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Discorsi sopra Cornelio Tacito nuovamente posti in luce. Con due tavole, una de' Discorsi, e luoghi di Cornelio sopra i quali sono fondati: l'altra delle cose più Notabili. Alla Serenis. Madama Christiana di Loreno Gran Duchessa di Toscana.
per Filippo Giunti,, in Vinezia, 1599 - In-8° (210x152mm), pp. (32), 523 [i.e. 543], (40) d'indice bicolonne, legatura coeva p. pergamena flessibile con titolo calligrafato in antico al dorso. Marca con giglio giuntino al frontespizio. Fregi tipografici istoriati incisi su legno. Estesi indici preliminari e finali. Una macchia antica di inchiostro al margine inferiore del piatto anteriore. Antica scritta con motto latino al risguardo. Un restauro antico al margine inferiore del frontespizio; un alone al frontespizio. Aloni e bruniture sparse di lieve entità. Buon esemplare nel complesso. Reimpresione giuntina di significativo documento del tacitismo rinascimentale, da molti giudicato il capolavoro del poligrafo leccese."Nei centoquarantatré Discorsi di cui consta la sua trattazione, egli ricava dagli Annali e dalle Istorie dello scrittore latino altrettanti spunti per dissertare su numerose, spicciole questioni politiche, militari, economiche. L'A. si inserisce, quindi, di pieno diritto in quella tendenza dottrinale cui è stato dato il nome di "tacitismo", e della quale, anzi, egli è uno degli esponenti primi e più autorevoli, nonché più significativi, per lo meno a motivo della sua presa di posizione. In questo senso: mentre il Botero, con la sua Ragion di Stato (1589), aveva denunziato il tacitismo quale maschera del machiavellismo, l'A., scrivendo dopo di lui, quasi deliberatamente s'industria di sfruttare i passi di Tacito ai fini di un suo permanente atteggiamento antimachiavellico. nella storia dell'antimachiavellismo del Cinquecento, l'A. si aggiudica un posto irrefutabile, ma anche tutto a sé: giacché sarà necessario convenire che, a differenza di certo antimachiavellismo dozzinale e superficiale, comune ai più, la polemica di lui, se pur programmatica, si mantiene abitualmente su un corretto piano di critica erudita, pacata e non volgare." (Rodolfo De Mattei in D.B.I., III). L'Ammirato (Lecce, 1531-Firenze, 1601) fu commediografo, scrittore di oratoria, storiografo di Cosimo de'Medici ("Istorie fiorentine"), segretario di Alessandro Contarini a Venezia (qui fu costretto ad abbandonare precipitosamente la città in seguito alla scoperta della sua relazione d'amore con una Contarini), amico dell'Aretino, poeta petrarchista, fondatore dell'Accademia dei Trasformati, onorato da immensa fama a suo tempo. Cfr. Camerini, II, 205. Adams, A-981. STC Italian Books, p. 26. Bozza, Scrittori Politici, n. 48, nota. Gamba, 1194, nota. Poggiali, II, p. 98. Haym, p. 46: "Uno de' migliori commentari che abbiamo sopra Tacito". EDIT16 CNCE 1593.
      [Bookseller: Gilibert Libreria Antiquaria (ILAB-LILA)]
Last Found On: 2014-09-24           Check availability:      AbeBooks    

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