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Displayed below are some selected recent viaLibri matches for books published in 1650

        I cinque fiumi

      1650 - Coppia di incisioni all’acquaforte e puntasecca, circa 1650/60, monogrammate in lastra in basso a destra ed a sinistra rispettivamente. Stato unico. Bellissime prove, impresse su carta vergata coeva priva di filigrana, con sottili margini, in ottimo stato di conservazione. Le due stampe documentano la capacità del Rosa di ricreare un’atmosfera da favola ellenistica, dove le divinità mitologiche sono rappresentate in perfetto equilibrio con la natura circostante. Rotili ritiene che le opere siano databili intorno al 1651/6, sostenendo che simboleggino i fiumi dei quattro continenti, in analogia con la Fontana dei Quattro Fiumi di Piazza Navona realizzata da Gian Lorenzo Bernini, 1648/51. Pair of etchings and drypoint, about 1650/60, signed on plate at the bottom right and left respectively. Only state. Beautiful proof, printed on contemporary laid paper without watermark, with narrow margins, in excellent condition. The two prints documenting the ability of Rosa to recreate a fairytale Hellenistic, where mythological gods are represented in perfect harmony with the surrounding nature. Rotili believes that the works are dated around 1651/6, arguing that symbolize the rivers of the four continents, in analogy with the Fountain of the Four Rivers in Piazza Navona created by Gian Lorenzo Bernini, 1648/51. Bartsch 15&16; Rotili 16 & 17; Wallace 96 & 97; Massari, Tra Mito ed Allegoria, p. 438, 163 & 164; Costamagna, Incisori Napoletani del’600, 63 & 64. Dimensioni 210x94. Dimensioni [Attributes: Signed Copy; Soft Cover]

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Sulmo urbse pulchritudine

      Francia 1650 - Cabreo finemente eseguito su carta francese con filigrana databile alla metà del XVII secolo. Il foglio appareneva ad un "Album Amicorum" venduto in asta a Parigi nel dicembre 2008 e successivamente, purtroppo, diviso in singoli fogli che risultano presenti nel mercato antiquario dallo scorso gennaio. L'album era composto da una miscellanea di incisioni e manoscritti, quasi tutti raffiguranti piante delle fortificazioni delle principali città europee, con particolare attenzione alle città italiane che, a differenza delle altre opere manoscritte, sono accuratamente rifinite con acquarello dai toni verde e rosa. I cabrei risutano tutti della stessa mano, con titolo latino ed iscrizioni e commenti in lingua francese. Una sorta di album di disegno da viaggio eseguito da un anonimo autore con grandi conoscenze architettoniche e militari, con probabili finalità di studio preparatorio, probabilmente ispirato ad un opera cartografica a stampa del periodo. Le piante delle città italiane ricordano per molti elementi le opere di Jodocus Hondius II inserite nel "Nova et accurata Italiae Hodiernae descriptio" pubblicato a Leida nel 1627. Ottimo stato di conservazione di questo unico documento sulla città. Dimensioni 270 210mm

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Paesaggio con Maria Maddalena

      1650 - Acquaforte, 1650 circa, priva della firma ma con il nome dell’editore De Rossi i basso a destra. Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva priva di filigrana, rifilata al rame, in ottimo stato di conservazione. Conosciuto come "il Bolognese", Grimaldi era probabilmente nato in questa città intorno al 1606 e, in effetti, la produzione degli ultimi anni fu fortemente influenzata dai suoi primi contatti con la tradizione dei Carracci. Etching, 1650 circa. A very good impression, printed on contemporary paper, trimmed to the platemark, in very good conditions. Around 1606 and, as a matter of fact, his later production was strongly influenced by his first contacts with the Carracci tradition. He moved to Rome when twenty and in 1636 he was admitted to the Accademia di San Luca, of which he became principe in 1666. Once in Rome, he worked on several important commissions, mainly landscapes, for many famous patrons, among them three popes. His reputation grew very fast this way; in 1648 he was called in Paris to work on decorative project inside the Louvre, in the palazzo of Cardinal Mazzarino and the Jesuit church. He came back to Rome in 1651 and he lived there until his death, in 1680. Although his landscape style is rooted in the classical tradition of Annibale Carracci and Domenichino, it also recalls other tendencies about landscape painting of the time, such as the Venetian, the Northern and the Romantic tradition of Gaspar Dughet and Salvator Rosa. Grimaldi worked with Dughet on the realization of the incredible cycle of landscape frescoes in San Martino ai Monti in Rome. Bartsch 43. Dimensioni 388 275mm

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Sansone e Dalila

      1650 - Acquaforte e bulino, 1650 circa, monogrammato in lastra, in basso a sinistra I.C.F. Splendida prova, impressa su carta vergata coeva, completa oltre la linea del margine, in ottimo stato di conservazione. Stato unico. La scena raffigura il noto episodio biblico in cui Dalila, fatto addormentare Sansone sulle sue ginocchia, gli rade i capelli, privandolo così della sua forza leggendaria. Dietro la colonna, si scorgono dei Filistei con la spada, pronti a catturare Sansone. La storia di Sansone, uno dei Giudici d’Israele ed eroe nazionale nella lotta contro i Filistei, si trova nella Bibbia, Antico Testamento, Giudici, dal capitolo 13 al 16. Nato miracolosamente nella tribù di Dan, fu consacrato nazireo: in omaggio a tale consacrazione era obbligato a portare i capelli lunghi, e il segreto della sua forza, risiedente appunto nei capelli, sembra significare la fedeltà al voto. Si innamorò di Dalila, una filistea, pagata dal suo popolo per sedurlo e carpire il segreto della sua forza. Sansone cedette ingenuamente alla lusinghe della donna che, perfida, lo addormenta e gli taglia i capelli: così Sansone cade in potere dei Filistei, che lo accecano e lo mettono incatenato a girar la mola in Gaza. Passato molto tempo, l’eore è condotto dai Filistei ad allietare una festa al loro dio Dagon; ma nel frattempo i capelli sono ricresciuti e perciò la forza tornata, così fattosi condurre presso le due colonne principali del tempio di Dagon, le scrolla con tutta la sua forza, le abbatte e con essa atterra il tempio seppellendo fra le macerie sé stesso e gli spettatori Filistei, pronunciando le famose parole "Muoia Sansone con tutti i Filistei" Soltanto l’espressione del volto di Dalila, e in particolare quella delle sue labbra, esprimono benissimo la spregiudicata malvagità della donna, in una posa altrimenti composta. L’opera, già nell’800, era celebrata come la migliore tra le stampe intagliate dal Caletti. Bellissimo esemplare di questa rarissima incisione. Etching and engraving, circa 1650, signed at lower left. A very good impression, printed on contemporary laid paper, with thin margins, perfect condition. The scene depicts Delilah seated on a tree trunk at right, in profile to left, cutting the sleeping Samson's hair. judge Samson sleeps in the lap of his Philistine lover Delilah, who shears a lock of hair from his head to drain his superhuman strength. A group of soldiers emerges from the background. The subject is from the Old Testament Book of Judges (16: 17-20) which tells the story of the Jewish hero Samson and his love for Delilah. The Philistines - Samson’s sworn enemies - bribed Delilah with 1,100 pieces of silver to tell them where his strength lay in the hope that they could eventually defeat and capture him. After much persistence, Delilah discovered that his hair was the source of his power, and informed the Philistines.Rather than killing him, the Philistines preferred to humiliate him by gouging out his eyes and subjecting him to hard labor in a Gaza prison. As he slaved at grinding grain, his hair began to grow. During a pagan sacrificial ritual, the Philistines had gathered in Gaza to celebrate. As was their custom, they paraded their prized enemy prisoner into the temple to entertain the jeering crowds. Samson braced himself between the two central support pillars of the temple, he said "Let me die with the Philistines!" and pushed with all his might. Down came the temple, killing Samson and all of the people in it. Through his death, Samson destroyed more of his enemies in this one sacrificial act, than he had previously killed in all the battles of his life. This work, already in ‘800, was celebrated as the best among the prints engraved by Caletti Bartsch, XX, 132, 4; Le Blanc, 4; TIB 44/20, 4. Dimensioni 150 130mm [Attributes: Signed Copy]

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Gli diporti della villa

      1650 - Acquaforte e bulino, firmata in lastra in basso al centro. Esemplare del probabile secondo stato con la firma dell’editore Daman. Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva, con sottili margini su tre lati e rifilata al rame in basso, leggere abrasioni nella parte destra, per il resto in ottimo stato di conservazione. É molto probabile che questa stampa appartenga ad una tiratura successiva alla prima (ho ipotizzato un secondo stato su due) dato che, oltre al primo indirizzo ed alla nota del privilegio apposti accanto al nome dell'incisore, si trova un secondo indirizzo, quello del Daman, che fu uno stampatore italiano attivo forse a Bologna intorno al 1650 che stampò tirature di lastre di vari incisori successive alla prima, fra cui lo stesso Nicolas Cochin. Dimensioni 280x208. Etching and engraving, signed on lower centre plate. Example in the supposed second state with the signature of the publisher, Daman. Beautiful work printed on contemporary laid paper with thin margins on three sides, trimmed to platemark on lower part, light abrasions on the right side, otherwise in excellent condition. Very likely, this work belongs to an edition subsequent to the first (my hypothesis is the second of two) since besides the first address and the privilege next to the engraver’s name, there is another address, that of Daman, an Italian printer who worked in Bologna around 1650 printing second an onward states of various artists’ plates. Among them, Nicolas Cochin. Dimensioni 280 208mm [Attributes: Signed Copy]

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Paesaggio con tre piccole barche nel fiume

      1650 - Acquaforte, 1650 circa, firmata in lastra in basso a sinistra. Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva con parziale filigrana non identificabile, sottili margini, in ottimo stato di conservazione. Conosciuto come "il Bolognese", Grimaldi era probabilmente nato in questa città intorno al 1606 e, in effetti, la produzione degli ultimi anni fu fortemente influenzata dai suoi primi contatti con la tradizione dei Carracci. Si trasferì a Roma ventenne e nel 1636 venne ammesso all’Accademia di San Luca, della quale poi divenne principe (presidente) nel 1666. Nell’Urbe lavorò ad una serie di commissioni importantissime, principalmente paesaggi, per altrettanti patroni illustri tra cui tre papi. Accrebbe in questo modo la sua reputazione, anche a livello internazionale, tanto che nel 1648 venne chiamato a Parigi, dove lavorò per tre anni a progetti decorativi nel Louvre, nel palazzo del Cardinal Mazzarino e nella chiesa dei Gesuiti. Grimaldi realizzò oltre cinquanta incisioni di paesaggi, tutti fortemente influenzati dalla formula paesaggistica di Annibale Carracci e Domenichino. Le sue stampe, così come i dipinti e i disegni di vedute, sono caratterizzate da un approccio alla natura estremamente regolare e controllato, enfatizzando le linee orizzontali, verticali e i piani. Alla stregua dei suoi modelli bolognesi, Grimaldi usava spesso masse rocciose o di terra sporgenti, file di alberi posizionate strategicamente, e architetture posizionate nei piani per disporre il suo schema organizzativo. Il suo modo di utilizzare l'ago da incisione era sempre molto controllato e regolare; sebbene occasionalmente si sia lasciato tentate dallo spontaneo romanticismo alla maniera di Dughet, le sue stampe, diversamente da quelle del maestro, raramente trasmettono un senso di confidenza con la natura. Sebbene il suo stile paesaggistico affondi le sue radici nella tradizione classicizzante di Annibale Carracci e Domenichino, esso riflette anche altre tendenze dell'epoca relative alla pittura di paesaggi, ovvero quella veneta, quella settentrionale e parte del romanticismo di Dughet e Salvator Rosa. Etching, 1650 circa, signed at lower left. Magnificent work, rich shade, printed on contemporary laid paper with partial, unidentified watermark, thin margins, in excellent condition. Grimaldi realized more than fifty landscape etchings, all deeply influenced by the landscape formula of Annibale Carracci and Domenichino. His impressions, like the paintings and the landscape drawings, are characterized by a regular and controlled approach to nature, stressing the horizontal and vertical lines and the planes. Like his Bolognese models, Grimaldi used quite often rocky or earth masses, strategic rows of trees and architectures in planes to set his organizational scheme. His way to use the etching needle was always regular and controlled; though he occasionally indulged in the spontaneous romantic manner of Dughet, his prints, unlike his master’s, rarely convey a sense of confidence with nature. The architectural drawings and the figurative paintings of Giovanni Francesco Grimaldi have been completely overshadowed by his landscapes, drawings and etchings. Known as "il Bolognese", Grimaldi was in all probability born in the city around 1606 and, as a matter of fact, his later production was strongly influenced by his first contacts with the Carracci tradition. He moved to Rome when twenty and in 1636 he was admitted to the Accademia di San Luca, of which he became principe in 1666. Once in Rome, he worked on several important commissions, mainly landscapes, for many famous patrons, among them three popes. His reputation grew very fast this way; in 1648 he was called in Paris to work on decorative project inside the Louvre, in the palazzo of Cardinal Mazzarino and the Jesuit church. He came back to Rome in 1651 and he lived there until his death, in 1680. Although his landscape style is rooted in the classical tradition of Annibale Carracci [Attributes: Signed Copy]

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Nouvelle carte Marine de tous les Ports de l’Europe sur l’Ocean et sur la Mediterranée.

      Parigi 1650 - Carta nautica del Mediterraneo, edita da Jaillot. Nicolas Berey (1606-1665), conosciuto come abile coloritore di carte geografiche, divenne in seguito intagliatore delle stesse, e parzialmente, per brevissimo tempo, editore. La sua attività si svolse principalmente intorno alla bottega di Nicolas Sanson I; sua figlia sposò Alexis Hubert Jaillot. Incisione in rame, coloritura coeva dei contorni, tracce di umidità in alto con parziale perdita di parte incisa del bordo, per il resto in ottimo stato di conservazione. Molto rara. Bibliografia: Mare Nostrum p. 36. Sea chart of the Mediterranean sea, published by da Jaillot. Nicolas Berey (1606-1665), famous for his skills as painter of maps, became also engraver and, for a short period, he was also a publisher. He worked mainly in close contact with Nicolas Sanon’s workshop, his daughter married Alexis Hubert Jaillot. Copperplate, contemporary colour on the outlines, signs of humidity on upper part which partly damaged the engraving, in general in good condition. Very rare. Dimensioni 770 460mm

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        An Exact Abridgment in English, Of the Commentaries, Or Reports of.

      1650 - The First Abridgment of Plowden in English Plowden, Edmund [1518-1585]. H[icks], F[abian], Editor and Translator. [Walter, Sir John [1566-1630], Digestor]. An Exact Abridgment in English, Of the Commentaries, Or Reports of the Learned and Famous Lawyer, Edmond Plowden, An Apprentice of the Common Law. Concerning Diverse Cases and Matters in Law, And the Arguments Thereupon; In the Times of the Reignes of King Edward the Sixth, Queen Mary, King Philip, And Queen Mary, And Queen Elizabeth, With the Exceptions to the Pleadings, And Answers Thereunto; The Resolutions of the Matters in Law, And All Other Principall Matters Arising Upon the Same. By F.H. of the Inner Temple London, Esq. London: Printed by R. White, And T. Roycroft, For Henry Twyford, And Are to be Sold at His Shop in Vine Court in the Middle Temple, 1650. [viii], 232, 62 pp. Octavo (5-1/2" x 3-1/2"). Contemporary sheep, blind frames to boards, blind rules and small early private-library shelf label to spine, early hand-lettered title to fore-edge. Light rubbing, minor worming to front board, shallow slice to rear, front free endpaper and rear endleaves lacking, armorial bookplate of the Earls of Macclesfield to front pastedown, small embossed Macclesfield stamp to head of title page. Moderate toning to text, light foxing in a few places, brief corrections in early hand to a few leaves. A handsome copy. $750. * First edition, one of two issues from 1650. Thomas Ashe's Abridgment des Touts les Cases Reportes a Large per Plowden (c. 1597) was the first abridgment of Plowden. An Exact Abridgment was the first in English. A second edition was published in 1659. First published in 1571 and covering the period of 1550-1580, Plowden's Reports marks the transition away from the cumulative method of the Year Books to one based on exposition and commentary. In most respects it is a precursor of the modern law report. The Earls of Macclesfield owned one of the finest private libraries in Great Britain. Counting both issues, OCLC locates 11 copies of the first edition in North America, 6 in law libraries (Columbia, Georgetown, Harvard, NYU, University of Pennsylvania, Yale). English Short-Title Catalogue R208982. [Attributes: First Edition; Hard Cover]

      [Bookseller: The Lawbook Exchange, Ltd., ABAA ILAB]
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        Historia Delle Guerre Civili Di Frnacia Di Henrico Caterino Davila; Nella Quale Fi Contengono Le Operationi Di Quattro re--Francesco II, Carlo IX, Henrico III and Henrico IIII

      Presso Paolo Baglioni, Venetia 1650 - Thick Octavo. [23] 1056 pages, Italian Text. Enrico Caterino Davila's work influenced Clarendon in his writing of the English Civil Wars. He consider Davila as the most worthy to stand besides the ancients [a reference to Tacitus]. Clarendon saw that his account of the French Civil Wars paralleled what had happened in England; in fact, he wrote in his own account that Davila's was written "as our's should be written". Sir Philip Warwick wrote of John Hampden, "He was very well read in history; and I remember the first time I ever saw that of D'Avild of the Civiil Warrs of France, it was lent me under the title of Mr. Hampden's Vade Mecum; and I believe no copy was liker an originall than that rebellion was like ours." (Warwick, Memoirs of the Reigne of King Charles I (London, 1701). For Clarendon, Davila's work was how a political narrative should be written. In other words, he saw history of Davila as an equally Tacitist and Machiavellian interpretation of royal policy under Catherine de Medici, Henry III and Henry IV. The text is printed in Italic except for titles, summaries and index. The title vignette is an armorial etching. Bound in full vellum, raised bands, title in brown ink, some occasional scattered browning or foxing, upper board warping as usual with stiff vellum. A very good copy.

      [Bookseller: Alcuin Books, ABAA]
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        Il Cosmo o vero L'Italia trionfante

      1650 - Acquaforte, 1650, firmata in lastra in basso a destra. Frontespizio dell’opera di Giovan Carlo Coppola. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana del "sole", rifilata al rame, in perfetto stato di conservazione. Il Cosmo o vero L'Italia trionfante, è un "poema sacro" dedicato a Ferdinando II, stampato a Firenze, nella Stamperia granducale, nel 1650. Il Cosmo, poema di venti canti in ottave, ha come materia, suggerita da Ferdinando II, un leggendario episodio della difesa dell'Italia dai barbari, al tempo dell'imperatore Onorio, per opera di Cosimo o Cosmo, discendente di Perseo e mitico capostipite della famiglia dei Medici. L’incisione del Della Bella raffigura Cosmo, con lo scudo che mostra lo stemma mediceo, vittorioso nel duello con Radagario, re dei Goti. Bellissima e rara incisione. Etching, 1650, signed in plate lower right. Frontispiece of the work of Giovan Carlo Coppola. Magnificent proof, printed on contemporary laid paper with watermark "sun", trimmed to the copperplate, in perfect condition. The Il Cosmo o vero L'Italia trionfante is a "sacred poem" dedicated to Ferdinand II, printed in Florence, in Stamperia granducale in 1650. The Cosmo, a poem of twenty songs in eighth, has the subject suggested by Ferdinand II, a legendary episode in the defense of Italy from the barbarians, at the time of the Emperor Honorius, for Cosimo or Cosmo, a descendant of Perseus and the legendary founder of the Medici family. The engraving depicts Cosmos, with a shield showing the Medici coat of arms, victorious in battle with Radagario, king of the Goths. Beautiful and rare etching. De Vesme/Massar 959. Dimensioni 187x262. Dimensioni [Attributes: Signed Copy; Soft Cover]

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Susanna e i Vecchioni

      1650 - Acquaforte, firmata in lastra in basso al centro. Esemplare di stato unico. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva priva di filigrana, con sottili margini, in eccellente stato di conservazione. Di questo autore, nativo di Reggio Emilia, si conoscono solo otto lavori, dei quali quattro sono vedute di città. Opera molto rara. Bibliografia: Bartsch 1. Dimensioni 137x180. Etching, signed on lower centre plate. Example in one state. Magnificent work printed on contemporary laid paper without watermark with thin margins, in excellent condition. This artist was born in Reggio Emilia; there are eight works realized by him, four of which are city views. Very rare work. Bartsch 1. Dimensioni 137x180. Dimensioni [Attributes: Signed Copy]

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Opera, quae extant omnia, videlicet: Divinarum institutionum adversus Gentes Libri septem. Earundem institutionum Epitome [a kephalos]. De ira Dei liber unus. De Opificio Dei, sive De formatione hominis liber unus (.) a Josepho Isaeo Caesenate olim divi Petri de urbe canonico (.) Summa diligentia recognita (.) et notis illustrata (.).

      - Romae, Ex Typographia Mascardi (.) Sumptibus Blasij Diversini, & Zenobij Masotti, 1650. In-folio (318 x 215 mm), plein maroquin rouge orné d'un décor "à la Du Seuil", dos à 5 nerfs guillochés or, richement garni de compartiments dorés aux petits fers, chiffre doré en pied, 2 jeux de triples filets dorés en encadrement sur les plats avec chiffre mitré aux angles répété au centre des plats, tranches marbrées, lxiiij, 380 p., texte imprimé sur 2 colonnes. "Excellente édition", selon Graesse, des oeuvres collectives de Lactance, le "Cicéron chrétien", éditée et annotée par Giuseppe Iseo (Josephus Isaeus), accompagnée d'un important appareil de notes (p. 253-380). Grande vignette de titre aux armes du cardinal Giangiacomo Teodoro Trivulzio, dédicataire, bandeaux et culs-de-lampe gravés sur bois, lettrines historiées, notes imprimées en marge. (Graesse, IV, 66 – Brunet, III, 736). Infime éraflure sur un coin, petit trou au feuillet Aaa3. Très bel exemplaire, très frais, imprimé sur papier fort au chiffre de Charles-Gaspard-Guillaume de Vintimille Du Luc (1655-1746). Évêque de Marseille (1692), archevêque d'Aix-en-Provence (1708), puis de Paris (1729). Sa bibliothèque fut vendue en 1776. De nombreux ouvrages lui ayant appartenu et richement reliés en maroquin rouge ou fauve frappé à son chiffre sont entrés à la Bibliothèque municipale de Toulouse, peut-être par le canal de Le Franc de Pompignan. (OHR, 1429, fer n°7). [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Librairie HATCHUEL]
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        Nova Aegypti Tabula

      Amsterdam 1650 - Bella e decorativa carta dell'Egitto e del Mar Rosso orientata con l'Est in alto. La carta, edita per la prima volta nel "Atlas Major" del Blaeu, viene succesivamente ristampata da Frederick de Wit, circa 1680. Incisione in rame, coloritura coeva, in ottime condizioni. Beautiful map of northern Egypt and the Red Sea. With an ornate cartouche and two surveyors supporting the mileage scale. Top right a coat of arms emblazoned with three vipers. The map is oriented with north to the left. Two groups of pyramids are shown. Later issue by Frederick de Wit, circa 1680. Copperplate, original colouring, fine conditions. Dimensioni 520 440mm

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Lacus Lemanni locorumque circumiacentium accuratissima descriptio auctore Iacobo Goulartio Genevensi

      Amsterdam 1650 - Bella e dettagliata mappa dell'area del Lago di Ginevra, basata sul lavoro del teologo e cartografo svizzero Jacques Goulart (1580-1622). Orientata con il Nord in alto. Incisione su rame, bella colorituta coeva, in ottimo stato di conservazione. A very nice and detailed map from Switzerland with three decorative cartouches and an ornate font. The cartouche label is in Latin with French place names. Based upon the work of Jacob Goulart (1580-1622), a Swiss theologian and cartographer. There are a number of fortified cities and towns. Nice original color example of Jansson's map of the Lake Geneva region. This is a northerly orientated map. Koeman I [4985:1C.1]; Van der Krogt 2, 4985 Dimensioni 515 415mm

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Enneada Panegerica detta a S. Francesco Saverio:

      Bologna Carlo Zenaro 1650 - Nine panegyrics honouring St. Francis Xavier, 1506-1552, co-founder of the Jesuit order and missionary to Asia, who died of fever in Macau while waiting to enter China. Backer & Sommervogel, Vol.1, p.126. Bound in eighteenth-century half vellum over marbled boards, gilt ornaments on spine. Lacks final blank leaf, rather spotted throughout, waterstains, mostly marginal. First edition 12mo, pp.381 including half-title.

      [Bookseller: John Randall (Books of Asia), ABA, ILAB]
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        HORTUS EYSTETTENSIS. - Lilie., "Lilium fatuum. Dorea Narbonensium". Rechts eine rot-gelbe Taglilie und links ein fettblättriges Kreuzkraut oder Greiskraut.

      Altkol. Kupferstich aus "Hortus Eystettensis", um 1650, 47 x 39,5 cm. Nissen BBI, 158. - Fürstbischof Johann Conrad von Gemmingen (1561-1612) ließ Anfang des 17. Jahrhunderts den berühmten Garten von Eichstätt anlegen. Der Nürnberger Apotheker Basilius Besler (1561-1629) zeigt in seinem prachtvollen, 367 Kupfertafeln umfassenden Werk "Hortus Eystettensis" die Pracht und Vielfalt dieses botanischen Gartens. - Mit Text auf der Rückseite. - Breitrandig und frisch. Dekorative Graphik, Blumen

      [Bookseller: Buch- und Kunstantiquariat]
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        \"Lilium fatuum. Dorea Narbonensium\". Rechts eine rot-gelbe Taglilie und links ein fettblättriges Kreuzkraut oder Greiskraut.

       Altkol. Kupferstich aus \"Hortus Eystettensis\", um 1650, 47 x 39,5 cm. Nissen BBI, 158. - Fürstbischof Johann Conrad von Gemmingen (1561-1612) ließ Anfang des 17. Jahrhunderts den berühmten Garten von Eichstätt anlegen. Der Nürnberger Apotheker Basilius Besler (1561-1629) zeigt in seinem prachtvollen, 367 Kupfertafeln umfassenden Werk \"Hortus Eystettensis\" die Pracht und Vielfalt dieses botanischen Gartens. - Mit Text auf der Rückseite. - Breitrandig und frisch. Versand D: 6,00 EUR Dekorative Graphik, Blumen

      [Bookseller: Antiquariat Bierl]
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        HORTUS EYSTETTENSIS. - Paprika., "Piper Indicum cordatum oblongum. Piper Indicum cordatum". Paprika.

      Altkol. Kupferstich aus "Hortus Eystettensis", um 1650, 47 x 38,5 cm. Nissen BBI, 158. - Fürstbischof Johann Conrad von Gemmingen (1561-1612) ließ Anfang des 17. Jahrhunderts den berühmten Garten von Eichstätt anlegen. Der Nürnberger Apotheker Basilius Besler (1561-1629) zeigt in seinem prachtvollen, 367 Kupfertafeln umfassenden Werk "Hortus Eystettensis" die Pracht und Vielfalt dieses botanischen Gartens. - Ohne Text auf der Rückseite. - Rechts in professionell restaurierter Einriss. Dekorative Graphik, Blumen

      [Bookseller: Buch- und Kunstantiquariat]
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        HORTUS EYSTETTENSIS. - Artischocke., "Cinera cum flore". Gemüse-Artischocke oder Kardone.

      Altkol. Kupferstich aus "Hortus Eystettensis", um 1650, 46 x 38 cm. Nissen BBI, 158. - Fürstbischof Johann Conrad von Gemmingen (1561-1612) ließ Anfang des 17. Jahrhunderts den berühmten Garten von Eichstätt anlegen. Der Nürnberger Apotheker Basilius Besler (1561-1629) zeigt in seinem prachtvollen, 367 Kupfertafeln umfassenden Werk "Hortus Eystettensis" die Pracht und Vielfalt dieses botanischen Gartens. - Ohne Text auf der Rückseite. - Die linke untere Ecke, im weißen Bereich, professionell und kaum sichtbar ergänzt. Dekorative Graphik, Blumen

      [Bookseller: Buch- und Kunstantiquariat]
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        \"Piper Indicum cordatum oblongum. Piper Indicum cordatum\". Paprika.

       Altkol. Kupferstich aus \"Hortus Eystettensis\", um 1650, 47 x 38,5 cm. Nissen BBI, 158. - Fürstbischof Johann Conrad von Gemmingen (1561-1612) ließ Anfang des 17. Jahrhunderts den berühmten Garten von Eichstätt anlegen. Der Nürnberger Apotheker Basilius Besler (1561-1629) zeigt in seinem prachtvollen, 367 Kupfertafeln umfassenden Werk \"Hortus Eystettensis\" die Pracht und Vielfalt dieses botanischen Gartens. - Ohne Text auf der Rückseite. - Rechts in professionell restaurierter Einriss. Versand D: 6,00 EUR Dekorative Graphik, Blumen

      [Bookseller: Antiquariat Bierl]
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        \"Cinera cum flore\". Gemüse-Artischocke oder Kardone.

       Altkol. Kupferstich aus \"Hortus Eystettensis\", um 1650, 46 x 38 cm. Nissen BBI, 158. - Fürstbischof Johann Conrad von Gemmingen (1561-1612) ließ Anfang des 17. Jahrhunderts den berühmten Garten von Eichstätt anlegen. Der Nürnberger Apotheker Basilius Besler (1561-1629) zeigt in seinem prachtvollen, 367 Kupfertafeln umfassenden Werk \"Hortus Eystettensis\" die Pracht und Vielfalt dieses botanischen Gartens. - Ohne Text auf der Rückseite. - Die linke untere Ecke, im weißen Bereich, professionell und kaum sichtbar ergänzt. Versand D: 6,00 EUR Dekorative Graphik, Blumen

      [Bookseller: Antiquariat Bierl]
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        HORTUS EYSTETTENSIS. - Siegwurz und Schwertlilie., "I. Iris Bulbosa flore diluto coeruleo. II. Victorialis Rotunda. III. Gladiolus Narbonensium flore purpureo. IV. Gladiolus Narbonensis flore incarnato". In der Mitte englische Zwiebel-Schwertlilie, rechts dunkelblütige Garten Siegwurz (Gladiole), rechts Sumpf-Siegwurz und Garten-Siegwurz (Gladiole).

      Kol. Kupferstich aus "Hortus Eystettensis", um 1650, 46 x 38 cm. Nissen BBI, 158. - Fürstbischof Johann Conrad von Gemmingen (1561-1612) ließ Anfang des 17. Jahrhunderts den berühmten Garten von Eichstätt anlegen. Der Nürnberger Apotheker Basilius Besler (1561-1629) zeigt in seinem prachtvollen, 367 Kupfertafeln umfassenden Werk "Hortus Eystettensis" die Pracht und Vielfalt dieses botanischen Gartens. - Ohne Text auf der Rückseite. - Mittig leichte Quetschfalten. Dekorative Graphik, Blumen

      [Bookseller: Buch- und Kunstantiquariat]
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        HORTUS EYSTETTENSIS. - Gemeine Siegwurz., "I. Gladiolus Italicus flore rubro. Gladiolus Hispanicus flore albo. III. Gladiolus Narbonensis flore incarnato". Jeweils die gemeine Siegwurz mit ungefüllten Blüten.

      Kol. Kupferstich aus "Hortus Eystettensis", um 1650, 46 x 38 cm. Nissen BBI, 158. - Fürstbischof Johann Conrad von Gemmingen (1561-1612) ließ Anfang des 17. Jahrhunderts den berühmten Garten von Eichstätt anlegen. Der Nürnberger Apotheker Basilius Besler (1561-1629) zeigt in seinem prachtvollen, 367 Kupfertafeln umfassenden Werk "Hortus Eystettensis" die Pracht und Vielfalt dieses botanischen Gartens. - Ohne Text auf der Rückseite. Dekorative Graphik, Blumen

      [Bookseller: Buch- und Kunstantiquariat]
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        HORTUS EYSTETTENSIS. - Schwertlilie und Porree., "I. Moly latifolium. II. Iris bulbosa variegata. III. Iris bulbosa mixta". In der Mitte Porree oder Sommer-Lauch, rechts und links bunte spanische Schwertlilie.

      Kol. Kupferstich aus "Hortus Eystettensis", um 1650, 46 x 38 cm. Nissen BBI, 158. - Fürstbischof Johann Conrad von Gemmingen (1561-1612) ließ Anfang des 17. Jahrhunderts den berühmten Garten von Eichstätt anlegen. Der Nürnberger Apotheker Basilius Besler (1561-1629) zeigt in seinem prachtvollen, 367 Kupfertafeln umfassenden Werk "Hortus Eystettensis" die Pracht und Vielfalt dieses botanischen Gartens. - Ohne Text auf der Rückseite. - Nur minimal fleckig. Dekorative Graphik, Blumen

      [Bookseller: Buch- und Kunstantiquariat]
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        HORTUS EYSTETTENSIS. - Krokus, Safran und Lilie., "I. Iris bulbosa flore luteo. II. Lilium Bizantinum Serot: III. Crocus Montanus Vernalis. IV. Crocus Sativus". In der Mitte spanische Schwertlilie, rechts Scharlach-Lilie und links Alpen-Krokus und echter Safran.

      Kol. Kupferstich aus "Hortus Eystettensis", um 1650, 46 x 38 cm. Nissen BBI, 158. - Fürstbischof Johann Conrad von Gemmingen (1561-1612) ließ Anfang des 17. Jahrhunderts den berühmten Garten von Eichstätt anlegen. Der Nürnberger Apotheker Basilius Besler (1561-1629) zeigt in seinem prachtvollen, 367 Kupfertafeln umfassenden Werk "Hortus Eystettensis" die Pracht und Vielfalt dieses botanischen Gartens. - Ohne Text auf der Rückseite. Dekorative Graphik, Blumen

      [Bookseller: Buch- und Kunstantiquariat]
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        \"I. Iris Bulbosa flore diluto coeruleo. II. Victorialis Rotunda. III. Gladiolus Narbonensium flore purpureo. IV. Gladiolus Narbonensis flore incarnato\". In der Mitte englische Zwiebel-Schwertlilie, rechts dunkelblütige Garten Siegwurz (Gladiole), rechts Sumpf-Siegwurz und Garten-Siegwurz (Gladiole).

       Kol. Kupferstich aus \"Hortus Eystettensis\", um 1650, 46 x 38 cm. Nissen BBI, 158. - Fürstbischof Johann Conrad von Gemmingen (1561-1612) ließ Anfang des 17. Jahrhunderts den berühmten Garten von Eichstätt anlegen. Der Nürnberger Apotheker Basilius Besler (1561-1629) zeigt in seinem prachtvollen, 367 Kupfertafeln umfassenden Werk \"Hortus Eystettensis\" die Pracht und Vielfalt dieses botanischen Gartens. - Ohne Text auf der Rückseite. - Mittig leichte Quetschfalten. Versand D: 6,00 EUR Dekorative Graphik, Blumen

      [Bookseller: Antiquariat Bierl]
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        \"I. Moly latifolium. II. Iris bulbosa variegata. III. Iris bulbosa mixta\". In der Mitte Porree oder Sommer-Lauch, rechts und links bunte spanische Schwertlilie.

       Kol. Kupferstich aus \"Hortus Eystettensis\", um 1650, 46 x 38 cm. Nissen BBI, 158. - Fürstbischof Johann Conrad von Gemmingen (1561-1612) ließ Anfang des 17. Jahrhunderts den berühmten Garten von Eichstätt anlegen. Der Nürnberger Apotheker Basilius Besler (1561-1629) zeigt in seinem prachtvollen, 367 Kupfertafeln umfassenden Werk \"Hortus Eystettensis\" die Pracht und Vielfalt dieses botanischen Gartens. - Ohne Text auf der Rückseite. - Nur minimal fleckig. Versand D: 6,00 EUR Dekorative Graphik, Blumen

      [Bookseller: Antiquariat Bierl]
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        \"I. Iris bulbosa flore luteo. II. Lilium Bizantinum Serot: III. Crocus Montanus Vernalis. IV. Crocus Sativus\". In der Mitte spanische Schwertlilie, rechts Scharlach-Lilie und links Alpen-Krokus und echter Safran.

       Kol. Kupferstich aus \"Hortus Eystettensis\", um 1650, 46 x 38 cm. Nissen BBI, 158. - Fürstbischof Johann Conrad von Gemmingen (1561-1612) ließ Anfang des 17. Jahrhunderts den berühmten Garten von Eichstätt anlegen. Der Nürnberger Apotheker Basilius Besler (1561-1629) zeigt in seinem prachtvollen, 367 Kupfertafeln umfassenden Werk \"Hortus Eystettensis\" die Pracht und Vielfalt dieses botanischen Gartens. - Ohne Text auf der Rückseite. Versand D: 6,00 EUR Dekorative Graphik, Blumen

      [Bookseller: Antiquariat Bierl]
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        \"I. Gladiolus Italicus flore rubro. Gladiolus Hispanicus flore albo. III. Gladiolus Narbonensis flore incarnato\". Jeweils die gemeine Siegwurz mit ungefüllten Blüten.

       Kol. Kupferstich aus \"Hortus Eystettensis\", um 1650, 46 x 38 cm. Nissen BBI, 158. - Fürstbischof Johann Conrad von Gemmingen (1561-1612) ließ Anfang des 17. Jahrhunderts den berühmten Garten von Eichstätt anlegen. Der Nürnberger Apotheker Basilius Besler (1561-1629) zeigt in seinem prachtvollen, 367 Kupfertafeln umfassenden Werk \"Hortus Eystettensis\" die Pracht und Vielfalt dieses botanischen Gartens. - Ohne Text auf der Rückseite. Versand D: 6,00 EUR Dekorative Graphik, Blumen

      [Bookseller: Antiquariat Bierl]
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        HORTUS EYSTETTENSIS. - Vexiernelke., "I. Lychnis coronaria flore rubro pleno. Lychnis coronaria flore incarnato punctata. III. Lychnis coronaria flore incanato non punctata". In der Mitte Viexiernelke mit gefüllten Blüten, links Vexiernelke mit einfachen, gesprenkelten Blüten und rechts Vexiernelke.

      Kol. Kupferstich aus "Hortus Eystettensis", um 1650, 46 x 38 cm. Nissen BBI, 158. - Fürstbischof Johann Conrad von Gemmingen (1561-1612) ließ Anfang des 17. Jahrhunderts den berühmten Garten von Eichstätt anlegen. Der Nürnberger Apotheker Basilius Besler (1561-1629) zeigt in seinem prachtvollen, 367 Kupfertafeln umfassenden Werk "Hortus Eystettensis" die Pracht und Vielfalt dieses botanischen Gartens. - Ohne Text auf der Rückseite. - Mit professionell restaurierten Einriss mittig, kaum sichtbar. Gerahmt. Dekorative Graphik, Blumen

      [Bookseller: Buch- und Kunstantiquariat]
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        \"I. Lychnis coronaria flore rubro pleno. Lychnis coronaria flore incarnato punctata. III. Lychnis coronaria flore incanato non punctata\". In der Mitte Viexiernelke mit gefüllten Blüten, links Vexiernelke mit einfachen, gesprenkelten Blüten und rechts Vexiernelke.

       Kol. Kupferstich aus \"Hortus Eystettensis\", um 1650, 46 x 38 cm. Nissen BBI, 158. - Fürstbischof Johann Conrad von Gemmingen (1561-1612) ließ Anfang des 17. Jahrhunderts den berühmten Garten von Eichstätt anlegen. Der Nürnberger Apotheker Basilius Besler (1561-1629) zeigt in seinem prachtvollen, 367 Kupfertafeln umfassenden Werk \"Hortus Eystettensis\" die Pracht und Vielfalt dieses botanischen Gartens. - Ohne Text auf der Rückseite. - Mit professionell restaurierten Einriss mittig, kaum sichtbar. Gerahmt. Versand D: 6,00 EUR Dekorative Graphik, Blumen

      [Bookseller: Antiquariat Bierl]
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        HORTUS EYSTETTENSIS. - Akelei., "I. Aquilegia stellata flore purpureo. II. Aquilegia flore albo pleno. III. Aquilegia flore coeruleo pleno". In der Mitte sternförmige und gefüllte Akelei, rechts gefüllte weiße Akelei und links gefüllte blaue Akelei.

      Kol. Kupferstich aus "Hortus Eystettensis", um 1650, 46 x 38 cm. Nissen BBI, 158. - Fürstbischof Johann Conrad von Gemmingen (1561-1612) ließ Anfang des 17. Jahrhunderts den berühmten Garten von Eichstätt anlegen. Der Nürnberger Apotheker Basilius Besler (1561-1629) zeigt in seinem prachtvollen, 367 Kupfertafeln umfassenden Werk "Hortus Eystettensis" die Pracht und Vielfalt dieses botanischen Gartens. - Mit Text auf der Rückseite. - Vorwiegend in den Rändern leicht stockfleckig. Dekorative Graphik, Blumen

      [Bookseller: Buch- und Kunstantiquariat]
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        HORTUS EYSTETTENSIS. - Bartnelke., "I. Flos Armerius albus. II. Flos Armerius ruber. III. Flos Armerius variegatus". In der Mitte Bartnelke mit weißen Blüten, rechts Bartnelke mit purpurnen Blüten und links Bartnelke mit panaschierten Blüten.

      Kol. Kupferstich aus "Hortus Eystettensis", um 1650, 46 x 38 cm. Nissen BBI, 158. - Fürstbischof Johann Conrad von Gemmingen (1561-1612) ließ Anfang des 17. Jahrhunderts den berühmten Garten von Eichstätt anlegen. Der Nürnberger Apotheker Basilius Besler (1561-1629) zeigt in seinem prachtvollen, 367 Kupfertafeln umfassenden Werk "Hortus Eystettensis" die Pracht und Vielfalt dieses botanischen Gartens. - Ohne Text auf der Rückseite. - Mittig leichte Quetschfalte. Dekorative Graphik, Blumen

      [Bookseller: Buch- und Kunstantiquariat]
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        HORTUS EYSTETTENSIS. - Absinth., "I. Absinthium vulgare. II. Absinthium latifolium marinum. III. Absinthium Ponticum album". In der Mitte Wermut oder Absinth, rechts Beifuß und links pontischer Beifuß oder römischer Wermut.

      Kol. Kupferstich aus "Hortus Eystettensis", um 1650, 46 x 38 cm. Nissen BBI, 158. - Fürstbischof Johann Conrad von Gemmingen (1561-1612) ließ Anfang des 17. Jahrhunderts den berühmten Garten von Eichstätt anlegen. Der Nürnberger Apotheker Basilius Besler (1561-1629) zeigt in seinem prachtvollen, 367 Kupfertafeln umfassenden Werk "Hortus Eystettensis" die Pracht und Vielfalt dieses botanischen Gartens. - Ohne Text auf der Rückseite. - Mittig leichte Quetschfalten im Papier. Dekorative Graphik, Blumen

      [Bookseller: Buch- und Kunstantiquariat]
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        \"I. Flos Armerius albus. II. Flos Armerius ruber. III. Flos Armerius variegatus\". In der Mitte Bartnelke mit weißen Blüten, rechts Bartnelke mit purpurnen Blüten und links Bartnelke mit panaschierten Blüten.

       Kol. Kupferstich aus \"Hortus Eystettensis\", um 1650, 46 x 38 cm. Nissen BBI, 158. - Fürstbischof Johann Conrad von Gemmingen (1561-1612) ließ Anfang des 17. Jahrhunderts den berühmten Garten von Eichstätt anlegen. Der Nürnberger Apotheker Basilius Besler (1561-1629) zeigt in seinem prachtvollen, 367 Kupfertafeln umfassenden Werk \"Hortus Eystettensis\" die Pracht und Vielfalt dieses botanischen Gartens. - Ohne Text auf der Rückseite. - Mittig leichte Quetschfalte. Versand D: 6,00 EUR Dekorative Graphik, Blumen

      [Bookseller: Antiquariat Bierl]
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        \"I. Aquilegia stellata flore purpureo. II. Aquilegia flore albo pleno. III. Aquilegia flore coeruleo pleno\". In der Mitte sternförmige und gefüllte Akelei, rechts gefüllte weiße Akelei und links gefüllte blaue Akelei.

       Kol. Kupferstich aus \"Hortus Eystettensis\", um 1650, 46 x 38 cm. Nissen BBI, 158. - Fürstbischof Johann Conrad von Gemmingen (1561-1612) ließ Anfang des 17. Jahrhunderts den berühmten Garten von Eichstätt anlegen. Der Nürnberger Apotheker Basilius Besler (1561-1629) zeigt in seinem prachtvollen, 367 Kupfertafeln umfassenden Werk \"Hortus Eystettensis\" die Pracht und Vielfalt dieses botanischen Gartens. - Mit Text auf der Rückseite. - Vorwiegend in den Rändern leicht stockfleckig. Versand D: 6,00 EUR Dekorative Graphik, Blumen

      [Bookseller: Antiquariat Bierl]
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        \"I. Absinthium vulgare. II. Absinthium latifolium marinum. III. Absinthium Ponticum album\". In der Mitte Wermut oder Absinth, rechts Beifuß und links pontischer Beifuß oder römischer Wermut.

       Kol. Kupferstich aus \"Hortus Eystettensis\", um 1650, 46 x 38 cm. Nissen BBI, 158. - Fürstbischof Johann Conrad von Gemmingen (1561-1612) ließ Anfang des 17. Jahrhunderts den berühmten Garten von Eichstätt anlegen. Der Nürnberger Apotheker Basilius Besler (1561-1629) zeigt in seinem prachtvollen, 367 Kupfertafeln umfassenden Werk \"Hortus Eystettensis\" die Pracht und Vielfalt dieses botanischen Gartens. - Ohne Text auf der Rückseite. - Mittig leichte Quetschfalten im Papier. Versand D: 6,00 EUR Dekorative Graphik, Blumen

      [Bookseller: Antiquariat Bierl]
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        HORTUS EYSTETTENSIS. - Garten-Lichtnelke., "I. Lichnis sylvestris flore pleno rubro. II. Lichnis Sylvestris flore pleno albo". Rechts gefüllte Garten-Lichtnelke und links gefüllte weiße Garten-Lichtnelke.

      Kol. Kupferstich aus "Hortus Eystettensis", um 1650, 46 x 38 cm. Nissen BBI, 158. - Fürstbischof Johann Conrad von Gemmingen (1561-1612) ließ Anfang des 17. Jahrhunderts den berühmten Garten von Eichstätt anlegen. Der Nürnberger Apotheker Basilius Besler (1561-1629) zeigt in seinem prachtvollen, 367 Kupfertafeln umfassenden Werk "Hortus Eystettensis" die Pracht und Vielfalt dieses botanischen Gartens. - Ohne Text auf der Rückseite. - Unten ein alt hinterlegter Randeinriss. Dekorative Graphik, Blumen

      [Bookseller: Buch- und Kunstantiquariat]
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        \"I. Lichnis sylvestris flore pleno rubro. II. Lichnis Sylvestris flore pleno albo\". Rechts gefüllte Garten-Lichtnelke und links gefüllte weiße Garten-Lichtnelke.

       Kol. Kupferstich aus \"Hortus Eystettensis\", um 1650, 46 x 38 cm. Nissen BBI, 158. - Fürstbischof Johann Conrad von Gemmingen (1561-1612) ließ Anfang des 17. Jahrhunderts den berühmten Garten von Eichstätt anlegen. Der Nürnberger Apotheker Basilius Besler (1561-1629) zeigt in seinem prachtvollen, 367 Kupfertafeln umfassenden Werk \"Hortus Eystettensis\" die Pracht und Vielfalt dieses botanischen Gartens. - Ohne Text auf der Rückseite. - Unten ein alt hinterlegter Randeinriss. Versand D: 6,00 EUR Dekorative Graphik, Blumen

      [Bookseller: Antiquariat Bierl]
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        HORTUS EYSTETTENSIS. - Wucherblume., "I. Bellis maior. II. Chrysanthemum Creticum luteum. III. Chrysanthemum Creticum mixtum". In der Mitte Wiesen-Margarite (Wucherblume), links und rechts Kronen-Wucherblume.

      Kol. Kupferstich aus "Hortus Eystettensis", um 1650, 46 x 38 cm. Nissen BBI, 158. - Fürstbischof Johann Conrad von Gemmingen (1561-1612) ließ Anfang des 17. Jahrhunderts den berühmten Garten von Eichstätt anlegen. Der Nürnberger Apotheker Basilius Besler (1561-1629) zeigt in seinem prachtvollen, 367 Kupfertafeln umfassenden Werk "Hortus Eystettensis" die Pracht und Vielfalt dieses botanischen Gartens. - Mit Text auf der Rückseite. - Mit leichter Quetschfalte im Papier, breitrandig. Dekorative Graphik, Blumen

      [Bookseller: Buch- und Kunstantiquariat]
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        HORTUS EYSTETTENSIS. - Knabenkraut und Lilie., "I. Martagon Pompneum. II. Palma Christi Erecta flore variegato. III. Palma Christi erecta flore candido". In der Mitte Turban-Lilie, rechts fleischrotes oder steifblättriges Knabenkraut und links weiß blühendes, steifblättriges Knabenkraut.

      Kol. Kupferstich aus "Hortus Eystettensis", um 1650, 46 x 38 cm. Nissen BBI, 158. - Fürstbischof Johann Conrad von Gemmingen (1561-1612) ließ Anfang des 17. Jahrhunderts den berühmten Garten von Eichstätt anlegen. Der Nürnberger Apotheker Basilius Besler (1561-1629) zeigt in seinem prachtvollen, 367 Kupfertafeln umfassenden Werk "Hortus Eystettensis" die Pracht und Vielfalt dieses botanischen Gartens. - Ohne Text auf der Rückseite. - Im Rand unten kleine Läsuren. Dekorative Graphik, Blumen

      [Bookseller: Buch- und Kunstantiquariat]
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        \"I. Bellis maior. II. Chrysanthemum Creticum luteum. III. Chrysanthemum Creticum mixtum\". In der Mitte Wiesen-Margarite (Wucherblume), links und rechts Kronen-Wucherblume.

       Kol. Kupferstich aus \"Hortus Eystettensis\", um 1650, 46 x 38 cm. Nissen BBI, 158. - Fürstbischof Johann Conrad von Gemmingen (1561-1612) ließ Anfang des 17. Jahrhunderts den berühmten Garten von Eichstätt anlegen. Der Nürnberger Apotheker Basilius Besler (1561-1629) zeigt in seinem prachtvollen, 367 Kupfertafeln umfassenden Werk \"Hortus Eystettensis\" die Pracht und Vielfalt dieses botanischen Gartens. - Mit Text auf der Rückseite. - Mit leichter Quetschfalte im Papier, breitrandig. Versand D: 6,00 EUR Dekorative Graphik, Blumen

      [Bookseller: Antiquariat Bierl]
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        \"I. Martagon Pompneum. II. Palma Christi Erecta flore variegato. III. Palma Christi erecta flore candido\". In der Mitte Turban-Lilie, rechts fleischrotes oder steifblättriges Knabenkraut und links weiß blühendes, steifblättriges Knabenkraut.

       Kol. Kupferstich aus \"Hortus Eystettensis\", um 1650, 46 x 38 cm. Nissen BBI, 158. - Fürstbischof Johann Conrad von Gemmingen (1561-1612) ließ Anfang des 17. Jahrhunderts den berühmten Garten von Eichstätt anlegen. Der Nürnberger Apotheker Basilius Besler (1561-1629) zeigt in seinem prachtvollen, 367 Kupfertafeln umfassenden Werk \"Hortus Eystettensis\" die Pracht und Vielfalt dieses botanischen Gartens. - Ohne Text auf der Rückseite. - Im Rand unten kleine Läsuren. Versand D: 6,00 EUR Dekorative Graphik, Blumen

      [Bookseller: Antiquariat Bierl]
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        HORTUS EYSTETTENSIS. - Knabenkraut und Lilie. "I. Martagon Pompneum. II. Palma Christi Erecta flore variegato. III. Palma Christi erecta flore candido". In der Mitte Turban-Lilie, rechts fleischrotes oder steifblättriges Knabenkraut und links weiß blühendes, steifblättriges Knabenkraut.

      - Kol. Kupferstich aus "Hortus Eystettensis", um 1650, 46 x 38 cm. Nissen BBI, 158. - Fürstbischof Johann Conrad von Gemmingen (1561-1612) ließ Anfang des 17. Jahrhunderts den berühmten Garten von Eichstätt anlegen. Der Nürnberger Apotheker Basilius Besler (1561-1629) zeigt in seinem prachtvollen, 367 Kupfertafeln umfassenden Werk "Hortus Eystettensis" die Pracht und Vielfalt dieses botanischen Gartens. - Ohne Text auf der Rückseite. - Im Rand unten kleine Läsuren.

      [Bookseller: Peter Bierl Buch- & Kunstantiquariat]
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        Legionis Regnum et Asturiarum Principatus

      Amsterdam: Willem Blaeu. unbound. very good. Map. Engraving with original hand coloring. Image measures 14.75" x 18.75" Beautiful map of northwest Spain in original color with gold highlights, circa 1650. Decorative elements include a compass rose and two ornate cartouches-one with lions holding a coat of arms, and the other with an armillary sphere. Minor overall aging and offsetting, full original margins. Willem Blaeu (1571-1638) was a prolific Dutch mapmaker who started one of the most famous map publishing firms of the 17th century. It was at this time that the Dutch controlled the map trade, and their ornate and beautiful maps had immense popularity. Blaeu was instrumental in driving this dominance in his lifetime, and this legacy was continued by his sons.

      [Bookseller: Argosy Book Store ]
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        Kupferstich - Karte, b. J. u. C. Blaeu, "Vplandia".

      - altkol., um 1650, 38 x 49,5 Schöne Karte der Umgebung von Stockholm. Mit fig. Kartuschen ( rechts unten ) und großem Wappen ( alle altkoloriert ).

      [Bookseller: Antiquariat Nikolaus Struck]
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