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Pescagioni del Conte della Torre Cesare Gaetani de' Marchesi di Sortino, Diputato ai Regj Studj, Custode del Fonte d'Aretusa, e suoi Agricoltori, Pastori e Pescatori Aretusini.
- Siracusa, Stamperia Vescovile, e Senatoria di D. Francesco Maria Pulejo, 1797. Con Approvazione. In 8vo, 1 c.b., front. privo di qualsiasi marca o fregio editoriale (quasi si trattasse di un ante litteram), segue pagina di dedica a "Maria di Uomo e di Dio Vergine Madre. A Te Stella del Mare Mattutina queste Mie Pescagioni Ossequiosamente Offro e Consagro. Preghiera al Glorioso Martire S. Agapeno", p. XVI (con la suddetta dedica, la Prefazione e l'Indice degli Idilli), 336 (che iniziano con l'Idillio I, "La Pesca Secca", all'interno del quale si trova l'unica carta del volume (con bella filigrana ma non identificata), incisa in rame in b/n e più volte ripiegata, dedicata alla Grandezza del Cavalier Pierantonio Gaetani, con la pianta della tonnara di Fontanebianche e dieci voci in didascalia, 1 c. b., leg. orig. in carta decorata ai piatti (tipo remondiniano). Cesare Gaetani, conte della Torre (Siracusa, 1718 – 1805), compì gli studi nel Collegio dei Gesuiti a Palermo, coltivando gli studi sacri, la poesia, le lettere e la storia della patria. Fu uomo cortese con tutti, anche con quelli di umili condizioni. Già nel 1748 diede alla luce un volume, col titolo "Dissertazione sull'origine apostolica della Chiesa Siracusana". Ricco di amor patrio, studiava edifici, iscrizioni greche, vasi, lucerne e altri oggetti antichi. I letterati e i viaggiatori stranieri si rivolgevano a lui per la visita dei monumenti e si tenevano con lui in corrispondenza, come si sa da un grosso zibaldone contenente le lettere indirizzategli dallo Swinburn, dal conte di Borch, dal Torremuzza, dal Villabianca, dallo Schiavo, dall'Amico, da Hamilton, da Francesco Danieli, da Pietro Napoli Signorelli, dai quali documenti si evince pure che per tutto il suo impegno egli riscosse sempre molti elogi.Fin da giovane fece parte dell'Accademia Aretusea, fondata nel 1753, della quale fu attivo custode. Nel 1758, pubblicò in versi italiani le "Odi" di Anacreonte, e nel 1776 tradusse Teocrito, sempre in rime. Nel 1768, in seguito alla soppressione dei gesuiti, fu nominato direttore delle scuole, del collegio e del convitto dei nobili giovanetti, nonché custode della ricca libreria, che per ordine superiore, fu poi trasportata a Catania. Egli riuscì a salvare qualche volume, che insieme con tutti i suoi libri donò in seguito alla biblioteca del vescovo Alagona. Avendo fatto studiare ai suoi alunni il "De Officiis" di Cicerone, concepì il disegno di un poema didascalico, intitolato "I doveri dell'uomo", che diede alle stampe nel 1790.Dal 1749 fino quasi alla fine del secolo, compose molti drammi sacri, che, musicati, vennero rappresentati per la festa annuale di S. Lucia, per la Madonna dei Poveri e in altre religiosità;tradusse in versi italiani l'omelia di Natale di S. Leone Magno; pubblicò, sempre in versi italiani, seguendo il testo ebraico, una bella parafrasi del salmo novantasette. Per incarico del Senato e con l'aiuto di Tommaso Gargallo, mise ordine alle vecchie pergamene che si conservavano nel palazzo comunale; tale fatica gli fu di stimolo per compilare gli "Annali di Siracusa", in tre volumi, che cominciano dal 1080, quando vennero in Sicilia i re normanni, e terminano nel 1800; questi suoi annali sono rimasti manoscritti e si custodiscono nella Biblioteca Arcivescovile Alagoniana (diede alle stampe un solo capitolo, che riguarda il periodo della Camera Reginale). Fu l'abate Giuseppe Capodieci, che frequentava la casa del Gaetani, che prese l'idea e ampliandola fu lui a scrivere, in grossi volumi, gli "Annali di Siracusa", dalla fondazione della città all'anno 1810. Tutti gli anni, durante il periodo della pesca, il Gaetani si recava nella sua tonnara di Fontane Bianche, trascorrendo il tempo coi suoi libri, con la ciurma marinaresca e coi pochi amici che andavano a visitarlo. Là preparò "Le Pescagioni", questo libro contenente 25 idilli, che diede alle stampe nel 1797, e che fu molto lodato dai letterati del tempo. Altri 17 idilli rimasero inediti.La Fonte Ar
      [Bookseller: BOTTEGHINA D'ARTE GALLERIA KÚPROS]
Last Found On: 2016-06-15           Check availability:      AbeBooks    

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