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Displayed below are some selected recent viaLibri matches for books published in 1561

        Colossaei Ro Prospectus

      1561. "Acquaforte e bulino, 1560 circa, firmata in lastra in basso al centro. Esemplare nel primo stato di due, avanti le scritte al verso e il numero tratto dalla serie ""Praecipua aliquot romanae antiquitatis ruinarum monumenta par baptistam Pittonem vicentinum mense september MDLXI"". Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva, rifilata al rame o con piccoli margini, in eccellente stato di conservazione. Le vedute del Pittoni sono ispirate alle opere di Hieronimus Cock del ""Praecipua aliquot romanae antiquitatis ruinarum monumenta"". Le lastre del Pittoni furono successivamente ristampate, nel 1582, nell'opera di Vincenzo Scamozzi ""Discorsi sopra l'Antichità di Roma"". Queste prove, più stanche, recano al verso il testo descrittivo. Gli esemplari di prima tiratura, sono da considerarsi molto rari." " Etching and engraving, 1560 circa. Example in the first state of two, before the text on verso, taken from ""Praecipua aliquot romanae antiquitatis ruinarum monumenta par baptistam Pittonem vicentinum mense september MDLXI"", inspired by the same work by Hieronimus Cock. Magnificent proof, rich in shades, printed on contemporary laid paper, trimmed to the copperplate or with small margins, in excellent condition. The plates by Pittoni were later reprinted in 1582 and included in the Vincenzo Scamozzi ""Discorsi sopra l'Antichità di Roma"", where the views are weaker and with a descriptive text, on verso. The examples of the first edition, are to be considered very rare." Roma Rome Passavant, Le Peintre Graveur, vol. VI, 1 - I/II. 280 203

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        Carta Marina Nuova Tavola

      1561. La mappa di Ruscelli è molto interessante per la sua rappresentazione dei cinque continenti conosciuti, legati tra loro come una superficie continua. Questa mappa presenta una vista della superficie terrestre già piuttosto obsoleta ai tempi della sua pubblicazione. Già in precedenza, altri cartografi, partendo da Matrin Waldseemuller nel 1507, avevano messo in dubbio l'affermazione di Colombo secondo cui Asia e America fossero un unico continente. I viaggi di Magellano e altri esploratori, che permisero di conoscere definitivamente la reale estensione dell'oceano Pacifico, diedero ulteriore sostegno a tali dubbi, sebbene lasciassero aperta la possibilità di una connessione amer - asiatica a settentrione. Intorno alla metà del XVI secolo, tuttavia, anche questa ultima ipotesi venne completamente screditata, per essere rimpiazzata dall'idea di un ipotetico "stretto di Anian". Altra interessante caratteristica di questa mappa è l'intreccio di "linee dei sestanti" radianti da 16 punti focali intorno alla mappa. Le linee dei sestanti erano strumenti di navigazione che aiutavano a mantenere la medesima posizione della bussola per raggiungere un qualsiasi punto di una linea da un altro punto della medesima. Queste sono semplicemente ornamentali e illustrative, in quanto la mappa è troppo piccola per essere funzionale. Questa mappa è stata pubblicata da Ruscelli nella edizione della Geographia di Tolomeo del 1561, per essere poi ristampata fino al 1599. Incisione in rame, molto contrastata, con toni tenui lungo la piega centrale e due fori restaurati al centro, in ottime condizioni. Bibliografia: Shirley, The Mapping of the World, 111. Nice example of Ruscelli's Carta Marina, based upon Gastaldi's map of 1548. Gastaldi's Carta Marina includes the earliest obtainable depictions of the California peninsula, is the earliest obtainable copperplate world map for collectors. Includes Gastaldi's belief in a continuous northern landmass, the isthmus reported by Verrazano in 1524, which closes the northern continents into as unbroken ring. The Asia - America connection was a standard concept, and one of which Gastaldi actively advocated. The joining of North America and Europe is unusual, resulting from two errors. In the east, Gastaldi depicts Greenland as an outgrowth of Scandinavia, based upon Waldseemuller. In the west, Gastaldi follows Verrazano's model of North America. On the Atlantic coast by Gastaldi notes a green mountain and a large, unnamed cape pointing upwards. This cape, based upon Ramusio's' map of 1534, first appeared in Ribero's manuscript chart of 1529, as well as later works, such as Jode's North America. The cape is believed to be Cape Cod, as both the Ribero and Ramusio maps reflect the reconnaissance along the New England coast by Estavao Gomes, who is believed to have coasted the region. The writing's of Marco Polo are evident in Asia, with modern corrections. Venezia Venice R. W. Shirley, "The Mapping of the world", 111 270 200

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Progne. Tragedia di Lodovico Domenichi. In Fiorenza, appresso i Giunti, 1561

      Giunti, 1561. in - 8, pp. 68 (i.e. 66), [1], leg. post. cart. rustico. Marca tipogr. sul front., iniziali silogr. istoriate. Prima edizione. Sebbene nel frontespizio sia considerata come lavoro originale del Domenichi si tratta di una traduzione letterale della omonima tragedia latina composta a soli 18 anni da Gregorio Correr, e pubblicata anonima a Venezia nel 1558 da Paolo Manuzio (in Academia Veneta). Il Correr (1409 - 1464) ricevette un'ottima educazione letteraria alla scuola mantovana di Vittorino da Feltre e insieme ai figli del Marchese di Mantova alla corte dei Gonzaga; fu letterato e seguì la corte pontificia nei suoi vari spostamenti; poco prima di morire fu nominato Patriarca di Venezia. Il Domenichi fu uno dei sommi volgarizzatori ed editori di testi classici per Giolito, lo Scotto ed i Giunti. La tragedia, dedicata a Giannotto Castiglione, è tratta da fonti di Seneca e Ovidio, in versi, senza divisione in atti. Edizione piuttosto rara. Buon esempl., seppur corto in alto con qualche lieve rifilo.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        Le Tre Parche

      1561. "Bulino, 1561, datato in lastra, in alto a destra, nell'iscrizione: "IULIUS MANTUA INVE / H. COCK EXCUDE 1561"". Da un disegno di Giulio Romano. La scena rappresenta le tre Parche, Cloto, Lachesi e Atropo, intente a tessere il filo del Fato. L'iscrizione latina, nel margine inferiore, ne ricorda i compiti: Clotho colum baiulat: Lachesis net: Atropos occat Il bulino riproduce l'invenzione di Giulio Romano per un bassorilievo in stucco nella Sala degli Stucchi a Palazzo Te, che occupa la parte centrale del soffitto. Lo stesso soggetto, in controparte, era stato inciso a bulino, qualche anno prima, nel 1558, da Giorgio Ghisi. A lungo si è ritenuto che Cort abbia quindi riprodotto proprio la stampa del Ghisi, sebbene con alcune differenze che riguardano anche l'ambientazione della scena. Poiché il secondo stato della lastra del Ghisi reca il privilegio reale francese, già i Lewis avevano ipotizzato che Giorgio avesse riprodotto un disegno allora disponibile in Francia. Il modello per l'incisione del Cort, dunque, come sostenuto già da H. Hymans, piuttosto che lo stucco, sarebbe stato il medesimo disegno utilizzato dal Ghisi che, del resto, risulta presente ad Anversa dal 1550 al 1555 dove lavora proprio presso la bottega di H. Cock. Le due stampe rappresenterebbero, quindi, due interpretazioni indipendenti del medesimo modello. Esemplare nel primo stato di due, con l'indirizzo di H. Cook. Splendida prova, impressa su carta vergata coeva, rifilata al rame, sporadiche e lievi fioriture, per il resto in ottimo stato di conservazione." "Engraving, 1561. Lettered in top left corner ""IULIUS MANTUA INVE / H. COCK EXCUDE 1561"". In the margin ""CLOTHO COLUM BAIVLAT, LACHESIS NET ATROPOS OCCAT"". The scene shows the three Fates; three allegorical women sit together in a compartment spinning wool. The same subject was engraved by Giorgio Ghisi, in 1558. The engraving reproduces the central stucco - relief executed after the design by Giulio Romano in 1530 - 31 in the Sala degli Stucchi, Palazzo del Te. It has been argued that Cort probably copied it through the engraving of 1558 by Giorgio Ghisi. The French royal privilege added to the second state of Ghisi's plate suggests that Giulio's drawing found its way to France, and Giorgio Ghisi probably executed his engraving there. This hypothesis makes plausible that Cornelis Cort's reversed version of the same composition was engraved after the same drawing and not copying Ghisi's print. Superb example of the first state of two, printed on contemporary laid paper, trimmed to platemark, occasional foxing, in very good condition." Hollstein V.55.185; Riggs, Hieronymus Cock...,104; Hymans, Ouvres completes, I, p. 282 257 211

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Isola Spagnola Nova

      1561. Acquaforte e bulino, circa 1561. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva, con margini, in perfetto stato di conservazione. Esemplare in meravigliosa coloritura coeva. Carta tratta dalla Geographia di Claudio Tolomeo, a cura del Ruscelli, pubblicata in Venezia in più edizioni tra il 1561 ed il 1598. La carta è basata sulla medesima opera di Giacomo Gastaldi (1548), che probabilmente disegnò personalmente anche queste mappe, incise dai fratelli Livio e Giulio Sanuto. La peculiarità di queste mappe è che sono incise due per lastra e successivamente tagliate, di conseguenza il segno del rame appare solo su tre lati per ogni mappa. Il testo di Ruscelli e le sue carte sono considerate come il miglior atlante moderno fino alla prima versione del Theatrum Orbis Terrarum di Ortelius del 1570. Solo la loro enorme diffusione ne impedisce una valutazione sostenuta nel mercato antiquario. ORIGINAL COLOURING!!!! Etching with engraving, about 1561. Magnificent proof, printed on contemporary laid paper, with margins, in perfect condition. Example in wonderful contemporary coloring. The map comes from Ptolemy's Geographia, edited by Ruscelli, published in Venice in multiple editions between 1561 and 1598. The map is based on the same work of Giacomo Gastaldi (1548), which probably also personally drew these maps, engraved by the brothers Livio and Giulio Sanuto. The peculiarity of these maps is that they are recorded two for plate and subsequently cut, consequently the sign of the copper appears only on three sides for each map. The text of Ruscelli and his maps are considered as the best modern atlas to the first version of the Theatrum Orbis Terrarum by Ortelius of 1570. Only their ubiquity prevents an assessment supported in the antique market. Venezia Venice 270 190

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        De caesaribus atque imperatoribus romanis, opus insigne : ab innumeris, quibus antea scatebat, mendis vindicatum : una cum Volphgangi Hungeri, iurecondulti dictiss. Annotationibus, quibus innumera cum huiusce autoris, tum aliorum quoq historicorum loca &restituuntur, & explicantur.

      per Ioannem oporinum & Nicolaum Brylingerum, 1561. - per Ioannem oporinum & Nicolaum Brylingerum., Basilae (Bâle) [1561], in-folio (32x21cm), (28) 638pp. , 239pp. (36)., relié. - Prima edizione contenente le osservazioni Wolfgang Hunger. L'edizione precedente data. Data 1561 1540 è la fine della dedicazione di Albert Reyffenstain, l'editore del libro. Oltre al testo principale, il libro include l'autore Diarum, De Caesaris congressu maximiliani Augusti, e Trium Regum, Hungaria, Bohemiae, e Poloniae, Vladislai, Ludovici, ac ... Di origine turcurum Sigismundi Quibus itineribus Turci sint aggrediendi Felix Petiantus. Annotationnes stampati in due colonne, l'indice 4. Belles e molte iniziali. XVII Vitello pieno. Torna lavorato in rilievo. Bordo in pizzo sulle coperture. Parte del titolo in marocchino rosso. La porta tappo testa senza gravità intoppo. I piatti hanno alcuni graffi. Manca l'ultimo foglio di indice comprese le lettere W, X, Y, Z. Copiare le braccia di François Duc d'Argouges (Normandia), vescovo di Vannes, figlio di Francesco, primo presidente del Parlamento della Gran Bretagna, è stato nominato Vescovo di Le valvole a dicembre 1687 oro Torn. ed azzurro, tre di rosso cinquefoils, poste due e uno che sormonta il tutto. Johannes ha detto Spiesshaymer Cuspinianus o Cuspinian (1473-1529) ha scritto la storia degli imperatori romani fino a Giustiniano, i Bizantini e il germanico imperatori romani imperatore. Viennese umanista famoso nel suo tempo, il suo ritratto è stato creato da Cranach è il museo di Vienna, che era sia uno storico, poeta e diplomatico, scienziato, la poetica degli insegnanti e la retorica, così come la medicina a Vienna . La sua cronaca di Austria, anche se incompleta, è ancora importante. Commenti Wolfgang Hunger (1511-1555). - [FRENCH VERSION FOLLOWS] Première édition contenant les commentaires de Wolfgang Hunger. L'édition antérieure date de 1540. La date de 1561 se trouve à la fin de la dédicace de Albert Reyffenstain, l'éditeur de l'ouvrage. En plus du texte principal, le livre intègre le Diarum de l'auteur, De congressu caesaris Maximiliani augusti, & trium regum, hungaria, bohemiae, & poloniae, Vladislai, Ludovici, ac Sigismundi... De turcurum origine, Quibus itineribus turci sint aggrediendi de Felix Petiantus. Annotationnes imprimés sur deux colonnes, l'index sur 4. Belles et nombreuses lettrines. Reliure en plein veau XVIIe. Dos à nerfs orné. Dentelle d'encadrement sur les plats. Pièce de titre en maroquin rouge. La coiffe de tête porte un accroc sans gravité. Les plats comportent quelques épidermures. Manque le dernier feuillet d'index comprenant les lettres W, X, Y, Z. Exemplaire aux armes de François duc d'Argouges (Normandie) évêque de Vannes, fils de François, premier président du parlement de Bretagne, il fut nommé évêque de Vannes en décembre 1687. Ecartelé d'or et d'azur, à trois quintefeuilles de gueules, posées deux et une, brochant sur le tout. Johannes Spiesshaymer dit Cuspinianus ou Cuspinian (1473-1529) écrivit cette Histoire des empereurs romains jusqu'à Justinien, des empereur bysantins et des empereurs romains germaniques. Célèbre humaniste viennois de son temps, son portrait a été réalisé par Cranach et se trouve au musée de Vienne, il fut à la fois historien, poète et diplomate, scientifique, professeur d'art poétique et de rhétorique, ainsi que de médecine à Vienne. Sa chronique de l'Autriche, bien qu'inachevée, demeure importante. Commentaires de Wolfgang Hunger (1511-1555).

      [Bookseller: Librairie Le Feu Follet]
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        Statutorum inclyte civitatis studiorum'que matris Bononiae. Cum scholiis d. Annibalis Monterentii iureconsulti Bononiensis...

      1561. 3 vol. in folio. Bellissima legatura in piena pergamena, tasselli rossi con titoli e fregi dorati al dorso, tagli rossi. Interessante opera inerente gli Statuti Bolognesi, molto rara a trovarsi in queste stupende condizioni.primo volumeStatutorum inclyte civitatis studiorum'que matris Bononiae. Cum scholiis d. Annibalis Monterentii iureconsulti Bononiensis Tomus PrimusBononiae, Typis Ioannis Rubei. 1561In folio, pp. (8), (1 bianca), (42 di Index), 455, (1), bel frontespizio con Mercurio incorniciato e scritta: "caelo demissus ab alto.", stemma cardinalizio adornato con angeli in 3° delle prime 8 pag., bellissimo insieme di stemmi incorniciati con dicitura: "non poterit nec edax abolere vetus tas", capilettera, Mercurio nell'ultima pagina.Unito a: Sanctionum, ac provisionum inclyte civitatis, studiorumq. matris Bononiae, cum doctissimis, ccuratissimisque scholiis excellentissimi L.V.D. Tomus SecundusBononiae, Apud Ioannem Rossium, sub insigne Mercurrij. 1569In folio, pp. (4), 345, (3), bel frontespizio con Mercurio incorniciato e scritta: "caelo demissus ab alto", segue al retro bellissimo stemma Boncompagni, capilettera, Mercurio nell'ultima pag.secondo volumeSanctionum ad causas criminales spectantium. Inclytae Civitatis, Studiorumquè matris Bononiae. Tomus secundus. Cum doctissimis, accuratissimisq, Scholijs Excellentissimis D. Annibalis Monterentij I.V.D. Bononiensis. Et cum locuplentissimo Indice Alphabetico. Additaq' insuper Bulla Pii Quinti Pont. Max. contra homicidas, bannitos, et alios facinorosos homines.Bononiae, Apud Ioannem Rossium. 1577In folio, pp. (4), (6 di Index), 288, (18 di Index), 103, (1 p. bianca), 108, 7 carte, (1 carta), 20, bel frontespizio con Mercurio, in 3° pag. "due angeli che sorreggono stemma Boncompagni",capilettera.Unito a: Scholia d'Annibalis Monterentii iur. vtr. doct. Bonon. ad nonnullas pactorum formulas instrumentis inserendas.Bononiae, Peregrinus Bonardus Excudebat. 1561In folio, pp. (2), 33, (1), frontespizio con figura mitologica in ovale, capilettera.terzo volume Index Universalij Bononiae.In folio, carte 178, (1 bianca), volume manoscritto in bella calligrafia facilmente leggibile.

      [Bookseller: Libreria Trippini Sergio]
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        Cynegetica. Item, carminum libri II. Eglogae III.

      Gryphius, 1561. In - 4, pp. (8), 299, (1) Legatura del XVII secolo piena pelle. Dorso a nervetti con titoli e filetti oro. Marca tipografica incisa sul frontespizio. Buon esemplare. Rara prima edizione di questo importante poema in sei libri sull'arte venatoria e sulla caccia con i cani, di Pietro Angeli (1517 - 1579), detto Bargeo da Barga, la sua città natale, nei pressi di Lucca. Angeli impegnò gran parte della sua vita nella composizione del Cynegetica, che fu accolto molto favorevolmente. Cfr. Ceresoli 49: «Edizione assai rara... Vi sono descritti tutti o quasi gli animali quadrupedi da caccia, ivi compresi quelli feroci, il modo di cacciare ciascuno di essi, i cani da caccia, le vestigia degli animali, le insidie, le armi, il vestito, ecc.»; Souhart 13; Adams A, 1098.

      [Bookseller: Libreria antiquaria Atlantis]
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        La Historia universale de suoi tempi di M. Lionardo Aretino. Nella quale si contengono tutte le guerre fatte tra Principi in Italia, et Spetialmente di Fiorentini in diversi tempi fino al 1404 con la giunta delle cose fatte da quel tempo fino all'Anno 1560. et con l'annotationi poste in margine a suoi luoghi. Riveduta, ampliata, et corretta per Francesco Sansovino.

      Appresso Fran. Sansovino, 1561. Cm. 20,5, cc. (12) 236 (8). Marchio tipografico al frontespizio, testate e bei capolettera figurati. Il frontespizio è inoltre preceduto da un'antiporta con grande stemma araldico inciso. Solida legatura seicentesca in piena pelle, dorso a nervi con titoli e ricchi fregi in oro. Sguardie colorate (recenti). Dentelles e tagli colorati. Qualche abile ritocco alla legatura, esemplare genuino ed in ottimo stato di conservazione. Edizione non comune ed elegantemente impressa.

      [Bookseller: Studio Bibliografico Benacense]
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        Hieronymi Gabucinii... De comitiali morbo libri III

      Venetiis, Aldus [Paul Manuce], 1561. in - 4 [155 x 212 mm], [4] - 99 - [17] feuillets (signatures *4, A - Z4, AA - FF4) vélin souple de l'époque, titre en long manuscrit au dos 1561, 1561, , in - 4 [155 x 212 mm], [4] - 99 - [17] feuillets (signatures *4, A - Z4, AA - FF4), vélin souple de l'époque, titre en long manuscrit au dos, Première édition de cet ouvrage, l'un des premiers traités complets sur l'épilepsie. Il est issu de l'imprimerie aldine de Paul Manuce, avec la marque typographique à l'ancre au titre et au verso du dernier feuillet. Très rare. Contre les opinions populaires et théologiques de son temps, Gabuccini met l'accent sur le caractère "naturel" de l'épilepsie. Gabuccini, médecin italien du milieu du XVIe siècle, élève de A. Theodosio, fut également l'auteur du premier traité sur le ver solitaire (De lumbricis almum occupantibus. Venise, Scotus, 1547). Ses ouvrages sont remarquables par leurs nombreuses observations pathologiques et anatomiques. Gabuccini détermina entre autres, à la suite de son maître, que le tournis chez le mouton était causé par la présence d'un ver (le cénure) dans le cerveau. Quelques rousseurs pâles. Renouard, Annales de l'imprimerie des Alde I, p. 329 (n° 11). Wellcome I, n° 2484. Hirsch II, p. 650. NLM 16th, p. 206. Dezeimeris II, p 424. Temkin, The Falling Sickness (1971), page 144

      [Bookseller: Librairie Alain Brieux]
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        Storia... de' costumi de' popoli settentrionali. Tradotta per M. Remigio Fiorentino. Dove s'ha piena notitia delle genti della Gottia, della Norvegia, della Svevia, e di quelle che vivono sotto la Tramontana.

      appresso Bindoni, 1561. Cm. 15, pp. (44) 511 (1). Legatura d'inizio '700 in piena pergamena con nervi passanti e titoli impressi su tassello al dorso. Tagli rossi. Bell'esemplare, fresco, genuino ed in ottimo stato di conservazione. Due ex libris e una firma di possesso ms. Rara prima traduzione italiana di un'opera che si traduce in una miniera d'informazioni su i popoli del nord Europa. Tratta della storia, cultura, armi, artigianato, risorse minerali, gastronomia e molti altri aspetti della vita di queste terre. Opera citata anche da Ceresoli (384) per i quattro capitoli che riguardano la caccia, la falconeria e la pesca il quale dichiara la presente edizione "Rara e ricercata".

      [Bookseller: Studio Bibliografico Benacense]
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        De Re Metallica libri XII. Quibus officia, instrumenta, machinae, ac omnia denique ad Metallicam spectantia..eiusdem de animantibus subterraneis liber.. MDLXI. (In fine:) Basileae in Officina Frobeniana, per Hier. Frobenium et Nic. Episcopium, Anno Domini M.D.LXI (1561)

      1561. in - folio, ff. (6, sesto bianco), pp.502, ff. (37, Index), splendidamente illustrati in silografia da 2 tavole fuori testo, 273 grandi fig. n.t, vari capilettera istoriati, emblema di Froben sul titolo e in fine. Bella legatura moderna in pieno vitello biondo, dorso a nervi con titolo e fregio in oro negli scomparti, tagli bruni. Seconda edizione latina (prima 1556 del medesimo Froben) della monografia fondamentale sulla scienza dei metalli. Le magnifiche incisioni, a piena o mezza pagina, sono assegnate agli artisti Hans Rudolf M.Deutsch e Blasius Weffring; illustrano ogni aspetto della metallurgia e mineralogia, particolari di macchine e atrezzi, scene di lavorazione, tecnologie specifiche, etc. Ogni aspetto del lavoro sotterraneo e di officina, e di applicazione dei macchinari inventati, è accuratamente descritto nei dodici capitoli che compongono l'opera. (''De re metallica remained the standard text - book on mining and metallurgy for over two - hundred years'' - Norman catalogue). Esemplare assai bello, a larghi margini.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        Aristotelis Stagiritae Opera, post omnes quae in hunc usque diem prodierunt editiones, summo studio emaculata, & ad Graecum exemplar diligenter recognita. Quibus accessit index locupletissimus, recens collectus.

      Apud Antonium Vincentium, 1561. Due volumi in - 4ø grande, 230 x 330 mm, pp. [224], colonne 976; [10], colonne 1578, [2] bella marca tipografica ai frontespizi e numerosi schemi xilografici nel testo, centinaia di capilettera decorati. Legatura in piena pergamena floscia coeva, titolo manoscritto al dorso. Testo in latino su due colonne. Copioso indice all'inizio del primo volume. Lavoro di tarlo, per lo più marginale a circa quaranta carte del primo volume, qualche lieve brunitura e una pallida gora marginale all'inizio del primo volume. Tibro di biblioteca privata. Piccoli e abili restauri alla pergamena e ai margini di alcune carte, ottimo esemplare. Non comune. Adams, 61, n. 1747. Come scrive Giovanni Frellonio nella dedica al lettore, questa edizione, che richiese grandi sforzi economici ed un intenso lavoro di studio, fu il frutto della collaborazione tra diversi stampatori lionesi e numerosi traduttori dell'opera di Aristotele. Troviamo pertanto la celebre biografia di Giovanni Antonio Filòpono detto anche Grammatico, l'elogio di Simone Grinei e il copioso indice dà conto dettagliato di tutti i traduttori i cui lavori vennero usati in questa edizione. Quali Severino Boezio, Ermolao Barbaro, Giorgio Valla e altri, mentre la recensione e la bibliografia delle opere fu curata da Jean Luis Vives. Il concorso tra gli stampatori vede invece il già citato Frellonio, Antonio Vincenzo e Symphonario Barbieri. Quest'opera ci dà inoltre notizie più certe circa la data di morte del grande tipografo Frellonio che invece viene ipotizzata nel 1559.

      [Bookseller: Studio Giuseppina Biggio]
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        Consilia et Responsa Iuris Analytica Consultissimi I.V.D. TOMUS PRIMUS

      1561. APUD ANTONIUM VINCENTIUM. 1561. In-4.Carré. Broché. Etat d'usage. Couv. défraîchie. Dos satisfaisant. Intérieur acceptable. 392 pages. Quelques bandeaux, lettrines et culs-de-lampe. Ouvrage en latin. Couverture en vélin. Quelques pages pliées. Quelques petits manques sur les mors. Notes à la plume sur la page de titre. Quelques traces d'humidité en marges, sur les 50 premières pages. Petit manque de Vélin sur le 2nd plat de couverture. INTROUVABLE

      [Bookseller: Le-Livre.Com]
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        De triangulis planis et sphaericis libri quinque, unà cum tabulis sinuum.. Quam multiplicem usum haec triangulorum doctrina, sed etiam doctrina ad intelligendos fontes ejus disciplinae, quae extructa est a Ptolomae et Copernico de Revolutionibus orbium caelestium..(Legato con) SANTBECH, Daniel, Problematum astronomicorum et geometricorum Basileae, 1561

      Petri e Perna, 1561. 2 parti in 1 volume in folio, pp. (8), 146, (38); (20), 294, (2), legatura coeva in pergamena floscia, tagli rossi. Numerose figure geometriche n.t. Seconda edizione dell'importante opera di Regiomontano, la prima esposizione di trigonometria piana e sferica in base alla quale furono per molti decenni calcolati i movimenti dei pianeti, le comete, le eclissi. "The first systematic treatise on plane and spheric trigonometry to be published in Europe. Although it drew heavily on Arabic sources, those earlier treatises had been either lost or forgotten by 1533 when Regiomontanus's work was first printed" (Rose, The Italian Renaissance of Mathematics, pp. 99 - 100). Scritto e completato nel 1464, fu pubblicato per la prima volta nel 1533 a Norimberga a cura di Johann Schoener. Nella prima parte, alla fine dei cinque libri del Regiomontano, sono inseriti la dedica di Johann Schoener e il "Tractatus Georgii Peurbachii super propositiones Ptolomaei de Sinibus et Chordis" (p. 131 - 139); chiudono la prima parte le tabelle dei seni di Regiomontano. La seconda parte fu aggiunta dal curatore Daniel Santbech e tratta problemi di geometria applicata ed in particolare degli strumenti di misura, riferendosi all'astronomia, alla gnomonica (pp. 125 - 164), alla meccanica. Esemplare con piccoli camminamenti di tarlo nel margine interno bianco di alcuni ff., alcune bruniture della carta, rinforzi al primo e ultimo f.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        Isocratous Logoi apantes kai Epistolai. Arpokrationos kai Souida peri tinon par'Isokratei lexeon. Isocratis Orationes partim doctorum virorum opera partim meliorum exemplarium collatione numc demum multo quam antea emendatiores excusae. Quibus iam quoque praeter aliorum aeditionem accesserunt eiusdem Isocratis Epistolae atque Harpocrationis & Suidae difficiliorum apud eundem dictionum explicatio

      Ex Officina Michaelis Isingrinei, 1561. in - 16 Insignificanti difetti alla coperta, naturali fioriture, lievi aloni, restauro al frontespizio e a pagina 581 con minima mancanza di alcune lettere di testo Testo in greco inizia con la Vita di Isocrate di Plutarco

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Giulio Cesare]
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        De sphæra liber I. CLEOMEDIS de mundo, sive circularis inspectionis meteorum Libri II. ARATI SOLENSIS Phænomena, sive Apparentia. DIONYSII AFRI Descriptio Orbis habitabilis. Omnia Græcè et Latinè ita coniuncta, ut conferri ab utriusq(ue) linguæ studiosis poßint. Adiectis Doctorum virorum annotationibus. Una` cum IO. HONTERI CORONENSIS De Cosmographiæ rudimentis duplici editione, ligata scilicet et soluta

      Heinrich Petri, 1561. In - 8&ordm, (mm 161x102). Pagine [32], 79, 301 - 985, [3]. Segnatura: alpha - beta8 a - e8 A - Z8 Aa - Oo8 Pp - Zz2 AA - CC2 DD - FF8. Il Proclus è illustrato con 14 xilografie che mostrano l'Autore mentre insegna, una sfera armillare e vari diagrammi astronomici. L'Honter è illustrato con 24 mappe, di cui 12 su doppia pagine e 12 a piena pagina, più un diagramma. Lievi aloni alla fine del volume. Legatura coeva in pelle stampata e datata 1561, fermagli in metallo conservati. Piccola mancanza alla cuffia superiore, restauro alla porzione inferiore della cerniera anteriore. Piccolo timbro al contropiatto e al frontespizio, firma di appartenenza coeva sul contropiatto anteriore 'Georgius ego cognomine Gebel. Si reperis libru(m) reddito mihi. Anno 63' e sul frontespizio 'Georgius Gebelius Rothenburgensis mutuo dedit humiliter Laurentio Erleri Anno 1563', a p. 541 figura la seguente nota, probabilmente della stessa mano 'Iste liber finitus est septimo die octobris a D.M. Schreckenfuchsio Anno salutis nostrae 1561'.Bellissima edizione ampliata di questa collezione di testi, stampata per la prima volta dal Petri nel 1547, che include diversi trattati di geografia, astronomia e cosmografia di eminenti autori greci, tra cui il Della sfera di Proclo, Sul mondo e il moto circolare dei corpi celesti di Cleomede, i Phenomena di Arato (sulle costellazioni e la metereologia) e la Descrizione del mondo abitabile di Dionisio Periegeta. Per questa nuova edizione il curatore Marcus Hopper, professore di greco e genero del Petri, scrisse una nuova dedica e aggiunse una breve biografia di Proclo ed i commenti allo stesso di Erasmus Oswald Schreckenfuchs, professore di matematica e retorica a Tubinga. Ma la modifica più significativa fu l'aggiunta del De cosmographiae rudimentis di Johannes Honter in entrambe le versioni, verso e prosa. L'edizione contiene carte su doppia pagina di Spagna, Francia, Germania, Italia, Grecia, Palestina, India, Sudest asiatico, Sud Africa, Africa nordorientale, Egitto, Irlanda, Maiorca, Gran Bretagna, Zelanda, Sicilia, Giava, Colombo, Maderia, Malta e Cuba. Alcune delle mappe sono attribuite a Hiob Magdeburg. VD16 P - 4979, A - 3196, C - 4116, D - 1984, H - 4774.

      [Bookseller: Libreria Govi Alberto]
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        Dialogue des Devises d'Armes et d'Amours. Avec un Discours de M. Loys Dominique sur le mesme subiet. Auquel avons adiousté les Devises Heroiques et Morales du S. Gabriel Symeon. (Segue, di Simeoni:) Description de la Limagne d'Auvergne en forme de dialogue..Traduit d'Italien par le S. Vasquin Philieul (e par Ant. Chappuys). Lyon, Guillaume Roville, 1561

      Rouille Guillaume, 1561. 2 opere in un vol. in - 4, pp. 255, (9, la prima bianca) con numeraz. continua per le opere di Giovio - Simeoni; pp. 144, (8, di cui le ultime 2 bianche) per la "Description de la Limagne d'Auvergne" di Simeoni, qui allegata. Magnifica legatura fine ottocento d'amatore, in pieno marocchino rosso con duplice filetto oro sui piatti ed armi al centro dei medesimi di André P. Victor Massena Principe d'Essling, dorso a nervi con tit. e monogramma in oro negli scomparti, ricca dentelle interna, tagli dor. (firmata Cuzin). Prima edizione in francese di ambedue le opere riunite, del Giovio e del Simeoni, già pubblicate in italiano dal medesimo stampatore l'anno precedente. Frontesp. generale con impresa tipogr., ritratto di Giovio al verso, dedica dello stampatore alla Regina Caterina de' Medici; altro frontesp. con impresa tipogr. per l'opera del Simeoni, da lui dedicata a "le Duc de Montmorency, Per et Conestable de France", al verso impresa personale dell'autore; testatine ed iniziali silogr. Illustrate complessivamente da 137 magnifiche imprese (102 per il Giovio, 35 per il Simeoni), in ovale, ciascuna racchiusa entro elaborate bordure. Queste silografie fanno parte dei capolavori dell'arte silografica lionese, attribuite al "Maitre à la Capelline" (Thomas Arende?). Celebre "Dialogo" tra P. Giovio e Lud. Domenichi, nel quale l'uso delle "imprese" è presentato come conseguenza delle campagne italiane dei re Carlo VIII e Luigi XII di Francia (cfr. Praz, p. 55 - 56); l'opera infatti descrive le imprese dei grandi personaggi dell'epoca, i cui nomi si leggono in fine al vol. Opera del Giovio (1483 - 1552), storico alla corte dei Papi Leone X e Clemente VII. Per quanto concerne l'opera del Simeoni, qui in prima edizione, che tratta in forma di dialogo tra i personaggi di Uranio e Dipistio, della storia, della geografia e delle varie antichità della regione dell'Auvergne, essa ha proprio frontesp. ed è corredata di 56 figure silogr. con medaglie e monumenti (ma è purtroppo mancante della carta geogr. ripieg.) Stupendo esemplare, accuratamente lavato, in artistica legatura.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        [PROCES DE MARTIN GUERRE] Arrest memorable, du parlement de Tolose, Contenant une histoire prodigieuse, de nostre temps, avec cent belles, & doctes Annotations, de monsieur maistre Jean de Coras, Conseiller en ladite Cour, & rapporteur du proces. Prononcé es Arrestz Generaulx le xii. Septembre M. D. LX. A Raison cede

      par Antoine Vincent, 1561. - par Antoine Vincent, à Lyon 1561, 14,5x21,5cm, (12) 117pp., relié. - Edizione rara raccontare il processo di Martin Guerre di un istruttore Jean de Coras minuti e la partecipazione di Michel Montaigne e Jean Papon.   - [FRENCH VERSION FOLLOWS] Edition originale rarissime relatant le procès de Martin Guerre par le juge du procès Jean de Coras et auquel participeront Michel de Montaigne et Jean Papon, conviés par Coras lui - même. Deux tirages de cette édition ont été répertoriés. Le plus fréquemment rencontré comporte quelques différences avec notre exemplaire : la pagination commence après les cahiers ** et s'étend sur 113 pages ; on distingue également une petite variante dans la marque du libraire. à l'inverse, seuls 5 exemplaires de notre version de l'ouvrage (117 pages ; pagination incluant les feuillets **3 et **4) sont répertoriés dans les bibliothèques : BNF (Paris), Bibliothèque Louis Aragon (Amiens), Folger Shakespeare Library (Washington), Staatliche Bibliothek (Amberg, Bavière) et Staatsbibliothek (Berlin). Reliure strictement de l'époque en plein vélin crème, très bien conservé hormis quelques petits manques sur les coupes supérieures. Quelques taches anciennes sur la page de titre, une très pâle mouillure dans l'angle intérieur du second feuillet, une autre plus étendue mais néanmoins claire sur les quatre premiers feuillets, en marge basse. Ex - dono biffé en page de titre.   Le procès Martin Guerre est l'une des plus célèbres affaires de la justice française. à l'été 1548, Martin Guerre, accusé d'avoir volé son père, quitte son village d'Artigat (Ariège). Il laisse derrière lui sa femme Bertrande de Rols, épousée très jeune, et leur fils Sanxi - né bien après la célébration du mariage, le couple ayant longtemps été « maléficiez » (en raison de l'impuissance de Martin). La jeune femme ne se remaria pas. Huit ans plus tard se présenta au village un homme qui prétendait être Martin Guerre. Son apparence ainsi que les détails précis qu'il put fournir sur la vie du disparu lui valurent d'être accueilli à bras ouverts par ses proches. Le faux Martin Guerre intégra alors le foyer familial et eut deux autres enfants. Cependant l'oncle de Martin Guerre nourrissait quelque soupçons'étonnant que son « neveu » ne pratiquât plus l'escrime. Le village se divisa alors en deux camps : celui qui soutenait la thèse de l'usurpation d'identité et celui qui, à l'instar de Bertrande, semblait persuadé de l'honnêteté de cet homme (il est plus vraisemblable, comme le remarque l'historienne américaine Natalie Zemon Davis, que sa femme s'accommoda en toute connaissance de cause de ce « nouvel époux »). Pourtants'étonnant que son « neveu » ne pratiquât plus l'escrime. Le village se divisa alors en deux camps : celui qui soutenait la thèse de l'usurpation d'identité et celui qui, à l'instar de Bertrande, semblait persuadé de l'honnêteté de cet homme (il est plus vraisemblable, comme le remarque l'historienne américaine Natalie Zemon Davis, que sa femme s'accommoda en toute connaissance de cause de ce « nouvel époux »). Pourtants'étonnant que son « neveu » ne pratiquât plus l'escrime. Le village se divisa alors en deux camps : celui qui soutenait la thèse de l'usurpation d'identité et celui qui, à l'instar de Bertrande, semblait persuadé de l'honnêteté de cet homme (il est plus vraisemblable, comme le remarque l'historienne américaine Natalie Zemon Davis, que sa femme s'accommoda en toute connaissance de cause de ce « nouvel époux »). Po, s'étonnant que son « neveu » ne pratiquât plus l'escrime. Le village se divisa alors en deux camps : celui qui soutenait la thèse de l'usurpation d'identité et celui qui, à l'instar de Bertrande, semblait persuadé de l'honnêteté de cet homme (il est plus vraisemblable, comme le remarque l'historienne américaine Natalie Zemon Davis, que sa femme s'accommoda en toute connaissance de cause de ce « nouvel époux »). Pourtant,  des témoignages vinrent bientôt corroborer les doutes de l'oncle : un voyageur affirma que le vrai Martin Guerre avait perdu une jambe dans une bataille, probablement à Saint - Quentin en 1557 ; un autre témoin reconnut dans l'usurpateur un habitant d'une bourgade voisine, Arnaud du Tilh, fraudeur patenté. L'homme fut immédiatement jeté en prison, en raison de la gravité des faits. Un procès en première instance s'ouvrit à Rieux en 1560. Bertrande défendit le faux Martin Guerre mais de nombreux témoins identifièrent formellement un homme du village voisin, Arnaud du Tilh. Il fut condamné à avoir la tête tranchée. Il fit appel et un second procès se tint la même année au Parlement de Toulouse. Le juge rapporteur du procès, Jean de Coras (1515 - 1572), figure de l'humanisme juridique et chef de file du parti calviniste local, n'était pas du même avis que le tribunal de Rieux et restait persuadé de l'innocence du prétendu Martin Guerre, en raison notamment du soutien indéfectible de son épouse. L'accusé fut sur le point de remporter son deuxième procès, quand, au moment même où le Parlement allait prononcer l'acquittement, surgit le vrai Martin Guerre. Sa femme implora son pardon et Arnaud du Tilh avoua avoir profité de sa ressemblance avec le disparu. Il fut de nouveau condamné à la peine capitale et, cette fois - ci, exécuté.  Quelques mois après l'énoncé du verdict parurent deux ouvrages consacrés à ce cas remarquable : le premier, modeste et anonyme - depuis attribué à Guillaume Le Sueur - , Admiranda historia de pseudo Martino Tholosae (publié en latin fin 1560 par Jean de Tournes à Lyon, puis en français vers janvier 1561 par Vincent Sertenas à Paris), et celui, plus connu et plus ambitieux, de Jean de Coras, imprimé à Lyon chez Antoine Vincent et Symphorien Barbier en février 1561. Le texte de Coras, structuré à la manière des ouvrages juridiques d'alors, alterne récit et commentaires mais témoigne d'un souffle véritablement littéraire ; nul doute que cette histoire d'épousailles précoces et de faux mari passionnait l'auteur des Mariages clandestinement et irrévéremment contractés par les enfans de famille, au deçeu ou contre le gré de leurs pères et mères (Toulouse, Du Puis, 1557). L'ouvrage rencontra un grand succès et fut réédité à plusieurs reprises avant la fin du siècle (1565, 1572, 1579 et 1596) et au début du siècle suivant (1605, 1608, 1610 et 1618). à la suite de Guillaume le Sueur et de Jean de Coras, la dimension « prodigieuse » de l'affaire captiva les contemporains. Dès 1588, Montaigne remarquait dans ses Essais (livre III, chapitre XI) : « Je vy en mon enfance [il avait en réalité 27 ans], un procez que Corras Conseiller de Thoulouse fit imprimer, d'un accident estrange ; de deux hommes, qui se presentoient l'un pour l'autre : il me souvient (et ne me souvient aussi d'autre chose) qu'il me sembla avoir rendu l'imposture de celuy qu'il jugea coulpable, si merveilleuse et excedant de si loing nostre cognoissance, et la sienne, qui estoit juge, que je trouvay beaucoup de hardiesse en l'arrest qui l'avoit condamné à estre pendu. Recevons quelque forme d'arrest qui die : La Cour n'y entend rien ; Plus librement et ingenuëment, que ne firent les Areopagites : lesquels se trouvans pressez d'une cause, qu'ils ne pouvoient desvelopper, ordonnerent que les parties en viendroient à cent ans. » Et c'est précisément à ce caractère extraordinaire que l'affaire doit d'avoir excédé les limites de la simple chronique judiciaire. Car une telle mystification - qui aurait berné jusqu'aux plus intimes de Martin Guerre - trouble et interroge les illusions entretenues par chacun sur sa propre vie. Plus encore, les liens avec le théâtre antique - signalés à plusieurs reprises par Coras lui - même - contribuent largement à donner à ce fait divers ariégeois une expression universelle, voire mythique, et à assurer sa féconde prospérité. Trois siècles plus tard, Alexandre Dumas et Narcisse Fournier, dans Les Crimes célèbres (1839 - 1840), ne s'y sont pas trompés, soulignant à propos du cas Martin Guerre et des mirages de la ressemblance : « Beaucoup de fables ont été bâties sur ce fait, depuis Amphitryon jusqu'à nos jours [...] ; mais l'aventure que nous offrons à nos lecteurs n'est pas la moins curieuse ni la moins étrange. » Et Natalie Zemon Davis, dont les travaux sur l'affaire fournirent une imposante matière au film de Jean - Claude Carrère et Daniel Vigne (Le Retour de Martin Guerre), de conclure : « Là on peut applaudir au cocufiage d'un mari d'abord impuissant, puis absent. Arnaud du Tilh devient une sorte de héros, un Martin Guerre plus réel que l'homme au cœur sec et à la jambe de bois ; la tragédie est moins dans l'imposture que dans sa découverte. » Bel exemplaire de cette rarissime édition originale. DU VERDIER I - 482 ; BRUNET II - 268  

      [Bookseller: Librairie Le Feu Follet]
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        Consilia clarissimi iurisconsulti equitisque... Domini Rolandi a Valle... Necnon Indice locupletissimo ad communem omnium vtilitatem nunc in lucem edita

      De Gabbiano Giovanni Francesco, 1561. In folio - pp.1b + pp 92 + 572 + 2c +1b - Pergamena - Marca sul Frontespizio ed all'ultima carta. Capilettera - Testo in latino - Ottimo stato di conservazione - Annotazioni marginali e sporadiche segnature di antica data - Qualche brunitura dovuta alla qualità della carta

      [Bookseller: Antica Libreria Srl]
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        Vaccaria - Anconitana - Piovana. Vinegia, Dom. de Farri, 1561

      Farri Dom, 1561. 3 opere in un vol. in - 8, leg. ottoc. m. marocch. e ang., tit. oro al dorso. Edizione di notevole pregio e rarità, tra le prime di queste commedie (rispettivamente forse terza, quarta e quinta; l'originale delle prime due apparve nel 1551, la ''Piovana'' nel 1548). Si compongono tutte di cinque atti in prosa, senza distinzione di scene ed hanno le stesse caratteristiche tipogr., ciè impresa tipogr. sul tit. ed in fine (la Vaccaria solo sul tit.), iniz. silogr., car. corsivo. - I) Vaccaria. Comedia del Famosissimo Ruzzante, non meno arguta, che piacevole; pp. 95 (per errore num. 102). Probabile terza edizione (la prima apparve a Venezia, Stephano di Alessi, 1551). Scritta in dialetto veneziano e padovano, s'ispira alla ''Asinaria'' di Plauto, pur staccandosene nel finale. - II) Anconitana, comedia; pp. 77, (1). Probabile quarta edizione (la prima è del 1551) di questa commedia dall'intreccio molto complesso, scritta in parte in dialetto padovano e veneziano. - III) Piovana, comedia overo noella del Tasco; ff. 54. E' forse la quinta edizione (la prima fu pubblicata dal Giolito nel 1548) di questa arguta e vacissima commedia, dalla trama complicatissima, ispirata al ''Rudens'' di Plauto e allo ''Heautontimoroumenos'' di Terenzio; scritta interamente in dialetto padovano, viene considerata una delle più riuscite dell'autore, il quale nel prologo spiega perché ha adoperato il dialetto padovano e la lingua ''Pavana grossa''. - Importante assieme di questi lavori teatrali di Angelo Beolco (Padova 1502 - 1542), detto Ruzzante dal nome di un personaggio che egli indrodusse nelle sue commedie e che egli stesso interpretò sulla scena; è universalmente riconosciuto come uno uno dei più geniali, originali e famosi commediografi italiani. Ottimo esemplare.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        Carta Marina Nuova Tavola

      1561. Acquaforte e bulino, circa 1561. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva, con margini, in perfetto stato di conservazione. Esemplare in meravigliosa coloritura coeva. La mappa di Ruscelli è molto interessante per la sua rappresentazione dei cinque continenti conosciuti, legati tra loro come una superficie continua. Questa mappa presenta una proiezione della superficie terrestre già piuttosto obsoleta ai tempi della sua pubblicazione. Già in precedenza, altri cartografi, partendo da Matrin Waldseemuller nel 1507, avevano messo in dubbio l'affermazione di Colombo secondo cui Asia e America formassero un unico continente. I viaggi di Magellano e di altri esploratori, che permisero di conoscere definitivamente la reale estensione dell'oceano Pacifico, diedero ulteriore sostegno a tali dubbi, sebbene lasciassero aperta la possibilità di una connessione America - Asia a settentrione. Intorno alla metà del XVI secolo, tuttavia, anche questa ultima ipotesi venne completamente screditata, per essere rimpiazzata dall'idea di un ipotetico "stretto di Anian". Altra interessante caratteristica di questa mappa è l'intreccio di "linee dei sestanti" radianti da 16 punti focali. Il sestante era uno strumento indispensabile per misurare e tracciare, la rotta di navigazione. In questo caso, le linee tracciate sulla mappa sono esclusivamente ornamentali e illustrative, in quanto la carta è troppo piccola per poter essere funzionale. Carta tratta dalla Geographia di Claudio Tolomeo, a cura del Ruscelli, pubblicata in Venezia in più edizioni tra il 1561 ed il 1598. La carta è basata sulla medesima opera di Giacomo Gastaldi (1548), che probabilmente disegnò personalmente anche queste mappe, incise dai fratelli Livio e Giulio Sanuto. La peculiarità di queste mappe è che sono incise due per lastra e successivamente tagliate, di conseguenza il segno del rame appare solo su tre lati per ogni mappa. Il testo di Ruscelli e le sue carte sono considerate come il miglior atlante moderno fino alla prima versione del Theatrum Orbis Terrarum di Ortelius del 1570. Solo la loro enorme diffusione ne impedisce una valutazione sostenuta nel mercato antiquario. Girolamo Ruscelli, (Viterbo 1504 - Venezia 1566) erudito e poligrafo nativo di Viterbo, si formò a Roma ma si trasferì ben presto nel Veneto dove curò, per la tipografia Valgrisi, le edizioni di numerosi classici italiani. Ruscelli fu anche il curatore della versione riveduta e ampliata della Geographia di Tolomeo, stampata a Venezia svariate volte tra il 1561 e la fine del secolo. Le mappe sono basate su quelle catalogate da Giacomo Gastaldi per l'edizione veneziana del 1548, ed incise dai fratelli Sanuto. Gli esemplari delle carte del Ruscelli in coloritura coeva sono assolutamente rarissimi. " - ORIGINAL COLOURING - Etching with engraving, about 1561. Magnificent proof, printed on contemporary laid paper, with margins, in perfect condition. Example in wonderful contemporary coloring. The map of Ruscelli is very interesting for its representation of the five known continents, linked together like a continuous surface. This map shows a projection of the Earth's surface rather obsolete already at the time of its publication. Previously, other cartographers, starting from Martin Waldseemuller in 1507, had questioned the assertion of Columbus that Asia and America form a single continent. The travels of Magellan and other explorers, which allowed him to finally know the true extent of the Pacific Ocean, gave further support to these concerns, although leave open the possibility of a free America - Asia to the north. Around the middle of the sixteenth century, however, this latter hypothesis was completely discredited, to be replaced by the idea of a hypothetical ""Strait of Anian."" Another interesting feature of this map is the plot of ""lines of sextants"" radiant 16 focal points. The sextant was an indispensable tool to measure and track, the navigation route. In this case, the lines drawn on the map are exclusively ornamental and illustrative, because the paper is too small to be functional. The map comes from Ptolemy's Geographia, edited by Ruscelli, published in Venice in multiple editions between 1561 and 1598. The map is based on the same work of Giacomo Gastaldi (1548), which probably also personally drew these maps, engraved by the brothers Livio and Giulio Sanuto. The peculiarity of these maps is that they are recorded two for plate and subsequently cut, consequently the sign of the copper appears only on three sides for each map. The text of Ruscelli and his maps are considered as the best modern atlas to the first version of the Theatrum Orbis Terrarum by Ortelius of 1570. Only their ubiquity prevents an assessment supported in the antique market. Girolamo Ruscelli (Viterbo 1504 - Venice 1566), scholar and polygraph native of Viterbo, was formed in Rome but soon moved in Veneto where he treated, for typography Valgrisi, numerous editions of Italian classics. Ruscelli was also the curator of the revised and expanded version of Ptolemy's Geographia, printed in Venice several times between 1561 and the end of the century. The maps are based on those by Giacomo Gastaldi for the Venetian edition of 1548, and engraved by the brothers Sanuto. Example of Ruscelli's maps in contemporary coloring are absolutely rare." Venezia Venice Shirley, The Mapping of the World, 111. Dimensioni 260x195. 260 190

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Orbis descriptio

      1561. Copper engraving, mm 190x260. This world map is included in Ruscelli's translation of Ptolemy's Geographia, printed by Vincenzo Valgrisi. It is a slightly enlarged version of the map which appeared in Gastaldi's edition of Ptolemy thirteen years earlier. The map is adapted from the oval projection used in Gastaldi's larger world map and is presented on Roger Bacon's circular projection, also used by Tramezzino's large world map of 1554. No southern continent is shown. The map clearly shows the broad mass of land joining Asia and America as Terra Incognita and the coastline as Littus Incognitum. At one time, it was believed that the printer was Valgrisi, but it is now believed that the brothers Guilio and Livio Sanuto were the source of the map. Subsequent editions appear in the 1562, 1564 and 1574 editions of Ruscelli's work. The map also appears in the 1582 edition of Lorenzo D'Anania's L'Universale Fabrica Del Mondo. First state: this map is one of two that were engraved on the same plate, printed and than separated for the book. This can be seen in the atlas by the fact that the plate mark of the map runs off the top of the page. Very good condition, dark impression, light paper discoloration at centerfold. Shirley, World 110

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Perini s.a.s.]
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        Septentrionalium Partium Nova Tabula

      1561. Carta tratta dalla Geographia di Claudio Tolomeo, a cura del Ruscelli, pubblicata in Venezia in pù edizioni tra il 1561 ed il 1598. La carta è basata sulla Geographia di Giacomo Gastaldi, che probabilmente disegnò personalmente anche queste mappe, che vennero incise dai fratelli Sanuto. La peculiarità di queste mappe è che sono incise due per lastra e successivamente tagliate; questo il motivo per cui il segno del rame appare solo in tre lati della mappa. Il testo del Ruscelli e le sue carte sono considerate come il miglior atlante moderno fino alla prima versione del Thatrum di Ortelius, 1570. Solo la loro enorme diffusione ne impedisce una valutazione sostenuta nel mercato antiquario. Early map of the North Atlantic Ocean depicting many fictions islands. Girolamo Ruscelli's edition of Ptolemy's Geographia included newly engraved copperplates by Giulio and Livio Sanuti. The curious fact is that this map is one of two that were engraved on the same plate, printed and than separated for the book. This can be seen in the atlas by the fact that the plate mark of the map runs off the top of the page. In 1574 a new plate was used which lasted until the final edition of 1599. The most significant map in Ruscelli's atlas is his Septentrionalium Partium Nova Tabula map, which is based upon the Zeno map of the North Atlantic, first included in a 1558 travel book, which describes a pre - Columbian voyage to the New World in 1380 by Ventians Nicolo and Antonio Zeno. The map introduces many new fictitious islands in great detail, including Frisland (with 32 places named), Deogeo, Estotiland, Estland, and the monastery of S. Tomas in Greenland. Many of these mythical islands and places were depicted on maps for centuries, mainly because Gerard Mercator accepted Zeno's voyage as authentic and adopted much of it in his famous large 1569 world map and his 1595 map of the North Pole. Ortelius in turn used the map as a prototype for his map of the North Atlantic. Frobisher and Davis accepted the map for their explorations in the 1570's and 1580's, respectively. Copper engraving, in excellent condition. Sharp impression from the Latin edition of 1564. Venezia Venice Burden, The maps of America, 29; Ginsberg; Printed Maps of Scandinavia and the Arctic, 19. Dimensioni265x195

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        In Evangelia dominicalia postilla, qua facili dispositione omnium evangeliorum textus ad locos communes dispositus est, qui et singuli ad methodi ferè formam explicati sunt .

      1561 - Franc[ofurti] 1561. Apud Haeredes Chr. Egenolphi. (18 x 11 cm), k. [8], k. 446, liczne drzeworyty w tekÅ›cie, opr. deska sk. z epoki. Åšlady zawilg. i kornika, 4 karty w reprodukcji (losowo w Å›rodku). Karta tyt. w kolorze czerwono-czarnym. Oprawa: deska, skóra biaÅ‚a z tÅ‚oczeniami, metalowe klamerki zachowane. Zabrudzenia oprawy. Stan dobry. Ewangelia w opracowaniu luteraÅ„skiego teologa i reformatora Erasmusa Sarceriusa (1501-1559), wspóÅ‚pracownika Marcina Lutra i Filipa Melanchtona. Zawiera liczne drzeworyty w formacie 6 x 7 cm. Numerous woodcuts in the text. Binding: board, white leather with some dirt, metal buckles. Signs of moisture and woodworm. 4 leaves in reproduction. Title leaf in red-black. Good condition. The Gospel in the compilation of a Lutheran theologian and reformer Erasmus Sarcerius (1501-1559), a Martin Luther and Philip Melanchthon cooperator. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Antykwariat Wójtowicz]
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        Genialium dierum libri sex, varia ac recondita eruditione referti: Accuratius & maiore fide quam antehac usquam impressi, cum duplici indice.

      Paris, Apud Sebastianum Nivellium, via Iacobeae, ad insigne Ciconiarum, 1561. 8vo. Titelblatt mit Druckersignet, (146), 384gezählte Blätter. Zeitgenössischer flexibler Pergamentband mit drei durchgezogenen Bünden und vollständiger Schutzkante, am Rücken etwas ausgebessert. Vermutlich italienischer Einband. Alessandro d`Alessandro (1461-1523) war ein bedeutender Rechtsgelehrter aus Neapel, der sich ausführlich mit dem Studium der alten Römer und Griechen beschäftigte und mit den \"dies geniales\" ein brilliantes, hochgelehrtes Werk der Nachwelt hinterließ. Es war ein Produkt humanistischer Jurisprudenz, Pflichtlektüre jedes Gelehrten anfangs des 16. Jahrhunderts. Für die Juristen war dieses Werk ein Anlaß, die Antike und die klassische Philologie in die Rechtsgelehrsamkeit aufzunehmen. Es begann die Epoche der sog. humanistischen Jurisprudenz, deren bedeutendster Vertreter Andreas Alciat in seinen Briefen über den großen Eindruck berichtet, den das Buch auf ihn gemacht habe. Die Editio princeps erschien im Jahre 1522 und bis zum Jahre 1673 behauptete das Werk seine Position im Bildungshorizont der Juristen und der damaligen gelehrten Welt. Versand D: 2,00 EUR 3.1.0. Humanistische Iurisprudenz

      [Bookseller: Antiquariat + Verlag Klaus Breinlich]
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        Pauli Iovii novocomensis Episcopi nucerini Moschovia, in qua situs regionis..., religio gentis, mores, &c. fidelissime referuntur (segue) Descriptio Larii lacus (segue) De romanis piscibus libellus

      per Henricum Petri et Petrum Pernam 1561 8vo (cm. 15,8), 180 pp., 6 cc.nn. (di cui l’ultima bianca). Legatura coeva in piena pergamena con unghie (tracce di lacci di chiusura, due minuscole mancanze ai margini dei piatti e minime tracce d’uso). Freschi interni con alcuni aloni marginali, carta bianca finale con restauri e carte di guardia staccate dalle copp. Due antiche firme al frontis. Nel complesso, bell’esemplare di questa rara e interessante raccolta di tre scritti del Giovio, non presente né in Adams, né in Br. Libr, né in Rossetti.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Ex Libris s.r.l.]
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        Fritillaria pyrenaea obsoleto luteo colore/Fritillaria minor, obsoleto colore modora/ Fritillaria polyanthos lutea

      Artist: Besler Basilius (-1629) Nuremberg; Issued in: Nuremberg; date: c 1613 1561 - Artist: Besler, Basilius (1561-1629) Nuremberg; Issued in: Nuremberg; date: c. 1613; - Condition: Right side, missing part and tears restored; Splendourful representation of 3 Fritillaria is a genus of about 100 to 130 species of bulbous plants in the family Liliaceae, native to temperate regions of the Northern Hemisphere, especially the Mediterranean, southwest Asia, and western North America. The name is derived from the Latin term for a dice-box (fritillus) and probably refers to the checkered pattern of the flowers of many species. Plants of the genus are known in English as fritillaries. Some North American species are called mission bells. 1.edition of the Hortus Eystettensis, printed and issued from Basilius Besler in Nuremberg 1613. 400 anniversary of the first edition!Basilius Besler (1561Ð1629).was a respected Nuremberg apothecary and botanist, best known for his monumental Hortus Eystettensis. He was curator of the garden of Johann Konrad von Gemmingen, prince bishop of EichstŠtt in Bavaria. The bishop was an enthusiastic botanist who derived great pleasure from his garden, which was the only important European botanical garden outside Italy.The gardens surrounded the bishops palace, Willibaldsburg, which was built on a hill overlooking the town. These gardens had been started in 1596 and designed by Besler's colleague, Joachim Camerarius the Younger (1534Ð1598), a physician and botanist. Upon Camerarius death in 1598, Besler had the remainder of Camerarius plants moved to EichstŠtt and carried on the work of planting and supervision. The bishop commissioned Besler to compile a codex of the plants growing in his garden, a task which Besler took sixteen years to complete, the bishop dying shortly before the work was published. Besler had the assistance of his brother and a group of skilled German draughtsmen and engravers, including Sebastian Schedel, an accomplished painter, and Wolfgang Kilian, a skilled engraver from Augsburg. Kilian and his team engraved the initial copper plates, but after the bishopÕs death, the operations moved to NŸrnberg and a new team of engravers, among whom were Johannes Leypold, Georg GŠrtner, Levin and Friedrich van Hulsen, Peter Isselburg, Heinrich Ulrich, Dominicus Custos and Servatius Raeven. Camerarius nephew, Ludwig Jungermann (1572Ð1653), was a botanist and wrote the lions share of the descriptive text.The work was named Hortus Eystettensis (Garden at EichstŠtt). The emphasis in botanicals of previous centuries had been on medicinal and culinary herbs, and these had usually been depicted in a crude manner. The images were often inadequate for identification, and had little claim to being aesthetic. The Hortus Eystettensis changed botanical art overnight. The plates were of garden flowers, herbs and vegetables, exotic plants such as castor-oil and arum lilies. These were depicted near life-size, producing rich detail. The layout was artistically pleasing and quite modern in concept, with the hand-colouring adding greatly to the final effect. The work was first published in 1613 and consisted of 367 copper engravings, with an average of three plants per page, so that a total of 1084 species were depicted. The first edition printed 300 copies, which took four years to sell. The book was printed on large sheets measuring 57 x 46 cm. Two versions were produced, cheap black and white for use as a reference book, and a luxury version without text, printed on quality paper and lavishly hand-coloured. The luxury version sold for an exorbitant 500 florins, while the plain, uncoloured copies went for 35 florins each. Besler could finally purchase a comfortable home in a fashionable part of NŸrnberg at a price of 2 500 florins , five coloured copies worth of Hortus Eystettensis.The work generally reflected the four seasons, showing first the flowering and then the fruiting stages. Winter was sparsely represented with a mere 7 plates. Spring was a season of abundance with 134 plates illustrat [Attributes: First Edition]

      [Bookseller: Antique Sommer KG]
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        Sigmund Freyherr zue Herberstain Neyperg vnd Guetenhag Obrister ErbCamrer vnd Obrister Truchsaeß inn Caerndten Denen Gegenwuertigen vnd Nachkomenden Freyherrn zu Herberstain. Seines Thuens Diensten vnd Raysens mit trewer vermanung Sich zu Tugenden vnnd guetem wesen zeschicken.

      Wien, Michael Zimmermann 1561.Mit Wappenholzschnitt verso Titel und 7 ganzs. Portrait - Holzschnitten. 24 Bll. Neuer Umschlag. 28 x 20 cm. Apponyi 364; Mayer, Wiens Buchdruckergeschichte I, Nr. 333; VD16 ZV 22611 (mit nur zwei Standortnachweisen; Bibliothek Otto Schäfer und Stadtbibliothek Budapest). - Die Holzschnitte teilw. von Donat Hübschmann, geschaffen für die lat. Ausgabe 1560 (German Hollstein XV A, S.109 - 110, Nr. 32 - 39). - Sehr seltene und frühe Autobiographie des Sigmund von Herberstein (1486 - 1566). Sechs der Holzschnitte zeigen Portraits Herberstein in verschiedenen Kostümen, die er an den polnischen, russischen, spanischen und türkischen Höfen getragen hatte. Die letzte ganzs. Abbildung mit 14 kl. Holzschnitten, die Einzelportraits verschiedener Herrscher und Szenen seiner Reisen nach Russland zeigen. Bücher de

      [Bookseller: Antiquariat Turszynski]
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