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Delle cose notabili che sono in Venetia. Libri due ne quali ampiamente, e con ogni verità , si contengono Usanze antiche. Habiti et vestiti. Officii e Magistrati. Vittorie illustri. Senatori famosi. Huomini letterati. Principi e vita loro. Tutti i Patriarchi. Musici de piu forti. Fabriche e Palazzi. Scultori e loro opere. Pittori et pitture
In 8vo (cm 14,5); cartonato recente; cc. (8), 79, (1 bianca). Due timbri di biblioteca estinta sul frontespizio (uno con al centro un piccolo foro che non causa danno al testo), fioriture sparse, piccolo segno di tarlo nell'angolo inferiore esterno di quasi tutto il volume che non tocca il testo, ma nel complesso copia più che buona.RARA PRIMA EDIZIONE, seconda tiratura. La prima tiratura, datata 1561, uscì dai torchi di Comin da Trino. Questa seconda tiratura, identica in tutto alla prima (salvo per l'omissione del nome dell'autore in calce alla dedica ad A. Tornimbene datata 17 settembre 1561), fu stampata da D. Farri probabilmente per conto dello stesso Comin da Trino. L'edizione apparsa nel 1556 con il titolo Tutte le cose notabili e belle che sono in Venetia e sotto lo pseudonimo di Anselmo Guisconti, comunemente considerata come la prima edizione, è in realtà  solo un primo abbozzo di dodici carte (cfr. E. Bonora, Ricerche su Francesco Sansovino imprenditore libraio e letterato, Venezia, 1994, p. 187). «Il libretto, veramente tascabile, deve fornire tutte le cognizioni necessarie al forestiero; è redatto nella forma dialogata che ritornerà  anche in seguito nella letteratura delle guide. Uno del paese dà  a un "forestiere" cortesi e esatte informazioni su tutte le cose che potevano suscitare la curiosità  in questa meravigliosa città ... Notevole è l'attenzione rivolta alle opere d'arte, come è naturale, e ci ha conservato alcune notizie preziose. Un particolare valore di fonte ha la descrizione delle pitture del Palazzo Ducale distrutte dal fuoco nel 1577 tanto più che il Sansovino ne aveva redatto una parte del programma letterario (per la Sala delle quattro porte). Non è certo questa una guida nel senso della letteratura posteriore dei Ciceroni e del suo interesse esclusivamente o prevalentemente storico - artistico, secondo il modello dato per Firenze dal vecchio Albertini; ma è straordinariamente istruttiva e importante come il più antico documento relativo a Venezia e, come si è detto, specialmente per il suo carattere di città  turistica» (J. Schlosser Magnino, La letteratura artistica, Firenze, 1967, pp. 368 - 369 e 379 - 380). L'opera, fortunatissima (si contano numerose ristampe fino al 1602), non è da confondersi con un'altra opera dello stesso Sansovino dedicata alla città  lagunare, ossia la Venetia città  nobilissima et singolare (Venezia, 1581), che viene brevemente citatata nel presente dialogo, quando il Veneziano invita il Forestiero a visionare presso di lui il manoscritto di una grande opera in preparazione su Venezia. I contenuti delle due guide sono pressocché analoghi, anche se qui sono espressi in modo più conciso e sintetico. «In addition to the history of Venice, one could find in it population statistics, its daily consumption of flour, a brief analysis of the functions of the chief courts, brief resumés of all the doges, and the location of the prostitutes (who were all foreigners according to Sansovino) with the information that they were fined twenty soldi if a patron became diseased. The Venetia and the Cose notabili in Venetia were enlarged and often reprinted, testifying that readers found the books useful. Sansovino's historical guides were storehouses of the practical information that merchants and statesmen, as well as casual tourists, would appreciate» (P.F. Grendler, Francesco Sansovino and Italian Popular History 1560 - 1600, in: "Culture and Censorship in Late Renaissance Italy and France", London, 1981, p. 167). F. Sansovino nacque a Roma dal celebre scultore Jacopo Tatti Sansovino. In seguito al sacco di Roma i due trovarono rifugio a Venezia. Francesco studiò legge a Padova, Firenze e Bologna. Nonostante vari tentativi paterni di trovare una posizione di prestigio per il figlio presso la corte papale, Francesco preferì lasciare Roma e fare ritorno a Venezia, dove nel 1553 sposò una donna veneziana di buona, ma non nobile famiglia, e cominciò la sua brillante carriera di scrittore. «In his career Sansovino wrote, translated, or edited about eigthy books, nearly half of an historical nature. He worked on his own initiative and lived on the income of his books; with one exception he did not write commissioned histories. His income came from sales, from editing fees, and from the gifts of dedicatees. From 1560 to 1570 and again from 1578 to 1581 he operated his own press. Since the majority of his printings were his own compositions and translations, he probably realized a greater profit by controlling the entire operation... Sansovino was acquainted with nearly all the poular vernacular authors whose publishing careers centered in Venice - Pietro Aretino, Anton Francesco Doni, Ortensio Lando, Luca Contile, Andra Clamo, Bernardo Tasso, Lodovico Dolce, and many others» (Grendler, op. cit., p. 142). Edit16, CNCE36442. G. Melzi, Dizionario di opere anonime e pseudonime di scrittori italiani, Milano, 1848, I, pp. 260 - 261. E.A. Cicogna, Iscrizioni Veneziane, Venezia, 1853, IV, pp. 70 - 71. \
      [Bookseller: Libreria Govi Alberto]
Last Found On: 2015-04-22           Check availability:      maremagnum.com    

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