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Displayed below are some selected recent viaLibri matches for books published in 1550

        Norte de los Estados, en que se da regla de vivir a los Mancebos y a los Casados, y a los Viudos, y a todos los Continentes.

      1550. [Burgos, Juan de Junta,1550]. 4to.; ejemplar falto de la portada y de las tres hojas de preliminares, 145 folios (de 149), faltando tambien los folios 138 a 144, ambos inclusive. Impresión en letra gótica, de 40 lineas. Encuadernación de la época, en pergamino, con pérdidas en cabeza y pie de lomera y un trozo superior del plano posterior.

      [Bookseller: Hesperia Libros]
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        Tutte le opere... divise in V. parti di nuovo con somma accuratezza ristampate.

      presso Pietro Chouet, 1550. Cm. 21,5, pp. (4) 8, 351 (5) 116, 14 (2) 304, 168, 170 (2). Ritratto di Machiavelli al frontespizio ed alcune incisioni nel testo. Legatura novecentesca in piena pelle, dorso a nervi con titoli e filetti in oro. Frontespizio controfondato con alcune antiche firme di possesso, Uno strappetto riparato senza danno a tre carte di testo, classiche fioriture e qualche gora chiara. Complessivamente esemplare in discreto stato di conservazione. Esemplare appartenuto allo scrittore francese di storia napoleonica Henry Dourille, con alcune sue note manoscritte di possesso.Si tratta della famosa edizione detta dell "Testina" termine che raggruppa tutta una serie di edizioni delle opere di Machiavelli, caratterizzate dalla presenza sul frontespizio della xilografia di una piccola testa raffigurante l'autore (in realtà un falso ritratto). Si tratta di cinque edizioni che presentano sul frontespizio la data 1550, ma che in realtà sono contraffazioni seicentesche. Costituiscono un interessante caso bibliografico a causa della particolare difficoltà di identificazione per la presenza di varianti, emissioni e ricomposizioni, e testimoniano l'enorme successo oltralpe di Machiavelli. Le opere contenute sono: Le Historie Fiorentine; Il Principe; Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio; Arte della guerre; Asino d'oro, Mandragola e Clizia. Cfr. Bertelli - Innocenti.

      [Bookseller: Studio Bibliografico Benacense]
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        La Cingana, comedia di Gigio Arthemio Giancarli Rhodigino. Venezia, Appresso di Agostino Bindoni, 1550

      Bindoni Agostino, 1550. in - 8 (mm 157x100), ff. 92., leg. posteriore in pergamena. Silografia al frontespizio raffigur. la Giustizia. Seconda edizione, rara. L'invenzione comica del Giancarli «Rhodigino» fu subito celebre ? come attesta l'elogio di Andrea Calmo ? per la sua straordinaria coloritura lessicale. Da annoverare tra i capolavori della commedia plurilinguistica di area veneta , la Cingana è infatti composta nella cosiddetta parlata zingaresca, mescidanza dei dialetti veneziano, bergamasco, pavano e ?greghesco'. In cinque atti in prosa. «Prima di essere un punto di arrivo, Venezia era stata un punto di partenza. Città multietnica, incrocio di ricchi mercanti di varia provenienza, sia italiana che straniera, da tempo aveva fatto del suo porto l'approdo di diversi linguaggi, il luogo della commistione delle razze e delle culture. L'espressione letteraria e teatrale di ciò erano state le commedie plurilinguistiche del pieno Cinquecento, prime fra tutte quelle di Ruzante, del Calmo e del Giancarli.. espressione diretta dell'immigrazione di nuove classi sociali e nuove etnie: prevaleva dunque il genere del "contrasto" tra i buffoni locali della tradizione municipale di origine medievale e quattrocentesca e gli attori provenienti dall'esterno» . Buon esemplare (ex - libris Sordelli).

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        Ercole e il leone nemeo

      1550. Xilografia a chiaroscuro, a due legni, stampata a inchiostro nero e marrone, metà del XVI secolo. Esemplare nel secondo stato, siglato nella tavola in basso a sinistra con il monogramma di Andrea Andreani. Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva, con sottili margini oltre la linea di demarcazione, tracce di colore ed inchiostro al verso parzialmente visibili sul recto, piega di carta restaurata nella parte centrale, per il resto in ottimo stato di conservazione. Il lavoro raffigura una delle dodici fatiche di Ercole, in cui l'eroe sfida e uccide il leone Nemeo. Il disegno preparatorio dell'opera, oggi perduto, viene generalmente attribuito a Raffaello, anche sulla base dell'iscrizione sulla sinistra RAPH. VR. che indica nel Sanzio l'inventore della composizione. Tuttavia, è stato anche avanzato il nome di Giulio Romano (cfr. Massari p. 248), anche in considerazione delle affinità con l'affresco monocromo dello stesso soggetto nella sala dei Cavalli di palazzo Te, a Mantova, realizzato da Rinaldo Mantovano e Benedetto Pagni da Pescia, su modello di Giulio, nel 1527 - 1528. Come nell'affresco, il gruppo è mostrato in piedi che lotta, ma in controparte, e i corpi sono molto più incurvati. Il profilo di Ercole, inoltre, è molto più visibile rispetto all'affresco. Non si può escludere dunque che Rossigliani, pur seguendo il disegno del Sanzio, conoscesse bene anche la composizione di Giulio Romano. La prima prova dell'opera, mostra la firma del Vicentino Ios Nic Vicen, ed è databile intorno alla metà del XVI secolo Chiaroscuro woodcut printed from two blocks in black and brown ink. Example of the second state of two, with the signature of Andrea Andreani. A great impression, on contemporary laid paper, with thin margins, light traces of color, a repaired paper fold in the middle, otherwise in good conditions. The work depicts one of the twelve labors of Hercules, where the hero challenge and kill the Nemean lion. The preparatory drawing, now lost, is generally attributed to Raphael, also on the basis of the inscription on the left "Raph. VR. " indicating in Sanzio the inventor of the composition. However, it has also advanced the name of Giulio Romano (cfr. Massari p. 248), in consideration of affinity with the monochrome fresco of the same subject in the hall of the Horses of Palazzo Te in Mantua, made by Rinaldo Mantovano and Benedeto Pagni, on the model of Giulio, in 1527 - 1528. As in the fresco, the group is shown standing that fight, but in counterpart, and the bodies are much more curved. The profile of Hercules, is also much more visible than the fresco. It is conceivable, therefore, that Rossigliani, while following the design of Sanzio, was familiar with the composition of Giulio Romano. The first state of the work, shows the signature of Vicenza Ios Nic Vicen, and dates from the mid - sixteenth century. A very good impression. Bartsch, XII.119.17; Raphael Invenit, p. 249 n. 6; Roma e lo stile classico di Raffaello, p. 112. Dimensioni 198x248. 198 248

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Cosmographia. per Gemmam Frisium apud Lovanienses Medicum & Mathematicum insignem, iam demum ab omnibus vindicata mendis, ac nonnullis quoq(ue) locis aucta. Additis libellus ipsius Gemmae Frisij.

      Antwerp, Gilles Coppens van Diest for Pieter de Bonte 1550 - Antwerp,Gilles Coppens van Diest for Pieter de Bonte, 1550. 4to. (2) , 65 (1) leaves. Woodcut of a globe on the title-page, 5 woodcuts (4 with moving parts) with volvelles or threads (with the two pulling threads and small lead weights, H2r, O3r), double-page cordiform world map, numerous woodcuts (some coloured) and diagrams in the text, and the printer's device at the end. Contemporary limp vellum, several inscriptions on the free endpapers, two stamps on the blank margin of the title-page and of the verso of the last leaf, a few light spots, marginal cut out of ca. 2 cm from one leaf not affecting the text, otherwise a very attractive, uncut copy. Rare and Beautifully Printed Edition (one of two issues printed in the same year - the other has only 64 leaves). The 1524 edition published by Apianus himself was a highly important and influential work, but Gemma Frisius may have seen the potential to develop it into a more popular work. He may also have seen the potential of producing and selling in his workshop the mathematical instruments described in the Cosmographia which would then provide an outstanding advertisement for his wares. The double-page world map (quire I), first published by Apianus in 1520 was based on the one done by WaldseemŸller in 1507. The Waldseemüller map is known from a single example and the 1520 Apianus derivative map is exceedingly rare. Gemma Frisius made a world map published in Louvain in 1540 and this map is now lost. The map shown here, appearing in editions of the Cosmographia from 1544 on, is by Gemma Frisius and is probably based on these antecedent or mother maps. The projection used in this world map is known as a cordiform projection since its outline resembles that of a heart. The cordiform projection was one of many different projections employed early in the history of cartography. The projection is truncated and the southern tip is cut off so we don't see whether Gemma Frisius attempted to depict the hypothetical Antarctic continent. There is but a suggestion of it south of the Straits of Magellan. The shape of North and South America when this map was made, continued to use the ribbon-like figure of the New World that dates back to the 1507 Waldseemüller map. However, this appears to be the first printed map that shows the true peninsular nature of Yucatan, in Central America. Earlier maps, and even the contemporary map by Sebastian Münster, with a much more up-to-date depiction of the New World, showed the Yucatan as an island. North America is labelled Baccalearium in reference to the cod fishing nearby and has shrunk to a slender peninsula lying almost east-west. One of the figures at the top wears the double-headed eagle of the Holy Roman Emperor. The heart shaped border of the map contains signs of the zodiac, and the outer surround is filled with clouds and winds, including three cadaverous wind heads representing the traditional plague- carrying winds of the south . Although three different blocks were cut to print the map during the decades it remained in print, the map was never revised. F. van Otroy, Bibliograhie des oeuvres de Pierre Apian, (Besançon, 1902), no. 38; [Attributes: Soft Cover]

      [Bookseller: Bruce Marshall Rare Books]
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        Ritratto di Papa Giulio III

      1550. Bulino, circa 1550, in basso a destra l'excudit di Antonio Salamanca. Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva, in ottimo stato di conservazione. Ritratto di papa Giulio III (1550 - 1555), con tiara papale, contenuto entro elaborata cornice ovale. L'opera non è descritta da Bartsch e Passavant ed è attribuibile per motivi stilistici alla mano del Beatricetto. Al verso, timbro di collezione Thomas Jefferson Coolidge jr (Lugt 1429). Molto rara. Engraving, circa 1550, published by Antonio Salamanca. Excellent work, printed on contemporary laid paper, in good condition. Portrait of Pope Julius III (1550 - 1555), bearded, papal tiara. Oval within ornamental border. This work is not described by Bartsch ad Passavant and could be ascribed to the hand of Beatrizet. Mark of collection Thomas Jefferson Coolidge, Jr. (Lugt 1429), on verso. Very rare. Undescribed. 217 300

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Catalogus annorum et principum sive monarcharum mundi geminus plerisque in locis obscurioribus illustratus & caelebrioribus locupletatus atquae a mendis, recognitione diligenti repurgatus, cum accessione multorum aliorum que in priori aeditione non continebantur, quemadmodum suis locis toto libro uidere licebit, ab homine conditio, usque in praelentem, a nato Christo, millesimum quingentesimum & quinquagesimum annum deductus & continuatus, per D. Valerium Anselmum Ryd

      1550. Ex magnifica Helvetiorum Urbe Berna (Mathias Apiarius) 1550. In-Folio (302 x 201) relié plein vélin de l'époque, titre manuscrit en dos. 1 feuillet blanc, titre avec marque typographique à l'ours. 5 feuillets non chiffrés, XCIX, marque typographique à l'ours répétée en fin de volume, un feuillet blanc. La dédicace est datée 4 nonas Augusti 1540 et précédée de "De usu et Utilitate". Comprend une bible et une suite chronologique de Rois et Papes. Ouvrage abondamment illustré de lettrines et figures sur bois de formats divers (154 gravures sur bois) par Hans Holbein ; les signatures se trouvent pages XLVII (HB 1549). Signature du graveur IK (Jacob Kallenberg) pages V et XXV. Petit manque de vélin en bordure du plat et à la dernière de couverture. Ex-libris manuscrit en page de titre Anquetil-Duperron (Indianiste et traducteur du XVIIIeme). Brunet tome 4 pages 1473 - 1474. Bel exemplaire, propre et complet.

      [Bookseller: Librairie Artgil]
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        Urbis Romae topographia, ad Franciscum Gallorum Regem, eiusdem urbis Liberatorem invictum, libri quinque comprehensa.

      Oporinum, 1550. In 4°, p. perg. molle, cc.nn. 7 + pp. 166 con 22 inc. di diverse misure. Capilettera su piccole ma pregevoli inc. Bei marg. Carta forte. Cerniera staccata, cop. semi sciolta. Legatura lenta, collazionato. Gore. Tracce di lacci. Front. mancante di una piccola striscia al marg. inf.

      [Bookseller: Libreria Cicerone M.T.]
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        Illuminated Leaf of Clement Marot's Psalm 79, from mid- 16th century French Psalter

      France, 1550. Manuscript leaf on parchment, one column, 18 lines in a humanist miniscule script, capitals beginning the verse in gilt on red and blue in alternating sections, with colored ornamental line fillers in gilt. Octavo (155 x 105 mm). Matted. Fine. Manuscript leaf on parchment, one column, 18 lines in a humanist miniscule script, capitals beginning the verse in gilt on red and blue in alternating sections, with colored ornamental line fillers in gilt. Octavo (155 x 105 mm). Beautiful, Colorful, and Gilt. Beautifully illuminated leaf from a mid to late sixteenth century psalter, the text in a clear humanist hand, with bold colorful line fillers following the psalm translations of Clement Marot in red, yellow, blue, and green gilded in superb ornamental designs. The brilliant gold continues in the ruling and the borders. An attractive late manuscript leaf, but an early extract from the Psalm poems of Marot. This psalm a lament over the Destruction of Jerusalem.

      [Bookseller: James Cummins Bookseller]
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        DE TOTA GRACIA LIBRI DECEM, quibus non solum urbium situs, locorumq[ue] interualla accuratè est complexus, sed regum etiam familias, bellorum causas & euentus, sacrorum ritus, rerumpub. status copiose descripsit: hactenus à nemine in linguam Latinam conuersi, nuncq[ue] primùm in lucem editi / Abrahamo Loeschero interprete. Accessit rerum & uerborum locupletissimus index.

      Per Ioannem Oporinum, 1550. - Per Ioannem Oporinum., Basilae (Bâle) 1550, in Folio (21,5x33,5cm), (12) 438pp. (50). Signatures: A6 a-z6 2A-N6 O4 P-S6., relié. - Prima edizione del celebre traduzione di Abramo Loesher, la migliore edizione e la più fedele tastiera secondo. Le Princeps di questo date di testo da edizione 1516, stampata da Aldo a Venezia, ma secondo Brunet (Iv, 454), anche se raro, è stato fatto in una brutta sceneggiatura e stata eseguita per negligenza, dando a tutti la sua importanza per l'edizione che presentiamo .. Pubblicato in Colophon. Miniatura della stampante sul retro dell'ultima foglia, con l'Arion iscrizione. Iniziali istoriate. Periodo di vitello pieno. Nervi torna di nuovo alla fine del XIX secolo, con gioielli e ruote sui nervi, parte del titolo in marocchino rosso. Angoli rifatto. Sul coperchio superiore, dorato G. Harrosset. Molti graffi sui piatti. Per lavorare sul piano inferiore. La parte inferiore della pagina del titolo è stato rafforzato 1 centimetro. Incidenti stradali luce: una bagnatura pallido basso margine (un altro alto margine su alcune pagine), che vanno in dissolvenza a pagina 48, prendendo negli ultimi 20 pagine e indice. Lavorare senza fine tra pagina 26 e 46 in basso a destra. Un secondo di 349-413 nel margine destro della pagina nella parte inferiore. Pausania era un geografo e scrittore del II secolo dC. La descrizione di JC della Grecia è una testimonianza di primaria importanza sulla Grecia ai tempi dei romani, in particolare nel secondo secolo dell'era cristiana, anche se Pausania spesso si diletta a mescolare storia e mitologia. Alla maniera di una moderna guida turistica, fornisce, come e quando il suo percorso, un elenco dettagliato dei siti che visitano e le leggende ad esso correlati. Numerosi scavi archeologici hanno ripetutamente confermato la verità della sua informazione, soprattutto per quanto riguarda i siti storici e opere d'arte che contengono. Per descrivere i monumenti e siti che visita, Pausania (115-180) biblioteche di ricerca e di viaggiare molto. - [FRENCH VERSION FOLLOWS] Première édition de la fameuse traduction de Abraham Loesher, la meilleure édition et la plus fidèle selon Clavier. L'édition Princeps de ce texte date de 1516, imprimée par les Alde à Venise, mais selon Brunet (Iv, 454), bien que rare, elle a été faite sur un mauvais manuscrit et a été exécutée avec négligence, ce qui donne toute son importance à l'édition que nous présentons.. Date de publication dans Colophon. Vignette de l'imprimeur au verso du dernier feuillet, avec l'inscription Arion. Lettrines historiées. Reliure en plein veau d'époque. Dos à nerfs refait à la fin du XIXe, avec fleurons et roulettes sur les nerfs, pièce de titre en maroquin rouge. Coins refaits. Sur le plat supérieur, doré : G. Harrosset. Nombreuses rayures sur les plats. Un travail de vers sur le plat inférieur. Le bas de la page de titre a été renforcé sur 1cm. Légers accidents sans gravité : Une mouillure pâle en marge basse (une autre en marge haute sur quelques feuillets) allant en s'estompant jusqu'à la page 48, reprenant sur les 20 dernières pages et l'index. Un travail de ver entre la page 26 et 46 au coin inférieur droit. Un second de la page 349 à 413 en marge droite, tout en bas. Pausanias fut un géographe et un écrivain du Iie siècle ap. J. C. Sa description de la Grèce de constitue un témoignage de première importance sur la Grèce à l'époque romaine, en particulier pour le IIe siècle de l'ère chrétienne, même si Pausanias se complaît souvent à mêler histoire et mythologie. À la manière d'un guide de voyage moderne, il donne, au fur et à mesure de son itinéraire, la liste détaillée des sites qu'il visite et les légendes qui s'y rapportent. De nombreuses fouilles archéologiques ont confirmé à maintes reprises la véracité de ses informations, surtout en ce qui concerne les sites historiques et les œuvres d'art qu'ils contenaient. Pour décrire les monuments et les sites qu'il visite, Pausanias (115-180) fouille les bibliothèques et voyage énormément.

      [Bookseller: Librairie Le Feu Follet]
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        San Giorgio

      1550. Xilografia, 1550, datata e monogrammata in tavola in basso. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana non leggibile, completa della parte incisa, lieve piega di carta all'angolo superiore destro, per il resto in perfetto stato di conservazione. Matthias Gerung, nella vecchia letteratura Geron Mathias, è stato un pittore tedesco e incisore. Era probabilmente il figlio del violinista Matthias e allievo di Hans Schaufelin, sebbene qualcuno dica di Hans Burgkmair . Oltre ad essere un pittore, è anche conosciuto come maestro nell'intaglio silografico, soprattutto per l'illustrazione della Bibbia di Ottheinrich , che è uno dei più preziosi manoscritti miniati del mondo. Il Nagler gli attribuisce 23 lavori differenti, alcuni dei quali multipli, per la maggior parte a carattere religioso, non citando quest'opera. Sebbene priva della classica scena dell'uccisione del drago, questo lavoro sembrerebbe rappresentare San Giorgio, Santo - cavaliere che più di ogni altro ha rappresentato l'ideologia cavalleresca, difensore degli innocenti e antagonista vittorioso sul Male. Woodcut, 1550, dated and signed in the woodblock. A magnificent impression, printed on contemporary laid paper with watermark unreadable, showing the borderline. slight crease of paper upper right corner, otherwise in perfect condition. Matthias Gerung, in older literature Geron Mathias, was a German painter and printmaker. It was probably the son of the violinist Matthias and pupil of Han Schaufelin, although someone says Hans Burgkmair. In addition to being a painter, is also known as master of the woodcut, especially for the illustration of the Bible Ottheinrich, which is one of the most precious illuminated manuscripts in the world. Nagler gives him 23 different works, some of which are multiple, mostly of a religious nature, and citing this work. Although lacking the classic scene of the killing of the dragon, this work would appear to represent Saint George, Saint - more than any other rider who has represented the ideology of chivalry, a defender of the innocent and vanquishes the evil antagonist. Nagler, Die Monogrammisten, pp. 569/573, 1824. 270 310

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Trofeo con guerriero con elmetto

      1550. Bulino, 1550 circa. Da un soggetto di Polidoro da Caravaggio. Buona prova, impressa su carta vergata coeva, con sottili margini, applicata su antico supporto di collezione, in buono stato di conservazione. L'opera appartiene ad una serie che è catalogata nell'indice delle stampe di Antonio Lafrery del 1573 sotto il nome di Libro de Trofei cavati da disegni di Polidoro ad imitazione de gli Antichi. Alla morte del Lafrery (1577), le lastre passarono al nipote Claudio Duchetti e quindi a Paolo Graziani e Pietro de' Nobili. Nell'inventario di quest'ultimo, risalente al 1584, la serie risulta essere di sedici stampe. Tuttavia le lastre risalgono al periodo 1550/53 e sono il frutto della rivalità prima, e fusione poi, delle tipografie di Antonio Salamanca e Antonio Lafrery. Bartsch attribuisce le incisioni ad Enea Vico. Rara. Engraving, about 1550. After Polidoro da Caravaggio. Good impression, printed on contemporary laid paper, with thin margins, laid down an antique mounting, in good condition. This work belong to a series that is listed in the index of prints by Antonio Lafrery of 1573 under the name of Libro de Trofei cavati da disegni di Polidoro ad imitazione de gli Antichi. On the death of Lafrery (1577), the plates passed to his nephew Claudio Duchetti and then to Paul Graziani and Pietro de 'Nobili. In the inventory of the latter dating back to 1584, the series turns out to be sixteen prints. However, the plates back to the period 1550/53 and are the result of the rivalry before, and then merging, printing works of Antonio Salamanca and Antonio Lafrery. Bartsch gives the incisions to Enea Vico. Rare. Bartsch 438, 442, 447; Bury, The Print in Italy, pp. 60/2, 38. Dimensioni 165x243 circa.

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Melancolia I

      1550. Bulino, non datato e privo di dati editoriali. Copia in controparte dell'omonima incisione Albrecht Dürer. Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva, rifilata al margine, tracce di colla al verso, in ottimo stato di conservazione. Si tratta di una pregevole e rara copia, in controparte, della celeberrima Melencolia I del Dürer. Non è stato identificato l'incisore anonimo; tra l'altro si tratta di una derivazione priva del monogramma di Dürer. La straordinaria importanza di questa opera nella storia dell'arte è dimostata dagli innumerevoli studi che sono stati effettuati. Per meglio capire il simbolismo espresso dal lavoro bisogna contestualiazzarlo temporalmente. Il capolavoro è stato realizzato nel 1514, in un momento storico e personale particolarissimo. La madre di Durer era appena morta, gettando il pittore nello sconforto, mentre già numerose nubi si profilavano all'orizzonte. La peste mieteva vittime in tutta Europa, tanto che l'artista era stato costretto a lasciare Norimberga qualche tempo prima. Mancavano meno di tre anni all'inizio della rivoluzione protestante e ovunque serpeggiavano i malumori e le tensioni che avrebbero precipitato gli stati in lotte sanguinosissime. Nel 1499, Stoeffler e Pfaum avevano pubblicato un Almanacco nel quale i due matematici e astrologi facevano una previsione terrificante: la straordinaria congiunzione di Saturno, Giove e Marte, avrebbe provocato un raffreddamento generale dell'atmosfera, piogge eccezionali e un nuovo diluvio a flagello del mondo. Il soggetto è basato su uno dei quattro temperamenti umani, la malinconia, di maggiore interesse per gli umanisti nel Rinascimento. Secondo il Panosfsky, l'opera del Durer traduce il concetto espresso da Marsilio Ficino, maggiore studioso del tema del tempo, nel celebre De Vita Triplici, edito a Firenze nel 1489. Il significato del titolo è legato all'identificazione data dagli studiosi all'umore malinconico, associato al temperamento saturnino a sua volta proprio del talento artistico. Appare quindi indiscutibile che la Melencolia sia l'allegoria della vita e dell'ispirazione artistica. Particolare assolutamente curioso dell'opera è la presenza del quadrato magico in alto a destra; nell'ultima riga in basso, al centro, i numeri 15 e 14 che formano l'anno in cui l'artista realizza la lastra. La somma dei numeri del quadrato di ogni riga, colonna e diagonale è il numero 34, chiamato costante magica. Questa costante vale anche per i 4 numeri in centro e se si scompone il quadrato in quattro più piccoli. Engraving, without any details. A mirror image copy of the Dürer's masterpiece. A fine impression, printed on contemporary laid paper, trimmed at the platemark, in good conditions. A fine and rare copy, by an unknown German engraver, without the Dürer's monogram. This work is really important in the history of art, as the many essays written on it evince. To better understand the symbolism of this print, it is necessary to go back in time. The masterpiece has been realized in 1514, an extremely particular moment in Dürer's private life. His mother had just died, leaving him in sorrow and despair; the historical moment was really bad, due also to the Black Death that was killing many people in Europe, forcing Dürer to abandon Nuremberg. That happened three years before the Protestant Reform, but he could already feel the uneasiness and the tensions that would have led to mortal fights in Europe. In 1499, Stoeffler and Pfaum had published an Almanac in which the two astrologers made a terrific prediction: the exceptional conjunction of Saturn, Jupiter and Mars would have caused an atmospheric cooling, extraordinary rain and a second Flood. This subject depicts one of the four human temperaments, melancholy, the closest one to the Man of Renaissance. According to Panosfsky, Dürer's work depicts the ideas of Marsilio Ficino, the main expert on that issue at the time, in his De Vita Triplici, printed in Florence in 1489. The meaning of the title is connected with the identification, typical of the Renaissance, of melancholy with the tendency to sadness and the artistic talent. Thus, it is clear that Melancholy is considered the allegory of life and artistic inspiration. An odd detail: the magic square on upper right, with numbers 15 and 14, the year in which the print was issued. The sum of every line, column and diagonal of the square is 34, also defined as magic constant. This constant can be found also in the 4 numbers in the centre and if we divide the big square in four little squares. The Illustrated Bartsch pp.163/6, 074 C6; Heller 852. 180 236

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Pirotechnia. Li diece libri della Pirotechnia, nelli quali si tratta non solo la diversita delle minere, ma ancho..di quanto s'appartiene all'arte della fusione over getto di metalli.. Venezia, G. Padovano per C. di Navò, 1550

      Padovano, 1550. in - 4, ff. (8), 167, (1, con marca tip.). Legatura coeva p. pergamena molle, titolo ms. al dorso e al piatto anteriore. Dedica dello stampatore a Guidotto Napio, boemo. Titolo racchiuso da bordura silogr. e marca tip. in basso, illustrato da 84 interessantissime figure silogr. n.t. riproducenti strumenti e fasi della fusione dei metalli, fornaci, alambicchi, ecc. Seconda edizione, con lo stesso numero di fogli e le stesse figure della prima edizione del 1540, di questa celebre opera sulla metallurgia e la mineralogia, la lavorazione a fuoco, con riferimenti anche all'alchimia. Biringuccio (nato a Siena nel 1480 e morto a Roma nel 1537), grande amico di Benedetto Varchi, si occupò della costruzione di fornaci e mantici, della direzione di miniere e della fabbricazione di artiglierie in varie parti d'Italia. Bell'esemplare (lievi difetti in qualche margine bianco, leggere ingialliture).

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        I CINQUE LIBRI DE LE ANTICHITA DE BEROSO SACERDOTE CALDEO CON LO COMMENTO DI GIOVANNI ANNIO DI VITERBO TEOLOGO ECCELLENTISSIMO

      PER BALDISSERA CONSTANTINI, 1550. In 16. Dim. 15x11 cm. Pp. (10)+295+(3). Rara prima edizione in volgare del 1550 di questa celebre raccolta di frammenti e false cronache attribuite ad antichi greci e romani. Il commentatore Giovanni Nanni (1432 - 1502) domenicano teologo e orientalista fu in realtà l'autore stesso dei lavori e inventò anche origini apocrife. L'opera, interessante esempio di imbroglio letterario, venne pubblicata per la prima volta nel 1498 con il titolo "Commentaria Ioannis Annii..." ed ebbe molto successo tanto che venne riproposta in diverse edizione durante tutto il XVI secolo Traduzione a cura del letterato nativo di Modena Pietro Lauro (1510 - 1568). Tra gli argomenti trattati: Antichi Galli, Anubi, Antichità, Api, Arezzo, Armenia, Astrolabio, Atlantide, Bari, Capua, Corsica, le due Umbrie, Ciciliani, Enoch, Genova, Tamuld, mago, Mantova, Marte, Milano, Novara, Origine dei Sabini, Sardegna, Vercelli, Verona, popolo degli umbri, Vulcano Vulturno ecc... Bellissime lettere iniziali decorate. In buone condizioni e completo. Titolo manoscritto al taglio inferiore Copertina in mezza pelle ottocentesca con titolo in oro al dorso in buone condizioni generali con lievi usure ai margini e dorso. Legatura in buone condizioni con lievi rotture. All'interno le pagine si presentano in ottime condizioni con fioriture. Mende. Scarce first italian edition of 1550 of this famous collection of fragments and fake chronicles attributed to ancient greeks and romans. The commentor Giovanni Nanni (1432 - 1502) domenican theologist and orientalist was in reality the same author of works and invented apocrif origins. The work, interested example of litetrary trick, was published for the first time in 1498 with the title "Commentaria Ioannis Annii..." and had a great success so much that it was published in different editions during the whole XVI century. Translation by the man of letters from Modena Pietro Lauro (1510 - 1568). Between the issues treated: Ancient gallians, Anubi, Antiquities, Bees, Arezzo, Armenia, Astrolabio, Atlantis, Bari, Capua, Corsica, le due Umbrie, Ciciliani, Enoch, Genoa, Tamuld, mago, Mantova, Marte, Milan, Novara, Origin of Sabini, Sardinia, Vercelli, Verona, umbri, Vulcano Vulturno ecc... Very beautiful decorated initial letters. In good conditions and complete. Half leather cover of XIX with golden title in the spine in good general conditions slightly worn in the edges and spine. Binding in good conditions with slight cracks. Inside pages are in very good conditions with foxings. Usage signs.

      [Bookseller: Libreria Sephora]
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        Le Premier Livre (et Second et Troisiesme) de Roland l'Amoureux, mis en Italien par le segneur Mathieu Marie Bayart et traduit en Françoys, par Maistre Iaques Vincent du Crest Arnaud en Dauphiné.. A Paris, de l'Imprimerie d'Estienne Groulleau et Benoist Prévost, 1549 - 1550

      1550. 3 tomi in - folio, riuniti in un volume (330x210 mm), ff. (6), CXXXIII, (1 bianco); (6), CVII, (1 bianco); (4, di cui ultimo bianco), XXXVIII; ciascuno con propria pagina di titolo, il primo con dedica a Diane de Poitiers. Bella legatura ?700esca in pieno vitello biondo, triplice filettatura oro sui piatti, dorso a nervi con titolo e fregi oro, dent. int., tagli dor. Impresa dello stampatore sui tre titoli, varie iniziali ornate, 67 stupende grandi figure in silografia nel testo, entro bordure variate. Prima edizione francese dell'Orlando Innamorato di M. M.Boiardo (Scandiano 1441 - Reggio E. 1494), famoso poema epico cavalleresco e amoroso (prima rarissima edizione di Scandiano, circa 1495). Anche Il presente pregiatissimo volume è molto raro, stupendamente impresso e in conservazione ottima (tre ex - libris di collezioni francesi).

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        Vocabolario et grammatica con l'orthographia della lingua volgare d'Alberto Acharisio da Cento, con l'espositione di molti luoghi di Dante, del Petrarca et del Boccaccio [...].

      1550. In Venetia, alla bottega d'Erasmo di Vicenzo [sic] Valgrisio, 1550, in - 8, leg. sei - settecentesca in piena pergamena, titolo in oro al dorso, carte, [4], 316. Con marca xilografica al front. Dati tipografici replicati al colophon. Piccola macchia al margine bianco esterno dell'ultima pagina, due piccoli restauri reintegrativi alle prima due carte (senza perdite), Seconda edizione (prima Cento, 1543). Si tratta, in ordine di tempo, del terzo vocabolario della lingua italiana, apparso dopo quello di Lucilio Minerbi del 1535 e quello di Fabricio Luna del 1536. Bell'esemplare.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Gozzini]
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        La Visitazione

      1550. Acquaforte, metà del XVI secolo, firmata in lastra in basso al centro. Da un soggetto di Francesco Salviati. Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva priva di filigrana, rifilata al rame, piega di carta al centro restaurata, piccoli restauri perfettamente eseguiti, nel complesso in buono stato di conservazione. Come sottolinea giustamente Adam Bartsch, le linee dell'acquaforte in alcuni punti non sono ben incise, tanto da determinare in molte impressioni dei difetti di stampa. Questo esemplare mostra alcune linee ritoccate ad inchiostro antico, particolare non inconsueto da riscontrare nelle opere del Passarotti.L'incisione riproduce in controparte un affresco di Francesco Salviati (1510 - 1563) del 1538 in S. Giovanni Decollato, a Roma. Dallo stesso affresco anche Giorgio Ghisi realizza un'incisione intorno al 1540, ma discostandosene in molti punti. L'opera di Passarotti risulta, invece, molto più fedele all'originale. È possibile che per l'incisione l'artista si sia basato sull'osservazione diretta dell'affresco a Roma, intorno al 1550, oppure si sia servito di un disegno preparatorio del Salviati stesso. Nel 1986, Annamaria Petrioli Tofani ha pubblicato, tra gli altri, un disegno degli Uffizi come preparatorio di Salviati per l'affresco. Se effettivamente autografo, potrebbe essere servito da modello a Passarotti. Questa è la sola incisione di Passarotti in cui è espressamente dichiarata la dipendenza da un'altra opera. Questa peculiarità può essere spiegata in due modi: la natura del modello, un famoso affresco romano, ampiamente lodato da Vasari; oppure obbediva alla richiesta di un committente. In diverse fonti si segnala che l'opera di Salviati fu incisa in rame, senza indicare anche il nome dell'artista, "a spese di Agostino Lacchetti", di cui, tuttavia, non si trovano notizie. "Etching, aboyut 1550, signed at lower center. AFer Francesco Salviati. A fine impression, printed on contemporary laid paper, trimmed to the platemark, small repairs and a central fold, generally in very good conditions. As rightly pointed out by Adam Bartsch, etching lines in some places are not well recorded, so many impressions to be determined in print defects. This example shows a few lines retouched to old ink , not particularly unusual to find in the works of Passarotti. The engraving reproduces a fresco by Francesco Salviati (1538) preserved in St. Giovanni Decollato in Rome. From the same fresco Giorgio Ghisi produces an engraving around 1540. The work by Passarotti is, however, much more faithful to the original. It is possible that for etching the artist was based on direct observation of the fresco in Rome around 1550, or has served as a preparatory drawing by the same Salviati. In 1986, Annamaria Petrioli Tofani has published, among others, a preparatory drawing in the Uffizi as Salviati for the fresco. This is the only work of Passarotti in which it is expressly declared dependency on another work . This peculiarity can be explained in two ways: the nature of the model, a famous Roman fresco, widely praised by Vasari , or obeyed the request of a customer . In several sources it should be noted that the work of Salviati was engraved in copper, without indicating the name of the artist, ""at the expense of Agostino Lacchetti "" which , however, are not known news ." Bartsch, 2; The Illustrated Bartsch, 007; Le Blanc, vol. 2, p. 146, 3. 480 312

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Divi Aurelii Augustini hipponensis episcopi, omnium operum

      ad signum Spei, 1550 - 1552. Cui accesserunt libri, epistola, sermones, & fragmenta aliquot, hactenus nunquam impressa. Additus est & index, multo quam basiliensis fuerat copiosier - in 8° - pp.cc 191; 195 + 241; 308; 246; 190; 310; 381; 261; 325; 224 nn. - Pergamena - Undici volumi in dieci tomi - Incisioni in b/n ai frontespizi, capilettere - Tagli spruzzati. Testo su due colonne - Mancanza al dorso del terzo tomo, ex - libris ai frontespizi, rari segni a penna ai fogli di guardia - mancanza di 72 cc al tomo II, 42 al tomo III e 27 al tomo VIII - Vol. I: Primus tomus, ad fidem vetustorum exemplarium summa vigilantia repurgatorum a mendis innumeris, notata in contextu et marginis suis signis veterum exemplorum lectione, ut optimo iure tantus ecclesiae doctor renatus videri possit; Vol. II: Secundus tomus, complectens illius epistolas, non mediocri cura emendatus per des. Erasmus Roterodamus nunc postremo accuratiori quam antea diligentia excusus; Vol. III: Tertius tomus, complectens ta didactica, hoc est, quae propriae ad docendum pertinent; Vol. IV: Quartus tomus complectens reliquia ton didacticon pleraque quae erant plane convulsa et luxata ea ad fidem exemplarium veterum victorinorum restituta sunt; Vol. V: Quintus tomus continensis XXII libros De civitate dei cui accesserunt commentarii Io. Ludovivis ab authore recogniti; Vol. VI: Sextus tomus continens tà polemicà, hoc est, decertationes adversus haereses, praecipue Iudaeorum, Manichaeorum, Priscillianistarum, Origenistarum, Arrianorum & Ioviniani; Vol. VII: Septimus tomus continens reliquiam partem ton polemicon, id est pugnas adversus haereses donatistarum et pelagianorum; Vol. VIII: Octavuus tomus continens enarrationes in psalmos mysticos; Vol. IX: Nonus tomus continens illius tractatus: hoc est, expositiones ad populum factas in novum testamentum, cum aliis varii generis opusculis, quorum indicem habet alterum huius paginae latus; Vol. X: Decimus tomus continens reliquia tractata apud populum, quorum summa indicabit haec pagina versa; Vol. XI: Index omnium quae insigniter ad Aurelio Augustino dicta sunt, nunc recens supra praecedentes aeditiones, per F. Florentium Bourgoinum parisiensem, franciscanum, longe quam antea auctior, ac locupletior redditus. Insuper multa quae erant manca, mutila e solum inchoata, tam in indice authoritatum Sacrae Scripturae, id est, veteris ac novi instrumenti, quam in locis aliquot Sacrarum Scripturarum pugnantibus conciliatis in Auggustino, reformata, aucta, et repurgata sunt.

      [Bookseller: Antica Libreria Srl]
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        Las quatrocientas respuestas a otras tantas preguntas [suivi de] La segunda parte de Las quatrocientas respuestas

      En casa de Francisco Fernandez de Cordaua, 1550. - En casa de Francisco Fernandez de Cordaua, Valladolid 25 mai 1550 et 1552 pour la seconde partie, in - folio (21x29cm), 182f. et (2f.) 245f. - Sig. : A - B8 C10 D - X8 Y - Z6 et A10 B - Z8 aa - gg8 hh5, 2 volumes reliés. - Nuova edizione per la prima parte, l'originale apparso nel 1545; edizione originale per il secondo. - [FRENCH VERSION FOLLOWS] Cinquième édition pour la première partie, l'originale a paru en 1545 chez le même éditeur et dans la même ville, les deux suivantes ont été publiées à Saragosse la même année par Diego Hernàndez puis Jorge Coci et une quatrième édition a été imprimée à Amberes par Martìn Nucio. Rarissime édition originale pour la seconde partie, qui n'a jamais été réimprimée. Une troisième partie était prévue, elle ne vit jamais le jour. Les deux volumes sont parus anonymement, un acrostiche au verso du feuillet cxxxv permet de démasquer l'auteur : « Frey Luys de Escobar » ; ils sont dédiés à Luis Enríquez y Téllez - Girón (1542 - 1572), sixième amiral de Castille et à son épouse Doña Ana de Cabrera, duchesse de Medina et comtesse de Modica. Impression gothique sur deux, parfois trois colonnes. Les deux pages de titre, imprimées en rouge et noir, sont aux armes. La page de titre du second volume est rehaussée de rouge et présente une belle lettrine gothique. Marques d'imprimeur au verso du huitième feuillet pour le premier volume et à la fin de la table pour le second.   Reliures postérieures (début du XIXème) en plein veau blond aux armes du Vicomte de Strangford (1780 - 1855), dos à cinq nerfs ornés de dentelles dorées en têtes et en queues, de roulettes à chaud et à froid et de filets dorés, date et lieu dorés en queue, plats frappés en leur centre des armes dorées du bibliophile, d'un double filet doré, d'une large dentelle à froid et de coins à froid en encadrement des plats, roulette dorée sur les coupes et les coiffes, dentelle dorée en encadrement des plats, reliure signée C. Lauffert. J. Coiffes et mors habilement restaurés. Une restauration de papier malhabile sur la page de titre du premier tome portant atteinte à la gravure et à la lettrine se trouvant au verso, quelques feuillets rognés un peu courts. Coin de la page de titre du second tome habilement restauré, un manque comblé en pied de ce même feuillet, travaux de ver colmatés sur les trois premiers feuillets de table avec une très infime atteinte à une lettre, une petite mouillure au feuillet cxiiij, quelques feuillets brunis. Quelques restaurations de papier - au dernier feuillet du second tome - masquant des travaux de vers engendrant une petite perte de lettres.   Notre exemplaire, cité en référence par Brunet, a été vendu lors de la dispersion de la bibliothèque du marquis de Blandford à Londres en 1812. Le bibliographe précise : « un exemplaire complet, poussé jusqu'à la somme de 75 liv. 12 sh. (1,925 fr. environ) », il ajoute : « Cet écrit est un in - folio, dont la rareté est extrême, et dont il ne se trouve peut - être pas trois exemplaires en France. »   Dans cet ouvrage, le frère Luis de Escobar (1475 - 1552 ou 53), se propose de répondre à une suite de quatre cents questions posées par quelques figures importantes de l'aristocratie, dont Fadrique Enríquez de Velasco (1490 - 1538), oncle du dédicataire et quatrième amiral de Castille. Ces interrogations sont des binômes question - réponse présentés sous la forme de litanies en vers, à l'exception de la fin de la seconde partie qui est rédigée presque exclusivement en prose.   Cette tradition des preguntas - respuestas est l'une des formes dominantes de la poésie didactique espagnole et est connue depuis le XVème siècle, notamment grâce au grand écrivain espagnol Jean de Mena (1411 - 1456), le plus célèbre des auteurs de Cancioneros. Désormais composées en Castillan, plutôt qu'en galaïco - portugais ou en latin, ces sommes poétiques et théologiques sont toujours adressées à de nobles mécènes. Emblématique de l'Espagne catholique Renaissante, elles mêlent tradition orale populaire et savoir encyclopédique élitiste. Ticknor dans son Histoire de la littérature espagnole analyse l'évolution de ce genre littéraire : « Dans l'origine, de pareilles questions semblent n'avoir été que des énigmes et des pointes : mais, au seizième siècle, elles tendent graduellement vers un caractère plus grave, finissent par prendre une direction absolument didactique. » Escobar aborde tous les domaines du savoir et son ouvrage, bien qu'essentiellement théologique traite également de médecine, de philosophie, de science, d'histoire, de divertissement ou de vie pratique. Pour ses réponses, il adopte tour à tour un ton dogmatique, prosaïque, moralisateur, et parfois même humoristique voire cynique. Dans une longue notice du Dictionnaire de la conversation et de la lecture (Paris, Garnier Frères, 1846), Brunet donne, non sans humour, plusieurs exemples de requêtes qui témoignent de cette diversité :   « Quel a été le premier écrivain dans le monde ? [...] - L'inventeur de l'écriture, répond notre moine, c'est Jubal il vivait avant le déluge il savait qu'Adam avait prédit que le monde serait deux fois détruit par l'eau d'abord par le feu ensuite. Il écrivit sur deux piliers l'un de pierre l'autre de terre ce qu'il désirait transmettre à la postérité de nos jours l'on voit encore le pilier de pierre dans le pays de Sirida. [...] - L'Amirante de Castille veut savoir si un enfant a un ange gardien lorsqu'il est encore dans le sein de sa mère ou si le même ange veille à la fois sur la mère et sur l'enfant. - Escobar décide qu'un seul ange suffit "car ajoute - t - il le jardinier qui donne ses soins à un poirier s'occupe aussi des poires dont l'arbre est chargé." [...] - Les bêtes jouissent - elles du libre arbitre ? - Dans quelle partie du corps réside l'âme ? - Par où sort - elle au moment de la mort ? - D'autres questions sortent du domaine de la théologie. Les courses de taureaux sont - elles un péché - Oui, c'est péché d'offrir au peuple le spectacle d'une corrida à moins que vous n'y combattiez vous - même. - Parfois on empiète sur le domaine de la médecine. Combien y a - t - il d'intestins (tripus) dans le corps humain ? - C'est une discussion fort malpropre (may suzio platicar) et vous aviez sans doute pris médecine lorsque vous vous êtes saisi d'une semblable question. - Comment faire cesser le mal de dent ? - Prenez une cuillerée de sel, nouez - la dans un linge, trempez le tout dans l'huile bouillante ; laissez - l'y le temps nécessaire pour réciter deux fois le Credo ; appliquez cette décoction sur votre mâchoire souffrante, et vous m'en direz merveilles. - Le frère s'abstenait de sel et de safran. Un de ses correspondants le plaisante sur le goût qu'il avait pour les œufs ; Escobar se fâche, et répond un peu crûment : "Je m'étonne que vous ne mangiez pas de la paille ; celui qui brait doit avoir la nourriture d'un âne." »   Ces questions, qui peuvent prêter à sourire et sembler désuètes tant au lecteur du XIXème qu'est Brunet qu'à celui d'aujourd'hui, sont le reflet des préoccupations du XVIème siècle espagnol : « Tel qu'il est, cet ouvrage, que pas un être aujourd'hui vivant n'a pris, sans doute, la peine de parcourir, et que mentionne à peine Nicolas Antonio, le père de la bibliographie espagnole, cet amas de vers mérite d'être un instant tiré de l'oubli qui le dévore. C'est un indice curieux de ce qu'était le mouvement intellectuel au centre des Castille, au moment où Philippe II montait sur le trône. Aujourd'hui, les questions, les réponses qui forment le gros volume que nous venons de parcourir ne sont plus de circonstance ; d'autres objets préoccupent l'attention publique ; mais est - il un homme en place qui ait l'idée d'aller consulter sur des points scientifiques qu'il ignore un savant courbé sur ses livres, au fond d'une retraite studieuse ? Nos puissants du jour savent tout sans avoir jamais rien appris. » (op. cit.)     Très bel et rare exemplaire de cet exemplaire de référence décrit par Brunet.  

      [Bookseller: Librairie Le Feu Follet]
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        L'imperatore Traiano offre un sacrificio

      1550. Acquaforte, 1550 circa, datata e monogrammata in lastra in basso a destra. Esemplare nel secondo stato di tre, con l'aggiunta della data e del nome dell'editore Antonio Lafrery in basso a destra. Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana "pellegrino nel cerchio", irregolarmente rifilata al rame o con sottilissimi margini, in ottimo stato di conservazione. Secondo Bartsch e Zerner, il soggetto deriva da un disegno del Primaticcio che riprende il fregio della colonna Antonina in Roma, dove però la figura dell'imperatore Traiano è rappresentata con la barba. Un disegno del Primaticcio conservato al Stadelsches Kunstinstitut di Francoforte, attinente alla colonna Traiana, dimostra invece che l'opera del Davent, sebbene presenti delle leggere modifiche, sia la traduzione in controparte di questo disegno. Il lavoro è una delle rare eccezioni di opera della scuola di Fointanebleau ristampata successivamente. Gli esemplari del secondo stato come questo, recano infatti la data 1565, e sono impressi a Roma dall'editore francese Lafrery. Etching, 1550 circa, dated and signed with monogram at lower right. Example in the second state of three, with date and name of the publisher Antonio Lafrery added on lower right. Magnificent work, printed on contemporary laid paper with "piligrim in the circle" watermark irregularly trimmed to the platemark or with thin borders, in excellent conditions. According to Bartsch and Zerner, this subject is after a drawing of Primaticcio, which has been inspired by the frieze on the Colonna Antonina in Rome, where the Emperor Trajan is however portrayed with the beard. A drawing of the trajan column by Primaticcio, guarded in the Stadelsches Kunstinstitut in Frankfurt, shows that Davent's work is the transposition of this very drawing, even though with some small changes. This piece is a rare example of those works of the Fontainbleu School that had been reprinted subsequently. The examples of the second state, like this one, show the date 1565, and have been printed in Rome by the French publisher Lafrery. Bartsch vol. XVI, p. 314, 14; Zerner 39, Le Beau Style pp. 96/97, 39 472 267

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        San Pietro e San Giovanni guariscono uno storpio

      1550. "Acquaforte e bulino, 1550 - 60 circa, firmato in basso al centro "dominicus v." Da un soggetto di Raffaello. Primo stato di due, avanti l'indirizzo di Giacomo Lauro. Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva con filigrana ""ancora nel cerchio"", rifilata al rame, in ottimo sttao id conservazione. L'incisione riproduce, in controparte, un'acquaforte di Giovanni Battista Franco che traduce in stampa uno studio preparatorio, se non addirittura il modello, oggi perduto, realizzato da Raffaello per uno dei cartoni commissionati da papa Leone X per gli arazzi della Cappella Sistina, raffigurante Pietro e Giovanni guariscono un paralitico. Il soggetto ispirò anche un'acquaforte del Parmigianino. La scena mostra al centro Pietro che afferra il braccio di un uomo zoppo al quale cordina di alzarsi e camminare. L'uomo viene così miracolosamente immediatamente guarito e torna a camminare di nuovo. Accanto a Pietro è la figura di Giovanni Evangelista che osserva il miracolo. Le colonne di un tempio hanno l'effetto di scomporre la scena in e di conferire profondità. Ai lati della scena centrale, sono raffigurate delle donne che vengono a purificarsi dopo aver dato alla luce dei bimbi maschi. Opera molto rara nel primo stato edito da Domenico Vito. Sconosciuta ai principali repertori." "Engraving, 1550 - 60, inscribed lower left 'rafael invenctor' in centre 'dominicus v'. After Raphael. First state, of two, before Giacomo Lauro's publisher address. Good impression, printed on contemporary laid paper, with ""anchor in a circle"" watermark, just worn on the left, otherwise in very good condition. This print, published by Domenico Vitus, is a copy in reverse of an etching by Giovanni Battista Franco, based on the composition of Raphael's for one of the cartoons commissioned by Pope Leo X for tapestries in the Sistine Chapel at the Vatican Palace. The composition was also etched by Parmigianino. The Healing of the Lame Man refers to Peters first miracle among the Jews. Raphael's composition shows Peter, centre - stage, grasping the arm of a lame man who he orders to rise and walk. The man is instantly cured and is able to walk again. Next to Peter is the figure of John the Evangelist who looks on and is witness to this miracle. The columns of a Temple dissect the scene and on each side women, who have given birth to male children, come to purify themselves. A very rare work, non listed in the repertories." Bartsch XVI.124.15; Evans - Brown, Raphael: Cartoons and Tapestries for the Sistine Chapel, p. 83, under n. 3. 375 246

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Descrittione di tutta Italia.., nella quale si contiene il sito di essa, l'origine, & le signorie delle città , & delle castella, co i nomi antichi e moderni,.. Et piu gli huomini famosi che l'hanno illustrata, i monti, i laghi, i fiumi,..

      Anselmo Giaccarelli, gennaio 1550. In folio, pergamena rigida del Settecento, dorso con tassello e titolo in oro, tagli marmorizzati (come nuova), cc. (4), I - VII, 9 - 469, (28). Mancano le carte bianche A8 e IIII6. Con il ritratto dell'autore inciso in rame nel testo. Marca tipografica sul frontespizio. Al verso del titolo e nelle carte preliminari figurano componimenti di Giovanni Philoteo Achillini, Andrea Alciati, Lilio Gregorio Giraldi, Sebastiano Corradi e molti altri. Titolo e prime carte lievemente ingiallite nel margine interno, strappo anticamente restaurato alla carta 219 senza perdita, alone nel margine interno di un gruppo di carte all'inizio e al centro del volume, ultima carta con margine interno rinforzato e piccolo foro restaurato che comporta un'insignificante perdita di poche lettere, ma complessivamente ottima copia fresca e ben rilegata.PRIMA EDIZIONE, dedicata dall'autore ad Enrico II di Francia e a Caterina de' Medici, sua consorte (Bologna, 19 gennaio 1550), di questa importante guida storica, artistica e geografica dell'Italia che, nonostante l'ingente mole, andò incontro ad uno straordinario successo editoriale e fu consultata fino a Seicento inoltrato da molti stranieri desiderosi di affrontare il Grand Tour della penisola.Dopo la prima edizione bolognese, nella quale l'autore si scusa di non aver potuto stampare la promessa aggiunta sulle Isole pertinenti ad essa, per non aver voluto procrastinare ulteriormente l'uscita del ponderoso volume che già da anni attendeva di essere pubblicato, l'opera andò incontro tra il 1551 e il 1596 a ben dieci edizioni, quasi tutte veneziane, a cui sono da aggiungere due edizioni di Colonia nella traduzione latina di G. Kryander Hoeninger. Il manoscritto dell'appendice sulle isole, conservato presso il convento bolognese di San Domenico, fu ottenuto da Ludovico degli Avanzi, che lo stampò per la prima volta a seguito della Descrittione nel 1561. Degna di menzione è pure l'edizione del 1568, nella quale le Isole sono corredate da sette carte geografiche.Sorta di summa del sapere storico - antiquario del Quattro - Cinquecento, esemplata sulla falsariga del precedente più illustre di questo genere di letteratura, ossia l'Italia illustrata di Flavio Biondo, la Descrittione dell'Alberti è anche il frutto delle conoscenze dirette dell'autore, che come predicatore girò la penisola in lungo e in largo.Egli si servì non solo dell'opera del Biondo, ma consultò la sua notevole biblioteca e mandò richieste di informazioni a tutti i dotti italiani, i quali gli risposero per lo più con grande entusiasmo ed interesse: tra i suoi corrispondenti spiccano i nomi di Paolo Giovio ed Andrea Alciati.Alberti non fu quindi un semplice compilatore, ma seppe attentamente vagliare le sue fonti ed emendare gli autori antichi, laddove questi potevano essere corretti dai moderni o dall'osservazione diretta.Leandro Alberti, bolognese, nel 1493 entrò nell'Ordine domenicano presso il convento forlivese di San Giacomo Apostolo. Nel 1495 cominciò a studiare filosofia e teologia presso il convento di San Domenico a Bologna sotto la guida di G. Garzoni e S. Mazzolini da Prierio.Intorno al 1505 si dedicò alla predicazione, girando per l'Italia. Per un certo periodo, verso il 1515, fu al seguito del maestro generale dell'Ordine, Tommaso de Vio, meglio conosciuto come cardinal Caietano. Rientrato a Bologna nel 1516, compose il De viris illustribus Ordinis Praedicatorum, che fu stampato l'anno seguente.Nominato provinciale di Terra Santa, nel 1525 Alberti partì da Roma insieme al nuovo maestro generale dell'Ordine, Francesco Silvestri da Ferrara, con il quale nei tre anni successivi visitò l'Italia meridionale e la Sicilia, l'Italia centro - settentrionale ed infine la Francia. Il viaggio s'interruppe nel 1528 per la morte del Silvestri e Alberti fece ritorno a Roma, dove probabilmente maturò l'dea e cominciò la stesura dell'opera a cui deve la propria fama.Negli anni successivi egli fu a Bologna, dove in occasione del terzo centenario della traslazione di San Domenico commissionò due opere d'arte per la celebre arca del Santo e scrisse un breve opuscolo sulla sua morte. Vicario del convento di Santa Sabina a Roma dal 1536, Alberti negli ultimi anni fu nominato inquisitore. Nel 1541 - '42 uscì la prima parte delle sue Historie di Bologna: le restanti parti apparvero solamente postume. Morì a Bologna nel 1552 (cfr. G. Petrella, L'officina del geografo: la "Descrittione di tutta Italia"? di Leandro Alberti e gli studi geografico - antiquari tra Quattro e Cinquecento, Milano, 2004, passim).A. Pescarzoli, I libri di viaggio e le guide della raccolta Luigi Vittorio Fossati Bellani, Roma, 1957, I, nr. 284, H. Harrisse, Bibliotheca americana vetustissima, New York, 1866 (ma Leipzig, 1921), p. 450, nr. 302, Edit 16, CNCE685.

      [Bookseller: Libreria Govi Alberto]
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        La libraria... Nella quale sono scritti tutti gl'autori vulgari con cento discorsi sopra quelli. Tutte le traduttioni fatte dall'altre lingue, nella nostra & una tavola generalmente come si costuma fra librari. Di novo ristampata, corretta, & molte cose aggiunte che mancavano

      Gabriel Giolito de Ferrari, 1550. 12mo. 72 leaves. With the printer's device on the title - page and on leaf F12v.(bound with:) - - - . La seconda libraria&hellip,Al s. Ferrante Caraffa. Venezia, [Gualtiero Scoto], 1551 (At the end:) Venezia, Francesco Marcolini, June 1551. 12mo. 112, (8) leaves. Scoto's device on the title - page and Marcolini's device at leaf K11v.Contemporary vellum with manuscript title on the spine, ties lacking, lightly darkened, on the front pastedown is printed the bookplate of the lawyer Francesco Bubani, two manuscript entries in the text at leaf A9v - r and a note on the back fly - leaf (&ldquo,giulii de la moneta di Pisa&rdquo,, the initials &ldquo,MFB&rdquo, are stamped on the lower blank margin of the title - page, first title a bit worn, some light dampstains, but still a genuine copy in good condition.I:) SECOND ENLARGED AND REVIDED EDITION printed by Giolito in the same year of the first edition. The main differences between the first and this second edition are: in the title - page &lsquo,all'altre lingue' was changed to &lsquo,dall'altre lingue', the entries were augmented from 158 to 170 (what obliged the printer to add several more lines in a page to maintain the same collation), the name of Ludovico Domenichi was suppressed in the catalogue of the authors, at the end of a notice (l. 43v of the first edition, l. 44 of the second) is added a short note clearly addressed against Domenichi, even though his name is not explicitly mentioned, the last two leaves, blank in the first edition, contain in the second Doni's so - called &lsquo,Saying of the Mule' (&lsquo,La diceria della Mula'), already printed in his Lettere of 1547.With the &lsquo,first' Libraria, Doni tried to create a catalogue of all books in Italian issued from the times of Gutenberg to his time. The work is generally credited to be the first bibliography of Italian literature and also as the first catalogue of Italian &lsquo,books - in - print' (cf. A. Quondam, Dal libro manoscritto all'editoria di massa, in: &ldquo,Letteratura italiana. Produzione e consume&rdquo,, Torino, 1983, pp. 622 - 631).&ldquo,Non stupisce, pertanto, che un tale entusiasta del &lsquo,secreto' di &lsquo,Giovanni da Magonza', oltretutto dotato di una appuntita sensibilità nell'intuire le grandi risorse dell'editoria moderna, abbia potuto concepire e realizzare l'impresa della Libraria, anzi delle &lsquo,Librerie', ovvero l'ambizioso progetto di &lsquo,dar cognizione di tutti i libri stampati vulgari', .. La crescita tumultuosa dell'attività editoriale, così ben espressa dalle parole dello Sbandito appena riportate, per cui si moltiplica a dismisura l'offerta e la disponibilità di libri sul mercato, induce lo scrittore fiorentino, già editore in proprio e stretto collaboratore di editori importanti, a concepire un'opera di frontiera, che si pone, almeno a tutta prima, come un tentativo di &lsquo,ordinare il disordine', ma che è anche una riflessione sul modo e del senso del &lsquo,fare letteratura' nell'età in cui la stampa ne ha del tutto rivoluzionato i meccanismi della produzione, della diffusione e della fruizione&hellip, Nel 1550, giunto da un paio d'anni a Venezia, Doni pubblica presso il suo primo editore veneziano di riferimento, Gabriele Giolito, la Libraria, seguita, forse nello stesso anno, forse nel 1551, da una nuova edizione, per il medesimo Giolito e fratelli. Le &lsquo,Librarie' Giolitine son, per l'appunto, un catalogo di autori e libri in volgare (comprensivi di traduzioni dal latino, pubblicati fra la fine del Quattrocento e gli anni Cinquanta del Cinquecento. Questo fu il vero, e circoscritto, scopo iniziale, per il quale non si prevedeva un seguito, se non nei termini di successivi aggiornamenti al passo con la produzione di nuove stampe, insomma, insomma, non mi sembra del tutto inappropriato di definire la Libraria del 1550 come una sorta di moderno &lsquo,catalogo dei libri in commercio' &rdquo, (P. Pellizzari, &ldquo,Per dar cognizione di tutti i libri stampati vulgari&rdquo,: la &lsquo,Libraria' del Doni, in &ldquo,Nascita della storiografia e organizzazione dei saperi&rdquo,, E. Mattioda, ed., Florence, 2010, pp. 43 - 45, see also G. Castellani, &lsquo,Non tutto ma di tutto': &lsquo,La Libraria' del Doni, in: &ldquo,La Bibliofilia&rdquo,, 114/3, 2012, pp. 327 - 352).Very important is also the sixth section of the Libraria, entirely devoted to music. Doni was thus among the first to publish a list with printed music. The section opens with a dedicatory letter to the Franco - Flemish composer and organist, whom Doni asks to obtain from some French musician a listb of music printed in France (cf. J. Haar, The &lsquo,Libraria' of Antonfrancesco Doni, in: &ldquo,Musica Disciplina&rdquo,, 24, 1970, pp. 101 - 123).Edit 16, CNCE17683, Universal STC, no. 827609, S. Bongi, Annali di Gabriel Giolito de' Ferrari da Trino di Monferrato stampatore in Venezia, (Rome, 1890 - 1895), I, pp.297 - 298, G. Castellani, op. cit., pp. 335 - 337, C. Ricottini Marsili - Libelli, Anton Francesco Doni, scrittore e stampatore, (Florence, 1960), no. 22.II:) FIRST EDITION. In the Seconda Libraria Doni lists Italian manuscripts that he has personally examined (cf. P. Pellizzari, La novella come cornice: la &lsquo,Seconda libraria' del Doni, in: &ldquo,In Verbis&rdquo,, I/2, 2011, pp. 101 - 122 and J. Bradbury, Anton Francesco Doni and his &lsquo,Librarie': Bibliographical Friend or Fiend?, in: &ldquo,Forum for Modern Language Studies&rdquo,, 45, 2009, 90 - 107).Of great interest in the Seconda Libraria is the description of the contemporary Italian academies (leaves 106 - 113). &ldquo,.. è con Marcolini che Doni può realizzare le sue opere più originali e meno canoniche, stravolgendo il sistema dei generi letterari in contrasto con l'affermazione di una più rigida normativa di matrice aristotelica. Questa nuova fase è inaugurata proprio dalla Seconda Libraria, apparsa nel 1551 e riedita nel 1555, che registra i manoscritti di opere in volgare, per i quali, pertanto, il lettore non ha alcuna garanzia della loro esistenza se non quella offerta dal redattore. E infatti. l'infiltrazione di opere e di autori del tutto inventati è assai alta, benché non assoluta. Una parte della Seconda Libraria, poi, contiene una sorta di censimento delle Accademie italiane, in cui, con la consueta perspicacia, Doni mostra di aver colto la nuova portata e consistenza di questa istituzione&rdquo, (P. Pellizzari, op. cit., p. 45).Another interesting issue is his &lsquo,fedele' version of Machiavelli's novella Belfagor Arcidiovolo, also known under the title and Il demonio che prese moglie, of which he pretended to have had &lsquo,l'originale in mano' (cf. B. Moriconi, Le metamorfosi di un arcidiavolo. Evoluzione e trasformazione del personaggio di Belfagor da Machiavelli a oggi, Diss., Rome, 2012, pp. 58 - 59).Edit 16, CNCE 17686, Universal STC, no. 827616, S. Casali, Gli annali della tipografia veneziana di Francesco Marcolini, (Forlì, 1861), pp. 191 - 202, no. 83, G. Castellani, op.cit., pp. 337 - 340, C. Ricottini Marsili - Libelli, op. cit., no. 32.ANTON FRANCESCO DONI was born in Florence, the son of a scissors - maker and second hand dealer. The first extant reliable information on him is that after 1535 he joined the religious order of the Servi di Maria in the Florentine convent of the Santissima Annunziata, taking the name of brother Valerio. During his stay there Doni became a friend of the sculptor Giovannangelo Montorsoli, a disciple of Michelangelo. In 1540 they both left Florence and the convent and moved to Genoa, the following year Doni transferred to Alessandria, where he stayed with Antonio Trotti and Isabella Guasco. In 1542 he spent shorter periods in Pavia and Milan, and then moved to Piacenza to begin studying law. Very soon, however, he gave up juridical studies and followed his inclination for literature. In Piacenza Doni joined the Accademia degli Ortolani, a group of intellectuals with whom he shared a very polemical, anti - classical attitude. Among its most prominent members were Giuseppe Betussi, Girolamo Parabosco, and Lodovico Domenichi. To Domenichi in particular Doni was bound by a very close friendship, following him to Venice, where he was introduced to Pietro Aretino and where he published the first book of his Lettere as well as the Dialogo della Musica (1544). Soon afterwards Doni travelled back to Florence, where he began to take part in the meetings of the Accademia degli Umidi. In 1546 he became secretary of the Accademia Fiorentina and, with the aid of Cosimo I de' Medici, duke of Florence, tried to establish a printing house of his own. The business turned out to be disastrous, however, and lasted only from 1546 to 1548. In this period Doni published approximately twenty texts closely connected with the activities of the Accademia Fiorentina. In 1548, after the failure of his printing house, Doni broke off his relations with the Florentine milieu leaving Florence once and for all and, after a violent quarrel whose reasons remain obscure, ending his personal relationship with Domenichi. Back in Venice, Doni edited the first Italian version of Thomas More's Utopia, translated by Ortensio Lando (1548). Healso had begun a close collaboration with the printer Gabriele Giolito with the publication of the Disegno (1549), a book concerned with the primacy of figurative art. In 1550 Giolito published three further volumes by Doni: Fortuna di Cesare, Prima Libraria, and Medaglie. In his writings from 1549 onwards Doni often mentions the Accademia Pellegrina. However, this is neither the name of an existing institution (as it was believed until recently), nor the designation of a project for the creation of a new community of intellectuals, Doni's Accademia Pellegrina is simply a literary fiction and an important element of the setting of his works. Doni's most productive period coincided with the years 1551 - 1553, when he was a collaborator of the printer Francesco Marcolini, who during this triennium printed many of Doni's major works: the Seconda Libraria (1551), the Zucca (1551 - 52), the Moral Filosofia (1552), the Marmi (1552 - 53), the diptych Mondi - Inferni (1552 - 53), the Pistolotti amorosi (1552). In 1555 Doni suddenly left Venice and went to Urbino, where he wanted to obtain the patronage of Duke Guidobaldo II della Rovere with the aid of Pietro Aretino. Aretino, however, refused, and to take revenge for what he considered a betrayal, in 1556 Doni wrote a very aggressive book, the Terremoto (Earthquake), in which he predicted that his former friend would die before the end of the year &ndash, exactly as happened. Between 1557 and 1558 Doni stayed in Ancona, where he tried to open a new printing house, but he was soon compelled to leave because of an edict of Pope Paul IV which ruled that all those who had left the priesthood should return to their convents. There is no clarity regarding the details of the following three years of Doni's life. However, between 1562 and 1563 he was certainly in Arquà, where he planned a monument in honour of Petrarch, which was never built. In 1562 Giolito printed Il Cancellieri dell'Eloquenza, Il Cancellieri della Memoria, the Dichiarazione sopra il XIII cap. dell'Apocalisse, and the second revised edition of the diptych Mondi - Inferni with the new title Mondi terrestri, celesti e infernali. In 1564, Le Pitture was published in Padua by the printer Grazioso Percaccino. This work collects the invenzioni, or allegorical descriptions of love, fortune, time, sleep, and death, which Doni had created to adorn the projected monument dedicated to Petrarch. In 1567 Doni and his son Silvio moved to Monselice, near Padua. In the same year he composed the Lumiera, a short poem that takes up themes from the main works of the 1550s. The following year, Giorgio de' Cavalli printed an updated edition of the Mondi in Venice, the last before Doni's death. Doni's works enjoyed great success throughout Europe and were soon translated into other major European languages: Spanish (Zucca en español, 1552), English (The Moral Philosophy of Doni, 1570), and French (Les Mondes célestes, terrestres et infernaux, 1578, 1580, 1583). In July 1574 Doni returned to Venice, where he offered Henry III of Valois the precious manuscript of a poem in ottava rima, the Guerra di Cipro. This is the last known fact of Doni's life. He died soon after, in September 1574 &ndash, still in Venice, according to some sources, or back in Monselice, according to other (cf. P. Pelizzari, Nota biografica, in: &ldquo,Doni, I Mondi e gli Inferni, Torino, 1994, pp. LXIX - LXXXIV).

      [Bookseller: Libreria Govi Alberto]
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        De coloribus oculorum.

      Florence, Lorenzo Torrentino, 1550. - 4to. 57, (1) pp., final bl. f. With 2 large figurated initials. Half vellum (c. 1900). First edition; rare. "One of the earliest monographs on ophthalmology in which the author attempts to explain the cause of the variety of colors of eyes. The positions of the eyes and the opinions of Aristotle and Galen on the structure of the eye are also discussed. The author lectured on medicine at Pisa from 1546 to 1552 and was also known as a scientist and philosopher" (Becker). - Strong, wide-margined paper; slightly browned and waterstained near beginning, otherwise clean. 17th-c. ownership to t. p. ("Josephus Simonellius Carfaminius [?] emit"; i. e. possibly the Neapolitan painter Giuseppe Simonelli [1648-1710?; cf. Nagler XVI, 438). Adams P 1959. BM-STC Italian 537. Edit 16, CNCE 34577. Becker 303. Bird 1989. Durling 3742. Graesse V, 419. Hirsch/Hübotter IV, 660 (misdated: "1551"). Osler 3725. Not in Brunet, Ebert, Hirschberg or Waller. [Attributes: First Edition]

      [Bookseller: Antiquariat INLIBRIS Gilhofer Nfg. GmbH]
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        La description de l'isle d'Utopie ou est comprins le miroer des republicques du monde, & l'exemplaire de vie heureuse: redigé par escript en stille tres elegant de grand' haultesse & majesté par illustre bon & scavant personnage Thomas Morus . Avec l'espistre liminaire composée par M. [Guillaume] Budé .

      - Kl.-8vo (159 x 98 mm). Mit 12 (teilweise wiederholten) halbseitengrossen Textholzschnitten, Holzschnitt-Druckermarke auf Schlussblatt und diverse Initialen in Metallschnitt. [8], 105, [7] Bl. [*8, A-O8]. Violetter Maroquinband, signiert von Simier. Paris, Charles l'Angelier, 1550. Erste französische Ausgabe, aus dem Lateinischen übersetzt durch Jean Leblond, Sieur de Branville (1502-1553). Auf eine Einführung verzichtete er und stellte seiner Übertragung einen Brief des 1540 gestorbenen Guillaume Budé an Thomas Lupset voran. Lupset (1495-1530), ein Freund von Erasmus von Rotterdam, war Herausgeber der zweiten Ausgabe der Utopia von 1517 und assistierte Thomas More bei dessen weiteren Buchveröffentlichungen. Die herausragende Bedeutung von Mores Opus magnum in Frankreich belegen die fünf französischen Übersetzungen, darunter eine Teilübertragung, die bis 1730 veröffentlicht wurden. "The translations have received varying degrees of attention in the time since they were published. Of the five, Le Blond's have received the most" (Brenda Hosington). Die gemeinhin als "fidèle et élégant" charakterisierte Übertragung Le Blonds benutzte Barthelemy Aneau, ohne Verweis auf den Uebersetzer, in seiner 1559 als La Republique d'Utopie edierten Version. Als Grund für seine Ausgabe gibt Le Blond "l'utilité et proffit de la république" an. Er verwendete Paraphrasen um das Original lesbarer zu machen und benutze alte französische Ausdrücke um die französische Fassung zu bereichern. "The position he takes in his notice . places him on the side of the Marotists, which is rather ironical in light of the fact that he considered himself a rival and enemy of Marot" (Brenda Hosington). Die insgesamt zwölf verwendeten Holzschnitte, darunter die zweimal - einmal mit und einmal ohne Zierrahmen - wiederholte Darstellung Thomas Mores in seiner Schreibstube, wurde für diese französische Ausgabe speziell angefertigt. Der erste (ebenfalls nochmals wiederholte) der restlichen neun antikisierenden Holzschnitte zeigt die Darstellung von Thomas More, Raphael Hythlodeus, Peter Gilles (latinisiert Petrus Aegidus) und I. Clement. EINBAND: Violetter Maroquinband signiert von [René] "Simier R[elieur] du Roi", Deckel mit Einfassung aus drei goldgeprägten Fileten und Spitzenbordüre, reicher Rückenvergoldung, Steh- und Innenkantenvergoldung, Goldschnitt. Célestins de Paris (ms. entry on title). - Book plates of Charles Nodier (1780-1844) and Jules Renard (1864-1910). Gibson 19; Fairfax Murray, French, 391; Éluard-Valette 223; Hosington, Early French Translations of Thomas More's Utopia, in: Humanistica Loveaniensia XXXIII (1984), 117f.; Peggram, The First French and English Translations of Sir Thomas More's Utopia, in: The Modern Language Review XXXV (1940), 330f.; Bibliotheca Americana VII, 4932; Alden/Landis 550/25. Fine copy of the rare first French and third vernacular edition. The translation by Le Blond, Sieur de Branville (1502-1553) is somehow a paraphrase to render the original more intelligible to French readers. The privilege, signed Du Tillet and dated 1549 grants the printer Charles l'Angelier the exclusive sale for the following three years. Then follows Budé's letter to Lupset, a standard since the second Latin edition of 1517. What is new, however, is the decastich and a postface to the reader by the translator who reveals his name at the end of the text. A new feature, furthermore, is the illustration; whereas the preceding German (1524) and the Italian editions were not illustrated in this edition there are twelve woodcuts (with five repeats), very classical in style and influenced by the École de Fontainebleau; the first shows the conversation of Hythlodaeus with More, Peter Gilles, and John Clement, the second the author in his study, then a view of Amaurot, capital of Utopia, and other scenes. [Attributes: First Edition; Signed Copy; Hard Cover]

      [Bookseller: Erasmushaus - Haus der Bücher AG]
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        I SETTE LIBRI DELL'ARTE DELLA GUERRA, di NICOLO MACHIAVELLI cittadino et secretario fiorentino.

      No place or printer, 1550.1550, small 4to, approximately 210 x 145 mm, 8¼ x 5¾ inches, vignette portrait of the author on title page, at the rear are 7 double page plans of battles and encampments, Italian text, pages: 1 - 185 plus [18] Figura unnumbered, collation: a - aa4, bb6, bound in modern quarter blue morocco over marbled sides, raised bands, gilt motif in compartments and gilt lettering to spine, marbled endpapers and silk marker. Corners very slightly worn, a few pages lightly age - browned, an occasional small pale damp stain to margins. Binding tight and firm. A very good copy. The present work is Part IV of an edition of Machiavelli's writings entitled "Tutte le opere di Nicolo Machiauelli cittadino et secretario fiorentino, divise in 5. parti, et di nuouo con somma accuratezza ristampate", all the volumes of which are dated 1550 on the title page with no place or printer (see Adams M9). Although Adams accepts the date of 1550, others believe that this edition was printed circa 1620 and possibly in Geneva (see Copac, copy held by Warwick University with identical collation). The Art of War (1521), one of only a few works of Machiavelli to be published during his lifetime, is a dialogue set in the Orti Oricellari, a garden in Florence where humanists gathered to discuss philosophy and politics. The principal speaker is Fabrizio Colonna, a professional condottiere and Machiavelli's authority on the art of war. The basis for the book is the creation of a modern army. MORE IMAGES ATTACHED TO THIS LISTING, ALL ZOOMABLE. POSTAGE AT COST.

      [Bookseller: Roger Middleton P.B.F.A.]
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        De Sympathia & Antipathia rerum. Hieronymi Fracastorii Veron. Liber I, De Sympathia & Antipathia rerum. De contagione & Contagiosis Morbis & eorum cubatione, libri Tres.

      G. Gazeium 1550 - 558, (1) pp. Half green morocco with green marbled boards, joint slightly rubbed, new endpapers, internally somewhat browned. Exlibris of Dr. Myron Printzmetal (exlibris detached). [Durling1637; Waller3164, Wellcome2394] [With] Syphilis ou le mal vénérien, poeme latin de Jerome Fracastor, avec la traduction en Francois, & des notes. Paris: chez Jacques-Francois Quillau, 1753. 8vo. (2), 200, (4) pp. Full brown calf, joint cracked but holding, red label on spine lettered in gilt, marbled end papers. Exlibris of Dr. Myron Printzmetal. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Yushodo Co., Ltd.]
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        IMPERATORUM et Caesarum Vitae, cum Imaginabus ad vivam effigiem expressis. Huic aeditioni additi sunt cum Icunculis, et elencho, versus Ausonii, Mycilli, et Vellei poëtarum paucis ingentem historiam complectentes.

      Lugduni, apud Balthazarem Arnolletum, 1550. - Petit in-8. 16pp. 235pp. Plein veau moucheté, filet doré encadrant les plats, dos à nerfs orné (charnières un peu fendues). Edition Originale. Charmant volume réunissant sous un format portatif les notices biographiques des empereurs romains et leur portrait gravé sur bois d'après les médailles. Petit accroc à un feuillet avec perte de quelques lettres. Trace de cachet à la page de titre et au dernier feuillet. Très rare. [Attributes: First Edition; Hard Cover]

      [Bookseller: Librería Comellas]
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        PROCESSIONARIUS secundum ordinem Cisterciensem noviter impressus: correctus auctus et emendatus. Cum multis aliis additionibus nusque impressis.

      Caesar Augustae (Zaragoza), (à la fin:) Bartholomei a Nagera, 1550. - Petit in-8. 222ff. non chiffrés. Plein maroquin brun doublé, dos à nerfs orné, double filet doré sur les plats, doublure de maroquin havane guilloché à froid et encadré de filets et d'une guirlande dorée (reliure espagnole postérieure, vers 1950?). Précieuse édition de ce recueil des chants liturgiques qui étaient vocalisés pendant les processions des cisterciens espagnols. Elle fut imprimée à Saragosse avec la musique notée et peut être considérée comme la première édition complète du processionnal cistercien, car elle ne fut précédée que par un petit livret de 64 pages imprimé dans la même ville en 1516. Les processionnals sont des livres liturgiques contenant les paroles et la musique des chants qui accompagnaient les processions religieuses: essentiellement des répons, des antiennes et des hymnes. Il s'agit habituellement d'ouvrages manuscrits mais c'est principalement en Espagne, pays fortement attaché à la tradition des processions, que se développa au 16e siècle une activité éditoriale autour des processionnals. Le présent volume est rarissime. Nous n'avons pu en localiser que deux exemplaires complets (British Library et Washington University Pullman Library). En Espagne, les collections patrimoniales n'en répertorient que 4 exemplaires seulement, tous incomplets. Ordiozola, notamment, n'en connaissait aucun exemplaire complet. Belle impression gothique aux encres rouge et noire, avec la musique notée à chaque page. La gravure au verso du titre est légèrement épidermée avec d'infimes manques. Très bon exemplaire, malgré des marges un peu courtes par endroits. Palau, 238140. Odriozola, Catálogo de libros litúrgicos, españoles y portugueses impresos en los siglos XV y XVI (1996), 649 (ne connaissait aucun exemplaire complet). Sanchez, Bibliografía Aragonesa del siglo XVI, n°298 (décrivant un exemplaire incomplet du titre). [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Librería Comellas]
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        L'Ethica.

      Florence: Lorenzo Torrentino,, 1550. Tradotta in lingua vulgare Fiorentina, et comentata per Bernardo Segni. Quarto (215 x 140 mm). Contemporary limp vellum, manuscript title inked to spine. Wood-engraved vignette title page incorporating the Medici arms, 12 allegorical initial figures, frequent line diagrams to the text. Contemporary Italian ownership inscription, inked annotation and underlining to pp. 301 & 311. Vellum lightly marked, shallow chip to fore edge of front cover, sigs. t, M and Ff lightly foxed, pale tide-mark to lower outer corner of a few gatherings and very occasionally to head of gutter. An excellent copy. First Segni edition, the first "full vernacular interpretation of Aristotle['s Ethics], including both translation and chapter-by-chapter commentary" (Lines, "Rethinking Renaissance Aristotelianism", in Renaissance Quarterly, 66.3 (Fall 2013), p. 838). "Practically unstudied, Segni's work represents an important moment in the evolution of vernacular Aristotelianism (and philosophy more generally) in the Renaissance" (idem, p. 824). Segni (1504-1558) was a Florentine humanist best known for his Istorie fiorentine and the Vita de Niccolo Capponi. He entered the service of Cosimo II de Medici, the Duke of Florence, in 1535, and was sent on a number of diplomatic postings in Europe. In his introduction Segni exalts the Tuscan language and underlines the need for vernacular editions of Greek and Latin texts, and quotes frequently from Dante throughout his commentary. He also draws extensively commentary tradition, including the works of Byzantine scholar Eustratius (c.1050-1121), English scholastic philosopher Walter Burley (c.1275-1344/45) and the fifteenth-century Florentine, Donato Acciaiuoli (1429-1478). Written at the height of the Counter-Reformation, during the Council of Trent, another notable feature of Segni's interpretation is the frequent reference to Catholic doctrine, at the implied expense of Lutheran teachings. The first vernacular edition of the Nicomachean Ethics was a French translation by Nicolas Oresme, printed in 1488.

      [Bookseller: Peter Harrington]
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        Biblia, Das ist: die gantze heylige Schrifft. Deudsch. Auffs new zugericht D. Mart. Luther).

      Am Schluß: Nürnberg, Johan von Berg und Ulrich Neuber, 1550. - Kl.-Folio. Mit 44 (13 blgr., 31 hlblgr.) Textholzschnitten von Georg Lemberger und zahlr. Holzschnitt-Initialen. 465 (statt 470) Bll. Schlichter Hldr. d. 19. Jhdts. (Kanten und Ecken stark beschabt und bestoßen). Adams B 1173. Vgl. Thieme-B. XXIII, 21 ff.- Seltene und frühe Nürnberger Ausgabe mit den schönen Holzschnitten in kräftigen Abdrucken.- Ein Teil des Alten Testaments und das ganze Neue Testament hier in einem Band zusammengebunden (es fehlt ein großer Teil des Alten Testaments). Beginnt hier mit der Vorrede auf die Propheten, die Abgötterei bei den Juden und die Vorrede auf den Propheten Jesaia (Prophetenbücher).- Ein Holzschnitt bei Bl. LXIII (Neues Testament) datiert 1540 (wiederholt auf Bl. CLVIII). Ein halbblattgroßer Holzschnitt auf Bl. CLXXVI (verso) datiert 1523. Thieme-B. über G. Lemberger (geb. um 1490-1500 in Landshut; gest. um 1540-1545): "L.s Sonderbegabung entsprechen aufs glüklichste die Aufgaben zu den großen Illustrationsfolgen, die mit den Bibeldrucken an in herantreten. Lebendige Schilderung, eindrucksstarke Gestaltung übernatürlicher Vorgänge geben seinen Bibelbildern das Gepräge. Ergänzend tritt sein reiches dekoratives Empfinden für die buchkünstlerische Ausstattung, Titeleinfassungen und Initialen, hinzu . Das Hauptwerk L.s bilden die 1532/35 geschaffenen Illustrationen zum A. Testament, die zuerst 1536 in Magdeburg in Michel Lotthers niederdeutscher Bibel herauskamen, seit den 40er Jahren aber mit anderen Folgen untermischt bis ins letzte Viertel des 16. Jahrh. hinein in Bibelausgaben . sich wiederfinden".- Es fehlt das Titelblatt zu Beginn (= A1) sowie das Titelblatt zum Neuen Testament (= Bl. *1). Weiters fehlen die Blätter A5 und A6 zu Beginn und das letzte Blatt mit der Druckermarke (= Hhh4). Papier gebräunt und unterschiedlich braun- und fingerfleckig. 2 Blätter zu Beginn stark tintenfleckig. Stellenweise Unterstreichungen in Tinte und stellenweise hs. Randanmerkungen. Ein Blatt zu Beginn und einige Blätter am Schluß in den Rändern ergänzt (geringer Buchstabenverlust). Innendeckel etw. wurmstichig. Bl. CCLXXI mit Eckabriß (ohne Textverlust). Das Impressum auf das letzte Blatt CLXXXIX verso montiert. A - NEUEINGÄNGE Juni 2016 [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Antiquariat MEINDL & SULZMANN OG]
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        Tutte le Opere - TVTTE LE OPERE DI NICOLO MACHIAVELLI CITTADINO ET SECRETARIO FIORENTINO, DIVISE IN V. PARTI, ET DI NVOVO CON SOMMA ACCVRATEZZA RISTAMPATE M. D. L.

      ohne, ohne (Genf) 1550 - 5 Tle. in 1 Bd. Mit 5 wdh. Holzschn.-Portraits u. 1 dplblgr. Holzschn. (Schlachtpl.). 1 Bl., 441 S.; 4 Bl., 140 S.; 364 S., 1 w. Bl.; 185 S., 9 Bl.; 2 Bl., 189 S. marmoriertes Ldr. ca.18.Jhd. auf 5 Bünden mit Rverg. (Berieb. u. best., Kap. mit kl. Einrissen, Ecken tls. läd.). Die als "Edizione della testina" bezeichnete erste Gesamtausgabe der Schriften Machiavellis ist bisher in 5 Varianten bekannt. Titelholzschnitt und die Jahreszahl sind allen gemeinsam. Papierbedingt leicht gebräunt, St.a.T. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Antiquariat Mahrenholz]
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        La Cingana, comedia di Gigio Arthemio Giancarli Rhodigino.

      Venezia, Appresso di Agostino Bindoni, 1550, - in-8 (mm 157x100), ff. 92., leg. posteriore in pergamena. Silografia al frontespizio raffigur. la Giustizia. Seconda edizione, rara. L'invenzione comica del Giancarli «Rhodigino» fu subito celebre ? come attesta l'elogio di Andrea Calmo ? per la sua straordinaria coloritura lessicale. Da annoverare tra i capolavori della commedia plurilinguistica di area veneta , la Cingana è infatti composta nella cosiddetta parlata zingaresca, mescidanza dei dialetti veneziano, bergamasco, pavano e ?greghesco'. In cinque atti in prosa. «Prima di essere un punto di arrivo, Venezia era stata un punto di partenza. Città multietnica, incrocio di ricchi mercanti di varia provenienza, sia italiana che straniera, da tempo aveva fatto del suo porto l'approdo di diversi linguaggi, il luogo della commistione delle razze e delle culture. L'espressione letteraria e teatrale di ciò erano state le commedie plurilinguistiche del pieno Cinquecento, prime fra tutte quelle di Ruzante, del Calmo e del Giancarli. espressione diretta dell'immigrazione di nuove classi sociali e nuove etnie: prevaleva dunque il genere del "contrasto" tra i buffoni locali della tradizione municipale di origine medievale e quattrocentesca e gli attori provenienti dall'esterno» . Buon esemplare (ex-libris Sordelli). B.M.STC IT, 300. Allacci 858. Salvioli 760. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        De conscribendis epistolis opus. Ioannis Ludovici Vivis libellus verè aureus. Conradi Celtis methodus. Christophori Hegendorphini Epithome. Omnia nunc demum in Studiosorum gratiam & utilitatem uno libello comprehensa, & longè quàm anteà emendatius excusa.

      - Mainz, I. Schöffer, 1550. 8vo. 2 Bl., 547 (recte 576) S., 2 Bl. (davon das erste weiß). Mit großer Holzschnitt-Druckermarke am Schluß. Pergament des 18. Jahrhunderts (fleckig). Eines der zahlreichen Lehrbücher des Erasmus zu einem guten Stil und guter Latinität. Zuerst 1522 erschienen und in der vorliegenden Ausgabe durch die kleineren Schriften von Vives, Celtis und Hegendorph zum selben Thema ergänzt. - Vander Haeghen 57; Bezzel 627; VD 16 E 2527. - Etwas gebräunt u. durchgehend leicht wasserrandig, zu Beginn stärker. Titel etwas fingerfleckig u. beidseitig gestempelt. Gestochenes Exlibris u. Bibl.-Schild auf Innendeckel.

      [Bookseller: Buch & Consult Ulrich Keip]
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        L’Ethica, tradotta in lingua vulgare fiorentina et comentata per Bernardo Segni.

      - Florence, Lorenzo Torrentino, 1550. In 4to, pp. (2), 547, 5 di indice e registro, (2), leg. in p. pergamena, titolo in oro su tassello rosso al dorso, frontespizio con bella bordura xilografica figurata che comprende portico con cariatidi, putti e festoni e, in basso, una piccola veduta di Firenze; 12 splendidi capilettera xil. di grande formato, qq. fig. xil. n.t., tagli in blu. Prima edizione della celebrata traduzione italiana con il commento di Bernardo Segni, molto apprezzata dal Gamba che annota quanto segue: "in questa originale e leggiadra edizione sono si adoperati quattro differenti caratteri, i quali, secondo la espressione del Moreni sono stupendissimi, talché fanno tra loro un’ottima armonia". (Gamba, 87; Brunet I, 467; Annali Tipografici del Torrentino, pp. 104-105). Timbro ex libris di recente proprietà al primo foglio di guardia e nome di più antica appartenenza manoscritto al frontespizio. Legatura, fogli di guardia e capitelli antichi ma non originali, lievi aloni di umido alle prime pagine del proemio e qualche leggera macchietta. Bell’ esemplare, fresco, marginoso e in bella impressione. [Attributes: First Edition]

      [Bookseller: BOTTEGHINA D'ARTE GALLERIA KÚPROS]
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        Opera nova de Achille Marozzo bolognese, maestro generale de larte de larmi.

      Venezia, Giovanni Padovano, 1550.In - 4°; 8 cc. nn., 148 cc. con frontespizio e 84 figure, di cui 56 a piena pagina, incisi in legno; legatura coeva in tutta pergamena, titolo manoscritto al dorso, lacci originali in pelle parzialmente conservati. Antica firma di possesso al titolo ed ex libris a stampa al contropiatto anteriore (del maestro di scherma Garibaldi Geraci). Antichi segni di inchiostro al titolo; sporadiche, non gravi macchioline e tracce d'uso. Buon esemplare. Terza edizione del più importante trattato italiano di scherma del Cinquecento, e primo vero trattato sistematico e completo di scherma moderna, la cui fortuna è testimoniata dalle molte edizioni che si susseguirono nel corso del secolo. L'edizione veneziana del 1517, citata da alcune bibliografie come prima, è in realtà ormai riconosciuta come una ristampa del Sessa della fine del '500. Le 84 xilografie, in questa edizione "più fresche" che nella prima (Modena 1536), per il resto identica (cfr. Gelli), rappresentano schermidori nelle diverse figure e posizioni e sono state attribuite a Francesco Barattini o a Giovanni Britto (il monogramma "b" è ben visibile su alcune di esse). Achille Marozzo (1484 - 1553) è considerato uno dei più importanti maestri della "Scuola bolognese" ed è riconosciuto come il "padre della scherma europea" (Sticca). Fu allievo di Guido Antonio de Luca che fu maestro, tra gli altri, anche di uomini d'arme quali Giovanni dalle Bande Nere e Guido Rangoni, dedicatario dell'opera. Thimm, p. 181. Vigeant, pp. 89 - 90. Gelli - Levi, Bibliografia del duello, p. 144. D'Ayala, p. 203. Gelli, pp. 132 - 136. Sticca, p. 115. Sander 4385. Mortimer, Italian 287 (ed. Modena 1536). Cicognara 1705. Brunet III, 1466.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Mediolanum]
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        De mentha pusilla per Petrum Bembum Priapus loquitur Spain c 1550

      

      [Bookseller: Maggs Bros. Ltd. ]
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        Petri Ferndinandi in doctrinarum scientiarum que omniu[m] co[m]mendatione oratio apud universam Conimbrica[m] Academiam habita Calen. Octobr. M.D.L. Ad invictissimum Ioannem tertium Portugalliæ Regem.

      

      [Bookseller: Richard C. Ramer Old & Rare Books]
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        Annotationi sopra la lettione della Spera del Sacro Bosco dove si dichiarano tutti e principii mathematici & naturali, che in quella si possanâ?? desiderare. Con alcune quistioni notabili a detta Spera necessarie & altri notandi & rari segreti, che in quella son ascosti...

      [Lorenzo Torrentino] 1550 (al colophon) 4to (cm. 21,2), 219(1) pp. con capilettera, num.se ill.ni e diagrammi in xilografia. Legatura antica in piena pergamena rigida con titolo oro su tassello dipinto al ds. Tagli azzurri. Alcuni forellini di tarlo al ds. e una piccola macchia al margine di poche carte ma, nel complesso, ottimo esemplare. Riccardi, II, 138: â??Bella edizioneâ??. First edition of Mauroâ??s new translation of the Sphaera and of his annotations and commentaries which include theological and Neo - Platonic interpretations. It reveals Mauroâ??s compliance with the Churchâ??s opposition to Copernivus which induced him to suppress the remarks on the new discoveries which were in his 1537 Italian version. â??The theme of the commentary is a compromise and is succintly expressed in the maxim printed on p. 160 (trans.): God is sphere whose center is everywhere and whose circumference is nowhereâ?? (Kraus 104/126).

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Ex Libris s.r.l.]
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        Le Premier Livre (et Second et Troisiesme) de Roland l'Amoureux, mis en Italien par le segneur Mathieu Marie Bayart et traduit en Françoys, par Maistre Iaques Vincent du Crest Arnaud en Dauphiné.

      A Paris, de l'Imprimerie d'Estienne Groulleau et Benoist Prévost, 1549-1550, - 3 tomi in-folio, riuniti in un volume (330x210 mm), ff. (6), CXXXIII, (1 bianco); (6), CVII, (1 bianco); (4, di cui ultimo bianco), XXXVIII; ciascuno con propria pagina di titolo, il primo con dedica a Diane de Poitiers. Bella legatura ?700esca in pieno vitello biondo, triplice filettatura oro sui piatti, dorso a nervi con titolo e fregi oro, dent. int., tagli dor. Impresa dello stampatore sui tre titoli, varie iniziali ornate, 67 stupende grandi figure in silografia nel testo, entro bordure variate. Prima edizione francese dell'Orlando Innamorato di M. M.Boiardo (Scandiano 1441 - Reggio E. 1494), famoso poema epico cavalleresco e amoroso (prima rarissima edizione di Scandiano, circa 1495). Anche Il presente pregiatissimo volume è molto raro, stupendamente impresso e in conservazione ottima (tre ex-libris di collezioni francesi). Melzi-Tosi pp.87-88 (per le ediz. Italiane). Mortimer, French, 109. Brun, Livres illustrés de la Renaissance, 137. Manca a varie biblioteche e bibliografie, tra le quali BMC e Adams. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        Tabulae directionum profectionumque, nontam Astrologiae iudiciariae, quam tabulis instrumentisque innumeris fabricandis utiles ac necessariae.

      Tübingen Morhard 1550 - (22 x 16 cm). 157 nn. Bll. Mit Holzschnitt-Titelvignette. Moderner Pergamentband im Stil der Zeit. Seltene Ausgabe seines beliebten, 1475 erstmals erschienenen Werkes, das besonders für die Berechnung von Horoskopen wichtig war. - Für die Deutung von Horoskopen spielt die Unterteilung des Himmels in Abschnitte, die sogenannten "Häuser", eine herausragende Rolle, da sie die Vorhersagen stark beeinflussen. Regiomontanus führt dazu eine selten gebrauchte Zählung der Häuser, beginnend am Ostpunkt des Horizonts, ein und berechnet die vorliegenden Tafeln. Mit ihrer Hilfe lassen sich die Häusergrenzen jeweils exakter bestimmen. Mathematisch gesehen handelt es sich dabei um eine Anleitung und Tafeln zur Umrechnung sphärischer Koordinaten. - "Dieses 'Tabulae directionum' genannte Werk enthält in der Hauptsache die Tafeln zur Berechnung der Häusergrenzen mit den zugehörigen Gebrauchsanweisungen. Im 14. Abschnitt kam er auf die verschiedenen Arten der Häuserberechnung zu sprechen. Unter Auslassung der ältesten und einfachsten Art, nämlich den Tierkreis in 12 gleiche Teile. zu teilen, welches Verfahren sogar noch Cardano anwendete, beschrieb er die 3 wichtigsten Einteilungen des Himmels. zugleich lieferte er alle Tafeln, die zur Berechnung eines Horoskopes, abgesehen von den Planetenörtern, nötig waren und lehrte in den Erklärungen an Hand von Beispielen die Benützung dieser Tafeln" (Zinner). - Regiomontanus war Professor für Astronomie und u.a. beteiligt an der von Sixtus VI. geplanten Kalenderreform. - Gestochenes Exlibris. Titel mit hinterlegtem kleinen Loch (ohne Textverlust). Zwei Blätter mit Notizen von alter Hand. Vereinzelt gering fleckig. Buchblock etwas bestoßen. Insgesamt gut erhalten. - DSB 11, 348; VD16 M 6557; Houzeau-Lancaster 2257; Zinner, Regiomontanus S. 147

      [Bookseller: Antiquariat Gerhard Gruber]
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        Angelica Innamorata, composta per messer Vicentio Brusantino Ferrarese. Allo illustrissimo, et eccellentidìssimo signore Ercole Secondo, Duca Quarto di Ferrara. In Vinetia M.D.L. .

      (In fine:) Impresso in Venetia per Francesco Marcolini il mese di Dicembre M.D.L: (1550), - in-4, ff.240, carattere corsivo italico su due colonne, impresa tipogr. sul titolo e in fine, numerose grandi iniziali silografiche figurate. Legatura 700sca mezza pelle, titolo e fregi oro al dorso. Edizione originale, dedicata a Ercole d'Este di questo poema cavalleresco in ottava rima, dedicato a Ercole d'Este, che ambiva continuare l'Orlando Furioso dell'Ariosto, riannodando alle vicende di Angelica, divisa da Medoro per intervento della maga Alcina, quelle di Ruggero e di Bradamante. Il Brusantino (Ferrara inizio XVI sec. - 1570), amico dell'Aretino, ebbe vita travagliata e trovò una sistemazione solo quando trovò adeguata protezione entrando nella corte di Ercole II d'Este. Assai raro testo poetico, in esemplare genuino. Melzi e Tosi, III, 101. Agnelli-Ravegnani, II, 205. Casali, 178. Passano 12. Brunet, I, 1302. Olschki, Chois, 18936. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        Pirotechnia. Li diece libri della Pirotechnia,

      nelli quali si tratta non solo la diversita delle minere, ma ancho.di quanto s'appartiene all'arte della fusione over getto di metalli. Venezia, G. Padovano per C. di Navò, 1550, - in-4, ff. (8), 167, (1, con marca tip.). Legatura coeva p. pergamena molle, titolo ms. al dorso e al piatto anteriore. Dedica dello stampatore a Guidotto Napio, boemo. Titolo racchiuso da bordura silogr. e marca tip. in basso, illustrato da 84 interessantissime figure silogr. n.t. riproducenti strumenti e fasi della fusione dei metalli, fornaci, alambicchi, ecc. Seconda edizione, con lo stesso numero di fogli e le stesse figure della prima edizione del 1540, di questa celebre opera sulla metallurgia e la mineralogia, la lavorazione a fuoco, con riferimenti anche all'alchimia. Biringuccio (nato a Siena nel 1480 e morto a Roma nel 1537), grande amico di Benedetto Varchi, si occupò della costruzione di fornaci e mantici, della direzione di miniere e della fabbricazione di artiglierie in varie parti d'Italia. Bell'esemplare (lievi difetti in qualche margine bianco, leggere ingialliture). Hoover Coll. 129-30: «.one of the classics in the history of science and technology». Duveen 79:«famous book on metallurgy and mining, containing interesting chapters on alchemy and illustrated by very fine woodcuts». Mieli, Scienziati ital. I, pp. 20-24: «Il trattato di Biringuccio si può qualificare come la prima opera organica relativa a tutto un gruppo di scienze applicate che sia stata pubblicata nel Rinascimento». Per notizie bio-bibliogr. cfr. Diz. Biogr. degli Ital. X, 625-631. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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