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Displayed below are some selected recent viaLibri matches for books published in 1572

        Raccolta di le più illustri et famose città di tutto il mondo

      Venezia circa 1572/85. In-ottavo oblungo, legatura in pergamena molle coeva, con titolo manoscritto al dorso, 168 piante di città finemente incise in rame al bulino, irregolarmente intervallate da pagine bianche, leggeri aloni di umidità su alcune carte, per il resto in ottime condizioni. Antica iscrizione sul retro della copertina ?Anno 1572. Opere di Martino Rota e di Francesco Valegio?. Esemplare primitivo dell?opera, databile al massimo al 1585, privo del frontespizio, che verrà realizzato solo per la prima edizione della Raccolta (1590 circa). L?opera è composta solo dalle prime 168 tavole, tutte finemente incise, ricche di tono e contrasto, tipici delle prime tirature. I fogli bianchi che intervallano le tavole, erano probabilmente destinati ad accogliere le immagini delle altre città che mano a mano venivano prodotte.Francesco Valegio incisore e stampatore, è attivo tra il 1570 e il 1643. Secondo il Gori Gandellini, sarebbe nato a Bologna verso il 1560; la sua attività di incisore e stampatore si svolse prevalentemente a Venezia, spesso in collaborazione con altri stampatori tra cui Catarino Doino. L?opera cartografica più impegnativa del Valegio è appunto la Raccolta di le più illustri et famose città di tutto il mondo; le tavole presenti nella corpus sono prive di data, ad eccezione di Algeri, Costantinopoli e Rodi firmate da Martino Rota da Sebenico, dove compare l?anno 1572. Le piante e le vedute che presentano la firma del Rota costituiscono il nucleo più antico della raccolta e fanno desumere che il progetto editoriale probabilmente sia stato avviato dall?incisore dalmata agli inizi degli anni ?70 del XVI secolo e lasciato incompiuto a seguito del suo trasferimento, nel 1573, a Vienna come ritrattista di corte. La presenza di tali carte ha portato a datare l?opera al 1579. Tuttavia, una data così anticipata riferita all?intera raccolta, sembrerebbe molto improbabile, in quanto andrebbe a contrastare con i dati biografici del Valegio. Molte delle immagini riprendono modelli figurativi apparsi nei primi volumi del Civitates Orbis Terrarum editi tra il 1572 ed il 1588 dai cartografi Georg Braun e Franz Hogenberg. Pertanto, è molto più plausibile che il Valegio iniziò ad osservare le tavole incise da Martino Rota, verso il 1580, per poi ampliare e pubblicare la raccolta, nell?ultimo ventennio del secolo. Nell?intera raccolta di incisioni, precisamente 112 recano la firma o le sigle del Valegio, al quale si può senza alcuno dubbio attribuire la paternità dell?intera opera. Col passare degli anni la Raccolta vide incrementare il numero delle immagini fino a raggiungere il numero di 322 nella versione finale curata da Domenico Rascicotti (altro editore attivo a Venezia), che collaborò con il Valegio. Le tavole furono incise da tutt?altra mano, molto più grossolana e imprecisa; 69 piante e vedute che si distinguono dalla precedente serie per una differente impaginazione, recano tutte nella parte bassa una striscia bianca (18 mm) nella quale spesso, ma non sempre, compaiono titoli e descrizioni riguardanti la città rappresentata nell?immagine. Le copie che presentano queste caratteristiche sono quelle conservate a Venezia, Firenze e Washington. Le dimensioni variabili degli esemplari, portano a pensare che il volume abbia avuto una gestazione lunga e articolata. Le copie presenti a Roma, Firenze e Londra si compongono di un numero variabile di tavole, tra 234 e 250, e contengono, tutti e tre gli esemplari, le 112 carte firmate dal Valegio. Bibliografia: Almagià p. 10, Cremonini p. 15/17, Valerio, Piante e vedute di Napoli pp. 75/87. Venice, circa 1572/85. Octavo oblungo, contemporary vellum binding with manuscript title, and 168 engraved plates, signed by Valegio and Martino Rota. La ?Raccolta di le piu illustri et famose citta di tutto il mondo?, published by Francesco Valegio in Venice towards the end of the XVI century, containing about 322 plans and views of the main cities of the World. There are different examples of this work, every one with a different number of plates and without an index. Many of these plates have been afterwards included in Donato Rasciotti's <?Nuova raccolta di tutte le più illustri et famose città di tutto il mondo?, printed at the end of the XVI century. It is still, however, quite unclear whether Valegio or Rasciotti published first his collection. Francesco Valegio was born in Bologna around 1560, even though some say he might have been born in Verona; as engrver and calcographer, he worked in Venice, very often in association with other publishers. The plates of his Raccolta, which can be considered his most important work, do not bear any date, except for those of Algeri, Costantinopoli and Rodi, signed by Martino Rota, dated 1572. The city plans signed by Rota, (engraver born in Sebenico who worked in Venice until 1573), are the most ancient core of the work, which make us think that this work has been planned by Rota himself. Many plates recall the figurative models of the ?Civitates Orbis Terrarum? printed between 1572 and 1588 (afterwards reissued until 1617) by Georg Braun and Franz Hogenberg. It is therfore possible that Valegio started to select the plates by Rota around 1580 and afterwards enlarged his collection at the end of the century. 112 plates bear Valegio's signature or monogram and as many can be ascribed to him; 69 have been ascribed to an unkwown artist. The collection was extremely successful and became the base for the following copies. Valegio's plate have been reissued by Raffaello Savonarola (Lasor a Varea) in the Universus Terrarum Orbis in 1 713. Very rare

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Historie.

      Venetia, Giolito di Ferrari, 1572. 1572 Tre parti in un volume in 8°, pagg. (9), 259, (9), 291, (9), 261 con decine di capilettera decorati e 4 belle vignette xilografiche finemente incise nel testo, tutte raccolte nelle prime 43 pagine. Legatura in piena pergamena floscia coeva, con titolo calligrafico e 4 nervi al dorso. Opera storica non comune "nella quale cominciandosi dal principio della creation del mondo e discorrendosi per tutte le Historie degli Hebrei ...fino alla destruttion di Gerusalemme"; è divisa in 3 parti: "Dell'Historie degl' Imperatori Greci" - "Historie romane cominciando dal principio della città di Roma fino a Costantino Cloro Imperadore e padre del Gran Costantino" - "De' fatti di tutti gli Imperadori Orientali cominciando da Costantino il Grande fino ad Alesso Comneno." Giovanni Zonara fu storico e monaco bizantino vissuto all'inizio del XII secolo. Svolse l'attività di storico secondo i nuovi canoni dell'epoca dei Comneni, ritornando all'imitazione dei classici nello stile e nella lingua, e trasse spunto da fonti quali il Vecchio Testamento, Flavio Giuseppe, Erodoto, Senofonte, Plutarco, Procopio, Cedreno, Psello e molti altri. La sua storia, conforme all'uso dei cronisti bizantini, servì di modello e fonte ai cronisti posteriori, e meritò la traduzione in diverse lingue. Sulla traduzione latina di Wolff del 1557 furono condotte le traduzioni in italiano: quella fatta dal Fiorentino nel 1560, stampata da Ludovico degli Avanzi, e quella di Dolce nel 1564 stampata dal Giolito di Ferrari. La nostra edizione, "nuovamente ristampata", ha il grande pregio di essere stata confrontata con il testo greco da Agostino Ferentilli, non limitandosi alla sola traduzione dal latino del Wolff. Freschissimo esemplare, chiara e nitida la stampa. Davvero splendido, quasi privo di bruniture e con piccola tarlatura alla prima carta di sguardia. Manca al Brunet. Graesse, VII, p. 518; Treccani, XXXV, p. 994; British Library, 744; Choix, V, 5501.

      [Bookseller: Biggio Giuseppina]
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        Precetti della militia moderna, tanto per mare, quanto per terra. Trattati da diversi nobilissimi ingegni, & raccolti con molta diligenza... Ne'quali si contiene tutta l'arte del Bombardiero, & si mostra l'ordine che ha da tenere il maestro di campo.

      In Venetia, appresso gli Heredi di Marchiò Sessa, 1572. 1572 In-4° antico (208x153mm), cc. (4), 59, brossura antica alla rustica. Al frontespizio, impresa tipografica in xilografia. Numerose illustrazioni xilografiche, sia a piena pagina che intercalate n.t., raffiguranti per lo più pezzi d'artiglieria. Registro al colophon. Ex-libris con stemma di Paul Scherrer-Bylund (studioso svizzero vissuto tra 1902 e il 1992). Antica nota di possesso al recto della c. bianca finale. Bruniture e fioriture diffuse, minimali mancanze all'angolo inferiore destro delle prime cc. Restauri alla brossura. Astuccio in cartone. Seconda edizione, dopo l'originale del 1568 (al dire del D'Ayala esisterebbe un'antecedente impressione del 1541, apparsa col titolo "Arte e precetti del guerreggiare ...", ma si tratta in realtà della ristampa del 1641, edita, appunto, con tale mutato titolo), di uno dei maggiori trattati militari del Rinascimento italiano, dedicato principalmente all'artiglieria. Non mancano cenni sulle mine, sulle munizioni, sui razzi, sulla medicina militare (come quelli relativi ai medicamente adottati dal medico bolognese Leonardo Fioravanti in Africa per guarire soldati che vi erano di stanza) o sulle fortificazioni. Il Ruscelli (Viterbo, 1504 ca.-Venezia, 1566), tra i più eclettici poligrafi del nostro Rinascimento, fu il fondatore dell'Accademia dello Sdegno di Roma. Cockle, 663. Marini, p. 25. Spaulding & Karpinski, 30. Riccardi, II, 403. Breman, 245. Hodgkin, III, 2, 9. Jähns, 656. Jordan, 3245. Mortimer, 450. Riling, 25. Libri, 1861, n. 6384. D'Ayala, p. 56. Sotheran, 2nd Supplem., n 21333. Adams, R-956. S.T.C. Italian Books, p. 593. Cfr. Olschki, Choix, 5211, 7704.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Galleria Gilibert]
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        Biblia, Ad vetustissima exemplaria nunc recèns castigata, romaeque revisa. In quibus, praeter ea quae subsequens prefatio indicat capita singola ita versibus ?

      apud Iuntas 1572 In folio (360x250) carte n.n. 4, carte numerate 300, n.n. 4, numerate 54 di cui una bianca. Marca tipografica al frontespizio e all'ultima carta; testo inquadrato su due colonne, iniziali ornate entro grandi vignette istoriate, finalini. Pergamena rigida settecentesca con titolo su tassello in oro, tagli a spruzzo. Bell'esemplare, che presenta lieve alone marginale a poche carte all'inizio del tomo ed alla fine, frontespizio lievemente arrossato con antica firma di possesso.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Perini s.a.s.]
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        1572 aldina HISTORIARUM RAVENNATUM LIBRI DECEM H. RUBEI STORIA DI RAVENNA 1a ED

      MANUZIO PAOLO ALDO 1572 HIERONIYMI RUBEI HISTORIARUM RAVENNATUM LIBRI DECEM CUM INDICE AMPLISSIMO - Editio princeps (prima edizione) Aldina dell'opera di Girolamo Rossi - Vasta dottissima opera sulla millenaria complessa storia civile, religiosa ed artistica di Ravenna - Girolamo Rossi fu il piu' grande storico ravennate del XVI secolo, non meno stimato di Desiderio Spreti (del sec. XV), del Fabri e del Pasolini (del sec. XVII). pp [12] 558 [64] in fine è presente la tavola dell'albero genealogico dei Traversari (penso manchi l'albero dei Da Polenta, unica carta mancante) -in folio antico (28,00 x 20,00) Legatura in tela di fattura artigianale relativamente recente - Marca tipografica aldina e titoli rimontati sulla prima bianca (probabilmente il frontespizio era rovinato) - Firme di appartenenza al frontespizio e sigle ai margini (una sorta di esse), qualche brunitura sparsa, ma complessivamente carte fresche e robuste - una doppia pagina leggermente slegata, legatura non bella ma robusta. OPERA MOLTO RARA IN QUESTA PRIMA EDIZIONE ALDINA (EREDI) VENETIIS 1572 EREDI ALDII

      [Bookseller: Libreria antiquaria Sabraro Book]
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        Divi Bernardi Claraevallensis abbatis primi religiosissimi ecclesiae doctoris suavissimique, & quod pro eximia illius pietate non iniuria dixeris, plane Theodidacti, OPERA OMNIA, Tam quae vere Germana illus esse nemo inficias eat..., in 2 voll.

      apud Sebastianum Nivellium, sub Ciconiis (ex Calcographia Nicolai) 1572 (ma 1571) ediz. a cura di Ioannes Gillotius; in folio (cm 35,5x24), pp. 16 nn. con l?indice generale dell?opera, pp. 410 e 71 numerate solo al recto, 68 nn. con ?Epitaphia in Bernardum de Laudibus Bernardi? e ?Divi Bernardi Flores...?; 2 p. b., 139 p. nn. di indici, 1 b.; leg. coeva m/perg. con angoli e tit. manos. al ds., grande vignetta allegorica con al centro due cicogne unite in volo, e scene mitologiche nei quattro medaglioni angolari, alcune testatine e mm. capil. di cui alcuni molto grandi, testo su 2 colonne; antico rinforzo al margine delle prime 2 c. del 2° vol., lievi fior., lievi aloni e piccole mancanze al margine di m. pp., ma voll. solidi e nel complesso ben conservati. Graesse I, p. 343. 055/17

      [Bookseller: Libreria Antiquaria La Fenice]
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        Sevilla. Hispalis Sevilla Taraphae, Celebre et peruetustum in Hispania

      [Köln] 1572.. Altkolor Kupfertstich aus: Braun und Hogenberg, "Civitates Orbis Terrarum", Bd. 1. 11,5 x 48,5 cm. Unter Passep. Bugfalte. Fauser 12945

      [Bookseller: Antiquariat Burgverlag]
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        ILIAS SER POTIUS omnia cius quae extant opera Studio & cura OB GIPHANII.

      Argentorieti Wxcude bal Theodusius Rebelius (Strasbourg). (Aprilis 1572).. Collates 8, a-mm(8), ooo(3). Engraved title page. Small 8vo. Later (may be 18th Century) or indeed contemporary vellum this green washed gilt and banded spine, label. A beautiful printing in latin and greek. An inscription on the title page reads 'Ex bibliotheca Joannis Petri Baynaguet' CCJS01 US$0

      [Bookseller: John Shotton]
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        Historia de principi di este... nell'esplicatione della quale concorrono i fatti, et le imprese de potentati italiani, et della maggior parte degli esterni. cominciando dalle cose principali della rivolutione del romano imperio, infino al mcccclxxvi... in vinegia, appresso vincenzo valgrisi, 1572.

      Cm. 20,5, pp. (8) 798 (101). Marchio tipografico al frontespizio, bei capolettera istoriati, finalini, alberi genealogici ed una bella tavola incisa a piena pagina con arma degli Estensi contornata da quella dei vari duchi, con al verso ripetuto il marchio Valgrisi. Legatura coeva in piena pergamena semirigida con titoli manoscritti al dorso. Esemplare genuino ed in eccellente stato di conservazione, senza difetti. Si tratta della seconda edizione, riveduta e corretta dallo stesso rispetto all'originale apparso due anni prima. Cfr. Gamba.

      [Bookseller: Studio Bibliografico Benacense]
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        Confessio fidei, thet är: then christeligha troos bekännelse/ hwilka gudz försambling uthi Sweriges rijke almänneligha trodt och bekänt hafwer/ ifrå thet evangelij sanning uthi konung Gustafs/ höglofligh i hugkommelse/ regementz tijd uthur thet påweska mörkret/ igenom gudz nåd/ åter kom i liuset igen.

      Och sedan åhr 1572 under saligh konung Jahans regering/ i Upsala almänne prestemöte på nytt bekräftighat. Och än yterlighare åhr 1593 uthi thet christeliga och frija concilio thärsammestädz hållit/ af alle rijkesens ständer/ medh underskrifning och insegel wardt stadfäst och confirmerat/ allom christrognom och efterkommandom til trogen underwijsning/ helsosam styrckio och oryggeligit testament. Men nu å nyo effter kongl. maytz nådigste befalning uplagd och aff trycket uthgifwen i thetta innewarande åhr/ som är thet hundrade effter samma Upsala möthe. Sthlm, Wankijfz änckia, 1693. 4:o. (15),141,(1) s. Obetydligt nött stänkdekorerat samtida skinnbd med upphöjda bind och oxiderad ryggornering samt Karl XI:s krönta monogram på pärmarna. Helt guldsnitt. Svaga inre falsar. Inlagan tryckt på skrivpapper. Enstaka obetydliga fläckar. Snävt skuren i nedre marginalen på s. 134 och ett maskangrepp nedtill i inre marginalen från s. 138 till slutet och vidare in på insidan av den bakre pärmen. Med initialerna "B: v. H:" på titelsidan och L. A. Carlbergs namnteckning daterad 1832.. Collijn Sveriges bibliografi 1600-talet 186. Sjögren Svenska kungliga och furstliga bokägaremärken nr 21, fig. 82. Bandet återfinns i många exemplar och får väl anses vara originalbandet på denna bok för den del av upplagan som sändes ut till församlingarna. Den augsburgska bekännelsen godkändes på kyrkomötet i Uppsala 1593 och "Confessio fidei" trycktes första gången 1593-94

      [Bookseller: Mats Rehnström]
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        Pisaurum vulgo Pezaro (Pesaro)

      Carta inc. in rame tratta dall'atlante "Civitates Orbis Terrarum" Colonia [tra il 1572 e 1618] , mm.270x390; 385x530. Bellissima veduta animata della città, impreziosita da una vivace coloritura d'epoca. Testo latino al verso. Ottima conservaz.

      [Bookseller: Libros con Historia]
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        Annales…qui lector praeter alia congnitu iucunda & utilia, Byzantinam historiam universam exhibent: nunc primum latinam in linguam transcripti & editi per Io. Lewnenclaium ex Io. Sambuici V.C. Bibliotheca

      Basle: per Episcopios, 1572 First edition of this twelfth century chronicle from the creation to the death of the Roman emperor of the East Alexius I. Comenus (1118). It was originally written in Greek, though the first complete Greek edition did not appear until 1660. (An incomplete Greek edition appeared in Leiden in 1618). . Seventeenth century limp vellum with faded lettering on spine. Octavo. Two vignette printer's devices, one on title-page and one on last page. Some browning to vellum, markings on back cover. Fore-margin of last preliminary leaf restored, not affecting text, marginal tear on a5 repaired, preliminaries misbound. A little light foxing and browning. A very good copy. Glykas, whose dates are unknown, was a Byzantine historian, theologian, mathematician, astronomer and poet. He was probably from Corfu, though some have suggested Sicily, and lived in Constantinople. His best known work is his Annales. It consists of four parts. The first part describes the Creation, the second deals with Biblical history, the third with the history of the Roman empire from Caesar to Constantine the Greek, and the fourth with the history of Byzantium to 1118. Though popular in style, it has some original features that make it a notable topic for modern scholars. "According to our research Glykas' account of the life of Christ and Apostles is not simply a compilation of the New Testment topics for he gives comments on many of them (the Nativity, the Adoration of the Magi, the Transfiguration, the Crucifixion, Pencost et al.) In his interpretation Glykas provides different explanations to those of Christian authors, apocryphal topics, as well as his own judgments, and advises readers to follow the Orthofoc point of view. Glykas' account of New Testament history differs from the description of the New Testament events in other Byzantine chronicles (John Malalas, George the Monk, George Cedrenus, John Zonaras) by their content and by extent, as well as in respect to his own manner of narration. Thus the account of New Testament topics in the third part of the Chronicle of Michael Glykas is truly original" (Liudmila Avilushkina, St. Petersburg University, in Proceedings of the 21st International Congress of Byzantine Studies, London, August 2006, Volume III, edited by Elizabeth Jeffreys and Fiona K. Haarer.,p. 157).

      [Bookseller: Michael R. Thompson, Booksellers, ABAA/I]
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        Lubeca urbs imperialis libera,... Altkolor. Kupferstich von Braun u. Hogenberg, um 1572. 15,5 x 47 cm.

      

      [Bookseller: Antiquariat Schramm]
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        Insularum aliquot maris mediterranei descriptio. Altkolor. Kupferstichkarte von Ortelius, 1572. 36 x 47,5 cm.

      Zeigt in 6 einzelnen Darstellungen die Inseln: Sardinien, Sizilien, Korfu, Zerbi, Elba, Malta.- Karte insgesamt gebräunt.- Im Aussenrand fleckig.

      [Bookseller: Antiquariat Schramm]
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        Elementorum libri XV. Unà cum Scholijs antiquis

      Pesauro:, 1572. A Federico Commandino Urbinate nuper in latinum converse, commentarijsque quibusdam illustrati. Folio (299 × 209 mm). Eighteenth-century Italian sprinkled calf, spine with double gilt rules either side of raised bands, red and black morocco lettering-pieces, blue hand-coloured endpapers and edges. Woodcut geometric diagrams in the text. A little skilful repair to spine ends, a few minor marks internally, but an excellent copy. First edition of the famous Latin translation of Euclid by the Italian humanist and mathematician, Federico Commandino (1509&#150;1579). Born in Urbino, Commandino studied at Padua and at Ferrara, where he received his doctorate in medicine. He was hugely influential in providing Latin translations, making newly accessible the works of the ancient Greek mathematicians, notably Archimedes, Aristarchus of Samos, Pappus of Alexandria, and Hero of Alexandria. Euclid&#39;s Elements is the father of them all, being "the oldest science textbook, 2,000 years old and still in use" (Dibner); which "has exercised an influence upon the human mind greater than that of any other work except the Bible" (DSB).

      [Bookseller: Peter Harrington]
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        Thesavrvs Graecae Lingvae, Ab Henrico Stephano constructus. In Qvo Præter Alia Plvrima quæ primus præstitit, (paternæ in Thesauro Latino diligentiæ æmulus) vocabula in certas classes distribuit, multiplici deriuatorum serie ad primigenia, tanquam ad radic

      Printed: 1572. 1531-1598 Five Folio volumes, 13 X 8.5inches . First edition. The copy is bound in modern quarter calf. First edition of Henri Estienne's magnum opus, the publication of which marked the great event of his career, as well as a high point in the annals of European scholarship. It also proved Henri Estienne's financial ruin. "The plan for this monumental work was conceived by Robert Estienne, who wished to do for Greek what he had done for Latin with his Latinae Linguae Thesaurus; this Greek Thesaurus too was a pioneering work, following the scientific principle of arranging words not in a traditional, strict alphabetical order, but rather of grouping them according to their etymological roots. "We have seen that Henri was already working on the "Greek Thesaurus in 1558, under the watchful eye of his father; three years later he obtained a privilege for it from Charles IX, and, consequently, the work was in the press for at least ten years. Henri's fortunes, which had begun to deteriorate after he lost the financial backing of Ulrich Fugger, in 1568, were dealt a further blow by the enormous expenses lavished on the Thesaurus. In a desperate attempt to compensate for the loss of Fugger's backing, Henri now courts other powerful European leaders: the first volume of the Thesaurus opens with a flattering dedication (intended as a captatio pecuniae) to Emperor Maximilian II, King Charles IX of France, Queen Elizabeth of England, Frederic Count Palatine, August, Elector of Saxony, and John George, Elector of Brandenburg, as well as the universities of the respective countries of these rulers (e.g. Oxford and Cambridge, in the case of Elizabeth). "Sales of the Thesaurus were to prove disastrous: its tremendous bulk and consequent high price made it both inconvenient to use and impossible to afford by most scholars; to make matters worse, the very year of publication of the Thesaurus saw the Massacre of St. Bartholomew, which made its sale in France difficult. It is a paradox that the Thesaurus Graecae Linguae, which gave Henri Estienne immortal fame, also (together with the ambitious edition of Plato) was responsible for his financial ruin-as he himself expresses (with a pun on the original meaning of thesaurus) in the Latin elegiac poem which introduces the work: (Translation): Other treasures wealth and happiness bring by turning a beggar into a king: But this 'Treasure' has wrought the reverse, by aging me and emptying my purse. Of loss of wealth and youth I won't complain if only you judge my work was not in vain. "That Henri Estienne's labor was not in vain is evident from the fact that his Greek Thesaurus (like his Latin Thesaurus) remains to this day the essential tool for the study of Greek, since there still exists no substitute for it. Had Henri Estienne produced nothing else, his name would be forever secure in the history of humanistic scholarship."

      [Bookseller: James & Devon Gray Booksellers]
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        Habitus praecipuorum populorum, tam virorum quam foeminarum singulari arte depicti. Trachtenbuch darin fast allerley und der furnembsten Nationen die heutigs tags bekandt sein.

      Folio [31 x 20 cm], (4) ff. [including colored frontispiece], 219 plates (of which 210 are colored), (1) ff. Bound in contemporary blind-stamped calf with raised bands on spine, worn at extremities. Minor foxing, scattered staining, some expert repairs to tears in blank margins, occasionally affecting text; occasional reinforcement of plates; generally a good copy in magnificent, unusually thick contemporary color. [Bound first:]NICOLAY, Nicolas de. Der Erst Theyl: Von der Schiffart und Raysz in die Türckey unnd gegen Oriennt. . . mit schönen Figuren ... der Frantzösischen Sprach in die Teutsche gebracht. Nuremberg, Dieterich Gerlatz, 1572. (3) ff. (including frontispiece), 108 (CVIII) ff., and with (60) contemporary handcolored plates.  Sammelband of two rare German costume-books, both in magnificent contemporary (sixteenth-century) handcolor.1) Very rare first edition of an exceedingly rare hand-colored copy of an encyclopedic Trachtenbuch with over 200 plates drawn by the prolific &ldquo;Kleine Meister&rdquo; Jost Amman, whose Nuremberg workshop was one of the most celebrated of the 16th century. Amman&rsquo;s Habitus, &ldquo;considered to be one of the best works on costumes published at that time&rdquo; (Borba), is unprecedented in the global scope of its presentation; it formed the model for such later works as Pietro Bertelli&rsquo;s Diversarum nationum habitus (Padua, 1589) and Cesare Vecellio&rsquo;s Habiti antichi e moderni (Venice, 1590)&mdash;which borrowed many of its plates (Taylor). Copies in contemporary color are of great rarity (see further below).Amman&rsquo;s parade of costumes commences with the Holy Roman Emperor Maximilian II and his heir-apparent, &ldquo;Römischer König&rdquo; and Habsburg Archduke Rudolf II. Following a roughly geographical arrangement, the book presents the dress of Nuremberg, Augsburg, Meissen, Leipzig, Bohemia, Schlesien, etc., before proceeding to that of Iceland, Sweden, England, Holland and the Italian, Spanish and French duchies, etc. Considering its unusually large format and vivid, generously applied color, the work is literally an &ldquo;atlas&rdquo; of costumes, analogous in scope and ambition to Schedel&rsquo;s Chronicle (also published in Nuremberg) or Ortelius&rsquo; Theatrum; like the Chronicle, whose audience included affluent armchair-travelers, it &ldquo;collapsed physically experienced distance at the same time that it advertised the geographical variety of modes of dress it put into circulation&rdquo; (Burland).Nowhere is this purpose more evident than with the costumes of non-Europeans&mdash;from Ethiopian and Mauritanian plebeians to Persian satraps, Muscovite soldiers and a smattering of Turkish royalty&mdash;whose presence arguably marks the Habitus as the beginning of an &ldquo;ethno-iconographic genre&rdquo; designed to inform educated readers about the actual habiti, the cultural characteristics, of a rapidly diversifying human race. This intent is most striking in three color-portraits of Brazil&rsquo;s Tupinamba Indians, the first depicting a man with a crown and belt of feathers, a knife, and a bow and arrow, beside a long-haired woman carrying a baby in a knotted sling. The woodcut is an adaptation of two from the Recueil de la diversité des habits (Paris, 1562; Antwerp, 1572) by Francois Descerpz, &ldquo;one of the first likenesses of the Brazilian Indian&rdquo; (Borba). A third drawing shows a Tupi woman in a robe of feathers holding the tammaraca, a hollow gourd shaken to invoke the gods. German interest in Asia and the Americas as living, breathing Wunderkammern had increased dramatically during the first half of the 16th century, largely owing to Dürer&rsquo;s drawings of exotic creatures (including parrots, the vogue pet of Nuremberg merchants) produced in Antwerp in 1520. In 1529, moreover, after extensive travels throughout Spain and Portugal with the court of Charles V, the Augsburg medal-maker Christoph Weiditz had created a manuscript Trachtenbuch&mdash;&ldquo;one of the earliest attempts to compile a costume book&rdquo; (Levenson)&mdash;that included 11 drawings of Aztecs brought to Spain by Cortes in 1528. Recent scholarship suggests that, given his connections with the publisher Feyerabend and Nuremberg painter Sigmund Heldt, Amman would have been privy to these unpublished drawings&mdash;though why he expressly chose the Tupinamba to represent the multi-ethnic New World remains an intriguing mystery.2) Bound first is a very rare Trachtenbuch illustrating the costumes of Turkey, Greece, Cyprus and the eastern Mediterranean: the first edition in German of the 1567 Quatres premiers livers des navigations et pérégrinations orientales, written by the French soldier and explorer Nicolas de Nicolay and first published in Lyon. Nicolay left Marseilles for Istanbul in 1551 with Gabriel d&rsquo;Aramon, French ambassador to the Ottoman Emperor Suleiman the Magnificent. All 60 woodcuts are based upon Nicolay&rsquo;s own sketches and feature such characters as &ldquo;a janissary off to war&rdquo; and &ldquo;three lusty Turks,&rdquo; as well as Jewish figures and two pilgrims on hajj to Mecca. In concert with Amman&rsquo;s more panoramic atlas, Nicolay&rsquo;s book on Turkish dress&mdash;identified by Jowers and Cavanagh as the &ldquo;first serious work on costume of the Ottoman Empire . . . reissued more times than any other 16th century costume book&rdquo;&mdash;expands the geographical compass of the volume. In the 16th century, the Turks played a role analogous to that of New World Indians: they constituted another example of the &ldquo;other,&rdquo; albeit one which was comparatively familiar, geographically proximate and militarily threatening. The imminence of this threat (culminating in their defeat at Lepanto in 1571) played a part in the work&rsquo;s considerable popularity.The reputation and output of Swiss engraver Jost Amman (1539&ndash;1591) arguably established him as the heir to Dürer. Born in Zurich, Amman relocated to Nuremberg in 1560, where he soon began undertaking commissions from Feyerabend and Nuremberg&rsquo;s Pfinzing family. His work includes hundreds of engravings, etchings and woodcuts for Bibles, histories, genealogies, and books on trade and construction, as well as dozens of painted portraits. Rubens, Rembrandt and Joshua Reynolds, among others, acknowledged his prodigious skill and lasting influence. OCLC: 1) NYPL, Brown, Buffalo/Erie, Huntington (3of them complete but none in color), Brown/Hay Military owns only 19 selected plates. 2): Trinity.* 1) Borba II, 938; European Americana I, p. 148; Fairfax Murray 32 (not in color); H. Doege, &ldquo;Die Trachtenbücher des 16. Jahrhunderts,&rdquo; Beitraege zur Bücherkunde und Philologie August Wilmanns, 1903, p. 434-435, 440-441; F. J. Katalog der... Kostümbibliothek, 7.2) Borba II, 938 and I, 260; Taylor, Establishing Dress History, p. 7; Margaret Burland, David LaGuardia, Andrea Tarnowski, Meaning and Its Objects, pp. 93-94; Levenson (ed.), Circa 1492: Art in the Age of Exploration, p. 517; Sidney Jowers and John Cavanagh, Theatrical Costume, Masks, Make-up and Wigs, 1.4.1395.

      [Bookseller: Martayan Lan, Inc.]
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        (Antrum Sibyllae Cumanae.): (Lacus Anianus.): (Charoneae Scrobes): (Sudatorium S. Germani.)

      Braun & Hogenberg Cologne: Braun & Hogenberg. unbound. very good. View. Uncolored engraving. Image measures 12.75" x 18.5". Beautiful diptych of Lake Averno, the ancient city in Campania Italy and of Lake Agnano. In front of Lake Averno the artist and Ortelius are discussing if it is the entrance to the underworld. From the city atlas "Civitates Orbis Terrarum", a collection of city views and plans created as a companion to Ortelius' "Theatrum Orbis Terrarum". The volumes were published between 1572-1617 Latin edition. Chipping along edges and expert repair to tear at bottom left margin. Georg Braun (1541-1622) was a Catholic cleric who edited the "Civitates orbis terrarum," a collection of 546 prospects, bird's-eye views and maps of international cities. Hogenberg created the tables for the first 4 volumes. Together, these two geographers created a work that set new standard for cartography for the next century. This view of Lake Averno demonstrates the high quality of their work.

      [Bookseller: Argosy Book Store ]
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        [Aachen] Aquisgranum, vulgo Aich (...)

      Coloniae Agripp: Mid 1650s or later. Plate mark 32,5 x 39 cm. Including margins 49,5 x 60 cm. Engraving. Latin text in two columns at the verso. Recent hand colouring. Large margins. Reinforcements at the verso along the fold ends. Nice condition.. This town view was originally published in "Civitates", the great town atlas by Braun / Hogenberg, published in six volumes between 1572 and 1617. Johann Janssonius obtained the plates to "Civitates" and published his own town atlas based on the "Civitates" in the 1650s. Johannes van Waesbergen, a relative to Janssonius, later used some of the plates in another town atlas published in 1682. This view of Aachen is probably from one of these two later works. After van Waesbergen the printing plates went on to de Witt, van der Aa, Schenk, Valk and Covens and Mortier

      [Bookseller: Hammarlunds Antikvariat]
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        Consilia, sive responsa, et paraphrases feudales, subtilissimaeque questiones utiles and quotidianae... cum summarijs, and indice longe quam antea copiosissimo. venetiis, apud iuntas, 1572.

      In-folio (cm. 37), cc. (16) 126, 16, 69 (1). Con molte figure schematiche nel testo. Frontespizio con grande marghio tipografico giuntino, ripetuto in fine. Legatura coeva in piena pergamena rigida, dorso a nervi con titoli manoscritti. Qualche segno d'uso al dorso, peraltro esemplare genuino e marginoso, in ottimo stato di conservazione. L'autore, patrizio e magistrato napoletano (1480 - 1539) fu consigliere nel Consiglio d'Aragona e nella Regia Cancelleria di Napoli. Cfr. Sapori 1671.

      [Bookseller: Studio Bibliografico Benacense]
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        "plutarchi chaeronensis moralia, quae usurpantur: sunt autem omnis elegantis doctrinae penus. id est, varij libri: morales, historici, physici, mathematici, denique ad politiorem litteraturam pertinentes et humanitatem; omnes de graca in latinam linguam transscripti summo labore, cura, ec fide: guilielmo xylandro augistano interprete." venetiis, apud scotum, 1572.

      Cm. 32, pp. (68) 499 (1). Con due diverse marche tipografiche, a frontespizio e colophon e numerosi capolettera figurati. Leg. coeva in pergamena rigida con titoli calligrafati al dorso. Una piccola mancanza alla parte alta del dorso e un alone chiaro alla base delle carte, ma bell'esemplare, fresco e genuino. Varie annotazioni di mano antica alle preliminari e ultima carta.

      [Bookseller: Studio Bibliografico Benacense]
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        Plutarchi Chaeronensis quæ extant opera, Ex vetustis codicibus plurima nunc primum emendata sunt, ut ex Henr. Stephani annotationibus intellliges: quibus & suam quorundam libellorum interpretationem adiunxit. I. Variorum Plutarchi Scriptorum, vol. 1-3. II. Plutarchi Chaeronensis Parallela, seu Vitæ parallelæ. Id est, vitae illustrium virorum, quos binos quasi paria composuit, vol. 1-3.

      6 volumes in two. Anno M.D. LXXII [1572], excubedat Henr. Stephanus [Geneve]. 8vo. With printer's woodcut device on the titlepage (an olive tree and the motto 'Noli Altum Sapere'). Furthermore with woodcut initials. 2101; 1923 pages. Bound in two contemporary full vellum bindings with title on the spines written in ink. The bindings are a little darkened and both have two lighter patches on the spine, perhaps from the removal of labels. Otherwise they are well preserved. Old catalogue numbers on the inner covers. There are three names on the first flyleaf and three names on the first titlepage. Minor brownstaining inside. The last four pages of the first volume are a bit dogeared. A nice and presentable set.. Graesse V, 354; Brunet IV, 733. Text in Greek.** This is the first 6 volumes of Henri Estienne's famous edition of the works of Plutarch, originally published in 13 volumes, present here are 6 of the volumes. The three first volumes are various writings by Plutarch, the other three volumes are his Parallel Lives, both being the full text and perfectly capable of standing alone. The first volume initiates with a titlepage for the full set.*** The great Henri Estienne (1528-1598) printed classical Greek and Latin texts in publications of the highest order and his pagination of his Plato and Plutarch editions are standard reference pagination to this day. His Plutarch edition is the first complete printed edition of Plutarch.**** The set has a fine line of provenance - with Danish scholars and book collectors as owners. According to an inscription the books was sold at the auction of the historian and author Niels Ditlev Riegels (1755-1802) who had relations to the Danish court of which he later was very critical. The Danish bishop and classical scholar Friederich Münter (1761-1830) has also written his name on the titlepage So has the great scholar Johan Nicolai Madvig (1804-1886). A Danish minister, Madvig is mainly known as a classical scholar and especially his work on Cicero, as well as Latin and Greek grammar have demanded attention. Present is also the name of C.F. Petersen, professor of philology at the University of Copenhagen

      [Bookseller: Vangsgaards Antikvariat]
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        Pisaurum vulgo Pezaro (Pesaro)

      Carta inc. in rame tratta dall'atlante "Civitates Orbis Terrarum" Colonia [tra il 1572 e 1618] , mm.270x390; 385x530. Bellissima veduta animata della città, impreziosita da una vivace coloritura d'epoca. Testo latino al verso. Ottima conservaz.

      [Bookseller: Taberna Libraria]
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        Il quarto libro de sermoni di san cipriano, di san bernardo, di santo anselmo et d'altri santi e dottori cattolici. tradotti in lingua toscana, per don serafino fiorentino, monaco della badia di firenze, et congregazione cassinense firenze appresso bartolomeo sermartelli 1572

      In-8° (cm 21,5x15), pp. (8), 280, (4), legatura in piena pergamena realizzata recentemente utilizzando pergamena antica, titoli manoscritti al dorso. Con bei capilettera incisi. Manca l'ultima carta non numerata con al recto la Tavola de sermoni che si contengono nella presente opera (indice) e sul verso l'imprimatur. Con normali segni del tempo, qualche traccia d'umido e alcune pagine arrossate. Per il resto ottimo esemplare. Traduzioni di Serafino da Firenze, teologo benedettino della Congregazione di Santa Giustina e traduttore, nato a Firenze e morto nel 1594; pubblicazione curata da Raffaele Castrucci, monaco cassinese morto a Firenze nel 1574. Autori de' Sermoni: San Cipriano, vescovo e martire; San Dionigi, Aeropagita, vescovo e martire; Santo Anselmo, Arcivescovo di Canturia; Santo Epifanio, Arcivescovo di Salamina; San Bernardo, Abbate di Chiaravalle; Dionigi Certosino; Giovanni Cassiano. Contiene gli scritti: Sermone di San Cipriano, vescovo e martire, della natività del Signore; Sermone di San Cipriano, vescovo e martire, della ragione della Circoncisione; Sermone di San Cipriano, vescovo e martire, della stella, e Magi, e della morte degli Innocenti; Sermone di San Cipriano, vescovo e martire, del battesimo di Christo, e della manifestazione della Santa Trinità; Sermone di San Cipriano, vescovo e martire, del digiuno, e tentazioni di Christo; Sermone di San Cipriano, vescovo e martire, della cena del Signore; e della prima instituzione di tanto Sagramento, fine, e perfezione di tutti gli altri; Sermone di San Cipriano, vescovo e martire, del lavare i piedi; Sermone di San Cipriano, vescovo e martire, della Cresima, e d'altri Sagramenti; Sermone di San Cipriano, vescovo e martire, della Passione di Giesù Christo; Sermone di San Cipriano, vescovo e martire, della Resurrezione del Salvatore; Sermone di San Cipriano, vescovo e martire, dell'Ascensione del Signore; Sermone di San Cipriano, vescovo e martire, dello Spirito Santo. Sermone di Santo Anselmo, Arcivescovo di Canturia: della Passione del Signore. Epistola di San Dionigi, Aeropagita, Della benignità, a Demofilo Monacho; Prologo di S. Bernardo, Abate, in lode di Maria gloriosa sempre vergine, e Madre; Sermone primo di S. Bernardo, Abate, in lode di Maria gloriosa Vergine, e Madre; Sermone secondo di S. Bernardo sopra la detta materia; Sermone terzo di S. Bernardo sopra la detta materia; Sermone quarto di S. Bernardo sopra la medesima materia; Prologo nell'Epistola, o ver Trattato di S. Bernardo, a' frategli del Monte d'Iddio, della vita solitaria, e contemplativa; Epistola. Instruzione, o vero Ammaestramento per gli Novizii, del Reverendo Padre Dionigi Certosino. Opera certo degna d'esser letta con sommo studio, e diligenza; e conservata nella memoria non solo da i rozzi, e principianti nella religione, ma da i dottissimi, e che in quella lungo tempo si sono esercitati; e da tutti i fedeli Christiani. Come il Novizio debba cominciare ad emendarsi, e corregger se stesso. Articolo primo; Del modo che si dee tenere nell'occuparsi, e camminar'avanti, e far profitto negli esercizi virtuosi. Articolo secondo; Qualmente il Novizio debba cercare Dio con tutto 'l cuore, e con l'animo sincero costantemente. Articolo terzo; Della diversità de' novizi secondo la varietà della grazia del Signor'Iddio in quegli. Articolo quarto; Come si debba portare il novizio nella scambievole successione delle prosperità, ed avversità spirituali, e camminare per la via regale, e spaziosa. Articolo quinto; Come si debba portare il novizio, e far resistenza in ogni tentazione. Articolo sesto; Come la frequente, e divota, e diligente considerazione della Passione del Signore sia rimedio efficacissimo contro ogni tentazione, e mezzo brevissimo d'acquistare ogni profitto, e perfezzione spirituale. Articolo settimo; Come per la continua, e diligente, e compassionevol memoria della Passione del Signore, l'huomo perviene all'altezza della contemplazione, et della superna illuminazione, et alla sap

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Mazzei]
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