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Giannetto opera che ottenne dalla Società  fiorentina dell'istruzione elementare il premio promesso all'autore del più bel libro di lettura morale ad uso de' fanciulli
Tre volumi in 16mo (voll. I e III cm 18; vol. II cm 16,5); il primo ed il terzo volume sono in brossura editoriale stampata ed intonsi con barbe (manca il piatto anteriore del III vol.), mentre il secondo volume è rilegato in mezza pelle dell'epoca con fregi e titolo in oro al dorso, piatti in carta colorata con cornice in oro; pp. XVI, 196 + antiporta incisa, pp. (4), 247, (5) + pp. VII, (1 bianca), 341, (15, di cui 2 bianche). L'antiporta del secondo volume è protetta da velina e rappresenta un fiore di giglio, un ramo di prezzemolo ed uno di cicuta. A parte alcune lievi ingialliture e fioriture sparse (più forti nel secondo volume), ottima copia conservata entro astuccio di cartone marmorizzato e camicie in mezza pelle rossa recanti il titolo dell'opera in oro sui dorsi.RARISSIMA PRIMA EDIZIONE. «Il 23 dicembre del 1835 la "Società  formata in Firenze per la diffusione del metodo di reciproco insegnamento" era chiamata ad assegnare il premio di 1000 lire all'autore di "un'opera originale italiana la quale serva ad un tempo d'esercizio di lettura e d'istruzione morale per i fanciulli". Dei quattro manoscritti pervenuti, due si imposero alla Commissione, l'uno era "diviso in tre parti intitolate Il buon fanciullo, Il buon giovanetto, Il galantuomo", mentre l'altro aveva per titolo Giannetto. Ancora manoscritte e siglate con un motto, le Letture giovanili di Cesare Cantù e il Giannetto di Luigi Alessandro Parravicini si trovavano cosà­, per la prima volta, di fronte: e per mezzo secolo, e piຠoltre ancora, avrebbero continuato a venir avvertiti come due diversi modelli di manualetto popolare, di libro sussidiario per i fanciulli avviati all'alfabetizzazione. Il premio fiorentino era indivisibile, e fu assegnato al Parravicini; un enorme consenso di pubblico, e il succedersi di edizioni sia autorizzate dagli autori sia abusive, corrispose ad entrambe le opere.I moderati della Società  fiorentina dovevano aver percepito nell'implacabile moralismo cattolico di Cantù un'ipoteca autoritaria e conservatrice che Parravicini aveva schivato: il suo richiamo al buon senso quotidiano e il suo innocuo enciclopedismo, scevro di richiami ideologici, gli aprivano ora un credito e un'udienza, che avrebbe a lungo continuato a godere. I due scrittori non erano amici, né tali sarebbero mai diventati, ma avevano in comune la provenienza: entrambi lombardi, milanese il Parravicini, brianzolo il Cantù, erano comaschi d'adozione. Il primo dirigeva la Scuola elementare maggiore di Como sin dal 1826; il secondo aveva insegnato in quel ginnasio quattro anni, dal 1828 al 1832, si era fatto storico della città  e della diocesi, e delle tradizioni lariane doveva restare cultore. Nel 1835 le loro strade si erano ormai definitivamente divise: Parravicini non perdeva occasione per ribadire il suo zelo di pubblico funzionario; Cantù dopo undici mesi di detenzione era stato rimosso dalla cattedra e viveva lavorando per i giornali e i librai» (M. Berengo, Appunti su Luigi Alessandro Parravicini. La metodica austriaca della Restaurazione, in: "Omaggio a Piero Treves", a cura di A. Mastrocinque, Padova 1983, p. 1). L'opera si compone di cinque parti. La prima riguarda l'uomo sia da un punto di vista anatomico che da un punto di vista comportamentale. La seconda parte tratta dei mestieri, delle arti e delle scienze. La terza rigurda la terra da un punto di vista geografico e naturalistico. La quarta riporta esempi quotidiani di virtù ad istruzione dei fanciulli. La quinta e ultima parte, divisa a sua volta in ventisette giornate, narra episodi patriotici e "morali" tratti dalla storia italiana, dai re di Roma a Napoleone Bonaparte. L.A. Parravicini, pedagogista seguace di A. Rosmini e di J. H. Pestalozzi, fu direttore scolastico a Como e a Venezia, dopo un'esperienza come direttore di corsi di metodo nel Canton Ticino, che gli ispirarono un interessante Manuale di pedagogia e di didattica (1842 - '45). La sua fama è tuttavia soprattutto legata al Giannetto, vero e proprio best - seller per ragazzi dell'epoca. Lo stesso Collodi si occupò di modernizzare e migliorare l'opera e nel 1876 diede alle stampe la sua revisione intitolata Giannettino. ICCU, ITICCURAV271788. CLIO, V, p. 3451. D. Giorgietti, Prima di Pinocchio. Libri tra due secoli. Libri per bambini e ragazzi nel mondo tra il 1781 e il 1881, Firenze, 1982, p. 26. \
      [Bookseller: Libreria Govi Alberto]
Last Found On: 2015-04-19           Check availability:      maremagnum.com    

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