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        Le Logge di Raffaello

      1774. Serie completa di 12 incisioni all'acquaforte, 1774/6, firmate e datate in lastra in basso a destra. Magnifiche prove, impresse su carta vergata coeva con filigrana "scudo con giglio" (ove presente), con ampli margini, carta con barbe, in eccellente stato di conservazione. La famosa serie delle Logge che reca i nomi di Giovanni Volpato e Giovanni Ottaviani, datata 1772/6 ebbe una gestazione lunga e travagliata, giustificata dall'enorme mole di lavoro. La serie, a cui il Volpato deve gran parte della sua notorietà nell'ambiente romano del tempo, è la prima opera che affronta, in modo dettagliato e completo, la riproduzione degli ornati dei pilastri delle Logge affrescate da Raffaello. Uscirono in tre volumi tra il 1772 ed il 1776, frutto della collaborazione del pittore Gaetano Savorelli, dell'architetto Pietro Camporesi e dell'incisore Giovanni Ottaviani per la prima parte, cui dal 1772 si aggiunsero Ludovico Teseo e il Volpato, che firmarone le tavole della terza parte, raffigurante i pilastri. L'intervento di Volpato, che assunse in certo senso la direzione dell'opera legando il suo nome all'impresa, costituisce il motivo del suo trasferimento a Roma, probabilmente chiamato da Clemente XIV (1769 - 1774). Le tavole del Volpato, incise tra il 1774 ed il 1776 con la collaborazione del Teseo che si occupava dei rilievi, riproducono con grande libertà traduttiva i dodici contropilastri della Loggia. La scarsa visibilità della parte inferiore dell'affresco spinse l'artista ad applicare integrazioni di fantasia, come nel caso di alcuni pilastri dove sono inseriti elementi decorativi desunti dalle bordure di alcuni arazzi vaticani. Ciò non impedì tuttavia le vasta ed immediata risonanza che ebbe la raccolta, che costituì un importante repertorio figurativo da cui attingere motivi di decorazione, contribuendo al grande successo dei temi grotteschi del periodo neoclassico. Sono note delle prove con coloritura coeva; le prove destinate alla coloritura sono stampate con inchiostro marrone/bistro dai toni più delicati, come queste che presentiamo, e sono assolutamente più rare. Magnifico set, omogeneo, in eccellente stato di conservazione. A complete series of 12 etchings, 1774/6, signed and dated at lower right. Magnificent works, printed on contemporary laid paper with "shield with lily" watermark (if present), with wide margins, untrimmed, in excellent condition. The famous series of the Loggias, bearing the names of Giovanni Volpato and Giovanni Ottaviani, has been realized between 1772 and 1776; the process of realization was quite long, due to the proportion of the work. This series, which made Volpato quite famous in the Roman artistic environment of his time, is the first work that represents, minutely and completely, the pillars decorations of the Loggias painted by Raphael. Three volumes were published between 1772 and 1776, as the result of the cooperation of the painter Gaetano Savorelli, the architect Pietro Camporesi and the engraver Giovanni Ottaviani for the first part; in 1772 Ludovico Teseo and Volpato joined them and signed the plates of the third part, the one depicting the pillars. To work on this series, Volpato, who became in a way the project manager, moved to Rome, very likely upon pope Clement XIV request (1769 - 1774). Volpato's plates, engraved between 1774 and 1776 together with Teseo who worked on the relieves, represent quite freely the twelve counter pillars of the Loggia. The scarce visibility of the lower part of the fresco brought the artist to integrate the missing parts with fictitious elements, as in the decorations of some pillars taken from the tapestries in the Vatican. Nevertheless, this did not affect the immediate and huge echo the collection had, for it represented an important figurative repertoire from which many other artists could draw inspiration and it gave a remarkable contribution to the circulation of the grotesque themes of the Neoclassical period. A few print proofs with contemporary colour are known; they have been printed with a more delicate brown/bister ink, like the ones we present hereby, and are far more rare. Beautyful set, extremely well - blended, in excellent condition. Marini, Giorgio Volpato, 187/198; Pezzini in Raphael Invenit pp. 105/6, 36/45. Dimensioni 480x1060.

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Ornati delle Logge di Raffaello nel Vaticano.

      - Roma, 1774. Incisione in rame all’acquaforte e bulino, firmata e datata in basso, in lastra, cm 50,5 x 120 circa (il foglio), recente ma bella coloritura. Prova impressa su carta vergata coeva con filigrana "scudo con giglio" (di quelle di cui disponiamo ove presente), ampi margini, buono lo stato di conservazione. La serie degli "Ornati delle Logge di Raffaello nel Vaticano", ossia la riproduzione completa a stampa delle pitture dei pilastri delle Logge Vaticane ideate e affrescate da Raffaello, comprendente quarantasei tavole, fu realizzata nella sua interezza tra il 1760 e il 1777 e reca i nomi di Giovanni Volpato e di Giovanni Ottaviani (una seconda edizione sarebbe stata terminata nel 1782). Conobbe un lavoro lungo e travagliato, giustificato dall’enorme mole di lavoro. Le incisioni uscirono, per la prima parte, in tre volumi, tra il 1768 - 69 e il 1772, frutto della collaborazione fra i disegni del pittore Gaetano Savorelli (notizie seconda metà del sec. XVIII) e quelli dell'architetto Pietro Camporesi (1747 – 1831) con il lavoro di incisione di Giovanni Ottaviani (1735 ca. - 1808). Nella parte inferiore dei bulini appare un'iscrizione che riporta il nome dell'incisore, dei due disegnatori e il privilegio papale di Clemente XIII, apposto su ogni lastra incisa compresa nella prima serie, che posiziona l'esecuzione della matrice entro il 1769, data della morte del pontefice. Dal 1772 – 1774, si aggiunsero il disegnatore Ludovico Teseo (1731 – 1782) e l'incisore Giovanni Volpato (1740 – 1803). Volpato incise la matrice su disegno di Lodovico Teseo, questi due nomi firmarono le tavole della terza parte raffiguranti i pilastri. Nella parte inferiore dei bulini appare un'iscrizione che riporta il nome dell'incisore, del disegnatore e il privilegio papale di Clemente XIV. L’intervento di Volpato, che assunse in un certo senso la direzione dell’opera, legando il suo nome all’impresa, costituisce il motivo del suo trasferimento a Roma, probabilmente chiamato da Clemente XIV (1769 – 1774). Volpato deve gran parte della sua notorietà, nell’ambiente romano del tempo, a questa prima opera che affronta in modo dettagliato e completo. L'intervento del Volpato, seppur arrivato per ultimo, pare sia stato maggiore, più forte e determinante. Le tavole, incise tra il 1774 e il 1776, riproducono con grandeliberta traduttiva (a differenza della prima serie, dove la leggibilità e la conservazione degli affreschi era assai migliore, permettendo così fedeltà all'originale). Infatti la scarsa visibilità della parte inferiore degli affreschi rispetto alle lunette, spinse l’artista ad applicare integrazioni di fantasia, come nel caso di alcuni pilastri dove sono inseriti elementi decorativi desunti dalle bordure di alcuni arazzi vaticani. La raccolta ebbe vastissima risonanza e rappresentò una delle operazioni di riproduzione più impegnative, venendo a costituire un importante repertorio figurativo da cui attingere motivi di decorazione e contribuendo al grande successo dei temi grotteschi del periodo neoclassico (non dimentichiamo la grande influenza esercitata dalle importanti scoperte di Pompei e di Ercolano nella prima metà del Settecento). La decorazione di Raffaello per la galleria coperta che portava al Palazzo del Papa fu percepita subito come un'opera esemplare di decorazione all'antica e il successo fu tale da indurre amatori d'arte a commissionare disegni fedeli delle pitture raffaellesche. Questa raccolta di Ottaviani e Volpato, fu la prima raccolta organica di incisioni relative all'opera raffaellesca e grazie ad essa si poté disporre dell'intero apparato iconografico delle Logge, tant'é che fu utilizzata come strumento per lo studio delle pitture fino all'avento della fotografia. Il successo dell'opera fu notevole, lo dimostra anche l'elevato numero di tirature che essa conobbe. Sono note delle prove in coloritura coeva (gli esemplari del Quirinale con la collaborazione dello svizzero Du Cros), mentre le prove destinate alla coloritur

      [Bookseller: BOTTEGHINA D'ARTE GALLERIA KÚPROS]
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        THE HISTORY OF IRELAND. From the Invasion of Henry II. With a preliminary Discourse on the ancient state of that Kingdom. ---The Third Edition, corrected

      R. Moncrieffe. Dublin. 1774. THREE VOLUMES. Third edition, corrected. 8vo. (8.5 x 5.4 inches). Contemporary full tan calf. The spines with five raised bands. Compartments with double gilt ruled lines and gilt stamped centre decorations. Red and green labels ruled and lettered in gilt. Top of one and the bottom of another volume spine with some minor loss and front hinge of volume one cracked but firm. Outer corners rubbed and bumped. Previous owners name (Edward Clibborn - assistant secretary and librarian of the Royal Irish Academy) on title pages and small area of worm damage to the bottom of the first pages in volume one. Overall a very good set in very good 18th century bindings.

      [Bookseller: Paul Foster Books]
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        Ornati delle Logge di Raffaello nel Vaticano.

      - Incisione in rame a all’acquaforte e bulino, 1774 – 1776 circa, firmata in basso, lastra, cm 50,5 x 120 circa (il foglio), recente ma bella coloritura. Prova impressa su carta vergata coeva con filigrana "scudo con giglio" (di quelle di cui disponiamo ove presente), ampi margini, buono lo stato di conservazione. La serie degli "Ornati delle Logge di Raffaello nel Vaticano", ossia la riproduzione completa a stampa delle pitture dei pilastri delle Logge Vaticane ideate e affrescate da Raffaello, comprendente quarantasei tavole, fu realizzata nella sua interezza tra il 1760 e il 1777 e reca i nomi di Giovanni Volpato e di Giovanni Ottaviani (una seconda edizione sarebbe stata terminata nel 1782). Conobbe un lavoro lungo e travagliato, giustificato dall’enorme mole di lavoro. Le incisioni uscirono, per la prima parte, in tre volumi, tra il 1768 - 69 e il 1772, frutto della collaborazione fra i disegni del pittore Gaetano Savorelli (notizie seconda metà del sec. XVIII) e quelli dell'architetto Pietro Camporesi (1747 – 1831) con il lavoro di incisione di Giovanni Ottaviani (1735 ca. - 1808). Nella parte inferiore dei bulini appare un'iscrizione che riporta il nome dell'incisore, dei due disegnatori e il privilegio papale di Clemente XIII, apposto su ogni lastra incisa compresa nella prima serie, che posiziona l'esecuzione della matrice entro il 1769, data della morte del pontefice. Dal 1772 – 1774, si aggiunsero il disegnatore Ludovico Teseo (1731 – 1782) e l'incisore Giovanni Volpato (1740 – 1803). Volpato incise la matrice su disegno di Lodovico Teseo, questi due nomi firmarono le tavole della terza parte raffiguranti i pilastri. Nella parte inferiore dei bulini appare un'iscrizione che riporta il nome dell'incisore, del disegnatore e il privilegio papale di Clemente XIV. L’intervento di Volpato, che assunse in un certo senso la direzione dell’opera, legando il suo nome all’impresa, costituisce il motivo del suo trasferimento a Roma, probabilmente chiamato da Clemente XIV (1769 – 1774). Volpato deve gran parte della sua notorietà, nell’ambiente romano del tempo, a questa prima opera che affronta in modo dettagliato e completo. L'intervento del Volpato, seppur arrivato per ultimo, pare sia stato maggiore, più forte e determinante. Le tavole, incise tra il 1774 e il 1776, riproducono con grandeliberta traduttiva (a differenza della prima serie, dove la leggibilità e la conservazione degli affreschi era assai migliore, permettendo così fedeltà all'originale). Infatti la scarsa visibilità della parte inferiore degli affreschi rispetto alle lunette, spinse l’artista ad applicare integrazioni di fantasia, come nel caso di alcuni pilastri dove sono inseriti elementi decorativi desunti dalle bordure di alcuni arazzi vaticani. La raccolta ebbe vastissima risonanza e rappresentò una delle operazioni di riproduzione più impegnative, venendo a costituire un importante repertorio figurativo da cui attingere motivi di decorazione e contribuendo al grande successo dei temi grotteschi del periodo neoclassico (non dimentichiamo la grande influenza esercitata dalle importanti scoperte di Pompei e di Ercolano nella prima metà del Settecento). La decorazione di Raffaello per la galleria coperta che portava al Palazzo del Papa fu percepita subito come un'opera esemplare di decorazione all'antica e il successo fu tale da indurre amatori d'arte a commissionare disegni fedeli delle pitture raffaellesche. Questa raccolta di Ottaviani e Volpato, fu la prima raccolta organica di incisioni relative all'opera raffaellesca e grazie ad essa si poté disporre dell'intero apparato iconografico delle Logge, tant'é che fu utilizzata come strumento per lo studio delle pitture fino all'avento della fotografia. Il successo dell'opera fu notevole, lo dimostra anche l'elevato numero di tirature che essa conobbe. Sono note delle prove in coloritura coeva (gli esemplari del Quirinale con la collaborazione dello svizzero Du Cros), mentre le prove destinate alla coloritura s

      [Bookseller: BOTTEGHINA D'ARTE GALLERIA KÚPROS]
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        Schloß Brühl von der Eingangseite ('De Residentie te Brüell van de Benschen Zyde aan te Sien. - Le Residence de Brüell Regardé du Coté de Benschen.').

      - Kupferstich b. Saakes, 1774, 22 x 33,5

      [Bookseller: Antiquariat Norbert Haas]
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        Ornati delle Logge di Raffaello nel Vaticano.

      1774. Roma, 1774. Incisione in rame all'acquaforte e bulino, firmata e datata in basso, in lastra, cm 50,5 x 120 circa (il foglio), recente ma bella coloritura. Prova impressa su carta vergata coeva con filigrana "scudo con giglio" (di quelle di cui disponiamo ove presente), ampi margini, buono lo stato di conservazione. La serie degli "Ornati delle Logge di Raffaello nel Vaticano", ossia la riproduzione completa a stampa delle pitture dei pilastri delle Logge Vaticane ideate e affrescate da Raffaello, comprendente quarantasei tavole, fu realizzata nella sua interezza tra il 1760 e il 1777 e reca i nomi di Giovanni Volpato e di Giovanni Ottaviani (una seconda edizione sarebbe stata terminata nel 1782). Conobbe un lavoro lungo e travagliato, giustificato dall'enorme mole di lavoro. Le incisioni uscirono, per la prima parte, in tre volumi, tra il 1768 - 69 e il 1772, frutto della collaborazione fra i disegni del pittore Gaetano Savorelli (notizie seconda metà del sec. XVIII) e quelli dell'architetto Pietro Camporesi (1747 - 1831) con il lavoro di incisione di Giovanni Ottaviani (1735 ca. - 1808). Nella parte inferiore dei bulini appare un'iscrizione che riporta il nome dell'incisore, dei due disegnatori e il privilegio papale di Clemente XIII, apposto su ogni lastra incisa compresa nella prima serie, che posiziona l'esecuzione della matrice entro il 1769, data della morte del pontefice. Dal 1772 - 1774, si aggiunsero il disegnatore Ludovico Teseo (1731 - 1782) e l'incisore Giovanni Volpato (1740 - 1803). Volpato incise la matrice su disegno di Lodovico Teseo, questi due nomi firmarono le tavole della terza parte raffiguranti i pilastri. Nella parte inferiore dei bulini appare un'iscrizione che riporta il nome dell'incisore, del disegnatore e il privilegio papale di Clemente XIV. L'intervento di Volpato, che assunse in un certo senso la direzione dell'opera, legando il suo nome all'impresa, costituisce il motivo del suo trasferimento a Roma, probabilmente chiamato da Clemente XIV (1769 - 1774). Volpato deve gran parte della sua notorietà, nell'ambiente romano del tempo, a questa prima opera che affronta in modo dettagliato e completo. L'intervento del Volpato, seppur arrivato per ultimo, pare sia stato maggiore, più forte e determinante. Le tavole, incise tra il 1774 e il 1776, riproducono con grandeliberta traduttiva (a differenza della prima serie, dove la leggibilità e la conservazione degli affreschi era assai migliore, permettendo così fedeltà all'originale). Infatti la scarsa visibilità della parte inferiore degli affreschi rispetto alle lunette, spinse l'artista ad applicare integrazioni di fantasia, come nel caso di alcuni pilastri dove sono inseriti elementi decorativi desunti dalle bordure di alcuni arazzi vaticani. La raccolta ebbe vastissima risonanza e rappresentò una delle operazioni di riproduzione più impegnative, venendo a costituire un importante repertorio figurativo da cui attingere motivi di decorazione e contribuendo al grande successo dei temi grotteschi del periodo neoclassico (non dimentichiamo la grande influenza esercitata dalle importanti scoperte di Pompei e di Ercolano nella prima metà del Settecento). La decorazione di Raffaello per la galleria coperta che portava al Palazzo del Papa fu percepita subito come un'opera esemplare di decorazione all'antica e il successo fu tale da indurre amatori d'arte a commissionare disegni fedeli delle pitture raffaellesche. Questa raccolta di Ottaviani e Volpato, fu la prima raccolta organica di incisioni relative all'opera raffaellesca e grazie ad essa si poté disporre dell'intero apparato iconografico delle Logge, tant'é che fu utilizzata come strumento per lo studio delle pitture fino all'avento della fotografia. Il successo dell'opera fu notevole, lo dimostra anche l'elevato numero di tirature che essa conobbe. Sono note delle prove in coloritura coeva (gli esemplari del Quirinale con la collaborazione dello svizzero Du Cros), mentre le prove destinate alla coloritura sono stampate con inchiostro marrone - bistro, dai toni più delicati, più rare. Il set di incisoni viene citato dai principali dizionari (Thieme - Becker, Bénézit) e repertori di catalogazione. Studiato principalmente come unità all'interno della serie, prima da Passavant (1864, p. 170) e successivamente da Ruland nella collezione di Windsor Castle (1876, p. 230, 231 - 237), con la critica moderna sono i singoli fogli a diventare oggetto di studio: Dacos (1986, p. 254, n. VII B), Bernini Pezzini, in "Raphael Invenit" (1985, p. 106, n. XIII. 37), Hoper (2001, p. 479, n. G 21.35). Un'ulteriore riflessione sulle stampe di Volpato viene affrontata da Marini (1988, p. 177, n. 189) e infine da Gilet (2007, p. 176, n. 34), che riporta dati tecnici e bibliografici aggiornati e che correda con un commento stilistico sulla serie.

      [Bookseller: Studio Bibliografico Botteghina D'arte G]
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        Minéralogie, ou nouvelle exposition du Règne Minéral, Ouvrage dans lequel on a tâché de ranger dans l'ordre le plus naturel les Substances de ce Règne, et où l'on expose leurs propriétés et usages mécaniques, etc

      Paris, Vincent, 1774. 2 volumes in-8 de I. LXII, (2), 590, (2) pages et 7 tableaux ; et de II. (2), 640 pages, 6 tableaux et 4 pages de catalogue Vincent plein veau moucheté de l'époque, dos à 5 nerfs ornés 1774, 1774, , 2 volumes in-8 de I. LXII, (2), 590, (2) pages et 7 tableaux ; et de II. (2), 640 pages, 6 tableaux et 4 pages de catalogue Vincent, plein veau moucheté de l'époque, dos à 5 nerfs ornés, WARD & CAROZZI, 2219. Seconde édition, peu courante et largement augmentée de cet ouvrage parue pour la première fois en 1762. 13 tableaux dépliants donnent une représentation schématique des différentes classes. Le naturaliste Valmont de Bomare a adopté, dans cet ouvrage, le système de Wallerius et la classification de Linné. Malgré quelques rousseurs sur certains cahiers, bon exemplaire dans sa première reliure et enrichie de notes marginales anonymes du XIXe siècle

      [Bookseller: Librairie Alain Brieux]
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        Suite du Regne Animal: Oiseaux

      S.t, 1774. Gruppo di 22 inc. Le inc. sono corredate da 6 pp. di spiegazioni. Misurano cm. 42 x 29.

      [Bookseller: Libreria Cicerone M.T.]
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        SCRITTURA di possessioni per bilancio di un computista fiorentino.

      1774. In Firenze, Nella Stamperia gia Albizziniana all'Insegna del Sole, 1774, in-folio, cartonatura rustica originale, pp. 99, [1]. Una nota manoscritta a lapis sul front. attribuisce l'opera e Raffaello Secchioni, fiorentino. Rarissimo. Manca all'Einaudi e alla Kress. Ex-libris. Buon esemplare.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Gozzini]
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        ANTICHITA' PREGJ della Chiesa Guastallese. Ragionamento storico - critico del Padre...

      Reale Stamperia, 1774. in - 4 antico, pp. VII, 199, bella leg. p. perg. coeva con nervi e tit. mss al d. Front. con tit. incorniciato da fine fregio xilogr. Final. e fregi xilogr. Dedicat. a Teodora Gonzaga Duchessa di Guastalla. Lozzi 2171. Timbro di bibl. estinta, ottimo esempl. a larghi margini in solida leg. dell'epoca. [239]

      [Bookseller: Studio Bibliografico Scriptorium]
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        Machines de theatre. Recueil de planches, sur les sciences, les arts liberaux, et les arts mechaniques, avec leur explication .

      S.t, 1774. Gruppo di 49 inc. schematiche , anche se alcune presentano dei piccoli riquadri animati, di cui 9 a p. singola e le restanti a p. doppia. Le inc. sono corredate da 9 pp. di spiegazioni. Quelle a p. doppia misurano cm. 42 x 54 / 42 x 70, mentre le restanti cm. 42 x 29.

      [Bookseller: Libreria Cicerone M.T.]
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        Elemens d'algèbre. Traduits de l'allemand [par J. Bernoully], avec des notes et additions [par Lagrange]

      A Lyon, chez Jean-Marie Bruysset, 1774. 2 volumes in-8, XVI-704 + [4]-664-[3] pages veau marbré de l'époque, dos à 5 nerfs et fleuronnés, pièces de titre et de tomaison rouges, fers armoriés frappé ultérieurement en tête des dos [Marie-Louise-Nicole de La Rochefoucauld], tranches marbrées 1774, 1774, , 2 volumes in-8, XVI-704 + [4]-664-[3] pages, veau marbré de l'époque, dos à 5 nerfs et fleuronnés, pièces de titre et de tomaison rouges, fers armoriés frappé ultérieurement en tête des dos [Marie-Louise-Nicole de La Rochefoucauld], tranches marbrées, Première édition française, rare. L'originale allemande a paru en 1770 sous le titre "Einleitung zur Algebra". Cet important ouvrage de Leonhard Euler (1707-1783) pose les bases scientifiques d'un processus fondamental et déterminé. Le premier volume traite de l'algèbre ordinaire : "il contient l'un des plus anciens essais tenté pour établir les opérations fondamentales sur des bases rationnelles", ainsi que la démonstration du théorème éponyme d'Euler. Le deuxième volume, "consacré à l'analyse indéterminée ou algèbre de Diophante", contient "les solutions de quelques questions proposées par Fermat et qui n'avaient pas encore été résolues". Cette édition française comprend d'importantes notes et additions de Lagrange, dont le célèbre et remarquable exposé des résultats qu'il obtint au sujet des fractions continues arithmétiques. Sotheran 1247 et 7684. Ball, Histoire des mathématiques, pp. 84 et suiv. Barbier II, 49. Bon exemplaire provenant de la bibliothèque de la duchesse Marie-Louise-Nicole de La Rochefoucauld d'Anville (ou d'Enville, 1716-1797), avec son petit fer armorié en tête des dos (O.H.R, pl. 713). Cachet de la bibliothèque du château de La Roche-Guyon. Une coiffe partiellement arasée, un mors fendu et quelques galeries de ver superficielles en pied du tome II

      [Bookseller: Librairie Alain Brieux]
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        Auch eine Philosophie der Geschichte zur Bildung der Menschheit. Beytrag zu vielen Beyträgen des Jahrhunderts.

      - (Riga), (Hartknoch), 1774. 190 pp. 8to Contemporary boards. *pages A1-A2 slightly waterstained, on a few pages corrections in ink, ex libris Leo Polak verso frontside, good condition* Anonymously published. First edition. Wilpert/Gühring. Erstausgaben deutscher Dichtung. Eine Bibliographie zur deutschen Literatur 1600-1960, p. 532, 23 Frakturschrift. 'Mit der Schrift 'Auch eine Philosophie der Geschichte zur Bildung der Menschheit' stritt er 1774 gegen die seiner Meinung nach öde und lebensferne zeitgenössische Bildung. Gleichzeitig eröffnete er einer neuen Geschichtsauffassung den Weg, die weder auf Geschichtspessimismus beruhte noch einem uneingeschränkten Fortschrittsglauben anhing. Geschichte gliedert sich demnach in organisch aufeinander aufbauende Epochen und eine Vielfalt gleichzeitig bestehender Kulturen, die ihr jeweiliges Eigenrecht sowie ihren Eigenwert besitzen und nicht mit ihnen äußerlichen Maßstäben beurteilt werden dürfen. Dem Staat als angeblich höchster Organisationsform und Endziel menschlichen Lebens steht Herder als bloßem Abstraktum skeptisch gegenüber, wohingegen unmittelbar erfahrbaren lebendigen menschlichen Beziehungen im Rahmen von Familie, Verwandtschaft, Freundschaft und Gastfreundschaft höchster Wert als Quelle menschlichen Glückes zukomme' [Attributes: First Edition; Hard Cover]

      [Bookseller: Antiquariaat Isis]
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        BIBLE EN ANGLAIS.

      Edinburgh 1774 - 2 vol. pp, Décorative reliure avec guirlande dorée sur les plats. maroquin rouge, dos à nerfs richement orné, tranches dorées, reliure de l'époque

      [Bookseller: Librairie M. Slatkine & Fils]
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        Manoscritto membranaceo spagnolo alle armi del Re di Spagna

      1774. Manoscritto membranaceo spagnolo alle armi del Re di Spagna. Patente di nobiltà di Don Luis Bermudo Soriano y Dona Antonia Ortiz de Espinosa, datata 1774. Volume in - 4° (mm. 300 x 200). pieno marocchino rosso con ricchissime decorazioni in oro sui piani e sul dorso a sei nervi, con al centro l' arme del Re di Spagna. L' interno consta di 32 fogli in pergamena con testo calligrafato chiaramente entro riquadri a due colori (rosso e verde) decorati agli angoli, e grandi iniziali in oro, oltre testate e finaletti con vignette variamente dipinte. Contiene inoltre un grandissimo albero genealogico risalente a D. Ignacio Bermudo Soriano ripiegato f.t. e numerosi bellissimi stemmi a colori e oro compreso quello iniziale a piena pagina. Estremamente raro e perfettamente conservato.

      [Bookseller: Brighenti libri esauriti e rari]
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        Théâtre, avec des commentaires, et autres morceaux intéressans

      S.n. [Rottmann], 1774. - S.n. [Rottmann], Genève [Berlin] 1774, in-4 (19,5x26cm), (12) 572pp. et (2) 526pp. et (2) 536pp. et (2) 581pp. et (2) 510pp. et (4) 607pp. et (2) 636pp. (2) et (2) 520pp. (2), 8 volumes reliés. - Bella edizione, illustrata con un frontespizio titolo con il busto scolpito di Corneille, incisa da Watelet dopo Pierre, e 34 figure fuori testo intaglio inciso secondo Piviere, posto in cornici decorate di stile Luigi XV Anche a causa di questo artista. Leganti del tempo a pieno biondo screziato vitello. Torna con cinque nervi decorate con scatole e ornamenti dorati e parti di titolo e il volume numero di marocchino rosso e verde. Doppio dorata netto dei tagli. Tutti i bordi in marmo. Restauri di piccole e intelligenti vincolante. Molto bella copia. - [FRENCH VERSION FOLLOWS] Belle édition, illustrée d'un titre-frontispice avec le buste sculpté de Corneille, gravé par Watelet d'après Pierre, et de 34 figures hors texte gravées en taille-douce d'après Gravelot, placées dans des encadrements ornementés de style Louis XV également dus à cet artiste. Reliures de l'époque en plein veau blond marbré. Dos à cinq nerfs ornés de caissons et fleurons dorés ainsi que de pièces de titre et de tomaison de maroquin rouge et vert. Double filet doré sur les coupes. Toutes tranches marbrées. Petites et habiles restaurations à la reliure. Très bel exemplaire.

      [Bookseller: Librairie Le Feu Follet]
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        Carte de la N.le Zelande visiteée en 1769 et 1770 par le Lieutenant J. Cook commandant de l'Endeavour vaißeau de la Majesté

      1774. "Edizione francese della mappa della Nuova Zelanda del capitano J. Cook, che riporta le rotte seguite intorno alle due grandi isole (Isola del Nord e Isola del Sud) dal 6 ottobre 1769 al primo aprile 1770. James Cook fu il primo a operare il rilevamento integrale delle coste. Esemplare tratto dalla prima edizione dell'opera ""Relation des voyages entrepris par ordre de Sa Majeste´ Britannique . . ."" di John Hawkersworth, pubblicata a Parigi nel 1774. Incisione su rame, carta irregolare il solo margine sinistro, per il resto in perfetto stato di conservazione." "French edition of Cook's foundation map of New Zealand, showing the track of the Endeavour around both islands, from October 6, 1769, to April 1, 1770. From John Hawkesworth's ""Relation des voyages entrepris par ordre de Sa Majeste´ Britannique . . ."" (Paris, 1774). Copperplate, in very good condition. Endeavour came within sight of land on April 19, well north of the area charted by Tasman 125 years earlier. The New Holland (Australia) coast was exasperating, however, and Cook could not find a safe place to land until the afternoon of Saturday, April 28, when they entered Botany Bay (part of today's Sydney Harbor), which Cook later named for the wide variety of plant life found there. The Aborigines that they saw there were unintelligible to Tupaia and kept away, avoiding contact. Through May and into June, Endeavour sailed north, arcing northwest, following the Great Barrier Reef coastline. On the evening of June 10, when most of the men were sleeping, the ship struck coral, stuck fast, and began leaking. Quick thinking and decisive action by Cook and his men--pumping furiously and jettisoning fifty tons of decayed stores, stone ballast, and cannons--kept the ship afloat and allowed a temporary underwater repair. A few days later, the damaged ship was safely beached on a barren shore (near today's Cooktown, by the EndeavourRiver), and a fury of activity began more permanent work: the expedition had avoided a real disaster. (Henceforth, the British Admiralty would send Cook out with two ships for safety.) During this time, the men enjoyed more favorable interactions with the natives, but not without miscommunications and incidents of distrust. By August 13, the ship was ready to resume its journey. The labyrinth of treacherous islands and reefs was threaded slowly and carefully, with vigilance and some luck, as the expedition sailed northward through the Great Barrier Reef, westward around the northernmost point of New Holland, and into what Cook called Endeavour Strait. He stopped briefly at Possession Island (his name) where, now knowing he was in territory explored by the Dutch, he claimed the whole coastline he had just charted for King George III. It was a proud moment, essentially marking the end of Cook's first Pacific voyage's geographical discoveries." Parigi Paris 404 510

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        A DECLARATION OF THE PEOPLE’S NATURAL RIGHT TO A SHARE IN THE LEGISLATURE WHICH IS THE FUNDAMENTAL PRINCIPLE OF THE BRITISH CONSTITUTION OF STATE. / BY GRANVILLE SHARP. ; [TWO LINES IN LATIN]

      John Dunlap, [ Philadelphia ] 1774 - Disbound. Lacking blanks. Trimmed to 20cm. [Philadelphia], reprinted, and sold by John Dunlap, at the newest printing-office, in Market-Street. , 1774. References: Evans 13613 Hildeburn, C. R. Pennsylvania, 3106 Adams, T. R. American Pamphlets, 139f Subject (s) : Constitutional law Representative government and representation. Constitutional law --Great Britain. Great Britain --Politics and government --1760-1789.; 8vo; 21, [1] pages; [Philadelphia] : London, printed: Philadelphia, reprinted, and sold by John Dunlap, at the newest printing-office, in Market-Street. , 1774. References: Evans 13613 Hildeburn, C. R. Pennsylvania, 3106 Adams, T. R. American Pamphlets, 139f Subject (s) : Constitutional law Representative government and representation. Constitutional law --Great Britain. Great Britain --Politics and government --1760-1789.

      [Bookseller: Elliot's Books Since 1957]
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        Dell'uso de' conduttori metallici a preservazione degli edifizii contro de' fulmini.. Colla descrizione del Conduttore della Pubblica Specola di Padova. Con una lettera del Sig. Franklin

      Antonio Zatta, 1774. IL PARAFULMINE DELLA SPECOLA DI PADOVA In 4to grande, cartoncino originale alla rustica, pp. XXXII con antiporta in rame che mostra la torre della Specola e il parafulmine (incisa da G. Zuliani su disegno di F. Castellani). Grande vignetta allegorica sul titolo, testata e iniziale incisi in rame da Zuliani. Ottima copia a pieni margini.PRIMA EDIZIONE. Quello della Specola di Padova fu il primo parafulmine installato su un edificio pubblico nella Repubblica veneta.Quest'opera offre diversi motivi di interesse: l'erezione stessa del parafulmine avvenne con la consulenza di Horace de Saussure di passaggio a Padova, il parafulmine fu posto sulla Torlonga, un edificio medievale che nel 1761 il Senato veneto destinò ad osservatorio astronomico sotto la direzione del Toaldo stesso, la lettera di Franklin che occupa le pp. 30 - 31, infine la veste tipografica con le illustrazioni che ne fanno di diritto un bel "figurato veneto"?.Toaldo tornò anche successivamente ad occuparsi di conduttori, in particolare del parafulmine posto sul campanile di S. Marco (Venezia, 1774) e pubblicando nel 1778 delle memorie sull'argomento (cfr. G. Toaldo, Dei conduttori per preservare gli edifizj da' fulmini, a cura di S. Casati, Firenze, 2001).«When he became involved in the lightning rod campaign, Toaldo was professor of 'Astronomy, Geography and Meteors' at the University of Padua. In the long list of objections and replies that made up his Of the Use of Conductors: New Apology (1774), he argued that costs could be consistently reduced if decorations were left out and, in any case, no expense could be regarded as excessively dear for the safety of the people. He advocated the necessity of lightning conductors to protect public buildings such as theatres, and reminded his readers that a conductor would cost twenty or thirty scudi, which, compared to the hundreds of thousands of scudi required to build a theatre, was as inexpensive as it could be.. Padua, just like Siena, Toaldo argued, was particularly exposed to lightning. Its towers were notoriously favorite targets for bolts of lightning, therefore conductors were highly recommended. In the course of the 1770s, when he looked after the construction of a new, well - equipped observatory for the University of Padua, Toaldo designed a lightning rod to be affixed on top of the tower. The new observatory was completed thanks to the pressures that the professors of the university exerted on the Venetian Senate. The university where Galileo once taught was in visible decline, and the new observatory, to become the most modern south of the Alps, was presented by Toaldo as the essential step toward the renovation of the university.. The lightning rod on the observatory tower was the first of many others that Toaldo would design. Wealthy individuals asked him to design lightning rods for their own palaces and, given the number of people who died struck by lightning every year, the senators of the Republic became sensitive to Toaldo's appeal to public safety.. For those who could not go to Padua and see with their own eyes, Toaldo's Of the Use of Conductors: New Apology offered a detailed description of the lightning rod on top of the observatory, together with some notions on the electric nature of lightning.. The government responded sympathetically to his [Toaldo's] activity. On May 9, 1778, the Venetian Senate ordered that lightning rods should be affixed on all the powder magazines of the Republic, and eight years later, in 1786, it extended the order to all bell towers». (P. Bertucci, Enlightening Towers Public Opinion, Local Authorities, and the Reformation of Meteorology in Eighteenth Century Italy, in: "Transactions of the American Philosophical Society"?, new series, vol. 99, no. 5, "Playing with Fire: Histories of the Lightning Rod"?, 2009, pp. 35 - 39).Catalogo unico, ITICCUUBOE05233.

      [Bookseller: Libreria Govi Alberto]
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        Auch eine Philosophie der Geschichte zur Bildung der Menschheit. Beytrag zu vielen Beyträgen des Jahrhunderts.

      (Riga), (Hartknoch), 1774. 190 pp. 8to Contemporary boards. *pages A1-A2 slightly waterstained, on a few pages corrections in ink, ex libris Leo Polak verso frontside, good condition*.Anonymously published. First edition. Wilpert/Gühring. Erstausgaben deutscher Dichtung. Eine Bibliographie zur deutschen Literatur 1600-1960, p. 532, 23 Frakturschrift.'Mit der Schrift 'Auch eine Philosophie der Geschichte zur Bildung der Menschheit' stritt er 1774 gegen die seiner Meinung nach öde und lebensferne zeitgenössische Bildung. Gleichzeitig eröffnete er einer neuen Geschichtsauffassung den Weg, die weder auf Geschichtspessimismus beruhte noch einem uneingeschränkten Fortschrittsglauben anhing. Geschichte gliedert sich demnach in organisch aufeinander aufbauende Epochen und eine Vielfalt gleichzeitig bestehender Kulturen, die ihr jeweiliges Eigenrecht sowie ihren Eigenwert besitzen und nicht mit ihnen äußerlichen Maßstäben beurteilt werden dürfen. Dem Staat als angeblich höchster Organisationsform und Endziel menschlichen Lebens steht Herder als bloßem Abstraktum skeptisch gegenüber, wohingegen unmittelbar erfahrbaren lebendigen menschlichen Beziehungen im Rahmen von Familie, Verwandtschaft, Freundschaft und Gastfreundschaft höchster Wert als Quelle menschlichen Glückes zukomme'

      [Bookseller: Antiquariaat ISIS]
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        Gesamtansicht über den Rhein ('Braubach').

      - Kupferstich b. Saakes, 1774, 22 x 32,5 Schmitt, Die illustrierten Rhein-Beschreibungen, 13, 9. - Das Blatt fälschlich als Braubach bezeichnet.

      [Bookseller: Antiquariat Norbert Haas]
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        Medical memoirs of the General Dispensary in London, for part of the years 1773 and 1774. By John Coakley Lettsom, M.D.

      London : printed for Edward and Charles Dilly, 1774 - xxx,[2],192,197-362,[14]p. ; 8vo. Text is continuous despite break in pagination. Contemporary sheep neatly rebacked. Ex library label, neatly removed. Neat library stamps. John Coakley Lettsom (1744-1815), physician. He began practice in London in 1770. He rendered important public service as a philanthropist. In 1770 he founded the General Dispensary in Aldersgate Street, the first of its kind in London providing medical care for the sick poor. In 1773 he became one of its physicians. Medical Memoirs contains records of the cases observed there. He also assisted Dr. Hawes and others in founding the Royal Humane Society and the Royal Sea Bathing Infirmary at Margate. [Attributes: First Edition; Hard Cover]

      [Bookseller: C R Johnson Rare Book Collections (PBFA)]
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        Schneckenhaus mit Blick auf Schloß Brühl; im Vordergrund Kutschengespann ('T Slot Valckenslust by Brüell. - Le Chateau de Valckenslust pres de Brüell').

      - Kupferstich b. Saakes, 1774, 22 x 33,5 (Fälschlich als Falkenlust bezeichnet)

      [Bookseller: Antiquariat Norbert Haas]
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        Tarsis et Zélie

      Chez Musier fils, 1774. - Chez Musier fils, à Paris 1774, 6 parties en 3 Vol. in 8 (13x21,8cm), xxiij, 563pp. et 563pp. et 597pp., relié. - Nuova edizione illustrata prima stampa. La cifra comprende tre frontespizio da Cochin, Moreau e Eisen, incisa da Gaucher, Ponce Born; e 20 intestazioni di Eisen, incisa da Helman, De Longueuil, Masquelier e Massard. Elegante mostrato nel layout soignée.Demi marocco olive verdi fine angoli XIX Unsigned in un maestro raccoglitore. Torna Tooled sollevato. Oro coda e titolo data. Dorato sulle coperture. Testa d'oro. Una umidità molto pallido il 1 ° aprile fogli di volume II, a metà pagina. Molto bella copia, ben consolidata e altamente fraîcheur.Roman originariamente apparso nel 1665, ed ebbe la sua prima illustrazione nel 1720, questo episodio biografico travestito, mistificato da greco pastorale racconto di avventure e disavventure che ha impedito e ritardato Il matrimonio di Miss Vayer con Servin. La narrazione varia trae ispirazione dai romanzi greci e latini (Ethiopiques Eliodoro) o Persiles e Sigismondo de Cervantes. E 'assaggiato piuttosto romanzo a suo tempo è stato adattato per l'opera in un titolo del brano da Francoeur e Rebel. - [FRENCH VERSION FOLLOWS] Nouvelle édition illustrée en premier tirage. L'illustration comprend trois frontispices par Cochin, Moreau et Eisen, gravés par Gaucher, Ponce et Née ; et 20 en-têtes par Eisen, gravés par Helman, De Longueil, Masquelier et Massard. Elégant illustré à la mise en page soignée. Reliure en demi maroquin vert olive à coins fin XIXe non signée dans une reliure de maître. Dos à nerfs orné. Titre doré et date en queue. Filets dorés sur les plats. Tête dorée. Une mouillure très pâle sur les 4 premier feuillets du tome II, à mi page. Très bel exemplaire, parfaitement établi et d'une grande fraîcheur. Roman paru à l'origine en 1665, et qui a connu sa première illustration en 1720, cet épisode biographique déguisé et travesti en pastorale grecque conte les malheurs et péripéties qui empêchèrent et retardèrent le mariage de Le Vayer avec Mlle Servin. La narration variée puise son inspiration dans les romans grecs et latins (Ethiopiques d'Héliodore) ou Persiles et Sigismond de Cervantes. Ce roman assez goûté en son temps fut adapté à l'opéra dans un titre éponyme par Francoeur et Rebel.

      [Bookseller: Librairie Le Feu Follet]
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        Rational recreations in which the principle of Numbers and natural philosophy are clearly and copiously elucidated, by a series of easy, entertaining, interesting experiments. Among which are all those commonly performed with the cards

      Printed for L. Davis, Holborn; J. Robson, New Bond-street; B. Law, Avemary-lane; and G. Robinson, Pater-noster-row. London, 1774. First Edition. Hardcover. Acceptable. First edition, 1774. 4 volumes, all in first editions. 65 engraved folding plates. Text blocks are sound, text is very good, and folding plates are present and in exceptional condition. Endpapers and half titles are all present. Some even tanning to these, else text is unfoxed. Spines are intact with volume numbers 1-4, title labels are missing, some chipping to spines. All boards are detached, and 4 boards are missing. Contemporary signature of "Wm Auber" in each volume. Collated. Foldout plates are all present (some are misaligned with the page numbers but present). Half titles indicate content of each volume as follows: Volume I: "Volume the First containing Arithmetical and Mechanical Experiments" advertisement, introduction, errata, description of the plates, 12 folding plates, numbered I-XII, contents at rear, 267 pages; Volume II: "Volume the Second containing Experiments in Optics, Chromatics, and Acoustics", description of the plates, 19 folding plates, numbered I-XIX, contents at rear, 280 pages; Volume III: "Volume the Third containing Electrical and Magnetical Experiments", description of the plates, 20 folding plates, numbered I-XX, contents in rear, 296 pages; Volume IV: "Volume the Fourth containing Experiments in Pneumatics, Hydrology, and Pyrotechnics, with an Appendix of Miscellaneous Recreations", description of the plates, 14 folding plates, labeled I-XIV, (plate V is waterstained) contents in rear, 367 pages. Rare. "A compilation of works from writers on recreational science. While the book is intended to be scientific and educational, it is also clearly designed as a manual for a magician or someone who wishes to put on public science demonstrations, noting what one should hide from the audience and what one should let them see. It explains and illustrates the principles of mathematics and science through a series of mathematical, mechanical, optical, electrical, magnetic, pneumatic, hydrological and pyrotechnic experiments, including some performed with cards. The information in the section devoted to pyrotechnics stems mainly from Guyot and includes a description of his method of imitating artificial fireworks". Each fold-out plate features multiple diagrams and drawings, each of which is fully explained in the â??Description of the Platesâ? at the front of each volume.

      [Bookseller: The Book House in Dinkytown]
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        The History of the Town and Port of Faversham in the County of Kent.

      J. March, Fleet Street, London 1774 - 8vo. Recently rebound in half-leather. Raised bands to spine. Gilt lines to bands. Gilt labels. Blind tooling to leather on boards. pp xii, 222. Original letter, 1905, tucked in (from a Faversham solicitor with regard to local religious practice). 1 Foldout map, 3 foldout plates, 13 plates. Some light browning and off-setting to some of the plates. Generally contents are clean and unfoxed [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Goldcrestbooks]
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        Altra veduta degli avanzi del Pronao del Tempio della Concordia

      1774. - PRIMO STATO DI TRE - Acquaforte e bulino, 1774, firmata in lastra . Esemplare della contemporanea tiratura romana. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana "doppio cerchio e giglio con letter CB", con pieni margini, in perfetto stato di conservazione. Della serie Vedute di Roma. L'opera consiste in 135 lastre prodotte individualmente dal Piranesi per almeno 30 anni, da circa il 1745, fino alla data della sua morte. All'opera sono aggiunte poi 2 vedute realizzate dal figlio Francesco. Per la prima volta furono edite dall'editore Giovanni Bouchard nel 1751 (34 lastre), successivamente dallo stesso Piranesi editore a Palazzo Tomati in Roma (scritta che appare su molte tavole), fino alla stesura definitiva composta da 137 lastre. Successivamente alla morte dell'autore le lastre furono ereditate dal figlio Francesco, che ne curò la pubblicazione prima nella capitale, e successivamente a Parigi. Le lastre furono poi acquisite dalla Calcografia Camerale, oggi Calcografia Nazionale, dove sono tuttora conservate. Le opere che proponiamo fanno parte di un album nella stesura definitiva, stampato a Roma tra il 1770 ed il 1780. " - THE FIRST STATE OF THREE - Etching with engraving, 1774, signed on plate. From the contemporary Roman Edition. A very good impression, printed on contemporary laid paper with watermark ""double encircled fleur de lys with letters CB"", with margins, very good condition. Taken from Vedute di Roma; the whole work consists of 135 plates which have been individually produced by Piranesi along 30 years, from 1745 circa until his death. Two more works have been subsequently added, two plates by his son Francesco. They have been printed for the first time in 1751 (34 plates) by the editor Giovanni Bouchard, afterwards by Piranesi himself, publisher in Palazzo Tomati in Rome (as it is written on m,any plates), until the final edition of 137 plates. After Piranesi's death, his son Francesco inherited the plates, editing them first in Rome and then in Paris. The Calcografia Camerale, nowadays Calcografia Nazionale, has then bought the plates which are now kept inside the building." Roma Rome Hind 110, I/III; Focillon 830; Wilton Ely 243. 690 460

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        La gnomonique pratique ou l'art de tracer les cadrans solaires avec la plus grande precision, par les methodes qui y sont les plus propres le plus soigneusement choisies en faveur principalement de ceux qui sont peu ou point versés dans les mathématiques. Seconde édition

      Delalain, 1774. In - 8°, pp.XL, 509, antiporta incisa in rame raffigurante una meridiana , 37 su 38 belle tavole più volte rip. incise in rame, manca la grande tavola della Francia e la tav. 32, legatura in piena pelle con titolo su tassello e fregi in or, dorso abraso, cerniera sup. in parte staccata

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Xodo]
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        Fragmente de la Carte Theodosienne

      1774. Carta tratta dal "Voyage Pittoresque..." seconda edizione del 1795/98. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Incisione in rame, coloritura coeva dei contorni, in buone condizioni. Taken from the second edition of "Voyage pittoresque.." by Saint Non, 1795/98. Copperplate, with origial outline colour, in good conditon. Venezia Venice 605 420

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        L’an deux mille quatre cent quarante. Rêve s’il en fût jamais. Nouvelle edition, revue & corrigée par l’Auteur, qui a jugé à propos de refondre le Chapitre de la Bibliothèque du Roy

      s.t, 1774. 8vo (cm. 19,8), XII - 410 pp. Legatura coeva in mz. pelle con fregi a secco e in oro. Titolo oro al ds. Rinforzi interni alle cerniere. Qualche carta con macchie al margine inferiore, altrimenti bell’esemplare in barbe. Rara edizione.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Ex Libris s.r.l.]
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        Journal du voyage de Michel de Montaigne en Italie, par la Suisse l'Allemagne en 1580 1581. Avec des notes de M. de Querlon.

      Chez Le Jay, 1774. 3 vol. in 12, ritr. inciso dell'a., p. [4] CXXXVI - 214, [4] 323, [4] 461 [5]; elegante legatura coeva in mz. pl. con nervi e punte, doppio tass. al dorso, tit. e filetti in oro. - Ediz. orig. dell'opera, da un manoscritto dell'a. ritrovato cinque anni prima nel castello di famiglia, stampata e messa in commercio insieme alle altre due differenti per formato, una in un vol. in 4 e l'altra in due vol. in 12. Eccellente stato di conservazione. Ottime condizioni

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Palatina]
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        Journal du Voyage... en Italie, par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581...

      Chez Le Jay, 1774. Cm. 29,5, pp. (8) liv, 416. Bel ritratto inciso in rame all'antiporta. Elegante legatura di poco posteriore in pieno vitello, dorso a nervi interamente ornato con ricchi fregi in oro e decorazioni policrome a copertura dei nervi. Titoli in oro su tassello in marocchino rosso. Piatti inquadrati da cornici dorate, dentelles interne e sguardie marmorizzate. Legatura firmata Bradel le Jeune (etichetta applicata alla sguardia). Solo qualche macchietta sparsa, limitata a 2/3 pagine, minimi segni d'uso alle cerniere (comunque assai solide). Esemplare complessivamente in ottimo stato di conservazione ed impreziosito da una legatura assai decorativa. Monogramma nobiliare inciso in luogo di ex libris. Edizione apparsa contemporaneamente ad altre tirature di formato minore. Le bibliografie concordano nel considerare la presente come l'originale. Celebre relazione del viaggio cinquecentesco intrapreso da Montaigne il cui manoscritto fu ritrovato e pubblicato solo 200 anni più tardi. Gran parte della trattazione è scritta (come d'origine) in lingua italiana con la traduzione francese a fronte. Cfr. Tchemerzine viii, 445; D'Ancona pp. 665 e Fossati - Bellani I, n. 387.

      [Bookseller: Studio Bibliografico Benacense]
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        Memorie storiche di Monza e sua Corte raccolte ed esaminate.. ornata di tavole incise in rame. Milano, Gaetano Motta, 1794 (Segue:) Memorie della Chiesa Monzese raccolte e con varie Dissertazioni illustrate. Milano, Galeazzi, 1774 - 80

      Galeazzi, 1774. 7 volumi in - 4. Bella uniforme leg. ottocentesca in m. marocch. verde scuro, dorsi a nervi con tit. e fregi romantici in oro. Prime edizioni, illustrate da complessive 29 tavole f.t. incise in rame. 1) Prima ed unica edizione, magnificamente illustrata da 3 incisioni sui tit., stemma araldico del Principe di Barbiano e Belgioioso Alberigo XII d'Este - Visconti - Trivulzio cui è dedicata, bellissime iniz. inc., alcuni rami n.t. e 19 tav. num. f.t., molte delle quali ripieg., magistralmente inc. da Giulio Cesare Bianchi (notevole quella raffigurante il castello di Monza). E' la più importante e ricercata opera su Monza e territorio vicino, di cui indaga ogni aspetto della storia civile, religiosa ed artistica, basandosi sui documenti inediti raccolti in abbondanza dagli Archivi della città. Splendido esempl. su carta forte, freschissimo. 2) Prima edizione di opera importante e molto ricercata, illustrata da vignetta inc. su ciascun front., bellissime iniz. inc., alcune silografie n.t. e complessive 10 tav. f.t. inc. in rame (per lo più ripieg.). L'opera, divisa in quattro dissertazioni (una per volume), tratta degli antichi abitatori di Monza, delle sue antichità ed iscrizioni, dei Longobardi e della regina Teodolinda, della fondazione della basilica di S. Giovanni Battista, delle donazioni e privilegi concessi da Papi e Sovrani, della gerarchia ecclesiastica, dei possedimenti, rendite, ecc. L'autore, fratello di Filippo e del più celebre Paolo, fisico e matematico, fu canonico e teologo di S. Stefano di Milano, eruditissimo nelle cose patrie. Molto bello, a pieni margini. Magnifico esemplare delle due opere più importanti del Frisi e della storiografia monzese, in legatura romantica uniforme, come raramente reperibile.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        Memorie della Chiesa monzese raccolte e con varie dissertazioni illustrate [.].

      appresso Giuseppe Galeazzi, 1774-1780., In Milano, - 4 parti in 1 tomo in-4° (cm. 23,8), legatura in p. pergamena rigida con titolo in oro al dorso; pp. XVI 49 [1b], 96 [2bb], 80 [2bb], [8] 138 [2bb] in ottimo stato con 10 tavole in rame f.t. (molte ripiegate), pregevoli vignette ai frontespizi, 3 testate alle armi alle dediche. Edizione originale di un'opera «molto pregevole» [Lozzi 2945] di storia ecclesiastica monzese divisa in quattro dissertazioni. Tratta dei primi abitatori di Monza, delle sue antichità e iscrizioni, dei Longobardi e della regina Teodolinda, della fondazione della basilica di S. Giovanni Battista, delle donazioni e privilegi concessi da papi e sovrani, della gerarchia ecclesiastica, dei possedimenti, rendite, etc. Cfr. Graesse II, 637; Predari 147. Ottimo esemplare.

      [Bookseller: Gabriele Maspero Libri Antichi]
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        Nouvelle chymie du goût et de l'odorat

      Chez Pissot, 1774. - Chez Pissot, à Paris 1774, 2 tomes en un fort Vol. in 8 (12x20cm), xlviij, 210pp. ; 320pp. (6), relié. - Nuova edizione, completamente rivista e ampliata, illustrato con 6 tavole da De La Gardette. Prima e terza edizione sotto il titolo, è considerato come il miglior pubblicato. Vitello marrone pieno e ghiaccio in marmo. Torna lavorato in rilievo. Parte del titolo marocco beige. Testa Cap rasata. un angolo ottuso. Titolo pagina della seconda parte mancante, questa è solo la metà titolo separa il primo dal secondo. Jaw incrinato. Manca la coda mascella inferiore. Questo classico libro sulla distillazione (fiori, liquori, vini, tisane, sciroppi, profumi ...) inizia con una strana analogia tra musica e sapori, anche per abbinare le note della serie C ogni tipo di sapore. Molto gran numero di ricette pratiche. L'ultimo capitolo riguarda le osservazioni fisiologiche sull'uso di liquori. - [FRENCH VERSION FOLLOWS] Nouvelle édition, entièrement refondue et augmentée, illustrée de 6 planches par De La Gardette. Troisième édition et première sous ce titre, elle est considérée comme la meilleure parue. Reliure en plein veau brun marbré et glacé. Dos à nerfs orné. Pièce de titre en maroquin beige. Coiffe de tête arasée. un coin émoussé. Page de titre de la seconde partie absente, seul est présent le faux - titre séparant la première de la seconde. Mors fendillés. Manque au mors inférieur en queue. Cet ouvrage classique sur la distillation (fleurs, liqueurs, vins, infusions, syrops, parfums...) débute par une étrange analogie entre la musique et les saveurs, allant même jusqu'à faire correspondre les notes de la gamme d'ut à chaque type de saveur. Très grand nombre de recettes pratiques. Le dernier chapitre concernent les observations physiologiques sur l'usage des liqueurs. NB : Cet ouvrage est disponible à la librairie sur demande sous 48 heures.

      [Bookseller: Librairie Le Feu Follet]
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        Traité sur la meilleure manière de cultiver la navette et le colsat, et d'en extraire une huile dépouillée de son mauvais goût & de son odeur désagréable

      A Paris, chez Ruault, 1774. [4] - VI - 8 - LXXX - 139 - IV - [1] pages demi - basane, dos à faux nerfs et fleuronné de l'époque, plats de papier tourniquet anciens, tranches rouges 1774, 1774, in - 8, [4] - VI - 8 - LXXX - 139 - IV - [1] pages, demi - basane, dos à faux nerfs et fleuronné de l'époque, plats de papier tourniquet anciens, tranches rouges, Édition originale de ce livre peu courant. Il contient en préface un extrait des registres de l'Académie des Sciences du 26 mars 1774, signé Lavoisier et Macquer. Le nom de l'auteur, l'abbé François Rozier, apparait à la fin de la l'épître dédicatoire à Trudaine de Montigny. "Auteur du journal d'observations sur la physique...", indique le titre, Rozier (1734 - 1793) est surtout connu pour son Mémoire sur la meilleure manière de faire et de gouverner les vins (Rouault, 1772) et son Cour complet d'agriculture. Agronome célèbre originaire de Lyon, il fut docteur en théologie, puis directeur de l'école vétérinaire de Lyon. Étiquette de la bibliothèque du médecin Hyacinthe Théodore Baron (1707 - 1787), doyen de la faculté de médecine de Paris de 1750 à 1753 et membre de l'Académie des sciences ; devise "Mihi res, nom me rebus" (je veux maîtriser les évènements et non être leur esclave. Henry - André, Les ex - libris de médecins, p. 82)

      [Bookseller: Librairie Alain Brieux]
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        Nouvelle méthode pour apprendre à jouer de la harpe. Avec des leçons faciles pour les commençans, des menuets allemands et italiens et autres jolis airs ; et la partition pour l'accorder avec les pédales et sans les pédales

      S.n, 1774. - S.n., à Paris, à Lyon, à Dunkerque et aux adresses ordinaires 1774, in - 4 (22x29cm), (2) 46pp., relié. - unico esemplare attualmente noto di questo estremamente rara edizione originale, frontespizio illustrato di una bella incisione di un giovane arpista sopra un affascinante quartina: "The Harp le mani Silvie / Che nulla a desiderare / Dalla tua begli occhi: l'anima è entusiasta / ti possiamo vedere senza amarti! ". Titolo inciso in una cartuccia rotonda circondata da strumenti musicali, ex - dono a penna. L'opera, compreso il testo, è interamente inciso su rame. crema vincolante contemporanea biondo carta pergamena metà piatto. Alcuni sporco sui piatti, il lavoro verso margine interno di sei volumi a partire dal fogli. Il libro si presenta con una breve storia dell'arpa. Poi vengono quattordici capitoli, che fare con la messa a punto, la gestione dei arpeggi arpa, pedali e l'uso. Ci sono numerose trascrizioni di melodie popolari e canzoni, come appassionato di Corrette, tra cui The Furstemberg, cosa ti dico mamma ... Michel Corrette (1707 - 1795), musicologi ben noto, è una figura importante della musica francese del Settecento. Se non ha lasciato grandi opere imperiture, basata solo il concerto fumetto Air selvaggio Rameau continuando regolarmente per essere giocato per il pubblico, le sue numerose attività musicali, le sue opere ci fanno capire meglio il gusto e musica francese a Parigi per tutto il XVIII secolo. A soli 21 anni, appena arrivato a Parigi, ha pubblicato una delle prime raccolte di concerti francesi nel 1728; il contributo francese a questo tipo importante e decisivo della storia della musica in Europa proviene da Italia è estremamente sottile, e Corrette sarà uno dei pochi a introdurre in Francia, Blavet e Leclair. E 'stato sia conduttore (in fiera Saint Laurent, che ha dato i natali a famosi Concerti di fumetti), organista a S. Maria al tempio, virtuoso violinista, clavicembalista, compositore, naturalmente, e anche un grande maestro. Nella fase iniziale, Corrette ha lavorato per fissare le forme musicali del suo tempo per la trasmissione, ei suoi primi libri come Il maestro clavicembalo (1753) hanno avuto un discreto successo. Se si colloca a qualche tradizione pedagogica (Couperin, Rameau, Bach) ci si sente a casa enciclopedica vi insegnerà tutte le forme strumentali. Corrette e lasciare manuali per violoncello, clavicembalo, organo, flauto, mandolino, chitarra, ecc, non solo per i musicisti, ma grande rivoluzione effettuata nel mondo della musica, per i principianti; tutti questi metodi e nel raccontare questo metodo per l'arpa, le pratiche italiane e francesi, ma altrettanto bene il tedesco, le tre principali scuole di musica in Europa nel XVIII, l'italiano è alcun dubbio che che più ha sconvolto la scrittura della musica. In prima linea delle innovazioni e delle pratiche del suo tempo, Corrette ha pubblicato il suo metodo arpa mentre la pratica dello strumento è emerso da alcuni decenni spesi. L'arpa era stato una volta abbandonata per la sua mancanza di cromatismo e non è stato fino all'invenzione del arpa cavo doppia fila da italiano, poi quello del pedale, che vedrà la sua introduzione in Francia nel 1749 per che lo strumento conosce un rinnovato interesse. Lo strumento sarà adottato rapidamente in salotti aristocratici, ma senza directory dedicata, e si troveranno ad affrontare una moda in crescita; grandi opere per lo strumento sarà lanciato nella seconda metà del XVIII (Mozart, CPE Bach). Sappiamo che tutta l'attenzione si concentrerà sul XIX di questo strumento, a causa di modifiche tecniche sono state effettuate ad esso dal 1800. Questo metodo conferma quindi la rinascita dell'arpa in Francia, ed è una testimonianza importante della sua pratica e tecnica alla fine del XVIII. Può essere singola copia di questo metodo di arpa che sembra essere scomparso oggi, nessuna copia appare nelle principali biblioteche europee, o la vendita al pubblico. - [FRENCH VERSION FOLLOWS] Rarissime édition originale, illustrée en frontispice d'une très belle gravure représentant une jeune harpiste au - dessus un charmant quatrain : « La Harpe entre vos mains Silvie / Ne laisse rien à désirer / De vos beaux yeux : l'âme est ravie / Peut - on vous voir sans vous aimer ! ». Titre gravé dans un cartouche arrondi entouré d'instruments de musique, ex - dono à la plume en bas. L'ouvrage, texte compris, est entièrement gravé sur cuivre.   Reliure de l'époque en demi - vélin, plats de papier à la cuve. Très discrètes restaurations de travaux de vers en marge intérieure des six premiers feuillets du volume.   L'ouvrage commence par une brève histoire de la harpe. Viennent ensuite quatorze chapitres, traitant de l'accordage, du maniement de la harpe, des arpèges, des pédales et de leur utilisation. On y trouve de nombreuses transcriptions d'airs populaires et de chansons, telles que les affectionnait Corrette, notamment La Fürstemberg, Que vous dirais - je maman... Michel Corrette (1707 - 1795), bien connu des musicologues, est une figure importante de la musique du XVIIIème siècle français. Bien qu'il n'ait pas laissé d'œuvres impérissables - seul le concerto comique sur L'Air des sauvages de Rameau continue à être joué régulièrement - ses multiples activités musicales et ses œuvres nous font mieux comprendre le goût et la musique française à Paris tout au long du XVIIIème siècle. En 1728, à seulement vingt - et - un ans, fraîchement arrivé à Paris, il publie l'un des premiers recueils de concertos français. La contribution française à ce genre majeur issu d'Italie et déterminant pour l'histoire musicale en Europe, est extrêmement mince. Corrette sera un des seuls à l'introduire en France, avec Blavet et Leclair. Organiste attitré du Prince de Conti, puis du duc d'Angoulême, Corrette fut à la fois chef d'orchestre (à la foire Saint Laurent qui donnera naissance aux fameux Concertos comiques), violoniste virtuose, claveciniste et naturellement compositeur. Il fut également un grand pédagogue et composa de nombreux ouvrages méthodologiques à destination des élèves de son école de musique que les Parisiens surnommaient affectueusement « les Anachorètes » (ânes à Corrette !). Très tôt, Corrette s'est attaché à fixer les formes musicales de son temps pour les transmettre, et ses premiers manuels comme Le Maître de clavecin (1753) rencontreront un certain succès. S'il poursuit en cela une tradition pédagogique à l'instar de Couperin, Rameau ou Bach, on sent cependant chez lui une volonté encyclopédique d'enseigner toutes les formes instrumentales. Corrette laissera ainsi des manuels pour le violoncelle, le clavecin, l'orgue, la flûte, la mandoline, la guitare, etc. Contrairement à nombre de ses pairs, ses manuels ne seront pas à la seule intention des musiciens mais, grande révolution opérée dans le monde musical, à destination des débutants. Cette méthode de harpe, à l'exemple de tous ses ouvrages pédagogiques, rend compte de l'ensemble des pratiques, françaises et italiennes - mais aussi allemandes, alors peu considérées en France. Celles - ci correspondent aux trois grandes écoles de musique en Europe au XVIIIème, l'italienne étant sans aucun doute celle qui a le plus bouleversé l'écriture de la musique. Soucieux de modernité, Corrette publia sa méthode de harpe alors que la pratique de l'instrument émergeait depuis à peine quelques décennies. La harpe avait été autrefois délaissée pour son absence de chromatisme et il fallut attendre l'invention de la harpe à double rangée de corde par les Italiens, puis celle de la pédale, qui ne fut introduite en France qu'en 1749, pour que l'instrument connaisse un regain d'intérêt. Elle sera assez vite adoptée dans les salons aristocratiques mais sans répertoire dédié. Elle connaîtra une vogue croissante et des œuvres majeures pour l'instrument verront le jour dans la dernière partie du XVIIIème (Mozart, C.P.E. Bach). On sait toute l'attention que portera le XIXème à cet instrument, grâce aux modifications techniques qui lui furent apportées dès 1800. Cette méthode atteste donc de la renaissance de la harpe en France, et constitue un témoignage important de sa pratique et de sa technique en cette fin du XVIIIème. Publiée confidentiellement en raison de la nouveauté de l'instrument, tous les exemplaires de cette méthode semble avoir aujourd'hui disparu. Nous n'avons trouvé aucune référence de cette précieuse édition dans les grandes bibliothèques européennes, ni en vente publique.

      [Bookseller: Librairie Le Feu Follet]
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