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Il Sacrificio di Isacco
1640. Acquaforte, 1640 - 50, privo di data e firma. Stato unico. Il tema del sacrificio di Isacco è raccontata nella Genesi (22: 1 - 19): Dio comandò ad Abramo di sacrificare il suo unico figlio, Isacco, come prova della sua obbedienza. La storia è stata interpretata come una prefigurazione della crocifissione di Cristo, che il Padre ha mandato per essere sacrificato. Testa raffigura il momento in cui appare un angelo e arresta il braccio di Abramo che sta per colpire suo figlio; Nel frattempo, un altro angelo porta un agnello sacrificale da sostituire a Isacco. Presso il Museo Teylers, ad Haarlem, è conservato un disegno, a penna e inchiostro, solo leggermente più grande e corrispondente a questa incisione nella maggior parte dei dettagli. Harris e Brigstocke riferiscono la realizzazione di questa incisione alla fine del decennio 1630, mentre Bellini ritiene appartenga agli ultimi anni di Testa, o al periodo compreso tra il 1645 e il 1650, in relazione con la serie del figliol prodigo. Cropper suggerisce il biennio 1640 - 1642, più vicino a L'Adorazione dei Magi e al dipinto della Presentazione della Vergine al Tempio. Tuyll ha osservato che l'invenzione di Testa può essere collegato al rilievo in terracotta dello stesso soggetto di Alessandro Algardi, probabilmente della fine degli anni 1630, ora al Seattle Art Museum. Ci sono molte differenze tra i due, ma le proporzioni e la figura di Abramo potrebbero indicare che la sua conoscenza del rilievo. Testa può anche aver visto l'omonimo dipinto del Domenichino, ora al Prado, nel quale l'angelo toglie il pugnale dalla mano di Abramo e il paesaggio ha molte corrispondenze con quello interpretato da Testa. Come spesso accade per le sue stampe di questo periodo, che si occupano di temi austeri o tragici, l'incisione del sacrificio di Isacco illustra uno dei di brani biblici più drammatici. La propensione di Testa per tali soggetti potrebbe essere condizionata dalla sua complessa personalità, e alla sua depressione. Com'è noto, si suicidò annegando nel Tevere, all'età di 38 anni. Etching, 1640 - 1650, without date and signature. Only state. The subject of Isaac's sacrifice is told in Genesis (22: 1-19): God commanded Abraham to sacrifice his only son, Isaac, as proof of his obedience. The story was interpreted as a prefiguration of the crucifixion of Christ, whom the Father sent to be sacrificed. Testa depicts the moment when an angel appears and stays Abraham's arm as he is about to strike his son; meanwhile, another angel brings a sacrificial lamb to be substituted for Isaac. There is a fully resolved compositional drawing for this etching, in pen and ink, only slightly larger and corresponding to it in most details, preserved in the Teylers Museum, Haarlem. Harris and Brigstocke place this etching in the 1630s, whereas Bellini considers it to belong to Testa's last years, or between 1645 and 1650, relating it to the series of the story of the Prodigal Son. Cropper suggest 1640 - 42, closer to The Adoration of the Magi and to the painting of The Presentation of the Virgin in the Temple. Tuyll have observed that Testa's invention may be connected to the terra - cotta relief of the same subject by Alessandro Algardi, probably from the late 1630s, now in the Seattle Art Museum. There are many differences between the two, but the proportions and appearance of Testa's figure of Abraham may well indicate his knowledge of the relief. Testa may also have known Domenichino's painting, now in Museo del Prado, in which the angel also removes the dagger from Abraham's hand and a brilliant landscape is similarly juxtaposed to the shady trees behind Abraham, whose features likewise resemble those portrayed by Testa. As is often the case with Testa's mature prints, which deal with austere or tragic themes, the etching of The sacrifice of Isaac illustrates one of the most dramatic of biblical passages, touching on heroic suffering and the psychological conflict of the father figure, Abraham. Testa's proclivity for such subjects might have been an extension of his own mental despair: by all accounts he appears to have been an isolated soul beset with melancholy at his failure to succeed as a painter. He committed suicide by drowning himself in the Tiber at the age of 38. Cropper, Pietro Testa 1612-1650: prints and drawings, pp145 - 49. no 7; Bartsch XX.215.2; Paolo Bellini, L'opera incise di Pietro Testa, n. 26 232 289
      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
Last Found On: 2016-08-31           Check availability:      maremagnum.com    

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