplice indicazione dei quadranti, il nord in alto. Carta priva di scala grafica. Acquaforte e bulino mm 185x280. Notizie storico critiche Probabilmente deriva dall’affresco locato a Palazzo Doria-Spinola. Veduta anonima, priva di data ed indicazioni editoriali che viene attribuita a Paolo Forlani. L’opera è infatti inserita nel Il primo libro delle citta et fortezze del mondo edito a Venezia nel 1567. Si trova anche nella raccolta cinquecentesca della Biblioteca Casanatense di Roma. La veduta è ristampata, inalterata, da Bolognino Zaltieri in due diverse edizioni del De’ disegni delle più illustri citta, et fortezze del mondo di Giulio Ballino, entrambe pubblicate a Venezia nel 1569. Stati & edizioni: l’opera non ha nessuna variante di lastra, ma le tirature dello Zaltieri (1569) presentano un testo descrittivo al verso. Bibliografia: a) Ganado (1982): n. 78. b) cf. Valerio (1998): p. 40, n. 32 e p. 47, n. 16. Censimento: Cambridge, Harvard University; Chicago, Newberry Library; Duistland, collezione Hellwig; Firenze, Biblioteca Nazionale (2); Firenze, Marucelliana; Londra, British Library (2); Milano, Raccolta Bertarelli; Monaco di Baviera, Bayerische StaatsBibliothek; Napoli, Biblioteca Nazionale; Parigi, Bibliothèque Nationale (2); Roma, Angelica; Roma, Biblioteca Nazionale; Roma, Casanatense; Roma, Corsianiana; Stanford, University Library; Urbino, Biblioteca Universitaria; Venezia, Marciana; Venezia, Museo Correr; Vienna, Österreichsche National bibliothek; Washington, Library of Congress; Wroclau, Uniwersytet. "Rare town-plan of Genoa, attribued to Paolo Forlani, first published in "Il Primo Libro Delle Citta, Et Fortezze Principali Del Mondo", this is the second issue in Giulio Ballino's "De' Disegni Delle Piu Illustri Citta " published by Bolognino Zaltieri in 1569 Probably the work is based on the fresco in Palazzo Doria-Spinola, Etching and engraving, in good condition. Literature: cfr. Valerio (1998): p. 40, n. 32 e p. 47, n. 16. Knowx examples: Cambridge, Harvard University; Chicago, Newberry Library; Duistland, collezione Hellwig; Firenze, Biblioteca Nazionale (2); Firenze, Marucelliana; Londra, British Library (2); Milano, Raccolta Bertarelli; Monaco di Baviera, Bayerische StaatsBibliothek; Napoli, Biblioteca Nazionale; Parigi, Bibliothèque Nationale (2); Roma, Angelica; Roma, Biblioteca Nazionale; Roma, Casanatense; Roma, Corsianiana; Stanford, University Library; Urbino, Biblioteca Universitaria; Venezia, Marciana; Venezia, Museo Correr; Vienna, Österreichsche National bibliothek; Washington, Library of Congress; Wroclau, Uniwersytet." Dimensioni 280 185mm

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Il Vero Disegno e l'istato di Parma Città Nobilissima, e Illustrissima in Lombardia

      Venezia 1567 - Veduta prospettica della città relativa all’assedio della città nell’estate del 1551, voluto da papa Giulio III per contrastare l’allenza tra i Farnese e la Francia. Si basa sul modello silografico introdotto da Bartélémy Bonhomme a Lione nel 1557, che rappresenta la prima veduta della città, ripresa da un punto di vista basso posto ad ovest. Si tratta comunque di un disegno abbastanza approssimativo per il tessuto urbano, più dettagliato e accurato nella rappresentazione delle fortificazioni. All’inerno della cinta muraria Parma si presenta in una sintesi di pochi edifici per i quali l’autore tenta di raggiungere una certa connotazione architettonica. In Italia il modello venne introdotto da Paolo Forlani, con la veduta contenuta nel Il primo libro delle citta et fortezze del mondo edito a Venezia nel 1567. Questa veduta, poco nota dalla letteratura, è pubblicata dalla tipografia di Donato Bertelli; alcuni esemplari della veduta si trovano nel Le vere imagini et descritioni delle piu nobili città del mondo, edito a Venezia da Donato nel 1569, in assoluta concorrenza con le raccolte di Forlani (1567) e del consanguineo Ferrando Bertelli (1568). Crediamo che la data M.D.LXVII. in lastra non sia relativa all’anno di stampa ma dovuta alla trascrizione dell’iscrizione. Incisione in rame, priva dei margini, piccoli restauri, tracce di colla al verso, nel compesso in buono stato di conservazione. Molta rara. Bibliografia: Christie’s (1998): n. 992; Dzikowski (1940): n. 93; Ganado (1982): n. 80; Da Mareto (1975): pp. 30-31, n. 24; cf. Valerio (1998): p. 45, 7, n. 2 e 8, n. 8. Esemplari noti: Londra, British Library; Milano, Raccolta Bertarelli; New York, Public Library; Parma, Biblioteca Palatina; Philadelphia, Anne & Jerome Fisher Fine Arts Library; Roma, Angelica; Roma, Biblioteca Apostolica Vaticana; Roma, Casanatense; Stanford, University Library; Venezia, Marciana; Vilnius, University Library; Yale, University Library. Dimensioni 260 185mm

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Parise

      Venezia 1567 - - RARISSIMA PRIMA EDIZIONE - Carta anonima e priva di dati editoriali attribuita a Paolo Forlani. L’opera è infatti inserita ne Il primo libro delle citta et fortezze del mondo edito a Venezia nel 1567. La carta è ristampata, inalterata, da Bolognino Zaltieri in due diverse edizioni del De’ disegni delle più illustri citta, et fortezze del mondo di Giulio Ballino, entrambe pubblicate a Venezia nel 1569. Magnifica prova di questa rarissima pianta della città. Bibliografia: Borroni Salvadori (1980): n. 299; Castellani (1876): n. 77; Wieder (1915): n. 118; Boutier (2007): pp. 90-91, n. 9; Ganado (1993): p. 33, nn. A10, C13; Marcel (1907): pp. 75-77; Tooley (1939): n. 441; cf. Valerio (1998): p. 40, n. 14 e p. 47, n. 21. - The very rare early edition by Forlani - A very rare perspective view from the famous Il primo libro delle citta, et fortezze principlai del mondo by Paolo Forlani, published in 1567. After this collection was made available, it gave start to a new tendency in XVI century Italy: the collection of city plans and urban views. The plate was then printed by Bolognino Zaltieri (together with those of Bertelli and Zenoi) to illustrate the work by Giulio Ballino, De’ disegni delle più illustri città, et fortezze del mondo, 1569. The Zaltieri's issue showing text on the back. Copper engraving, with small margins, excellent condition. Literature: Borroni Salvadori (1980): n. 299; Castellani (1876): n. 77; Wieder (1915): n. 118; Boutier (2007): pp. 90-91, n. 9; Ganado (1993): p. 33, nn. A10, C13; Marcel (1907): pp. 75-77; Tooley (1939): n. 441; cf. Valerio (1998): p. 40, n. 14 e p. 47, n. 21. Dimensioni 260 190mm

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Opera Nova de Achille Marozzo Bolognese, Maestro generale d l'arte d l'Armi.

      Venice, Heredi di Marchio, 1567 (Colophon). - Title-page: 1568. Small 4to. Later full calf. Richly gilt spine and with gilt lettering. Gilt centerpiece on both cover. Covers with broad gilt borders. Title-page in wood-cut showing armoured kings. Title-page a bit shaved at top and bottom. FF (4), FF 131. A faint dampstain throughout, decreasing towards end. 2 leaves with a tear, neathly repaired (no loss). Woodcut initials. Complete with 78 full-page woodcut-illustrations by Fontana, depicting fighting scenes with sword, dagger, lancet etc. Scarce third edition, the last with the original woodblock illustrations of a work which is called the "most ancient work known on the subject" of fencing (Cockle, Bibliography of Military Books up to 1642, No. 744). In this copy the colophon has the year 1567 and it is not identical with the 1568-edition as this has new illustrations in copper-plates (by Fontana). The offered has the original wood-cut illustrations, but partly recarved ?The work is a Bolognese fencing manual written by Achille Marozzo and first printed in 1536. This is the most extensive and significant treatise on the Dardi (or "Bolognese") style of Italian swordsmanship, as well as one of the most influential fencing manuals of the 16th century. "Opera Nova was first printed in Modena in 1536 by D. Antonio Bergolae. Older fencing bibliographies have made reference to an earlier edition in 1517, but this has recently been disproven. The treatise was reset and reprinted in Bologna in 1546, and reprinted again in Venice in 1550 using the original typeset. In 1567-68 it was reprinted in Venice again, but this time based on the 1546 Bologna printing" (Wikipedia).

      [Bookseller: Lynge & Søn A/S]
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        Wappen Buch, Darinen alter Geistlichen Prelaten Herre und Landleut auch der Stett des löblichen Fürstenthumbs Steyer Wappen und Insignia mit ihren farben, nach ordnung, wie die im Landthauss zu Graz angemahlt zu finden. [Steiermärkisches Wappenbuch]

      Original: Gedruckt zu Gratz durch Zachariam Bartsch Formschneider 1567. Nachdruck: Graz 1872. - gr.8°, Halbpergamenteinband mit aufmont. Deckeln, 7 Seiten und 140 s-w-Tafeln Ex Libris auf Vorsatz verso, erste Blatt fleckig, letztes Drittel des Blocks hinten mit Falz, letzte ca. 20 Blatt oben mit Eckfalz, ein Blatt mit Randläsur, sonst gut

      [Bookseller: Cassiodor Antiquariat]
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        Consilium Historiae Universitatis Scribendae. Florentiae, ex officina Laurentii Torrentini, 1548. RELIE AVEC (en tête): 2). CASA (Giovanni della). Latina Monimenta. Quorum partim Versibus, partim soluta oratione scripta sunt. Florentiae, in Officina Iuntarum Bernardi filiorum Iterum edita Nonis Sept. 1567.

      - 2 ouvrages en 1 volume in-4. 1). 197pp. 2). 12ff. 210pp. 1f. (1f.blanc). Plein veau brun, plats ornés de plaques estampées à froid, titre du premier ouvrage inscrit à l'encre sur la tranche (reliure entièrement refaite en conservant le décor original des plats). 1). Edition Originale de cet ouvrage important dans l'histoire de la pensée historique. Christophe Milieu était un intellectuel suisse originaire de la ville d'Estavayer-le-Lac (pays de Vaud). Après avoir étudié le droit civil en Italie, enseigné au collège de la Trinité à Lyon et s'être converti au protestantisme, il avait voyagé en Allemagne et en Turquie. C'est à cette occasion qu'il conçut l'idée de ce livre novateur sur l'histoire des choses et de leur connaissance, qui constitue un travail précurseur des conceptions actuelles de la discipline connue sous le nom d'histoire culturelle. "In 1548 Christophe Milieu (or Christophorus Mylaeus) published in Florence a remarkable book entitled 'Plan for writing the History of the Universe', and three years later he produced an expanded edition, printed in Basel, called 'Writing the History of the Universe of Things'. Virtually unknown and seldom appreciated by students of the Renaissance learning, Milieu has two claims to the attention of modern scholars. He was perhaps the first author to employ the term 'historiae litteraturae' ('history of literature') and to have a critical conception of this genre; and moreover he fundamentally transformed the classical and medieval 'encyclopedia' of arts and science by looking radically to history and to the idea of evolution as ways of arranging and understanding the western intellectual heritage. The result was a pioneering work in a field of study that did not have a name for another two centuries, that is, cultural history" (Kelley). L'ouvrage parut avec privilège de Charles Quint, aux héritiers duquel l'auteur dédia la deuxième édition de 1551. Il fut inséré avec les travaux de Bodin et de Baudoin dans la collection d'ouvrages historiques de Wolf, parue en 1579, et une autre édition séparée vit le jour à Iéna en 1624. Si dès l'époque de Larousse, le caractère précurseur des travaux de Milieu était déjà reconnu, il fallut attendre les travaux récents de Kelley pour une analyse détaillée de son ouvrage. Très bon exemplaire. 2). Edition Originale (exemplaire de seconde émission à la date de 1567) des œuvres latines de Giovanni della Casa (1503-1556), le célèbre auteur de la Galatée. Elles contiennent, outre des poèmes, oraisons, lettres et autres pièces de circonstance, des notices biographiques sur Pietro Bembo et Gaspard Contarini. Taches et salissures sur la page de titre, petite mouillure angulaire aux premiers feuillets. Ce recueil fut certainement constitué par un lecteur espagnol du 16e siècle qui a inscrit son nom dans la marge inférieure de chaque page de titre: "Don Antonio Bela, 1573". La reliure ayant gardé ses ornements d'origine sur les plats, reste fort décorative. 1). Cf. Donald R. Kelley, "Writing cultural history in early modern Europe: Christophe Milieu and his project" in: Renaissance Quarterly, 1999, n° 52. [Attributes: First Edition; Hard Cover]

      [Bookseller: Librería Comellas]
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        Francisci Vicomercati mediolanensis in octo libros Aristotelis De Naturali Auscultatione Commentarij.

      Ex officina Dominici Guerrei, et Io. Baptistae fratrum (Domenico e Giovanni Battista Guerra), 1567. Segue al frontespizio: Et eorundem librorum è Graeco in Latinum per eundem conversio. Ad Henricum II Gallicarum Regem. Testo in greco tradotto e commentato in latino da Francesco Vimercati nobile milanese, valido e stimato Professore di Filosofia, ricevette da Francesco I° la cattedra all'Università di Parigi. Due lettere dedicatorie in apertura. Testatine, capilettere e figure xilografate nel testo su due colonne. Esemplare particolarmente bello in quanto totalmente coevo, pieni margini, legatura coeva, completo anche dell'ultima carta con marca tipografica, medesima sul frontespizio, riportata al centro della pagina. Lievi ma ininfluenti gore, firma d'epoca occultata al frontespizio. Ottimo esemplare. Legatura coeva in piena pergamena floscia, cinque nervetti alle cerniere, titoli calligrafati al dorso, macchie d'inchiostro d'epoca al piatto anteriore, carte 4, 223, 1, in folio

      [Bookseller: Libreria il Bulino]
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        Niderlands Beschreibung in welcher aller darinn begriffnen Landtschafften, F

      1. Niderlands Beschreibung in welcher aller darinn begriffnen Landtschafften, F

      [Bookseller: HGomoll]
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        Mit hoher Bewilligung gibt Franz Schatzel, aus der Stadt Steyer, sich die Ehre, sein ganz neu errichtetes, hier noch nie gesehenes optisches Kunst-Kabinet mit Wachsfiguren zur Schau zu bieten, welches bisher noch in allen Orten, wo er dasselbe produzirte, mit allgemeinem Beifalle beehrt wurde. (...) Der Schauplatz ist in der grünen Bude und ist offen von Morgens 7 bis Abends 9 Uhr. Des Nachtheils an den Figuren wegen wird höflichst ersucht, im Kabinete nicht Tabak zu rauchen."

      1 einseitig bedruckter Bogen, Mit zentralem Holzschnittporträt (12 cm x 9,5 cm). 49 x 38 cm Plakat stockfleckig und mit Spuren einer zweifachen Faltung (in den Knickfalten teils gebräunt) an drei Stellen mit kleinen, professionell hinterlegten, Einrissen - bei einem Einriss auch mit winzigem Ausriss (minimaler Buchstabenverlust) mit einigen sehr schwachen Wasserflecken (den Gesamteindruck nur unwesentlich beeinträchtigend) Knickspur in der oberen Ecke (außerhalb des Textes) etwas angerändert unbeschnitten. Text und Bild sind von einer ornamentalen Holzschnittbordüre umgeben (ca. 1 cm breit) das Holzschnittportrait zeigt Hans von Staininger aus Braunau (gest. 1567), der durch einen bis zum Boden reichenden Bart Aufmerksamkeit erregte neben dem Holzschnitt mit Kurzbeschreibungen der 14 Figuren bzw. Szenen, die das Wachsfigurenkabinett, wohl auf Jahrmärkten, zeigte die Datierung ergibt sich aus "Vorstellung" Nr. 9: "Seine k.k. Majestät Franz I. auf dem Leichengerüste am 4. März 1835." - das Plakat dürfte nicht lange danach gedruckt worden sein. Gut erhaltenes österreichisches Jahrmarktsplakat - wahrscheinlich das einzige erhaltene Exemplar.

      [Bookseller: Antiquariat am Moritzberg]
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        Napoli

      1567. In alto al centro il titolo NAPOLI. Alcuni luoghi nella carta sono indicati conil nome. Carta priva di orientazione e scala grafica. Acquaforte e bulino, in ottimo stato di conservazione. Veduta di Napoli dal litorale orientale, priva di data ed indicazioni editoriali. Si basa sul modello silografico introdotto da Guillaume Guéroult a Lione nel 1551, pubblicato poi nel Premier livre des figures et pourtraitz de villes edito da Balthazar Arnoullet l'anno seguente, che rappresenta la prima veduta della città presa dal ponte della Maddalena e che il Guèrolt potrebbe aver raccolto dal vivo durante il suo viaggio in Italia. La veduta è contenuta nel Il primo libro delle citta et fortezze principali del mondo edito a Venezia da Paolo Forlani nel 1567, che costituisce la prima raccolta di piante e vedute urbane del Rinascimento italiano. L'opera è ristampata, inalterata, da Bolognino Zaltieri in due diverse edizioni del De' disegni delle più illustri citta, et fortezze del mondo di Giulio Ballino, entrambe pubblicate a Venezia nel 1569. L'opera non ha nessuna variante di lastra, ma le tirature dello Zaltieri (1569) presentano un testo descrittivo al verso. Bibliografia: Ganado (1993): p. 24 e p. 33, n. B3; Pane-Valerio (1988): pp. 58-59, n. 12; Valerio (1998): n. 9 e n. 12. Venezia Venice 256 172

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        La nobile città di Messina

      1567. Veduta a volo d'uccello della città, stampata per la prima volta a Roma dal celebre editore francese nel 1567, quindi edita per la seconda volta dall'editore belga Henrick van Schoel. Questa prima versione si differenzia dalla successiva per la maggiore grandezza della lastra, il maggior numero di richiami e la mancanza in alto a destra della figura della Vergine, rappresentata tra le nuvole sopra la luna, a proteggere e benedire la città. Incisa da Gaspare Agraria, questa opera rappresenta la prima carta a stampa della città. Incisione in rame, irregolarmente rifilata al rame, o con sottili margini, per il resto in ottime condizioni. Opera di grandissima rarità. Bibliografia: De Seta p.150/151; Cartografia Rara p. 93, 85; Tooley 388. Dimensioni 555x420. Bird's eye - view of the city, printed for the first time in Rome by the famous French publisher in 1567, and printed for the second time by Henrick van Schoel, a Belgian editor. This first version differs from the second for the size of the plate, the number of references and the lack of the figure of the Vergin on upper right, depicted among the clouds over the moon, protecting and blessing the city. Engraved by Gaspare Agraria, this work is the first map of the city ever printed. Copper engraving, irregularly trimmed to platemark or with thin margins, otherwise in excellent condition. Etremely rare. Roma Rome De Seta p.150/151; Cartografia Rara p. 93, 85; Tooley 388. Dimensioni 555x420.

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Histoire ecclésiastique ... traduicte nouvellement du Latin en Francois : laquelle contient en dix huict livres, les principales affaires chrestiennes, des le temps auquel nostre Seigneur Jesus Christ s'apparut, ayant prins chair humaine, jusques à six cens vingtcinq ans ensuyuans.

      Paris, Sebastien Nivelle, 1567. ____ Première édition en français, elle est rare, on rencontre plus souvent l'édition suivante de 1578. La traduction est de Jean Gillot. Nicéphore Calliste (1236-1335), moine byzantin, a laissé cette histoire ecclésiastique qui court des débuts du christianisme jusqu'en 610. Si les sources utilisées pour reconstituer l'histoire des quatres premiers siècles sont connues, celles utilisées pour les deux derniers ont aujourd'hui complètement disparu. Cette oeuvre constitue un document de première importance sur l'histoire des débuts du christianisme et la pratique de certains cultes, notamment celui de la Vierge. Edition partagée, on trouve des exemplaires de cette édition aussi sous les noms de Gilles Gourbin ou Michelle Guillart ou encore Marnef et Cavellat. Provenance : ex libris de Victorien Sardou, Bibliothèque de Marly. Le dramaturge Victorien Sardou (1831-1908), membre de l'Académie française possédait une vaste bibliothèque de livres anciens qui fut dispersée aux enchères en 1909. La reliure, un peu usée, est assez belle : charnière supérieure fendue mais solide, coiffe arasée, coins usés, griffures sur les plats. Excellent état intérieur. Brunet 4, 54. *****. In-folio. Collation : (24), 492 ff. Veau brun, dos à nerfs orné, feuillage doré au centre des plats. (Reliure de l'époque.).

      [Bookseller: Hugues de Latude]
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        La Géomance du seigneur Christophe de Cattan, Gentilhomme Genevois. Livre non moins plaisant & recreatif, que d'ingenieuse invention, pour scavoir toutes choses presentes, passes, & à advenir. Avec la Roüe de Pythagoras. Le tout mis en lumiere par Gabriel du Preau: & par luy dedié à monsieur Nicot, Conseiller du Roy, & maistre des Requestes de l'hostel

      1567. A Paris, Jean Corrozet, 1567. Pour Gilles Gilles, Libraire demeurant devant le Collège de Cambray, aux trois Corones. Petit in-4, reliure postérieure demi-basane chocolat, dos lisse orné de filets et fleurons dorés. 3 feuillets blancs, 145 feuillets (titre gravé compris) et 2 feuillets pour la table. Très beau titre dans un encadrement gravé par Jean Cousin "aux deux faunes" et signé C en bas dans le motif. Lettrines, nombreuses figures dans le texte attribuées à Oronce Finé, dont la célèbre Roue Pythagorique, ou de fortune, au verso du feuillet 143. Tableaux et diagrammes. Manque sur le haut de la page de titre (découpe en long de 1/2 cm), ex-libris manuscrit "Joannis Jacobi, second Doctoris medici université Montpellier". Mouillure pâle en marge haute des 14 premiers feuillets. Seconde édition. Un des traités les plus complets de géomancie. L'auteur s'intéresse autant à l'astrologie qu'à la divination, examinant une à une les figures composées par les planètes, les étoiles et les constellations. Il comprend des données du plus haut intérêt sur l'astrologie et les autres branches de la divination (Caillet). Ecrit en français et publié par Gabriel Dupréau qui en avait obtenu le manuscrit, il s'agit de l'unique ouvrage du Gênois Christofe de Cattan qui ait connu les honneurs de l'impression. L'ouvrage divisé en trois livres, débute avec l'explication des signes du zodiaque et l'influence des quatre éléments pour ensuite continuer avec l'explication du système numérologique de Girard de Crémone qui occupe un long chapitre. Les informations sur La roue de fortune "approuvée et confirmée par science et raison de Pythagoras" sont placées à la fin de l'ouvrage et sont accompagnées d'une illustration. La roue est divisée en quatre maisons. Cattan était originaire de la ville de Gênes en italie. Caillet, I, 2093.

      [Bookseller: Librairie Artgil]
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        Della storia di Niceta Coniate delle cose dell'imperio di Costantinopoli libri VII. Ne' quali si contengono i fatti degl'Imperatori Greci, cominciando da Alessio Comneno dove lascia il Zonara, fin'all'anno MCCCCLVII nel quale fu presa quella città da Con le postille a suoi luoghi dinotanti le cose di maggiore importanza. Et con molte altre cose utili e necessarie a Lettori.

      appresso Francesco Sansovino, 1567. Cm. 20 x 14,5; 111 carte numerate con marca tipografica al frontispizio, testatine e capolettera ornati xilografici; legatura moderna in mezza pelle con titolo e fregi oro al dorso.CONDIZIONI MOLTO BUONE nel complesso con carta bianca e forte: margine superiore un po' breve; timbro di biblioteca cessata, una sottile nota a matita rossa e due forellini di tarlo riparati al frontispizio; un leggero alone maggiormente visibile tra le carte 1 - 12 che scompare prima della metà del volume; alcune macchioline ai tagli

      [Bookseller: Libreria Palatina Editrice]
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        Libro de algebra en arithmetica y geometria.

      First edition Antwerp: heirs of Arnold Birckman, 1567. Exceptionally fine copy, bound in citron morocco for Jacques-Auguste de Thou (1553-1617), of this rare and celebrated treatise on algebra. "Considered the greatest of Portuguese mathematicians, Nuñez reveals in his discoveries, theories, and publications that he was a first-rate geographer, physicist, cosmologist, geometer and algebraist" (DSB). Only three other copies have appeared at auction in the last 50 years. J.A. de Thou assembled one of the greatest libraries of his time. Thou's library later became the property of Jean-Jacques Charron, marquis de Ménars (1643-1718) before being sold off in 1789. ?Frank Streeter 392; Macclesfield 1548; Honeyman 2354; Peeters-Fontainas 845 (this copy). "Both as Royal Cosmographer under King John III (the Pius) of Portugal and as professor of mathematics at the University of Coimbra, Nuñes gave instruction in the art of navigation to those associated with Portugal's merchant and naval fleets. His Libro de algebra provided the mathematical underpinnings of that instruction -- and much more -- adopting Pacioli's abbreviated notational style and treating the solution not only of linear and quadratic equations but also that of a cubic equation of the type x3cx = d following the spectacular mid-sixteenth-century work of the Italians Niccolo Tartaglia and Girolamo Cardano" (Katz & Parshall, Taming the Unknown, p. 205). The book is in three parts. The brief first part deals with equations of the first and second degree, drawing directly from the work of Luca Pacioli and the maestri d'abbaco. The longer second part deals with the theory of ratio and proportion, and explains the handling of roots and polynomials. The third and longest part deals with equations of the third degree, following Tartaglia and Cardano, and contains a large collection of arithmetical and geometrical problems and their solutions. For a detailed account of the contents of the work, see Antoni Malet, Changing notions of proportionality in pre-modern mathematics, pp. 193-6 (academia.edu/2237488/Changing_Notions_of_Proportionality_in_Pre-Modern_Mathematics). 8vo (167 x 104 mm), ff. [xvi], 339 (recte 341), woodcut printer's device on title, woodcut diagrams in text. Early 17th century French citron morocco, all edges gilt, spine tooled in compartments with de Thou's final monogram, covers with three-line roll border and in the centre the combined arms of de Thou and his second wife Gasparde de La Chastre. Very fine and clean. An outstanding copy in first-rate condition of this rare and important book. Custom vellum slip case.

      [Bookseller: SOPHIA RARE BOOKS]
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        Opera nunc vero ad exemplaria Graeca denuo summa fide diligentiaq collata Basle ex officina Frobeniana per Ambrosium et Aurelium Frobenios fratres

      

      [Bookseller: Maggs Bros. Ltd. ]
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        Les vies des Hommes illustres.

      1567 - La plus belle édition ancienne des ?uvres de Plutarque traduite par Amyot et imprimée par Vascosan.Paris, 1567-1574.De la bibliothèque Hector de Backer (n° 472). Paris, par Vascosan, imprimeur du roy, 1567.6 volumes petit in-8.Les ?uvres morales et meslees de Plutarque, Translatées de Grec en François, reueuës & corrigees en ceste seconde Edition en plusieurs passages par le Translateur.Paris, par Vascosan, 1574.7 volumes petit in-8. Ensemble 13 volumes in-8. Exemplaire réglé. Maroquin vert, triple filet doré encadrant les plats, dos lisses ornés de filets, roulette et volutes dorés, coupes décorées, roulette intérieure, tranches dorées. Reliure de Derôme le jeune. 159 x 101 mm. / The finest old edition of Plutarch's Works translated by Amyot and printed by Vascosan.Paris, 1567-1574.From Hector de Backer's collection (n° 472). Paris, par Vascosan, imprimeur du roy, 1567.6 volumes small 8vo.Les ?uvres morales et meslees de Plutarque, Translatées de Grec en François, reueuës & corrigees en ceste seconde Edition en plusieurs passages par le Translateur.Paris, par Vascosan, 1574.7 volumes small 8vo.Set of 13  volumes 8vo [159 x 101 mm]. Ruled copy. Green morocco, triple gilt fillet on the covers, flat spines decorated with gilt fillets and borders, inner border, gilt edges. Binding by Derôme le Jeune. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Librairie Camille Sourget]
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        La fauconnerie de F. Jan des Franchières, Grand Prieur d'Aquitaine : recueillie des livres de M. Martino, Malopin, Michelin, & Amé Cassian. Avec, une autre fauconnerie de Guillaume Tardif, du Puy en Vellay. Plus, la volerie de messire Artelouche d'Alagona, seigneur de Maraueques. D'avantage, un recueil de tous les oiseaux de proye, servans à la fauconnerie & vollerie.

      Poitiers, Enguilbert de Marnef & Bouchets frères, 1567. ____ Seconde édition. C'est la première où l'on trouve réunis les traités de Tardif, Artelouche et de Guillaume Bouchet. On ne connaît que deux exemplaires de la première édition, imprimée vers 1531. Ecrit vers 1443, l'ouvrage de Franchières est le premier traité de fauconnerie écrit en français. Illustré par 28 gravures sur bois d'oiseaux de proie. Petite fente sur la charnière supérieure sur 4 cm, la coiffe a été anciennement restaurée. Ex-libris armorié de Pierre Mouchon avec la devise "Cave muscam Pungit ". Bibliographe et grand collectionneur de livres sur la chasse, Pierre Mouchon est l'auteur d'un "Supplément" à la bibliographie de Thiébaud. Thiébaud 428. Mortimer, Harvard 237. ***** Second edition. Only two copies are known of the first one. This is the first printed book on falconry. Illustrated by 28 woodcuts. From the library of Pierre Mouchon, collector and bibliographer. Mortimer, Harvard 237. OCLC : Yale. In-4. [216 x 145 mm] Collation : (8), 160, (4), 96, (2), 37, (1), 64 pp. Veau glacé, dos à nerfs orné, étiquette de titre rouge, tranches mouchetées. (Reliure du début du XVIIIe.).

      [Bookseller: Hugues de Latude]
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        De gentium septentrionalium variis conditionibus statibusque, & de morum, rituum, superstitionum, regiminis, disciplinae victus &c mirabili diversitate.

      Basel: Henric Petri, 1567. 1st Edition. Hardcover. Folio - over 12 - 15" tall. Folio (311x200 mm), [96], 854, [2] pp., 1 folding woodcut map, approx. 480 woodcuts in text and printer's device, 6 leaves of index and the map supplied, contemporary blindstamped pigskin over wooden boards (stained and worn, spine repaired at top, lacking clasps), occasional neat annotations and markings in old hand, repaired tear to lower corner of p.67, the map with a marginal tear without loss, little worming to title and last leaf, very minor browning and spotting. A fine copy with the rare map in contemporary binding. Collated complete. -----VD 16, M 225; BM, German Books 587; Adams M 141; Collijn II, 363 ff.; Warmholtz 1414. - First Basel edition. Illustrated with c. 480 small woodcuts in text and a large folding woodcut map of Scandinavia lacking in most copies. The map is designed after Olaus Magnus' own map, originally printed in nine sheets in 1539 with a brief introduction. Erste Basler Ausgabe, selten. War erstmals 1555 in Rom erschienen. Klassisches Hauptwerk des 16. Jahrh. über Skandinavien, Polar- u. nordosteurop. Länder. In enzyklopädischer Form und hübsch illustriert gibt es Auskunft über Geschichte u. Kultur, Kriege, Schiffahrt, Handwerk, Jagd, Fischerei, Walfang usw. Very Good.

      [Bookseller: Milestones of Science Books]
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        Hipparchi Bithyni in Arati et Eudoxi Phaenomena libri III; eiusdem libri asterismorum; Achillis Statii in Arati Phaenomena; Arati vita, et fragmenta aliorum veterum in eius Poema.

      Florence: In officina Iuntarum, Bernardi filiorum, 1567. First edition, very rare, of the only surviving work of Hipparchus (c. 190-127 BC). "Even the most casual discussion of ancient astronomy will not fail to call Hipparchus of Nicaea in Bithynia 'the greatest astronomer of antiquity' (Otto Neugebauer, 'Notes on Hipparchus,' Astronomy and History: Selected Essays (1983), p. 320). Our knowledge of Hipparchus' works is principally derived from the present work, Commentary on the Phaenomena of Eudoxus and Aratus, what may be inferred from it about his earlier work, and from references to him by other contemporary authors, notably Ptolemy, who refers to him repeatedly in the Almagest. Only two copies of this work have appeared at auction in the last 40 years. "The work of Hipparchus, based as it was on a merging of Greek and Babylonian approaches, marks the transition between qualitative and quantitative mathematical astronomy. Hipparchus' contributions to astronomy were enormous. In the words of the French astronomer Delambre: 'When we consider all that Hipparchus invented or perfected, and reflect upon the number of his works and the mass of calculations which they imply, we must regard him as one of the most astonishing men of antiquity, and as the greatest of all in the sciences which are not purely speculative, and which require a combination of geometrical knowledge with a knowledge of phenomena'" (Linton, From Eudoxus to Einstein: A History of Mathematical Astronomy, p. 52). Hipparchus invented trigonometry, compiled the first comprehensive star catalogue in the western world, and discovered the precession of the equinoxes. He was probably also the first to consider a heliocentric model of the solar system, but abandoned it because his calculations showed that it was incompatible with perfectly circular orbits, as was believed to be mandatory in the science of the time. "In the mid-fourth century B.C., Eudoxus wrote a pioneering work naming and describing the constellations. This is now lost (Hipparchus is the main source of our knowledge of it). In the early third century B.C., Aratus wrote a poem based on Eudoxus, called "Phaenomena," which became immensely popular and is still extant. Not long before Hipparchus a mathematician, Attalus of Rhodes, wrote a commentary on Aratus (now lost). Hipparchus' treatise is a critique of all three works. None of the three contained any mathematical astronomy, only descriptions of the relative positions of stars, simultaneous risings and settings, and the like; and much of Hipparchus' criticism in books 1 and 2 is of the same qualitative kind. But even from this, one can see that he had fixed the positions of a number of stars according to a mathematical system (he incidentally notes some polar distances, declinations, and right ascensions). The last part of book 2 and the whole of book 3 are devoted to his own account of the risings and settings of the principal constellations ... Whereas his predecessors had merely reported the stars or constellations that rise and set together with a given constellation, Hipparchus gave the corresponding degrees of the ecliptic (for risings, settings, and culminations). At the end of book 3 is a list of bright stars that lie on or near twenty-four-hour circles, beginning with the hour circle through the summer solstice. Hipparchus says that the purpose of this is to enable one to tell the time at night when making astronomical observations. "In this treatise Hipparchus indicates the position of a star in various ways. We have already mentioned declination (which he calls "distance from the equator along the circle through the pole") and polar distance (the complement of declination) ... The assignment of the stars to the hour circles at the end of book 3 is also a form of right ascension. Besides these equatorial coordinates, we find in the section on simultaneous risings and settings a mixture of equatorial and ecliptic coordinates: Hipparchus names the point of the ecliptic that crosses the meridian together with a given star. In other words, he gives the point at which the declination circle through the star cuts the ecliptic. It is significant that this, the "polar longitude," is one of the standard coordinates for fixed stars in Indian astronomical texts. There are no purely ecliptic coordinates (latitude and longitude) in Hipparchus' treatise. "Far from being a "work of his youth" as it is frequently described, the commentary on Aratus reveals Hipparchus as one who has already compiled a large number of observations, invented methods for solving problems in spherical astronomy, and developed the highly significant idea of mathematically fixing the positions of the stars (Aristyllus and Timocharis recorded a few declinations in the early third century, but we know of nothing else before Hipparchus)" (G. J. Toomer in DSB). Most of what is known about Hipparchus is derived from references in Strabo's Geography, Pliny's Natural History and Ptolemy's Almagest. He was probably born in Bithynia (modern Iznik in Turkey), where he carried out his first scientific work. Around 142 B.C. he moved to Rhodes where he lived and worked for the remainder of his life. He died some time after 127 B.C. The lunar crater Hipparchus and the asteroid 4000 Hipparchus are named after him. Censimento 16 CNCE 22499; Houzeau & Lancaster 838; Pettas, Giunti, p.246. Folio (300 x 190 mm), pp. [8], 123, [1]. Text in Greek with Latin preliminaries, woodcut printer's lily device on title-page, woodcut head- and tail-pieces, woodcut vignette on final leaf verso, three arabesque Greek initials in the Byzantine style, seven historiated initials. Contemporary limp vellum, manuscript spine lettering, small hole in front paste-down and title due to adhesion between the two, light damp stain to outer margin of first 8 leaves, some marginal annotations in Greek, a few worm holes through the last half of the text and rear board, in all a very good and genuine copy in its original binding, unrestored. Provenance: Biblioteca de Cingaris, 1798 (bookplate on front paste-down).

      [Bookseller: SOPHIA RARE BOOKS]
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        Sommaire de la forme, vertu, nature, qualité et température des simples.

      1567. ____ Précieux manuscrit du XVIe siècle, en français, consacré aux vertus et usages des plantes en médecine. Il contient l'énumération d'environ 1000 plantes classées, pour la plupart, dans l'ordre alphabétique, selon leurs noms latins, avec l'indication de leurs usages en médecine : plantes astringentes, constringentes, laxatives, réfrigératives, diurétiques... L'auteur cite des auteurs classiques dont les principaux sont Théophraste, Dioscoride, Galien, Platearius et Mattioli. Parmi les plantes étudiées, on relève : asperge, ail, armoise, cardamome, chélidoine, euphorbe, ellébore, fenouil, gentiane, hysope, lys, mandragore, marrube, menthe, myrrhe, mélisse, noix muscade, noix d'Inde, noix vomique, origan, poivre, pavot, polypode, romarin, sureau, saxifrage, etc. Extraits : "De Hysopo. En francoys hysope. Elle est chaulde et freche au tiers degre et est composée de parties subtiles et pénétrantes. Elle évacue légèrement le flegme quy empesche la poictrine et le poulmon. Elle sert aux deffaulz et accidens du cerveau et des nerfz causes de flegmes [... ]. L'huille qui se faict avec les fleurs et feuilles d'hysope fortiffie les nerfz debilitez par froideur". "De Papaver. Il y a quatre sortes de pavotz. L'ung s'appelle Papaver erraticum qui est pavot sauvaige. Il croist au printemps parmy les orges, sa fleur qui est rouge ne dure guere. [Puis] deux sortes de sauvaiges, l'ung portant les testes pendantes contre bas et l'autre les portant plus grandes [et] de laquelle seconde espece se faict l'opium. La tierce espece est appellee papaver sativum sinhortense qui a les grains blanctz qui est froid et humide selon Platearius [... ]. Il y a le pavot noir qui est froid au quatriesme et mortiffere. Il se faict ung siropt des fleurs rouges du pavot sauvaige... ". On y trouve aussi des substances minérales, comme l'aspalto (bitume) et le petroleo (pétrole), des produits chimiques, comme le calcanto (vitriol), et même des substances d'origine organique, comme la mumia (momie) dont les "os des corps humains pulverisez et pris en breuvage servent à beaucoup d'infirmitez... ". Le manuscrit débute par une première table intitulée "Table des noms des simples, en latin et francoys contenus en ce livre sommaire de la forme vertu nature qualité et température d'icelles" contenant les noms des plantes, sur trois colonnes : noms latins selon l'ordre alphabétique, noms français et numéros de feuillet (ou folio). Suit une deuxième table : "Aultre table des noms francoys et latins des simples contenus en ce présent libvre"; elle contient les mêmes plantes, mais commence par les noms français, disposés dans l'ordre alphabétique, puis les noms latins et le numéro du folio. Elle se termine par une date : "19 Nvb 1567" (19 novembre 1567), probablement la date d'achèvement du manuscrit. Le texte, proprement calligraphié, présente au moins deux écritures différentes. Au début du XVIe siècle, le nombre de plantes citées dans les ouvrages était voisin de 600, se basant essentiellement sur les connaissances antiques et médiévales. Ce nombre ne cessa d'augmenter tout au long du siècle, avec des auteurs tels que Jean Ruel (De Natura stirpium libri tres, 1536, 737 plantes décrites), Hieronymus Bock (Kreuterbuch, 1551, 800 plantes décrites), Mathias de l'Obel (Stirpium adversaria nova, 1570-71, 1200 plantes décrites. Le présent manuscrit, contenant environ 1000 plantes médicinales, peut être considéré comme représentant la quasi-totalité de la pharmacopée française vers 1570. Le Catalogue collectif de France ne semble contenir aucun manuscrit sur les plantes médicinales rédigé à cette époque; la plupart des traités consacrés aux vertus des plantes datent du XVIIIe siècle et correspondent à des cours de matière médicale professés par Antoine de Jussieu au Jardin Royal des Plantes à Paris. Par ailleurs, le catalogue de la collection de l'Ordre national des pharmaciens (Paris, 1967) mentionne quelques pharmacopées et recueils de remèdes manuscrits, mais aucun du XVIe siècle. Provenance : Ex-libris manuscrit sur une page de garde : "Jacqt Joanne philopharmacus" (Jacquet Joanne, docteur en pharmacie), d'une écriture fin XVIe ou début XVIIe. Il s'agit peut-être d'un parent de l'apothicaire nommé Joanne, établi à Hesdin en 1789 et mentionné dans les archives de l'abbaye Saint-Vaast d'Arras (Loriquet, Chavanon et Tison, Inventaire sommaire des archives départementales du Pas-de-Calais antérieures à 1790, t. 3, série H). Pour le papier, il y a trois filigranes différents. Nous n'avons pas su les trouver dans Briquet. Cependant, l'un est une "main au naturel, face interne". Briquet reproduit des filigranes assez proche et écrit qu'elle est "banale dans la région nord-est de la France" (III, 575). Dos refait, quelques mouillures. Bel exemplaire. Il est tout à fait exceptionel de trouver un manuscrit de la Renaissance dans une langue vernaculaire, et plus encore un manuscrit d'intérêt scientifique .*****. Petit in-4. [201 x 147 mm] Collation : (204) ff. [notés 202] Daim, dos à nerfs, traces de lacets (Reliure du XVIe ou XVIIe.).

      [Bookseller: Hugues de Latude]
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        Histoire ecclésiastique ... traduicte nouvellement du Latin en Francois : laquelle contient en dix huict livres, les principales affaires chrestiennes, des le temps auquel nostre Seigneur Jesus Christ s'apparut, ayant prins chair humaine, jusques à six cens vingtcinq ans ensuyuans.

      Paris, Sebastien Nivelle, 1567. ____ Première édition en français, elle est rare, on rencontre plus souvent l'édition suivante de 1578. La traduction est de Jean Gillot. Nicéphore Calliste (1236-1335), moine byzantin, a laissé cette histoire ecclésiastique qui court des débuts du christianisme jusqu'en 610. Si les sources utilisées pour reconstituer l'histoire des quatres premiers siècles sont connues, celles utilisées pour les deux derniers ont aujourd'hui complètement disparu. Cette oeuvre constitue un document de première importance sur l'histoire des débuts du christianisme et la pratique de certains cultes, notamment celui de la Vierge. Edition partagée, on trouve des exemplaires de cette édition aussi sous les noms de Gilles Gourbin ou Michelle Guillart ou encore Marnef et Cavellat. Provenance : ex libris de Victorien Sardou, Bibliothèque de Marly. Le dramaturge Victorien Sardou (1831-1908), membre de l'Académie française possédait une vaste bibliothèque de livres anciens qui fut dispersée aux enchères en 1909. La reliure, un peu usée, est assez belle : charnière supérieure fendue mais solide, coiffe arasée, coins usés, griffures sur les plats. Excellent état intérieur. Brunet 4, 54. *****. In-folio. Collation : (24), 492 ff. Veau brun, dos à nerfs orné, feuillage doré au centre des plats. (Reliure de l'époque.).

      [Bookseller: Hugues de Latude]
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        Il vero et natural sito della Villa di Velez de Gomera..

      1567. "Carta topografica raffigurante la fortezza di Velez de Gomera, enclave spagnola nel Marocco. Sebbene anonima la carta viene assegnata alla mano di Paolo Forlani ed è parte della celebre raccolta di cartografia urbana che questi pubblica, insieme a Domenico Zenoi, nel 1567 con il titolo "Il primo libro delle citta, et fortezze principali del mondo"". L'opera è di incredibile rarità e non ebbe una grande fortuna editoriale. Forse perché le lastre furono acquisite dall'editore Bolognino Zaltieri, che le utilizza per la raccolta di cartografia urbana realizzata da Giulio Ballino, denominata ""De' disegni delle più illustri città e fortezze del mondo"", edita sempre a Venezia solo due anni dopo, nel 1569. Giulio Ballino era un avvocato veneziano che frequentava la casa dei Manunzio già verso il 1530, dedicandosi in gioventù allo studio dei classici. Il libro "De' disegni delle più illustri città, et fortezze del mondo", stampato da Bolognino Zaltieri, è costituito da cinquanta vedute ed una carta geografica. L'opera rappresenta il primo tentativo, nell'ambito dell'editoria italiana, della realizzazione di un testo/atlante delle principali fortezze e città del mondo. A differenza dei suoi predecessori, dei quali utilizza spesso i rami e le iconografie, egli concepisce un'opera unitaria corredata di testi e di indice, della quale, per la prima volta, si è ha conoscenza dell'esatto numero di tavole che la compongono. Sicuramente ispirata all'opera del Du Pinet Plantz, ""Pourtraitz et descriptions de plusieurs ville set forteresses.."", la raccolta del Ballino è molto probabilmente solo una parte del progetto iniziale, molto più ampio. Egli probabilmente intendeva pubblicare un'edizione in latino, sperando di lanciare la sua opera a livello europeo, ma si arrese davanti alla pubblicazione del primo libro del ""Civitates Orbis Terrarum"" di Georg Braun & Fransz Hogenberg, che in qualche modo bruciò parecchie delle iniziative editoriali sull'iconografia urbana. Le carte della raccolta sono datate tra il 1566 ed il 1568; secondo un recente studio di Albert Ganado (1993), trentadue di queste risultano essere ristampe dei rami di Paolo Forlani e di Domenico Zenoi, per la prima volta apparsi ne ""Il primo libro delle città, et fortezze principali del mondo del Forlani"" (1567); questo cospicuo gruppo di tavole è inserito nella raccolta con alcuni ritocchi nelle lastre, che vengono modificate. Altre furono per la prima volta pubblicate da Ferrando Bertelli nel Disegni di alcune più illustri città di fortezze del mondo con aggiunte di alcune isole principali, datato 1568. Il resto delle tavole sono di anonimi incisori di cui l'autore si servì per la sua opera, probabilmente anche per ritoccare le lastre di cui era già in possesso. Alcuni esemplari di questa rara opera recano il frontespizio allegorico inciso da Nicolò Nelli, famoso incisore e calcografo veneziano della seconda metà del '500; altri esemplari viceversa hanno un frontespizio non inciso. Entrambe le versioni sono edite dallo Zaltieri nel 1569. Difficile stabilire quale sia la prima stesura e quale quella successiva, la sola differenza è infatti notabile nel testo al verso delle carte, che può variare nella dimensione dei caratteri. Altra differenza che alcune carte sono numerate al verso, mentre le stesse, esaminate in altri esemplari, sono prive di questo numero di pagina. Per semplice deduzione logica possiamo affermare che gli esemplari privi del numero siano antecedenti, teoria tuttavia non del tutto surrogata dall'esame di più esemplari dell'opera. Acquaforte e bulino, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione." "Unsigned map showing Velez de Gomera, ascribed to Paolo Folrani. The map was first published in the incredible rare Paolo Forlani's town book """Il primo libro delle citta, et fortezze principali del mondo"", published in 1567 with a partnership of Domenico Zenoi. The plates then comes in the hand of the publisher Bolognino Zaltieri and published in the De' disegni delle più illustri città e fortezze del mondo"", by Giulio Ballino, in 1569. Giulio Ballino was a Venetian lawyer, a friend of the Manuzio family, really fond of classical studies. His work is the first attempt, in Italy, to realize an atlas/text of the main fortresses and cities in the world. Unlike his predecessors, from whom he copied the iconography, Ballino wanted to realize a complex work, with text and an index, so that the reader could know immediately how many works were inside the book. Following Du Pinet's Plantz, Pourtraitz et descriptions de plusieurs ville set forteresses.. Ballino's work is, with all probability, just the first part of an ambitious, bigger project. May be he wanted to publish a Latin edition, hoping to give his book great fame along Europe, but he had to change his mind when Georg Braun & Fransz Hogenberg published their Civitates Orbis Terrarum, which was then the first book to describe urban iconography. Ballino's plates have been issued between 1566 and 1568; according to Albert Ganado (1993), 32 of these happen to be reprints of Forlani & Zenoi's branches, already published for the first time in Il primo libro delle città, et fortezze principali del mondo (1567); the plates of these engravings have been afterwards modified. Some of them have been published in Bertelli's Disegni di alcune più illustri città di fortezze del mondo con aggiunte di alcune isole principali, (1568). Some examples of this rare work bear an allegorical title page, engraved by the Venetian artist Nicolò Nelli, a popular engraver of the XVI century; other examples bear a blank title page. Both versions have been printed by Zaltieri in 1569. It is quite hard to say which is the first version and which the last one, for the only difference is on the text on verso, with bigger letters in one case. Another difference is that some of the maps in one version have numbers on verso. We might say that those examples without numbers have been printed first, but the analysis of the engravings doesn't support this theory. The engravings listed hereby come from a defective edition; for preciseness of information, we must add that the authorship of every work has been given to the artist that realized it, even if all of them come from Ballino's collection. Copperplate, full wide margins, in excellent condition. Rare." Venezia Venice Destombes (1970): n. 200; Ganado (1982): n. 90. 286 190

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        Metz

      1567. "Anonima carta topografica raffigurante l'assedio di Metz, attribuita a Domenico Zenoi. L'opera è parte della celebre raccolta di cartografia urbana che questi pubblica, insieme a Paolo Forlani, nel 1567 con il titolo "Il primo libro delle citta, et fortezze principali del mondo"". L'opera è di incredibile rarità e non ebbe una grande fortuna editoriale. Forse perché le lastre furono acquisite dall'editore Bolognino Zaltieri, che le utilizza per la raccolta di cartografia urbana realizzata da Giulio Ballino, denominata ""De' disegni delle più illustri città e fortezze del mondo"", edita sempre a Venezia solo due anni dopo, nel 1569. Giulio Ballino era un avvocato veneziano che frequentava la casa dei Manunzio già verso il 1530, dedicandosi in gioventù allo studio dei classici. Il libro "De' disegni delle più illustri città, et fortezze del mondo", stampato da Bolognino Zaltieri, è costituito da cinquanta vedute ed una carta geografica. L'opera rappresenta il primo tentativo, nell'ambito dell'editoria italiana, della realizzazione di un testo/atlante delle principali fortezze e città del mondo. A differenza dei suoi predecessori, dei quali utilizza spesso i rami e le iconografie, egli concepisce un'opera unitaria corredata di testi e di indice, della quale, per la prima volta, si è ha conoscenza dell'esatto numero di tavole che la compongono. Sicuramente ispirata all'opera del Du Pinet Plantz, ""Pourtraitz et descriptions de plusieurs ville set forteresses.."", la raccolta del Ballino è molto probabilmente solo una parte del progetto iniziale, molto più ampio. Egli probabilmente intendeva pubblicare un'edizione in latino, sperando di lanciare la sua opera a livello europeo, ma si arrese davanti alla pubblicazione del primo libro del ""Civitates Orbis Terrarum"" di Georg Braun & Fransz Hogenberg, che in qualche modo bruciò parecchie delle iniziative editoriali sull'iconografia urbana. Le carte della raccolta sono datate tra il 1566 ed il 1568; secondo un recente studio di Albert Ganado (1993), trentadue di queste risultano essere ristampe dei rami di Paolo Forlani e di Domenico Zenoi, per la prima volta apparsi ne ""Il primo libro delle città, et fortezze principali del mondo del Forlani"" (1567); questo cospicuo gruppo di tavole è inserito nella raccolta con alcuni ritocchi nelle lastre, che vengono modificate. Altre furono per la prima volta pubblicate da Ferrando Bertelli nel Disegni di alcune più illustri città di fortezze del mondo con aggiunte di alcune isole principali, datato 1568. Il resto delle tavole sono di anonimi incisori di cui l'autore si servì per la sua opera, probabilmente anche per ritoccare le lastre di cui era già in possesso. Alcuni esemplari di questa rara opera recano il frontespizio allegorico inciso da Nicolò Nelli, famoso incisore e calcografo veneziano della seconda metà del '500; altri esemplari viceversa hanno un frontespizio non inciso. Entrambe le versioni sono edite dallo Zaltieri nel 1569. Difficile stabilire quale sia la prima stesura e quale quella successiva, la sola differenza è infatti notabile nel testo al verso delle carte, che può variare nella dimensione dei caratteri. Altra differenza che alcune carte sono numerate al verso, mentre le stesse, esaminate in altri esemplari, sono prive di questo numero di pagina. Per semplice deduzione logica possiamo affermare che gli esemplari privi del numero siano antecedenti, teoria tuttavia non del tutto surrogata dall'esame di più esemplari dell'opera. Acquaforte e bulino, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione." "Unsigned map of the siege of Metz, ascribed to Domenico Zenoi. The map was first published in the incredible rare Paolo Forlani's town book """Il primo libro delle citta, et fortezze principali del mondo"", published in 1567 with a partnership of Domenico Zenoi. The plates then comes in the hand of the publisher Bolognino Zaltieri and published in the De' disegni delle più illustri città e fortezze del mondo"", by Giulio Ballino, in 1569. Giulio Ballino was a Venetian lawyer, a friend of the Manuzio family, really fond of classical studies. His work is the first attempt, in Italy, to realize an atlas/text of the main fortresses and cities in the world. Unlike his predecessors, from whom he copied the iconography, Ballino wanted to realize a complex work, with text and an index, so that the reader could know immediately how many works were inside the book. Following Du Pinet's Plantz, Pourtraitz et descriptions de plusieurs ville set forteresses.. Ballino's work is, with all probability, just the first part of an ambitious, bigger project. May be he wanted to publish a Latin edition, hoping to give his book great fame along Europe, but he had to change his mind when Georg Braun & Fransz Hogenberg published their Civitates Orbis Terrarum, which was then the first book to describe urban iconography. Ballino's plates have been issued between 1566 and 1568; according to Albert Ganado (1993), 32 of these happen to be reprints of Forlani & Zenoi's branches, already published for the first time in Il primo libro delle città, et fortezze principali del mondo (1567); the plates of these engravings have been afterwards modified. Some of them have been published in Bertelli's Disegni di alcune più illustri città di fortezze del mondo con aggiunte di alcune isole principali, (1568). Some examples of this rare work bear an allegorical title page, engraved by the Venetian artist Nicolò Nelli, a popular engraver of the XVI century; other examples bear a blank title page. Both versions have been printed by Zaltieri in 1569. It is quite hard to say which is the first version and which the last one, for the only difference is on the text on verso, with bigger letters in one case. Another difference is that some of the maps in one version have numbers on verso. We might say that those examples without numbers have been printed first, but the analysis of the engravings doesn't support this theory. The engravings listed hereby come from a defective edition; for preciseness of information, we must add that the authorship of every work has been given to the artist that realized it, even if all of them come from Ballino's collection. Copperplate, full wide margins, in excellent condition. Rare." Venezia Venice Borroni Salvadori (1980): n. 145. 278 205

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        Il vero disegno del sito e della fortezza di Comar..

      1567. "Veduta prospettica raffigurante la città di Komàrom. Sebbene anonima la carta viene assegnata alla mano di Paolo Forlani ed è parte della celebre raccolta di cartografia urbana che questi pubblica, insieme a Domenico Zenoi, nel 1567 con il titolo "Il primo libro delle citta, et fortezze principali del mondo"". L'opera è di incredibile rarità e non ebbe una grande fortuna editoriale. Forse perché le lastre furono acquisite dall'editore Bolognino Zaltieri, che le utilizza per la raccolta di cartografia urbana realizzata da Giulio Ballino, denominata ""De' disegni delle più illustri città e fortezze del mondo"", edita sempre a Venezia solo due anni dopo, nel 1569. Giulio Ballino era un avvocato veneziano che frequentava la casa dei Manunzio già verso il 1530, dedicandosi in gioventù allo studio dei classici. Il libro "De' disegni delle più illustri città, et fortezze del mondo", stampato da Bolognino Zaltieri, è costituito da cinquanta vedute ed una carta geografica. L'opera rappresenta il primo tentativo, nell'ambito dell'editoria italiana, della realizzazione di un testo/atlante delle principali fortezze e città del mondo. A differenza dei suoi predecessori, dei quali utilizza spesso i rami e le iconografie, egli concepisce un'opera unitaria corredata di testi e di indice, della quale, per la prima volta, si è ha conoscenza dell'esatto numero di tavole che la compongono. Sicuramente ispirata all'opera del Du Pinet Plantz, ""Pourtraitz et descriptions de plusieurs ville set forteresses.."", la raccolta del Ballino è molto probabilmente solo una parte del progetto iniziale, molto più ampio. Egli probabilmente intendeva pubblicare un'edizione in latino, sperando di lanciare la sua opera a livello europeo, ma si arrese davanti alla pubblicazione del primo libro del ""Civitates Orbis Terrarum"" di Georg Braun & Fransz Hogenberg, che in qualche modo bruciò parecchie delle iniziative editoriali sull'iconografia urbana. Le carte della raccolta sono datate tra il 1566 ed il 1568; secondo un recente studio di Albert Ganado (1993), trentadue di queste risultano essere ristampe dei rami di Paolo Forlani e di Domenico Zenoi, per la prima volta apparsi ne ""Il primo libro delle città, et fortezze principali del mondo del Forlani"" (1567); questo cospicuo gruppo di tavole è inserito nella raccolta con alcuni ritocchi nelle lastre, che vengono modificate. Altre furono per la prima volta pubblicate da Ferrando Bertelli nel Disegni di alcune più illustri città di fortezze del mondo con aggiunte di alcune isole principali, datato 1568. Il resto delle tavole sono di anonimi incisori di cui l'autore si servì per la sua opera, probabilmente anche per ritoccare le lastre di cui era già in possesso. Alcuni esemplari di questa rara opera recano il frontespizio allegorico inciso da Nicolò Nelli, famoso incisore e calcografo veneziano della seconda metà del '500; altri esemplari viceversa hanno un frontespizio non inciso. Entrambe le versioni sono edite dallo Zaltieri nel 1569. Difficile stabilire quale sia la prima stesura e quale quella successiva, la sola differenza è infatti notabile nel testo al verso delle carte, che può variare nella dimensione dei caratteri. Altra differenza che alcune carte sono numerate al verso, mentre le stesse, esaminate in altri esemplari, sono prive di questo numero di pagina. Per semplice deduzione logica possiamo affermare che gli esemplari privi del numero siano antecedenti, teoria tuttavia non del tutto surrogata dall'esame di più esemplari dell'opera. Acquaforte e bulino, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione." "Unsigned map showing Komàrom, ascribed to Paolo Folrani. The map was first published in the incredible rare Paolo Forlani's town book """Il primo libro delle citta, et fortezze principali del mondo"", published in 1567 with a partnership of Domenico Zenoi. The plates then comes in the hand of the publisher Bolognino Zaltieri and published in the De' disegni delle più illustri città e fortezze del mondo"", by Giulio Ballino, in 1569. Giulio Ballino was a Venetian lawyer, a friend of the Manuzio family, really fond of classical studies. His work is the first attempt, in Italy, to realize an atlas/text of the main fortresses and cities in the world. Unlike his predecessors, from whom he copied the iconography, Ballino wanted to realize a complex work, with text and an index, so that the reader could know immediately how many works were inside the book. Following Du Pinet's Plantz, Pourtraitz et descriptions de plusieurs ville set forteresses.. Ballino's work is, with all probability, just the first part of an ambitious, bigger project. May be he wanted to publish a Latin edition, hoping to give his book great fame along Europe, but he had to change his mind when Georg Braun & Fransz Hogenberg published their Civitates Orbis Terrarum, which was then the first book to describe urban iconography. Ballino's plates have been issued between 1566 and 1568; according to Albert Ganado (1993), 32 of these happen to be reprints of Forlani & Zenoi's branches, already published for the first time in Il primo libro delle città, et fortezze principali del mondo (1567); the plates of these engravings have been afterwards modified. Some of them have been published in Bertelli's Disegni di alcune più illustri città di fortezze del mondo con aggiunte di alcune isole principali, (1568). Some examples of this rare work bear an allegorical title page, engraved by the Venetian artist Nicolò Nelli, a popular engraver of the XVI century; other examples bear a blank title page. Both versions have been printed by Zaltieri in 1569. It is quite hard to say which is the first version and which the last one, for the only difference is on the text on verso, with bigger letters in one case. Another difference is that some of the maps in one version have numbers on verso. We might say that those examples without numbers have been printed first, but the analysis of the engravings doesn't support this theory. The engravings listed hereby come from a defective edition; for preciseness of information, we must add that the authorship of every work has been given to the artist that realized it, even if all of them come from Ballino's collection. Copperplate, full wide margins, in excellent condition. Rare." Venezia Venice Borroni Salvadori (1980): n. 304; Nordenskiöld (1981): n. 12(23); Szalai Béla (2001): pp. 89, 157, nn. 1567/1, 1569/1; Caraci (1927): n. 97; Tooley (1939): n. 344; Wieder (1915): n. 130. 268 178

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        Biblia ad, vetustissima exemplaria castigata. Quid in horum Bibliorum castigatione praestitum sit, subsequens praefatio latiùs indicabit. Antwerp, Christoffel Plantin, 1567. 8vo. With title-page in richly decorated woodcut border made from 4 blocks, with Plantin's printer's device, woodcut initials and woodcut tailpiece. Contemporary gold- and blind-tooled limp vellum, traces of leather thong ties.

      - Copinger 425; Darlow & Moule 6150 (cf. 6123 & 6141); Masch III, p. 227; Sorgeloos 261; Voet 683 (3 copies); BCN 3097; Picarta (3 copies); cf. Adams B1077; not in Biblia Sacra. Plantin's 1567 octavo edition of the Louvain Bible with the text in double columns printed in a tiny "Nonpareille" roman type, one of the smallest Bibles of its day, nicely displaying Plantin's excellent presswork and Pierre Haultin's type. The side margins contain references and variants. The title-page has a beautiful ornamental frame as well as Plantin's famous printer's device with a pair of compasses and the legend Labore et constantia.By an imperial edict all suspected Bibles in Latin, French or Dutch had been prohibited and the Theological Faculty of Louvain was commanded to prepare new authorized editions in these languages. The Latin Bible, edited by the Dominican Johannes Hentenius and protected by an Imperial privilege, first appeared in a 1547 folio edition at Louvain, followed by the Dutch edition in 1548 and the French in 1550. In 1559 Christoffel Plantin published his first edition of the Louvain Latin Bible, in a less expensive octavo format. Here at the height of his career he printed it once more.Owner's inscription at foot of title-page: Ph. Sandelion Rothomgensis 1721. In good condition. Binding slightly rubbed with the loss of most of the gilding, spine concaved, only traces of ties.

      [Bookseller: ASHER Rare Books]
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        GENOVA

      1567. "Rara veduta propsettica della città di Paolo Forlani. Esemplare della tiratura di Bolognino Zaltieri, 1569. Descrizione tratta da Bifolco-Ronca, ""Cartografia e topografia italiana del XVI secolo. Catalogo ragionato delle opere a stampa"" (pubblicazione prevista per febbraio 2018). Titolo & iscrizioni In alto al centro il titolo GENOVA. Lungo il margine inferiore, legenda numerica di 25 rimandi a luoghi e monumenti notabili, distribuita su cinque colonne. Orientazione con una rosa dei venti con la semplice indicazione dei quadranti, il nord in alto. Carta priva di scala grafica. Acquaforte e bulino mm 185x280. Notizie storico critiche Probabilmente deriva dall'affresco locato a Palazzo Doria-Spinola. Veduta anonima, priva di data ed indicazioni editoriali che viene attribuita a Paolo Forlani. L'opera è infatti inserita nel Il primo libro delle citta et fortezze del mondo edito a Venezia nel 1567. Si trova anche nella raccolta cinquecentesca della Biblioteca Casanatense di Roma. La veduta è ristampata, inalterata, da Bolognino Zaltieri in due diverse edizioni del De' disegni delle più illustri citta, et fortezze del mondo di Giulio Ballino, entrambe pubblicate a Venezia nel 1569. Stati & edizioni: l'opera non ha nessuna variante di lastra, ma le tirature dello Zaltieri (1569) presentano un testo descrittivo al verso. Bibliografia: a) Ganado (1982): n. 78. b) cf. Valerio (1998): p. 40, n. 32 e p. 47, n. 16. Censimento: Cambridge, Harvard University; Chicago, Newberry Library; Duistland, collezione Hellwig; Firenze, Biblioteca Nazionale (2); Firenze, Marucelliana; Londra, British Library (2); Milano, Raccolta Bertarelli; Monaco di Baviera, Bayerische StaatsBibliothek; Napoli, Biblioteca Nazionale; Parigi, Bibliothèque Nationale (2); Roma, Angelica; Roma, Biblioteca Nazionale; Roma, Casanatense; Roma, Corsianiana; Stanford, University Library; Urbino, Biblioteca Universitaria; Venezia, Marciana; Venezia, Museo Correr; Vienna,

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        LA NOBILE CITTA DI MESSINA

      1567. "Seconda edizione, ma sempre del 1567, della celebre pianta prospettica della città di Gaspare Argaria edita a Roma da Antonio Lafreri. La prima edizione è con testo topografico, mentre qui è inciso in lastra. Descrizione tratta da Bifolco-Ronca, ""Cartografia e topografia italiana del XVI secolo. Catalogo ragionato delle opere a stampa"" (pubblicazione prevista per febbraio 2018). Titolo & iscrizioni In alto al centro il titolo LA NOBILE CITTA DI MESSINA. In basso a destra in un cartiglio All.'Illustr.mo & Eccellentissimo S. Duca di Bibona Unico padron mio. Essendo la Citta di Messina in Sicilia fra tutte le Citta d'Europa bellissi.ma dà occasionè à molti laudar' il bel Sito, i superbi Castelli, & il miracoloso Porto, che molti che mai vi furno no[n] vogliono credere che il braccio di S.ta Rainieri dalla Natura fosse si fatto, e però hò preso ardire per sotisfation di molti difar questa Descrittione, mostrando qua[n]do più ho possuto per i numeri tutti i Castelli, Forti, Fonte, Strade, Piazze, Chiese, Conventi, Monasteri, & altri lochi, & à V. E. Come dignissimo Principe in quella Isola, & Protettor di essa Città, per la bo[n]ta degl'infiniti meriti Suoi: ardisco consacrarle questa mia poca fatica, spera[n]do con il tempo di offrirle cosa più grata, cosi humile la suplico à riceverla benignamente. Di Roma a di 24 Maggio 1567. Di V. E. servo devotissimo Gasparo Argaria. Sotto l'inprinting editoriale In Roma per Antonj Lafrerj. Al centro nel mare una rosa dei venti con il nord a destra. Nella striscia di terra che delimita il porto raffigurato l'arsenale e la didascalia Arsenal novo fatto lanno 1565. Lungo il margine inferiore, stampata con caratteri tipografici legenda numerica di 167 rimandi a luoghi e monumenti notabili, distribuita su quattordici colonne. Carta priva di scala grafica. Acquaforte e bulino mm 405x550. Notizie storico critiche La pianta prospettica di Gaspare Argaria, costituisce la prima immagine complessiva della città. È anche la prima a riportare l'Arsenale Nuovo, costruito sul braccio di San Ranieri nel 1565 - Arcenal Novo fato L anno 1565. Il disegno è molto accurato e particolareggiato: oltre agli edifici restituiti in maniera molto realistica, si notano le numerose tipologie di imbarcazioni dell'epoca presenti nel porto e nello Stretto, di cui, tra l'altro, è anche mostrata la costa della Calabria entro il margine inferiore dell'immagine. Nella parte inferiore del foglio è presente una dettagliata legenda, con 167 richiami ai luoghi rappresentati nella pianta, come precisato nella dedicatoria: ... mostrando di qua[n]to più ho possuto per' i numeri tutti i Castelli, Forti, Fonte, Strade, Piazze, Chiese, Conuenti, Monasteri, & altri lochi ... La pianta è dedicata dall'autore al nobile siciliano Pietro de Luna e Salviati (1520-1575), primo Duca di Bivona, a cui, anche in virtù del suo propizio matrimonio con la figlia del viceré di Sicilia, Giovanni de Vega, era stato recentemente conferito questo titolo da Carlo V, Re di Spagna, Re d'Italia, Arciduca d'Austria e Imperatore del S.R.I. Germanico. La carta è presente nell'inventario della tipografia Lafreri (n. 147) indicata semplicemente come "Messina"; non risulta, invece, nell'inventario di Stefano Duchetti ed è quindi plausibile che la lastra fu in possesso di Claudio Duchetti. Sono note anche le tirature di Orlandi e Van Schoel; quest'ultima reca l'immagine della Vergine aggiunta in alto a destra e solo 166 rimandi nella legenda. Stati & edizioni: 1°: come descritto, con indirizzo In Roma per Antonj Lafrerj. Legenda in basso stampata con caratteri tipografici. 2°: sempre con indirizzo In Roma per Antonj Lafrerj. Legenda in basso incisa sulla lastra. 3°: aggiunto l'indirizzo Ioannes Orladi formis romae 1602. 4°: il nome di Orlandi sostituito da Henricus va Schoel formis romae. Rappresentazione della Vergine in alto a destra. Bibliografia: a) Alberti (2010): n. 94; Bonasera (1979): p. 90, n. 29; Borroni Salvadori (1980): n. 227; Cartografia Rara (1986): n. 85; Castellani (1876): n. 88; Christie's (2012): n. 53; Destombes (1970): nn. 74-74a; Ganado (1982): n. 87; Ganado (1994): VI, n. 53 & p. 214, n. 74; Lafreri (2014): n. 92; Phillips (1914): n. 79; Ruge (1904-16): IV, n. 85.86; Shirley (2004): II, n. 48; Wieder (1915): n. 146. b) Benevolo (1969): pp. 70-71, tav. XI; Mostra Bergamo (2016): n. 74; Rubach (2016): n. 232; Tooley (1939): n. 388; Tooley (1983): n. 388d; Censimento: 1°: Parigi, Bibliothèque Nationale; Roma, Biblioteca Nazionale; Roma, Istituto Centrale per la Grafica. 2°: Atlante Stevens-Beans-Nebenzahl; Chicago, Newberry Library; Firenze, Biblioteca Nazionale (3); Londra, British Library; Londra, Royal Geographical Society; Madrid, Real Biblioteca; Milano, Raccolta Bertarelli; Parigi, Bibliothèque Nationale; Roma, Biblioteca Nazionale (2); Roma, Casanatense; Sint-Niklaas, Kowk; Stanford, University Library; Stoccarda, Württembergische Landesbibliothek; Torino, Archivio di Stato; Washington, Library of Congress; Yale, University Library. 3°: Fano, Federiciana; Parigi, Bibliothèque Nationale. 4°: Malta, National Library; Roma, Istituto Centrale per la Grafica." Second state, published in the same year of the first one,1567 and by the same publisher, Antonio Lafreri. In this edition, the text is also engraved (first edition with typographic text). Etching and engraving. This perspective plan is the first overall image of Messina. It's also the first one to shows the New Arsenals, built on the arm of St. Ranieri in 1565 - Arcenale Novo fate L anno 1565. The design is very accurate and detailed: besides the rendering of the buildings that's very realistic, there are many kind of ships. At the bottom of the image, is also shown the coast of Calabria. Decorative cartouche containing descriptive text. Compass rose. North oriented toward right of sheet. Shows topography, vegetation, buildings, roads. At the bottom, a key of 167 notable places or buildings. At bottom right the dedication to Pietro de Luna e Salviati (1520-1575), first Duke of Bivona. Literature: Benevolo (1969): pp. 70-71, tav. XI; Mostra Bergamo (2016): n. 74; Rubach (2016): n. 232; Tooley (1939): n. 388; Tooley (1983): n. 388d; Known examples: 1°: Parigi, Bibliothèque Nationale; Roma, Biblioteca Nazionale; Roma, Istituto Centrale per la Grafica. 2°: Atlante Stevens-Beans-Nebenzahl; Chicago, Newberry Library; Firenze, Biblioteca Nazionale (3); Londra, British Library; Londra, Royal Geographical Society; Madrid, Real Biblioteca; Milano, Raccolta Bertarelli; Parigi, Bibliothèque Nationale; Roma, Biblioteca Nazionale (2); Roma, Casanatense; Sint-Niklaas, Kowk; Stanford, University Library; Stoccarda, Württembergische Landesbibliothek; Torino, Archivio di Stato; Washington, Library of Congress; Yale, University Library. 3°: Fano, Federiciana; Parigi, Bibliothèque Nationale. 4°: Malta, National Library; Roma, Istituto Centrale per la Grafica. Roma Rome 550 405

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        WAPPEN BUCH DARINEN ALLER GEISTLICHEN PRELATEN HERRE[N] UND LANDLEUT AUCH DER STETT DES LÖBLICHEN ÜRSTENTHUMBS STEYER WAPPEN UND INSIGNIA, MIT IHREN FARBEN, NACH ORDNUNG, WIE DIE IM LANDTHAUSS ZU GRÄTZ ANGEMAHLT ZU FINDEN.

      Graz: Zacharias Bartsch 1567 - 4° (20 x 15 cm): 12 (title page printed in red and black, with coloured woodcut vignette), [1], 1 (dedication page with coloured wood-cut coat of arms), 157 (of 168) wood-cut coats of arms with contemporary colour, [1], in a magnificent contemporary gold velvet binding with blind-stamped tooling (first and last leaves with small worm holes in blank margins, some minor staining, binding darkened, scuffed and rubbed, spine and edges with minor surface loss, otherwise a fine example), with hand written ex-libris "Won Bartsch", possibly the author’s copy. An exceedingly rare 16th Century book of Styrian coats of arms, printed in Graz by the Protestant publisher Zacharias Bartsch.This extremely rare and attractive early monument of Austrian Protestant printing features 157 (of 168) woodcut coats of arms, all with especially fine contemporary colour. The arms represent a variety of both Styrian state, ecclesiastical and heraldic subjects, including the arms of towns (ex. Graz, Judenburg and Celje), monasteries and many of the most important families. As noted in the book’s tile, the arms were copied from those which adorned the interior of the town hall of Graz, which was built in 1557 by the Italian Protestant Architect Domenico dell'Allio. The series commences with the arms of Charles II Francis (1540 –1590), the Archduke of Austria and ruler of Inner Austria (which included Styria, Carinthia and Carniola). Many of the heraldic arms relate to august noble families that still exist to this day, including Windischgräz, Auersperg and Montfort. While Styria (which is now divided between Austria and Slovenia) is today generally considered to be a predominantly Roman Catholic region, during the mid-16th Century most of the residents of the duchy adhered to Protestantism, and this was especially true of the noble and upper bourgeois classes. Graz, the capital of Styria, was the seat of the Archduke, who in that tense Post-Tridentine period, found himself as a Catholic ruler over a largely Protestant land. Charles II Francis tried unsuccessfully to suppress Protestantism, however, he came to desperately require the financial assistance of the wealthy Protestant nobles and merchants, and so eventually had to make concessions. The Protestants were thus permitted to essentially run their own affairs, and they could establish their own schools and appoint many civil servants. Zacharias Bartsch (fl. 1563-1579) was, for a brief time, one of the most prominent Protestant publishers in the Habsburg Empire, yet little is known about his biography and all of his works are today very rare. In 1563, he opened a printing office in Graz in partnership with Tobias Lauterbach, although the latter died in 1566. During the 15 years of its operation the press issued 47 known separate works, generally consisting of calendars, law books and scholastic publications. The present book was by far Bartsch’s most elaborate and important creation, especially with regards to Protestant history. Bartsch is thought to have carved the woodcuts personally and the work was supported by wealthy local Protestants burghers. He was also highly regarded by the Protestant nobles who influenced the regional government for, in 1578, he was appointed as the official state printer of Styria. However, in spite of the public recognition of his fine quality work, Bartsch became entangled in the fractious sectarian politics of the Counterreformation. In 1578, Charles II Francis convened a conference to discuss the threat of an Ottoman invasion of Inner Austria at Bruck an der Mur, to which he invited the leaders of Carinthia, Styria, Carniola and Gorizia. Several Protestant noblemen pledged to avail the emperor of significant funds to defend the region from the Turks. Notably, the great fortress city of Karlovac, Croatia was built the following year with this endowment. In return, the Archduke was to promise not to interfere with the practice of the Protestant denominations in Inner Au

      [Bookseller: Antiquariat Dasa Pahor]
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        De Decretorum, rerumve apud Diversos Populos ab omni Antiquitate Judicatarum, Libri Duo

      Martin Juvenem 1567 - Paris, Martin Juvenem, 1567. Small 8vo, pp [32], 422, [30], FIRST EDITION, an important commentary upon Greek and Roman law. Contemporary mottled calf binding, with bookplate of LA Law Library , a little worn, slight browning, but a good sound copy [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: de KunstBurg]
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        Lucubrationes Passim Collectae & Edita

      Londini, Apud Gulielmum Sereslum [William Serez], 1567. Hard Cover. Quarto; two parts in one volume: [8], 350; [2], 140, [1] p.; 20 cm. A collection of speeches, letters (part 1) and poems (part 2) by Reformation Latinist and doctor of law Walter Haddon. STC (2nd ed.) 12596. Bound in contemporary, or slightly later, full blind-tooled leather, hinges weak. Good, edges of title-page & lower corner of last three leaves torn with early repairs and skilled pen & ink restoration. stock#OB463.

      [Bookseller: The Owl at the Bridge]
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        Hieroglyphica, sive de sacris Aegyptiorum, aliarumque gentium literis commentarii. A Caelio Augustino Curione duobus libris aucti, & multis imaginibus illustrati.

      Basel, Guarinus, 1567. - Folio, circa 32,5 x 22,5 cm. 6 Bll., 441 num. Bll., 25 Bll., mit 2 Druckermarken, grossem Portrait in Holzschnitt-Bordüre, einigen Diagrammen und 265 figürlichen Holzschnitten im Text Pergament d. Zt. Adams V 51; Praz 521; Landwehr, German Emblem Books 616; Thorndike VI.447; Caillet 10978. Erweiterte zweite Ausgabe, gegenüber der ersten von 1556 um 20 Holzschnitte angereichert sowie erstmals mit den zwei zusätzlichen Kapiteln von Celio Agostino Curione. Valeriano (1477-1558) war Erzieher in der Medici-Familie. Er liefert hier keine Erklärung ägyptischer Hierogplyphen sondern eher ein ikonographisches Lexikon antiker Symbolik, das noch lange grossen Einfluss auf die Malerei, Literatur, Alchemie und vor allem die Emblematik ausübte. Unter den Erklärungen der allegorischen Bilder finden sich zahlreiche Exkurse zu naturwissenschaftlichen, philosophischen und mystischen Themen, angereichert durch Zitate und Paraphrasen aus mittelalterlichen Enzyklopädien, antiken Kompendien, dem Physiologus etc. "- Titel mit altem spanischem Besitzvermerk, zu Beginn und am Ende mit matten Wasserrändern, sonst nur wenig gebräunt, kaum fleckig, letztes Blatt mit kleiner Ausbesserung. Einband berieben, angestaubt, Vorderdeckel aufgebogen.

      [Bookseller: Antiquariat Thomas Rezek]
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        Cavalerie della città di Ferrara. Che contengono Il Castello di Gorgoferusa. Il Monte di Feronia. Et Il Tempio d'Amore

      Venetia. Guerra. 1567. Cm. 15; pp. 261, (19). Legatura seicentesca in piena pergamena rigida, tassello al dorso con titoli e fregi in oro, tagli colorati. Frontespizio leggermente rifilato nella parte alta per 3 millimetri, scritta di possesso al frontespizio datata 1726. Piccolo restauro alla penultima carta di tavola con perdita di 2 lettere di nominativi. Nel complesso ottimo esemplare 788/P

      [Bookseller: Galleria La Stampa Antica]
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        Mercuriorum Liber iam tandem subsido Manuscripti exemplaris perfecte editus. Item eiusdem Apertorium, Repertorium, Artis intellectuae Theorica & Practica, Magia naturalis, opuscula plane aurea

      Woodcut printer's device on title (repeated on verso of final leaf). 8 p.l., 381, [1] pp. Small 8vo, 18th-cent. polished calf (occasional faint dampstaining), sides decorated in gilt, flat spine gilt, red morocco lettering piece on spine. Cologne: J. Birckmann, 1567. First edition of the Mercuriorum Liber, a rare text attributed to Lull but probably spurious. Lull (1232?-1316), opposed alchemy which he considered fraudulent. "However, there is no doubt that the 'Lullian' philosophy transmitted after Ramon's death included alchemy. The ascription of so many alchemical writings to the master is sufficient proof of that."-Sarton, Vol. II, Part II, p. 910. "Accepted by Pico della Mirandola, Lullism was the natural accompaniment of the Hermetic-Cabalist philosophy which underlies Renaissance Neoplatonism. In this atmosphere, Lullism took on the magical and occult flavour of that philosophy. The implicit connection of the Lullian emphasis on the elements with alchemy became explicit, and the pseudo-Lullian alchemy flourished."-Yates, Lull & Bruno, p. 7. Fine copy with some pencilling in the margins. With some contemporary annotations as well. ❧ Caillet 6855. Ferguson, II, p. 54.

      [Bookseller: Jonathan A. Hill, Bookseller, Inc.]
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        Cammergerichtsordnung und Proceß neben allerley deßselben Formen.... höchsten der Teutschen Nation Gerichts in der Practica und Handlungen zu gebrauchen + Loci Commvnes: Aller des Hayligen Römischen Reichß Ordnungen, gehaltener Reichßtäge vnd Abschied, gemeyne Titul

      Cammergerichtsordnung und Proceß neben allerley deßselben Formen.... höchsten der Teutschen Nation Gerichts in der Practica und Handlungen zu gebrauchen..., durch Noe Meurer ... verteutscht, zusammen tragen, vnd in diese Ordnung gebracht mit gestochener Titelvignette mit der Darstellung des Kaisers und der Kurfürsten, Frankfurt am Main bei Georg Raben, Sigmund Feyrabend und Weygand Hanen Erben 1567, 2. Auflage nach 1566 14, CCXLII, 1 Blatt hier ein Link zur Ansicht des Werkes http://reader.digitale-sammlungen.de/de/fs1/object/display/bsb10145375_00002.html angebunden Loci Commvnes: Aller des Hayligen Römischen Reichß Ordnungen, gehaltener Reichßtäge vnd Abschied, gemeyne Titul Darinn hohe vnd nidere Stände, Geistliche vnd Weltliche, deß Reichß, auff allen Reichß Deputationen, Kreyß, Visitation, Moderation, Müntz, vnd dergleichen Täge, ein jede fürfallende Materi oder Constitution, wie die von einem Reichßtag auff den andern, auch in welchem Jar, berahtschlagt, ... in guter Ordnung, vnd gleich als einem gewissen Register, one änderung des Original Texts, ... alsbald one einige Mühe beysammen, sampt den darüber gestellten Summarijs zu finden, und in drey Theil, ... außgetheilt Gedruckt zu Franckfurt am Meyn bey Georg Raben, Sigmund Feyrabend, vnd Weygand Hanen Erben 1. Auflage, M.D.LXVIII. 1 leer Blatt, 4 ungezählte Blatt, CCCCLXII Blätter Sehr schöner geprägter Schweinsledereinband über Holzdeckeln, vorn mit 4 Eckbeschlägen, die hinteren Eckbeschläge und die Schließhacken im Lauf der Zeit verloren, Kapitel oben und unten mit kleiner Fehlstelle, Rücken angeplatzt, mit alten harten Leder hinterlegt, dabei Vorsätze erneuert. Deckel vorn Darstellung der Justitia und biblische Themen, auf Rückdeckel Darstellung eines Rechtsgelehrten und ebenfalls bibl. Szenen. Titelblatt vom ersten Werk am Rand mit Japanpapier restauriert, Buchblock mit übliche Altersspuren wie gebräunt und Fleckig, sonst im sehr guten, breitrandigen, unbeschnittenen Zustand. 34 x 23,5 x 11 cm Hier ein Link zur Ansicht des Werkes http://reader.digitale-sammlungen.de/de/fs1/object/display/bsb11202805_00005.html Deutschland kostenloser Versand DHL

      [Bookseller: HGomoll]
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        Iesaiae Prophetae vetus & noua ex Hebraico versio, Cum commentario, in quo vtriusque ratio redditur, vulgatus interpres à plurimorum calumniis vindicatur, & loci omnes, quibus sana doctrina aduersus haereticos, atque Iudaeos confirmari potest, summo studio, ac diligentia explicantur.

      Antwerp, Philippus Nutius 1567 - (16) 888 p. Rebound half Leather with gilt lettering, 8° (Final pages are browned.) [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Antiquariaat de Roo]
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        Sextus Decretalium liber a Bonifacio Octavo in Concilio Lugdunensi editus. Cum epitomis, divisionibus, & glossa ordinaria Jo. Andreae una cum utilibus additionibus novissime recognitus, & infinitis prope mendis purgatus: superfluis & inutilibus expunctis, atq[ue] sedula jurisperitorum diligentia nativae integritati restitutus. Quibus praeter haec praeclare, & decistuae annotationes omnibus tam in schola, quam in foro, in theorea, & praxi versantibus utilißimae accesserunt.

      4. Mit Holzschn.-Druckermarke, zahlr. Holzschn.-Initialen, einem Textholzschnitt u. 3 Holzschn.-Tafeln (zur dritten Holzschn.-Tafel zudem eine zusätzliche, nicht mitpag. Textseite beigebunden). Durchg. in Rot u. Schwarz gedruckt. 18 nn. Bll., 463 S. - Angeb. - Clementis [Clemens] V. Constitutiones Clementis quinti, quas Clementinas vocant, diligenter et accurate recognitae, atque emendatae. Cum epitomis, casibus litteralibus, jurispatronatus arbore, ac additionibus tam ex Jo. Imolae, quam Petri Ancharani, Zabarellae, Barbatiae, Panormitani [...] collectis [...]. Ebda., 1567. 8 Bll., 191 S. - Angeb. - Ioannes [Johannes] XXII. Extravagantes tum viginti Ioannis vigesimisecundi, tum communes, cum glossis et epitomis [...]. Ebda., 1567. 8 Bll. (das letzte weiß), 262 S., 1 weißes Bl., Roter Ldr.-Bd. d. Zt. a. 4 Bünden m. goldgepr. Eckfleurons u. Mittelstücken sowie Rückenvergoldung (Vorderdeckel zudem mit dem goldgepr. Titel Liber Decretalium sowie der Jahreszahl 1575). Schöner Sammelband mit drei bedeutenden kirchenrechtlichen Werken durchgehend zweispaltig in Rot u. Schwarz gedruckt. - Einband (bes. Ecken u. oberes Kapital) bestoßen u. etw. berieben. Vordere Rückenkante angebrochen. Vorderes Vorsatzbl. entfernt. Titel m. zeitgen. Besitzvermerk. Etw. gebräunt u. (stock-) fleckig sowie tlw. etw. wasserrandig. Wenige Bll. m. kl. Randläsuren. - Nicht bei Adams bzw. im BM, STC.

      [Bookseller: Antiquariat Wolfgang Friebes]
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        Responsa Juris Electoralia In serenissimi ac potentissimi Archiprincipis Electoris Saxon. Supremo, qvod vocant, Appellationum Judicio illustrissimo, & Scabinatu Lipsiensi celeberrimo Ad Qvæstiones In Schola Doctorum Dubias, Foro controversas, & Judicio contradictorio multum agitatas Lata, Collecta, ad fundamenta & rationes Iuris Romano-Imperialis, Canonici, Saxonici & Provincialis revocata, enucleata placitoque, censura et permissu electorali clementissimo in publicum edita. Libr. VI. Qvorum I. Materiæ Possesionis & Proprietatis. II. Exceptionum. III. Processûs Judiciarii. IV. Executionum. V. Contractuum. VI. Successionum ex testamento & ab intestato, nec non Miscellaneæ pertractatæ visuntur. . . . Cum Duplice Indice, Tam Titulorum Et Responsorum generali, qv'am Rerum & Verborum speciali ac perfecto /

      2 weiße Blätter, 1 gestochener Kupfertitel (Frontispiz), 1 Vortitel, 1 Titelblatt in Rot-Schwarz-Druck mit gestochener Vignette, 21 Blätter, 1567 (1) Seiten, 93 Blätter Index, 1 Blatt Errata und Kolophon. 32,5 x 21,5 cm, zeitgenössischer Pergamentband auf vier Bünden mit handschriftlichem Rückentitel. Erste Ausgabe. Enthält teils auf Deutsch Spruchmaterial des Leiziger Schöffengerichts und des Dresdener Appellationsgerichts. "Benedikt Carpzov der Jüngere (* 27. Mai 1595 in Wittenberg 30. August 1666 in Leipzig) war deutscher Strafrechtler und Hexentheoretiker. Er gilt als einer der Begründer der deutschen Rechtswissenschaft. Sein Pseudonym war Ludovicus de Montesperato." (Wikipedia) * * * Einband etwas berieben und fleckig, Pergamentbezug am vorderen Falz ca 11 cm geplatzt, am Rücken 8 cm lange Beschädigung, 2 montierte Exlibris von "Ioannes Christophorus Friedemannus Hummelius", Vortitel mit Wasserfleck, gelegentlich etwas gebräunt und fleckig, einige alte Anstreichungen, sonst noch ordentlich erhaltenes und gut brauchbares Exemplar.

      [Bookseller: Matthias Severin Antiquariat Am Bayerisc]
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        Commentaria in Scripturam Sacram. R. P. Cornelii a Lapide. Accurate Recognovit ac Notis Illustravit Augustinus Crampon. Band 1 bis 21 komplett mit 3 Ergänzungsbänden sowie 2 Bänden: Memoriale Praedicatorum sive Synopsis Biblica, Theologica, Moralis, Historica et Oratoria Commentariorum R. P. Cornelii a Lapide in Scripturam Sacram. [Bearbeitet von J. M. Péronne].

      4 (27,5 x 19,5 cm). Dunkelgrüne Halblederbände der Zeit mit goldgeprägtem Rückentitel, Marmorpapierbezug, gesprenkelten Schnitten und Marmorpapier-Vorsätzen. [Hardcover / fest gebunden]. Ehemaliges Bibliotheksexemplar mit Spuren einer entfernten Rückensignatur, Inventarnummern und Stempeln auf Vorsatz- und Titelblatt. - Cornelius a Lapide, geboren 1567 in Bocholt, gestorben 1637 in Rom, studierte ab 1584 in Löwen, trat 1592 dem Jesuitenorden bei und erhielt 6 Jahre später eine Professur für Exegese an selbem Orte, bevor er ab 1616 bis zu seinem Tode am Collegium Romanum unterrichtete. Er gilt als einer der fruchtbarsten Jesuiten und seine Kommentare zur Bibel erreichten eine bemerkenswerte Verbreitung bis ins 18. Jahrhundert hinein. - Kanten deutlich, Deckel unterschiedlich stark berieben. Ecken etwas bestoßen und unterschiedlich starke Spuren der entfernten Signatur an den unteren Rücken. Schnitte etwas angestaubt, Papier gleichmäßig leicht gewellt. Insgesamt gutes und vollständiges, wenngleich nicht gänzlich einwandfreies Exemplar der relativ frühen Gesamtausgabe des Kommentars. - De Backer/Sommervogel - RE - LThK - Wetzer/Welte.

      [Bookseller: Antiquariat-Kretzer]
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        Historien / Von des Ehrwirdigen in Gott Seligen thewren Manns Gottes / Doctoris Martini Luthers / anfang / lehr / leben und sterben.

      225 S. 8 Oktav Ldr. Alles ordendlich der Jarzal nach / wie sich alle sachen zu jeder zeyt haben zugetragen / Durch den Alten Herrn M. Mathesium gestelt / und alles für seinem seligen Ende verfertigt. Nürnberg, M. D. LXVII. Text in Fraktur. Originalausgabe von 1567. Mit Farbschnitt. Das Buch wurde in einem zeitgemäßen Prägeledereinband gebunden. Der Vorderdeckel hat im vorderen Bereich eine kleine oberflächliche Läsur ( seitl. etw. berieben).Das untere Kapital ist leicht bestoßen. Der Einband ist leicht verzogen. Einige Seiten haben kl. leichte Flecken in den Randbereichen. Gutes Exemplar.

      [Bookseller: Antiquariat Boller]
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