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Displayed below are some selected recent viaLibri matches for books published in 1567

        Agria fortezza nel paese di Ongheria...

      1567. De' disegni delle più illustri città e fortezze del mondo.. Giulio Ballino era un avvocato veneziano che frequentava la casa dei Manunzio già verso il 1530, dedicandosi in gioventù allo studio dei classici. Il libro De' disegni delle più illustri città, et fortezze del mondo.. stampato a Venezia da Bolognino Zaltieri nel 1569 è costituito da cinquanta vedute ed una carta geografica. L'opera rappresenta il primo tentativo, nell'ambito dell'editoria italiana, della realizzazione di un testo/atlante delle principali fortezze e città del mondo. A differenza dei suoi predecessori, dei quali utilizza spesso i rami e le iconografie, egli concepisce un'opera unitaria corredata di testi e di indice, della quale, per la prima volta, si è ha conoscenza dell'esatto numero di tavole che la compongono. Sicuramente ispirata all'opera del Du Pinet Plantz, Pourtraitz et descriptions de plusieurs ville set forteresses.., la raccolta del Ballino è molto probabilmente solo una parte del progetto iniziale, molto più ampio. Egli probabilmente intendeva pubblicare un'edizione in latino, sperando di lanciare la sua opera a livello europeo, ma si arrese davanti alla pubblicazione del primo libro del Civitates Orbis Terrarum di Georg Braun & Fransz Hogenberg, che in qualche modo bruciò parecchie delle iniziative editoriali sull'iconografia urbana. Le carte della raccolta sono datate tra il 1566 ed il 1568; secondo un recente studio di Albert Ganado (1993), trentadue di queste risultano essere ristampe dei rami di Paolo Forlani e di Domenico Zenoi, per la prima volta apparsi ne Il primo libro delle città, et fortezze principali del mondo del Forlani (1567); questo cospicuo gruppo di tavole è inserito nella raccolta con alcuni ritocchi nelle lastre, che vengono modificate. Altre furono per la prima volta pubblicate da Ferrando Bertelli nel Disegni di alcune più illustri città di fortezze del mondo con aggiunte di alcune isole principali, datato 1568. Il resto delle tavole sono di anonimi incisori di cui l'autore si servì per la sua opera, probabilmente anche per ritoccare le lastre di cui era già in possesso. Alcuni esemplari di questa rara opera recano il frontespizio allegorico inciso da Nicolò Nelli, famoso incisore e calcografo veneziano della seconda metà del '500; altri esemplari viceversa hanno un frontespizio non inciso. Entrambe le versioni sono edite dallo Zaltieri nel 1569. Difficile stabilire quale sia la prima stesura e quale quella successiva, la sola differenza è infatti notabile nel testo al verso delle carte, che può variare nella dimensione dei caratteri. Altra differenza che alcune carte sono numerate al verso, mentre le stesse, esaminate in altri esemplari, sono prive di questo numero di pagina. Per semplice deduzione logica possiamo affermare che gli esemplari privi del numero siano antecedenti, teoria tuttavia non del tutto surrogata dall'esame di più esemplari dell'opera. Le vedute che riportiamo nel catalogo provengono da un esemplare manchevole di alcune carte; per correttezza di informazione la paternità delle opere, sebbene provenienti dalla raccolta del Ballino, viene assegnata all'autore originale. Le incisioni sono tutte in rame, eseguite al bulino con ritocchi occasionali all'acquaforte; i margini sono pieni e lo stato di conservazione ottimo. Il seguente gruppo di tavole è dedicato alle fortezze dell'impero austro - ungarico. La morte dell'Imperatore Ferdinando II nel 1564 portò ad un'aspra guerra di successione che scatenò epiche battaglie tra le truppe del principe di Transilvania Giovanni Sigismondo e quelle imperiali. La guerra ebbe fine con l'intervento dell'esercito turco comandato dal Sultano Solimano II, e si concluse con la conquista di Vienna e la morte del sultano nel 1566 nell'assedio di Szigetvàr. Le spettacolari battaglie e gli altri eventi di guerra generarono un fiorente mercato calcografico per la pubblicazione e la divulgazione degli avvenimenti. Il primo ad occuparsene fu Domenico Zenoi, successivamente seguito dal Forlani. Giulio Ballino was a Venetian lawyer, a friend of the Manuzio family, really fond of classical studies. The book De' disegni delle più illustri città, et fortezze del mondo.., printed in Venice in 1569 by Bolognino Zaltieri, contains 50 views and one chart. This work is the first attempt, in Italy, to realize an atlas/text of the main fortresses and cities in the world. Unlike his predecessors, from whom he copied the iconography, Ballino wanted to realize a complex work, with text and an index, so that the reader could know immediately how many works were inside the book. Following Du Pinet's Plantz, Pourtraitz et descriptions de plusieurs ville set forteresses.. Ballino's work is, with all probability, just the first part of an ambitious, bigger project. May be he wanted to publish a Latin edition, hoping to give his book great fame along Europe, but he had to change his mind when Georg Braun & Fransz Hogenberg published their Civitates Orbis Terrarum, which was then the first book to describe urban iconography. Ballino's charts have been issued between 1566 and 1568; according to Albert Ganado (1993), 32 of these happen to be reprints of Forlani & Zenoi's branches, already published for the first time in Il primo libro delle città, et fortezze principali del mondo (1567); the plates of these engravings have been afterwards modified. Some of them have been published in Bertelli's Disegni di alcune più illustri città di fortezze del mondo con aggiunte di alcune isole principali, (1568). The remaining engravings have been prepared by anonymous artists, who also helped Ballino to modify the plates he already possessed. Some examples of this rare work bear an allegorical title page, engraved by the Venetian artist Nicolò Nelli, a popular engraver of the XVI century; other examples bear a blank title page. Both versions have been printed by Zaltieri in 1569. It is quite hard to say which is the first version and which the last one, for the only difference is on the text on verso, with bigger letters in one case. Another difference is that some of the charts in one version have numbers on verso. We might say that those examples without numbers have been printed first, but the analysis of the engravings doesn't support this theory. The engravings listed hereby come from a defective edition; for the preciseness of information, we must add that the authorship of every work has been given to the artist that realized it, even if all of them come from Ballino's collection. This plate refer to the fortresses of the Austro - Hungarian Empire. When the Emperor Ferdinand II died in 1564, the Prince of Transilvania, John Siegmund, started a fierce fight against the Imperial troops. The war ended when Vienna was conquered by the Turks and the Sultan Suliman II; the Sultan eventually died in 1566 in the siege of Szigetvàr. Battles and fights gave birth to a flourishing copperplate market, to diffuse and publicize those events. Domenico Zenoi was the first one to be involved in this activity, immediately followed by Forlani. Copperplate with some slight etching changes; full wide margins, in excellent condition. Venezia Venice Szalai Béla pag. 89. 275 196

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        Il vero disegno del sito e della fortezza di Comar..

      1567. "Per la prima volta pubblicata nella rarissima raccolta di Paolo Forlani ""Il primo libro delle citta, et fortezze principali del mondo"" edito nel 1567 a Venezia, questa lastra proviene dalla successiva (di 2 anni) raccolta del Ballino, denominata ""De' disegni delle più illustri città e fortezze del mondo"". Giulio Ballino era un avvocato veneziano che frequentava la casa dei Manunzio già verso il 1530, dedicandosi in gioventù allo studio dei classici. Il libro De' disegni delle più illustri città, et fortezze del mondo.. stampato a Venezia da Bolognino Zaltieri nel 1569 è costituito da cinquanta vedute ed una carta geografica. L'opera rappresenta il primo tentativo, nell'ambito dell'editoria italiana, della realizzazione di un testo/atlante delle principali fortezze e città del mondo. A differenza dei suoi predecessori, dei quali utilizza spesso i rami e le iconografie, egli concepisce un'opera unitaria corredata di testi e di indice, della quale, per la prima volta, si è ha conoscenza dell'esatto numero di tavole che la compongono. Sicuramente ispirata all'opera del Du Pinet Plantz, Pourtraitz et descriptions de plusieurs ville set forteresses.., la raccolta del Ballino è molto probabilmente solo una parte del progetto iniziale, molto più ampio. Egli probabilmente intendeva pubblicare un'edizione in latino, sperando di lanciare la sua opera a livello europeo, ma si arrese davanti alla pubblicazione del primo libro del Civitates Orbis Terrarum di Georg Braun & Fransz Hogenberg, che in qualche modo bruciò parecchie delle iniziative editoriali sull'iconografia urbana. Le carte della raccolta sono datate tra il 1566 ed il 1568; secondo un recente studio di Albert Ganado (1993), trentadue di queste risultano essere ristampe dei rami di Paolo Forlani e di Domenico Zenoi, per la prima volta apparsi ne Il primo libro delle città, et fortezze principali del mondo del Forlani (1567); questo cospicuo gruppo di tavole è inserito nella raccolta con alcuni ritocchi nelle lastre, che vengono modificate. Altre furono per la prima volta pubblicate da Ferrando Bertelli nel Disegni di alcune più illustri città di fortezze del mondo con aggiunte di alcune isole principali, datato 1568. Il resto delle tavole sono di anonimi incisori di cui l'autore si servì per la sua opera, probabilmente anche per ritoccare le lastre di cui era già in possesso. Alcuni esemplari di questa rara opera recano il frontespizio allegorico inciso da Nicolò Nelli, famoso incisore e calcografo veneziano della seconda metà del '500; altri esemplari viceversa hanno un frontespizio non inciso. Entrambe le versioni sono edite dallo Zaltieri nel 1569. Difficile stabilire quale sia la prima stesura e quale quella successiva, la sola differenza è infatti notabile nel testo al verso delle carte, che può variare nella dimensione dei caratteri. Altra differenza che alcune carte sono numerate al verso, mentre le stesse, esaminate in altri esemplari, sono prive di questo numero di pagina. Per semplice deduzione logica possiamo affermare che gli esemplari privi del numero siano antecedenti, teoria tuttavia non del tutto surrogata dall'esame di più esemplari dell'opera. Le vedute che riportiamo nel catalogo provengono da un esemplare manchevole di alcune carte; per correttezza di informazione la paternità delle opere, sebbene provenienti dalla raccolta del Ballino, viene assegnata all'autore originale. Le incisioni sono tutte in rame, eseguite al bulino con ritocchi occasionali all'acquaforte; i margini sono pieni e lo stato di conservazione ottimo. Il seguente gruppo di tavole è dedicato alle fortezze dell'impero austro - ungarico. La morte dell'Imperatore Ferdinando II nel 1564 portò ad un'aspra guerra di successione che scatenò epiche battaglie tra le truppe del principe di Transilvania Giovanni Sigismondo e quelle imperiali. La guerra ebbe fine con l'intervento dell'esercito turco comandato dal Sultano Solimano II, e si concluse con la conquista di Vienna e la morte del sultano nel 1566 nell'assedio di Szigetvàr. Le spettacolari battaglie e gli altri eventi di guerra generarono un fiorente mercato calcografico per la pubblicazione e la divulgazione degli avvenimenti. Il primo ad occuparsene fu Domenico Zenoi, successivamente seguito dal Forlani." Giulio Ballino was a Venetian lawyer, a friend of the Manuzio family, really fond of classical studies. The book De' disegni delle più illustri città, et fortezze del mondo.., printed in Venice in 1569 by Bolognino Zaltieri, contains 50 views and one chart. This work is the first attempt, in Italy, to realize an atlas/text of the main fortresses and cities in the world. Unlike his predecessors, from whom he copied the iconography, Ballino wanted to realize a complex work, with text and an index, so that the reader could know immediately how many works were inside the book. Following Du Pinet's Plantz, Pourtraitz et descriptions de plusieurs ville set forteresses.. Ballino's work is, with all probability, just the first part of an ambitious, bigger project. May be he wanted to publish a Latin edition, hoping to give his book great fame along Europe, but he had to change his mind when Georg Braun & Fransz Hogenberg published their Civitates Orbis Terrarum, which was then the first book to describe urban iconography. Ballino's charts have been issued between 1566 and 1568; according to Albert Ganado (1993), 32 of these happen to be reprints of Forlani & Zenoi's branches, already published for the first time in Il primo libro delle città, et fortezze principali del mondo (1567); the plates of these engravings have been afterwards modified. Some of them have been published in Bertelli's Disegni di alcune più illustri città di fortezze del mondo con aggiunte di alcune isole principali, (1568). The remaining engravings have been prepared by anonymous artists, who also helped Ballino to modify the plates he already possessed. Some examples of this rare work bear an allegorical title page, engraved by the Venetian artist Nicolò Nelli, a popular engraver of the XVI century; other examples bear a blank title page. Both versions have been printed by Zaltieri in 1569. It is quite hard to say which is the first version and which the last one, for the only difference is on the text on verso, with bigger letters in one case. Another difference is that some of the charts in one version have numbers on verso. We might say that those examples without numbers have been printed first, but the analysis of the engravings doesn't support this theory. The engravings listed hereby come from a defective edition; for the preciseness of information, we must add that the authorship of every work has been given to the artist that realized it, even if all of them come from Ballino's collection. This plate refer to the fortresses of the Austro - Hungarian Empire. When the Emperor Ferdinand II died in 1564, the Prince of Transilvania, John Siegmund, started a fierce fight against the Imperial troops. The war ended when Vienna was conquered by the Turks and the Sultan Suliman II; the Sultan eventually died in 1566 in the siege of Szigetvàr. Battles and fights gave birth to a flourishing copperplate market, to diffuse and publicize those events. Domenico Zenoi was the first one to be involved in this activity, immediately followed by Forlani. Copperplate with some slight etching changes; full wide margins, in excellent condition. Venezia Venice Szalai Béla pag. 157. 268 178

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        Sextus Decretalium liber a Bonifacio Octavo in Concilio Lugdunensi editus. Cum Epitomis divisionibus & Glossa ordinaria Io. Andreae una cum utilibus Additionibus novissime recognitus & infinitis prope mendis purgatus superfluis & inutilibus expunctis atque sedula Iurisperitorum diligentia nativae integritati restitutus. Quibus praeter haec praeclarae et decisivae Annotationes omnibus tam in schola quam in foro in theorea et praxi versantibus utilissimae accesserunt. UNITO A Constitutiones Clementis Quinti quas Clementinas vocant diligenter et accurate recognitae atque emendatae. Cum Epitomis Casibus litteralibus Iurispatronatus arbore ac Additionibus tam ex Io. Imolae quam Petri Ancharani Zabarellae Barbatiae Panormitani aliorumque Doctorum Commentarijs summa diligentia collectis. Quibus praeter haec nonnullae decisivae et insignes Additiones accesserunt quae antea in his Clementinis desiderabantur. UNITO A Extravagantes tum viginti Ioannis Vigesimisecundi tum Communes cum Glossis et Epitomis assuetis & recognitae & emendatae. Quibus (praeter ea quae prior editio continebat) nonnullae decisivae Additiones multorum Iurisconsultorum quae antea requirebantur accesserunt

      Francesco De Franceschi Gaspare Bindoni Niccolò Bevilacqua e Damiano Zenaro, 1567. 241x185 mm 3 opere in 1 tomo Fori di tarlo al dorso con insignificanti perdite di pergamena difetto alle cerniere varie piccole infinestrature naturali fioriture e bruniture sparse Frontespizi a caratteri neri e rossi belle marche tipografiche architettoniche capilettera xilografici ornati e figurati. Testo a caratteri neri e rossi impaginato su due colonne incorniciate da glossa. Impreziosiscono inoltre l'edizione una vignetta xilografica in principio al Liber sextus rappresentante la consegna delle Liber Sextus a Bonifacio VIII e tre arbores sempre xilografici (due dei quali pregevolmente figurati) un Arbor consanguinitatis e un Arbor affinitatis nel Liber sextus e un Arbor de iure patronato nelle Constitutiones Clementine.

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        I dieci libri dell'Architettura. Tradotti et commentati da Mons. Daniel Barbaro, da lui riveduti et ampliati; et hora in più commoda forma ridotti. Venetia, Franc. de' Franceschi, 1567

      de Franceschi Fr, 1567. in - 4, pp. (8), 506 (ma i.e. 512, per le tav. su doppio f. num. solo 249 e 258). Leg. 700sca p. perg., tit. ms. al dorso. Dedica del traduttore al Card. di Ferrara Ippolito d'Este, gran numero di belle iniziali silogr., testo in car. corsivo e tondo. Illustrato da elegante frontesp. silogr. a motivo architettonico con fig. allegoriche, 2 tavole su doppio f. ed un gran numero di diagrammi e figure silogr., anche a piena pag., attribuite a Giov. Chriegher. Seconda edizione (dopo la prima del 1556) della stimatissima traduzione e del commento del Barbaro, che presto soppiantò quella del Cesariano (Como 1521). Bell'esempl. (sul titolo antica firma e porzione del margine inf.restaurata).

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        Le Sei Giornate. Mandate in luce da M. Lodovico Dolce, all'illustriss. S. Federico Gonzaga Marchese di Garzuolo. Venetia, Giouan Varisco e compagni, 1567

      Varisco Giovanni, 1567. in - 4, ff. (16), 93, (1 di errata), legatura coeva in pergamena floscia, titolo ms. al dorso. Impresa tipografica al titolo, belle iniziali silogr. figurate, testo impresso in bel carattere corsivo. Dedica del Dolce a Federico Gonzaga. Edizione originale ed unica del XVI secolo. Il veneziano Sebastiano Erizzo (1525 - 1585) studiò a Padova e fu membro del Consiglio dei Dieci, fu buon letterato, scrisse di vari argomenti e compose «Le sei giornate», raccolta di 36 novelle ricavate da varie fonti erudite nelle quali egli immagina che nel 1542 a Padova sei giovani studenti forestieri si riuniscano per sei Mercoledì nella casa di un loro compagno a banchettare e raccontar novelle. Bell'esemplare (accurato restauro nel margine bianco inferiore del titolo).

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        Al Molto R.do & Illustre S.or Abbate ANDREA LIPPOMANI. Il Golfo di Venetia....

      1567. ESEMPLARE DEL RARISSIMO QUARTO STATO. La carta di Domenico Zenoi e Ferrando Bertelli del 1567 è una delle prime tra le numerose derivazioni dell'Italia gastaldina del 1561 (richiamata anche nella dedicatoria di questa carta), che appaiono a Venezia dopo la morte del cartografo piemontese Giacomo Gastaldi, avvenuta in data incerta tra il 1565 e il 1566, in linea con l'opera di questi autori, specializzati in incisioni di carattere geografico copiate da originali di altri, sia italiani sia stranieri; essa, infatti, si basa sulla citata mappa di Gastaldi del 1561 e sulla successiva versione di Paolo Forlani del 1563, alla quale aggiunge numerosi elementi decorativi nel mare. Il grande cartiglio centrale, rettangolare, sormontato da un'elaborata decorazione con due figure allegoriche che reggono lo stemma dei patrizi veneziani Lippomano, reca una lunga dedica all'Abate Andrea Lippomani, Priore del Convento dei Cavalieri Teutonici presso la SS. Trinità (la cui chiesa fu demolita nel 1681 per ampliare il Collegio dei Padri Somaschi, poi Seminario Patriarcale di Santa Maria della Salute): qui, oltre ai dati tipografico - editoriali e alla firma dell'opera, viene specificato il titolo dell'opera stessa e delimitata l'area geografica che si era voluta rappresentare. Sebbene questa carta raffiguri tutta la penisola italiana, dal citato cartiglio si riconosce come titolo dato al documento "IL GOLFO DI VENETIA", quasi a ribadire l'egemonia, il ruolo e il potere della Serenissima in queste acque. Non è chiaro se in questo caso lo Zenoi sia solo incisore della lastra e Bertelli l'editore, o sia compartecipe della pubblicazione: infatti, all'epoca, le relazioni tra editori ed incisori erano molto complesse e i ruoli non sempre netti e distinti. Il quarto stato della lastra, noto in un solo esemplare nella collezione Moreschi, è caratterizzato da presenza di un'orografia più marcata, rappresentata da isolati "mucchi di talpa", disegno caratteristico delle prime carte rinascimentali. Sono ben delineate le Alpi e gli Appennini, oltre a parte dei Balcani. Acquaforte e bulino, con margini, tracce di colla al verso, strappetti e pieghe di carta perfettamente restaurati, nel complesso in buono stato di conservazione. Carta di grandissima rarità. Bibliografia: Almagià (1927): n. 73; Almagià (1929): p. 16, B & F e p. 26, A; Almagià (1948): pp. 31 - 32; Bifolco - Ronca (2014): n. 10; Christie's Pa (2006): n. 257; De Vries (1981): n. 82; Kraus (1972): n. 82; National Maritime Museum (1971): n. 127; Parke - Bernet (1969): n. 34; Ruge (1904 - 16): IV, n. 86.66 & n. 87.21; Tooley (1939): nn. 334 - 335 & 590. b) Borri (1999): pp. 48 - 49, n. 41; Borri (2010): pp. 68 - 69, n. 47, fig. 65; Karrow (1993): n. 30/90.1; Lago (1989): p. 248, n. 94; Lago (1994): p. 170, fig. 8; Perini (1996): p. 32. "THE VERY RARE FOURTH STATE This 1567 map by Domenico Zenoi and Ferrando Bertelli, is one of the firsts depending on 1561 Gastaldi Italy map (as mentioned in the dedication), which appear in Venice after the death of Piedmontese cartographer Giacomo Gastaldi, occurred in uncertain date between 1565 and 1566. The map is based not only on Gastaldi map, but also on the later version by Paolo Forlani, dated 1563, compared to which numerous decorative elements are added in the sea. The large central cartouche, rectangular, crowned by an elaborate decoration with two allegorical figures holding up the arms of the Venetian patricians Lippomano, bears a long dedication to the Abbot Andrea Lippomani, prior of the monastery of the Teutonic Knights at the SS. Trinity (theirs church was demolished in 1681 to expand the College of Somaschi Fathers, then Patriarchal Seminary of Santa Maria della Salute): here, in addition to editorial - typographic data and to the signature, there is the title and it's specified the geographical area represented on the map. Etching and engraving, with margins, traces of glue on the verso, perfectly restored tear in paper folds, overall in good condition. of great rarity card. The fourth state of the plate, known in a single example in the Moreschi collection is characterized by the presence of more marked orography, represented by isolated small prominences, very typical in the first Renaissance maps. Although this map depicts the entire Italian peninsula, in the title cartouche is shown as the title ""IL GOLFO DI VENEZIA"", as if to reaffirm the hegemony, the role and power of the Serenissima in these waters. It is not clear whether if Zenoi was the engraver of the plate and Bertelli the publisher, or both publishers: in fact, at that time, the relations between publishers and engravers were very complex and the roles are not always clear and distinct. The fourth state of the plate, known just in only example, kept in the Moreschi collection is characterized by the presence of more marked orography, represented by isolated drifs, tipical of the first Renaissance maps. the Alps and the Apennines are well defined. and a part of the Balkans. Etching and engraving, with margins, traces of glue on the reverse, perfectly restored tears and paper folds, otherwise in good condition. Etremely rare map. Bibliografia: Almagià (1927): n. 73; Almagià (1929): p. 16, B & F e p. 26, A; Almagià (1948): pp. 31 - 32; Bifolco - Ronca (2014): n. 10; Christie's Pa (2006): n. 257; De Vries (1981): n. 82; Kraus (1972): n. 82; National Maritime Museum (1971): n. 127; Parke - Bernet (1969): n. 34; Ruge (1904 - 16): IV, n. 86.66 & n. 87.21; Tooley (1939): nn. 334 - 335 & 590. b) Borri (1999): pp. 48 - 49, n. 41; Borri (2010): pp. 68 - 69, n. 47, fig. 65; Karrow (1993): n. 30/90.1; Lago (1989): p. 248, n. 94; Lago (1994): p. 170, fig. 8; Perini (1996): p. 32." Venezia Venice 515 392

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        La descrittione del Piamonte...

      1567. Incisione in rame ad acquaforte e bulino, mm 247x482. Carta con margini graduati, priva di scala grafica orientata con indicazione dei venti "Tramontana - Levante - Ponente - Ostro" ai lati della carta con il nord a sinistra. Si tratta di una ripresa di modelli precedenti fino a risalire alla prima carta in rame, "El Piamonte" di Salamanca del 1553. Stato unico. Paolo Forlani veronese fu attivo a Venezia tra il 1560 e il 1574 come incisore e mercante. Le sue incisioni, in gran parte di soggetto geografico, furono pubblicate dai principali editori e stampatori veneziani. Egli collaborò spesso con Gastaldi del quale incise ben 13 carte. La sua opera più importante è la raccolta "Il primo delle città, et fortezze principali del mondo", prima organica collezione di cartografia urbana stampata in Italia, con incisioni datate 1566 e 1567. Tra il 1566 ed il 1568 risulta attivo a "Merzaria al segno della colonna", mentre dal 1569 "in Merzaria alla libreria della nave". Forlani non pubblicò mai la seconda parte e consegnò i rami a Zenoi che nello stesso anno li riutilizzò in una sua raccolta senza titolo. Dopo il 1574 si perdono sue notizie. Molto probabilmente morì durante la grande peste che colpì Venezia tra il 1575 ed il 1576 Almagià, Monumenta Italiae Cartographica, pag. 16 - 17; Meurer, Strabo illustratus, 71; Perini, L'Italia e le sue regioni nelle antiche carte geografiche, pag. 42; Bifolco - Ronca, Cartografia rara italiana, XVI secolo, L'italia e i suoi territori, 41; Valerio, L'Italia e le sue regioni nella bottega dell'incisore, 11.

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        La descriptione dela Puglia opera di Giacomo gastaldo Cosmografo in Venetia

      1567. - la prima carta a stampa della puglia - Carta geografica della regione, opera di Jacopo Gastaldo, pubblicata postuma alla morte dell'autore (1566) da Fernando Bertelli. Secondo il Tooley, si tratta della prima carta a stampa della sola regione, per questo di notevole importanza, fatta incidere dal Bertelli su progetto del Gastaldi. La mappa presenta una notevole analogia con la parte raffigurante la regione nell'Italia del Gastaldi del 1561. Tuttavia la presenza in questa carta di un maggior numero di centri abitati, autorizza l'Almagià ad ipotizzare che l'autore tra il 1561 ed il 1566 abbia raccolto altro materiale, sul quale il Bertelli si è basato. Essa costituisce la base per le successive mappe, da quella del 1573 di Ortelius in avanti. Giacomo Gastaldi (attivo tra il 1542 ed il 1565), un piemontese che lavorò a Venezia divenendo il cosmografo della Repubblica Veneziana. Robert Karrow nel suo testo sui cartografi lo definisce come una delle figure principali di tutto il sedicesimo secolo, sicuramente il più importante cartografo italiano del '500. Sebbene un grandissimo numero di mappe furono realizzate sotto la sua direzione, e quindi a lui assegnate come autore, risulta spesso difficile stabile quale ruolo ebbe il Gastaldi in queste creazioni. Praticamente egli non firmò quasi nessuno dei suoi lavori, nemmeno come editore; tuttavia frequentemente troviamo il suo nome nel cartiglio del titolo o della dedicatoria, a dimostrazione dell'importanza del ruolo svolto. Il principale incisore delle carte del Gastaldi fu Fabio Licinio. Incisione in rame, rifilata al rame e con margini coevi aggiunti, in ottimo stato di conservazione. Rarissima. Bibliografia: Almagià pag. 38, Tooley 114, Karrow 30/105, Perini pag. 116, Meurer 79. . Map of the region realized by Jacopo Gastaldo and published after his death (1566) by Fernando Bertelli. Accordino to Tooley, this should be the first printed map of the region, therfore very interesting, which Bertelli had realized on Gastaldi's project. The map is very close to the 1561 map of Italy drawn by Gastaldi, or better, to the drawing of the region he realized in the previous map. Nevertheless, the second map shows more details and for that reason Almagià assumed that the author collected more information between 1561 and 1566, which Bertelli then used. This map has been then used as a model, starting from Ortelius in 1573. Giacomo Gastaldi, who worked in Venice between 1542 and 1565, was born in Piedmont, but he became the cosmographer of the Venetian Republic. Robert Karrow defined him as one of the most important figures of the Sixteenth century, certainly the most important Italian cosmographer of his time. Although a great number of maps have been realized under his guidance, and for that reason asribed to hi mas the author, it is not clear yet the role Gastaldi had in their realization. He never signed his works, not even as publisher; nevertheless, his name can be seen quite often in the cartouche or in the dedicatori letter, as a demonstration of his importance. The main engraver of his maps was Fabio Licinio. Copperplate, trimmed to platemark with contemporary added margins, in excellent condition. Very rare. Venezia Venice Almagià pag. 38, Tooley 114, Karrow 30/105, Perini pag. 116, Meurer 79. 355 220

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        Il vero disegno et ritratto di Siena...

      1567. "Per la prima volta pubblicata nella rarissima raccolta di Paolo Forlani ""Il primo libro delle citta, et fortezze principali del mondo"" edito nel 1567 a Venezia, questa lastra proviene dalla successiva (di 2 anni) raccolta del Ballino, denominata ""De' disegni delle più illustri città e fortezze del mondo"". Giulio Ballino era un avvocato veneziano che frequentava la casa dei Manunzio già verso il 1530, dedicandosi in gioventù allo studio dei classici. Il libro De' disegni delle più illustri città, et fortezze del mondo.. stampato a Venezia da Bolognino Zaltieri nel 1569 è costituito da cinquanta vedute ed una carta geografica. L'opera rappresenta il primo tentativo, nell'ambito dell'editoria italiana, della realizzazione di un testo/atlante delle principali fortezze e città del mondo. A differenza dei suoi predecessori, dei quali utilizza spesso i rami e le iconografie, egli concepisce un'opera unitaria corredata di testi e di indice, della quale, per la prima volta, si è ha conoscenza dell'esatto numero di tavole che la compongono. Sicuramente ispirata all'opera del Du Pinet Plantz, Pourtraitz et descriptions de plusieurs ville set forteresses.., la raccolta del Ballino è molto probabilmente solo una parte del progetto iniziale, molto più ampio. Egli probabilmente intendeva pubblicare un'edizione in latino, sperando di lanciare la sua opera a livello europeo, ma si arrese davanti alla pubblicazione del primo libro del Civitates Orbis Terrarum di Georg Braun & Fransz Hogenberg, che in qualche modo bruciò parecchie delle iniziative editoriali sull'iconografia urbana. Le carte della raccolta sono datate tra il 1566 ed il 1568; secondo un recente studio di Albert Ganado (1993), trentadue di queste risultano essere ristampe dei rami di Paolo Forlani e di Domenico Zenoi, per la prima volta apparsi ne Il primo libro delle città, et fortezze principali del mondo del Forlani (1567); questo cospicuo gruppo di tavole è inserito nella raccolta con alcuni ritocchi nelle lastre, che vengono modificate. Altre furono per la prima volta pubblicate da Ferrando Bertelli nel Disegni di alcune più illustri città di fortezze del mondo con aggiunte di alcune isole principali, datato 1568. Il resto delle tavole sono di anonimi incisori di cui l'autore si servì per la sua opera, probabilmente anche per ritoccare le lastre di cui era già in possesso. Alcuni esemplari di questa rara opera recano il frontespizio allegorico inciso da Nicolò Nelli, famoso incisore e calcografo veneziano della seconda metà del '500; altri esemplari viceversa hanno un frontespizio non inciso. Entrambe le versioni sono edite dallo Zaltieri nel 1569. Difficile stabilire quale sia la prima stesura e quale quella successiva, la sola differenza è infatti notabile nel testo al verso delle carte, che può variare nella dimensione dei caratteri. Altra differenza che alcune carte sono numerate al verso, mentre le stesse, esaminate in altri esemplari, sono prive di questo numero di pagina. Per semplice deduzione logica possiamo affermare che gli esemplari privi del numero siano antecedenti, teoria tuttavia non del tutto surrogata dall'esame di più esemplari dell'opera. Le vedute che riportiamo nel catalogo provengono da un esemplare manchevole di alcune carte; per correttezza di informazione la paternità delle opere, sebbene provenienti dalla raccolta del Ballino, viene assegnata all'autore originale. Le incisioni sono tutte in rame, eseguite al bulino con ritocchi occasionali all'acquaforte; i margini sono pieni e lo stato di conservazione ottimo." Giulio Ballino was a Venetian lawyer, a friend of the Manuzio family, really fond of classical studies. The book De' disegni delle più illustri città, et fortezze del mondo.., printed in Venice in 1569 by Bolognino Zaltieri, contains 50 views and one chart. This work is the first attempt, in Italy, to realize an atlas/text of the main fortresses and cities in the world. Unlike his predecessors, from whom he copied the iconography, Ballino wanted to realize a complex work, with text and an index, so that the reader could know immediately how many works were inside the book. Following Du Pinet's Plantz, Pourtraitz et descriptions de plusieurs ville set forteresses.. Ballino's work is, with all probability, just the first part of an ambitious, bigger project. May be he wanted to publish a Latin edition, hoping to give his book great fame along Europe, but he had to change his mind when Georg Braun & Fransz Hogenberg published their Civitates Orbis Terrarum, which was then the first book to describe urban iconography. Ballino's charts have been issued between 1566 and 1568; according to Albert Ganado (1993), 32 of these happen to be reprints of Forlani & Zenoi's branches, already published for the first time in Il primo libro delle città, et fortezze principali del mondo (1567); the plates of these engravings have been afterwards modified. Some of them have been published in Bertelli's Disegni di alcune più illustri città di fortezze del mondo con aggiunte di alcune isole principali, (1568). The remaining engravings have been prepared by anonymous artists, who also helped Ballino to modify the plates he already possessed. Some examples of this rare work bear an allegorical title page, engraved by the Venetian artist Nicolò Nelli, a popular engraver of the XVI century; other examples bear a blank title page. Both versions have been printed by Zaltieri in 1569. It is quite hard to say which is the first version and which the last one, for the only difference is on the text on verso, with bigger letters in one case. Another difference is that some of the charts in one version have numbers on verso. We might say that those examples without numbers have been printed first, but the analysis of the engravings doesn't support this theory. The engravings listed hereby come from a defective edition; for the preciseness of information, we must add that the authorship of every work has been given to the artist that realized it, even if all of them come from Ballino's collection. Copperplate with some slight etching changes; full wide margins, in excellent condition. Venezia Venice E. Pellegrini, "L'iconografia di Siena nelle opere a stampa", p. 47. 276 190

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        Decreta synodalia Dioecesis Augustanae [.].

      Dillingen, Sebald Mayer, 1567. - Otto, Truchseß von Waldburg, war Bischof in Augsburg. - Der schöne Holzschnitt auf der Titelrückseite zeigt den sich opfernden Pelikan (vgl. hierzu Grimm, Buchdruckersignete 182ff.). - Einband etw. bestoßen u. fleckig. Tlw. stockfleckig u. etw. gebräunt. - VD16, A 4088; Bucher, Dillingen 238; Schottenloher, Glaubensspaltung III, 29233; Veith IV, 132; nicht bei Adams u. im BM STC, German Books. la Gewicht in Gramm: 500 4°. Mit einem Wappenholzschnitt am Titel, einem ganzs. Holzschnitt am Titel verso u. 5 Holzschn.-Initialen. 8 nn. Bll., 112 num. Bll., Flex. Pgmt. d. Zt. m. durchzogenen Bünden u. handschriftl. Rückentitel.

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        Decreta synodalia Dioecesis Augustanae [...].

      Dillingen, Sebald Mayer, 1567. 4°. Mit einem Wappenholzschnitt am Titel, einem ganzs. Holzschnitt am Titel verso u. 5 Holzschn.-Initialen. 8 nn. Bll., 112 num. Bll., Flex. Pgmt. d. Zt. m. durchzogenen Bünden u. handschriftl. Rückentitel. Otto, Truchseß von Waldburg, war Bischof in Augsburg. - Der schöne Holzschnitt auf der Titelrückseite zeigt den sich opfernden Pelikan (vgl. hierzu Grimm, Buchdruckersignete 182ff.). - Einband etw. bestoßen u. fleckig. Tlw. stockfleckig u. etw. gebräunt. - VD16, A 4088; Bucher, Dillingen 238; Schottenloher, Glaubensspaltung III, 29233; Veith IV, 132; nicht bei Adams u. im BM STC, German Books. Versand D: 12,00 EUR Otto, Truchseß von Waldburg, Bischof in Augsburg, Decreta synodalia Dioecesis Augustanae

      [Bookseller: Antiquariat Wolfgang Friebes]
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        Historia de gentium septentrionalium variis conditionibus statibusue & de morum, rituum, superstitionum, exercitiorum, regiminis, disciplinæ, uictusq, mirabili diversitate. Item de bellis structuris, instrumentisq mirabilibus. Item de mineris metallicis, & variis animalium generibus, in illis regionibus de gentium. Opus, omnibus cuiuscung conditionis hominibus magno usui futurum, rerum cognitione delectationeq refertum, expressis figuris pictis illustratum.

      Basel 1567. Folio. Fint 1700-talls helskinnbd. med 6 opphøyde bind. Rik ryggdekor i gull. Treskåret tittelbl. 485 tresnitt i teksten. Stort foldet kart. (48) bl. + 854 s. + (1) bl. Ryggen fagmessig rebacked med bevaring av gammel rygg. Rent og fint eks. med kartet i god stand.. 18th century full calf with 6 raised bands. Spine richly gilt. Woodcut title. 485 woodcuts in text. Large folding map. Spine skilfully rebacked preserving old spine. Clean and nice copy. Map in good condition

      [Bookseller: Ruuds Antikvariat]
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        Opera nunc vero ad exemplaria Graeca denuo summa fide diligentiaq collata Basle ex officina Frobeniana per Ambrosium et Aurelium Frobenios fratres

      

      [Bookseller: Maggs Bros. Ltd. ]
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        VON DEM SIG DES WORTS GOTTES

      Dillingen: Sebald Mayer, 1567. First German Edition n. Featuring a dramatic full-page woodcut of the Apocalypse, with the Queen of Heaven standing triumphant as Archangel Michael spears the Beast, this is Rupert of Deutz's account of the war between God and Satan (with God's assured victory), translated into German and presented for a Counter-Reformation audience. Rupert (ca. 1075-ca. 1129) was Abbot of Deutz and a major figure in Medieval scriptural commentary. First appearing in Latin as "De Victoria Verbi Dei" in 1123-24 and printed in that form once in the 15th century, our work puts the cosmic battle in the context of a commentary on the 12 minor prophets, and how they prefigure the accounts of the end times in the New Testament. The Apocalypse was a popular theme among Catholic officials, who saw the Protestant Reformation as potentially world-ending; this fact would account for the printing of the present work in the 1560s. This edition was produced at Dillingen, a center of the Counter-Reformation in Germany, by Sebald Mayer (active 1540-76), whose workshop was devoted to Counter-Reformation publications; with his son Johann, they produced nearly 800 titles. This is a rare book: OCLC lists only six copies, all in Europe, and no copies have appeared at auction in 40 years.. 208 x 160 mm. (8 1/4 x 6 1/4"). 26 p.l., 416 leaves.Translated by Nicolaus Hug. First German Edition. Contemporary blind-stamped pigskin over bevelled wooden boards, inner medallion roll with Julius Caesar, Ovid, Cicero, and Virgil, outer roll with King David and Christ, raised bands, later paper label with manuscript title, original catch-plates and anchor-plates, remains of thongs (two small contemporary patches to boards). With full-page woodcut of the apocalypse with the Queen of Heaven and the Beast. Title page printed in red and black, and with ink inscription in a 17th century hand: "Ex bibliotheca Wisensteig, de[?] 1626." VD16 R 3806. Significant splaying to front board, small patch of worming to lower cover, pigskin a little soiled, one-inch closed tear to front free endpaper, mild foxing to title page and six other pages, other trivial defects, otherwise an excellent copy, quite clean and crisp internally, in a sturdy binding. Featuring a dramatic full-page woodcut of the Apocalypse, with the Queen of Heaven standing triumphant as Archangel Michael spears the Beast, this is Rupert of Deutz's account of the war between God and Satan (with God's assured victory), translated into German and presented for a Counter-Reformation audience. Rupert (ca. 1075-ca. 1129) was Abbot of Deutz and a major figure in Medieval scriptural commentary. First appearing in Latin as "De Victoria Verbi Dei" in 1123-24 and printed in that form once in the 15th century, our work puts the cosmic battle in the context of a commentary on the 12 minor prophets, and how they prefigure the accounts of the end times in the New Testament. The Apocalypse was a popular theme among Catholic officials, who saw the Protestant Reformation as potentially world-ending; this fact would account for the printing of the present work in the 1560s. This edition was produced at Dillingen, a center of the Counter-Reformation in Germany, by Sebald Mayer (active 1540-76), whose workshop was devoted to Counter-Reformation publications; with his son Johann, they produced nearly 800 titles. This is a rare book: OCLC lists only six copies, all in Europe, and no copies have appeared at auction in 40 years.

      [Bookseller: Phillip J. Pirages Fine Books and Mediev]
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        Commentarius brevis rerum in orbe gestarum ab anno Salutis 1500. usque in annum 1567. Ex optimis quibusq[ue] scriptoribus congestus, & nunc recens multis locis non parum auctus & locupletatus. Cum Indice copiosissimo.

      Apud Geruinum Calenium & haeredes Iohannis Quentel, Coloniae [Köln] 1567 - Coloniae [Köln], Apud Geruinum Calenium, & haeredes Iohannis Quentel 1567. 16 x 11 cm. [8] Bl., 936 S., [32] Bl. Index [d. l. weiß]. Mit Holzschnitt-Druckermarke auf dem Titel und einigen Holzschnitt-Initialen. Modernes Halbpergament unter Verwendung einer Musikhandschrift. VD16 S 10242. BM German Books, 844 (Ausgabe von 1568). Adams S 2097. Eine der besten Zeitgeschichten des 16. Jahrhunderts, erweitert bis zum Jahr 1567. "Contains references to Columbus and Vespuccius" (Sabin) und größere Abschnitte über Mexiko und Florida. Laurentius Surius, O. Carth. (1522-1578) war ein namhafter Kölner Hagiograph und Kirchengeschichtsschreiber. Sein Commentarius brevis rerum war "entgegengesetzt dem Geschichtswerk des Sleidan (.) und daher protestantischer Seits sehr geschmäht". (WetzerWelte X, 1853, S. 531). Modernes Halbpergament unter Verwendung einer Musikhandschrift.

      [Bookseller: Antiquariat Peter Fritzen]
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        ARISTOTELIS Logica ex accurata recognitione Nicolai Gruchii ad Ioachimi Perionii & suam interpretationem.

      1567 - Eiusdem Gruchij in singulos libros argumenta et notae, cum eiusdem disputatione de nomine Dialectices et Logices, et quň singuli libri Organi Aristotelis perteninant. Parisiis 1567. Ex Officina Iacobi du Puys. (16,5 x 11 cm), s. 704, opr. sk. z epoki. BrakujÄ…ca karta tyt. zastÄ…piona kserokopiÄ…, Å›lady zawilg., oprawa z otarciami, dorabiany grzbiet, na karcie przedtyt. zapiska, w tekÅ›cie liczne marginalia i zapiski z epoki. Pierwsza zachowana karta kolorowana. Arystoteles, m. in. twórca logiki formalnej, systemu, który w prawie niezmienionej formie przetrwaÅ‚ do dzisiejszych czasów. DzieÅ‚o zawiera pisma Arystotelesa w interpretacji Nicolasa de Grouchy (1510-1572), uczonego francuskiego, dodatkowo polemizujÄ…cego z innym francuskim uczonym Joachimem Perionem (1498 - 1559). No original title leaf - instead of that there is a reproduction. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Antykwariat Wójtowicz]
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        Le Sei Giornate.

      Mandate in luce da M. Lodovico Dolce, all'illustriss. S. Federico Gonzaga Marchese di Garzuolo. Venetia, Giouan Varisco e compagni, 1567, - in-4, ff. (16), 93, (1 di errata), legatura coeva in pergamena floscia, titolo ms. al dorso. Impresa tipografica al titolo, belle iniziali silogr. figurate, testo impresso in bel carattere corsivo. Dedica del Dolce a Federico Gonzaga. Edizione originale ed unica del XVI secolo. Il veneziano Sebastiano Erizzo (1525-1585) studiò a Padova e fu membro del Consiglio dei Dieci, fu buon letterato, scrisse di vari argomenti e compose «Le sei giornate», raccolta di 36 novelle ricavate da varie fonti erudite nelle quali egli immagina che nel 1542 a Padova sei giovani studenti forestieri si riuniscano per sei Mercoledì nella casa di un loro compagno a banchettare e raccontar novelle. Bell'esemplare (accurato restauro nel margine bianco inferiore del titolo). Gamba 1381. Fontanini p. 93/3. BMC 237. Adams E-923. Passano I, 291:«Rara ed unica edizione del sec. XVI. Novelle scritte in buona lingua, sebbene vi si avvisi qualche stento per la voglia d'imitare il Boccaccio». [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        Biblisch Namen-Buch.

      Frankfurt, Rab, Feyerabend & Han, 1567. - Darjnn die Hebreische, Caldeische, Syrische, Griechische, un Lateinische, Namen, Gottes, un deß Herrn Christi, Jtem, der Menschen Völcker, Abgötter, Götzen . : Sampt einer kurtzen notwendigen Chronica . ; Mit angehengtem Zeyt und Tagkalender. 6 Blatt, CCCXCIIII, 35 Blatt, geprägter Schweinledereinband der Zeit ohne die Schließen, 33 x 21 cm, Einband berieben, bestossen und fleckig, der vordere Holzdeckel angebrochen (repariert), Rücken mit kleinem Loch, ohne die Vorsatzblätter, innen unterschiedlich gebräunt, teils etwas stockfleckig, Buchblock vorgewölbt.

      [Bookseller: Antiquariat H. Carlsen]
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        La Géomance du seigneur Christophe de Cattan, Gentilhomme Genevois. Livre non moins plaisant & recreatif, que d'ingenieuse invention, pour scavoir toutes choses presentes, passes, & à advenir. Avec la Roüe de Pythagoras. Le tout mis en lumiere par Gabriel du Preau: & par luy dedié à monsieur Nicot, Conseiller du Roy, & maistre des Requestes de l'hostel

      - A Paris, Jean Corrozet, 1567. Pour Gilles Gilles, Libraire demeurant devant le Collège de Cambray, aux trois Corones. Petit in-4, reliure postérieure demi-basane chocolat, dos lisse orné de filets et fleurons dorés. 3 feuillets blancs, 145 feuillets (titre gravé compris) et 2 feuillets pour la table. Très beau titre dans un encadrement gravé par Jean Cousin "aux deux faunes" et signé C en bas dans le motif. Lettrines, nombreuses figures dans le texte attribuées à Oronce Finé, dont la célèbre Roue Pythagorique, ou de fortune, au verso du feuillet 143. Tableaux et diagrammes. Manque sur le haut de la page de titre (découpe en long de 1/2 cm), ex-libris manuscrit "Joannis Jacobi, second Doctoris medici université Montpellier". Mouillure pâle en marge haute des 14 premiers feuillets. Seconde édition. Un des traités les plus complets de géomancie. L'auteur s'intéresse autant à l'astrologie qu'à la divination, examinant une à une les figures composées par les planètes, les étoiles et les constellations. Il comprend des données du plus haut intérêt sur l'astrologie et les autres branches de la divination (Caillet). Ecrit en français et publié par Gabriel Dupréau qui en avait obtenu le manuscrit, il s'agit de l'unique ouvrage du Gênois Christofe de Cattan qui ait connu les honneurs de l'impression. L'ouvrage divisé en trois livres, débute avec l'explication des signes du zodiaque et l'influence des quatre éléments pour ensuite continuer avec l'explication du système numérologique de Girard de Crémone qui occupe un long chapitre. Les informations sur La roue de fortune "approuvée et confirmée par science et raison de Pythagoras" sont placées à la fin de l'ouvrage et sont accompagnées d'une illustration. La roue est divisée en quatre maisons. Cattan était originaire de la ville de Gênes en italie. Caillet, I, 2093. [Attributes: Signed Copy]

      [Bookseller: LIBRAIRIE GIL-ARTGIL SARL]
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        Iuris consulti commentarius in quatuor libros institutionum iuris civilis.

      Antonium Gryphium for Theobald Paganum, Lyon 1567 - BEAUTIFULLY PRINTED SECOND EDITION Folio, pp. [vi] 575 [xvii]. Roman and Italic letter, some Greek. Gryphius’ large woodcut printer's device of a griffin and motto "Virtute Duco, Comite fortuna", fine large woodcut historiated initials, grotesque woodcut headpieces. Light age yellowing, minor waterstain in upper margin of last few ll. A fine copy, clean and well margined, in contemporary limp vellum, yapp edges, "ICKH" stamped on upper cover, 'Hotomanni ad Instituta" ms. on spine, vellum stubs. Beautifully printed second edition, corrected by the author, of this important commentary on the Corpus juris civilis; the first edition was published in 1560 at Basle. This work is of particular interest and importance as it shows the evolution of Hotman’s thought leading to the publication of his most radical work the ‘Anti-Triboniem’, thought to have been written in the same year as this publication, but not printed until 1603. "At least twelve works on Roman Law and Roman history appeared under Hotman’s name in the years 1556-60 including a short life of Justinian, commentaries on the Institutes and the Digest, studies in Ancient Roman political and legal usage, and the systematic reclassification of Roman Law principles. In his sketch of Justinian Hotman was severely critical of the methods used to produce the Corpus juris civilis. This work was reprinted with Hotman’s commentaries on the Institutes, which contained a prefatory letter also condemning Tribonian’s labours. Even at this stage in the development of Hotman’s ideas, there appeared the contrapuntal suggestion that the primitive customs of the Germanic peoples could be favourably compared with more sophisticated legislation (Roman law)" Ralph E. Giesey ‘Francogallia By François Hotman.’. Hotman taught Roman law in Paris, Lyon, Geneva, Lausanne, Strasbourg, Valence, and Bourges. He converted from Catholicism to Calvinism in 1547 and took an active part in disseminating the teachings of Calvin. In 1572, after the Massacre of St. Bartholomew, he left France and lived first in Geneva and then in Basel. His religious beliefs had a deep influence on his thinking on the law"Yet, for various reasons besides his general contrariness, Hotman became increasingly suspicious of the study of Roman law. During the religious wars he came to attribute many of the ills of French society to the reception of Roman law, and in much the same tone as Rabelais he derided those pettifoggers (chicanourrois) who came out of the schools of law and swarmed over the courts, both lay and ecclesiastical. . More and more Hotman came to associate the study of Roman law with the corruptions of Italian society; and like many French jurists he believed in a golden age of French law, before the coming of "written law" when judgements were simple, morals were pure and litigation was at a minimum. This was a myth similar in function to that of the "primitive church" and, for Hotman, part of the same program of reform." Donald R. Kelley. ‘Foundations of Modern Historical Scholarship: Language, Law, and History in the French Renaissance.’ A very good copy of this important work. Adams H1063 J 643. Baudrier VIII p. 350. Not in Gultlingen or BM STC Fr. C16th. Latin [Attributes: Soft Cover]

      [Bookseller: Sokol Books Ltd. ABA ILAB]
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        1567 1st ed Louvain Holy BIBLE / Flemish Hentenius Latin Plantin Biblia Sacra

      Antuerpiae : Ex officina Christophori Plantini, 1567. - 1567 1st ed Louvain Holy BIBLE / Flemish Hentenius Latin Plantin Biblia Sacra EXTREMELY Rare & Valuable Bible Translation Hentenius (1499 – 1566) was a Flemish Dominican Biblical exegete. Christophe Plantin (c.1520 – 1589) was an influential Renaissance humanist and book printer and publisher. Plantin's 1567 octavo edition of the Louvain Bible with the text in double columns printed in a tiny "Nonpareille" roman type, one of the smallest Bibles of its day, nicely displaying Plantin's excellent presswork and Pierre Haultin's type. The Latin Bible, edited by the Dominican Johannes Hentenius and protected by an Imperial privilege, first appeared in a 1547 folio edition at Louvain, followed by the Dutch edition in 1548 and the French in 1550. We find other examples of this same Hentenius/Plantini Bible for sale elsewhere for $4,085! Illustrator: Johannes Henten Title: Biblia, ad vetustissima exemplaria castigata : quid in horum Bibliorum castigatione praestitum sit, subsequens praefatio latius indicabit. Published: Antuerpiae : Ex officina Christophori Plantini, 1567. Language: Latin Notes & contents: • Handwritten notes on blank prelims and title page • The title-page has a beautiful ornamental frame as well as Plantin's famous printer's device with a pair of compasses and the legend Labore et constantia. • The Louvain (or Leuven) Bile is a translation produced from Hebrew, Aramaic, and Greek, and is often thought to be more correct than the Vulgate. FREE SHIPPING WORLDWIDE Wear: wear as seen in photos Binding: tight and secure pigskin binding Pages: complete with all 303 + 74 pages; plus indexes, prefaces, and such Publisher: Antuerpiae : Ex officina Christophori Plantini, 1567. Size: ~7in X 5in (18cm x 13cm) FREE SHIPPING WORLDWIDE Shipping: Very Fast. Very Safe. Free Shipping Worldwide. Satisfaction Guarantee: Customer satisfaction is our first priority. Notify us within 7 days of receiving your item and we will offer a full refund guarantee without reservation. $2500 Photos available upon request. [Attributes: First Edition; Hard Cover]

      [Bookseller: Schilb Antiquarian]
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        Pauli Jovii Novocomensis episcopi Nucerini Illustrium virorum vitae. Quibus nunc accesserunt Turcarum imperatorum vitae, eodem autore, ex Italico in Latinum conversae, cum genuino indice.

      Basileae [i.e., Basel]: Per Henricum Petri et Petrum Pernam 8vo. 2 vols. in 1. (891 [i.e. 893], [3] pp. (pp. [895–96] blank); 482 [i.e., 472], [104] pp.).. 1567 Renaissance collector, writer, and rascal, Giovio's most important writing is his "Lives of Illustrious Men." Written in what is often called "law style" and clearly in part an outgrowth of his passion for collecting oil portraits of the great, it has among its => nearly 200 biographies a judicious sprinkling of reports on contemporaries who were solicited for financial contributions, which solicitations were thinly disguised blackmail demands. => Those who paid had much embellished biographies; those who didn't were treated harshly and faults and sins were exposed ruthlessly. Among the booty Giovio thus obtained were two houses and much gold and silver. Added to this edition is Francsco Negri's Latin translation of Giovio's Commentario de le cose de' Turchi ("De rebuvs et vitis imperatorum Turcarum usque ad Solymanum"; vol. 2, pp. 390–[472]). Provenance: 17th-century ownership signature of "Ant. de Sedorne" on title-page; two 19th-century stamps on same, one unidentified and the other of the "Seminarium Sancti Nicolai de Cardueto"; and stamp on verso of same, of the Redemptorist Fathers of the Mount St. Alphonsus Seminary (deaccessioned). Early vellum with precursor yapp edges, author/title inked old-style on top page edges as well as on spine; text block recased and new ties attached. Text browned in places, light waterstaining in some lower portions, stamps as noted above, else a good++ copy and => an impressively thick fistful of book.

      [Bookseller: Philadelphia Rare Books & Manuscripts Co]
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        1567 1st ed Poccianti Monastic Order of Servites Catholic Virgin Mary Mariology

      Florentiae : [Servites], MDLXVII. [1567] - 1567 1st ed Poccianti Monastic Order of Servites Catholic Virgin Mary Mariology Extremely Rare Chronicon rerum totius sacri The Servite Order is one of the five original Catholic mendicant orders. Its objects are the sanctification of its members, preaching the Gospel, and the propagation of devotion to the Mother of God, with special reference to her sorrows. We do not find this same book for sale elsewhere; however, we do find other 16th-century printings of Poccianti works for sale for over $7,750! Main author: Michele Poccianti; Servites, Title: Chronicon rerum totius sacri ordinis Servorum Beatae Mariae Virginis, in quo illustrium patrum, qui sanctitate doctrina, & dignitate in eo floruerunt, vitae atque actiones co[n]tinentur : his addita sunt indulta pontificia eidem sacrae religioni concessa, & omnes sanctiones in comitijs generalibus habitae, ab anno. 1233 vsque ad. 1566 Published: Florentiae : [Servites], MDLXVII. [1567] Language: Latin Notes & contents: • 1st edition • Illustrated/decorative title page – emblem of the Order of Servites • History of Order of Servites, Catholic Servants of Mary • Ecclesiastical concordance against the heretics of Paolino Bernadrdini • Treaty of St Cyprian of 1567 FREE SHIPPING WORLDWIDE Wear: wear as seen in photos Binding: tight and secure vellum binding Pages: complete with all 332 pages; plus indexes, prefaces, and such Publisher: Florentiae : [Servites], MDLXVII. [1567] Size: ~9in X 6.25in (23cm x 16cm) Photos available upon request. [Attributes: First Edition; Hard Cover]

      [Bookseller: Schilb Antiquarian]
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        A learned commendation of the politique lawes of Englande ? newly translated into Englishe by Robert Mulcaster

      by Rychard Tottill [Richard Tottell], [Imprinted at London in Fletesrete within Temple Barre, at the signe of the hand and starre 1567 - First English edition. [1], 132, [3] ff. English and Latin text in parallel columns. A-R^8. 8vo. The first English translation of Sir John Fortescue's De laudibus legum Angliæ, first published ca. 1543 for the education of Henry VI's son, the Prince of Wales. Fortescue (c.1397-1479) was a jurist and influential Lancastrian propagandist - he recanted his views and saved his neck when Edward IV ascended the throne. "With the possible exception of Sir Thomas More, Fortescue is the English common lawyer who until the days of Coke and Bratton had most to say of importance to a reading public outside his own profession " (ODNB). His De laudibus legum Angliæ is "an exposition of the advantages of English common law over the Roman law of the continent, and contains a uniquely valuable description of the inns of court and the legal profession" (ibid). ESTC S102454 19th-century blind paneled calf to style. First and last few leaves worn at lower corner, title-page lightly soiled, a few leaves cut short [1], 132, [3] ff. English and Latin text in parallel columns. A-R^8. 8vo [Attributes: First Edition]

      [Bookseller: James Cummins Bookseller, ABAA]
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        Consilium Historiae Universitatis Scribendae. Florentiae, ex officina Laurentii Torrentini, 1548. RELIE AVEC (en tête): 2). CASA (Giovanni della). Latina Monimenta. Quorum partim Versibus, partim soluta oratione scripta sunt. Florentiae, in Officina Iuntarum Bernardi filiorum Iterum edita Nonis Sept. 1567.

      - 2 ouvrages en 1 volume in-4. 1). 197pp. 2). 12ff. 210pp. 1f. (1f.blanc). Plein veau brun, plats ornés de plaques estampées à froid, titre du premier ouvrage inscrit à l'encre sur la tranche (reliure entièrement refaite en conservant le décor original des plats). 1). Edition Originale de cet ouvrage important dans l'histoire de la pensée historique. Christophe Milieu était un intellectuel suisse originaire de la ville d'Estavayer-le-Lac (pays de Vaud). Après avoir étudié le droit civil en Italie, enseigné au collège de la Trinité à Lyon et s'être converti au protestantisme, il avait voyagé en Allemagne et en Turquie. C'est à cette occasion qu'il conçut l'idée de ce livre novateur sur l'histoire des choses et de leur connaissance, qui constitue un travail précurseur des conceptions actuelles de la discipline connue sous le nom d'histoire culturelle. "In 1548 Christophe Milieu (or Christophorus Mylaeus) published in Florence a remarkable book entitled 'Plan for writing the History of the Universe', and three years later he produced an expanded edition, printed in Basel, called 'Writing the History of the Universe of Things'. Virtually unknown and seldom appreciated by students of the Renaissance learning, Milieu has two claims to the attention of modern scholars. He was perhaps the first author to employ the term 'historiae litteraturae' ('history of literature') and to have a critical conception of this genre; and moreover he fundamentally transformed the classical and medieval 'encyclopedia' of arts and science by looking radically to history and to the idea of evolution as ways of arranging and understanding the western intellectual heritage. The result was a pioneering work in a field of study that did not have a name for another two centuries, that is, cultural history" (Kelley). L'ouvrage parut avec privilège de Charles Quint, aux héritiers duquel l'auteur dédia la deuxième édition de 1551. Il fut inséré avec les travaux de Bodin et de Baudoin dans la collection d'ouvrages historiques de Wolf, parue en 1579, et une autre édition séparée vit le jour à Iéna en 1624. Si dès l'époque de Larousse, le caractère précurseur des travaux de Milieu était déjà reconnu, il fallut attendre les travaux récents de Kelley pour une analyse détaillée de son ouvrage. Très bon exemplaire. 2). Edition Originale (exemplaire de seconde émission à la date de 1567) des œuvres latines de Giovanni della Casa (1503-1556), le célèbre auteur de la Galatée. Elles contiennent, outre des poèmes, oraisons, lettres et autres pièces de circonstance, des notices biographiques sur Pietro Bembo et Gaspard Contarini. Taches et salissures sur la page de titre, petite mouillure angulaire aux premiers feuillets. Ce recueil fut certainement constitué par un lecteur espagnol du 16e siècle qui a inscrit son nom dans la marge inférieure de chaque page de titre: "Don Antonio Bela, 1573". La reliure ayant gardé ses ornements d'origine sur les plats, reste fort décorative. 1). Cf. Donald R. Kelley, "Writing cultural history in early modern Europe: Christophe Milieu and his project" in: Renaissance Quarterly, 1999, n° 52. [Attributes: First Edition; Hard Cover]

      [Bookseller: Librería Comellas]
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        Aritmetica praticca facilissima con l'aggiunta dell' Abbreuiamento de i Rotti Astronomica di Giacomo Pelletario

      1567 - de (4 ff.), 49 ff. mal Venise, Giovanni Bariletto, 1567, in-4, de (4 ff.), 49 ff. mal chiff. 51, (1 f.), reliure basane du dix-neuvième siècle à dos lisse, Rare édition originale de la traduction italienne, la seule parue dans cette langue au seizième siècle. Première arithmétique populaire du seizième siècle, combinant l'ancienne science des nombres avec l'arithmétique commerciale italienne ; elle fut répandue à l'époque dans toute l'Europe. L'édition est augmentée des notes de J. Peletier du Mans, qui parurent pour la première fois en 1549. Jolis papiers dominotés, collés sur les contre-plats. Coiffe de tête un peu fatiguée, extrémités frottées [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Librairie Alain Brieux]
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        La Prophétie de S. Jehan l'Evangéliste aujourd'huy accomplie par les faux prophètes, envoyée à tres-chrestien & invincible pilier de la saincte foy chrestienne Charles 9. roy de France, par Jaques Gremond.

      De l'imprimerie de Thomas Richard, à la Bible d'or, devant le College de Reims, Paris 1567 - Petit in-8 de (4) ff., cartonnage à la Bradel, pièce de titre en maroquin rouge (Lemardeley). Edition originale rare ornée d'un fleuron au verso du dernier feuillet. « Et tout ce que prophétise un huguenot ravisseur, n'est que le jargon de Gog et Magog antechrists lesquels depuis cinq cents ans ne cessent remettre le peuple en erreur, et oppression de toute la Chrétienté, et provoque le faux prophète la fin de ce monde (plongé en abus pis que la cité de Ninive) et prochain de subversion & ruyne, si par le baptesme de penitence ne sont les pécheurs amendés. » [Attributes: First Edition; Hard Cover]

      [Bookseller: Bonnefoi Livres Anciens]
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        I dieci libri dell'architettura. Tradotti & commentati da Mons. Daniel Barbaro eletto Patriarca d'Aquileia, da lui riveduti & ampliati; & hora in piu commoda forma ridotti

      Francesco de' Franceschi Senese & Giovanni Chrieger Alemano Compagni, Venetia 1567 - Early vellum over boards, title in faint manuscript on spine (3 raised bands); 8vo (233x168mm); pp. [10], 506, with fine woodcut title-p., and more than 100 woodcut illustations (some folding). Lacking 7 leaves (pp. 119-120, 161-162, 167-168, 177-178, 183-184, 209-210, 215-216). In VG+ or better condition, with just some light marginal foxing, some early marginlia and underlining. Images of water-wheels, clocks, architectural elements -- beautiful illustrations attributed to Cicognara and Poleni John Chriegher. Printed in Italic and Roman type. Graesse VII, 379. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Sanctuary Books, A.B.A.A.]
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        A learned commendation of the politique lawes of Englande … newly translated into Englishe by Robert Mulcaster

      [Imprinted at London in Fletesrete within Temple Barre, at the signe of the hand and starre: by Rychard Tottill [Richard Tottell], 1567. First English edition. [1], 132, [3] ff. English and Latin text in parallel columns. A-R^8. 8vo. 19th-century blind paneled calf to style. First and last few leaves worn at lower corner, title-page lightly soiled, a few leaves cut short. First English edition. [1], 132, [3] ff. English and Latin text in parallel columns. A-R^8. 8vo. The first English translation of Sir John Fortescue's De laudibus legum Angliæ, first published ca. 1543 for the education of Henry VI's son, the Prince of Wales. Fortescue (c.1397-1479) was a jurist and influential Lancastrian propagandist - he recanted his views and saved his neck when Edward IV ascended the throne. "With the possible exception of Sir Thomas More, Fortescue is the English common lawyer who until the days of Coke and Bratton had most to say of importance to a reading public outside his own profession " (ODNB). His De laudibus legum Angliæ is "an exposition of the advantages of English common law over the Roman law of the continent, and contains a uniquely valuable description of the inns of court and the legal profession" (ibid). ESTC S102454

      [Bookseller: James Cummins Bookseller]
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        Lucubrationes Passim Collectae & Edita

      Londini, Apud Gulielmum Sereslum [William Serez], 1567. Quarto; two parts in one volume: [8], 350; [2], 140, [1] p.; 20 cm. A collection of speeches, letters (part 1) and poems (part 2) by Reformation Latinist and doctor of law Walter Haddon. STC (2nd ed.) 12596. Bound in contemporary, or slightly later, full blind-tooled leather, hinges weak. Good, edges of title-page & lower corner of last three leaves torn with early repairs and skilled pen & ink restoration. stock#OB463.

      [Bookseller: Bibliomania]
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        De chirurgica institutione libri quinque

      1567 - [16]-487-[48] pages Lyon, Guillaume Rouille, 1567, in-8, [16]-487-[48] pages (signatures : aa8, a8-z8, A8-G8, H4, AA8-CC8), veau havane de l'époque, dos à nerfs et à petits fleurons, encadrement de triple filet et fleurs de lys angulaires, fer doré oval au centre des plats, Bois dans le texte, représentant notamment des instruments et 3 squelettes à pleine page, dans des postures inspirées des figures de Vésale. Ce manuel de chirurgie populaire, publié pour la première fois en 1543, fut augmenté d'un sixième livre en 1544 ; notre édition comporte ce sixième livre, intitulé De materia chirurgica, rédigé par Jacques Houllier, élève de Tagault. Médecin français célèbre du XVIe siècle, Jean Tagault fut l'un des premiers professeurs de chirurgie ; il enseigna à la faculté de Paris, particulièrement ce qui concerne le traitement des fractions et des luxations. Rares surcharges anciennes à l'encre dans le texte. Baudrier IX-314; Durling p. 554. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Librairie Alain Brieux]
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        La descrittione del Piamonte

      Venezia, 1567 - Incisione in rame ad acquaforte e bulino, mm 247x482.Carta con margini graduati, priva di scala grafica orientata con indicazione dei venti "Tramontana-Levante-Ponente-Ostro" ai lati della carta con il nord a sinistra. Si tratta di una ripresa di modelli precedenti fino a risalire alla prima carta in rame, "El Piamonte" di Salamanca del 1553. Stato unico.Paolo Forlani veronese fu attivo a Venezia tra il 1560 e il 1574 come incisore e mercante. Le sue incisioni, in gran parte di soggetto geografico, furono pubblicate dai principali editori e stampatori veneziani. Egli collaborò spesso con Gastaldi del quale incise ben 13 carte. La sua opera più importante è la raccolta "Il primo delle città, et fortezze principali del mondo", prima organica collezione di cartografia urbana stampata in Italia, con incisioni datate 1566 e 1567. Tra il 1566 ed il 1568 risulta attivo a "Merzaria al segno della colonna", mentre dal 1569 "in Merzaria alla libreria della nave".Forlani non pubblicò mai la seconda parte e consegnò i rami a Zenoi che nello stesso anno li riutilizzò in una sua raccolta senza titolo. Dopo il 1574 si perdono sue notizie. Molto probabilmente morì durante la grande peste che colpì Venezia tra il 1575 ed il 1576Almagià, Monumenta Italiae Cartographica, pag. 16-17; Meurer, Strabo illustratus, 71; Perini, L'Italia e le sue regioni nelle antiche carte geografiche, pag. 42; Bifolco-Ronca, Cartografia rara italiana, XVI secolo, L'italia e i suoi territori, 41; Valerio, L'Italia e le sue regioni nella bottega dell'incisore, 11.

      [Bookseller: libreria antiquaria perini Sas di Perini]
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        I dieci libri dell'Architettura. Tradotti & commentati da Mons. Daniel Barbaro eletto Patriarca D'aquileia, da lui riveduti & ampliati; & hora in più commoda forma ridotti.

      Francesco de' Franceschi, & Giovanni Chrieger, Venetia, 1567 - In 4° (235x175), pagg. (8), 506 (con errori di numerazione). Testo in carattere tondo e corsivo. Dedica al Card. di Ferrara Ippolito d'Este. Frontespizio con bella cornice architettonica e figure allegoriche, lo stesso fregio della prima edizione del Marcolini del 1556; capolettera istoriati entro grandi vignette silografiche, moltissime (oltre cento) eleganti incisioni di architetture, macchine, orologi e altro nel testo in silografia, attribuite da Cicognara e Poleni all'intagliatore tedesco Giovanni Chrieger, illustrazioni che furono usate per la già citata prima edizione latina in folio del 1556, per la quale il Barbaro si era avvalso della collaborazione del Palladio. Solida legatura in piena pergamena rigida del XVIII sec., titolo su tassello in marocchino rosso al dorso, tagli marmorizzati policromi. Seconda edizione dell'Architettura vitruviana nella accurata traduzione e con il commento di Daniele Barbaro (1513-1570), che sostituì quella di Cesariano; in questa nuova edizione integrata e reincisa in formato ridotto dal Chrieger. Ottimo esemplare che presenta lievi arrossamenti ed un piccolo alone all'angolo del marg. inf. solo a poche pagg. Nota di possesso al frontespizio di Alessandro Raffaelli e Giuseppe Bandinucci.Adams, V 917; Fowler 413; Cicognara 717; Poleni 95; Riccardi II, 615.

      [Bookseller: libreria antiquaria perini Sas di Perini]
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        Edicts et Ordonnances des Treschrestiens Roys de France (Les), Henry Deuxiesme, François deuxiesme, & Charles neuviesme de ce nom, à present regnant, tant sur le fait de la Justice, & Officiers d'icelle, que sur la police du Royaume.

      Par Benoist Rigaud, A Lyon 1567 - 4 parties en 1 vol. in-8 de (16)-312 ff. ; 28 ff. ; 87-(9) pp. ; 102-(2-) pp., veau brun raciné, dos orné à nerfs, double filet doré d'encadrement sur les plats, pièce de titre en maroquin rouge (Pagnant). Première édition en quatre parties, publiée sous le règne de Charles IX. Recueil d'édits et ordonnances qui va connaître de nombreuses éditions augmentées jusqu'en 1720. La deuxième partie porte le titre : Ordonnance du roy sur l'abbreviation des procès et consignation de certaines sommes de deniers par ceux qui voudront plaider suivie des Ordonnances faites à Moulin au mois de Février 1567 en troisième partie. Quatrième partie : Arrest de l'innocence de Messire Gaspard de Cologny. Relié à la suite : Ordonnances du Roy, cõcernants la police generale de son Royaume. A Lyon, Par Benoist Rigaud, 1567. In-8 de 38-(2) ff. Pas dans Baudrier. Baudrier III, 248. Ex-libris manuscrit à l'encre du temps sur la gouttière « Molinett Orleans Janvier (15.) » ; ex-libris manuscrit XIXe « P. Boudoir ». [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Bonnefoi Livres Anciens]
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        Sarracenicae historiae libri III. In quibus Sarracenorum, Turcaru[m], Aegypti Sultanorum, [.] origines & incrementa, septingentorumq[ue] annorum res ab illis gestae, brevissimè explicantur.

      Basel, Johannes Oporinus, (August 1567). - Folio. 163, (19) pp., final blank f. With woodcut printer's device to t. p. (Bound with) II: Hoffmeister, Johann. In XII priora capita actuum apostolicorum commentaria [.]. Cologne, Arnold Birckmanns heirs, 1567. (6) pp., 1 blank f., 225, (1) pp. With woodcut printer's device to t. p. Contemp. limp vellum with ms. spine title. Traces of ties. First edition of the history of the Saracens and Turks, dedicated to Emperor Maximilian II. The humanist C. A. Curio (1538-1567) thinks it likely that the Turks are descended from the Huns and shows skepticism toward theories that they might be descended from the Twelve Tribes of Israel, or, as Pliny had surmised, from the Tartars. Curio describes the Saracens as a people wrought by internal strife, often defeated and fragmented by the Arabs. - Bound within the same volume is a rare commentary on the first 12 chapters of the Acts of the Apostles by the Augustinian and theologian J. Hoffmeister (c. 1509-47). - Binding slightly loosened; some reinforcements to gutters; second word rather browned in places with occasional waterstains. A good copy of an important, early work on the Turkish people. I: VD 16 C, 6410 (D 2655). Göllner 1211. Adams C 3078. BM-STC German 232. Schottenloher 51906. Kutter A14, 1. - II: VD 16. H 4266. Not in Adams or BM-STC German. [Attributes: First Edition]

      [Bookseller: Antiquariat INLIBRIS Gilhofer Nfg. GmbH]
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        Admonitio ad Thessalum, academiae Parisiensis methodicum, de aliquot capitibus Prooemii mathematici . . .

      Paris: Thomas Brumen, 1567. The Ramus-Charpentier Mathematical Litigration: Reforming Mathematical Education in the 16th Century Charpentier, Jacques (1521-74). Admonitio ad Thessalum, academiae parisiensis methodicum, de aliquot capitibus prooemii mathematici: Quae continent eiusdem Carpentarii praelectiones in sphaeram. 8vo. [4], 102 [i.e., 104]ff. Woodcut publisher?s devise on title, woodcut initials and head- and tailpieces. Paris: Thomas Brumen, 1567. 165 x 108 mm. Vellum ca. 1567, spine repaired, endpapers renewed. Occasional marginal dampstaining, but a very good copy. First Edition of one of the major works in the celebrated ?Ramus-Charpentier Mathematical Litigation? between Charpentier, professor of medicine at the University of Paris, and the humanist philosopher Petrus Ramus (Pierre de la Ramée, 1515-72), regius professor of philosophy at the Coll?ge Royal. The two men were longtime adversaries, having clashed over Ramus?s outspoken criticisms of Aristotelian philosophy and his desire to reform the University?s Church-controlled medieval curriculum, particularly in the instruction of mathematics and logic. Ramus and Charpentier?s mathematical dispute began in 1565, when Pasquier Du Hamel, the University?s regius professor of mathematics, died and a young and unqualified Sicilian, Dampestre Cosel, was appointed to succeed him. Ramus objected both to Cosel?s ignorance of mathematics and to the system of patronage and influence-peddling that had resulted in his appointment; he pressured Cosel to resign the professorship and in 1566 persuaded Charles IX to issue a royal decree requiring that all future candidates for regius professorships undergo a competitive examination to determine their fitness for the position. While this was happening Charpentier, despite his ignorance of mathematics, claimed the vacant chair for himself, obtaining letters patent from Charles IX confirming him in the post without undergoing any public scrutiny of his qualifications. Ramus lost no time in attacking Charpentier, going before Parlement to accuse his old enemy of purchasing the mathematics chair from Cosel and violating the king?s decree regarding examinations for regius professors; he demanded that Charpentier demonstrate his mathematical abilities before being allowed to take the chair. Charpentier fought back, both in a hearing before Parlement in which he and Ramus argued their separate positions, and in several published works, including his Admonitio ad Thessalum (?Warning to Thessalus?), ?Thessalus? being Charpentier?s name for Ramus. In this work Charpentier attacked Ramus?s mathematical views while hinting broadly at their heretical nature; he accused Ramus of claiming that mathematics ?constitutes the essence of things, prior to substances? (Golding, p. 21). Golding, ?What?s so great about mathematics? Some Renaissance responses,? in Proceedings of the Symposium on Christoph Clavius (2005), pp. 19-22. Skalnik, Ramus and Reform: University and Church at the End of the Renaissance (2002), pp. 80-86. For a detailed account of the Ramus-Charpentier controversy, see Golding, ?Pythagoras in Paris: Petrus Ramus imagines the prehistory of mathematics,? Configurations 17 (2009): 51-86.

      [Bookseller: Jeremy Norman's Historyofscience.com]
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        Les vies des hommes illustres, Grecs & Romains, comparées l'une avec l'autre par Plutarque de Chaeronee. Translatees premierement de Grec en François par maistre Jaques Amyot lors abbé de Bellozane, & depuis en ceste seconde edition reveuës et corrigees en infinis passages par le mesme translateur, maintenant Abbé de Saincte Corneille de Compiegne, Conseiller du Roy, & grand Aumosnier de France, à l'aide de plusieurs exemplaires vieux, escripts à la main, & aussi du jugement de quelques personnages excellents en sçavoir. Ausquelles son adjoutees de nouveau les vies de Hannibal & de Scipion l'Africain, traduites de Latin en François par Charles de L'Ecluse.

      S.l. [Genève], de l’Imprimerie de François Perrin, 1567. - Fort in-folio, plein veau de l’époque, dos à nerfs (trace d’une pièce de titre), tr. mouchetées, [8]ff.-645 ff., numérotés au recto-[26] ff. (index). Reliure frottée avec usures aux coiffes, petits accrocs aux plats, quelques rares rousseurs. Tache d’encre sur la tranche et mouillure marginale, davantage marquée aux derniers ff. Impression lég. décalée au f.274 par suite d’une pliure, minime déchir. angulaire aux ff.393-394. Marques de lecture au crayon et à l’encre (écriture du XVIIIe siècle). Exemplaire solide malgré ces quelques défauts, en reliure du temps. Edition genevoise de la célèbre traduction française par Amyot reprenant l’adresse au Roi datée de 1554, parue dans la première édition de Paris chez Vascosan. François Perrin fut maître-imprimeur à Strasbourg puis à Genève de 1562 à 1571. Ex-libris gravé à la devise "Force avec Vertu" de la baronnie de Leigh, famille de la petite noblesse anglaise originaire de Normandie. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Librairie Le Trait d'Union sarl.]
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        Sextus Decretalium liber - A Bonifacio octavo in Concilio Lugdunensi editus.

      Venedig. o.Drucker.1567. 3 Teile in einem Band. 25 x 20 cm. 17 Blatt, 463 Seiten, 8 Blatt, 191 Seiten, 6 Blatt, 1 leeres Blatt, 262 Seiten. Prgament der Zeit, Rücken mit späterem Pergament überzogen. Bestoßen und berieben. Bonifacius VIII. Sextus decretalium liber. - Clemens V. Constitutiones. - Johannes XXII. Extravagantes tum viginti. 3 Teile in einem Band, Venedig 1567 ohne Drucker. Ganz in Rot und Schwarz gedruckt, Text vom Kommentar umgeben. Einige alte Marginalien. Mit drei Titelblättern und einer Titelvignette, sowie einen fast ganzseitigen Holzschnitt. Wasserrandig und etwas gebräunt. Letzte Seite fehlt zur Hälfte (Textverlust). So nicht im KVK. Versand D: 6,00 EUR 16. Jahrhundert; Papsttum; Theologie

      [Bookseller: P.u.P. Hassold OHG]
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        COLLOQVIA || Oder || Tischreden Doc=||tor Martini Lutheri/ so er in vielen || jaren/ die Zeyt seines Lebens/ gegen Gelehrten Leuthen/|| Auch hin vnd wider bey frembden Gesten/ vnd seinen Tischgesellen ge=||führet/ Darinn von allen Articklen vnser Religion/ Auch von hohen Fragen vnnd || Richtigen Antworten/ vnd sonst von allerley Lehr/ Rath/ Trost/|| Weissagung/ Gründtlichen vnderricht || zu finden.|| Durch Herrn Johann Aurifaber.|.

      Frankfurt, Peter Schmid , 1567 4°, Titelbl. in Rot- u. Schwarzdr., Titelholzschn., 12 Bl., 582 S., 18 Bl. (Register u. summarischer Inhalt), Neuerer Pergament-Bd. /(alte blindgeprägte Deckel aufmontiert) über 4 echte Bünde., Kanten berieben, Schnallen fehlen. Besitzervermerk von alter Hand: « Ludervich Roche , anno 1567». 1/3 des Buchblocks am oberen Steg und im Falz etwas wasserändig, Titelblatt etwas stärker. Insgesamt ein gutes Exemplar. VD16 ZV 22662. - Statt zu schweigen. wie es für Martin Luthers während seiner Mönchszeit üblich war. leitet er häufig kurz nach Beginn des Essens in ein lebhaftes Gespräch über. Die Gesprächsinhalte kennen keine Tabus. Alles. was am Tag vorgefallen war. kann hier besprochen werden. Aber selbstverständlich sind es meistens theologische oder kirchliche Themen. die erörtert werden. zum Beispiel indem Martin Luther Ergänzungen zu seinen Schriften oder Predigten liefert. Cordatus beginnt systematisch mitzuschreiben Die Gespräche verlaufen zumeist in lebhafter Diskussion. Ein reger Gedankenaustausch entwickelt sich. Manchmal hält Martin Luther aber auch eine längere Rede. die er zwar nicht als solche konzipiert hatte. die sich aber als Folge seiner spontanen Überlegungen und Gedanken ergibt. Nicht selten kommt es vor. dass ein Teilnehmer dieser Tischgespräche ein paar Stichworte notiert. um sich später besser an die Worte des verehrten Professors erinnern zu können. Aber erst der Zwickauer Pfarrer Konrad Cordatus. der ab Sommer 1531 für längere Zeit als Logiergast im Hause Luther verweilt. fasst Mut und beginnt. die Tischreden Martin Luthers systematisch bereits während des Essens mitzuschreiben. Martin Luther duldet diese Mitschriften nicht nur von Anfang an. er motiviert später sogar seine Gäste. etwas wörtlich festzuhalten. wenn ihm ein Aspekt besonders wichtig ist. Allerdings wird er wohl nie daran gedacht haben. dass diese Mitschriften in hunderten von Jahren als Buch veröffentlicht werden. In der Zeit von 1531 bis zum Tod Martin Luthers im Jahre 1546 sind zahlreiche Gespräche von den Teilnehmern festgehalten worden. Bereits ca. 20 Jahre nach Martin Luthers Tod. wurden diese Gesprächsnotizen gesammelt. systematisiert und unter dem Titel \"Tischreden\" von Johann Aurifaber (1519-1575) 1566 erstmals veröffentlicht. Versand D: 20,00 EUR Alte Drucke - nach 1550 Religion - christliche

      [Bookseller: Antiquariat Peter Petrej]
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        Medici libelli, des hocherfarnesten (sic!) Herrn Theophrasti Paracelsi, beyder Artzeney Doctoris/vorhin niemals in Truck ausgegangen.

      Cöln, Arnold Byrckmans Erben, 1567. Kl.-4to, blindgepr. Holzdeckelband d. Zt., handgeschr. altes Rückenschild, 12 Bll., 1 ganzseitiger Porträtholzschnitt, Holzschnitttitelbordüre; 12 nn. Blatt, 261 numm. S., 1 nn. Bl. mit Inhaltsverzeichnis und Druckvermerk (\"zu Cöln truckts Gerhart Vierendunck in verlegung Arnoldi Birckmans Erben\"); tlw. etw. gebräunt, nur sehr gering stockfl. und wasserrandig, Titelblatt etw. mouilliert und mit gelöschten Stempeln. Einbd. etw. bestoßen, Rücken und Ecken spät. mit Ldr. ausgebessert. Exemplar mit Anstr. und Marginalien von alter Hand. Erste Ausgabe, sehr selten! - Auf der Rückseite des Titel 13 lateinische Distichen, Vorrede von Balthasar Floeter Saganus, Silesius an Georg Fugger, Freiherrn zu Kirchbergk und Weissenborn. Ganzseitiges En Face Bild Hohenheims mit der Unterschrift \"Av. Ph. Th. Paracelsi, nati anno 1493. Mortvi anno 1541. Aetatis svae 47. Effigies\". - Die Ausgabe enthält folgende Einzelschriften (auf Deutsch): ‘Physionomia morborum - De Terebinthina & utroq; Hellebro - Liber secundus de Caduco Matricis - De Peste Commentarius - Fragmentum aliud de Peste - De ligno Guaiaco - Explicatio aliquot Aphorismorum Hippocratis. Im Inhaltsverzeichnis auf dem letzten Blatt bezeichnet als: Physionomey der kranckheiten - Vom Terpentin vund beiderley Christwurz - Von fallende(n) Siechtagen der Muter - Beschreibung der Pestilentz - Anders von der Pestilentz - Vo(m) Frantzösischen Holtze gründliche Heilungk - Auslegung etlicher Aphorismoru(m) Hippocratis . - Rare first edition. Not in the Bethesda library. 1 woodcut portrait. - Contemp. leather binding on wooden boards. Partly foxed, tanned and waterstained, title page soiled, some removed stamps. Binding bumped, back restored (with later calf). Some marginalia and marks by old hand. - SUDHOFF Bibliotheca paracelsica 87 Versand D: 5,00 EUR alte Medizin

      [Bookseller: Versandantiquariat Am Osning]
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        Confessie oft bekentenisse des Geloofs van sommige Vorsten ende Steden, der Keyserlycker Mayesteyt (op den Rycxdagch tot Ausborch) overgegheven. Anno, M.D.XXX. WAARBIJ: Apologie, van de selfste Confessie. Nu wederomme van nieus opt alder nerstichst ende getrouwelycst van den oudtsten Hochduytschen Exemplaer (Anno M.D.XXXI. te Wittemberg geprindt) In onse Nederlandtsche tale overgesedt.

      s.l./s.n. 1567 - 864 p. Origineel Perkament, 8° (opnieuw in de band gezet, pagina 71-74 en 535-538 in kopie. Zeldzame en vroeg gedateerde uitgave van deze in het nederlands vertaalde Augburgse Confessie en de uitgebreide verdediging daarvan door Philippus Melanchton)

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