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Displayed below are some selected recent viaLibri matches for books published in 1567

        Disegno della Fortezza et Citta di Gotta in Sassonia

      1567. "Carta topografica raffigurante l'assedio di Gotha. Sebbene anonima la carta viene assegnata alla mano di Paolo Forlani ed è parte della celebre raccolta di cartografia urbana che questi pubblica, insieme a Domenico Zenoi, nel 1567 con il titolo "Il primo libro delle citta, et fortezze principali del mondo"". L'opera è di incredibile rarità e non ebbe una grande fortuna editoriale. Forse perché le lastre furono acquisite dall'editore Bolognino Zaltieri, che le utilizza per la raccolta di cartografia urbana realizzata da Giulio Ballino, denominata ""De' disegni delle più illustri città e fortezze del mondo"", edita sempre a Venezia solo due anni dopo, nel 1569. Giulio Ballino era un avvocato veneziano che frequentava la casa dei Manunzio già verso il 1530, dedicandosi in gioventù allo studio dei classici. Il libro "De' disegni delle più illustri città, et fortezze del mondo", stampato da Bolognino Zaltieri, è costituito da cinquanta vedute ed una carta geografica. L'opera rappresenta il primo tentativo, nell'ambito dell'editoria italiana, della realizzazione di un testo/atlante delle principali fortezze e città del mondo. A differenza dei suoi predecessori, dei quali utilizza spesso i rami e le iconografie, egli concepisce un'opera unitaria corredata di testi e di indice, della quale, per la prima volta, si è ha conoscenza dell'esatto numero di tavole che la compongono. Sicuramente ispirata all'opera del Du Pinet Plantz, ""Pourtraitz et descriptions de plusieurs ville set forteresses.."", la raccolta del Ballino è molto probabilmente solo una parte del progetto iniziale, molto più ampio. Egli probabilmente intendeva pubblicare un'edizione in latino, sperando di lanciare la sua opera a livello europeo, ma si arrese davanti alla pubblicazione del primo libro del ""Civitates Orbis Terrarum"" di Georg Braun & Fransz Hogenberg, che in qualche modo bruciò parecchie delle iniziative editoriali sull'iconografia urbana. Le carte della raccolta sono datate tra il 1566 ed il 1568; secondo un recente studio di Albert Ganado (1993), trentadue di queste risultano essere ristampe dei rami di Paolo Forlani e di Domenico Zenoi, per la prima volta apparsi ne ""Il primo libro delle città, et fortezze principali del mondo del Forlani"" (1567); questo cospicuo gruppo di tavole è inserito nella raccolta con alcuni ritocchi nelle lastre, che vengono modificate. Altre furono per la prima volta pubblicate da Ferrando Bertelli nel Disegni di alcune più illustri città di fortezze del mondo con aggiunte di alcune isole principali, datato 1568. Il resto delle tavole sono di anonimi incisori di cui l'autore si servì per la sua opera, probabilmente anche per ritoccare le lastre di cui era già in possesso. Alcuni esemplari di questa rara opera recano il frontespizio allegorico inciso da Nicolò Nelli, famoso incisore e calcografo veneziano della seconda metà del '500; altri esemplari viceversa hanno un frontespizio non inciso. Entrambe le versioni sono edite dallo Zaltieri nel 1569. Difficile stabilire quale sia la prima stesura e quale quella successiva, la sola differenza è infatti notabile nel testo al verso delle carte, che può variare nella dimensione dei caratteri. Altra differenza che alcune carte sono numerate al verso, mentre le stesse, esaminate in altri esemplari, sono prive di questo numero di pagina. Per semplice deduzione logica possiamo affermare che gli esemplari privi del numero siano antecedenti, teoria tuttavia non del tutto surrogata dall'esame di più esemplari dell'opera. Acquaforte e bulino, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione." "Unsigned map showing the siege of Gotha, ascribed to Paolo Folrani. The map was first published in the incredible rare Paolo Forlani's town book """Il primo libro delle citta, et fortezze principali del mondo"", published in 1567 with a partnership of Domenico Zenoi. The plates then comes in the hand of the publisher Bolognino Zaltieri and published in the De' disegni delle più illustri città e fortezze del mondo"", by Giulio Ballino, in 1569. Giulio Ballino was a Venetian lawyer, a friend of the Manuzio family, really fond of classical studies. His work is the first attempt, in Italy, to realize an atlas/text of the main fortresses and cities in the world. Unlike his predecessors, from whom he copied the iconography, Ballino wanted to realize a complex work, with text and an index, so that the reader could know immediately how many works were inside the book. Following Du Pinet's Plantz, Pourtraitz et descriptions de plusieurs ville set forteresses.. Ballino's work is, with all probability, just the first part of an ambitious, bigger project. May be he wanted to publish a Latin edition, hoping to give his book great fame along Europe, but he had to change his mind when Georg Braun & Fransz Hogenberg published their Civitates Orbis Terrarum, which was then the first book to describe urban iconography. Ballino's plates have been issued between 1566 and 1568; according to Albert Ganado (1993), 32 of these happen to be reprints of Forlani & Zenoi's branches, already published for the first time in Il primo libro delle città, et fortezze principali del mondo (1567); the plates of these engravings have been afterwards modified. Some of them have been published in Bertelli's Disegni di alcune più illustri città di fortezze del mondo con aggiunte di alcune isole principali, (1568). Some examples of this rare work bear an allegorical title page, engraved by the Venetian artist Nicolò Nelli, a popular engraver of the XVI century; other examples bear a blank title page. Both versions have been printed by Zaltieri in 1569. It is quite hard to say which is the first version and which the last one, for the only difference is on the text on verso, with bigger letters in one case. Another difference is that some of the maps in one version have numbers on verso. We might say that those examples without numbers have been printed first, but the analysis of the engravings doesn't support this theory. The engravings listed hereby come from a defective edition; for preciseness of information, we must add that the authorship of every work has been given to the artist that realized it, even if all of them come from Ballino's collection. Copperplate, full wide margins, in excellent condition. Rare." Venezia Venice Ganado (1982): n. 73; Meurer (2002): n. 135; Nordenskiöld (1981): n. 12(24); Tavernari (2014): n. 121; Tooley (1939): n. 262. 281 192

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        Metz

      1567. "Anonima carta topografica raffigurante l'assedio di Metz, attribuita a Domenico Zenoi. L'opera è parte della celebre raccolta di cartografia urbana che questi pubblica, insieme a Paolo Forlani, nel 1567 con il titolo "Il primo libro delle citta, et fortezze principali del mondo"". L'opera è di incredibile rarità e non ebbe una grande fortuna editoriale. Forse perché le lastre furono acquisite dall'editore Bolognino Zaltieri, che le utilizza per la raccolta di cartografia urbana realizzata da Giulio Ballino, denominata ""De' disegni delle più illustri città e fortezze del mondo"", edita sempre a Venezia solo due anni dopo, nel 1569. Giulio Ballino era un avvocato veneziano che frequentava la casa dei Manunzio già verso il 1530, dedicandosi in gioventù allo studio dei classici. Il libro "De' disegni delle più illustri città, et fortezze del mondo", stampato da Bolognino Zaltieri, è costituito da cinquanta vedute ed una carta geografica. L'opera rappresenta il primo tentativo, nell'ambito dell'editoria italiana, della realizzazione di un testo/atlante delle principali fortezze e città del mondo. A differenza dei suoi predecessori, dei quali utilizza spesso i rami e le iconografie, egli concepisce un'opera unitaria corredata di testi e di indice, della quale, per la prima volta, si è ha conoscenza dell'esatto numero di tavole che la compongono. Sicuramente ispirata all'opera del Du Pinet Plantz, ""Pourtraitz et descriptions de plusieurs ville set forteresses.."", la raccolta del Ballino è molto probabilmente solo una parte del progetto iniziale, molto più ampio. Egli probabilmente intendeva pubblicare un'edizione in latino, sperando di lanciare la sua opera a livello europeo, ma si arrese davanti alla pubblicazione del primo libro del ""Civitates Orbis Terrarum"" di Georg Braun & Fransz Hogenberg, che in qualche modo bruciò parecchie delle iniziative editoriali sull'iconografia urbana. Le carte della raccolta sono datate tra il 1566 ed il 1568; secondo un recente studio di Albert Ganado (1993), trentadue di queste risultano essere ristampe dei rami di Paolo Forlani e di Domenico Zenoi, per la prima volta apparsi ne ""Il primo libro delle città, et fortezze principali del mondo del Forlani"" (1567); questo cospicuo gruppo di tavole è inserito nella raccolta con alcuni ritocchi nelle lastre, che vengono modificate. Altre furono per la prima volta pubblicate da Ferrando Bertelli nel Disegni di alcune più illustri città di fortezze del mondo con aggiunte di alcune isole principali, datato 1568. Il resto delle tavole sono di anonimi incisori di cui l'autore si servì per la sua opera, probabilmente anche per ritoccare le lastre di cui era già in possesso. Alcuni esemplari di questa rara opera recano il frontespizio allegorico inciso da Nicolò Nelli, famoso incisore e calcografo veneziano della seconda metà del '500; altri esemplari viceversa hanno un frontespizio non inciso. Entrambe le versioni sono edite dallo Zaltieri nel 1569. Difficile stabilire quale sia la prima stesura e quale quella successiva, la sola differenza è infatti notabile nel testo al verso delle carte, che può variare nella dimensione dei caratteri. Altra differenza che alcune carte sono numerate al verso, mentre le stesse, esaminate in altri esemplari, sono prive di questo numero di pagina. Per semplice deduzione logica possiamo affermare che gli esemplari privi del numero siano antecedenti, teoria tuttavia non del tutto surrogata dall'esame di più esemplari dell'opera. Acquaforte e bulino, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione." "Unsigned map of the siege of Metz, ascribed to Domenico Zenoi. The map was first published in the incredible rare Paolo Forlani's town book """Il primo libro delle citta, et fortezze principali del mondo"", published in 1567 with a partnership of Domenico Zenoi. The plates then comes in the hand of the publisher Bolognino Zaltieri and published in the De' disegni delle più illustri città e fortezze del mondo"", by Giulio Ballino, in 1569. Giulio Ballino was a Venetian lawyer, a friend of the Manuzio family, really fond of classical studies. His work is the first attempt, in Italy, to realize an atlas/text of the main fortresses and cities in the world. Unlike his predecessors, from whom he copied the iconography, Ballino wanted to realize a complex work, with text and an index, so that the reader could know immediately how many works were inside the book. Following Du Pinet's Plantz, Pourtraitz et descriptions de plusieurs ville set forteresses.. Ballino's work is, with all probability, just the first part of an ambitious, bigger project. May be he wanted to publish a Latin edition, hoping to give his book great fame along Europe, but he had to change his mind when Georg Braun & Fransz Hogenberg published their Civitates Orbis Terrarum, which was then the first book to describe urban iconography. Ballino's plates have been issued between 1566 and 1568; according to Albert Ganado (1993), 32 of these happen to be reprints of Forlani & Zenoi's branches, already published for the first time in Il primo libro delle città, et fortezze principali del mondo (1567); the plates of these engravings have been afterwards modified. Some of them have been published in Bertelli's Disegni di alcune più illustri città di fortezze del mondo con aggiunte di alcune isole principali, (1568). Some examples of this rare work bear an allegorical title page, engraved by the Venetian artist Nicolò Nelli, a popular engraver of the XVI century; other examples bear a blank title page. Both versions have been printed by Zaltieri in 1569. It is quite hard to say which is the first version and which the last one, for the only difference is on the text on verso, with bigger letters in one case. Another difference is that some of the maps in one version have numbers on verso. We might say that those examples without numbers have been printed first, but the analysis of the engravings doesn't support this theory. The engravings listed hereby come from a defective edition; for preciseness of information, we must add that the authorship of every work has been given to the artist that realized it, even if all of them come from Ballino's collection. Copperplate, full wide margins, in excellent condition. Rare." Venezia Venice Borroni Salvadori (1980): n. 145. 278 205

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        Il vero disegno del sito e della fortezza di Comar..

      1567. "Veduta prospettica raffigurante la città di Komàrom. Sebbene anonima la carta viene assegnata alla mano di Paolo Forlani ed è parte della celebre raccolta di cartografia urbana che questi pubblica, insieme a Domenico Zenoi, nel 1567 con il titolo "Il primo libro delle citta, et fortezze principali del mondo"". L'opera è di incredibile rarità e non ebbe una grande fortuna editoriale. Forse perché le lastre furono acquisite dall'editore Bolognino Zaltieri, che le utilizza per la raccolta di cartografia urbana realizzata da Giulio Ballino, denominata ""De' disegni delle più illustri città e fortezze del mondo"", edita sempre a Venezia solo due anni dopo, nel 1569. Giulio Ballino era un avvocato veneziano che frequentava la casa dei Manunzio già verso il 1530, dedicandosi in gioventù allo studio dei classici. Il libro "De' disegni delle più illustri città, et fortezze del mondo", stampato da Bolognino Zaltieri, è costituito da cinquanta vedute ed una carta geografica. L'opera rappresenta il primo tentativo, nell'ambito dell'editoria italiana, della realizzazione di un testo/atlante delle principali fortezze e città del mondo. A differenza dei suoi predecessori, dei quali utilizza spesso i rami e le iconografie, egli concepisce un'opera unitaria corredata di testi e di indice, della quale, per la prima volta, si è ha conoscenza dell'esatto numero di tavole che la compongono. Sicuramente ispirata all'opera del Du Pinet Plantz, ""Pourtraitz et descriptions de plusieurs ville set forteresses.."", la raccolta del Ballino è molto probabilmente solo una parte del progetto iniziale, molto più ampio. Egli probabilmente intendeva pubblicare un'edizione in latino, sperando di lanciare la sua opera a livello europeo, ma si arrese davanti alla pubblicazione del primo libro del ""Civitates Orbis Terrarum"" di Georg Braun & Fransz Hogenberg, che in qualche modo bruciò parecchie delle iniziative editoriali sull'iconografia urbana. Le carte della raccolta sono datate tra il 1566 ed il 1568; secondo un recente studio di Albert Ganado (1993), trentadue di queste risultano essere ristampe dei rami di Paolo Forlani e di Domenico Zenoi, per la prima volta apparsi ne ""Il primo libro delle città, et fortezze principali del mondo del Forlani"" (1567); questo cospicuo gruppo di tavole è inserito nella raccolta con alcuni ritocchi nelle lastre, che vengono modificate. Altre furono per la prima volta pubblicate da Ferrando Bertelli nel Disegni di alcune più illustri città di fortezze del mondo con aggiunte di alcune isole principali, datato 1568. Il resto delle tavole sono di anonimi incisori di cui l'autore si servì per la sua opera, probabilmente anche per ritoccare le lastre di cui era già in possesso. Alcuni esemplari di questa rara opera recano il frontespizio allegorico inciso da Nicolò Nelli, famoso incisore e calcografo veneziano della seconda metà del '500; altri esemplari viceversa hanno un frontespizio non inciso. Entrambe le versioni sono edite dallo Zaltieri nel 1569. Difficile stabilire quale sia la prima stesura e quale quella successiva, la sola differenza è infatti notabile nel testo al verso delle carte, che può variare nella dimensione dei caratteri. Altra differenza che alcune carte sono numerate al verso, mentre le stesse, esaminate in altri esemplari, sono prive di questo numero di pagina. Per semplice deduzione logica possiamo affermare che gli esemplari privi del numero siano antecedenti, teoria tuttavia non del tutto surrogata dall'esame di più esemplari dell'opera. Acquaforte e bulino, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione." "Unsigned map showing Komàrom, ascribed to Paolo Folrani. The map was first published in the incredible rare Paolo Forlani's town book """Il primo libro delle citta, et fortezze principali del mondo"", published in 1567 with a partnership of Domenico Zenoi. The plates then comes in the hand of the publisher Bolognino Zaltieri and published in the De' disegni delle più illustri città e fortezze del mondo"", by Giulio Ballino, in 1569. Giulio Ballino was a Venetian lawyer, a friend of the Manuzio family, really fond of classical studies. His work is the first attempt, in Italy, to realize an atlas/text of the main fortresses and cities in the world. Unlike his predecessors, from whom he copied the iconography, Ballino wanted to realize a complex work, with text and an index, so that the reader could know immediately how many works were inside the book. Following Du Pinet's Plantz, Pourtraitz et descriptions de plusieurs ville set forteresses.. Ballino's work is, with all probability, just the first part of an ambitious, bigger project. May be he wanted to publish a Latin edition, hoping to give his book great fame along Europe, but he had to change his mind when Georg Braun & Fransz Hogenberg published their Civitates Orbis Terrarum, which was then the first book to describe urban iconography. Ballino's plates have been issued between 1566 and 1568; according to Albert Ganado (1993), 32 of these happen to be reprints of Forlani & Zenoi's branches, already published for the first time in Il primo libro delle città, et fortezze principali del mondo (1567); the plates of these engravings have been afterwards modified. Some of them have been published in Bertelli's Disegni di alcune più illustri città di fortezze del mondo con aggiunte di alcune isole principali, (1568). Some examples of this rare work bear an allegorical title page, engraved by the Venetian artist Nicolò Nelli, a popular engraver of the XVI century; other examples bear a blank title page. Both versions have been printed by Zaltieri in 1569. It is quite hard to say which is the first version and which the last one, for the only difference is on the text on verso, with bigger letters in one case. Another difference is that some of the maps in one version have numbers on verso. We might say that those examples without numbers have been printed first, but the analysis of the engravings doesn't support this theory. The engravings listed hereby come from a defective edition; for preciseness of information, we must add that the authorship of every work has been given to the artist that realized it, even if all of them come from Ballino's collection. Copperplate, full wide margins, in excellent condition. Rare." Venezia Venice Borroni Salvadori (1980): n. 304; Nordenskiöld (1981): n. 12(23); Szalai Béla (2001): pp. 89, 157, nn. 1567/1, 1569/1; Caraci (1927): n. 97; Tooley (1939): n. 344; Wieder (1915): n. 130. 268 178

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        Biblia ad, vetustissima exemplaria castigata. Quid in horum Bibliorum castigatione praestitum sit, subsequens praefatio latiùs indicabit. Antwerp, Christoffel Plantin, 1567. 8vo. With title-page in richly decorated woodcut border made from 4 blocks, with Plantin's printer's device, woodcut initials and woodcut tailpiece. Contemporary gold- and blind-tooled limp vellum, traces of leather thong ties.

      - Copinger 425; Darlow & Moule 6150 (cf. 6123 & 6141); Masch III, p. 227; Sorgeloos 261; Voet 683 (3 copies); BCN 3097; Picarta (3 copies); cf. Adams B1077; not in Biblia Sacra. Plantin's 1567 octavo edition of the Louvain Bible with the text in double columns printed in a tiny "Nonpareille" roman type, one of the smallest Bibles of its day, nicely displaying Plantin's excellent presswork and Pierre Haultin's type. The side margins contain references and variants. The title-page has a beautiful ornamental frame as well as Plantin's famous printer's device with a pair of compasses and the legend Labore et constantia.By an imperial edict all suspected Bibles in Latin, French or Dutch had been prohibited and the Theological Faculty of Louvain was commanded to prepare new authorized editions in these languages. The Latin Bible, edited by the Dominican Johannes Hentenius and protected by an Imperial privilege, first appeared in a 1547 folio edition at Louvain, followed by the Dutch edition in 1548 and the French in 1550. In 1559 Christoffel Plantin published his first edition of the Louvain Latin Bible, in a less expensive octavo format. Here at the height of his career he printed it once more.Owner's inscription at foot of title-page: Ph. Sandelion Rothomgensis 1721. In good condition. Binding slightly rubbed with the loss of most of the gilding, spine concaved, only traces of ties.

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        GENOVA

      1567. "Rara veduta propsettica della città di Paolo Forlani. Esemplare della tiratura di Bolognino Zaltieri, 1569. Descrizione tratta da Bifolco-Ronca, ""Cartografia e topografia italiana del XVI secolo. Catalogo ragionato delle opere a stampa"" (pubblicazione prevista per febbraio 2018). Titolo & iscrizioni In alto al centro il titolo GENOVA. Lungo il margine inferiore, legenda numerica di 25 rimandi a luoghi e monumenti notabili, distribuita su cinque colonne. Orientazione con una rosa dei venti con la semplice indicazione dei quadranti, il nord in alto. Carta priva di scala grafica. Acquaforte e bulino mm 185x280. Notizie storico critiche Probabilmente deriva dall'affresco locato a Palazzo Doria-Spinola. Veduta anonima, priva di data ed indicazioni editoriali che viene attribuita a Paolo Forlani. L'opera è infatti inserita nel Il primo libro delle citta et fortezze del mondo edito a Venezia nel 1567. Si trova anche nella raccolta cinquecentesca della Biblioteca Casanatense di Roma. La veduta è ristampata, inalterata, da Bolognino Zaltieri in due diverse edizioni del De' disegni delle più illustri citta, et fortezze del mondo di Giulio Ballino, entrambe pubblicate a Venezia nel 1569. Stati & edizioni: l'opera non ha nessuna variante di lastra, ma le tirature dello Zaltieri (1569) presentano un testo descrittivo al verso. Bibliografia: a) Ganado (1982): n. 78. b) cf. Valerio (1998): p. 40, n. 32 e p. 47, n. 16. Censimento: Cambridge, Harvard University; Chicago, Newberry Library; Duistland, collezione Hellwig; Firenze, Biblioteca Nazionale (2); Firenze, Marucelliana; Londra, British Library (2); Milano, Raccolta Bertarelli; Monaco di Baviera, Bayerische StaatsBibliothek; Napoli, Biblioteca Nazionale; Parigi, Bibliothèque Nationale (2); Roma, Angelica; Roma, Biblioteca Nazionale; Roma, Casanatense; Roma, Corsianiana; Stanford, University Library; Urbino, Biblioteca Universitaria; Venezia, Marciana; Venezia, Museo Correr; Vienna,

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        LA NOBILE CITTA DI MESSINA

      1567. "Seconda edizione, ma sempre del 1567, della celebre pianta prospettica della città di Gaspare Argaria edita a Roma da Antonio Lafreri. La prima edizione è con testo topografico, mentre qui è inciso in lastra. Descrizione tratta da Bifolco-Ronca, ""Cartografia e topografia italiana del XVI secolo. Catalogo ragionato delle opere a stampa"" (pubblicazione prevista per febbraio 2018). Titolo & iscrizioni In alto al centro il titolo LA NOBILE CITTA DI MESSINA. In basso a destra in un cartiglio All.'Illustr.mo & Eccellentissimo S. Duca di Bibona Unico padron mio. Essendo la Citta di Messina in Sicilia fra tutte le Citta d'Europa bellissi.ma dà occasionè à molti laudar' il bel Sito, i superbi Castelli, & il miracoloso Porto, che molti che mai vi furno no[n] vogliono credere che il braccio di S.ta Rainieri dalla Natura fosse si fatto, e però hò preso ardire per sotisfation di molti difar questa Descrittione, mostrando qua[n]do più ho possuto per i numeri tutti i Castelli, Forti, Fonte, Strade, Piazze, Chiese, Conventi, Monasteri, & altri lochi, & à V. E. Come dignissimo Principe in quella Isola, & Protettor di essa Città, per la bo[n]ta degl'infiniti meriti Suoi: ardisco consacrarle questa mia poca fatica, spera[n]do con il tempo di offrirle cosa più grata, cosi humile la suplico à riceverla benignamente. Di Roma a di 24 Maggio 1567. Di V. E. servo devotissimo Gasparo Argaria. Sotto l'inprinting editoriale In Roma per Antonj Lafrerj. Al centro nel mare una rosa dei venti con il nord a destra. Nella striscia di terra che delimita il porto raffigurato l'arsenale e la didascalia Arsenal novo fatto lanno 1565. Lungo il margine inferiore, stampata con caratteri tipografici legenda numerica di 167 rimandi a luoghi e monumenti notabili, distribuita su quattordici colonne. Carta priva di scala grafica. Acquaforte e bulino mm 405x550. Notizie storico critiche La pianta prospettica di Gaspare Argaria, costituisce la prima immagine complessiva della città. È anche la prima a riportare l'Arsenale Nuovo, costruito sul braccio di San Ranieri nel 1565 - Arcenal Novo fato L anno 1565. Il disegno è molto accurato e particolareggiato: oltre agli edifici restituiti in maniera molto realistica, si notano le numerose tipologie di imbarcazioni dell'epoca presenti nel porto e nello Stretto, di cui, tra l'altro, è anche mostrata la costa della Calabria entro il margine inferiore dell'immagine. Nella parte inferiore del foglio è presente una dettagliata legenda, con 167 richiami ai luoghi rappresentati nella pianta, come precisato nella dedicatoria: ... mostrando di qua[n]to più ho possuto per' i numeri tutti i Castelli, Forti, Fonte, Strade, Piazze, Chiese, Conuenti, Monasteri, & altri lochi ... La pianta è dedicata dall'autore al nobile siciliano Pietro de Luna e Salviati (1520-1575), primo Duca di Bivona, a cui, anche in virtù del suo propizio matrimonio con la figlia del viceré di Sicilia, Giovanni de Vega, era stato recentemente conferito questo titolo da Carlo V, Re di Spagna, Re d'Italia, Arciduca d'Austria e Imperatore del S.R.I. Germanico. La carta è presente nell'inventario della tipografia Lafreri (n. 147) indicata semplicemente come "Messina"; non risulta, invece, nell'inventario di Stefano Duchetti ed è quindi plausibile che la lastra fu in possesso di Claudio Duchetti. Sono note anche le tirature di Orlandi e Van Schoel; quest'ultima reca l'immagine della Vergine aggiunta in alto a destra e solo 166 rimandi nella legenda. Stati & edizioni: 1°: come descritto, con indirizzo In Roma per Antonj Lafrerj. Legenda in basso stampata con caratteri tipografici. 2°: sempre con indirizzo In Roma per Antonj Lafrerj. Legenda in basso incisa sulla lastra. 3°: aggiunto l'indirizzo Ioannes Orladi formis romae 1602. 4°: il nome di Orlandi sostituito da Henricus va Schoel formis romae. Rappresentazione della Vergine in alto a destra. Bibliografia: a) Alberti (2010): n. 94; Bonasera (1979): p. 90, n. 29; Borroni Salvadori (1980): n. 227; Cartografia Rara (1986): n. 85; Castellani (1876): n. 88; Christie's (2012): n. 53; Destombes (1970): nn. 74-74a; Ganado (1982): n. 87; Ganado (1994): VI, n. 53 & p. 214, n. 74; Lafreri (2014): n. 92; Phillips (1914): n. 79; Ruge (1904-16): IV, n. 85.86; Shirley (2004): II, n. 48; Wieder (1915): n. 146. b) Benevolo (1969): pp. 70-71, tav. XI; Mostra Bergamo (2016): n. 74; Rubach (2016): n. 232; Tooley (1939): n. 388; Tooley (1983): n. 388d; Censimento: 1°: Parigi, Bibliothèque Nationale; Roma, Biblioteca Nazionale; Roma, Istituto Centrale per la Grafica. 2°: Atlante Stevens-Beans-Nebenzahl; Chicago, Newberry Library; Firenze, Biblioteca Nazionale (3); Londra, British Library; Londra, Royal Geographical Society; Madrid, Real Biblioteca; Milano, Raccolta Bertarelli; Parigi, Bibliothèque Nationale; Roma, Biblioteca Nazionale (2); Roma, Casanatense; Sint-Niklaas, Kowk; Stanford, University Library; Stoccarda, Württembergische Landesbibliothek; Torino, Archivio di Stato; Washington, Library of Congress; Yale, University Library. 3°: Fano, Federiciana; Parigi, Bibliothèque Nationale. 4°: Malta, National Library; Roma, Istituto Centrale per la Grafica." Second state, published in the same year of the first one,1567 and by the same publisher, Antonio Lafreri. In this edition, the text is also engraved (first edition with typographic text). Etching and engraving. This perspective plan is the first overall image of Messina. It's also the first one to shows the New Arsenals, built on the arm of St. Ranieri in 1565 - Arcenale Novo fate L anno 1565. The design is very accurate and detailed: besides the rendering of the buildings that's very realistic, there are many kind of ships. At the bottom of the image, is also shown the coast of Calabria. Decorative cartouche containing descriptive text. Compass rose. North oriented toward right of sheet. Shows topography, vegetation, buildings, roads. At the bottom, a key of 167 notable places or buildings. At bottom right the dedication to Pietro de Luna e Salviati (1520-1575), first Duke of Bivona. Literature: Benevolo (1969): pp. 70-71, tav. XI; Mostra Bergamo (2016): n. 74; Rubach (2016): n. 232; Tooley (1939): n. 388; Tooley (1983): n. 388d; Known examples: 1°: Parigi, Bibliothèque Nationale; Roma, Biblioteca Nazionale; Roma, Istituto Centrale per la Grafica. 2°: Atlante Stevens-Beans-Nebenzahl; Chicago, Newberry Library; Firenze, Biblioteca Nazionale (3); Londra, British Library; Londra, Royal Geographical Society; Madrid, Real Biblioteca; Milano, Raccolta Bertarelli; Parigi, Bibliothèque Nationale; Roma, Biblioteca Nazionale (2); Roma, Casanatense; Sint-Niklaas, Kowk; Stanford, University Library; Stoccarda, Württembergische Landesbibliothek; Torino, Archivio di Stato; Washington, Library of Congress; Yale, University Library. 3°: Fano, Federiciana; Parigi, Bibliothèque Nationale. 4°: Malta, National Library; Roma, Istituto Centrale per la Grafica. Roma Rome 550 405

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        WAPPEN BUCH DARINEN ALLER GEISTLICHEN PRELATEN HERRE[N] UND LANDLEUT AUCH DER STETT DES LÖBLICHEN ÜRSTENTHUMBS STEYER WAPPEN UND INSIGNIA, MIT IHREN FARBEN, NACH ORDNUNG, WIE DIE IM LANDTHAUSS ZU GRÄTZ ANGEMAHLT ZU FINDEN.

      Graz: Zacharias Bartsch 1567 - 4° (20 x 15 cm): 12 (title page printed in red and black, with coloured woodcut vignette), [1], 1 (dedication page with coloured wood-cut coat of arms), 157 (of 168) wood-cut coats of arms with contemporary colour, [1], in a magnificent contemporary gold velvet binding with blind-stamped tooling (first and last leaves with small worm holes in blank margins, some minor staining, binding darkened, scuffed and rubbed, spine and edges with minor surface loss, otherwise a fine example), with hand written ex-libris "Won Bartsch", possibly the author’s copy. An exceedingly rare 16th Century book of Styrian coats of arms, printed in Graz by the Protestant publisher Zacharias Bartsch.This extremely rare and attractive early monument of Austrian Protestant printing features 157 (of 168) woodcut coats of arms, all with especially fine contemporary colour. The arms represent a variety of both Styrian state, ecclesiastical and heraldic subjects, including the arms of towns (ex. Graz, Judenburg and Celje), monasteries and many of the most important families. As noted in the book’s tile, the arms were copied from those which adorned the interior of the town hall of Graz, which was built in 1557 by the Italian Protestant Architect Domenico dell'Allio. The series commences with the arms of Charles II Francis (1540 –1590), the Archduke of Austria and ruler of Inner Austria (which included Styria, Carinthia and Carniola). Many of the heraldic arms relate to august noble families that still exist to this day, including Windischgräz, Auersperg and Montfort. While Styria (which is now divided between Austria and Slovenia) is today generally considered to be a predominantly Roman Catholic region, during the mid-16th Century most of the residents of the duchy adhered to Protestantism, and this was especially true of the noble and upper bourgeois classes. Graz, the capital of Styria, was the seat of the Archduke, who in that tense Post-Tridentine period, found himself as a Catholic ruler over a largely Protestant land. Charles II Francis tried unsuccessfully to suppress Protestantism, however, he came to desperately require the financial assistance of the wealthy Protestant nobles and merchants, and so eventually had to make concessions. The Protestants were thus permitted to essentially run their own affairs, and they could establish their own schools and appoint many civil servants. Zacharias Bartsch (fl. 1563-1579) was, for a brief time, one of the most prominent Protestant publishers in the Habsburg Empire, yet little is known about his biography and all of his works are today very rare. In 1563, he opened a printing office in Graz in partnership with Tobias Lauterbach, although the latter died in 1566. During the 15 years of its operation the press issued 47 known separate works, generally consisting of calendars, law books and scholastic publications. The present book was by far Bartsch’s most elaborate and important creation, especially with regards to Protestant history. Bartsch is thought to have carved the woodcuts personally and the work was supported by wealthy local Protestants burghers. He was also highly regarded by the Protestant nobles who influenced the regional government for, in 1578, he was appointed as the official state printer of Styria. However, in spite of the public recognition of his fine quality work, Bartsch became entangled in the fractious sectarian politics of the Counterreformation. In 1578, Charles II Francis convened a conference to discuss the threat of an Ottoman invasion of Inner Austria at Bruck an der Mur, to which he invited the leaders of Carinthia, Styria, Carniola and Gorizia. Several Protestant noblemen pledged to avail the emperor of significant funds to defend the region from the Turks. Notably, the great fortress city of Karlovac, Croatia was built the following year with this endowment. In return, the Archduke was to promise not to interfere with the practice of the Protestant denominations in Inner Au

      [Bookseller: Antiquariat Dasa Pahor]
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        De Decretorum, rerumve apud Diversos Populos ab omni Antiquitate Judicatarum, Libri Duo

      Martin Juvenem 1567 - Paris, Martin Juvenem, 1567. Small 8vo, pp [32], 422, [30], FIRST EDITION, an important commentary upon Greek and Roman law. Contemporary mottled calf binding, with bookplate of LA Law Library , a little worn, slight browning, but a good sound copy [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: de KunstBurg]
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        Lucubrationes Passim Collectae & Edita

      Londini, Apud Gulielmum Sereslum [William Serez], 1567. Hard Cover. Quarto; two parts in one volume: [8], 350; [2], 140, [1] p.; 20 cm. A collection of speeches, letters (part 1) and poems (part 2) by Reformation Latinist and doctor of law Walter Haddon. STC (2nd ed.) 12596. Bound in contemporary, or slightly later, full blind-tooled leather, hinges weak. Good, edges of title-page & lower corner of last three leaves torn with early repairs and skilled pen & ink restoration. stock#OB463.

      [Bookseller: The Owl at the Bridge]
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        Hieroglyphica, sive de sacris Aegyptiorum, aliarumque gentium literis commentarii. A Caelio Augustino Curione duobus libris aucti, & multis imaginibus illustrati.

      Basel, Guarinus, 1567. - Folio, circa 32,5 x 22,5 cm. 6 Bll., 441 num. Bll., 25 Bll., mit 2 Druckermarken, grossem Portrait in Holzschnitt-Bordüre, einigen Diagrammen und 265 figürlichen Holzschnitten im Text Pergament d. Zt. Adams V 51; Praz 521; Landwehr, German Emblem Books 616; Thorndike VI.447; Caillet 10978. Erweiterte zweite Ausgabe, gegenüber der ersten von 1556 um 20 Holzschnitte angereichert sowie erstmals mit den zwei zusätzlichen Kapiteln von Celio Agostino Curione. Valeriano (1477-1558) war Erzieher in der Medici-Familie. Er liefert hier keine Erklärung ägyptischer Hierogplyphen sondern eher ein ikonographisches Lexikon antiker Symbolik, das noch lange grossen Einfluss auf die Malerei, Literatur, Alchemie und vor allem die Emblematik ausübte. Unter den Erklärungen der allegorischen Bilder finden sich zahlreiche Exkurse zu naturwissenschaftlichen, philosophischen und mystischen Themen, angereichert durch Zitate und Paraphrasen aus mittelalterlichen Enzyklopädien, antiken Kompendien, dem Physiologus etc. "- Titel mit altem spanischem Besitzvermerk, zu Beginn und am Ende mit matten Wasserrändern, sonst nur wenig gebräunt, kaum fleckig, letztes Blatt mit kleiner Ausbesserung. Einband berieben, angestaubt, Vorderdeckel aufgebogen.

      [Bookseller: Antiquariat Thomas Rezek]
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        Cavalerie della città di Ferrara. Che contengono Il Castello di Gorgoferusa. Il Monte di Feronia. Et Il Tempio d'Amore

      Venetia. Guerra. 1567. Cm. 15; pp. 261, (19). Legatura seicentesca in piena pergamena rigida, tassello al dorso con titoli e fregi in oro, tagli colorati. Frontespizio leggermente rifilato nella parte alta per 3 millimetri, scritta di possesso al frontespizio datata 1726. Piccolo restauro alla penultima carta di tavola con perdita di 2 lettere di nominativi. Nel complesso ottimo esemplare 788/P

      [Bookseller: Galleria La Stampa Antica]
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        Mercuriorum Liber iam tandem subsido Manuscripti exemplaris perfecte editus. Item eiusdem Apertorium, Repertorium, Artis intellectuae Theorica & Practica, Magia naturalis, opuscula plane aurea

      Woodcut printer's device on title (repeated on verso of final leaf). 8 p.l., 381, [1] pp. Small 8vo, 18th-cent. polished calf (occasional faint dampstaining), sides decorated in gilt, flat spine gilt, red morocco lettering piece on spine. Cologne: J. Birckmann, 1567. First edition of the Mercuriorum Liber, a rare text attributed to Lull but probably spurious. Lull (1232?-1316), opposed alchemy which he considered fraudulent. "However, there is no doubt that the 'Lullian' philosophy transmitted after Ramon's death included alchemy. The ascription of so many alchemical writings to the master is sufficient proof of that."-Sarton, Vol. II, Part II, p. 910. "Accepted by Pico della Mirandola, Lullism was the natural accompaniment of the Hermetic-Cabalist philosophy which underlies Renaissance Neoplatonism. In this atmosphere, Lullism took on the magical and occult flavour of that philosophy. The implicit connection of the Lullian emphasis on the elements with alchemy became explicit, and the pseudo-Lullian alchemy flourished."-Yates, Lull & Bruno, p. 7. Fine copy with some pencilling in the margins. With some contemporary annotations as well. ❧ Caillet 6855. Ferguson, II, p. 54.

      [Bookseller: Jonathan A. Hill, Bookseller, Inc.]
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        Cammergerichtsordnung und Proceß neben allerley deßselben Formen.... höchsten der Teutschen Nation Gerichts in der Practica und Handlungen zu gebrauchen + Loci Commvnes: Aller des Hayligen Römischen Reichß Ordnungen, gehaltener Reichßtäge vnd Abschied, gemeyne Titul

      Cammergerichtsordnung und Proceß neben allerley deßselben Formen.... höchsten der Teutschen Nation Gerichts in der Practica und Handlungen zu gebrauchen..., durch Noe Meurer ... verteutscht, zusammen tragen, vnd in diese Ordnung gebracht mit gestochener Titelvignette mit der Darstellung des Kaisers und der Kurfürsten, Frankfurt am Main bei Georg Raben, Sigmund Feyrabend und Weygand Hanen Erben 1567, 2. Auflage nach 1566 14, CCXLII, 1 Blatt hier ein Link zur Ansicht des Werkes http://reader.digitale-sammlungen.de/de/fs1/object/display/bsb10145375_00002.html angebunden Loci Commvnes: Aller des Hayligen Römischen Reichß Ordnungen, gehaltener Reichßtäge vnd Abschied, gemeyne Titul Darinn hohe vnd nidere Stände, Geistliche vnd Weltliche, deß Reichß, auff allen Reichß Deputationen, Kreyß, Visitation, Moderation, Müntz, vnd dergleichen Täge, ein jede fürfallende Materi oder Constitution, wie die von einem Reichßtag auff den andern, auch in welchem Jar, berahtschlagt, ... in guter Ordnung, vnd gleich als einem gewissen Register, one änderung des Original Texts, ... alsbald one einige Mühe beysammen, sampt den darüber gestellten Summarijs zu finden, und in drey Theil, ... außgetheilt Gedruckt zu Franckfurt am Meyn bey Georg Raben, Sigmund Feyrabend, vnd Weygand Hanen Erben 1. Auflage, M.D.LXVIII. 1 leer Blatt, 4 ungezählte Blatt, CCCCLXII Blätter Sehr schöner geprägter Schweinsledereinband über Holzdeckeln, vorn mit 4 Eckbeschlägen, die hinteren Eckbeschläge und die Schließhacken im Lauf der Zeit verloren, Kapitel oben und unten mit kleiner Fehlstelle, Rücken angeplatzt, mit alten harten Leder hinterlegt, dabei Vorsätze erneuert. Deckel vorn Darstellung der Justitia und biblische Themen, auf Rückdeckel Darstellung eines Rechtsgelehrten und ebenfalls bibl. Szenen. Titelblatt vom ersten Werk am Rand mit Japanpapier restauriert, Buchblock mit übliche Altersspuren wie gebräunt und Fleckig, sonst im sehr guten, breitrandigen, unbeschnittenen Zustand. 34 x 23,5 x 11 cm Hier ein Link zur Ansicht des Werkes http://reader.digitale-sammlungen.de/de/fs1/object/display/bsb11202805_00005.html Deutschland kostenloser Versand DHL

      [Bookseller: HGomoll]
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        Iesaiae Prophetae vetus & noua ex Hebraico versio, Cum commentario, in quo vtriusque ratio redditur, vulgatus interpres à plurimorum calumniis vindicatur, & loci omnes, quibus sana doctrina aduersus haereticos, atque Iudaeos confirmari potest, summo studio, ac diligentia explicantur.

      Antwerp, Philippus Nutius 1567 - (16) 888 p. Rebound half Leather with gilt lettering, 8° (Final pages are browned.) [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Antiquariaat de Roo]
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        Sextus Decretalium liber a Bonifacio Octavo in Concilio Lugdunensi editus. Cum epitomis, divisionibus, & glossa ordinaria Jo. Andreae una cum utilibus additionibus novissime recognitus, & infinitis prope mendis purgatus: superfluis & inutilibus expunctis, atq[ue] sedula jurisperitorum diligentia nativae integritati restitutus. Quibus praeter haec praeclare, & decistuae annotationes omnibus tam in schola, quam in foro, in theorea, & praxi versantibus utilißimae accesserunt.

      4. Mit Holzschn.-Druckermarke, zahlr. Holzschn.-Initialen, einem Textholzschnitt u. 3 Holzschn.-Tafeln (zur dritten Holzschn.-Tafel zudem eine zusätzliche, nicht mitpag. Textseite beigebunden). Durchg. in Rot u. Schwarz gedruckt. 18 nn. Bll., 463 S. - Angeb. - Clementis [Clemens] V. Constitutiones Clementis quinti, quas Clementinas vocant, diligenter et accurate recognitae, atque emendatae. Cum epitomis, casibus litteralibus, jurispatronatus arbore, ac additionibus tam ex Jo. Imolae, quam Petri Ancharani, Zabarellae, Barbatiae, Panormitani [...] collectis [...]. Ebda., 1567. 8 Bll., 191 S. - Angeb. - Ioannes [Johannes] XXII. Extravagantes tum viginti Ioannis vigesimisecundi, tum communes, cum glossis et epitomis [...]. Ebda., 1567. 8 Bll. (das letzte weiß), 262 S., 1 weißes Bl., Roter Ldr.-Bd. d. Zt. a. 4 Bünden m. goldgepr. Eckfleurons u. Mittelstücken sowie Rückenvergoldung (Vorderdeckel zudem mit dem goldgepr. Titel Liber Decretalium sowie der Jahreszahl 1575). Schöner Sammelband mit drei bedeutenden kirchenrechtlichen Werken durchgehend zweispaltig in Rot u. Schwarz gedruckt. - Einband (bes. Ecken u. oberes Kapital) bestoßen u. etw. berieben. Vordere Rückenkante angebrochen. Vorderes Vorsatzbl. entfernt. Titel m. zeitgen. Besitzvermerk. Etw. gebräunt u. (stock-) fleckig sowie tlw. etw. wasserrandig. Wenige Bll. m. kl. Randläsuren. - Nicht bei Adams bzw. im BM, STC.

      [Bookseller: Antiquariat Wolfgang Friebes]
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        Responsa Juris Electoralia In serenissimi ac potentissimi Archiprincipis Electoris Saxon. Supremo, qvod vocant, Appellationum Judicio illustrissimo, & Scabinatu Lipsiensi celeberrimo Ad Qvæstiones In Schola Doctorum Dubias, Foro controversas, & Judicio contradictorio multum agitatas Lata, Collecta, ad fundamenta & rationes Iuris Romano-Imperialis, Canonici, Saxonici & Provincialis revocata, enucleata placitoque, censura et permissu electorali clementissimo in publicum edita. Libr. VI. Qvorum I. Materiæ Possesionis & Proprietatis. II. Exceptionum. III. Processûs Judiciarii. IV. Executionum. V. Contractuum. VI. Successionum ex testamento & ab intestato, nec non Miscellaneæ pertractatæ visuntur. . . . Cum Duplice Indice, Tam Titulorum Et Responsorum generali, qv'am Rerum & Verborum speciali ac perfecto /

      2 weiße Blätter, 1 gestochener Kupfertitel (Frontispiz), 1 Vortitel, 1 Titelblatt in Rot-Schwarz-Druck mit gestochener Vignette, 21 Blätter, 1567 (1) Seiten, 93 Blätter Index, 1 Blatt Errata und Kolophon. 32,5 x 21,5 cm, zeitgenössischer Pergamentband auf vier Bünden mit handschriftlichem Rückentitel. Erste Ausgabe. Enthält teils auf Deutsch Spruchmaterial des Leiziger Schöffengerichts und des Dresdener Appellationsgerichts. "Benedikt Carpzov der Jüngere (* 27. Mai 1595 in Wittenberg 30. August 1666 in Leipzig) war deutscher Strafrechtler und Hexentheoretiker. Er gilt als einer der Begründer der deutschen Rechtswissenschaft. Sein Pseudonym war Ludovicus de Montesperato." (Wikipedia) * * * Einband etwas berieben und fleckig, Pergamentbezug am vorderen Falz ca 11 cm geplatzt, am Rücken 8 cm lange Beschädigung, 2 montierte Exlibris von "Ioannes Christophorus Friedemannus Hummelius", Vortitel mit Wasserfleck, gelegentlich etwas gebräunt und fleckig, einige alte Anstreichungen, sonst noch ordentlich erhaltenes und gut brauchbares Exemplar.

      [Bookseller: Matthias Severin Antiquariat Am Bayerisc]
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        Commentaria in Scripturam Sacram. R. P. Cornelii a Lapide. Accurate Recognovit ac Notis Illustravit Augustinus Crampon. Band 1 bis 21 komplett mit 3 Ergänzungsbänden sowie 2 Bänden: Memoriale Praedicatorum sive Synopsis Biblica, Theologica, Moralis, Historica et Oratoria Commentariorum R. P. Cornelii a Lapide in Scripturam Sacram. [Bearbeitet von J. M. Péronne].

      4 (27,5 x 19,5 cm). Dunkelgrüne Halblederbände der Zeit mit goldgeprägtem Rückentitel, Marmorpapierbezug, gesprenkelten Schnitten und Marmorpapier-Vorsätzen. [Hardcover / fest gebunden]. Ehemaliges Bibliotheksexemplar mit Spuren einer entfernten Rückensignatur, Inventarnummern und Stempeln auf Vorsatz- und Titelblatt. - Cornelius a Lapide, geboren 1567 in Bocholt, gestorben 1637 in Rom, studierte ab 1584 in Löwen, trat 1592 dem Jesuitenorden bei und erhielt 6 Jahre später eine Professur für Exegese an selbem Orte, bevor er ab 1616 bis zu seinem Tode am Collegium Romanum unterrichtete. Er gilt als einer der fruchtbarsten Jesuiten und seine Kommentare zur Bibel erreichten eine bemerkenswerte Verbreitung bis ins 18. Jahrhundert hinein. - Kanten deutlich, Deckel unterschiedlich stark berieben. Ecken etwas bestoßen und unterschiedlich starke Spuren der entfernten Signatur an den unteren Rücken. Schnitte etwas angestaubt, Papier gleichmäßig leicht gewellt. Insgesamt gutes und vollständiges, wenngleich nicht gänzlich einwandfreies Exemplar der relativ frühen Gesamtausgabe des Kommentars. - De Backer/Sommervogel - RE - LThK - Wetzer/Welte.

      [Bookseller: Antiquariat-Kretzer]
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        Historien / Von des Ehrwirdigen in Gott Seligen thewren Manns Gottes / Doctoris Martini Luthers / anfang / lehr / leben und sterben.

      225 S. 8 Oktav Ldr. Alles ordendlich der Jarzal nach / wie sich alle sachen zu jeder zeyt haben zugetragen / Durch den Alten Herrn M. Mathesium gestelt / und alles für seinem seligen Ende verfertigt. Nürnberg, M. D. LXVII. Text in Fraktur. Originalausgabe von 1567. Mit Farbschnitt. Das Buch wurde in einem zeitgemäßen Prägeledereinband gebunden. Der Vorderdeckel hat im vorderen Bereich eine kleine oberflächliche Läsur ( seitl. etw. berieben).Das untere Kapital ist leicht bestoßen. Der Einband ist leicht verzogen. Einige Seiten haben kl. leichte Flecken in den Randbereichen. Gutes Exemplar.

      [Bookseller: Antiquariat Boller]
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        Magnus Hippocrates Cous Prosperi Martiani medici Romani notationibus explicatus. Opus desideratum.

      Folio (32,5 x 21 cm), schlichter Pergamentband der Zeit auf fünf Bünden mit zwei handgeschriebenen Papierrückenschildern, Codice identificativo: ITICCUVEAE002482 - erste Ausgabe des mehrfach nachgedruckten Werke - Die maßgeblichen Bibliotheken geben als Format Folio an, de facto ist es ein Duodez-Band mit sechs Blättern pro Lage (A, A2, A3, [A4-6]. Hippokrates von Kos (um 460 v.-370 v. Chr.) zählt zu den berühmtesten Ärzten der Antike. Die Renaissance ließ sein Werk wieder aufleben, hier in der kommentierten und postum erschienenen Ausgabe des Prospero Marziani (1567-1622).

      [Bookseller: Antiquariat Dr. Rieger]
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        Nicolay, Nicolas de - Türkei Reise Reisebericht 1593.

      Beschreibung dero Reiß und Schifffahrt in die Türckey .. Jetzt auffs new neben angehengter Summarischer anzeigung etlicher Namhafften Türckischen Geschichten, so etliche Jahren hero seind vorgelauffen. 6 Blatt., 315 (recte 312) Seiten, 4 Blatt und mit 61 ganzseitigen Holzschnitt-Tafeln. Blindgeprägter Halbleder-Band der Zeit 4to. Ca. 20 x 15 cm. Sehr seltener Kölner Druck des bekannten Turcicums. Die Originalausgabe erschien 1567, die erste deutsche Übersetzung 1572. - Der französische Geograph Nicolay (1517-83) begleitete 1551 den Gesandten Gabriel d'Aramamont als Kammerherr. Er beschreibt die Seereise über Algier, Malta und Tripolis bis nach Konstantinopel und hält seine Beobachtungen von Land und Sitten der Türken, Perser und Griechen fest. Die schönen Kostümholzschnitte sind Verkleinerungen der französ. Originalausgabe. Sie zeigen Janitscharen, Pilger, Kaufleute, Edelleute, Leibeigene, Bauern, Derwische, Einsiedler, Geistliche, Koch, Ringer, jüdischen Arzt, türkische und griech. Damen etc. - Titel mit gelöschtem Stempel und alten Besitzeinträgen (1 getilgt). Einband nur leicht beschabt und bestoßen, Deckel mit alter gekrönter Monogramm-Vignette in Aquarell ("MB"). - VD 16, N 1567. - Griep/Luber 1007. - Vgl. Chahine 3434 (EA) und Navari 1197 (erste engl. Ausg. 1585). - Nicht im BM STC und bei Adams sowie bei Göllner und Lipperheide. - Scarce Cologne edition of this famous work. With 61 woodcut plates. Contemp. blindstamped half calf. - Here and there slightly stained, first and last leaves with small wormtraces in the white margins, title with erased stamp and old owner's entries (1 erased) . Binding slightly scraped and bumped, cover with small mounted vignette with monogram in aquarell.

      [Bookseller: Antiquariat Mertens & Pomplun]
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        Latinae, graecae, et hebraicae linguae grammatica, pro incipientibus ob facilitate[m], & pro doctioribus ob exactam diligentia[m]: ita co[n]scripta, ut post tot & tantos viros in hac refrustra elaborasse Petrus Artopoeus huius operis autor, non videatur. Item Jonas Propheta & Psalmi XV. trium linguarum, cum commentarijs eiusdem Petri Artopoei. 4 Teile in einem Band.

      8. 60 S., 2 Bll. 57 (recte 59) (1) S., 3 Bll. (das erste weiß) 22 (recte 46) S. 109 (1) S., 1 Bl. (darunter 3 Bll. mit der wiederh. Holzschn.-Druckermarke). - Angeb. - Clenardus, Nicolaus (Nicolaes Cleynaerts). Tabulae in grammaticam hebraeam [...]. A Johanne Isaac nunc recens correctae, & aptiori ordine digestae una cum eiusdem & Johan. Quinquarb. annotationibus [...]. Editio quarta. Köln, (Matthäus Jakobi für) Arnold Birckmanns Erben, 1567. Mit Holzschn.-Titelvignette u. einigen Holzschn.-Initialen. 84 num. Bll., 4 nn. Bll., Manuskript.-Pgmt. d. Zt. m. durchzogenen Bünden. Ad 1) Dritte Ausgabe. - Der Reformator Peter Artopoeus (1491-1563) kehrte nach dem Studium der Theologie in Wittenberg als Lehrer in seine Geburtsstadt Köslin zurück, wurde aber vom dortigen Klerus verjagt und ging an eine Schule in Rügenwalde. Später wurde er zum Rektor der Stadtschule nach Stettin berufen und dann auch als der erste zum Pastor Primarius an der Kirche des Marienstiftes ernannt. Als er Verdächtigungen, ein Anhänger der Lehre des Andreas Osiander zu sein, trotz öffentlich geleisteter Abbitte nicht zerstreuen konnte, wurde Artopoeus seines Amtes enthoben. Er kehrte daraufhin nach Köslin zurück. Neben einigen theologischen und philologischen Abhandlungen veröffentlichte Artopoeus vorliegende Grammatica hebraica, graeca & latina. - Mit zahlr. hebräischen u. griechischen Textpassagen. - Ad 2) Vierte Ausgabe. - Mit zahlr. hebräischen Textpassagen. - Einband berieben u. fleckig. Schließbänder gerissen. Innendeckeln u. vorderes Vorsatzbl. alt beschrieben. Erster Titel u. erstes Textbl. mit alten Besitzvermerken. Wenige Bll. m. kl. Randläsuren. Etw. gebräunt bzw. (stock-) fleckig. Angeb. ca. 75 Bll., davon 59 mit zeitgen. handschriftl. Eintragungen (u.a. eine Abschrift von Der kleine Catechismus Doctoris Martini Lutheri [70 S.] sowie 3 Lieder mit Noten [zus. 14 S.] in sog. weißer Mensuralnotation). - Ad 1) VD 16, B 1388 vgl. BM STC, German Books 73 (2. Ausg.) nicht bei Adams u. Fürst. - Ad 2) VD 16, C 4186 vgl. BM STC, German Books 213 (Ausg. 1557) Fürst I, 180 (Ausg. 1571) u. Adams C 2161ff.

      [Bookseller: Antiquariat Wolfgang Friebes]
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        Philosophiae Magnae.Tractatus aliquot, jetzt erst in Truck geben, unnd hiernach verzeichnet

      - Title within typographical border & a full-page woodcut of the author, aged 47, on verso of A4. 4 p.l., 247, [2] pp. Small 4to, attractive antique mottled calf by Aquarius (final leaf with some skillful marginal repairs), spine gilt, green morocco lettering piece on spine. Cologne: A. Byrckman, 1567. First edition of this important collection of writings; it is the chief collection of Paracelsus's works on natural philosophy, translated here into German. The texts are: "De Vera Influentia rerum"; "De Inventione Artium"; "De Sensu & Instrumentis"; "De Tempore Laboris & Requiei"; "De Bona & Mala Fortuna"; "De Sanguine ultra Mortem"; "De Obsessis a Malis Spiritibus"; "De Somniis, & Erynibus in Somno & annexis"; "De Animabus Hominum post Mortem apprentibus"; "De Lunaticis"; "De generatione Stultorum"; "De Homunculis"; "De Nymphis, Sylvanis, Pygm. Salamand. &c."; "De Imaginatione"; "De Maleficis & eorum operibus"; and "De Animalibus ex Sodomia natis." Very good copy. While this is a book well-represented in libraries, it is most uncommon on the market. Sudhoff 86. [Attributes: First Edition; Hard Cover]

      [Bookseller: Jonathan A. Hill, Bookseller Inc.]
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        Aromatum, et Simplicium aliquot Medicamentorum apud Indos Nascentium Historia.nunc verò primùm Latina facta, & in Epitomen contracta à Carolo Clusio

      - Woodcut printer's device on title & 16 woodcuts in the text. 250, [10] pp., one leaf of errata. 8vo, late 16th cent. richly blindstamped pigskin over wooden boards, orig. clasps & catches. Antwerp: C. Plantin, 1567. [bound with]: PICODELLA MIRANDOLA, Giovanni Francesco. Libri III. De Auro.Accessit Bernhardi Comitis antiqui Trevirensis. Per Chemeias :[in Greek] Opus Historicum & dogmaticum, ex Gallico in Latinum simpliciter versum, & nunc primùm in lucem editum. Woodcut printer's device on title. 13, [3] (blank), 223 pp. 8vo. OberUrsel: C. Sutor, 1598. An attractive sammelband in a lovely and fresh richly blindstamped pigskin binding. I. First edition in Latin of this important account of Indian plants; it is "the first account of Indian materia medica and the first textbook on tropical medicine written by a European. It includes a classic account of cholera."Garrison-Morton 1815(the first edition was published in Goa in 1563 and is a legendary rarity). Clusius (1526-1609), has substantially modified Orta's text and added much new material relating to the New World, derived from Oviedo and Thevet. The woodcuts depict plants, fruits, etc. II. Third edition (1st ed.: 1586) of this well-known alchemical book. "His only alchemical work was this on gold. It was written so early as 1515 and in it he endeavours to prove the possibility of the transmutation of metals both speculatively and historically by actual cases, some of which he himself was eye-witness."Ferguson, II, p. 203(a copy is in the Young collection). All three of the 16th-century editions are extremely rare. The author also comments on the medicinal properties of gold and discusses potable gold. There is material culled from many different sources, including Hermes Trismegistus, Plato, Aristotle, Theophrastus, Rhazes, Avicenna, Dioscorides, Geber, Fernel, Arnaldus of Villanova, Ramon Lull, and Johannes of Rupescissa. Fine copies with the contemporary ownership inscription of Jesuit College at Ingolstadt, dated 1603. I. D.S.B., X, pp. 236-38(Orta) & VIII, pp. 120-21 (Clusius). Sabin57,663. Voet 1838. [Attributes: First Edition; Hard Cover]

      [Bookseller: Jonathan A. Hill, Bookseller Inc.]
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        Tre Discorsi sopra il Modo d'AlzarAcque da' Luoghi Bassi.

      Parma: Seth Viotti, 1567 First edition. 8vo (20 x 15 cm). (xx), 100 [recte 99], (1, blank) pp. Modern half leather over paper-covered boards using early liturgical leaves printed in red and black with music (Gregorian chant) in square neumes on four-line staves. Illustrated with 4 folding woodcut plates and several woodcuts in text. First edition of a rare and early work on improvements to the Archimedean screw and their application to irrigation and "the first theoretical discussion of the crank". For a full description and more images please visit www.zaalbooks.nl .

      [Bookseller: Zaal Books]
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        Le Monophile, avecq' qvelqves avtres evvres d'amovr, par Estienne Paquier, advocat en la Cour de Parlement de Paris.

      A Paris: Pour Vincent Norment, & Jeanne Bruneau 1567 - [Para pedidos desde fuera de España, por favor, consulte las condiciones de venta y envío, tipo A. / For orders to be delivered outside Spain, please, let you see our sale and shipping terms, type A. / Pour les commandes à livrer hors d'Espagne, s'il vous plait, voyez les conditions de vente et de livraison, type A].- // 8º, (165x105mm); [4], 147, [1] h.; sign.: A-T8; marca tipográfica en portada; capitales xilográficas al principio de libros, diálogos y poesías.- // Encuadernación de época en pergamino, con ligera pérdida en parte superior del plano delantero. Texto 'Monophile' manuscrito en el corte superior. Tres líneas subrayadas en la p. 5 y dos en la p. 27.- // Proc.: Exlibris manuscrito bajo el pie de imprenta, 'Ex Bibliotheca Joannis Viti, a Wirtburg'.- // Refs.: Brunet, IV, 406; Thickett, 27.- // Vincent Sertenas había impreso los dos libros del ensayo "Le Monophile" en 1554 y, de nuevo, en 1555, en ediciones dificilísimas de encontrar hoy en día. La obra volvió a imprimirse a finales de 1566, junto con tres diálogos y algunas poesías, en esta edición que compartieron entre la viuda de Vincent Sertenas, Jeanne Bruneau, su hijo Vincent Norment, Robert Le Mangnier y Gilles Robinot, de modo que los ejemplares que vieron la luz lo hicieron en los diferentes estados correspondientes a cada uno de ellos: con el pie de imprenta de Robert Le Mangnier, con el de Vincent Norment y su madre Jeanne Bruneau, o con el de Gilles Robinot, y con fecha de 1566 o de 1567. Pese a estas alternativas, en comercio cualquiera de ellas es muy rara. Siendo uno de sus primeros escritos, antes de casarse con una viuda joven y rica, Pasquier enfrenta en diálogo dos maneras de entender el amor, defendidas por Monophile y Philopole: el amor único y puro y el amor en la aventura y el placer. La osadía de elevar a ?amor? el estado procedente de la aventura y del placer fue lo que le granjearía que el jesuita Garasse, tenaz perseguidor de a quienes llamó 'libertinos' y 'beaux-esprits', celebrase su muerte despiéndole con un mordaz 'Adios, Monofilo sin cerebro'. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Andarto B.]
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        Tre Discorsi sopra il Modo d'alzar Acque da' Luoghi bassi..

      Woodcut printer's device on title, four folding woodcut plates within pagination (numbered 69, 70, 75, & 78), & 8 woodcuts in the text. 10 p.l., 100 pp. (i.e. 99). Small 4to, cont. limp vellum (faint dampstaining in upper & lower margins). Parma: S. Viotti, 1567. First edition of an uncommon and important illustrated work on the Archimedean screw and improvements made to it. Following the publication of Ceredi's book describing the screw and the granting of a patent by the Venetian Republic, these pumps became more widely used in southern Europe for drainage and irrigation. Galileo later made improvements to it. "The engineer Giuseppe Ceredi of Piacenza…published at Parma in 1567 a book called Tre Discorsi sopra il Modo d'Alzar Acque da' Luoghi Bassi (Three Discourses on Means of Raising Water from Low Places). Ceredi was interested in the construction and use of the Archimedean screw for the irrigation of fields and the draining of swamps. He had found that the devices in use were inefficient, and sought to discover the rules of design by which they might be improved. The results led him to specify a maximum length and optimum dimension for the water-channel, to suggest batteries of screws for lifts higher than the efficient maximum length, and to examine the design of cranks and other devices for turning the screws. Though not written in deductive form, Ceredi's investigations belong to theoretical mechanics; they are reminiscent of the experiential rules given by Philo of Byzantium for the construction of ballistae… "Also worthy of note, though unrelated to our subject, is Ceredi's economic analysis of the probable gain in crop yield through irrigation as compared with the operating and capital costs of machinery and the expense of labour in harvesting and hauling to market the increased yield."-Drake and Drabkin, Mechanics in Sixteenth-Century Italy, pp. 51-2. The attractive woodcut plates depict various aspects and uses of the screw. Very good copy. ? Hoover 210. Riccardi, I, 339.

      [Bookseller: Jonathan A. Hill, Bookseller, Inc.]
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        Philosophiae Magnae...Tractatus aliquot, jetzt erst in Truck geben, unnd hiernach verzeichnet

      Title within typographical border & a full-page woodcut of the author, aged 47, on verso of A4. 4 p.l., 247, [2] pp. Small 4to, attractive antique mottled calf by Aquarius (final leaf with some skillful marginal repairs), spine gilt, green morocco lettering piece on spine. Cologne: A. Byrckman, 1567. First edition of this important collection of writings; it is the chief collection of Paracelsus's works on natural philosophy, translated here into German. The texts are: "De Vera Influentia rerum"; "De Inventione Artium"; "De Sensu & Instrumentis"; "De Tempore Laboris & Requiei"; "De Bona & Mala Fortuna"; "De Sanguine ultra Mortem"; "De Obsessis a Malis Spiritibus"; "De Somniis, & Erynibus in Somno & annexis"; "De Animabus Hominum post Mortem apprentibus"; "De Lunaticis"; "De generatione Stultorum"; "De Homunculis"; "De Nymphis, Sylvanis, Pygm. Salamand. &c."; "De Imaginatione"; "De Maleficis & eorum operibus"; and "De Animalibus ex Sodomia natis." Very good copy. While this is a book well-represented in libraries, it is most uncommon on the market. Sudhoff 86.

      [Bookseller: Jonathan A. Hill, Bookseller, Inc.]
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        Aromatum, et Simplicium aliquot Medicamentorum apud Indos Nascentium Historia...nunc verò primùm Latina facta, & in Epitomen contracta à Carolo Clusio

      Woodcut printer's device on title & 16 woodcuts in the text. 250, [10] pp., one leaf of errata. 8vo, late 16th cent. richly blindstamped pigskin over wooden boards, orig. clasps & catches. Antwerp: C. Plantin, 1567. [bound with]: PICODELLA MIRANDOLA, Giovanni Francesco. Libri III. De Auro...Accessit Bernhardi Comitis antiqui Trevirensis... Per Chemeias :[in Greek] Opus Historicum & dogmaticum, ex Gallico in Latinum simpliciter versum, & nunc primùm in lucem editum. Woodcut printer's device on title. 13, [3] (blank), 223 pp. 8vo. OberUrsel: C. Sutor, 1598. An attractive sammelband in a lovely and fresh richly blindstamped pigskin binding. I. First edition in Latin of this important account of Indian plants; it is "the first account of Indian materia medica and the first textbook on tropical medicine written by a European. It includes a classic account of cholera."­Garrison-Morton 1815­(the first edition was published in Goa in 1563 and is a legendary rarity). Clusius (1526-1609), has substantially modified Orta's text and added much new material relating to the New World, derived from Oviedo and Thevet. The woodcuts depict plants, fruits, etc. II. Third edition (1st ed.: 1586) of this well-known alchemical book. "His only alchemical work was this on gold. It was written so early as 1515 and in it he endeavours to prove the possibility of the transmutation of metals both speculatively and historically by actual cases, some of which he himself was eye-witness."­Ferguson, II, p. 203­(a copy is in the Young collection). All three of the 16th-century editions are extremely rare. The author also comments on the medicinal properties of gold and discusses potable gold. There is material culled from many different sources, including Hermes Trismegistus, Plato, Aristotle, Theophrastus, Rhazes, Avicenna, Dioscorides, Geber, Fernel, Arnaldus of Villanova, Ramon Lull, and Johannes of Rupescissa. Fine copies with the contemporary ownership inscription of Jesuit College at Ingolstadt, dated 1603. I. D.S.B., X, pp. 236-38­(Orta) & VIII, pp. 120-21 (Clusius). Sabin57,663. Voet 1838.

      [Bookseller: Jonathan A. Hill, Bookseller, Inc.]
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        De artificio dicendi. Eiusdem tabulae oratoriae. Bologna, Alessandro Benacci, 1567.

      1567. 4to. 52, 20, 32, [18] ff. With woodcut printer's device on t. p. and numerous figural woodcut initials. 18th century calf with gilt-stamped title to gilt spine. Edges in red. In-depth discussion of Aristotle's Rhetoric and Poetics with numerous analyses of famous classical orations in schematic tables. Ancient rhetoric was one of the pillars of Italian Humanism. - The Humanist and critic F. Robortelli from Udine (1515-67), known as "Canis grammaticus" ("grammatical hound") due to his irascible temper, was professor of ethics, classical languages, and philosophy in Lucca, Pisa, Venice, Padova, and Bologna. Apart from preparing numerous editions of the classics, he rendered outstanding services to philology as a father of scholarly text criticism and emendation. - With contemp. ms. owner's mark on t. p.: "Sum Augustini Weijdperger, ex dono excellentiss. viri Dm. M. Nicolai Renner", and ms. mark of the St. Hippolyt Piarists' library (dated 1754). Pastedown with exlibris "Bibliotheca Collegii Cremsensis". - First initial with contemp. coloring in red. Spine and top spine-end damaged; front hinge slightly cracked. Some brown-spotting; altogether a good copy. Rare; no copy in America (cf. OCLC). Adams R 619. BM-STC Italian 557. Edit 16, CNC 32419. Hoefer XLII, 447: "Très rare".

      [Bookseller: Antiquariat Inlibris]
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        Gioie historiche, aggiunte alla prima (et seconda) parte delle vite di Plutarco

      Venise, Gabr. Giolito De'Ferrari, 1567-1568 ; 2 parties en un vol. petit in-4 de [10] ff., 268 pp., [10] ff. ; 121-[1] pp., [1] f., veau blond du XVIIIe siècle, trois filets dorés en encadrement sur les plats, dos à nerfs orné, tranches rouges. Édition originale. Cet ouvrage très rare et très curieux répertorie les différents aspects de la vie de Plutarque par thèmes : bains, vacances, vêtements, repas, etc. Belle marque de l'imprimeur aux pages de titre et au dernier feuillet, bandeaux, lettrines et culs-de-lampe gravés sur bois. Jolie impression vénitienne en caractère italique.- Graesse, VII, 179 ; Haim, p. 9 n° 7.Précieux exemplaire du poète Philippe Desportes (1546-1606) avec sa signature autographe sur la page de titre. On joint deux courriers datés 1931 de Dacier et de Lavaud, conservateurs à la Bibliothèque nationale, confirmant l'attribution. Desportes semble avoir possédé une importante bibliothèque dispersée dans des conditions restées mystérieuses.-Départ de fente aux mors, coiffes arasées.

      [Bookseller: Anne Lamort Livres Anciens]
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        Libro di M. Federigo Giorgi, del modo di conoscere i buoni Falconi, Astori, e Sparvieri, di essercitarli e farli perfetti, di governarli, & di medicarli, con una tavola delle cose più notabili, & con una giunta in fine della medesima materia. In Venegia appresso Gabriel Giolito de' Ferrari 1567.

      1567. In 8° (15,6 x 10 cm), leg. coeva in p.perg., tassello sul dorso in pelle bordeaux, con titolo e filettature in oro, pp.111 - (1),caratteri corsivi o italici, fregio tipografico xilogr. al frontespizio, ripetuto, in un altra variante, sul verso dell'ultima carta, 3 capilettera xilogr. Ottimo assai raro esemplare. Ceresoli, p.286. Harting, 268 (solo citata). Kreysig, p.153. Souhart, p.217. Ceresoli considera quest'opera la quarta edizione (la prima è del 1547), non computando però quella latina del 1547, assai problematica. Venne interamente rifatta ed è considerata molto rara. Talvolta si trova rilegata insieme a quella di Francesco Sforzino da Carcano Tre libri de gli Uccelli da rapina.., datata però 1548 e edita pur'essa da Giolito de' Ferrari e avente una propria numerazione e diversi caratteri di stampa. L'opera del bresciano Giorgi è molto curata e minuziosa e trovava vasto consenso tra i maggiori falconieri del tempo.

      [Bookseller: Studio Bibliografico Naturalia]
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        Computus, vel calendarium astronomicum, continens praecipuarum partium temporis descriptiones: anno MDLXII conscriptum, et in Academia Witebergensi Scholasticae iuventuti propositum. Wittenberg, Johann Schwertel, 1567.

      1567. 8vo. (8), 206 [but: 208], (28) ff. (a8, A-Z8, Aa-Ff8, Gg4). T. p. and final "calendarium generale" printed in red and black. With 3 woodcut astronomical diagrams within the text. Early 18th c. half calf. All edges red. Very rare first edition of this work on chronology. With a calendar at the end, printed in red and black. Schönborn was professor of mathematics at Wittenberg, where he later was to succeed Peucer als professor of medicine. - Binding bumped at extremeties; spine severely rubbed; defects to spine-ends. Interior rather strongly browned and waterstained. VD 16, S 3361. Zinner 2436. Houzeau/L. 14195. Roller/Goodman II, 410. Not in Adams or NUC.

      [Bookseller: Antiquariat Inlibris]
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        Corpus Universiae Historiae Praesertim Bizantinae Ionanis Zonarae Annales, aucti additionibus Georgii Cefreni, Nicetae Aconimati Choniatae lib XIX Nicerphori Gregorae lib. XI Laonici Chalcocondylae lib. X. Historiae Turcicae. In fine etiam additius ext locupletissimus rerum Index.

      3 parts: 5 [56] 172; 77 [14]; 120 [36] with title pages, rebacked, minor ink staining and tears to rear blanks and minor annotation including Rebillier's signature to rear paste-down

      [Bookseller: Salsus Books]
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        Zeer Vermakelyk Tractaatje, Waar in een ongenoemde Schryver, Bewyst, uit de H. Schriftuur dat de Vrouwen geen Menschen zyn. Waer tegen gestelt is de Wederlegginge van het zelve, Door Simon Gediccus. Uit het Latyn vertaalt, door De Heer en Mr. G.N.

      Hoorn, Aegidius van Ophem 17XX. 2 werken in 1 band, (8) 50, 93 p. Origineel Perkament, goudbestempeld, 8° (Opnieuw in de band gezet, plaatselijk wat gebruind, ex-libris D.F. Scheurleer, met het wapen van Schiedam op het voor- en achterplat gestempeld. Zeer zeldzame bundel van 2 werken, het eerste vermoedelijk van Valens Acidalius, 1567-1595 en het tweede van Simon Geddicus, 1551-1631. Het eerste werk bevat een satire waarbij de auteur de manier van redeneren van de wederdopers imiteerd. Een groepering van de wederdopers betwistte de godheid van Christus met bijbelse argumenten. Acidalius 'bewijst' door gebruik van dezelfde redenatie en het gebruik van bijbelteksten dat vrouwen geen mensen zijn. In het tweede werk worden zijn argumenten weerlegt door de lutherse Geddicus. Een zeer interessant en inderdaad 'vermakelyk' werk zoals de titel aangeeft.) Fleischer, M.P. (1981). Are Woman Human? The debate of 1595 between Valens Acidalius and Simon Geddicus. In: The Sixteenth Century Journal Vol. 12, No. 2.

      [Bookseller: Antiquariaat De Roo]
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        Sarracenicae historiae libri III. In quibus Sarracenorum, Turcaru[m], Aegypti Sultanorum, [...] origines & incrementa, septingentorumq[ue] annorum res ab illis gestae, brevissimè explicantur. Basel, Johannes Oporinus, (August 1567).

      1567. Folio. 163, (19) pp., final blank f. With woodcut printer's device to t. p. (Bound with) II: Hoffmeister, Johann. In XII priora capita actuum apostolicorum commentaria [...]. Cologne, Arnold Birckmanns heirs, 1567. (6) pp., 1 blank f., 225, (1) pp. With woodcut printer's device to t. p. Contemp. limp vellum with ms. spine title. Traces of ties. First edition of the history of the Saracens and Turks, dedicated to Emperor Maximilian II. The humanist C. A. Curio (1538-1567) thinks it likely that the Turks are descended from the Huns and shows skepticism toward theories that they might be descended from the Twelve Tribes of Israel, or, as Pliny had surmised, from the Tartars. Curio describes the Saracens as a people wrought by internal strife, often defeated and fragmented by the Arabs. - Bound within the same volume is a rare commentary on the first 12 chapters of the Acts of the Apostles by the Augustinian and theologian J. Hoffmeister (c. 1509-47). - Binding slightly loosened; some reinforcements to gutters; second word rather browned in places with occasional waterstains. A good copy of an important, early work on the Turkish people. I: VD 16 C, 6410 (D 2655). Göllner 1211. Adams C 3078. BM-STC German 232. Schottenloher 51906. Kutter A14, 1. - II: VD 16. H 4266. Not in Adams or BM-STC German.

      [Bookseller: Antiquariat Inlibris]
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        Geistliche Lieder und Psalmen der alten Apostolischer Recht und wargleubiger Christlicher Kirchen [...]. Bautzen, Johann Wolrab, 1567.

      1567. 8vo. 2 pts. in one vol. (12), CCCXLIX [instead of CCCLV: wants 6 ff., D1-3, 6-8], (13) ff. (8), LVXXII [but: LXXIII, instead of LXXVI; wants 3 ff.], 1 f. [instead of 8: wants 7 ff.]. Both titles printed in red and black. With various stipple-engraved borders throughout, numerous half-page woodcuts and musical notes in the text. Contemp. blindstamped over wooden boards with bevelled edges. Two functional clasps. First edition of both parts of this finest hymnal of the 16th century, beautifully illustrated and with ornamental borders and letterpress musical notes. Of the utmost rarity: no copy at German auctions since 1950 (only two copies of the 1573 second edition sold). This first-ever illustrated catholic hymnal, edited by the Dean of the Bautzen Cathedral, Johann Leisentrit (1527-86) from Olmütz, marks the beginning of the catholic song book proper. - Uncommonly well-preserved blind-tooled binding showing a roll-tooled Bible frieze. Front endpaper has contemp. ms. ownership of Caspar Obermayr (dated 1582 - possibly the theologian of that name known to have served the Pinzgau parish of St. Georgen in 1606?). Evenly browned throughout due to paper. Wants a total of 16 ff. (all subpplied in facsimile): in part I, leaves D1-3, 6-8; in part II, leaves L 2-8; M 1-3. Of the ten copies traced in libraries and collections via VD16 and KVK, only one is verifiably complete (Halle); most lack the second part altogether. BM-STC German 492. VD 16, L 1061. BNHCat L 145.

      [Bookseller: Antiquariat Inlibris]
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        Sommaire de la forme, vertu, nature, qualité et température des simples

      1567 1567 - ______ Format : Petit in-4. [201 x 147 mm] Collation : (204) ff. [notés 202] Daim, dos à nerfs, traces de lacets (Reliure du XVIe ou XVIIe.). ___. ____ Précieux manuscrit du XVIe siècle, en français, consacré aux vertus et usages des plantes en médecine. Il contient l'énumération d'environ 1000 plantes classées, pour la plupart, dans l'ordre alphabétique, selon leurs noms latins, avec l'indication de leurs usages en médecine : plantes astringentes, constringentes, laxatives, réfrigératives, diurétiques? L'auteur cite des auteurs classiques dont les principaux sont Théophraste, Dioscoride, Galien, Platearius et Mattioli. Parmi les plantes étudiées, on relève : asperge, ail, armoise, cardamome, chélidoine, euphorbe, ellébore, fenouil, gentiane, hysope, lys, mandragore, marrube, menthe, myrrhe, mélisse, noix muscade, noix d'Inde, noix vomique, origan, poivre, pavot, polypode, romarin, sureau, saxifrage, etc. Extraits : "De Hysopo. En francoys hysope. Elle est chaulde et freche au tiers degre et est composée de parties subtiles et pénétrantes. Elle évacue légèrement le flegme quy empesche la poictrine et le poulmon. Elle sert aux deffaulz et accidens du cerveau et des nerfz causes de flegmes [?]. L'huille qui se faict avec les fleurs et feuilles d'hysope fortiffie les nerfz debilitez par froideur". "De Papaver. Il y a quatre sortes de pavotz. L'ung s'appelle Papaver erraticum qui est pavot sauvaige. Il croist au printemps parmy les orges, sa fleur qui est rouge ne dure guere. [Puis] deux sortes de sauvaiges, l'ung portant les testes pendantes contre bas et l'autre les portant plus grandes [et] de laquelle seconde espece se faict l'opium. La tierce espece est appellee papaver sativum sinhortense qui a les grains blanctz qui est froid et humide selon Platearius [?]. Il y a le pavot noir qui est froid au quatriesme et mortiffere. Il se faict ung siropt des fleurs rouges du pavot sauvaige?". On y trouve aussi des substances minérales, comme l'aspalto (bitume) et le petroleo (pétrole), des produits chimiques, comme le calcanto (vitriol), et même des substances d'origine organique, comme la mumia (momie) dont les "os des corps humains pulverisez et pris en breuvage servent à beaucoup d'infirmitez?". Le manuscrit débute par une première table intitulée "Table des noms des simples, en latin et francoys contenus en ce livre sommaire de la forme vertu nature qualité et température d'icelles" contenant les noms des plantes, sur trois colonnes : noms latins selon l'ordre alphabétique, noms français et numéros de feuillet (ou folio). Suit une deuxième table : "Aultre table des noms francoys et latins des simples contenus en ce présent libvre"; elle contient les mêmes plantes, mais commence par les noms français, disposés dans l'ordre alphabétique, puis les noms latins et le numéro du folio. Elle se termine par une date : "19 Nvb 1567" (19 novembre 1567), probablement la date d'achèvement du manuscrit. Le texte, proprement calligraphié, présente au moins deux écritures différentes. Au début du XVIe siècle, le nombre de plantes citées dans les ouvrages était voisin de 600, se basant essentiellement sur les connaissances antiques et médiévales. Ce nombre ne cessa d'augmenter tout au long du siècle, avec des auteurs tels que Jean Ruel (De Natura stirpium libri tres, 1536, 737 plantes décrites), Hieronymus Bock (Kreuterbuch, 1551, 800 plantes décrites), Mathias de l'Obel (Stirpium adversaria nova, 1570-71, 1200 plantes décrites. Le présent manuscrit, contenant environ 1000 plantes médicinales, peut être considéré comme représentant la quasi-totalité de la pharmacopée française vers 1570. Le Catalogue collectif de France ne semble contenir aucun manuscrit sur les plantes médicinales rédigé à cette époque; la plupart des traités consacrés aux vertus des plantes datent du XVIIIe siècle et correspondent à des cours de matière médicale professés par Antoine de Jussieu au Jardin Royal des Plantes à Paris. Par ailleurs, le catalogue de la collection de l'

      [Bookseller: Hugues de Latude]
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        Iesaiae Prophetae vetus & noua ex Hebraico versio, Cum commentario, in quo vtriusque ratio redditur, vulgatus interpres à plurimorum calumniis vindicatur, & loci omnes, quibus sana doctrina aduersus haereticos, atque Iudaeos confirmari potest, summo studio, ac diligentia explicantur.

      Antwerp, Philippus Nutius 1567. (16) 888 p. Rebound half Leather with gilt lettering, 8° (Final pages are browned.).

      [Bookseller: Antiquariaat De Roo]
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        Mondi celesti, terrestri, et infernali, de gli Academici Pellegrini.

      in Vinegia, apresso Domenico Farri 1567 - One volume in small 8vo; pp. (16), 429, (3); contemporary vellum, endpapers and ties renewed, title page a bit browned and with a small waterstain, clear signs of humidity in outer margin, else clean and crisp, a good copy. Early edition, first published in 1552-1553 and reprinted many times. Antonio Francesco Doni (1513-1574) was an Italian writer, publisher and musician. Mondi celesti is a collection of imaginary dialogues on a wide range of topics in which Doni develops the utopia of an anarchic-communist society. Brunet I, p. 811 (1st. Ed.), Stammhammer Sozialismus I, p. 65 (1st. Ed.) [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Antiquariat Dieter Stecher]
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        Recueil d'Arrestz notables des Courtz souveraines de France. Ordonnez par tiltres, en vingt-quatre Liures. Nouvellement reveuz & augmentez, outre les predetes impressions, de plusieurs arrestz, tant par l'Auteur que du Latin de Monsieur de Luc.

      Chez Jacques Macé, à l'enseigne de la Pyramide, 1567, 1 volume de 10x17 cm environ, (2) ff., xvi ff., 532 pp., 51 ff. (répertoire alphabétique), (1) ff., reliure plein vélin crème d'époque, nom manuscrit au dos, plats muets, nombreuses lettrines ornées, et bandeaux. Quelques défauts à la reliure, mouillures, geleries de vers dans les marges (dans le texte sur le répertoire), notes manuscrites anciennes sur les gardes blanches. PAPON, Jehan (1505-1590), Conseiller du Roy, & Lieutenant général au Baillage de Forestz et maître des Requêtes de Catherine de Médicis. Merci de nous contacter à l'avance si vous souhaitez consulter une référence au sein de notre librairie.

      [Bookseller: Librairie Diogène]
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        Coniuratio Catilinae et Bellum Iugurthinum fragmenta eiusdem historiarum e scritorib. antiquis ab Aldo Manutio, Paulli f. collecta. Scholia. Aldi. Manutii Index, rerum & verbor. memorabilium. Aldus Manutius Paulli. f. A. n

      Aldus Manutius Paulli. f A. n, 1567. In 8° (15,5x11 cm), rilegatura coeva in piena pergamena; cc. (8), 189, (20). Ancora aldina e delfino al frontespizio e al verso del colophon con la scritta "Aldus", qualche antico segno d'inchiostro

      [Bookseller: Studio Bibliografico Orfeo]
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        Bataille de Zama [ou] Bataille entre Scipion et Hannibal

      Eau-forte sur papier (42 x 53 cm hors marges). Menues déchirures sur les bords. Bord inférieur restauré. Sans les marges. Tirage de l'époque. Signé Cort f. en bas à gauche dans la gravure. Légende gravée en bas de l'estampe : "Ex archetypo Raphaelis Urbinatis quod est apud Thomam Cavalerium Patricium Romanum excudebat Romae Antonius Lafrerius Sequani" : "D'après l'original de Raphaël d'Urbino qui se trouve chez le noble chevalier romain Tommaso dei Cavalieri ; gravé par Antoine Lafréry Franc-Comtois". Gravure représentant la bataille de Zama (202 av. J.-C.), où les troupes romaines commandées par Scipion affrontèrent les troupes carthaginoises d'Hannibal et leurs éléphants. Cornelis Cort (ou Kort), né à Hoorn (Pays-Bas), se rendit à Venise où il fut l'élève du Titien. Il fonda ensuite un atelier de gravure à Rome. Son oeuvre gravé est important et emprunté aux maîtres italiens, flamands et allemands. La présente scène de bataille a été dessinée par Cort en 1567 d'après un tableau du célèbre peintre Raphaël ou Raffaello Sanzio (1483-1520), né à Urbino. D'après la légende de l'estampe, ce tableau se trouvait, à la date du dessin, chez Tommaso dei Cavalieri (1509-1587), gentilhomme qui fut aimé de Michel Ange. L'estampe de Cort fut publiée par le graveur Antoine (ou Antonio) Lafréry (1512-1577), né à Salins (Franche-Comté), établi à Rome vers 1540. Bénézit, I, 1016.

      [Bookseller: Librairie Ancienne Denis]
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        Edicts et Ordonnances des Treschrestiens Roys de France (Les), Henry Deuxiesme, François deuxiesme, & Charles neuviesme de ce nom, à present regnant, tant sur le fait de la Justice, & Officiers d'icelle, que sur la police du Royaume.

      A Lyon Par Benoist Rigaud 1567 4 parties en 1 vol. in-8 de (16)-312 ff. ; 28 ff. ; 87-(9) pp. ; 102-(2-) pp., veau brun raciné, dos orné à nerfs, double filet doré d'encadrement sur les plats, pièce de titre en maroquin rouge (Pagnant). Première édition en quatre parties, publiée sous le règne de Charles IX. Recueil d'édits et ordonnances qui va connaître de nombreuses éditions augmentées jusqu'en 1720. La deuxième partie porte le titre : Ordonnance du roy sur l'abbreviation des procès et consignation de certaines sommes de deniers par ceux qui voudront plaider suivie des Ordonnances faites à Moulin au mois de Février 1567 en troisième partie. Quatrième partie : Arrest de l'innocence de Messire Gaspard de Cologny. Relié à la suite : Ordonnances du Roy, cõcernants la police generale de son Royaume. A Lyon, Par Benoist Rigaud, 1567. In-8 de 38-(2) ff. Pas dans Baudrier. Baudrier III, 248. Ex-libris manuscrit à l'encre du temps sur la gouttière « Molinett Orleans Janvier (15..) » ; ex-libris manuscrit XIXe « P. Boudoir ».

      [Bookseller: Bonnefoi Livres Anciens]
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        Il Vero Disegno e l'istato di Parma Città Nobilissima, e Illustrissima in Lombardia

      1567. Veduta della città tratta dal rarissimo "Civitatum Aliquot insigniorum et locorum... "del Bertelli, libro sulle principali città del mondo che segue di un solo anno l'analoga opera del Forlani (1567) e precede di uno la più comune raccolta del Ballino (1569). L'opera fu ristampata ed ampliata da Donato Bertelli nel 1574, da cui è tratto questo esemplare, firmato in basso DB. Difficile riconoscere a prima vista una tavola proveniente da una delle tre opere, che sono circa dello stesso formato. Addirittura il Ballino pubblica delle lastre del Bertelli e dello Zenoi; tuttavia la mancanza del testo al verso distingue questa veduta da quella presente nel Ballino. Incisione in rame, priva dei margini, piccoli restauri, tracce di colla al verso, nel compesso in buono stato di conservazione. Molta rara. Venezia Venice Tooley 443; Castellani p. 246, 81a; F. Borroni Salvadori, 1980, 195; Meurer, The Strabo Illustrated Atlas, p. 153, 168; Nordenskiold Collection 12 (53). 260 185

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Lavini Apollonii Gandobrugani, mittelburgensis, de Peruviae, Regionis, inter Novi Orbis provincias celeberrimae, inventione et rebus in aedem gestis, libri V...

      apud Ioannem Bellerum, sub Aquila aurea, 1567. Apollonius. Lavini Apollonii Gandobrugani, mittelburgensis, de Peruviae, Regionis, inter Novi Orbis provincias celeberrimae, inventione et rebus in aedem gestis, libri V... Brevis, exactaque Novi Orbis, et Peruviae regionis chorographia. Antverpiae, apud Ioannem Bellerum, sub Aquila aurea, 1567. In - 8°, m. pergamena antica. 236, (8) ff. con una carta geografica del Perù incisa in legno ripiegata f.t. Insegna tipografica nel frontespizio. Testo in carattere italico. Bell' esemplare di quest' opera rara. Sabin, 1761. Leclerc, 1689: >. E' possibile effettuare un piccolo sconto. Negg. Mob. 7

      [Bookseller: Brighenti libri esauriti e rari]
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