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         Du Royaume de Jesus Christ Nostre Sauveur. Par M. Martin Bucer. Au Roy d'Angleterre Edoüard, sixieme de ce nom. II. Livres tres-utiles & necessaires non seulement à tous Theologiens & Jurisconsultes, mais aussi à tous ceux qui sont commiz au gouvernement des Republiques et Communautez

      Geneve (Geneva): Jaques (sic) Berthet, 1558. First French language edition. Hardcover. f to vg. 24mo (5 1/4 x 3 1/2"). [16], 582, [8]pp. Contemporary full parchment, with handwritten lettering to spine. Decorative woodcut initials. Striking publisher's device to last page, with motto "De mort à vie" (from death to life). Originally published in 1550 in Latin, under the title "De Regno Christi" (On the Kingdom of Christ), "Du Royaume de Jesus Christ Nostre Sauveur" is the first French language edition of Martin Bucer's opus magnum. A major work of 16th-century theology, the book represents the culmination of Bucer's many years of experience, a summary of his thought and theology that he describes as his legacy. In it Bucer urges king Edward VI to take control of the English Reformation, and proposes that Parliament introduces fourteen laws of reform, covering both ecclesiastical and civil matters. Binding age-toned, rippled, with sporadic closed tears along edges. Previous owner's inscription dated 1867 on inside of front cover. Book block mostly detached from binding. Contemporary previous owner's name and inscription to title (not affecting lettering). Minor and clear water-staining at lower margin of very first leaves (not affecting lettering). Text in French. Binding in overall fair, interior in good+ to very good condition. About the author: Martin Bucer (1491-1551) was a German Protestant reformer based in Strasbourg who influenced Lutheran, Calvinist, and Anglican doctrines and practices. Bucer was originally a member of the Dominican Order, but after meeting and being influenced by Martin Luther in 1518 he arranged for his monastic vows to be annulled. He then began to work for the Reformation, with the support of Franz von Sickingen.

      [Bookseller: Eric Chaim Kline - Bookseller ]
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         Dictionarium Ambrosii Calepini, magno omnis generis vocum auctario, postremo nunc locupletatum & recognitum. guae latinae.

      1558 - Una cum Conradi Gesneri, sive propriorum nominum serie copiosisima. Basileae 1558. Ex Officina Hieronymi Curionis , Impensis Henrici Petri. (22 x 15 cm), k. [821], opr. sk. z epoki. Zapiski z epoki, karta tyt. podklejona. Stan dobry. Druk dwuszpaltowy w układzie alfabetycznym. Słownik łaciński z dodatkami greki, wydawany wielokrotnie od 1502, tu z dodatkiem K. Gesnera. Calepinus A. (1435 - 1511), sławny lexykograf. Wstąpił do zakonu św. Augustyna, gdzie całe życie poświęcił pracy nad słownikiem składającym się z 11 języków. Na pamiątkę jego wielkiej pracy, słowniki zwano "kalepinami". Rzadkie. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Antykwariat Wójtowicz]
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         Postillae seu Enarrationes Epistolarum atque Evangeliorum, quae diebus sacris per totum anni circulum in Ecclesia proponuntur á V. P. Antonio à königstein Guardiano Neomagensi, fideliter et diligenter conscriptem, omnibus ideoque verbi Die ministris perne cessariae, [Pars hyemalis, Pars aestivalis; 2 Teile in einem Band].

      Maternum Cholinum, Coloniae [= Köln] 1558 - VD16 B 8380 (nur drei Standorte: Düsseldorf, Erfurt, Stuttgart). - Provenienz: Franziskanerkloster Dietfurt an der Altmühl ("In Usum Conventus Dietfurtensis"), das von 1660 bis 1802 bestand; mit (teils getilgten) handschriftlichen Besitzvermerken auf dem vorderen Innenspiegel. - Berieben und bestoßen, Vorderdeckel angebrochen (aber stabil), die Schließbänder nicht mehr erhalten, fliegender Vorsatz und erstes Blatt etwas fleckig, Titelblatt zum ersten Teil (Pars hyemalis) fehlt, fester Buchblock, innen sauber und nahezu fleckenfrei, insgesamt guter Gesamteindruck. [7 (von 8)], 312; [4], 361 [recte: 360] Blatt; Schweinslederband der Zeit auf vier echten Bünden mit Resten von zwei Schließen, Rollenstempel auf den Deckeln (Heiligenrolle), Rücken später überklebt und mit handschriftlichem Rückentitel und -signatur; klein-8vo (15,1 x 9,6 cm). 1202 Gramm. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Antiquariat Tautenhahn]
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         Repetitio Legis Imperialem de prohib. Feud. Alien. Per fede

      Apud Hipp. Salvianum, 1558. LATINO 1,56 Bella cinquecentina in folio rilegata in tutta pergamena con titolo manoscritto scolorito al dorso, con 4 nervature. Firma d' appartenenza alla carta di guardia, alcune sporadiche sottolineature. Testo su due colonne, presente segnatura dei fascicoli, numerazione consequenziale solo alla pagina destra, a fine volume indice ed errata corrige, formula conclusiva dell' autore disposta a triangolo rovesciato. Normale fioritura del tempo, bell' esemplare raro e ricercato USATO

      [Bookseller: Biblioteca di Babele]
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         Sei libri della cosmografia universale.

      In folio (cm 31,5); legatura coeva in pelle di scrofa su assi di legno con ricche impressioni a secco, dorso a sei nervi scoperti (fermagli solo in parte conservati, piccole mancanze e spellature); pp. (24), 14 carte geografiche su doppia pagina, 1237 [i.e. 1259], (1). Con circa 930 figure in legno nel testo (in parte ripetute), tra cui un mappamondo sul frontespizio, il ritratto dell'autore al verso del titolo, 38 vedute e piante su doppia pagina e 3 vedute su quattro pagine più volte ripiegate. Marca tipografica al verso dell'ultima carta. Piccoli timbri sul margine inferiore del frontespizio, buco di ca. 2 cm a p. 172 con perdita di parte incisa, leggero alone nel margine superiore al centro del volume, per il resto bellissima copia genuina e marginosa in legatura strettamente coeva.RARA PRIMA EDIZIONE IN ITALIANO della più importante e celebre cosmografia del Rinascimento; un'opera che dalla sua prima apparizione nel 1544 fino all'ultima edizione del 1628, ebbe una straordinaria influenza in tutta Europa, venendo ristampata per ben 35 volte e tradotta in cinque lingue diverse.EDIZIONI. La prima edizione della Cosmographia uscଠnel 1544 dai torchi di Heinrich Petri con testo tedesco. Nuove edizioni aumentate apparvero nel 1545, 1546 e 1548, tutte sempre in lingua tedesca. Risale invece al 1550 la versione definitiva dell'opera prodotta da Münster prima di morire. Questa edizione, uscita contemporaneamente in latino e tedesco e considerevolmente aumentata nel testo e nell'apparato iconografico, costituଠla base di tutte le successive ristampe (in latino, tedesco, italiano, francese e ceco) che furono pubblicate fino al 1572.A partire dall'edizione tedesca del 1572 fu infatti aggiunto del nuovo materiale che Münster aveva raccolto prima di morire, ma non aveva fatto in tempo ad includere nella sua ultima versione: il nuovo materiale era affiorato dopo la morte di sua moglie avvenuta in quell'anno. Con l'edizione del 1572, apparsa sia in tedesco (la versione tedesca fu nuovamente stampata nel 1574 e nel 1578) sia in latino (ultima in questa lingua), finଠil totale controllo della casa editrice basileese di Heinrich Petri sulla Cosmographia; ad eccezione dell'edizione ceca del 1554 stampata a Praga, tutte le altre edizioni erano infatti uscite dai suoi torchi.Nel 1575 Franà§ois de Belleforest curಠuna riedizione in francese, contenente più di seicento nuove pagine riguardanti la Francia, e nello stesso periodo apparvero due nuove edizioni italiane, una stampata a Colonia nel 1575, l'altra a Venezia senza data ma verosimilmente dello stesso anno. Queste due edizioni italiane, basate su quella del 1558, non presentano aggiornamenti ed integrazioni (l'ultima data citata nel testo risale alla fine del 1557), ma furono in compenso parzialmente censurate.L'edizione italiana del 1558 presenta la stessa dedica a Carlo V della definitiva edizione latina del 1550; modifica perಠla data da marzo 1550 a marzo 1558. Il colophon sull'ultima carta recita che l'edizione fu stampata nel marzo del 1558 a spese di Heinrich Petri, la cui marca figura al verso della stessa carta. L'edizione italiana del 1558 è inoltre l'ultima edizione della Cosmographia ad indicare il Sud America con la dicitura ''Insula Atlantica quam vocant Brasilij et Americam'', successivamente ribattezzata ''Nova Insula Atlantica'' (cfr. H.J.W. Horch, Bibliographische Notizen zu den Ausgaben der 'Kosmographie' Sebastian Münsters in italienischer Sprache, in: ''Gutenberg Jahrbuch'', 1976, pp. 237-247).GENESI DELL'OPERA. Quello che Sebastian Münster riuscଠa realizzare in poco più di venticinque anni, da quando nel 1526 cominciಠad abbozzare il suo primo progetto di patria illustrata, ossia di descrizione storico-geografica e cartografica della Germania, sino al 1550 (anno della sua ultima edizione della Cosmographia) e, ancora oltre, fino alla morte, raccogliendo nuovo materiale per ulteriori aggiornamenti, ha quasi del prodigioso.Erede allo stesso tempo sia della tradizione geografica antica di matrice matematica che, facendo capo a Claudio Tolomeo, aveva trovato nel primo Cinquecento degni eredi quali Pietro Apiano e Gemma Frisio, sia di quella di stampo corografico-descrittivo che aveva in Strabone e Plinio il Vecchio i due cardini fondanti, Münster raccolse l'appello di Conrad Celtis, che nel 1492 durante una lezione tenuta a Ingolstadt aveva esortato gli umanisti tedeschi a realizzare per la Germania quello che gli Italiani avevano fatto per il loro paese (i riferimenti principali erano in questo senso l'Italia illustrata di Flavio Biondo e l'Europa di Enea Silvio Piccolomini), proponendo uno sforzo collettivo verso la realizzazione di una Germania illustrata, ossia di una descrizione storico-geografico-cartografica attualizzata dei paesi di lingua tedesca, che rendesse finalmente giustizia delle virtù e dell'intraprendenza di quei popoli che dopo Tacito non avevano più avuto un vero storico.Jacob Wimpfeling fu uno dei primi a raccogliere l'appello di Celtis, pubblicando nel 1505 l'Epitoma rerum germanicarum usque ad nostra tempora. Ma fu solo con la generazione successiva e, soprattutto, nell'ambito della cosଠdetta Sodalitas Basiliensis, formatasi intorno alla carismatica figura di Erasmo durante il suo soggiorno a Basilea, che il progetto della patria illustrata progredଠin modo significativo. Storici, geografi ed umanisti di lingua tedesca, quali Heinrich Glareanus (autore di un fortunato manuale intitolato De Geographia, Basilea, 1527), Aegidius Tschudi (la cui celebre De prisca ac vera alpina Rhaetia, descrizione storico-geografia dei Grigioni, fu stampata a Basilea nel 1538 per le cure di Sebastian Münster, che la tradusse anche in latino, e con la complicità di Beatus Rhenanus), lo stesso Beatus Rhenanus, Joachim Vadian (professore a Vienna ed curatore di importanti edizioni di Plinio il Vecchio e Pomponio Mela), Simon Grynaeus (cui si deve il Novus Orbis, 1532, al quale collaborಠcome cartografo lo stesso Münster), Johannes Strumpf (autore di una Chronik della Svizzera, apparsa a Zurigo nel 1548) e molti altri, tutti amici e collaboratori in diversa misura di Münster, seppur con scopi e metodi differenti, attraverso una stretta cooperazione ed un grande entusiasmo, contribuirono enormemente a portare avanti l'ambizioso progetto, raccogliendo materiale e mettendolo a disposizione dei colleghi.Il primissimo abbozzo della Cosmographia si ebbe nel 1524, quando Münster e Beatus Rhenanus (entrambe renani), incontrandosi a Basilea, progettarono di scrivere una descrizione delle regioni tedesche attraversate dal Reno. Münster, che in quegli anni divideva il suo tempo fra Basilea e Heidelberg, cominciಠa intraprendere le prime escursioni scientifiche per raccogliere materiale e compiere misurazioni. Consapevole della vastità del progetto, nel 1528 pubblicಠuna Vermanung an alle Liebhaber der Künstenn im Hilff zu thun zu warer und rechter Beschreybung Teütscher Nation, che uscଠal seguito della sua Erklerung des newen Instruments der Sunnen (una delle sue pubblicazioni scientifiche sulle meridiane). Si trattava di una vera e propria richiesta di aiuto e collaborazione per un progetto che, nel frattempo, dai confini renani si era già esteso a tutta l'area tedesca e che presto avrebbe valicato anche quei confini per coprire tutta l'Europa ed infine tutto il mondo.I metodi utilizzati da Münster per raccogliere materiale erano essenzialmente tre: i viaggi da lui stesso compiuti, le informazioni tratte dalle opere a stampa o manoscritte circolanti ai suoi tempi e la collaborazione degli altri.Per quanto riguarda i viaggi, Münster compଠsvariate escursioni scientifiche in Svizzera e in varie parti della Germania, soprattutto renana, ma non si spinse mai oltre quei confini. Durante questi viaggi, raccontati spesso in prima persona nella Cosmographia, egli compiva rilevamenti e misurazioni con il sistema allora in uso della triangolazione che egli contribuà¬, tra l'altro, a migliorare e sul quale si sofferma per un intero capitolo dell'opera; incontrava umanisti e studiosi di altre zone con i quali poteva confrontarsi; esaminava nuove biblioteche alla ricerca di libri che gli potessero essere utili; visitava monasteri allo scopo di raccogliere documenti e cronache inedite. Münster continuಠa viaggiare anche dopo l'uscita della Cosmographia, provando su di sé i vantaggi di essere ormai diventato un autore conosciuto ed apprezzato, in quanto spesso veniva ospitato ed accolto con un trattamento solitamente riservato a persone di maggior prestigio sociale.Risiedendo in uno dei maggiori centri editoriali del tempo, Münster aveva poi la possibilità di venire a conoscenza dell'esistenza di certe opere prima di molti altri. Come docente universitario, incontrava quotidianamente colleghi e studenti provenienti da fuori che giungevano a Basilea per un breve periodo, mentre, come collaboratore editoriale, poteva mettere le mani su tutti i numerosissimi testi che passavano per le officine tipografiche della città in vista di una futura pubblicazione. Senza contare poi il fatto che, essendo Basilea la più tollerante tra le città riformate della Svizzera, per le sue strade si potevano incontrare molti dei rifugiati cattolici scappati dalla Francia e dall'Italia per motivi religiosi.Ma, data la vastità dell'impresa, il più efficace dei sistemi di reperimento del materiale fu senz'altro la collaborazione altrui. Münster scriveva svariate lettere al giorno per richiedere e sollecitare a colleghi, principi, uomini di chiesa e reggenti l'invio di materiale (relazioni, documenti, genealogie, cronache, descrizioni e, soprattutto, mappe e carte geografiche) relativo alle loro zone. Il destinatario veniva lusingato dall'idea di vedere la propria città , la propria famiglia o il proprio monastero celebrati in una grande opera di respiro europeo.L'aiuto maggiore giunse naturalmente dai membri di quella respublica litterarum che condividevano la stessa passione e gli stessi obiettivi di Münster. Figure come Konrad Pellikan, Beatus Rhenanus, Bonifacius Amerbach, Konrad Peutinger, Heinrich Glareanus, Joachim Vadian, Aegidius Tschudi, Wolfgang Lazius, Willibald Pirkheimer, Johann Aventin, Johannes Schöner, Conrad Gessner, Konrad Lycosthenes e Johannes Honter (solo per citarne alcuni), attraverso un fitto scambio epistolare con l'autore, diedero un fondamentale contributo alla realizzazione dell'opera. In alcuni casi Münster giunse persino ad inserire direttamente veri e propri passi di altri autori sui loro luoghi di origine, come per esempio quello di Hieronymus Bonerus su Colmar (illustrata nella Cosmographia da una bellissima veduta) o come quello di Johannes Fischart su Francoforte.Oltre agli studiosi, Münster fece appello anche ai consigli municipali delle molte città europee e ai vari reggenti d'Europa, ai quali richiedeva (e spesso otteneva) non solo materiale di prima mano, ma anche finanziamenti e protezioni.Una volta ottenuta una tale ingente messe di informazioni, Münster dovette vagliare, dove possibile, riorganizzare e riscrivere tutto il materiale. Anche per quanto riguarda la parte iconografica, egli utilizzಠsଠdisegni pervenutegli da tutti gli angoli d'Europa, ma gran parte di essi furono da lui rielaborati, senza contare quelli realizzati integralmente da lui durante i suoi viaggi.Münster si occupಠpersonalmente anche della parte più prettamente cartografica, realizzando sia le grandi carte generali che gran parte di quelle regionali. Prima della pubblicazione della Cosmographia nel 1544, egli aveva già maturato una vasta esperienza come cartografo, non solo limitandosi a copiare carte preesistenti ma anche delineandone di nuove, come il mappamondo inserito nell'edizione del 1532 del Novus Orbis di Simon Grynaeus che è ispirato a quello di Waldseemüller del 1507 oppure la carta della Svizzera allegata all'opera di Tschudi del 1538. Münster pubblicಠinoltre nuove edizioni di Solino, Pomponio Mela e Tolomeo (rispettivamente nel 1538 e nel 1540), corredandole di un vasto apparato cartografico, che sarà poi in parte riutilizzato anche per la Cosmographia.Dopo la pubblicazione del Tolomeo nel 1540, Münster cominciಠa stringere i tempi sulla Cosmographia. I quattro anni seguenti furono i più difficili: il reperimento del materiale era spesso esasperante e richiedeva frequenti solleciti; i rapporti con il Petri, che si sobbarcಠquasi interamente il rischio d'impresa, si facevano a volte molto tesi a causa dei costi altissimi che andavano sempre più lievitando (lo stesso Münster nel 1548 calcolಠche il solo costo degli illustratori era pari a 600 fiorini, ossia dieci volte superiore al salario da lui percepito nel 1528 come docente universitario); gli impegni di docenza gli portavano via molto tempo; lo preoccupava inoltre la concorrenza del progetto per molti versi simile che Johannes Strumpf stava portando avanti negli stessi anni, quella Chronik che sarebbe poi apparsa solo nel 1548.Nonostante tutto questo, nell'autunno del 1544, seppur non completa come la desiderava il suo autore, la Cosmographia si trovava in vendita tra i banchi della fiera di Francoforte. E fu subito un grandissimo successo anche commerciale, ripagando ampiamente gli investimenti del Petri.Münster continuಠtuttavia a lavorarci sopra, introducendo nuovo materiale e perfezionando nella qualità ed aumentando nel numero le illustrazioni. Se la prima edizione del 1544 contava 640 pagine, 520 illustrazioni e 24 mappe su doppia pagina, la definitiva edizione del 1550 raddoppiಠil numero delle pagine (1233) e delle figure nel testo (910). Solo le carte geografiche iniziali, riprese dalla Geografia del 1540 e reincise, furono ridotte a 14 (cfr. H.L. Ruland, A Survey of the Double-page Maps in Thirty-Five Editions of the 'Cosmographia Universalis' 1544-1628 of Sebastian Münster and in his Editions of Ptolemy's 'Geographia' 1540-1552, in: ''Imago Mundi'', 16, 1962, p. 89).Per l'incisione in legno delle mappe e delle figure Münster si servଠdi vari artisti, a volte commissionando loro anche solo una singola figura. I principali sono: Hans Holbein, che tuttavia abbandonಠpresto il progetto e si trasferଠin Inghilterra; Conrad Schnitt, che incise molte vedute di città ; David Kandel; e, soprattutto, Hans Rudolf Manuel Deutsch, a cui si deve la maggior parte delle vedute di città e delle altre illustrazioni di maggior formato.Lo straordinario successo della Cosmographia fu senza dubbio dovuto anche alla grande qualità delle immagini, che alzarono notevolmente il livello per questo tipo di pubblicazioni. Se nel Liber Chronicarum dello Schedel i profili delle città riprodotte erano piuttosto vaghi e a volte erano pure ripetuti, la precisione delle vedute proposte dal Münster raggiunse il massimo di verosimiglianza ottenibile a quei tempi. Per di più, questi introdusse importanti innovazioni tecniche come quella di inserire la descrizione delle tavole componendo il testo con caratteri mobili esterni al blocco di legno della figura; in questo modo la matrice poteva essere riutilizzata indipendente dal testo, il quale quindi poteva essere corretto nelle ristampe successive oppure variato per le traduzioni.Anche le carte geografiche di Münster ebbero una notevole influenza; ad esse esplicitamente si rifecero, tra gli altri, il Mercatore e l'Ortelio.Le immagini intercalate nel testo, intagliate appositamente per la Cosmographia, si dividono in due gruppi principali: quelle più rozze che raffigurano scene generiche e sono quindi riutilizzate più volte; e quelle più specifiche che raffigurano stemmi araldici, ritratti di sovrani e uomini famosi, eventi storici e fenomeni naturali di particolare rilevanza, animali esotici e attività umane specifiche di una zona, che si segnalano per la loro maggior precisione ed verosimiglianza.CONTENUTI. La Cosmographia del Münster, che per certi versi puಠessere considerata come una vasta enciclopedia di tutto il sapere storico-geografico del tempo, si presenta come una ''periegesis'', ossia come un pellegrinaggio o viaggio intorno al mondo che si sviluppa luogo per luogo. Il mondo è diviso in continenti; i continenti sono suddivisi in territori più piccoli, i quali a loro volta sono composti da specifici luoghi geografici che l'autore idealmente attraversa come in un viaggio.Gran parte dell'opera è dedicata all'Europa (84% del totale, contro il 12% per Asia e Nuovo Mondo e il 4% per l'Africa). In Europa il 18% è riservato a Gran Bretagna, Spagna, Francia e Italia, il 15% ai paesi del nord e ben il 48% alle regioni di lingua tedesca. Il restante 3% forma il libro primo, in cui si trovano istruzioni generali di carattere matematico, fisico-geografico e cartografico.Il metodo periegetico aveva il grande vantaggio di permettere una facile memorizzazione della grande messe di informazioni che Münster, in quanto praeceptor, metteva a disposizione dei suoi lettori per il loro apprendimento; nello stesso tempo, permetteva al lettore di non smarrirsi nei meandri delle digressioni e divagazioni varie che rendono l'opera apparentemente un po' caotica, ma ne costituiscono uno dei principali motivi di attrazione.Münster, finché fu in vita, si interessಠdirettamente anche dell'impaginazione dell'opera, volendo che fosse ricca di titoli e titoli correnti per aiutare il lettore a capire in quale punto del viaggio si trovava durante la lettura, nonché di immagini nel testo che rendessero la narrazione più agevole ed accessibile.Lo stile è molto vario e passa dalla severità professorale alla levità colloquiale, adeguandosi alla grande varietà di contenuti. Non infrequenti sono infatti nel testo aneddoti e piccoli racconti personali che animano la narrazione.Nel descrivere una regione o una città , Münster segue solitamente un ordine prestabilito: prima viene la geografia (mappa, veduta e descrizione corografica); seguono quindi l'etimologia del nome e le sue versioni in altre lingue (cosa fondamentale per evitare malintesi ed ambiguità e per collegare la storia antica alla geografia moderna), le risorse del territorio (Münster è particolarmente interessato a tutto ciಠche è utile all'uomo come i metalli o le acque termali, i prodotti della terra, il cibo, il vino, la fertilità del suolo, gli animali), i monumenti (monasteri, castelli, palazzi, chiese, ecc.) ed infine le notizie storiche.Da un punto di vista prettamente geografico e cartografico, non solo per i meriti già sopra ricordati nel campo della misurazione delle distanze e della triangolazione e nel campo della tecnica da lui introdotta nella stampa delle carte con testo in caratteri mobili, Münster fu un grande innovatore. L'uso che egli fece dei diagrammi nella illustrazione delle miniere o l'uso dei simboli nella mappa della Boemia per distinguere le diverse confessioni religiose della varie località sono senza precedenti. Münster fu inoltre il primo geografo ad introdurre mappe separate per ciascuno continente; a fornire la prima carta separata delle Isole britanniche e la prima in assoluto della Scandinavia; il primo infine a citare le fonti da lui utilizzate per le carte non tolemaiche.Le 14 mappe poste all'inizio del volume, una sorta di piccolo atlante volto a dimostrare attraverso la precisione matematica e l'uniformità di proiezione l'alto valore scientifico dell'opera, contengono: un mappamondo moderno, un mappamondo tolemaico, una carta dell'Europa, quindi la Spagna, la Francia, la Germania, la Svevia e la Baviera, la Polonia e l'Ungheria, l'India, l'Africa, il Nuovo Mondo, la Grecia, la Svizzera e il Reno, la Boemia.Le 54 carte inserite nel testo (su quattro, due o singola pagina) sono invece molto diverse. Talvolta anche abbastanza piccole, presentano sovente una prospettiva a volo d'uccello che mette in evidenza le città e i rilievi. Esse sono pensate per accompagnare il testo e intendono quindi dare un maggior senso di spazialità seppur a scapito della precisione matematica.In un epoca in cui era ancora dibattuto se l'America fosse un continente oppure un'isola, nella Cosmographia Münster propende decisamente per la seconda ipotesi, presentando l'America come un'isola all'interno di un mondo tripartito, formato da soli tre continenti. Nella carta riservata al Nuovo Mondo, questo figura quindi come separato dall'Asia, ma non assurge nella visione geografica di Münster allo stesso livello di importanza di Asia, Africa ed Europa. All'America è poi riservata solamente una piccola sezione inserita fra le descrizioni dell'Asia e dell'Africa. D'altra parte, l'America, come del resto l'Oceania, fu non solo scoperta, ma anche inventata attraverso un lungo dibattito riguardante la sua identità , che alla fine non vide certo prevalere l'opinione di Münster.Â"Münster constructed America as part of a larger geographical space - an archipelago from the Canaries to the Moluccas. In so doing, he connected it to one of the pressing issues in international politics and commerce: the search for sea-routes to the Spice-Islands that enabled one to bypass and undercut the overland spice trade... Münster's interpretation of the geography of half the globe along commercial lines indicates awareness of the interests of the many German merchants and financiers in the spice tradeÂ" (S. Davies, America and Amerindians in Sebastian Münster's 'Cosmographiae universalis libri VI' (1550), in: ''Renaissance Studies'', 25, nr. 3, 2011, pp. 368-369).La storia, umana e naturale, interessa a Münster in egual misura della geografia e della topografia. In particolare, egli si preoccupa di delineare i cambiamenti storici (spostamenti ed evoluzione dei popoli, ascese e cadute di regni ed imperi, trasformazioni del paesaggio) che ogni territorio ha attraversato durante i secoli. Nel fare cià², non dimentica mai di menzionare le proprio fonti e di confrontarle fra loro, quando possibile.Münster viene inoltre a giusto titolo considerato come il padre dell'etnografia e dell'antropologia comparata, in quanto egli descrive e compara caratteristiche somatiche, leggi, costumi, cerimonie, pratiche educative, abilità , attività artigianali, modi di vestire e abitudini alimentari di tutti i popoli che affronta. Per quanto riguarda la religione, egli si limita a descrivere il credo e le pratiche di una certa regione, senza entrare nel merito delle questioni confessionali, al punto che il suo apprezzamento va spesso anche a popoli non cristiani, purché ingegnosi e civili sotto altri aspetti, come per esempio i Turchi.Da ogni pagina della Cosmographia trapela l'amore di Münster per il sapere e la conoscenza come valori fondanti di una società socialmente stabile, pacifica e tollerante. In questo senso, abbraccia in toto gli ideali umanistici che erano a fondamento della respublica litterarum, di cui egli era un membro orgoglioso.Più in particolare, Münster celebra la vita e l'opera di singoli studiosi, descrivendone gli scritti principali e tracciandone una breve biografia. Oltre ai grandi del passato, si sofferma soprattutto su glorie patrie come Erasmo da Rotterdam, Jacob Stöffler, Conrad Celtis, Johannes Reuchlin, Beatus Rhenanus, ecc.Nonostante il rigore scientifico e lo scrupolo filologico applicati da Münster nella sua opera, affiorano talvolta nella Cosmographia, soprattutto nelle sezioni dedicate ai paesi lontani dell'Asia, dell'Africa e del Nuovo Mondo, molti di quegli aspetti favolosi relativi sia al mondo animale (mostri marini, creature immaginarie, ecc.), sia al mondo umano (cannibali, racconti meravigliosi, ecc.), cosଠtipici della letteratura medievale, che non ci si aspetterebbe di trovare in un'opera siffatta (cfr. M. McLean, The 'Cosmographia' of Sebastian Münster. Describing the World in the Reformation, St. Andrews, 2007, passim).LA VITA. Sebastian Münster nacque a Ingelheim (Renania-Palatinato) nel 1488. Il padre, Spitalmeister della cittadina, fu in grado di provvedere all'istruzione superiore di almeno due dei suoi figli, tra cui Sebastian. Dopo i primi rudimenti del trivium appresi a Ingelheim, questi continuಠi proprio studi ad Heidelberg, dove presso il Generalstudium dei Francescani si dedicಠalla logica, alla cosmologia, alle matematiche, alle scienze naturali e alla teologia.Nel 1506 entrಠnell'Ordine francescano. Nello stesso periodo soggiornಠa Lovanio e Friburgo, dove, sotto la guida di Gregor Reisch, per la prima volta attuಠquella inusuale combinazione di studi ebraici, studi biblici e geografia, che lo avrebbe contraddistinto per tutta la vita. Nel 1509 fu mandato presso il monastero di St. Katharina a Rufach, dove, grazie all'insegnamento di Konrad Pellikan, Münster fece rapidi progressi nella conoscenza della lingua ebraica; progressi che avrebbe successivamente consolidato grazie alla collaborazione con lo studioso ebreo Elia Levita.Quando nel 1511 Pellikan fu mandato a Pforzheim, Münster lo seguà¬, approfittando dell'occasione per visitare la biblioteca di Reuchlin a Stoccarda e per fare la conoscenza di Wolfgang Capito, che viveva nella vicina Bruchsal.Ma fu solo dopo il suo trasferimento a Tubinga alla fine del 1514, che Münster incontrಠcolui che si sarebbe rivelato decisivo per la sua istruzione in campo scientifico, ossia Johannes Stöffler. Questi, insieme a Pellikan, fu l'unico tra i suoi maestri a cui Münster si rivolse sempre con l'appellativo di ''Praeceptor fidelissimus''. A Tubinga questi cominciಠanche ad insegnare ed incontrಠper la prima volta Philipp Melanchthon.Nel 1518 Münster giunse per la prima volta a Basilea, rimanendovi fino al 1521. Qui cominciಠla sua carriera di correttore, traduttore ed editore per conto di Adam Petri. Nonostante nella città svizzera avesse trovato un ambiente intellettuale ed umano a lui particolarmente consono, nel 1521 fu costretto dal suo Ordine a trasferirsi a Heidelberg, dove insegnಠper quattro anni l'ebraico e fu impegnato nella stesura di importanti opere lessicografiche in greco, ebraico ed aramaico.In quegl'anni Münster, non appena poteva, si recava a Basilea per trovare gli amici. Ma fu solo nel 1529 che egli prese la drastica decisione di lasciare l'abito e trasferirsi definitivamente a Basilea. Qui continuಠla sua attività di ricerca in campo geografico e continuಠad approfondire la sua conoscenza dell'ebraico attraverso l'insegnamento e la pubblicazione di altre significative opere lessicografiche. Si propose inoltre l'ambizioso progetto di curare un'edizione della Bibbia nella sua lingua originale.Se nel campo degli studi ebraici Münster fu un gigante che costruଠun vero e proprio ponte fra due culture, non meno significativi furono i suoi contributi in campo matematico ed astronomico.Dal suo arrivo a Basilea Münster abbracciಠdi fatto il credo protestante, benché egli non dimostrasse mai una particolare propensione verso i dibattiti di natura confessionale. Nel 1529 Johannes Oecolampadius, con il consenso del consiglio cittadino, gli assegnಠla cattedra di ebraico, mentre quella di greco fu data all'amico Simon Grynaeus.Münster mantenne il suo incarico per tutta la vita, affiancando all'attività di docente quella di collaboratore editoriale per Heinrich Petri e Hieronymus Froben. Rivestଠpoi anche altri ruoli istituzionali, tra cui quello di rettore dell'università negli anni 1547-1548.A Basilea, oltre che dei suoi studenti, con i quali viveva a contatto quotidiano, ospitandoli talvolta anche a casa sua, Münster poteva godere della compagnia dei membri della cosଠdetta Sodalitas Basiliensis, che si era formata anni prima intorno alla carismatica figura di Erasmo. Senza tutti questi contatti (studenti, viaggiatori, stampatori, umanisti, rifugiati, mercanti, ecc.), che solo in una città come Basilea si potevano incontrare con tanta frequenza, egli sarebbe difficilmente riuscito a portare a termine la sua Cosmographia. Münster morଠdi peste a Basilea nel 1552 (cfr. H.K. Burmeister, Sebastian Münster. Versuch eines biographischen Gesamtbildes, Basel-Stuttgart, 1963, passim).BIBLIOGRAFIA. VD16, M-6712; J. Sabin, Dictionary of Books Relating to America. From the Discovery to the Present Time, New York, 1956, nr. 51402; K.H. Burmeister, Sebastian Münster. Eine Bibliographie, Wiesbaden, 1964, p. 85, nr. 99. .

      [Bookseller: Libreria Govi Alberto]
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         Eis ta apora tes theias graphes kat eklogen. Exedothe epimeleia te epiphanestatou proedrou Ioannou Pikrou (graece).

      Paris, Jacob Puteanus (Jacques du Puys), 1558. - 4°. 2 Bll., 205 SS. Pergamentband aus altem Material Adams T 491; Hoffmann III, 496. Editio princeps des griechischem Textes mit kurzer lateinischer Vorrede des Herausgebers Jean Picot (gest. 1565), der erklärt, nur ein einziges dazu noch fehlerhaftes Manuskript für die Texterstellung zur Verfügung gehabt zu haben. Eine lateinische Übersetzung erschien erst später separat. - Theodoret (393-460) war Bischof von Kyrrhos und ein wichtiger Kirchenhistoriker, der unter anderem die grosse Darstellung des Eusebius fortsetzte. Der vorliegende Kommentar erklärt schwierige Stellen der Bibel (lateinischer Standardtitel: quaestiones selectae in loca difficilia Scripturae sacrae). "- Titel recto und verso mit älteren Stempeln (ausgeschieden in Kiel), nur Titel und letztes Blatt angestaubt, sonst nur gering fleckig, meist innen sauber. Einband gewellt. [Attributes: First Edition]

      [Bookseller: Antiquariat Thomas Rezek]
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         CATULLUS ET IN EUM COMMENTARIUS M ANTONII MURETI AB EODEM CORRECTI ET SCHOLIIS ILLUSTRATI, TIBULLUS ET PROPERTIUS

      VENETIIS, 1558. RILEGATO. BUONO. 12 17. USATO

      [Bookseller: Controcorrente Group srl BibliotecadiBab]
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         Celeberrimi Commentarii in regulas Iuris Pontificii. Cum adnotationibus iurisconsultorum clarissimorum Nicolai Boerii, Caroli Molinaeai, Francisci Cornelli, et Gabrielis Sarainae.Lugduni, apud Antonium Vincentium, 1558.

      Lugduni, apud Antonium Vincentium 1558 - Pp. (36) 290 (2). Preceduto da: DECIUS PHILIPPUS. In tit. ff. De regulis iuris, cum additionibus. Caroli Molinaei, unaque recens analyticis adnotationibus D. Gabrielis Saraynae. Lugduni, apud Antonium Vincentium, 1561. Pp. (56) 432. Due opere in un volume di cm. 16,5. Legatura antica in piena pelle con dorso a 5 nervi; tagli spruzzati. Esemplare un po' corto nel margine superiore con rifilatura che interessa qualche parola nei titoli in testa alle pagine. Minime mende e spellature alla legatura, qualche trascurabile alone marginale e macchiette sparse, peraltro nel complesso esemplare ben conservato. Filippo Decio (1454-1535), celebre commentatore civilista e canonista, insegnò a Pisa, Pavia, Siena, Padova e Roma. Ebbe come discepoli uomini di grandezza indiscussa come Leone X, Cesare Borgia e soprattutto Francesco Guicciardini. Questi commentari sulle regole di diritto civile rappresentarono un punto di riferimento non solo per la dottrina strettamente giuridica, ma divennero ben presto modello per chi al diritto s'avvicinava senza spirito tecnicista e piuttosto con finalità politiche. Assai ricercato ed importante. Dino del Mugello, glossatore civilista della seconda metà del Duecento fu maestro di Cino da Pistoia ed Oldrado da Ponte e verosimilmente autore del titolo De regulis iuris del Liber Sextus di Bonifacio VIII. L'opera fu il modello ideale proprio per la dottrina di Filippo Decio. Quest'edizione raccoglie le annotazioni di Boerius e Molinaeus (in questo esemplare insolitamente non censurate), due fra i più stimati giureconsulti della prima metà del Cinquecento francese. Entrambe le opere ricercate ed importanti. Cfr. Iccu. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Studio Bibliografico Apuleio]
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         Ioannes De Pineda Societatis Jesu, Commentariorum in Job Libri Tredecim.

      Pineda (1558-1637)

      [Bookseller: Wissenschaftliches Antiquariat Köln]
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         1558 Description of GREECE Pausanias Greek Geography Mythology Roman Pine Trees

      Lugduni : Apud Sebastianum De Honoratis, M.D.LVIII. [1558]. - 1558 Description of GREECE Pausanias Greek Geography Mythology Roman Pine Trees Pausanias was a 2nd-century Greek traveler and geographer who’s famous ‘Description of Greece’ is one of the earliest reports on ancient Greece from a first-hand view. Each portion of the work is dedicated to a different region of Greece focusing on more than just topography. Pausanias sought to merge many of the Greek and Roman traditions he was pulled between in his writing through sketches of culture and customs as well as linking mythological and philosophical aspects of both cultures. This book has commentary on Greek landscapes, wild animals such as deer and boar, and Pausanias gives personal details of the Roman pine trees – a tree that has been iconic and symbolic for centuries to Rome. According to Andrew Stewart, on Pausanias’s writing, he was “A careful, pedestrian writer.interested not only in the grandiose or the exquisite but in unusual sights and obscure ritual. He is occasionally careless or makes unwarranted inferences, and his guides or even his own notes sometimes mislead him, yet his honesty is unquestionable, and his value without par” (Stewart) This 1558 printing was the first two be printed in two volumes and only the second to see publication. Only two issues of this work were published during the 16th-century. An incredibly rare work! Item number: #1910 Price: $1500 PAUSANIAS Pavsaniae Decem Regionvm Veteris Graeciae Descriptio, totidem libris comprehensa, Romulo Amasæo interprete Lugduni : Apud Sebastianum De Honoratis, M.D.LVIII. [1558]. Details: • Collation complete with all pages; 2 volume set: o Volume 1: 624, [136] o Volume 2: 606, [49] o Signatures:  Tome 1: a-z8, A-Z8, Aa-Kk8  Tome 2: aa-zz8, AA-XX8 • References: Adams P 525; Stewart, One Hundred Greek Sculptors; o Imprint : Lvgdvni, Excvdebat Iacobvs Forvs. • Language: Latin • Binding: Leather; tight & secure • Size: ~5in X 3in (13cm x 8cm) • Very rare with no other example for sale worldwide. Comparable example at $3,400 Our Guarantee: Very Fast. Very Safe. Free Shipping Worldwide. Customer satisfaction is our priority! Notify us with 7 days of receiving, and we will offer a full refund without reservation! 1910 Photos available upon request [Attributes: First Edition; Hard Cover]

      [Bookseller: Schilb Antiquarian]
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         Epistolarum opus complectens universas quotquot ipse autor unquam evulgavit, aut evulgatas voluit, quibus praeter novas aliquot additae sunt & Praefationes, quas in diversos omnis generis scriptores non paucas idem conscripsit.

      Basel, Froben, 1558. - Folio, circa 35,5 x 24 cm. 6 Bll., 1213 SS., 1 Bl., mit zwei grossen Druckermarken Blindgeprägtes Schweinsleder d. Zt. auf Holzdeckeln VD 16, E 2931; Bezzel 1009; Van der Haeghen I, 100. Insgesamt vierte Ausgabe der Briefe des Erasmus, die teils schon bei der Abfassung nicht nur für den jeweils konkreten Empfänger, sondern gleich für das allgemeine Publikum und die Nachwelt bestimmt waren. Eine erste Sammlung erschien 1538, die folgenden wurden immer wieder erweitert und hier sind nun sowohl neue Vorreden als auch einige Briefe ergänzt, so dass die vorliegende Auswahl nun auf 1231 Briefe kommt, die in 28 Büchern sortiert sind. Enthalten sind auch Schreiben bedeutender Humanisten an Erasmus bzw. ganze Briefwechsel zwischen ihm und Freunden mit den jeweiligen Erwiderungen in beide Richtungen. Beispielweise die Briefe von und an Guillaume Budé enthalten auch lange griechische Passagen. - Das vorliegende Exemplar stammt aus einer Jesuitenbibliothek (wo Erasmus vermutlich kein Hausheiliger war), der Titel mit Besitzvermerken und teils entfernten Stempeln. Im Text vereinzelt Anstreichungen oder kurze Notizen in Bleistift (20. Jh.), sonst meist sauber und frisch mit schönen relativ breiten weissen Rändern. Einband berieben, Schliessen entfernt, dennoch recht dekorativ.

      [Bookseller: Antiquariat Thomas Rezek]
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         Philonis Iudaei, scriptoris eloquentissimi, ac Philosophi summi. Tomus I-II

      \, 1558. UsatoAccettabile Copertina: rovinata e macchiata Pagine: evidenti tracce d'umidita'Note: rilegatura successiva alla stampa

      [Bookseller: Libro di Faccia]
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         Leopold III. von Habsburg. - Ganzfigur in Turnierrüstung. - Francesco Terzio. - "Leopoldus Probus Arch.".

      Innsbruck Gaspar Patavinus -1569 1558 - Kupferstich / Linienstich, in Schwarz, auf Büttenpapier, 1569. Von Francesco Terzio. 43,4 x 34,7 cm (Darstellung) / 51,9 x 35,0 cm (Platte) / 55 x 37,5 cm (Blatt). Aus: Francesco Terzio, Imagines Gentis Austriacae (Innsbruck: Gaspar Patavinus 1558-1569). - Im Sockel Titel: "LEOPOLDVS PROBVS ARCH." Dazu diverse Inschriften, u.a.: "Alberti sapientis filius Leopoldus in sortem Austriae principium hereditario iure collocatus laudem ex peritia militari, mortem ex animi audacia reportauit. (.)". Auf den seitlich angebrachten Schilden zwei Motti: "NON METVIT PALME / CVPIENS INVICTA / CVPRESSVM // VIRTVS NEC MORTEM / GLORIA NOSTRA / TIMET". - Ganzseitiger Kupferstich aus dem 5-bändigen Prachtwerk "Imagines Gentis Austriacae" von Francesco Terzio, enthaltend 74 ganzfigurige Bildnisse der Mitglieder des Hauses Habsburg. - Selten. - Umlaufend reichlich 1 cm Rand um die Platte. Altersbedingt geringfügig fleckig. Rechts obene in der Platte ehemals brüchige Stelle hinterlegt. Schöner Gesamteindruck. Insgesamt noch guter Zustand. Francesco Terzio (um 1523 Bergamo - 1591 Rom). Italienischer Maler, Radierer und Kupferstecher. Hofkünstler des Habsburger Kaisers Maximilian II. in Wien. Ab 1551 als Maler am Hof Erzherzog Ferdinand II. beschäftigt. In der Folge zahlreiche Aufträge der Habsburger in Wien und Prag. 1557 Deckenbild im Palazzo Conte Grumelli in Bergamo. In den 1550er Jahren zahlreiche großformatige Bildnisse und Familienporträts für die kaiserliche Familie in Wien. 1556 drei Gemälde für die Schlosskapelle in Linz. 1560-63 Bemalung der Orgel in der Hofkirche zu Prag für Kaiser Ferdinand I. 1562 Entwürfe zum Singenden Brunnen im Prager Hofgarten. 1564 auf eigenen Wunsch Entlassung als Hofkünstler. Beteiligung an den Holzschnitt-Illustrationen der "Böhmischen Bibel" (Prag 1570). Nach 1580 in Venedig an der Dekoration des Sala dello Scrutinio des Dogenpalastes beteiligt. 1581 zwei Bilder für das Presbyterium von San Simpliciano in Mailand. Zuletzt in Rom ansässig, 1590 Mitglied der Congregazione dei Virtuosi al Panteon. Leopold III. von Habsburg (1351 Wien - 1386 Sempach). Auch Leopold der Gerechte. Österreichischer Adliger aus dem Haus Habsburg. Herzog von Österreich, Steiermark, Kärnten und Krain. Sohn von Herzog Albrecht II. dem Weisen und Johanna, der Tochter von Ulrich II. Graf von Pfirt. In der Habsburgischen Teilung (Neuberger Teilungsvertrag) erhielt Leopold und mit ihm die Leopoldinische Linie 1379 die Herzogtümer Steiermark (mit Wiener Neustadt), Kärnten, Krain, die Windische Mark, Görz und Güter in Friaul sowie die Grafschaft Tirol und Vorderösterreich westlich des Arlbergs zugesprochen. 1386 fiel er in der Schlacht gegen die Eidgenossen bei Sempach. Sprache: Deutsch

      [Bookseller: GALERIE HIMMEL]
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         Rime, et Prose [Oratione a Carlo V e il Galateo].

      Per Nicolo Bevilacqua, Venezia 1558 - In-4 (mm.), pp. (12), 170 [recte 176], (2). Cartattere tondetto. Con 2 fregi xilografici al frontespizio. Legatura in marocchino rosso moderno, dorso a nervi con titoli in oro incisi al dorso. Ottimo, fresco e marginoso esemplare. Prima edizione del "Galatheo" (che principia a p. 82), preceduto dalle Rime e dall'Orazione a Carlo V. Bibliografia: Gamba, 278:"Prima, bella ed originale edizione. Questo libro è impresso con i caratteri e le maiuscole intagliate in legno, delle quali Paolo Manuzio si servì pe' i libri impressi nell'Accademia Veneziana, per lo che venne dal Renouard inserito ne' suoi Annali degli Aldi". Renouard, p. 175. [Attributes: First Edition; Hard Cover]

      [Bookseller: AU SOLEIL D'OR Studio Bibliografico]
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         Gothorum Sveonumque Historia, ex probatis antiquorum monumentis collecta, & in xxiij libros redacta, autore Io. Magno Gotho, archieopiscopo Upsaliensi

      Basileæ ex officina, 1558. Inbunden bok. Blindpressat pergamentband, 4 upphöjda bind, dubbla pärmspännen. 13x20 cm. Pergamentet mörknat av ålder. Graverad titelsida, Karta över Skandinavien (träsnitt), träsnitt i texten, (14), 907, (90) s. Maskhål i marginalen, utan textförlust, de sista 200 s., fläck s. 352-353, i övrigt fin inlaga.

      [Bookseller: Antikvariat Asken]
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         Tractatus de iudaeis et aliis infidelibus circa concernentia originem contractuum, bella, foedera, ultimas voluntates, iudicia & delicta Iudaeorum & aliorum infidelium.

      Venezia, Cominus de Tridino Montisferrati, 1558. - 4°, circa 20,8 x 16,5 cm. 16 (letztes weiss), 148 num. 12 Bll., mit Druckermarke, 2 figürlichen Kopfholzschnitten und einigen figürlichen Holzschnitt-Initialen Pergament d. Zt. "Adams S 2115; IT\ICCU\BVEE\013518. Seltene erste Ausgabe dieser Abhandlung zur rechtlichen Sonderbehandlung von Juden und anderen Nichtchristen, wie Muslimen. Der in Udine geborene Jurist Marquardo Susanna (1490-1578), der im Dienst der Republik Venedig stand, beschreibt zunächst die Herkunft der Juden und erörtert die Frage "Iudaeum esse an sit delictum". Sodann behandelt er Synagogen und Moscheen, die Kleidung der Juden und Muslime, ihre Riten (auch angeblichen Ritualmord), wie es möglich sei, als Christ mit ihnen Verträge zu schliessen, ob ein christlicher Herrscher sich um Hilfe an sie wenden dürfe, nach welchem Recht man Juden vertreiben dürfe, ob ein Verbrechen gegen sie anders zu ahnden sei als eines gegen Christen und viele andere Spezialfälle. - Titel mit Besitzvermerk und wenigen Anmerkungen des italienischen Juristen Benedetto Bariselli, der ab der Mitte des 16. Jh. in Venedig tätig war, ferner Stempel der Franziskaner in Hall/Tirol, kaum gebräunt, sauber, Rücken gekalkt und mit Etikett, ohne Bänder, sonst gut erhalten. " ". [Attributes: First Edition]

      [Bookseller: Antiquariat Thomas Rezek]
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         CATULLUS ET IN EUM COMMENTARIUS M.ANTONII MURETI. AB EODEM CORRECTI ET SCHOLIIS ILLUSTRATI, TIBULLUS ET PROPERTIUS

      1558. LATINO 0,25 Volume diviso in due parti di 147 più 57 pagine, in entrambi i frontespizi spicca la famosa marca tipografica aldina,con l' ancora e il delfino attorcigliato con ai lati il nome di Aldus ( Aldo Manuzio). Al primo frontespizio 3 firme di appartenenza e piccolo foro di tarlo, pagine con sporadica fioritura e con tracce e gore di umidità, presenza di alcuni appunti numerici ai bordi e rare sottolineature, bordi non allineati e non rifilati, rilegatura usurata con piatti in muto cartoncino e residuo di dorso in pergamena, con titoli manoscritti. La seconda parte è titolata Tibullus. M. Antonii Mureti in eum scholia, ad Torquatum Bembum Petri F. USATO

      [Bookseller: Biblioteca di Babele]
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         La historia di tutte le città, ville, fiumi, fonti, et altre cose notabili della Franza, and di tutti i re di quella tradotta dalla lingua franzese nella italiana.Al colophon: In Vinegia, per Michele Tramezzino, 1558.

      Al colophon: In Vinegia, per Michele Tramezzino 1558 - Tre opere (a numerazione continua) in un volume di cm. 15,5, cc. (8) 104. Bel marchio tip. al frontespizio e numerosi bellissimi capilettera xilografici. Ottima legatura antica in pergamena rigida con titoli in oro su tass. in marocchino rosso al dorso. Sporadiche e lievi fioriture, trascurabile traccia di tarlo limitata al margine esterno di alcune carte. Esemplare ben conservato. Gilles Corrozet (1510-1568), poeta parigino, fu anche editore, libraio e infaticabile poligrafo. Quest"opera si configura come una delle primissime guide storico-turistiche della Francia antica. Dal foglio 36 inizia (con autonomo occhietto) l"opera di Claude Champier (1520 ca. - ?) dedicata a fiumi, sorgenti e terme; dal foglio 65 inizia una terza opera anonima intitolata "Libro che contiene tutti i Re di Francia, prima di quegli che furono cominciando dopo il diluvio di Noè". Assai raro. Prima e unica traduzione italiana (tit. orig. "Les antiques Erections des Gaules, compendieuses et brieves descriptions des fondations de la pluspart des villes et citez assises es trois Gaules", 1535). Cfr. Iccu; Tinti, Annali dei Tramezzino, nr. 159. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Studio Bibliografico Apuleio]
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         CATULLUS ET IN EUM COMMENTARIUS M.ANTONII MURETI. AB EODEM CORRECTI ET SCHOLIIS ILLUSTRATI, TIBULLUS ET PROPERTIUS

      VENETIIS 1558 - LATINO Volume diviso in due parti di 147 più 57 pagine, in entrambi i frontespizi spicca la famosa marca tipografica aldina,con l' ancora e il delfino attorcigliato con ai lati il nome di Aldus ( Aldo Manuzio). Al primo frontespizio 3 firme di appartenenza e piccolo foro di tarlo, pagine con sporadica fioritura e con tracce e gore di umidità, presenza di alcuni appunti numerici ai bordi e rare sottolineature, bordi non allineati e non rifilati, rilegatura usurata con piatti in muto cartoncino e residuo di dorso in pergamena, con titoli manoscritti. La seconda parte è titolata Tibullus. M. Antonii Mureti in eum scholia, ad Torquatum Bembum Petri F.

      [Bookseller: Biblioteca di Babele]
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         Della grandezza della terra et dell’acqua

      G. Ziletti, Venetia 1558 - In 4°, mezza pelle ottocentesca, titolo e filettature oro, piatti, sguardie e tagli marmorizzati, cc.nn.4,cc.n.44, due marche tipografiche incise in legno e tre figure geometriche nel testo, qualche ingiallitura, raro, prima edizione. 1 volume in 4°, half-leather nineteenth century, gilt title and fillets, covers and edges marbled, cc.n.n.4, cc.n.44, two printer’s marks engraved in wood and three geometric figures in the text, some age yellowing, rare, first edition. [Attributes: First Edition; Hard Cover]

      [Bookseller: Redaelli Alberto]
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         Ornithon sive Aviarium M Varronis Pyrro Ligorio neap inv

      1558 - Acquaforte, 1558, nella parte inferiore della stampa, al centro, "Ornithon sive Aviarium M Varronis Pyrro Ligorio neap inv", più in basso, "Romae MDLVIII/Michaelis Tramezini formis". La bella tavola mostra la ricostruzione delineata da Pirro Ligorio della celebre Uccelleria di Varrone, in latino Ornithon o Aviarium, nella sua villa a Cassino, descritta dall’autore nel suo trattato "De re rustica" (Libro III, V-VI), e pubblicata per la prima volta da Michele Tramezzino a Roma nel 1558. Come per altre lastre basate su lavori di Ligorio ed edite da Tramezzino, è plausibile, anche per evidenti ragioni stilistiche, che anche in questo caso l’incisore sia Jacob Bos. Sono note due copie di questa lastra edite una a Venezia da Bolognino Zaltieri, e l’altra a Roma da Claudio Duchetti, a firma Ambrogio Brambilla. Huelsen, che non conosce questa edizione di Tramezzino, considera l’edizione di Zaltieri come originaria, e quella di Duchetti una copia successiva. In realtà, alla luce di questa tavola con l’excudit di Tramezzino e la data 1558, è evidente che questa prova è quella originaria, realizzata durante il periodo di collaborazione tra Pirro Ligorio e l’editore Tramezzino. Questa tiratura è di estrema rarità. Le copie edite da Duchetti si trovano, invece, inserite nello Speculum Romanae Magnificentiae. Bella prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana "stella nel cerchio", margini bianchi aggiunti, come consuetudine per questa tipologia di incisioni, in ottimo stato di conservazione Etching, 1558, Lettered within image "Ornithon sive Aviarium M Varronis Pyrro Ligorio neap inv", "Romae MDLVIII" "Michaelis Tramezini formis". The plate shows the reconstruction by Pirro Ligorio of the aviary of Marcus Varro, in Cassino, that the author described in De re rustica (Libro III, V-VI), and published for the first time by Michele Tramezzino. It's persuasive that the engraver of the plate is Jacob Bos, as for other works by Ligorio published by Tramezzino. Are known two copies of this plate published respectively in Venice by Bolognino Zaltieri, and in Rome by Claudio Duchetti, this last with Ambrogio Brambilla signature. Huelsen, who evidently didn’t know the Tramezzino’ edition, regarded that one by Zaltieri as the original from which Brambilla's plate published by Claudio Duchetti in Rome in 1581 was copied. Good impression, printed on contemporary laid paper with "star in a circle" watermark, white margins added at the time, in very good conditions. Very rare early plate by Ligorio and Tramezzino. cf. Huelsen, 1921, p. 150, 36; Witcombe, 2008 pp. 320-322 Dimensioni 370 489mm [Attributes: Soft Cover]

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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         In omnes Apostolicas epistolas, divi videlicet Pauli XIIII. et VII. canonicas, commentarii Heinrychi Bullingeri. accesserunt ad fine quoque duo libelli, alter de Testamento dei unico & aeterno, alter vero de Utraque. in Christo natura. Zurich, apud Christophorum Froschouerum,

      1558 - Froschauer's fine woodcut device on both titles, woodcut initials, some large.2 vols in one. Folio. (323 x 200mm). [20]ff. 731pp. 195pp. Contemporary blind-tooled pigskin over bevelled wooden boards, covers panelled with fillets and outer historiated roll of the muses Calliope, Thalia, Euterpe und Terpsichore and inner roll of medallion heads, leafy stamps in panels, clasps and catches remain, title lettered in ink at head of fore-edge (lower cover with tear but no loss). Froschauer's edition of the Swiss reformer Bullinger's commentary on the Apostolic Letters includes as an appendix his De testamento seu foedere Dei unico et aeterno(A Brief Exposition of the One and Eternal Testament or Covenant of God). This important and highly influential treatise was the first devoted to covenant theology. It had first been published by Froschauer in a separate octavo edition of 1534 (VD16 B9722) and subsequently it is only repeated in his five folio editions of the Apostolic Letters (1537, 1539, 1544, 1549 & 1558 - see VD16 B9723-9727), all of which are rarely found. Charles S. McCoy and J. Wayne Baker in Fountainhead of Federalism: Heinrich Bullinger and the Covenantal Tradition(1991) argue that Bullinger's covenant doctrine, which went far beyond Zwingli's, was seminal for the further development of covenant or federal theology and the creation of federal political philosophy. ?It is the first work that organizes the understanding of God, creation, humanity, human history and society around the covenant. It must be regarded therefore as the point of origin or the fountainhead of federalism as it has increasily come to permeate the world in the four and a half centuries since its publication?.The present edition is scarce outside continental libraries and no copies are located by OCLC in the U.S.A.Provenance: Ownership inscription inside front-cover dated 1566, a few marginal annotations and underlinings.VD16 B4974, B9727 & B9740. Adams B3240. Ref: J. Wayne Baker, in, Oxford Encyclopaedia of the Reformation, I, pp. 227-230) ?His most distinctive doctrine was his theology of the covenant. Bullinger taught that there was only one covenant in history, from Adam to the present. God formed his people by means of the covenant. In Old Testament times one became a member of the covenanted community through circumcision, and in New Testament times through baptism. The covenant was bilateral and conditional. God promised to be all-sufficient for those who kept the conditions of the covenant. These conditions, faith in God and love of neighbour, had never changed in history. Therefore, even though all things became clearer with the advent of Christ, there was a unity of the people of the two eras as well as a untiy of the Old and New Testaments, the New Testament being nothing but the interpretation of the Old. The pattern for the Christian community was thus found in the Old Testament: the pastor was the successor of the prophets, and the magistrate was the successor of the kings. Therefore the magistrate alone, like the Old Testament kings, had the authority to establish religion and to discipline the Christian community. The covenant not only allowed Bullinger to defend infant baptism against the Anabaptists, but it also instructed his thought about divine grace, the importance of the law, the nature of the Christian community, and the process of history. Such a broad presentation went far beyond Zwingli's; though the two men had similar ideas on the covenant and the Christian community, Bullinger developed these ideas independently and more fully.? (J. Wayne Baker, in, Oxford Encyclopaedia of the Reformation, I, pp. 227-230). [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Maggs Bros. Ltd ABA, ILAB, PBFA, BA]
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         Repetitio Legis Imperialem de prohib Feud Alien Per fede

      ROMA: Apud Hipp. Salvianum, 1558. rilegato. BUONO. 27 38,5. USATO

      [Bookseller: Biblioteca di Babele]
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         Shviley Emunah. [Paths of Faith].

      Riva di Trento Yakov Markaria 19 November 1558 - First edition, quarto (20.5 x 15.5 cm). 130 leaves; leaves 40 to 50, leaf 71, leaf 78 and leaf 125 misnumbered. Two leaves lacking and supplied in manuscript. 11 astronomical diagrams in text, ink annotations to front free endpaper, two Christian censor's annotations passing the book and dated July 1599 and 1629 to final leaf, hand written dedication on first page dated 1909; ink library stamp of Max Septimus to title and verso of final leaf. Modern full calf; spine sunned. First edition of highly important collection of eclectic Kabbalah essays. An exhaustive treatise on philosophical, scientific and theological subjects. The work consists of ten chapters covering various topics such as: God and his qualities; the creation and order of the world; human anatomy, physiology and pathology; rules for enjoying good health and long life; the soul and its functions; the redemption of Israel; and the resurrection and afterlife. Meir Ibn Aldabi was a 14th century Rabbi, philosopher, doctor and writer, son of Isaac Aldabi, "He-Chasid" (The Pious), grandson of Asher ben Yechiel (the Rosh), and a descendant of the exiles from Jerusalem. His name is ascertained from this text, his chief work, wherein a poem is found in which every line begins with a letter of his name, and there it reads "Aldabi". Shviley Emunah considered being his most important work. Aldabi belonged to the class of popular writers who, possessing extensive theological and scientific knowledge, commented upon the assertions of their predecessors with a clear understanding, expressing here and there their own opinions, and presenting some subjects from the standpoint of the Kabbalah. Aldabi was also one of those Talmudists whose conception of religion was wholly spiritual and who revered the Kabbalah, he cannot, however, be called a true Kabbalist. In 1360 he wrote Shvilei Emunah, which judging by its numerous editions, was for centuries a favourite book with the educated. The book is signed by two Christian sensors on its last printed leaf. The oldest inscription in brown ink reads (in Italian): "Checked by my Brother Luigi da Bologna July 1599". On pages 525-526 some words in the text are crossed out using the same ink. [Attributes: First Edition; Signed Copy]

      [Bookseller: Shapero Rare Books]
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         D. Eusebii emisseni homiliae in evangelia, quae cunctis diebus dominicis totius anni ac seriis Quadragesimalibus legi solent, nunc primùm in lucem aeditae.  Quibus annecti curauimus eiusdem Homilias de praecipuis anni festiuitatibus

      ANVERSA: apud Ioan. Steelsium, 1558. rilegato. BUONO. 9,5 14. USATO

      [Bookseller: Biblioteca di Babele]
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         Magiae naturalis, sive de miraculis rerum naturalium libri IIII

      Naples, Matthias Cancer 1558 - Aux origines de l’hermétisme moderne et de la magie naturelle Première description de la chambre noire. Première édition, rare, de ce texte paradigme des savoirs de la Renaissance qui contient, entre autres, la toute première description de la chambre noire ou camera obscura, autrement dit la description du premier dispositif technique permettant la projection d’une image. A l’instar de son contemporain Jérôme Cardan, Porta, en réaction au modèle et à la méthode aristotélicienne, s’intéresse, comme l’indique le titre de l’ouvrage, aux irrégularités, merveilles et secrets inexpliqués du monde naturel. Les quatre livres contiennent « des formules de médecine hermétique, des secrets de beauté, des recettes pour améliorer les produits du sol, des renseignements sur les teintures et les encres de sympathie, des tours de physique » (Dorbon 3731, à propos de la traduction de Rouen, 1620) ; et plus généralement, des observations sur des thèmes variés comme la géologie, l’optique, la médecine, les poisons, la cuisine, la métallurgie, le magnétisme, les parfums et cosmétiques, la poudre à canon, la cryptographie, etc. « Porta’s first book, published in 1558 as Magiae naturalis, was a treatise on the secrets of nature, which he began collecting when he was fifteen. The secrets are arranged in four books, and the conception implied in the title is that natural magic is the perfection of natural philosophy and the highest science. This small collection of secrets constituted the basis of a twenty-book edition of the Magiae naturalis published in 1589, which is Porta’s bestknown work and the basis of his reputation. It is an extraordinary hodgepodge of material representing that unique combination of curiosity and credulity common in the late Renaissance. But combined with the author’s insatiable desire for the marvelous and apparently miraculous is a serious attempt to define and describe natural magic and some refined application of both mathematical and experimental techniques in science. » (DSB) Bel exemplaire à l’intérieur très frais dans une élégante reliure à l’imitation. Dorbon et Caillet ne citent que des éditions postérieures. [Attributes: First Edition; Hard Cover]

      [Bookseller: Le Zograscope]
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         In Dioscoridis de medica materia libros quinque enarrationes eruditissimae

      Balthazar Arnoullet pour Thibault Payen 1558 - In-8 de (80) [dont 2 feuillets blancs préservés], 807, (1) et (17) pages ; basane du XVIIe siècle, dos à nerfs orné, tranches rouges (mors fragiles, reliure uniformément frotté). Première édition illustrée des commentaires de Joao Rodrigues, dit Amatus Lusinatus, sur la Materia Medica de Dioscoride. Importante botanique médicale richement illustrée de petits bois dans le texte qui corrige et enrichit le texte de Dioscoride par la description de nombreuses plantes empruntées à la tradition arabe. Rodrigues, médecin et chirurgien d'origine juive-espagnole, fut le rival, en botanique et matière médicale, de Mattioli en tant qu'éditeur et commentateur de Dioscoride. En 1558, date de la seconde édition illustrée augmentée de Mattioli de la Materia Mecida, celui-ci publia une virulente Apologia contre les travaux de botanique d'Amatus Lusinatus dont l'édition originale définitive et non illustrée de ses commentaires avait paru à Venise en 1553. Rodrigues y critiquait vivement Mattioli pour plagiats et erreurs. Malheureusement, la renommée et l'influence immense qu'eurent les éditions de Mattioli firent tomber en disgrâce Rodrigues : "Through charges levelled by Mattioli, Amatus (whose name Mattioli persisted in altering to Amathus, meaning simpleton) was hunted from place to place by the Inquisition. He finally obtained refuge in the Jewish colony in Salonica, but lost his livelihood, his reputation, and the manuscript of the translation of Avicenna that he had nearly completed" (Anderson, An illustrated history of the herbals). L'édition de 1558 constitue donc la dernière et seule édition illustrée du commentaire de Rodrigues sur Dioscoride. DSB, VIII, pages 554-555. [Attributes: First Edition; Hard Cover]

      [Bookseller: Le Zograscope]
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         Commentario secundo aucti, in libros sex Pedacii Dioscoridis Anazarbei de Medica Materia.

      Venetiis, in Officina Erasmiana, apud Vincentium Valgrisium., 1558. Second Latin edition. Folio. pp [cxx], 776. Bound with: Apologia Adversus Amathum Lusitanum cum Censura in eiusdem Enarrationes. Venetiis, ex Officina Erasmiana, Vindentii Valgrisii, 1558. Includes 133 more woodcuts than appeared in the first Venice edition of 1554. Contemporary pigskin. Pietro Andrea Matthioli (or Mattioli, 1500-1577) was the foremost botanist of his time and spent a long period in Prague as chief physician to Archduke Ferdinand II, to whom this book is dedicated. His herbals were the most widely used in the sixteenth century and beyond, bringing attention for the first time to many plants which had been discovered in the New World. The engravings in this copy, many of which show images of animals, are particularly sharp and clear.Bookplate on front pastedown. Early ownership signature on title-page. A few small holes to spine. Some wear to edges of boards. A bright copy.

      [Bookseller: Peter Ellis bookseller]
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         BLEYSWIJK, VAN--- Ca. 50 stukken betr. de familie Van Bleyswijck te Delft, voornamelijk 17e en 18e eeuw, manuscripten.

      "Hierbij o.m. genealogische aantekeningen en schema's; acte 1558 betr. verkoop heerlijkheid Bleyswijk aan Joost van Bronchorst; wapenknipsel van wapen Van Bleyswijk; propositie van Delft betr. benoeming van Maarten v. B. tot lid rekenkamer ter auditie; nalatenschap Pieter Evertsz v. B. 1665; huurcontract huis te Delft 1647; huwelijksaankondiging P. v. B. en G.A. v. B. 1753 (deels gedrukt); register van de stukken rakende de familie v. B., 14 pag.; verklaring Philips van Leefdaal over wapen v. B. (met tekening in kleur); verklaring van Cath. Briels 1654 betr. testament Everard v. B.; huurcontract huis De Coorndrager aan Oude Delft 1692, verhuurd aan wed. Johan Boreel; etc. Duidelijk stukken afkomstig uit de familie.".M13119

      [Bookseller: Antiquariaat A.G. VAN DER STEUR]
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         Discorsi sopra le medaglie de gli antichi divisi in due libri [..].

      appresso Gabriel Giolito De Ferrari, 1558. In-4? (cm. 21), elegante legatura settecentesca in p. marocchino verde con piatti inquadrati in triplice cornice di filetti e fregi in oro, titolo in oro su tassello in marocchino rosso, comparti del dorso riccamente decorati con fregi floreali in oro; tagli spruzzati e risguardi marmorizzati; titolo anticamente ms. al taglio inferiore; pp. 112 [16] in ottimo stato, con grande marca tipografica al frontespizio e all'ultima carta, ritratto del dedicatario Cosimo Medici in rame a p. pagina n.t., iniziali e testatine in legno, e nome di antico possessore disegnato con grazie e svolazzi all'ultima carta (Quintilius Lucinus, molto probabilmente Passalacqua, erudito camasco del XVII secolo); segni d'uso sparsi. ?Seconda stampa. Si deve preferire, come quella che porge il testo riveduto ed emendato? [Bongi II, 49]. Cfr. Cicognara 3054; Adams V 636. Ottimo esemplare.

      [Bookseller: Gabriele Maspero Libri Antichi]
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         Sophoclis tragoediae septem, Latino carmine redditae & annotationibus illustratae, per Thomam Naogeorgum Straubingensem. Quarum nomina versa pagina reperies. Collectae sunt etiam gnomai dictaq[ue]; proverbialia ex hisce tragoedijs, per eundem, adq[ue]; finem operis adiectae Graece & Latine.

      Basilae: Per Ioanem Oporinum, [ 1558 ]. Hardcover. 8vo. pp. 499, [13]. Bound in later full red morocco with gilt border fillets on front and rear covers. All edges of the book block are gilt. The binding contains areas of rubbing and wear; minor careful restoration is present to the head cap of the spine and to the corner tips of the boards. The upper corner tip of the front blank fly leaf is restored. Interior pages show some light age-toning and scattered mild foxing but are generally clean. This is a Latin translation from the Greek of the seven tragedies of Sophocles - Ajax Flagellifer, Electra, Oedipus Tyrannus, Antigone, Oedipus Coloneus, Trachiniae, Philoctetes. The translation and notes are by Thomas Kirchmeyer (Naogeorgus) 1508-1563, was an influential dramatist, humanist and Lutheran theologian. The preliminaries include a dedication to Johannes Jacob Fugger and also contain short verses by the educator Johannes Sturm, the Latin poet and theologian Johann Seckervitz (Seccervitus) and the humanities scholar and alchemist Michael Toxites, among others. Scarce edition - not in Schweiger or Moss. [Adams S-1453; VD16 S-7040; Hoffmann III, p. 424].

      [Bookseller: Robert McDowell Antiquarian Books]
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         Apologia de gli Academici di Banchi di Roma contra M. Lodovico Castelvetro da Modena. In forma d'uno Spaccio di Maestro Pasquino. (Legato con:) CASTELVETRO, Lodov. Ragione d'alcune cose segnate nella canzone d'Annibal Caro ''Venite a l'ombra de gran giglio d'oro''.

      Parma, Seth Viotto, 1558. (Seconda opera:) S.l. né d. (Modena, C. Gadaldini il vecchio, 1559?), - 2 opere in un vol. in-4, pp. 268, (16); ff. (4, ult. bianco), 116. Legatura coeva piena pergamena con unghia, tassello in pelle con tit. oro al dorso. Sul frontesp. della "Apologia" la curiosa impresa raffig. un acciarino da fucile ed una corda sopra di esso, con il motto "Vim Vi"; impresa dell'Unicorno in fine. Sul frontesp. della "Ragione" la figura del gufo appollaiato sopra un vaso rovesciato con la scritta "Kekrika". Prima edizione di entrambe le opere, riunite in questo prezioso esemplare. Ben nota è la polemica, "più che letteraria guerra", che originò questi due aspri libelli. Alle critiche mosse dal Castelvetro alla sua canzone "Venite a l'ombra dei gran gigli d'oro", scritta in lode della Casa di Valois per incarico del card. Farnese nel 1553, il Caro rispose con la "Apologia" che ridicolizza e sbeffeggia l'avversario, accusato anche di assassinio e di eresia, tramite una serie di sonetti satirici e violentissimi, i famigerati "Mattaccini" (pp. 226-232), seguiti dalla "Corona" (pp. 237-241). Ottimo esemplare di illustre provenienza: dal British Museum, col timbro "Sale Duplicate 1787" al verso del primo titolo-frontespizio.Si dispone anche di una prima edizione della sola opera del Caro, rilegata in pergamena ottocentesca con raffinate bordure impresse a secco ai piatti (eeuro; 1.100). Cat. Unico Ed. XVI sec., n. C-1623 de C-2012. BMC 150 (solo la seconda opera). Adams C-739 (solo la prima op.). Gamba 276 e 1297, note. Razzolini p. 88. Cfr. Tiraboschi, Biblioteca Modenese (I, 440 e segg.) e Storia della Letterat. ital. (VII, 1695 e segg.). [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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         M.TULLII CICERONIS EPISTOLAE AD ATTICUM, AD M.BRUTUM, AD QUINCTUM FRATREM. Cum correctionibus Pauli Manutii. 1558 (al colophon 1559).

      Apud Paulum Manutium, Aldi Filium. Testo latino. Cm.16x10,2. Pg.(8), 664 numerate solo al recto, 28 non numerate. Legatura in piena pergamena rigida. Frontespizio brunito, con vecchie notazioni di proprietà. Bruniture anche alle ultime due carte. Marca tipografica, con l'ancora e il delfino, al frontespizio, ripetuta al verso dell'ultima carta. Rara pubblicazione del figlio di Aldo, realizzata dopo l'edizione paterna 1513 e dopo quella del 1521. Interessanti le numerose note contenute nella "Scholia", a volte mancanti. > Renouard, 174, 9, "Cette édition a une nouvelle préface de P. Manuce "ad Carolum Pisaurium Leonardi filium", datée de 1558". Graesse, II, 169. Manca all'Adams e al Brunet. Codice libreria 120985.

      [Bookseller: Studio Bibliografico Pera]
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         Pauli Iovii Novocomensis Episcopi Nucerini, HISTORIARUM SUI TEMPORIS TOMUS PRIMUS, XXIIII LIBROS COMPLECTENS . TOMUS SECUNDUS

      Michaelis Vascosani 1558 - 1560, Parigi - Volume in folio legato in pelle, piatti inquadrati da filetto in oro, fleuron centrale impresso in oro, titolo al tassello al dorso (professionalmente restaurato), sguardie, frontespizio del primo tomo (scritta a pennino), tre carte non numerate, 236 carte numerate, 18 carte col panegirico di Benedetto Varchi e gli indici, 349 carte numerate comprensive del frontespizio del secondo tomo, bianca, 17 carte d'indici. I difetti: l'angolo esterno inferiore presenta tracce d'umidità che hanno in qualche foglio reso fragile la carta, tracce di tarlo insistenti sempre nel margine inferiore quasi sempre all'angolo esterno, ben lontane dal testo, traccia (molto chiara) di gora nel secondo tomo, leggermente più marcata in alcune carte. Testo completo e collazionato, stampato su carta forte e nerbata. Il Giovio dedicò a questo capodopera 30 anni di lavoro. Esso riporta gli avvenimenti accaduti negli gli anni dal 1494 al 1547 ed occupa un posto notevole nella storiografia del Rinascimento. Copia in ancor buone condizioni, di grandissima qualità, terza eccellente edizione. Margini ampi, bell'impaginazione. Peccato i difetti (più d'immagine che sostanziali). Importante e raro

      [Bookseller: Accademia degli Erranti]
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         M.TULLII CICERONIS EPISTOLAE AD ATTICUM, AD M.BRUTUM, AD QUINCTUM FRATREM. Cum correctionibus Pauli Manutii. 1558 (al colophon 1559).

      Apud Paulum Manutium, Aldi Filium, Venetiis 1558 - Testo latino. Cm.16x10,2. Pg.(8), 664 numerate solo al recto, 28 non numerate. Legatura in piena pergamena rigida. Frontespizio brunito, con vecchie notazioni di proprietà. Bruniture anche alle ultime due carte. Marca tipografica, con l'ancora e il delfino, al frontespizio, ripetuta al verso dell'ultima carta. Rara pubblicazione del figlio di Aldo, realizzata dopo l'edizione paterna 1513 e dopo quella del 1521. Interessanti le numerose note contenute nella "Scholia", a volte mancanti. > Renouard, 174, 9, "Cette édition a une nouvelle préface de P. Manuce "ad Carolum Pisaurium Leonardi filium", datée de 1558". Graesse, II, 169. Manca all'Adams e al Brunet. 500 gr. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: studio bibliografico pera s.a.s.]
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         The Alcoran of Mahomet, translated out of Arabique into French ... and newly Englished, for the satisfaction of all that desire to look into the Turkish vanities.London, 1649. Small 4to (17.5 x 13.5 cm). 18th-century calf, rebacked and with new endpapers.

      ESTC R200453; N. Matar, Islam in Britain, 1558-1685, pp. 80-81. First edition of the first English translation of the Quran. The translation is generally ascribed to the Scottish clergyman and translator Alxander Ross (ca. 1590-1654), because a small text included at the end bears his name. Ross didn't know Arabic, and based his translation entirely on the French translation of 1647 by the orientalist and diplomat André du Ryer (ca. 1580-1660), thus inevitably incorporating Du Ryer's faults and misinterpretations. The book starts with a preface by the translator to "the Christian reader", followed by the preface of the French translation by Du Ryer and "a summary of the religion of the Turks": a brief treatise on Islamic worship, prayers, pilgrimage and the Ramadan. It continues with some recommendations, a table listing the Quran's chapters, and full text of the Quran. At the end is added "The life and death of Mahomet" and a text entitled "A needfull caveat or admonition for them who desire to know what use may be of, or if there be danger in reading the Alcoran ", mentioning Alexander Ross as the author. This text, the preface and even the translation itself are interesting sources of the English or perhaps western view of Islam in the 17th century.With marginal annotations and underscoring in black ink in English, and a, slightly shaved, early owner's inscription at the head of the title-page. Title-page thumbed and slightly stained in the inner gutter, slightly browned throughout, margins slightly thumbed, and a tiny wormhole in the margin of the last 50 pages. Overall in good condition. Binding rubbed along the extremities, but still in very good condition.

      [Bookseller: Antiquariaat FORUM BV]
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         The Alcoran of Mahomet, translated out of Arabique into French . and newly Englished, for the satisfaction of all that desire to look into the Turkish vanities.London, 1649. Small 4to (17.5 x 13.5 cm). 18th-century calf, rebacked and with new endpapers.

      - ESTC R200453; N. Matar, Islam in Britain, 1558-1685, pp. 80-81. First edition of the first English translation of the Quran. The translation is generally ascribed to the Scottish clergyman and translator Alxander Ross (ca. 1590-1654), because a small text included at the end bears his name. Ross didn't know Arabic, and based his translation entirely on the French translation of 1647 by the orientalist and diplomat André du Ryer (ca. 1580-1660), thus inevitably incorporating Du Ryer's faults and misinterpretations. The book starts with a preface by the translator to "the Christian reader", followed by the preface of the French translation by Du Ryer and "a summary of the religion of the Turks": a brief treatise on Islamic worship, prayers, pilgrimage and the Ramadan. It continues with some recommendations, a table listing the Quran's chapters, and full text of the Quran. At the end is added "The life and death of Mahomet" and a text entitled "A needfull caveat or admonition for them who desire to know what use may be of, or if there be danger in reading the Alcoran", mentioning Alexander Ross as the author. This text, the preface and even the translation itself are interesting sources of the English or perhaps western view of Islam in the 17th century.With marginal annotations and underscoring in black ink in English, and a, slightly shaved, early owner's inscription at the head of the title-page. Title-page thumbed and slightly stained in the inner gutter, slightly browned throughout, margins slightly thumbed, and a tiny wormhole in the margin of the last 50 pages. Overall in good condition. Binding rubbed along the extremities, but still in very good condition. [Attributes: First Edition]

      [Bookseller: Antiquariaat FORUM BV]
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         Pirotechnia. Li diece libri della pirotechnia, nelli quail si tratta non solo la diversita delle minere, ma ancho quanto si ricera alla prattica di esse: e di quanto s'appartiene all'arte della fusiione ouer getto de metallic, e d'ogni altra cosa a Questa

      Venice: Comin da Trino di Monferrato, 1558. Hardcover. Third Edition. 4to in 8’s. ff. [8], 168. Including decorative initials and 84 woodcut illustrations with the text. Title within woodcut border depicting a variety of metallurgical and mining equipment. Final leaf (recto) contains a printer’s device and colophon - “In Vinegia per Comin da Trino di Monferrato MDLIX” [1559]. Attractive copy. Pages are generally clean and fresh with occasional mild spotting / staining. An old bookplate from the “Royal Military College” is located on the inside front cover. The bookplate is stamped “Sold by H.M Stationery Office.” Bound in original limp vellum (minus thong fore-edge ties). Minus binder’s blank fly-leaf in the rear. Vannoccio Biringuccio (1480-1539?) was a Siennese nobleman, engineer and metallurgist. His “Pirotechnia” (first published in Venice, 1540) is considered the earliest detailed hand-book on metallurgy. The work contains the first accounts of silver amalgamation, the use of sodium chloride for separating gold and silver from baser metals, the first description of cobalt blue and manganese, and the earliest account of metallic antimony [See Neville Library and Singer, Hist. of Technology III, p. 30] Other sections discuss mining, smelting, alchemy, the reverbartory furnace, the process of glassmaking, the distilling of acids, the production of gunpowder, the making of chemicals used in warfare, the founding of cannon etc. The “Pirotechnica” also contains the first known account of type casting for printing. The description is given in considerable detail [See DSB II, pp. 142-43]. [Edit 16 CNCE 6158; Adams B-2083; Honeyman Sale Cat. 336. Also - Duveen, pp. 79-80; Dibner, p.38; Neville Library I, p.156, Stillwell 827; Mortimer Italian 66 – describing first edition].

      [Bookseller: Robert McDowell Antiquarian Books]
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         D. Eusebii emisseni homiliae in evangelia, quae cunctis diebus dominicis totius anni ac seriis Quadragesimalibus legi solent, nunc primùm in lucem aeditae. Quibus annecti curauimus eiusdem Homilias de praecipuis anni festiuitatibus

      apud Ioan. Steelsium, ANVERSA 1558 - LATINO Cinquecentina rilegata in tutta pergamena con bottello scolorito al dorso riportante il titolo in oro, usura al piatto anteriore. Dorso e piatto ant. Distaccati dalla legatura. Frontespizio con marca incisa riportante il motto "parvae crescunt concordia res" presente altra marca incisa lateralmente ma parzialmente mutila per rifilatura, quest' ultima rende parzialmente leggibili i titoli ad alcune pagine. Legatura salda normali segni del tempo. Pagine numerate consequenziali solo al verso. Presenti richiami e segnatura dei fascicoli.

      [Bookseller: Biblioteca di Babele]
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         LES SINGVLARITEZ DE LA FRANCE ANTARCTIQVE, AVTREMENT NOMMEE AMERIQUE...

      Aanvers [i.e. Antwerp]: De l'imprimerie de Christophle Plantin..., 1558. [8],163,[1] leaves. 20th-century red calf, spine gilt. Light rubbing to extremities. Bookplates on front pastedown. Light soiling, minor foxing. Very good. One of the foundation works of New World discovery, containing one of the first extensive descriptions of Canada, one of the three classic accounts of Brazil in the 16th century, and some of the best early illustrations of American Indians and American animals (including the first depiction of the buffalo). Thevet originally went to the New World with the Villegagnon expedition in 1555 to colonize Brazil. The whole first section of this work is devoted to Brazil, and with the narratives of Lery and Staden, it ranks as one of the great early accounts of that country, its natives and fauna. The latter includes one of the first descriptions of tobacco, which Thevet is generally credited with introducing to France upon his return. Borba de Moraes calls this volume "a book of the greatest importance to Brazil." It is equally important as one of the first works relating to Canada, which Thevet claims to have visited after coasting north during his return from Brazil to France. Thirty pages are devoted to a description of Canada and Newfoundland, preceded in date of publication only by Cartier, and Ramusio's description of Cartier. "One of the rarest of Canadiana, only a few copies are known. In this book one finds one of the earliest accounts of Newfoundland, and a first account of the fauna and flora in Canada" - Lande. There are extensive descriptions of the natives, their dress and way of life. Much of this information is probably based on Cartier. Another primary point of interest is the woodcuts which adorn the text. These excellent illustrations, evidently from life, are some of the earliest illustrations of American Indians and American animals. The Brazilian scenes accurately depict Indian ceremonies, warfare and customs. The Canadian Indian plates show the use of snowshoes in hunting. The first depiction of the buffalo is the most celebrated of the natural history plates, but there are many others. These illustrations were extensively copied, especially by De Bry, and many became the points of origin for New World iconography. This is the first Antwerp edition of Thevet, issued the year after the extraordinarily rare Paris 1557 edition. There is another Paris edition of 1558 as well. This was one of the first books printed by the celebrated Plantin family of printers. All three early editions are very rare. STREETER SALE 21. LANDE 833. BORBA DE MORAES, p.858. CHURCH 108. EUROPEAN AMERICANA 558/41. SABIN 95440. JCB (3)I:202.

      [Bookseller: William Reese Company - Americana]
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         1558 Gothorum Olaus Magnus History SWEDEN Scandinavia Norway Finland Denmark MAP

      Basileæ : Ex officina Isingriniana, anno a Christo nato M.D.LVIII. [1558]. - 1558 Gothorum Olaus Magnus History SWEDEN Scandinavia Norway Finland Denmark MAP Second edition of one of the earliest histories of Sweden, Norway, Finland, and Denmark by Johannes Magnus. It includes a woodcut map of Scandinavia and in-text woodcut illustrations. This book also includes the Gothic alphabet of Ulfilas (p. 31). (G&R 609). The majority of this work deals with Swedish history prior to AD 1000 and the interaction with the Goths. The work was not published until ten years after Magnus’s death. It serves to be very patriotic in nature, and suggests ills toward Denmark from a Swedish point of view. An extremely rare title worthy of any collection. Item number: #617 Price: $1500 MAGNUS, Johannes Gothorvm Sveonvm'que historia, : ex probatis antiquorum monumentis collecta, & in xxiiij. libros redacta Basileæ : Ex officina Isingriniana, anno a Christo nato M.D.LVIII. [1558]. Details: • Collation: [16], 907, [101] o Lacking leaf K2 (p. 515, 516) and Z1 (p. 721, 722) o Signatures: [*] • References: Gilhofer & Ranschburg 609; Adams M137; • Binding: Vellum; tight and secure • Language: Latin • Size: ~7in X 4.5in (18cm x 11.5cm) Our Guarantee: Very Fast. Very Safe. Free Shipping Worldwide. Customer satisfaction is our priority! Notify us with 7 days of receiving, and we will offer a full refund without reservation! 617 Photos available upon request [Attributes: First Edition; Hard Cover]

      [Bookseller: Schilb Antiquarian]
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         DISCORSO SOPRA LA CASTRAMETATIONE & BAGNI ANTICHI DE I GRECI & ROMANI. Et nuovamente revisto & ricorretto dall’istesso Auttore. Con l’aggiunta della figura del Campo Romano.

      (Bologna), per Innocente Olmo, 1558. In-16 p. (mm. 153x99), p. pergam. coeva (risg. rifatti), 80 cc.num., 3 cc.nn. (manca l'ultima c.b.), marca tipografica al frontespizio, molto ben illustrato nel t. da 43 tavv. xilografate, a p. pag., che raffigurano antichi romani in tenuta militare (a piedi e a cavallo) e alle terme. Manca la tavola (ripieg.) del “Campo Romano”. Cfr. Choix de Olschki,II,1837 per l'ediz. del 1559: “les bois ombrés sont imités assez bien d'après ceux des premières édit. lyonnaises.. les figures sont dessinées assez librement après les médailles, bas reliefs, statues etc. de l'antiquité romaine. Important surtout pour l'histoire du costume militaire chez les Romains” - Adam,I, p. 370 - Cat. the British Library, p. 228.
La c. 30 restaur. per strappo; le ultime 3 sapientemente restaur. per manc. marginale; solo lievi tracce d'uso, altrim. ben conservato.


      [Bookseller: Libreria Malavasi sas]
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         Exactissima Flandriae descriptio

      Venezia 1558 - Acquaforte e bulino, 1558, priva di firma. Esemplare nel probabile secondo stato di due, con la data corretta in 1559; tuttavia un primo stato con la data 1558 non è citato nelle bibliografie. Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva con filigrana "scala nel cerchio con stella", rifilata al rame e con margini coevi aggiunti, in ottimo stato di conservazione. Grande rosa dei venti nel Mar Germanico affiancata da stemmi e galeoni, compasso, cartiglio e titolo con descrizione allineati lungo il margine inferiore. La carta è una riduzione della mitica mappa murale del Mercator, pubblicata circa nel 1540 a Louvain. La prima derivazione di questa mappa fu pubblicata a Roma da Michele Tramezini nel 1555, e quindi è probabile che lo Zenoi vide questa carta e decise di pubblicarne una variante per il florido mercato veneziano. La data nel cartiglio è chiaramente corretta, con l’aggiunta di un numero alla fine più grande; per questo motivo ipotizzo che debba sicuramente esistere uno stato antecedente della mappa. Domenico Zenoi fu attivo incisore e stampatore di mappe, come anche di scabrose tavole erotiche che più volte gli causarono problemi con le autorità veneziane. È possibile che lo Zenoi, in origine alle dipendenze dello stesso Forlani, acquistò il materiale cartografico del veronese per integrarlo in qualità di editore. Tra le poche notizie certe sull’attività dello Zenoi, vi è quella della richiesta inoltrata al Senato Veneto, poi accordato nel 1566, di un privilegio per l’incisione delle stampe. Freschissima impressione di questa importante mappa delle Fiandre. Etching and engraving, 1558, without signature. Example of the second state of two, with the date 1559, even the map with the date 1558 is unknown. A magnific impression on conmtemporary paper with " stair in a circle with star" watermark, trimmed to the platemark and with the usual margins added, in very good conditions. A faithful reduction of the great map in 4 sheets by G. Mercator, of 1540. One of the three known variants by Domenico Zenoi [Cenoi, Zenoni, Zeno]. Two known editions, of which this is one, the date is stated within the cartouche. A third edition dated 1559 has the dates stated just outside the cartouche description. Very nice impression of this rare map. Tooley, Italian Atlases, 200; Bury, The prints in Italy, p. 236. Dimensioni 505x420. Dimensioni 505 420mm [Attributes: Soft Cover]

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         Synodus Gangrensis, Evangelicae Promulgationis [Bound with Two Titles]

      1558 - Three Sixteenth-Century Studies of Early Canon Law [Canon Law]. Gangra, Synod of. Quintin, Jean [1500-1561], Editor. Synodus Gangrensis, Evangelicae Promulgationis anno Circiter Trecentesimo Congregata. Iam tot Abiere Secula, Seculi Praesentis Errores Multasque Multorum Superstititones [et] Impietates Condemnans. Explicata Commentariolis Joannis Quintini Haedui, Iuris Doctoris, & Ordinarii Professoris, In Foecunda Sanctorum Studiorum Parente, Parisiorum Universitate. Ex Gratiani Distinct. XXX. Paris: Apud Andream Wechelum, Sub Pegaso, In Vico Bellouaco, 1560. 233, [7] pp. Text in Greek and Latin. First edition. OCLC locates 1 copy in North America (UC-Berkeley Law School). [Bound with] Quintin Jean. [Gratian, The Canonist]. Apostoli Describentis Episcoporum, Presbyterorum et Diaconorum Mores Semeiosis ex Viginti Quinque Gratiani Distinctionibus Excerpta. Decretorum Parte Prima. De Clericorum Moribus et Singulari Vita. Divus Hieronymus Dedit Huiusmodi Tractatui Nomen, Speculum Sacerdotii. Aeditio Secunda, Cum Recognitione. Paris: Apud Andream Wechelum, Sub Pegaso, In Vico Bellouaco, 1559. 160 pp. Text in Greek and Latin. Third and final edition. OCLC locates 1 copy in North America (Huntington Library). [And] Zonaras, Joannes [12th C.]. Casaubon, Isaac [1559-1614], Annotator. Quintin, Jean, Preface. Octoginta Quinque Regulae, Seu Canones Apostolorum: Cum Vetustis Joannis Monachi Zonarae in Eosdem Commentariis, Latine Modo Versis. Paris: Apud Andream Wechelum, Sub Pegaso, In Vico Bellouaco, 1558. [xvi], 86, [2] pp. Text in Greek and Latin. First edition. OCLC locates 2 copies in North America (Princeton, UC-Berkeley Law School). Quarto (8-3/4" x 6-3/4"). Contemporary limp vellum with lapped edges, later calf lettering piece to spine, ties lacking. Some rubbing to extremities, light soiling to boards, spine darkened, some edgewear to lettering piece, front hinge partially cracked. Some toning to interior, some leaves have negligible light foxing. Three tiny owner signatures to title page of Synodus Gangrensis, interiors otherwise clean. * This volume collects three books relating to early canon law. Synodus Gangrensis reviews Gratian's analysis of the decrees of the Synod (of Council) of Gangra. These decrees were later ratified by the Council of Chalcedon, one [Attributes: First Edition; Hard Cover]

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        "The Venetian Ball, or The Wedding of Antenor."

      1558. After the engraving by Hendrik Goltzius (1558-1616) after Dirk Barensz (1534-1592). 165 x 165 mm. Matted. After the engraving by Hendrik Goltzius (1558-1616) after Dirk Barensz (1534-1592). 165 x 165 mm. Bartsch 247; Hollister 13

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