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Displayed below are some selected recent viaLibri matches for books published in 1640

        STATO DELLA CHIESA, CON LA TOSCANA.

      s.d. (1640 ca.).. Carta geografica inc. in rame, colorata a mano (mm. 380 x 500). Esemplare molto ben conservato.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Malavasi]
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        Umbria overo Ducato di Spoleto

      1640 ca.. Carta geografica mm 385x505

      [Bookseller: Libreria Trippini Sergio]
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        CALABRIA CITRA OLIM MAGNA GRAECIA.

      1640 ca.. Incisione all'acquaforte. Coloritura coeva. Cm. 38x50 oltre ampli margini. Ricchi cartigli con stemmi e figure allegoriche.

      [Bookseller: Studio Bibliografico Casella]
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         [PAYS BASQUE] Biscaia et Guipuscoa Cantabriae veteris pars.

      Amsterdam vers 1640 380 x 497 mm. Belle carte gravée figurant les régions de Biscaye et Guipuzcoa formant le pays basque espagnol, et une partie du pays basque français. Les villes principales de Santander, Laredo, Bilbao, Logrono, Calahorra, ou encore Bayonne, sont signalées à l'aquarelle rouge. La carte est ornée de trois navires, d'un blason et d'un angelot. Verso blanc. Bel exemplaire aux contours aquarellés à l'époque.

      [Bookseller: Librairie Le Bail]
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        Insulæ Americanæ in Oceano Septentrionali, cum Terris Adiacentibus.

      1640 - Amsterdam, 1640, French text edition. Original colour with gold highlights. 380 x 520mm. One of the most famous antiquarian maps of the West Indies, also showing the mainland from Chesapeake Bay south to the mouth of the Orinoco. There are three decorative cartouches in full colour, for the title, dedication and scales. KOEMAN: Bl 17.

      [Bookseller: Altea Antique Maps]
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        Territorio di Bergamo

      1640. Carta geografica del Bergamasco tratta da "Atlas Major, sive Cosmographia Balviana", edizione latina del 1662. Incisione in rame, finemente colorata in epoca, leggermente ossidata, in buono stato di conservazione. Amsterdam Amsterdam Keoman p. 222, Bl56, 236. 500 380

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Terra di Bari et Basilicata

      1640. Carta geografica tratta dall'edizione olandese dell'Atlas Major. Incisione in rame, magnifica coloritura coeva, in perfetto sttao di conservazione. Amsterdam Amsterdam 510 390

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Terre de Labeur ou Campagne Felix

      1640. Carta tratta dal "Nouveau Theatre de l'Italie" di Pierre Mortier, Amsterdam 1704. La carta è una ristampa della lastra del Blaeu, con alcune modifiche. Incisione in rame, magnifica coloritura coeva con rialzi in oro zecchino, in ottimo stato di conservazione. Amsterdam Amsterdam 505 385

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Territorio di Siena et Ducato di Castro

      1640. Carta geografica tratta da "Atlas Major, sive Cosmographia Balviana", edizione latina del 1662. Incisione in rame, finemente colorata in epoca, leggermente ossidata, in buono stato di conservazione. Amsterdam Amsterdam Pellegrini, Il territorio senese nella cartografia antica, XIII. 495 385

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Territorio di Vicenza

      1640. Carta geografica del vicentino tratta da "Atlas Major, sive Cosmographia Balviana", edizione latina del 1662. Incisione in rame, finemente colorata in epoca, leggermente ossidata, in buono stato di conservazione. Amsterdam Amsterdam Koeman p. 223, BL56, 240. 495 420

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Musaeum historicum et physicum... In primo illustrium literis virorum imagines ad vivum expresse continentur; additis elogijs eorundem vitas, et mores notantibus. In secundo animorum imagines, sive ingeniorum nature, differentie, cause, ac signa physice perpenduntur...

      apud Iuntas, 1640. Due parti in un volume di cm. 21,5, pp. (16) 122; (8) 219 (23) + 1 cb. Bel frontespizio figurato, ritratto dell'autore, testate, capolettera e molti ritratti incisi a piena pagina nel testo da A. Salmincio. Legatura coeva in piena pergamena semirigida con titoli ms. al dorso. Un alone chiaro ma visibile alla parte inferiore del primo volume ed alcune sezioni di carte brunite, peraltro esemplare genuino. Edizione originale ed unica di quest'interessante galleria di "uomini ingegnosi". Cfr. Piantanida (1715): "Interessante per le biografie di Arnaldo Villanova, Raimondo Lullo, Ger. Fracastoro, Pietro Valeriano, Andrea Vesalio, Bernardino Telesio, G.B. Porta, Ulisse Aldrovandi, Lodovio Settala, Andea Argoli, Cesare Cremonino, Francesco Pona, Fortunato Liceti, E.C. Davila, Torquato Tasso, ecc...". Opera non comune, ma con i difetti citati.

      [Bookseller: Studio Bibliografico Benacense]
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        Danubius. fluvius europæ maximus, a fontibus ad ostia, cum omnibus Fluminibus, ab utroque latere, in illum defluentibus.

      Willem Blaeu: um 1640 - Altkolor. Kupferstich-Karte, ca. 40,5 x 95 cm Koeman II,1110:2B. Die prachtvolle Karte des Donaulaufs, eine der größten in Blaeus großem Atlas "Theatrum Orbis Terrarum" und eine der schönsten Karten des Stromes, - Mit einigen kaum störenden Faltspuren. Insgesamt sehr guter Zustand.

      [Bookseller: Antiquariat Gallus]
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        Baccanale

      1640. Acquaforte, 1640, datata in lastra un basso a destra. Esemplare nel secondo stato di tre, con l'indirizzo di Domenico de Rossi aggiunto in basso a destra. Da un soggetto di Tiziano. Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva con filigrana "monti sormontati da una croce in un cerchio" (Briquet 11932), completa della linea marginale, in eccellente stato di conservazione. Nelle poche incisioni da lui realizzate il Podestà si dedica al soggetto classicheggiante dei baccanali con fauni, putti che si dilettano, giardini ornati di vasi ed are antiche. Lo spirito di gaia festa paganeggiante presente nelle sue opere rivela l'influsso del movimento neo - tizianesco che aveva invaso Roma a partire dal 1625, quando erano giunti i celebri Baccanali di Tiziano della raccolta Aldobrandini. Per le sue opere grafiche il Podestà si ispira ad artisti quali Testa e Castiglione, rispetto ai quali propone gli stessi temi semplificati, senza nessi filosofici interpretativi, privi dello stoicismo del Lucchesino e della malinconica vacuità del Grechetto; la favola mitologica o la festa pagana sono rappresentate per quello che sono, risolvendosi nella semplice raffigurazione. L'opera è dedicata a Paolo Giordano Orsini, celebre collezionista d'arte. Etching, 1640, dated and signed on lower right. Example in the second state of three, with Domenico de Rossi's address added on lower right. After a subject by Titian. Excellent work, rich in shades, printed on contemporary laid paper with "mountains in cicle with cross" (Briquet 11932), with full marginal line, in very good condition. In the few engravings Potestà realized, he devoted himself to the classical subject of bacchanalia with fauns, putti amusing themselves, gardens with vases and antique altars. The spirit of pagan joy of his works reveals the influence the neo - Titianesque movement that was quite wide spread in Rome starting from 1625, when Titian's Bacchanalia had come to the City through the Aldobrandini collection. For his work, Potestà took inspiration from Testa and Castiglione, whose themes he simplified without any philosophical interpretation and without Lucchesino's stoicism and Grechetto's melancholy; the pagan celebration is represented as it is, a pure picture. The work is dedicated to Paolo Giordano Orsini, a famous collector. Bartsch 3; TIB 003 II/III. 400 266

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Sacra Famiglia con Angeli

      1640. Acquaforte,1640 - 45 circa, firmato in lastra in basso a sinistra "P. Testa". Bella prova impressa su carta vergata coeva, rifilata al margine, in ottimo stato di conservazione. Il disegno preparatorio per quest'acquaforte è andato perduto, ma le grandi proporzioni e la struttura fisica degli angeli, indicano un'esecuzione ai primi anni del quarto decennio del sec. XVII, vicina a opere quali "Le Stagioni"; "Il Trionfo dell'artista virtuoso sul Parnaso" e alla pala d'altare per S. Martino ai Monti. Sulla destra, appare la stella araldica di Girolamo Buonvisi che, se non fornisce un'indicazione certa che la stampa sia stata realizzata prima del ritorno del Buonvisi a Lucca, in occasione della morte di papa Urbano VIII nel 1644, supporta comunque la datazione proposta sulla base dell'analisi stilistica. La storia del miracolo della palma che, durante la Fuga in Egitto, si piega alla volontà del Bambino producendo i suoi datteri per sfamare Giuseppe e Maria, è raccontata nel vangelo dello pseudo Matteo. L'albero qui rappresentato è un melo che rimanda all'albero della conoscenza e quindi all'albero della vita: Testa quindi riprende ancora una volta il tema sviluppato ne Il sogno di Giuseppe, cioè la Fuga in Egitto come inizio della via Crucis di Cristo. Etching, circa 1640 - 45, inscribed in the image in lower left "P. Testa". Good example, printed on contemporary laid paper, trimmed at margins, in very good condition. No drawings survive for this etching, but the muscular figures of the angels and the grander proportions of the other figures, indicate a date in the early 1640s, close to those of "The Season", "The Triumph of the Virtuous Artist on Parnassus" and the alterpiece for San Martino ai Monti. The heraldic star of Girolamo Buonvisi that appears on the left, does not provide absolute confirmation that the print was made before Buonvisi's return to Lucca upon the death of Urban VIII in 1644, but it supports the stylistic evidence that the print was made close to that date. The story of meal miraculously produced by a date palm for the Holy Family on the Flight into Egypt is told by the Pseudo - Matthew. Testa inserts an apple tree, that refers to the Tree of Kowdledge and so to the Tree of Life: Testa is here taking up once more the theme developed in The Dream of Joseph that Christ undertook the Way of Cross when he fled into Egypt. Bartsh, 12; Bellini, 27; Cropper, 94 299 233

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Campagna di Roma olim Latium : Tvscia Svbvrbicaria, et in ea Patrimonivm S. Petri; nec non Sabina

      1640. Carta tratta dal "Nouveau Theatre de l'Italie" di Pierre Mortier, Amsterdam 1704. La carta è una ristampa della lastra del Blaeu, con alcune modifiche. Incisione in rame, magnifica coloritura coeva con rialzi in oro zecchino, in ottimo stato di conservazione. Amsterdam Amsterdam Istituto di Studi Romani, a cura di A. Frutaz, "Le Carte del Lazio", XXVIII 500 390

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Sacra Famiglia con la Vergine che legge

      1640. Acquaforte, circa 1640, firmata in lastra in basso a sinistra. Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva, con sottili margini, in ottimo stato di conservazione. L'opera riproduce il dipinto di Lana conservato al Duomo di Modena. (D. Benati e L. Peruzzi, `L'amorevole maniera. Ludovico Lana e la pittura emiliana del primo Seicento`, Milano, 2003, p. 167). Rara. Etching, signed in bottom left corner 'Lodo Lana in'. A fine impression, printed on contemporary laid paper, with margins, good conditions. The painting reproduced in this print is conserved in the Duomo, Modena. See D. Benati and L. Peruzzi (eds), `L'amorevole maniera. Ludovico Lana e la pittura emiliana del primo Seicento`, Milan, 2003, p. 167. Rare. Bartsch XVIII.369.1. 115 144

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Ioh. Vincartii Sacrarum Heroidum Epistolae

      [1640] 1640 - PGMt. der Zeit, [8], 181 Seiten, [1], 16°, mit handgeschriebener Rückentitel, zahlreichen Textvignetten, Zierleisten und 23 Textkupfern, Titelblatt fehlt!Einband leicht berieben und gelockert. Seiten durchg. etwas altersgebräunt und wasserfleckig. Stellenweise Wurmfraßspuren. Letzte Seite gelöst und mit Textverlust beschädigt, sonst guter Zustand. Book Language/s: la

      [Bookseller: Antikvariat Valentinska]
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        Territorio di Verona.

      Amsterdam, 1640 - Incisione in rame, colorata d'epoca, 385x495. Elegante carta eseguita sul modello di Magini. Ottimo esemplare. W. Blaeu, astronomo allievo di Tycho Brahe, fondò un'officina per la costruzione di globi nel 1599; quasi immediatamente iniziò a pubblicare anche carte geografiche, giungendo nel 1630 alla creazione del primo atlante "Atlantis Appendix" e cinque anni dopo, della prima edizione in due tomi del "Atlas Novus". Dopo la sua morte nel 1638, a cura del figlio Johan si giunse nel 1662 alla pubblicazione del celebre "Atlas Maior" in 11 volumi. Nel 1672 un incendio distrusse l'officina e segnò la fine dell'attività. Copper engraving, original colour, 385x495. Elegant map from the original by Magini. A very good example. W. Blaeu, born in Alkmaar in 1571, studied astronomy by Tycho Brahe and founded a business in 1599 as a globe and instrument maker. He immediately expanded the business publishing maps and in 1630 the first atlas "Atlantis appendix" and five years later the "Atlas novus". After his death in 1638, his son Joan reached publication of the major work of the family, the "Atlas maior" in 11 volumes. in 1672 a great fire destroyed the Blaeu's printing house.

      [Bookseller: libreria antiquaria perini Sas di Perini]
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        Calabre Ultra

      1640. Carta geografica della Calabria tratta dall'opera "Nouveau Theatre de l'Italie" di Pierre Mortier, 1705. La carta è copiata direttamente da Magini, con alcune differenze nella toponomastica. Incisione in ame, coloritura coeva dei contorni, in perfette condizioni. Amsterdam Amsterdam I. Principe "Carte geografiche di Calabria nella raccolta Zerbi", p. 95 500 380

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Hibernia Regnvm vulgo Ireland

      1640. Tratta da Atlas Major di Johannes Blaeu, che dopo la morte del padre nel 1638, pubblicò il più grande atlante del mondo mai concepito. Incisione in rame, coloritura coeva, in ottime condizioni. Fine map of Ireland from Blaeu's Atlas Major by Johannes Blaeu. Copperplate, fine original colour, good conditions. Amsterdam Amsterdam 500 380

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Persia sive sophorum regnum

      1640 c. Copper engraving, original colour, mm 380x505. Very good condition, just a very light paper discoloration. W. Blaeu, born in Alkmaar in 1571, studied astronomy by Tycho Brahe and founded a business in 1599 as a globe and instrument maker. He immediately expanded the business publishing maps and in 1630 the first atlas "Atlantis appendix" and five years later the "Atlas novus". After his death in 1638, his son Joan reached publication of the major work of the family, the "Atlas maior" in 11 volumes. in 1672 a great fire destroyed the Blaeu's printing house.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Perini s.a.s.]
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        Prospectus des berumpten Seeports und Hafens zu Lerice,.....Genova..

      1640. Veduta della città per la prima volta inserita nel "Itinerarium Italiae" di Martin Zeiler". Successivamente la troviamo inserita in alcune edizioni della "Newe archontologia cosmica" del Merian, e nella successiva ristampa dell'opera sull'Italia del 1688. Incisione in rame, in eccellente stato di conservazione. Francoforte Frankfurt 380 325

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        La Operazione Del Compasso Geometrico et Militare

      Padua Frambotto 1640. Third Edition. Paper-Covered Boards. Very Good. With illustrations. Large folding plate missing. Galileo's first signed text, the Operations of the Compass, has been presented as an educational text to be used for the instruction of Prince Cosimo de' Medici. What it really described, however, was the operation of a highly evolved, precise instrument, designed to find answers, by applying mathematical laws, to the new questions posed by technological progress in the military field and the practical disciplines in general. With this instrument, measurements and calculations were greatly facilitated. It simplified technical problems so greatly, in fact, that Galileo had to hire a craftsman to build enough compasses to satisfy the requests of his pupils, many of them young Venetian noblemen. Housed in custom-made slipcase.

      [Bookseller: Bookbid Rare Books]
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        De Lactibus, sive lacteis venis, quarto vasorum mesaraicorum genere, novo invento, Dissertatio. Qua sententiae Anatomicae multae, vel perperam receptae convelluntur, vel parum perceptae illustrantur. Lugduni Batavorum, ex Offic. Iohannis Maire, 1640

      Maire Iohan, 1640. in - 4, pp. (8), 104, (8), legatura coeva p. perg. molle, tit. ms. al dorso. Impresa tipogr. al tit., iniz. silogr., testo in car. tondo, passi in greco. Con 4 magnifiche tavole anatomiche finem. inc. in rame f.t. Terza edizione (la prima era apparsa, postuma, a Milano nel 1627) dell'unica opera dell'Aselli (Cremona 1581 - Milano 1625, allievo di G.B. Carcano Leone, poi anatomico e chirurgo a Milano ed infine professore di anatomia all'Univeristà di Pavia). In essa egli illustra dettagliatamente la scoperta, avvenuta quasi per caso, dei vasi chiliferi e soprattutto ne analizza la funzione, che altri anatomisti, come Eustachio e Falloppio, avevano ignorato. E' da mettere in evidenza che l'opera dell'Aselli venne pubblicata prima di quella sulla circolazione del sangue di Harvey ''il quale non comprese però l'importanza della scoperta di Aselli e forse non la conobbe'' (Castiglioni I, p. 457 - 8). Bell'esemplare (nota di possesso ms.: ''Per Alexander Cadinus.. Collegio Nobili Mediolanensi''.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        China veteribus Sinarum regio, nunc incolis Tame dicta.

      1640 ca. Incisione in rame, colorata a mano (in parte d'epoca), di mm 415x495. Fascinosa carta con due ricchi cartigli ai due angoli destri. E' raffigurato anche il Giappone. Janssonius fu in collaborazione con il cognato Henricus Hondius, il più importante concorrente dei Blaeu a cui ispirò ed uniformò la produzione, tanto da costringere Blaeu, anch'egli Jansson di cognome, a scegliere il suo famoso pseudonimo per differenziare la propria produzione. Bell' esemplare, molto marginoso. Piccola macchiolina di ossido sui monti nel lato sinistro.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Perini s.a.s.]
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        Insula S. Iuan de Puerto Rico Caribes vel Canibalum insulae.

      1640. ca. Incisione in rame, colorata d'epoca, 410x520. Carta delle piccole Antille. Janssonius fu in collaborazione con il cognato Henricus Hondius prima e successivamente dal 1638 da solo, il più importante concorrente dei Blaeu a cui ispirò ed uniformò la produzione, tanto da costringere Blaeu, anch'egli Jansson di cognome vero a scegliere uno pseudonimo per differenziare la propria produzione. Buon esemplare con evidente arrossamento della carta.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Perini s.a.s.]
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        THE HISTORY OF PORTUGAL from the First Ages of the World, to the Great Revolution, under King John IV, in the Year 1640. Written in Spanish by Emanuel de Faria y Sousa, Knight of the Order of Christ.

      London, W. Rogers and Abel Roper, 1698, 1640. Translated and continued down to this present year, 1698, by Capt. John Stevens. FIRST ENGLISH EDITION 1698. 8vo, approximately 200 x 120 mm, 8 x 4¾ inches, pages: [24], 200, 209 - 572, [20] - Table, jump in pagination and some misnumbering but all catch words and the collation are correct. Our copy collates the same as the copy in ESTC, No. R2659, signatures: A4, a8, B - N8, O4, P - Z8, 2A - 2P8. Bound in full speckled calf, rebacked with the old spine relaid, red morocco gilt lettered label, gilt decoration to spine, edges speckled red. Binding lightly rubbed, corners bumped, slight shelf wear to edges, gilt rubbed on label with slight loss, endpapers age - browned, tip of top corner of first free endpaper missing, pale age - browning and light foxing to text, occasional small dark brown spot, small hole just affecting 2 letters on the recto, private library bookplate with coat of arms and dated 1860 to first pastedown, neat old ink date at top of first pastedown and 2 small neat old ink letters to top of first free endpaper, 1 small old ink correction to text affecting 1 word, otherwise a very good copy. "STEVENS or STEPHENS, JOHN (d. 1726), Spanish scholar and translator, was a Roman catholic, and probably an Irishman. He is said to have accompanied James II in his Irish campaigns, and to have been employed in other services by him. He is probably to be identified with the Lieutenant John Stephens mentioned by D'Alton (King James's Irish Army List, p. 485). He was not attainted, and before 1695 had settled in London. From that time till his death he was busily engaged in translations and historical and antiquarian compilations. He says nothing of himself in any of his numerous works, which are almost always inscribed 'Captain Stevens.' The intimate knowledge of Portuguese and of the Spanish language and literature displayed in his prefaces points to a residence in Spain or Portugal. Miscellaneous as Stevens's work was, he deserves special recognition as a predecessor of Southey, Stirling - Maxwell, and Ticknor in the exploration of the rich mine of Spanish literature, and his translations of Quevedo and of the historians Mariana and Sandoval are of real value. He died on 27 Oct. 1726." (Wikipedia). MORE IMAGES ATTACHED TO THIS LISTING, ALL ZOOMABLE. FURTHER IMAGES ON REQUEST. POSTAGE AT COST.

      [Bookseller: Roger Middleton P.B.F.A.]
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        Italia

      1640 c.. Incisione in rame, colorata a mano, mm 422x518. Elegante carta eseguita sul modello di Magini, in fine coloritura, con bel cartiglio figurato, vascelli e mostri marini. W. Blaeu, astronomo allievo di Tycho Brahe, fondò un'officina per la costruzione di globi nel 1599; quasi immediatamente iniziò a pubblicare anche carte geografiche, giungendo nel 1630 alla creazione del primo atlante "Atlantis Appendix" e cinque anni dopo, della prima edizione in due tomi del "Atlas Novus". Dopo la sua morte nel 1638, a cura del figlio Johan si giunse nel 1662 alla pubblicazione del celebre "Atlas Maior" in 11 volumi. Nel 1672 un incendio distrusse l'officina segnando la fine dell'attività. Ottimo esemplare, professionalmente rinfrescato, con restauro lungo la piega centrale e trascurabili strappetti marginali. Borri 98.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Perini s.a.s.]
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        Tabula Magellanica qua Tierrae del fuego.

      Blaeu, ca. 1640., Amsterdam, - Kupferstichkarte, koloriert, 41 : 53 cm (Kartenformat), gerahmt: 55: 66,5 cm. Dekoratives Blatt in repräsent. vergold. Holzrahmen, unter Passepartout und Glas.- Tls. ganz leicht gebräunt. Vereinzelt schwach stockfleckig. Gewicht in Gramm: 0

      [Bookseller: Antiquariat Lutz-Peter Kreussel]
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        Umbria overo ducato di Spoleto.

      1640 c.. Incisione in rame, coloritura originale d'epoca, mm 390x500. Elegante carta eseguita sul modello di Magini. W. Blaeu, astronomo allievo di Tycho Brahe, fondò un'officina per la costruzione di globi nel 1599; quasi immediatamente iniziò a pubblicare anche carte geografiche, giungendo nel 1630 alla creazione del primo atlante "Atlantis Appendix" e cinque anni dopo, della prima edizione in due tomi del "Atlas Novus". Dopo la sua morte nel 1638, a cura del figlio Johan si giunse nel 1662 alla pubblicazione del celebre "Atlas Maior" in 11 volumi. Nel 1672 un incendio distrusse l'officina e segnò la fine dell'attività. Ottimo esemplare in fine coloritura, ampi margini. Ottimo esemplare marginosissimo.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Perini s.a.s.]
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        Venere consegna le Armi ad Enea

      1640. Acquaforte, circa 1640, firmata in lastra in basso a sinistra. Esemplare nel secondo stato di due, con l'indirizzo dell'editore Giacomo de' Rossi. Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva con filigrana "giglio su tre monti nel doppio cerchio" (Heawood 1624 databile 1637/46), rifilata al rame, alcune pieghe di carta, per il resto in eccellente stato di conservazione. La scena si riferisce all'episodio dell'Eneide di Virgilio nel quale Venere scende sulla Terra per consegnare al figlio Enea le armi forgiate per lui da Vulcano. Enea è raffigurato in ammirazione dello scudo, mentre due putti gli porgono la spada e l'elmo. Magnifica prova di questa famosa incisione del Testa. Bibliografia: Bartsch, XX, 24; Bellini 17 II/II; Massari, Tra Mito e Allegoria, p. 520, 213. Dimensioni 410x395.

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Frate con un libro seduto su una roccia in un paesaggio

      1640. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva, rifilata al rame o con sottilissimo margine, minime ossidazioni, per il resto in perfetto stato di conservazione. Opera giovanile di Salvator Rosa, sconosciuta ai repertori, e sinora conosciuta nell'unico esemplare della Collezione Ferdinando Salamon, pubblicato nel catalogo monografico dell'Arte Antica di Torino. L'opera viene descritta:"E' questa una stampa inedita rinvenuta nella stessa collezione seicentesca che conteneva il rarissimo - Uomo seduto su una roccia - e l'unico altro esemplare conosciuto del - Paesaggio lacustre - . Inoltre, nella stessa collezione, vi era anche il - Paesaggio con due figure - . Si tratta con certezza di un'opera giovanile di Rosa, da lui evidentemente abbandonata come le altre di quel periodo, forse un progettato san Gerolamo nel deserto. Le affinità stilistiche lo situano temporalmente ai primi anni del 1640, quando Rosa era parzialmente influenzato dalle incisioni di Claude Lorraine". Magnifico esemplare, di questa rarissima opera del Rosa. Al verso i timbri di collezione di J.E. WETTERAUER (Lugt 3869) R. ALIANELLO (Lugt 5K) "Etching, about 1640 - 45, with no data publishing. A very fine proof, printed on contemporary laid paper, trimmed to copperplate or with thin margins, two small spots, otherwise in perfect condition. Early work by Salvator Rosa, unknown to the repertoires, and so far in the only known copy of the Collection Ferdinand Salamon, published in the monographic catalog of Silverio Salamon. The work is described: ""This work was found in the same collection seventeenth century which contained the rare - Man sitting on a rock - and the only other known example of the - Lake landscape - . Also in the same collection, there was also - Landscape with Two Figures - . It is sure of an early work of Rosa, he evidently abandoned like others of the period, perhaps a designed St. Jerome in the desert. The stylistic affinities temporally situate him in the early years of 1640, when Rosa was partially influenced by the engravings of Claude Lorraine. "" Ex collection: J.E. WETTERAUER (Lugt 3869) R. ALIANELLO (Lugt 5K) Magnificent example of this very rare work of Rosa, the second known copy." Salamon, Salvator Rosa (Aranella 1615 - Roma 1673) L'opera grafica, n. 5. Dimensioni 77x112. 77 112

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Sant'Antonio da Padova

      1640. Acquaforte, circa 1640, firmata in lastra in basso a sinistra. Esemplare nel raro primo stato di tre, prima della firma. Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva con filigrana non leggibile, rifilata al rame, in ottimo stato di conservazione. Di questa incisione sono conosciuti ben sette disegni preparatori. Magnifico esemplare Bibliografia: Bartsch 25; Bellini 26 I/III. Dimensioni 175x255. Etching, 1640 circa, signed on lower left plate. Example in the rare first state of three, before the signature was added. Magnificent work rich in shades, printed on contemporary laid paper with illegible watermark, trimmer to platemark and in excellent condition. Seven preparatory drawings of this work have been listed. Beautiful example. Bartsch 25; Bellini 26 I/III. Dimensioni 175x255.

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Il Sacrificio di Isacco

      1640. Acquaforte, 1640 - 50, privo di data e firma. Stato unico. Il tema del sacrificio di Isacco è raccontata nella Genesi (22: 1 - 19): Dio comandò ad Abramo di sacrificare il suo unico figlio, Isacco, come prova della sua obbedienza. La storia è stata interpretata come una prefigurazione della crocifissione di Cristo, che il Padre ha mandato per essere sacrificato. Testa raffigura il momento in cui appare un angelo e arresta il braccio di Abramo che sta per colpire suo figlio; Nel frattempo, un altro angelo porta un agnello sacrificale da sostituire a Isacco. Presso il Museo Teylers, ad Haarlem, è conservato un disegno, a penna e inchiostro, solo leggermente più grande e corrispondente a questa incisione nella maggior parte dei dettagli. Harris e Brigstocke riferiscono la realizzazione di questa incisione alla fine del decennio 1630, mentre Bellini ritiene appartenga agli ultimi anni di Testa, o al periodo compreso tra il 1645 e il 1650, in relazione con la serie del figliol prodigo. Cropper suggerisce il biennio 1640 - 1642, più vicino a L'Adorazione dei Magi e al dipinto della Presentazione della Vergine al Tempio. Tuyll ha osservato che l'invenzione di Testa può essere collegato al rilievo in terracotta dello stesso soggetto di Alessandro Algardi, probabilmente della fine degli anni 1630, ora al Seattle Art Museum. Ci sono molte differenze tra i due, ma le proporzioni e la figura di Abramo potrebbero indicare che la sua conoscenza del rilievo. Testa può anche aver visto l'omonimo dipinto del Domenichino, ora al Prado, nel quale l'angelo toglie il pugnale dalla mano di Abramo e il paesaggio ha molte corrispondenze con quello interpretato da Testa. Come spesso accade per le sue stampe di questo periodo, che si occupano di temi austeri o tragici, l'incisione del sacrificio di Isacco illustra uno dei di brani biblici più drammatici. La propensione di Testa per tali soggetti potrebbe essere condizionata dalla sua complessa personalità, e alla sua depressione. Com'è noto, si suicidò annegando nel Tevere, all'età di 38 anni. Etching, 1640 - 1650, without date and signature. Only state. The subject of Isaac's sacrifice is told in Genesis (22: 1-19): God commanded Abraham to sacrifice his only son, Isaac, as proof of his obedience. The story was interpreted as a prefiguration of the crucifixion of Christ, whom the Father sent to be sacrificed. Testa depicts the moment when an angel appears and stays Abraham's arm as he is about to strike his son; meanwhile, another angel brings a sacrificial lamb to be substituted for Isaac. There is a fully resolved compositional drawing for this etching, in pen and ink, only slightly larger and corresponding to it in most details, preserved in the Teylers Museum, Haarlem. Harris and Brigstocke place this etching in the 1630s, whereas Bellini considers it to belong to Testa's last years, or between 1645 and 1650, relating it to the series of the story of the Prodigal Son. Cropper suggest 1640 - 42, closer to The Adoration of the Magi and to the painting of The Presentation of the Virgin in the Temple. Tuyll have observed that Testa's invention may be connected to the terra - cotta relief of the same subject by Alessandro Algardi, probably from the late 1630s, now in the Seattle Art Museum. There are many differences between the two, but the proportions and appearance of Testa's figure of Abraham may well indicate his knowledge of the relief. Testa may also have known Domenichino's painting, now in Museo del Prado, in which the angel also removes the dagger from Abraham's hand and a brilliant landscape is similarly juxtaposed to the shady trees behind Abraham, whose features likewise resemble those portrayed by Testa. As is often the case with Testa's mature prints, which deal with austere or tragic themes, the etching of The sacrifice of Isaac illustrates one of the most dramatic of biblical passages, touching on heroic suffering and the psychological conflict of the father figure, Abraham. Testa's proclivity for such subjects might have been an extension of his own mental despair: by all accounts he appears to have been an isolated soul beset with melancholy at his failure to succeed as a painter. He committed suicide by drowning himself in the Tiber at the age of 38. Cropper, Pietro Testa 1612-1650: prints and drawings, pp145 - 49. no 7; Bartsch XX.215.2; Paolo Bellini, L'opera incise di Pietro Testa, n. 26 232 289

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Pisa

      1640. Pianta della città tratta dal Itinerarium Italiae di Martin Zeiler. Le bibliografie delle stampe su Pisa datano erroneamente la pianta al 1646, anno nel quale viene introdotta nel Newe archontologia cosmica del Merian, trascurando il fatto che l'opera appare per la prima volta nel libro dello Zeiler del 1640. Incisione in rame, in eccellente stato di conservazione. Dimensioni 268x196. Bibliografia: Pisa, Iconografia a stampa pp. 116 - 117, 24; Pisa e il suo territorio p. 37, 23. Francoforte Frankfurt

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Patria del Friuli olim Forum Iulii

      Amsterdam, 1640 - Incisione in rame, colorata a mano, di mm 410x500. Elegante carta eseguita sul modello di Magini, in fine coloritura, con bei cartigli figurati. W. Blaeu, astronomo allievo di Tycho Brahe, fondò un'officina per la costruzione di globi nel 1599; quasi immediatamente iniziò a pubblicare anche carte geografiche, giungendo nel 1630 alla creazione del primo atlante "Atlantis Appendix" e cinque anni dopo, della prima edizione in due tomi de "Atlas Novus". Dopo la sua morte, avvenuta nel 1638, si giunse nel 1662 alla pubblicazione del celebre "Atlas Maior" in 11 volumi a cura del figlio Johan. Nel 1672 un incendio distrusse l'officina segnando la fine dell'attività. Buon esemplare con qualche restauro all'estremità dei margini e della piega centrale.

      [Bookseller: libreria antiquaria perini Sas di Perini]
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        Orbis terrarum veteribus cogniti typus geographicus.

      1640 ca.. Incisione in rame, di mm 400x510, colorata a mano, tratta dal grande atlante di Jansson. Jansson, in collaborazione con il cognato Henricus Hondius, e successivamente dal 1638 da solo, fu il più importante concorrente di Blaeu a cui ispirò ed uniformò la produzione, tanto da costringere quest'ultimo, anch'egli Jansson di cognome, a scegliere uno pseudonimo per differenziare la propria produzione. Buon esemplare, con bel cartiglio figurato e titolo entro festone, rappresenta il mondo conosciuto dagli antichi.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Perini s.a.s.]
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        Indiae orientalis Nova Descriptio

      1640. Importante carta del Sud - Est Asiatico tratto dal Atlas del Janssonius. Incisione in rame, in buone condizioni. An important map of South East Asia, noteworthy for being amongst the first maps to include any information on the discoveries made by the Dutch vessel Duyfkens in New Guinea and the Gulf of Carpentaria in 1605 - 6. The map also includes Malaysia, Vietnam, the East India Islands, Philippines and Southern China as far as the Pearl River estuary. Amsterdam Amsterdam C. Quirino, Philippine Cartography, p. 104 500 390

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Architectura recreationis, das ist: Von allerhand nutzlich: und erfrewlichen civilischen Gebäwen.

      Augsburg, Schultes, 1640. - Folio, circa 31,8 x 21 cm. Gestochenes, gefaltetes Frontispiz, 13 Bll., 120 SS., 35 (10 gefaltete) doppelblgr. Kupfertafeln Pergament d. Zt. "Ornamentstichsammlung 1957; Kat. Architekt & Ingenieur 178 u. S. 11 u. 246. Erste Ausgabe des grundlegenden deutschsprachigen Werkes zur barocken Gartenkunst. Behandelt in vier Teilen bürgerliche Wohnhäuser und deren Gartenanlagen, Schlösser einschließlich Befestigungen, deren Theaterbühnen, Kunstkammern, Bibliotheken und Wasserwerke. - "Die Klagen über die Schrecken des Krieges sind - gerade im 17. Jhdt. - eindringlich genug, und immer wieder betonen die Autoren der Architekturbücher, wie sehr die Einrichtung von zivilen Gebäuden als 'friedliche' Tat zu verstehen ist. Joseph Furttenbachs 'Architectura recreationis' von 1640 ist hierin noch vor dem Ende des Dreißigjährigen Krieges Programm. Dabei dient Furttenbach der Garten als Beispiel für die Verwirklichung der Friedensthematik ?" (Kat. S. 11). Die schönen Tafeln zeigen neben Parkanagen und Schlössern auch ein dekoratives Labyrinth und Theaterkulissen. - Vorsatz mit mehreren alten Besitzvermerken, Tafeln 21 und 28 mit Randschäden (etwas Einfassungs- bzw. Bildverlust), einige alt hinterlegte Einrisse ohne Verlust, zwei kleine Randausschnitte ohne Bildberührung, stellenweise fleckig und wasserrandig, wenige Randschäden hinterlegt, neu aufgebunden im alten Pergamentband (dieser etwas fleckig, Bindebänder wohl erneuert). Die beschriebenen Mängel im Preis deutlich berücksichtigt, dennoch insgesamt ein ordentliches und komplettes Exemplar. " [Attributes: First Edition]

      [Bookseller: Antiquariat Thomas Rezek]
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        Turcicum Imperium

      1640. Acquaforte e bulino, circa 1640. Buona prova, impressa su carta vergata coeva, con margini, leggere ossidazioni, nel complesso in buono stato di conservazione. La carta deriva dalla mappa di Willelm Blaeu edita ad Amsterdam. Erroneamente attribuita in passato al Todeschi. Matteo Petrucci è editore, probabilmente di origini romane, attivo a Siena alla metà del XVII secolo, dove raccogliè l'eredità del Florimi. Carta di grande rarità. Etching and engraving, circa 1640. Good impression, printed on contemporary laid paper, with margins, light oxidation, overall in good condition. The map comes from Willem Blaeu map published in Amsterdam. Mistakenly thought to Todeschi. Matteo Petrucci is an editor, probably of Roman origin, active in Siena in the middle of the seventeenth century, where the legacy of Florimi. Work of great rarity. Siena Siene 526 410

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        De gli Eroi della Sereniss: Casa d'Este, ch'ebbero il Dominio in Ferrara, Memorie.

      Per Francesco Suzzi Stampator Camerale, s.a. (ma 1640). Cm. 25,5 pp. (8) 124 Testo inquadrato da duplice filetto. Bel frontespizio figurato e 5 ritratti a mezzo busto con nella parte inferiore epitaffio. Il tutto finemente inciso in rame. Capolettera e testate xilografici. Leg. piena pergamena (antica?) rimontata. Qualche strappetto abilmente ricongiunto, peraltro esemplare ben conservato. Le biografie presenti sono di: Almerico, Tebaldo I, Bonifacio III, Matilde, Azzo VIII. Era intendimento dell'Autore di pubblicare 24 biografie, ma non portò a compimento il lavoro, dando alle stampe le presenti 5 biografie, in questa unica edizione. Cfr. Coleti; Lozzi, 1624: " Raro. Con front. egregiamente fig. e con 5 bei ritratti, tra cui interessantissimo quello della Contessa Matelda."; Piantanida, 756: "Rara opera".

      [Bookseller: Studio Bibliografico Benacense]
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        THEATRUM botanicum: the Theater of plants, or An Herball of large extent: containing therein a more ample and exact history and declaration of the physicall herbs and plants that are in other Authors encreased by the accesse of many hundreds of new, rare and strange plants from all the parts of the world...

      printed by Tho. Cotes, 1640. THEATRUM botanicum: the Theater of plants, or An Herball of large extent: containing therein a more ample and exact history and declaration of the physicall herbs and plants that are in other Authors encreased by the accesse of many hundreds of new, rare and strange plants from all the parts of the world... PARKINSON, John. London, printed by Tho. Cotes, 1640. In - folio, piena pelle coeva, dorso a 6 nervi. (20), 1755, (1) pp., 1 f. errata, con bel frontespizio allegorico col ritratto dell' autore contornato da fini illustrazioni incise in rame da W. Marshall e 2716 figure incise in legno n.t. Bell' esemplare della rarissima edizione originale. Pritzel, 6394. Nissen, Botan. Buchillustration, 1490. Hunt Botan. Cat., I, 235. Johnston, Cleveland herbals coll., 197. Henry, British botan, liter., I, 286. Arber, Herbals, pp. 135 - 38: John Parkinson (1567 - 1650) was the last British writer of the period which we are considering who belonged to the true lineage of herbalist... He was honoured with the title of Herbalist to Charles I... Anderson, History of the herbals, pp. 227 - 34: The Theatrum marked a glorious sunset on the age of herbals, and it left a glow that will last as long as the English language is read.

      [Bookseller: Brighenti libri esauriti e rari]
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