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Displayed below are some selected recent viaLibri matches for books published in 1562

        Florentinae historiae libri octo priores, cum indice locupletissimo.

      Lione, eredi Giacomo Giunta (Jacques Faure), 1562. In-4ø; 16 cc., 464 pp., 16 cc. (indici); bella legatura settecentesca in tutta pergamena con cornice in oro ai piatti, ricchi fregi e titolo in oro al dorso, tagli marmorizzati. Firma di possesso al contropiatto datata 1901. Qualche brunitura Prima edizione. L'opera, pubblicata in risposta alle "Istorie" di Paolo Giovio, narra pi? di un secolo di storia fiorentina (dal 1380 al 1492) e si arresta alla morte di Lorenzo il Magnifico. Permeata di spirito repubblicano, reca una impronta decisamente antimedicea. Cosimo I ne ostacol? la circolazione e persegu? l'autore. Moreni, I, 180: "Divenuta rarissima, dopo le molte poteste con eleganza tipografica ristamparsi piu' corretta in Venezia nel 1764". Lozzi 1784. Platneriana p. 136.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Mediolanum]
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        Le Guerre de'greci scritte da Senofonte, nelle quali si continua l'historia di Thucidide, & vi si contiene la presa della gran città di Athene, la destruttione delle muraglie di detta la mutatione dello stato, & principio della tirannia. Tradotte dal greco, nell'italiano, per Francesco di Soldo Strozzi

      Giolito 1562 In 8, cc. (12) + 202. Stemma xilogr. al front. Mz. pl. ottocentesca. Traduzione dello Strozzi dedicata a Cosimo de' Medici, stampata anonima (forse Tramezino) nel 1550. Bongi, negli Annali, sostiene che questo è lo stesso libro del 1550 a cui Giolito aggiunse le 12 carte iniziali e di cui doveva aver rilevato il fondo. In fine compare infatti la data 1550. Secondo Bongi, inoltre, più rare sono le copie con il frontespizio sostituito (come la nostra), più facile il reperimento delle copie con il frontespizio del 1550 originale. Bongi, II, p. 150. Graesse, 7, 493. ITA

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Coenobium]
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        Mendicante cieco con cane Bologna, XVI secolo

      BOLOGNA, XVI SECOLOIncisione all'acquaforte di mm 163 x 282 alla battuta, su carta vergatina antica. Piccole mancanze all'angolo inferiore destro; margini di 5 mm. Foglio inizialmente incollato su foglio settecentesco; sul retro di quest'ultimo era indicato con grafia antica "Pitoco di Bologna inciso da Francesco Brizio". Sotto l'immagine il cartiglio recita "Andei vù à lavorà fieùi de porche, Mà non havè besogn' de lavorà, Perche à disnà n'aspettano le forche". Pietro Faccini (Bologna 1562? - 1602), è stato un pittore italiano. Iniziò tardi l'attività pittorica sotto la guida dei Carracci, del 1590 è il Martirio di san Lorenzo ora nella chiesa di San Giovanni in Monte a Bologna. Dalle prime opere oltre l'influsso di Annibale Carracci nelle opere di piccolo formato e nella sua produzione grafica sembra risentire dell'influenza dell'opera del Tintoretto e del Bassano. Tra il 1593 e il 1594 prende le distanze da Annibale e mentre in opere come le pale delle chiese di San Domenico e di Santa Maria dei Servi e nel Presepio della Pinacoteca Nazionale di Bologna è presente l'influsso di Ludovico, nella Pala Pellicani e nella Madonna del Rosario di Quarto Inferiore vi sono esplicite citazioni dell'opera di Correggio e di Federico Barocci, nell' Autoritratto, ora agli Uffizi, queste influenze vengono portate alle estreme conseguenze arrivando a una disintegrazione delle formule manieristici e carraccesche anticipando buona pittura del settecento.

      [Bookseller: Libreria Emiliana]
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        Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar la memoria.

      in Venetia, Gio. Battista et Marchio Sessa, 1562. 1562 In-8° antico (148x102mm), ff. (4), 119, (1) di registro, legatura ottocentesca in p. percallina con titolo e filetti in oro al dorso. Al frontespizio impresa tipografica. Decine di xilografie, sia intercalate n.t. che a p. pag.; le xilografie, di notevole elaborazione formale, raffigurano vari alfabeti (uno di essi si basa su quello che si trova nell?opera di Jacobus Publicius ?Oratoris Artis Epitomata?, impressa a Venezia nel 1482), una testa umana con la posizione delle facoltà mentali, una città, l?albero ?Hortus Philosophiae?, una figura femminile simulante la ?Gramatica?, ecc. Un capolettera istoriato. Esemplare leggermente più corto in testa. Ottimo stato conservativo. Prima e assai rara edizione di uno dei principali trattati mnemotecnici del Rinascimento italiano. Il Dolce traspone, in una forma dialogica latamente ispirata al De Oratore di Cicerone, i principi di ars memorativa contenuti nel Congestorium artificiosae memoriae (1520) del domenicano tedesco Johannes Romberch, trattato di cui il presente libro riprende anche numerose xilografie. Il Dolce, che dichiara espressamente tale debito, senza apportare innovazioni capitali alla mnemotecnica compie tuttavia un interessante sforzo di adattare le tecniche del Romberch alla cultura italiana, per esempio utilizzando, quali guide mnemoniche, Dante e le figure mitologiche presenti nella pittura di Tiziano. Il Dolce (Venezia, 1508-ivi, 1568), poligrafo dall'ingente produzione, amico di Tiziano e dell'Aretino, compose drammi, poemi, liriche di stampo bembiano, satire, capitoli, trattati sulla pittura, la lingua e le belle arti, e fu autore di numerosi commenti e traduzioni per il Giolito de'Ferrari. Adams, D-732. Brunet, II, 789. Olschki, IV, 4460. Yates, Memoria, pp. 150-151. Mortimer, 157. STC Italian Books, p. 220. Durling, 1183. Bibl. Magica, 391. Young, p. 91. Casanatense, 391. Galland, 57. Locard, 922. Gottlieb, Newberry, 97.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Galleria Gilibert]
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        Liber de analemmate, a Federico Commandino Urbinate instauratus, & commentariis illustratus. Qui nunc primum eius opera e tenebris in lucem prodit. Eiusdem Federici Commandini liber de horologiorum descriptione. -

      Roma, Paolo Manuzio, 1562.In-4. Legatura coeva in pergamena molle. Ancora aldina sul frontespizio e numerosi diagrammi inc. in legno n.t. (4), 93, (3) ff.; antico nome a penna sul frontespizio; piccola gora nell?angolo superiore interno di alcune carte e qualche lievi ingiallitura; buon esemplare marginoso. L'unica edizione di questa pregiata opera d'astronomia. Per restituirci il testo completo del Tolomeo, il Commandino ha eseguito un'elaborata ?opera di restauro? utilizzando una lacunosa versione latina di una traduzione araba (l'originale greco non esiste più). «Il libro aggiuntovi dal Commandino sulla descrizione degli orologi solari, è uno dei primi e più ordinati saggi di gnomonica» (Riccardi I, 360). Renouard 187. Ascarelli 240. DSB XI, 197-198 e 205: «The Analemma is an explanation of a method for finding angles used in construction of sundials... (and is) an "important demonstration that Greek mathematics consisted of more than ?classical? geometry... Because of its excellent commentary, the editio princeps of the Analemma is still worth consulting». The only edition of this valuable work on astronomy. Aldine anchor on title and numerous woodcut diagrams in the text. Old name on title; very small and light dampstain in upper inner corner and some light foxing here and there; a good copy bound in contemp. limp vellum.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Rappaport]
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        Q. Horatii Flaccii Poetae Venusini, Omnia Poemata cum Ratione Carminum, Argumentis ubique infertis, Interpretibus Acrone, Porphiryone, Iano Parrhasio, Antonio Mancinello necnon Iodoco Badio Ascensio viris eruditissimis. Scholiisque Angeli Politiani [[[]][[[]][[[]][]][]]...[[[]][]][]] Nicolai Perotti Sipontini Libellus de metris [[[]][[[]][[[]][]][]]...[[[]][]][]], [[[]][[[]][[[]][]][]]marca tipogr. incisa[[[]][]][]], Venetiis, apud Ioannem Mariam Bonellum, M.D.LXII

      Bonelli Giovanni Maria 1562 Folio [[[]][[[]][[[]][]][]]cm. 30 × 20[[[]][]][]]; f. 1 di guardia, 4 n.n. (con le vite di Orazio di Pietro Crinito e Antonio Mancinelli, e l''''indice) + 226, f. 1 di guardia. Bella marca tipograf. incisa al frontespizio, pregevoli vignette e capilettera xilograf. all''''inizio di ciascun componimento. Tagliata la bianca finale dell''''ultimo fascicolo. Bella stampa con testo e commento alternati su due colonne fino a p. 123, poi versi centrati contornati dal commento su due colonne in corpo minore. Ampia postilla ms. in calce alla c. 40r. Leg. settecentesca in mezza pelle su piatti di cartone con tassello e impressioni in oro sul dorso, parzialmente scollato; la pelle è un po'''' logora lungo gli spigoli e così pure la carta dei piatti; tracce di tarli sul piatto anteriore; molto scolorito dall''''acqua il margine esterno di quello posteriore. Taglio colorato rosso. Foro nel frontespizio, restaurato in antico, che non compromette il testo. Tuttavia buon esemplare, solido e fresco

      [Bookseller: Studio Bibliografico Antenore Srl]
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        Hadrianus tit. S. Grisogonis r.e. card. Batonien. De sermone latino, et modis latine loquendis. Nuper a mendis plerisque expurgatus, & in suum pristinum candorem restitutus. Eiusdem venatio ad Ascanium Cardinalem

      VENEZIA : PER BERNARDINUM BINDONUM MEDIOLANENSEM SUMPTU VERO MELCHIORIS SESSAE, 1562. 1562 Venezia : per Bernardinum Bindonum Mediolanensem Sumptu vero Melchioris Sessae, 1562. In-8 (8) c. 167 c. (1) c. In fine: Gatto con topo in bocca, in cornice figurata. Motto: Dissimilium infida societas . Piena pergamena. Manoscritto sugl'usi medicinali del corallo all'ultima carta. Foro di tarlo al margine bianco superiore dalla carta 6 che si protrae per alcune decine di carte ed un altro dalla carta 120 alla 140. L'opera ebbe un successo straordinario, e venne stampata più di trenta volte, fino alla fine dell'8oo; la sua fortuna si deve soprattutto al poemetto finale di argomento venatorio: nei suoi 428 versi viene descritta una caccia organizzata dal Card. Ascanio Sforza, cui è dedicato, nei pressi di Tivoli, in vicinanza delle Acque Albule; battuta di caccia che venne seguita da un sontuoso banchetto ed alla quale partecipò anche l'autore. La "Venatio" è la prima opera di caccia in cui si accenni all'esistenza del fucile, col quale il tedesco Libs della Sicambria, qualificato dal Castellesi come l'inventore di tale arma, aveva ucciso un istrice. Castellesi, Adriano (da Corneto) latinista, grecista, ebraicista, nacque attorno al 1458, fu segretario di Adriano IV,che lo fece Cardinale, ebbe importanti nunziature , e fu anche in Inghilterra presso Enrico VII. Espertissimo negli affari, si arricchì grandemente, destando in tal modo l'invidia di Cesare Borgia, che tentò di avvelenarlo. Andato in esilio e ritornatone all'avvento di Leone X, dovette ritornarvi perché accusato di aver parte nella congiura del Card. Petrucci. Da questo momento di lui non si seppe più nulla: sembra che sia stato assassinato, a scopo di furto, da uno dei suoi servitori. (Ceresoli - Bibliografia ? su la caccia, la pesca?). Melchiorre Sessa, tipografo e libraio attivo a Venezia, figlio di Giovanni Battista il vecchio, stampò da solo dal 1506 al 1516; poi fu in società con Pietro Ravani, e dal 1526 riprese a lavorare da solo. Sposò Veronica Barone ed ebbe 6 figli. Come editore, si servì di molte tipografie, tra cui quelle dei Nicolini da Sabbio, dei Giglio, di Bernardino Bindoni e di Francesco Rampazetto. Vianello ipotizza che abbia usato sia l'insegna della gatta che quella della nave. La sua bottega si trovava a San Giuliano, vicino al campo San Lio. Morì probabilmente nel 1565; la firma Melchiorre Sessa dal 1555 al 1565 potrebbe riferirsi sia al padre che al figlio omonimo. Ceresoli 140.

      [Bookseller: Libreria Emiliana]
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        Erster (-dritter) Theil Der grossen Wundartzney desz weitberümpten bewerten unnd erfahrnen Theophrasti Paracelsi von Hohenheim der Leib unnd Wundartzney Doctoris von allen Wunden Stich Scheuss ... auss seinem selbst geschriebenen Exemplar wider auffs neüw in Truck verfertigt.

      Klein-4°. 11 (von 12) n.n. Bl., 115 Bl., 1 w. Bl.; 11 n.n. Bl., 1 w. Bl., 129 Bl., 1 n.n. Bl.; 73 n.n. Bl., 1 w. Bl. Mit 2 (von 3) Titelholzschnitten und 2 ganzseitigen Textholzschnitten. Blindgeprägter Schweinslederband mit Rollstempelverzierung über Holzdeckeln mit 2 Metallschliessen. Sudhoff 52. - VD16 P-459. - Nachdruck nach der Augsburger Ausgabe von 1537, dort jedoch nur in zwei Teilen. Der dritte Teil bildet die Schrift "von der frantzösischen Kranckheit", die 1533 von H. Gülfferichs gedruckt erschien. Han und Rabe hatten die Restauflage dieser Ausgabe übernommen und für einen Teil ihrer Neuausgabe verwendet. Die beiden vorhandenen Titelholzschnitte mit verschiedenen Darstellungen von Krankenzimmern. Die beiden ganzseitigen Holzschnitttafeln zeigen chirurgische Instrumente sowie den Planetenkreis. - Ohne das Titelblatt zum ersten Teil. Stellenweise leicht gebräunt und fingerfleckig. Die letzten zehn Blatt mit Moderflecken. Hinterer Innendeckel mit zeitgenössischen handschriftlichen Notizen. - Breitrandiges Exemplar in einem wohlerhaltenen Einband der Zeit.

      [Bookseller: Daniel Thierstein Buchantiquariat]
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        Clavdii Ptolemaei liber de analemmate, a Federico Commandino vrbinate instauratus, & commentariis illustratus, qui nunc primum eius opera e tenebris in lucem prodit. Eiusdem Federici Commandini liber de horolo giorum descriptione.Rome: Paulum Manutius, 1562.

      First edition of Ptolemy's <i>Analemma</i>, which "explained how to determine the position of the sun at a given moment in any latitude by an orthogonal projection using three mutually perpendicular planes" (DSB III 364). <br/><br/> "[The] <i>Analemma</i> [survives], apart from a few palimpsest fragments, only in William of Moerbeke's Latin translation from the Greek. It is an explanation of a method for finding angles used in the construction of sundials, involving projection onto the plane of the meridian and swinging other planes into that plane. The actual determination of the angles is achieved not by trigonometry (although Ptolemy shows how that is theoretically possible) but by an ingenious graphical technique which in modern terms would be classified as nomographic. Although the basic idea was not new (Ptolemy criticizes his predecessors, and a similar procedure is described by Vitruvius ca. 30 b.c.), the sophisticated development is probably Ptolemy's" (DSB XI 197). <br/><br/> "[As] in the case of Ptolemy's <i>Planisphere</i>, no Greek text was available to Commandino (a portion was later recovered from a palimpsest); but an Arabic version had been translated into Latin. This was edited from the manuscript by Commandino (Rome, 1562). Besides his customary commentary, he added his own essay <i>On the Calibration of Sundials</i> of various types, since he felt that Ptolemy's discussion was theoretical rather than practical" (DSB III 364). <br/><br/> Adams P2216; Riccardi I 360; Renouard 173:4.. 4to (225 x 160 mm), ll [iv] 93 [3], contemporary red morocco, boards with gilt ornamental figure, all edges gilt, capitals with some proffesional surface restoration, otherwise unrestored and with the original end papers, first four leaves with a light brown stain to lower right corner but in generall clean, a wide margined copy

      [Bookseller: Sophia Rare Books]
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        COMPENDIO DELL'HISTORIE DI MONSIGNOR PAOLO GIOVIO CON LE POSTILLE ET CON LA TAVOLA DELLE COSE NOTABILI.

      APPRESSO GABRIEL GIOLITO DE' FERRARII In 16mo; pp.28 n.nn., 422, 2 n.nn. con registro ed insegna tipografica. Capilettera figurati. Pergamena coeva, tassello al dorso con titolo e fregi in oro. Edizione originale. Adams C, 782. 4 immagini allegate.

      [Bookseller: Studio Bibliografico Casella]
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        IL CANCELLIERI. Libro della memoria.

      appresso i Gioliti In-16 gr. (mm. 198x142), p. pergam. settecentesca, tagli azzurri, pp.num. 56, marca tipografica al frontesp., ornato da testatine e numer. belliss. capilett. figur. a vignetta, in silografia. ?Dove si tratta per paragone della prudenza de gli antichi, con la sapienza de? moderni in tutte le attioni del mondo, & fatti honorati d'Arme, di Dominio, & Magistrato. Terminando tutto con le proprie Sentenze. Cavate da greci, da latini et della nostra lingua d'huomini illustri, & sapienti d'ogni stato, grado, & conditione. "Terza edizione", 1589 (la prima è del 1562). Unito, dello stesso A.: "Libro dell?eloquenza", nel qual si vede per similitudine, la Virtù del dire degli Antichi Savi, & de Moderni Virtuosi, in ogni impresa honorata; di Guerra, di Stato & di Potenza. Risolvendo con le vere sentenze.., 1562, pp. 64, marca tipografica al frontesp. e grandi belliss. capilett. in silografia. "Prima edizione". Cfr. Bongi,II, p. 149: ?Sono sentenze di antichi e moderni, e concludenti con motti sentenziosi, scritti con disinvoltura; pregio che hanno tutte le composizioni, anche le più futili, di questo autore? - Adams,I, p. 363. Leggerm. corto del marg. sup., altrim. esemplare molto ben conservato.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Malavasi]
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        Observationes Anatomicae.

      Small 8vo, ff. (viii), 222. A few early MS marginalia. Light spotting and staining on the title and a tiny hole in the margin. Contemporary limp vellum, spine wrinkled and shrunk at the head, ties missing, several tears and small holes in the front endpapers. Generally a very clean copy in good original state, with the binding essentially undisturbed.

      [Bookseller: Nigel Phillips]
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        De Consilio sapientis in Forensibus causis adhibendo, libri IIII. A Pace Scala, iureconsulto patavino, conscripti. Eiusedem de Contractuum et ultimarum voluntatum compositione ad sensum Sapientis liber unus. Nunc denuo impressus, et ab ipso Auctore recognitus. Cum Indice capitum omnium librorum, & rerum mmemorabilium. Venetiis, Ex Officina Iordani Ziletti, ad signum Stellae, 1562

      In 4, [mm. 204 x 145], cc. 110 ? (6). In pergamena floscia, tre bindelle parzialmente conservate. Legatura leggermente allentata che fa scomparire le unghiature. Fissaggio dei nervi al piatto anteriore rinforzato con carta più recente. Al frontespizio ed in fine marca tipografica di Giordano Ziletti: stella cometa entro campo ovale, attorniata da sette stelle più piccole fra i raggi; sulla coda il cartiglio con il motto Inter omnes. Cornice architettonica molto elaborata (EDIT 16 marca U 110). Lavori di tarlo e qualche macchia al margine interno delle prime due carte ed al risguardo anteriore. La carte iniziali con la dedica a Bartolomeo Vitelli sono leggermente strappate, senza perdita di testo e presentano piccole mancanze al margine superiore bianco. Altri piccoli lavori di tarlo al margine interno dell?ultimo quinterno ed al risguardo posteriore Autore e titolo scritti ad inchiostro al taglio inferiore.

      [Bookseller: Editoriale Umbra]
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        Consilia et Tractatus Quorum Tabulam Secunda Pagina Indicat. Cum

      1562. Ferretti, Giulio [1480-1547]. Consilia et Tractatus Quorum Tabulam Secunda Pagina Indicat. Cum Summariis, & Copiosissimo Omnium Materiarum Indice, Nunc Primum in Lucem Veniunt. Venice: Apud Avantium, 1562. [iv], 48, 219, [1] ff. Main text in parallel columns. Quarto (8-1/2" x 6-1/2"). Contemporary limp vellum with lapped edges, hand-lettered title to spine. Some darkening to spine, minor chipping to head, a few small cracks along joints, hinges reinforced, vellum just beginning to crack through pastedowns, partial crack to text block between front endleaf and title page, a few other partial cracks elsewhere. Some toning, faint dampstaining in a few places, internally clean. * Only edition. Ferretti was a member of the College of Jurisconsults during the papacy of Clement VII [1478-1534]. This volume collects 31 of his canon-law consilia (analyses of disputed legal points, usually submitted by a judge). This volume was reissued in 1563. OCLC locates 3 copies of this imprint, 5 of the 1563 reissue. Copies located in North America at UC-Berkeley, which has the 1562 imprint, and the Library of Congress and University of Illinois, which have the 1563 imprint, and Harvard Law School, which has both. Not in Pazzaglini and Hawks. Censimento Nazionale delle Edizioni Italiane del XVI Secolo (EDIT16) CNCE 18857.

      [Bookseller: The Lawbook Exchange, Ltd. ]
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        Delle orationi volgarmente scritte da molti huomini illustri de tempi nostri. parte prima (-seconda). nella quale si contengono discorsi appartenenti a principi, a senatori, a capitani, et ad ogni altra qualita' di persone. raccolte rivedute et corrette... in venetia, rampazetto, 1562.

      Due parti in un volume di cm. 20, cc. (8) 192; (4) 116. Marchi tipografici ai frontespizi, testate ed eleganti capolettera. Solida legatura del tempo in piena pergamena rigida con titoli in oro su tassello al dorso. Piccole mende al dorso, rade arrossature, peraltro esemplare ben conservato. Una firma di possesso coeva al frontespizio. Impresso in elegante corsivo; si tratta della seconda edizione di un'opera che ebbe grande successo ed il cui originale risale al 1561.

      [Bookseller: Studio Bibliografico Benacense]
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        La Descrittione dell&#39;Africa

      1562. THE MAP THAT INFLUENCED THE CARTOGRAPHY OF AFRICA FOR MORE THAN A CENTURY AND A HALF. Copper-plate engraving: 191/8" x 241/2" Venice: Paolo Forlani, 1562. References: R.V. Tooley, "Maps in Italian Atlases of the Sixteenth Century," Imago Mundi 3 (1939), n. 67; David Woodward, The Maps and Prints of Paolo Forlani (Chicago, 1990), n. 10.01; Robert W. Karrow., Mapmakers of the Sixteenth Century and Their Maps (Chicago, 1993), 30/98.1. In 1546, the Venetian Council of Ten issued an order that a map of Africa be prepared for the "Sala del Scude" of the Palazzo Ducale (Doge&#39;s Palace). This task was entrusted to the most prominent Italian cartographer of the sixteenth century, Giacomo Gastaldi. More than two-hundred years later, in the 1760s, Gastaldi&#39;s map of Africa was painted over and the original lost to posterity. It was preserved, however, in the form of this splendid printed version, finely engraved and published by Paolo Forlani in 1562. Gastaldi (see also nos. 19-21, 23-26) was the principal cartographer of the Venetian school of mapmaking and one of the foremost geographers of the sixteenth century, rivaled only by his northern European counterpart, the great Gerard Mercator. A native of the Piedmont region, Gastaldi was official Cosmographer to the Venetian Republic. One of the foremost authorities on sixteenth-century European mapmakers, Robert Karrow, has described him as "one of the most important cartographers of the sixteenth century. He was certainly the greatest Italian mapmaker of his age." His colleague Paolo Forlani (see also nos. 14-15), who issued this printed version of Gastaldi&#39;s map of Africa, gained prominence in the Venetian map trade as an engraver and publisher. This map is a prime example of Forlani&#39;s finest work, characterized by crisp engraving, attention to detail and an elegant linear aesthetic. Africa had long held the European popular imagination and, like the New World, was the object of many voyages of discovery. From the early fifteenth century, the nautical school of Henry the Navigator had been extending Portuguese knowledge of the African coastline. In 1488 Bartolomeu Diaz rounded the Cape of Good Hope, and in 1497-1498 Vasco da Gama successfully landed at the southwestern coast of the Indian subcontinent. At the same time, Africa itself became a target for exploration, in part because the European discovery of the Americas in 1492 was followed by a surge in the slave trade. This industry, though a dark moment in history, did stimulate the production of better maps, and Gastaldi&#39;s delineation of Africa was perhaps the most accurate of its time.. Book.

      [Bookseller: Arader Galleries]
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        "Cælator Candido Lectori salutem. Accipe Candide lector absolutissimam Septentrionalium regionum Suetiæ, Gotiæ, Noruegiæ, Prussiæ, Pomeraniæ, Ducatus...M.D.LXII"

      Engraved map, 39x52cm Venice 1562 or later Separately published, but has probably been included in an Italian composite atlas in a "made-to-order" collection. Italy was a center of mapmaking during the mid-sixteenth Century and the cartographers "produced maps that possessed a characteristic style and elegance that raised cartography to new levels of artistry and accuracy" Ginsberg page 70. The map is based on Cornelis Anthonisz "Caerte van oostlant" from 1543 (see Ginsberg entry 11).. Contemporary laid down on paper in order to fit into a composite atlas of the "Lafreri-type". Narrow or no margins on the sides, on the lower right hand-side shaved c. 1mm into the engraved surface. A fine and delicate copy of an important collector's item. Ginsberg "Printed Maps of Scandinavia and the Arctic 1482 - 1601" Entry 20, state 2 with the date but no attribution to Camocio)

      [Bookseller: Kunstantikvariat PAMA AS]
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        Das sibend, acht vnd neünt Buch, des hochberühmbten Mathematici Euclidis Megarensis.Augsburg: Valentine Ottmar, 10 April 1555.

      Very rare first appearance of any part of Euclid's work in German, and one of the earliest vernacular editions (preceded only by Italian translations). This is a fine copy with a distinguished provenance.<br/><br/>Although this work contains only three of Euclid's 'books' 7-9, it contains essentially all of his results relating to arithmetic and number theory, and forms a coherent collection. The six earlier books, first published in German translation in 1562, treat the geometry of lines and circles, while the later books deal mainly with three-dimensional geometry. Book 7 deals strictly with elementary number theory: divisibility, prime numbers, and the Euclidean algorithm for finding the greatest common divisor and least common multiple. Here Euclid also establishes the fundamental theorem of arithmetic, that (in modern terms) every positive integer can be written as a product of primes in an essentially unique way. Book 8 deals with proportions in number theory and geometric sequences. Book 9 applies the results of the preceding two books. Here is Euclid's great proof that there are infinitely many prime numbers. He also gives the sum of a geometric series, and the construction of even perfect numbers (i.e. numbers that are equal to the sum of their divisors).<br/><br/>The editor of the present work, Johann Scheubel (1494-1570), was professor of mathematics at the University of Tübingen. Scheubel had earlier produced a Latin edition of Books I-VI (Basel, 1550); an arithmetic text, <i>De numeris et diversis rationibus seu regulis computationum opusculum</i> (Leipzig, 1545), in which he found binomial coefficients by means of a Pascal triangle a century before Pascal made that device famous; and an algebra text, <i>Algebrae compendiosa facilisque descriptio</i> (Paris, 1552).<br/><br/> Provenance: 1. Jakob Fugger (1542-98), member of the famous German family of merchant princes. Then the richest family in Europe, the Fuggers were generous patrons of the arts and learning and philanthropists, notably at Augsburg, their principal residence. Their fortune was largely built on a virtual monopoly in the mining and trading of silver, copper, and mercury. 2. Constantin Caratheodory (1873-1950) was a distinguished mathematician who made significant contributions to the theory of functions, the calculus of variations and measure theory. He held a number of academic posts, eventually succeeding Felix Klein at Göttingen. <br/><br/>Very rare: No copies in the major collections of Macclesfield, Honeyman, Horblit, or De Vitry. The last collection included just under 200 editions of Euclid. We can locate no auction records from the past 50 years. OCLC: Brown, Columbia, British Library, National Library of Wales. <br/><br/>Thomas-Stanford, C. Early editions of Euclid's Elements, XVI (p. 54); Steck, M. Bib. Euclideana, III.54 (p. 65); Grässe, II, p. 513; Riccardi, P. Bib. Euclidea, p. 19, no. 1555. Not in Schweiger, STC German, or Adams.. 4to: 203 x 145 mm. Pp. [12, last two blank], CCXXXIIII, [6, last two blank], woodcut diagrams in text. Contemporary German calf gilt, title of work and super ex-libris of Jakob Fugger; 'iac f' lettered in gilt on upper cover, edges gilt and gauffered, some light browning, lacking two pairs of ties, spine damaged at head and foot, corners slightly worn, remains of blue and yellow silk ties. Bookplate of Constantin Caratheodory on front paste-down. A fine and unsophisticated copy

      [Bookseller: Sophia Rare Books]
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