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Displayed below are some selected recent viaLibri matches for books published in 1550

        I CINQUE LIBRI DE LE ANTICHITA DE BEROSO SACERDOTE CALDEO CON LO COMMENTO DI GIOVANNI ANNIO DI VITERBO TEOLOGO ECCELLENTISSIMO

      PER BALDISSERA CONSTANTINI, 1550. In 16. Dim. 15x11 cm. Pp. (10)+295+(3). Rara prima edizione in volgare del 1550 di questa celebre raccolta di frammenti e false cronache attribuite ad antichi greci e romani. Il commentatore Giovanni Nanni (1432 - 1502) domenicano teologo e orientalista fu in realtà l'autore stesso dei lavori e inventò anche origini apocrife. L'opera, interessante esempio di imbroglio letterario, venne pubblicata per la prima volta nel 1498 con il titolo "Commentaria Ioannis Annii..." ed ebbe molto successo tanto che venne riproposta in diverse edizione durante tutto il XVI secolo Traduzione a cura del letterato nativo di Modena Pietro Lauro (1510 - 1568). Tra gli argomenti trattati: Antichi Galli, Anubi, Antichità, Api, Arezzo, Armenia, Astrolabio, Atlantide, Bari, Capua, Corsica, le due Umbrie, Ciciliani, Enoch, Genova, Tamuld, mago, Mantova, Marte, Milano, Novara, Origine dei Sabini, Sardegna, Vercelli, Verona, popolo degli umbri, Vulcano Vulturno ecc... Bellissime lettere iniziali decorate. In buone condizioni e completo. Titolo manoscritto al taglio inferiore Copertina in mezza pelle ottocentesca con titolo in oro al dorso in buone condizioni generali con lievi usure ai margini e dorso. Legatura in buone condizioni con lievi rotture. All'interno le pagine si presentano in ottime condizioni con fioriture. Mende. Scarce first italian edition of 1550 of this famous collection of fragments and fake chronicles attributed to ancient greeks and romans. The commentor Giovanni Nanni (1432 - 1502) domenican theologist and orientalist was in reality the same author of works and invented apocrif origins. The work, interested example of litetrary trick, was published for the first time in 1498 with the title "Commentaria Ioannis Annii..." and had a great success so much that it was published in different editions during the whole XVI century. Translation by the man of letters from Modena Pietro Lauro (1510 - 1568). Between the issues treated: Ancient gallians, Anubi, Antiquities, Bees, Arezzo, Armenia, Astrolabio, Atlantis, Bari, Capua, Corsica, le due Umbrie, Ciciliani, Enoch, Genoa, Tamuld, mago, Mantova, Marte, Milan, Novara, Origin of Sabini, Sardinia, Vercelli, Verona, umbri, Vulcano Vulturno ecc... Very beautiful decorated initial letters. In good conditions and complete. Half leather cover of XIX with golden title in the spine in good general conditions slightly worn in the edges and spine. Binding in good conditions with slight cracks. Inside pages are in very good conditions with foxings. Usage signs.

      [Bookseller: Libreria Sephora]
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        Le Premier Livre (et Second et Troisiesme) de Roland l'Amoureux, mis en Italien par le segneur Mathieu Marie Bayart et traduit en Françoys, par Maistre Iaques Vincent du Crest Arnaud en Dauphiné.. A Paris, de l'Imprimerie d'Estienne Groulleau et Benoist Prévost, 1549 - 1550

      1550. 3 tomi in - folio, riuniti in un volume (330x210 mm), ff. (6), CXXXIII, (1 bianco); (6), CVII, (1 bianco); (4, di cui ultimo bianco), XXXVIII; ciascuno con propria pagina di titolo, il primo con dedica a Diane de Poitiers. Bella legatura ?700esca in pieno vitello biondo, triplice filettatura oro sui piatti, dorso a nervi con titolo e fregi oro, dent. int., tagli dor. Impresa dello stampatore sui tre titoli, varie iniziali ornate, 67 stupende grandi figure in silografia nel testo, entro bordure variate. Prima edizione francese dell'Orlando Innamorato di M. M.Boiardo (Scandiano 1441 - Reggio E. 1494), famoso poema epico cavalleresco e amoroso (prima rarissima edizione di Scandiano, circa 1495). Anche Il presente pregiatissimo volume è molto raro, stupendamente impresso e in conservazione ottima (tre ex - libris di collezioni francesi).

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        Vocabolario et grammatica con l'orthographia della lingua volgare d'Alberto Acharisio da Cento, con l'espositione di molti luoghi di Dante, del Petrarca et del Boccaccio [...].

      1550. In Venetia, alla bottega d'Erasmo di Vicenzo [sic] Valgrisio, 1550, in - 8, leg. sei - settecentesca in piena pergamena, titolo in oro al dorso, carte, [4], 316. Con marca xilografica al front. Dati tipografici replicati al colophon. Piccola macchia al margine bianco esterno dell'ultima pagina, due piccoli restauri reintegrativi alle prima due carte (senza perdite), Seconda edizione (prima Cento, 1543). Si tratta, in ordine di tempo, del terzo vocabolario della lingua italiana, apparso dopo quello di Lucilio Minerbi del 1535 e quello di Fabricio Luna del 1536. Bell'esemplare.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Gozzini]
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        La Visitazione

      1550. Acquaforte, metà del XVI secolo, firmata in lastra in basso al centro. Da un soggetto di Francesco Salviati. Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva priva di filigrana, rifilata al rame, piega di carta al centro restaurata, piccoli restauri perfettamente eseguiti, nel complesso in buono stato di conservazione. Come sottolinea giustamente Adam Bartsch, le linee dell'acquaforte in alcuni punti non sono ben incise, tanto da determinare in molte impressioni dei difetti di stampa. Questo esemplare mostra alcune linee ritoccate ad inchiostro antico, particolare non inconsueto da riscontrare nelle opere del Passarotti.L'incisione riproduce in controparte un affresco di Francesco Salviati (1510 - 1563) del 1538 in S. Giovanni Decollato, a Roma. Dallo stesso affresco anche Giorgio Ghisi realizza un'incisione intorno al 1540, ma discostandosene in molti punti. L'opera di Passarotti risulta, invece, molto più fedele all'originale. È possibile che per l'incisione l'artista si sia basato sull'osservazione diretta dell'affresco a Roma, intorno al 1550, oppure si sia servito di un disegno preparatorio del Salviati stesso. Nel 1986, Annamaria Petrioli Tofani ha pubblicato, tra gli altri, un disegno degli Uffizi come preparatorio di Salviati per l'affresco. Se effettivamente autografo, potrebbe essere servito da modello a Passarotti. Questa è la sola incisione di Passarotti in cui è espressamente dichiarata la dipendenza da un'altra opera. Questa peculiarità può essere spiegata in due modi: la natura del modello, un famoso affresco romano, ampiamente lodato da Vasari; oppure obbediva alla richiesta di un committente. In diverse fonti si segnala che l'opera di Salviati fu incisa in rame, senza indicare anche il nome dell'artista, "a spese di Agostino Lacchetti", di cui, tuttavia, non si trovano notizie. "Etching, aboyut 1550, signed at lower center. AFer Francesco Salviati. A fine impression, printed on contemporary laid paper, trimmed to the platemark, small repairs and a central fold, generally in very good conditions. As rightly pointed out by Adam Bartsch, etching lines in some places are not well recorded, so many impressions to be determined in print defects. This example shows a few lines retouched to old ink , not particularly unusual to find in the works of Passarotti. The engraving reproduces a fresco by Francesco Salviati (1538) preserved in St. Giovanni Decollato in Rome. From the same fresco Giorgio Ghisi produces an engraving around 1540. The work by Passarotti is, however, much more faithful to the original. It is possible that for etching the artist was based on direct observation of the fresco in Rome around 1550, or has served as a preparatory drawing by the same Salviati. In 1986, Annamaria Petrioli Tofani has published, among others, a preparatory drawing in the Uffizi as Salviati for the fresco. This is the only work of Passarotti in which it is expressly declared dependency on another work . This peculiarity can be explained in two ways: the nature of the model, a famous Roman fresco, widely praised by Vasari , or obeyed the request of a customer . In several sources it should be noted that the work of Salviati was engraved in copper, without indicating the name of the artist, ""at the expense of Agostino Lacchetti "" which , however, are not known news ." Bartsch, 2; The Illustrated Bartsch, 007; Le Blanc, vol. 2, p. 146, 3. 480 312

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Divi Aurelii Augustini hipponensis episcopi, omnium operum

      ad signum Spei, 1550 - 1552. Cui accesserunt libri, epistola, sermones, & fragmenta aliquot, hactenus nunquam impressa. Additus est & index, multo quam basiliensis fuerat copiosier - in 8° - pp.cc 191; 195 + 241; 308; 246; 190; 310; 381; 261; 325; 224 nn. - Pergamena - Undici volumi in dieci tomi - Incisioni in b/n ai frontespizi, capilettere - Tagli spruzzati. Testo su due colonne - Mancanza al dorso del terzo tomo, ex - libris ai frontespizi, rari segni a penna ai fogli di guardia - mancanza di 72 cc al tomo II, 42 al tomo III e 27 al tomo VIII - Vol. I: Primus tomus, ad fidem vetustorum exemplarium summa vigilantia repurgatorum a mendis innumeris, notata in contextu et marginis suis signis veterum exemplorum lectione, ut optimo iure tantus ecclesiae doctor renatus videri possit; Vol. II: Secundus tomus, complectens illius epistolas, non mediocri cura emendatus per des. Erasmus Roterodamus nunc postremo accuratiori quam antea diligentia excusus; Vol. III: Tertius tomus, complectens ta didactica, hoc est, quae propriae ad docendum pertinent; Vol. IV: Quartus tomus complectens reliquia ton didacticon pleraque quae erant plane convulsa et luxata ea ad fidem exemplarium veterum victorinorum restituta sunt; Vol. V: Quintus tomus continensis XXII libros De civitate dei cui accesserunt commentarii Io. Ludovivis ab authore recogniti; Vol. VI: Sextus tomus continens tà polemicà, hoc est, decertationes adversus haereses, praecipue Iudaeorum, Manichaeorum, Priscillianistarum, Origenistarum, Arrianorum & Ioviniani; Vol. VII: Septimus tomus continens reliquiam partem ton polemicon, id est pugnas adversus haereses donatistarum et pelagianorum; Vol. VIII: Octavuus tomus continens enarrationes in psalmos mysticos; Vol. IX: Nonus tomus continens illius tractatus: hoc est, expositiones ad populum factas in novum testamentum, cum aliis varii generis opusculis, quorum indicem habet alterum huius paginae latus; Vol. X: Decimus tomus continens reliquia tractata apud populum, quorum summa indicabit haec pagina versa; Vol. XI: Index omnium quae insigniter ad Aurelio Augustino dicta sunt, nunc recens supra praecedentes aeditiones, per F. Florentium Bourgoinum parisiensem, franciscanum, longe quam antea auctior, ac locupletior redditus. Insuper multa quae erant manca, mutila e solum inchoata, tam in indice authoritatum Sacrae Scripturae, id est, veteris ac novi instrumenti, quam in locis aliquot Sacrarum Scripturarum pugnantibus conciliatis in Auggustino, reformata, aucta, et repurgata sunt.

      [Bookseller: Antica Libreria Srl]
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        Las quatrocientas respuestas a otras tantas preguntas [suivi de] La segunda parte de Las quatrocientas respuestas

      En casa de Francisco Fernandez de Cordaua, 1550. - En casa de Francisco Fernandez de Cordaua, Valladolid 25 mai 1550 et 1552 pour la seconde partie, in - folio (21x29cm), 182f. et (2f.) 245f. - Sig. : A - B8 C10 D - X8 Y - Z6 et A10 B - Z8 aa - gg8 hh5, 2 volumes reliés. - Nuova edizione per la prima parte, l'originale apparso nel 1545; edizione originale per il secondo. - [FRENCH VERSION FOLLOWS] Cinquième édition pour la première partie, l'originale a paru en 1545 chez le même éditeur et dans la même ville, les deux suivantes ont été publiées à Saragosse la même année par Diego Hernàndez puis Jorge Coci et une quatrième édition a été imprimée à Amberes par Martìn Nucio. Rarissime édition originale pour la seconde partie, qui n'a jamais été réimprimée. Une troisième partie était prévue, elle ne vit jamais le jour. Les deux volumes sont parus anonymement, un acrostiche au verso du feuillet cxxxv permet de démasquer l'auteur : « Frey Luys de Escobar » ; ils sont dédiés à Luis Enríquez y Téllez - Girón (1542 - 1572), sixième amiral de Castille et à son épouse Doña Ana de Cabrera, duchesse de Medina et comtesse de Modica. Impression gothique sur deux, parfois trois colonnes. Les deux pages de titre, imprimées en rouge et noir, sont aux armes. La page de titre du second volume est rehaussée de rouge et présente une belle lettrine gothique. Marques d'imprimeur au verso du huitième feuillet pour le premier volume et à la fin de la table pour le second.   Reliures postérieures (début du XIXème) en plein veau blond aux armes du Vicomte de Strangford (1780 - 1855), dos à cinq nerfs ornés de dentelles dorées en têtes et en queues, de roulettes à chaud et à froid et de filets dorés, date et lieu dorés en queue, plats frappés en leur centre des armes dorées du bibliophile, d'un double filet doré, d'une large dentelle à froid et de coins à froid en encadrement des plats, roulette dorée sur les coupes et les coiffes, dentelle dorée en encadrement des plats, reliure signée C. Lauffert. J. Coiffes et mors habilement restaurés. Une restauration de papier malhabile sur la page de titre du premier tome portant atteinte à la gravure et à la lettrine se trouvant au verso, quelques feuillets rognés un peu courts. Coin de la page de titre du second tome habilement restauré, un manque comblé en pied de ce même feuillet, travaux de ver colmatés sur les trois premiers feuillets de table avec une très infime atteinte à une lettre, une petite mouillure au feuillet cxiiij, quelques feuillets brunis. Quelques restaurations de papier - au dernier feuillet du second tome - masquant des travaux de vers engendrant une petite perte de lettres.   Notre exemplaire, cité en référence par Brunet, a été vendu lors de la dispersion de la bibliothèque du marquis de Blandford à Londres en 1812. Le bibliographe précise : « un exemplaire complet, poussé jusqu'à la somme de 75 liv. 12 sh. (1,925 fr. environ) », il ajoute : « Cet écrit est un in - folio, dont la rareté est extrême, et dont il ne se trouve peut - être pas trois exemplaires en France. »   Dans cet ouvrage, le frère Luis de Escobar (1475 - 1552 ou 53), se propose de répondre à une suite de quatre cents questions posées par quelques figures importantes de l'aristocratie, dont Fadrique Enríquez de Velasco (1490 - 1538), oncle du dédicataire et quatrième amiral de Castille. Ces interrogations sont des binômes question - réponse présentés sous la forme de litanies en vers, à l'exception de la fin de la seconde partie qui est rédigée presque exclusivement en prose.   Cette tradition des preguntas - respuestas est l'une des formes dominantes de la poésie didactique espagnole et est connue depuis le XVème siècle, notamment grâce au grand écrivain espagnol Jean de Mena (1411 - 1456), le plus célèbre des auteurs de Cancioneros. Désormais composées en Castillan, plutôt qu'en galaïco - portugais ou en latin, ces sommes poétiques et théologiques sont toujours adressées à de nobles mécènes. Emblématique de l'Espagne catholique Renaissante, elles mêlent tradition orale populaire et savoir encyclopédique élitiste. Ticknor dans son Histoire de la littérature espagnole analyse l'évolution de ce genre littéraire : « Dans l'origine, de pareilles questions semblent n'avoir été que des énigmes et des pointes : mais, au seizième siècle, elles tendent graduellement vers un caractère plus grave, finissent par prendre une direction absolument didactique. » Escobar aborde tous les domaines du savoir et son ouvrage, bien qu'essentiellement théologique traite également de médecine, de philosophie, de science, d'histoire, de divertissement ou de vie pratique. Pour ses réponses, il adopte tour à tour un ton dogmatique, prosaïque, moralisateur, et parfois même humoristique voire cynique. Dans une longue notice du Dictionnaire de la conversation et de la lecture (Paris, Garnier Frères, 1846), Brunet donne, non sans humour, plusieurs exemples de requêtes qui témoignent de cette diversité :   « Quel a été le premier écrivain dans le monde ? [...] - L'inventeur de l'écriture, répond notre moine, c'est Jubal il vivait avant le déluge il savait qu'Adam avait prédit que le monde serait deux fois détruit par l'eau d'abord par le feu ensuite. Il écrivit sur deux piliers l'un de pierre l'autre de terre ce qu'il désirait transmettre à la postérité de nos jours l'on voit encore le pilier de pierre dans le pays de Sirida. [...] - L'Amirante de Castille veut savoir si un enfant a un ange gardien lorsqu'il est encore dans le sein de sa mère ou si le même ange veille à la fois sur la mère et sur l'enfant. - Escobar décide qu'un seul ange suffit "car ajoute - t - il le jardinier qui donne ses soins à un poirier s'occupe aussi des poires dont l'arbre est chargé." [...] - Les bêtes jouissent - elles du libre arbitre ? - Dans quelle partie du corps réside l'âme ? - Par où sort - elle au moment de la mort ? - D'autres questions sortent du domaine de la théologie. Les courses de taureaux sont - elles un péché - Oui, c'est péché d'offrir au peuple le spectacle d'une corrida à moins que vous n'y combattiez vous - même. - Parfois on empiète sur le domaine de la médecine. Combien y a - t - il d'intestins (tripus) dans le corps humain ? - C'est une discussion fort malpropre (may suzio platicar) et vous aviez sans doute pris médecine lorsque vous vous êtes saisi d'une semblable question. - Comment faire cesser le mal de dent ? - Prenez une cuillerée de sel, nouez - la dans un linge, trempez le tout dans l'huile bouillante ; laissez - l'y le temps nécessaire pour réciter deux fois le Credo ; appliquez cette décoction sur votre mâchoire souffrante, et vous m'en direz merveilles. - Le frère s'abstenait de sel et de safran. Un de ses correspondants le plaisante sur le goût qu'il avait pour les œufs ; Escobar se fâche, et répond un peu crûment : "Je m'étonne que vous ne mangiez pas de la paille ; celui qui brait doit avoir la nourriture d'un âne." »   Ces questions, qui peuvent prêter à sourire et sembler désuètes tant au lecteur du XIXème qu'est Brunet qu'à celui d'aujourd'hui, sont le reflet des préoccupations du XVIème siècle espagnol : « Tel qu'il est, cet ouvrage, que pas un être aujourd'hui vivant n'a pris, sans doute, la peine de parcourir, et que mentionne à peine Nicolas Antonio, le père de la bibliographie espagnole, cet amas de vers mérite d'être un instant tiré de l'oubli qui le dévore. C'est un indice curieux de ce qu'était le mouvement intellectuel au centre des Castille, au moment où Philippe II montait sur le trône. Aujourd'hui, les questions, les réponses qui forment le gros volume que nous venons de parcourir ne sont plus de circonstance ; d'autres objets préoccupent l'attention publique ; mais est - il un homme en place qui ait l'idée d'aller consulter sur des points scientifiques qu'il ignore un savant courbé sur ses livres, au fond d'une retraite studieuse ? Nos puissants du jour savent tout sans avoir jamais rien appris. » (op. cit.)     Très bel et rare exemplaire de cet exemplaire de référence décrit par Brunet.  

      [Bookseller: Librairie Le Feu Follet]
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        L'imperatore Traiano offre un sacrificio

      1550. Acquaforte, 1550 circa, datata e monogrammata in lastra in basso a destra. Esemplare nel secondo stato di tre, con l'aggiunta della data e del nome dell'editore Antonio Lafrery in basso a destra. Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana "pellegrino nel cerchio", irregolarmente rifilata al rame o con sottilissimi margini, in ottimo stato di conservazione. Secondo Bartsch e Zerner, il soggetto deriva da un disegno del Primaticcio che riprende il fregio della colonna Antonina in Roma, dove però la figura dell'imperatore Traiano è rappresentata con la barba. Un disegno del Primaticcio conservato al Stadelsches Kunstinstitut di Francoforte, attinente alla colonna Traiana, dimostra invece che l'opera del Davent, sebbene presenti delle leggere modifiche, sia la traduzione in controparte di questo disegno. Il lavoro è una delle rare eccezioni di opera della scuola di Fointanebleau ristampata successivamente. Gli esemplari del secondo stato come questo, recano infatti la data 1565, e sono impressi a Roma dall'editore francese Lafrery. Etching, 1550 circa, dated and signed with monogram at lower right. Example in the second state of three, with date and name of the publisher Antonio Lafrery added on lower right. Magnificent work, printed on contemporary laid paper with "piligrim in the circle" watermark irregularly trimmed to the platemark or with thin borders, in excellent conditions. According to Bartsch and Zerner, this subject is after a drawing of Primaticcio, which has been inspired by the frieze on the Colonna Antonina in Rome, where the Emperor Trajan is however portrayed with the beard. A drawing of the trajan column by Primaticcio, guarded in the Stadelsches Kunstinstitut in Frankfurt, shows that Davent's work is the transposition of this very drawing, even though with some small changes. This piece is a rare example of those works of the Fontainbleu School that had been reprinted subsequently. The examples of the second state, like this one, show the date 1565, and have been printed in Rome by the French publisher Lafrery. Bartsch vol. XVI, p. 314, 14; Zerner 39, Le Beau Style pp. 96/97, 39 472 267

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        San Pietro e San Giovanni guariscono uno storpio

      1550. "Acquaforte e bulino, 1550 - 60 circa, firmato in basso al centro "dominicus v." Da un soggetto di Raffaello. Primo stato di due, avanti l'indirizzo di Giacomo Lauro. Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva con filigrana ""ancora nel cerchio"", rifilata al rame, in ottimo sttao id conservazione. L'incisione riproduce, in controparte, un'acquaforte di Giovanni Battista Franco che traduce in stampa uno studio preparatorio, se non addirittura il modello, oggi perduto, realizzato da Raffaello per uno dei cartoni commissionati da papa Leone X per gli arazzi della Cappella Sistina, raffigurante Pietro e Giovanni guariscono un paralitico. Il soggetto ispirò anche un'acquaforte del Parmigianino. La scena mostra al centro Pietro che afferra il braccio di un uomo zoppo al quale cordina di alzarsi e camminare. L'uomo viene così miracolosamente immediatamente guarito e torna a camminare di nuovo. Accanto a Pietro è la figura di Giovanni Evangelista che osserva il miracolo. Le colonne di un tempio hanno l'effetto di scomporre la scena in e di conferire profondità. Ai lati della scena centrale, sono raffigurate delle donne che vengono a purificarsi dopo aver dato alla luce dei bimbi maschi. Opera molto rara nel primo stato edito da Domenico Vito. Sconosciuta ai principali repertori." "Engraving, 1550 - 60, inscribed lower left 'rafael invenctor' in centre 'dominicus v'. After Raphael. First state, of two, before Giacomo Lauro's publisher address. Good impression, printed on contemporary laid paper, with ""anchor in a circle"" watermark, just worn on the left, otherwise in very good condition. This print, published by Domenico Vitus, is a copy in reverse of an etching by Giovanni Battista Franco, based on the composition of Raphael's for one of the cartoons commissioned by Pope Leo X for tapestries in the Sistine Chapel at the Vatican Palace. The composition was also etched by Parmigianino. The Healing of the Lame Man refers to Peters first miracle among the Jews. Raphael's composition shows Peter, centre - stage, grasping the arm of a lame man who he orders to rise and walk. The man is instantly cured and is able to walk again. Next to Peter is the figure of John the Evangelist who looks on and is witness to this miracle. The columns of a Temple dissect the scene and on each side women, who have given birth to male children, come to purify themselves. A very rare work, non listed in the repertories." Bartsch XVI.124.15; Evans - Brown, Raphael: Cartoons and Tapestries for the Sistine Chapel, p. 83, under n. 3. 375 246

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Descrittione di tutta Italia.., nella quale si contiene il sito di essa, l'origine, & le signorie delle città , & delle castella, co i nomi antichi e moderni,.. Et piu gli huomini famosi che l'hanno illustrata, i monti, i laghi, i fiumi,..

      Anselmo Giaccarelli, gennaio 1550. In folio, pergamena rigida del Settecento, dorso con tassello e titolo in oro, tagli marmorizzati (come nuova), cc. (4), I - VII, 9 - 469, (28). Mancano le carte bianche A8 e IIII6. Con il ritratto dell'autore inciso in rame nel testo. Marca tipografica sul frontespizio. Al verso del titolo e nelle carte preliminari figurano componimenti di Giovanni Philoteo Achillini, Andrea Alciati, Lilio Gregorio Giraldi, Sebastiano Corradi e molti altri. Titolo e prime carte lievemente ingiallite nel margine interno, strappo anticamente restaurato alla carta 219 senza perdita, alone nel margine interno di un gruppo di carte all'inizio e al centro del volume, ultima carta con margine interno rinforzato e piccolo foro restaurato che comporta un'insignificante perdita di poche lettere, ma complessivamente ottima copia fresca e ben rilegata.PRIMA EDIZIONE, dedicata dall'autore ad Enrico II di Francia e a Caterina de' Medici, sua consorte (Bologna, 19 gennaio 1550), di questa importante guida storica, artistica e geografica dell'Italia che, nonostante l'ingente mole, andò incontro ad uno straordinario successo editoriale e fu consultata fino a Seicento inoltrato da molti stranieri desiderosi di affrontare il Grand Tour della penisola.Dopo la prima edizione bolognese, nella quale l'autore si scusa di non aver potuto stampare la promessa aggiunta sulle Isole pertinenti ad essa, per non aver voluto procrastinare ulteriormente l'uscita del ponderoso volume che già da anni attendeva di essere pubblicato, l'opera andò incontro tra il 1551 e il 1596 a ben dieci edizioni, quasi tutte veneziane, a cui sono da aggiungere due edizioni di Colonia nella traduzione latina di G. Kryander Hoeninger. Il manoscritto dell'appendice sulle isole, conservato presso il convento bolognese di San Domenico, fu ottenuto da Ludovico degli Avanzi, che lo stampò per la prima volta a seguito della Descrittione nel 1561. Degna di menzione è pure l'edizione del 1568, nella quale le Isole sono corredate da sette carte geografiche.Sorta di summa del sapere storico - antiquario del Quattro - Cinquecento, esemplata sulla falsariga del precedente più illustre di questo genere di letteratura, ossia l'Italia illustrata di Flavio Biondo, la Descrittione dell'Alberti è anche il frutto delle conoscenze dirette dell'autore, che come predicatore girò la penisola in lungo e in largo.Egli si servì non solo dell'opera del Biondo, ma consultò la sua notevole biblioteca e mandò richieste di informazioni a tutti i dotti italiani, i quali gli risposero per lo più con grande entusiasmo ed interesse: tra i suoi corrispondenti spiccano i nomi di Paolo Giovio ed Andrea Alciati.Alberti non fu quindi un semplice compilatore, ma seppe attentamente vagliare le sue fonti ed emendare gli autori antichi, laddove questi potevano essere corretti dai moderni o dall'osservazione diretta.Leandro Alberti, bolognese, nel 1493 entrò nell'Ordine domenicano presso il convento forlivese di San Giacomo Apostolo. Nel 1495 cominciò a studiare filosofia e teologia presso il convento di San Domenico a Bologna sotto la guida di G. Garzoni e S. Mazzolini da Prierio.Intorno al 1505 si dedicò alla predicazione, girando per l'Italia. Per un certo periodo, verso il 1515, fu al seguito del maestro generale dell'Ordine, Tommaso de Vio, meglio conosciuto come cardinal Caietano. Rientrato a Bologna nel 1516, compose il De viris illustribus Ordinis Praedicatorum, che fu stampato l'anno seguente.Nominato provinciale di Terra Santa, nel 1525 Alberti partì da Roma insieme al nuovo maestro generale dell'Ordine, Francesco Silvestri da Ferrara, con il quale nei tre anni successivi visitò l'Italia meridionale e la Sicilia, l'Italia centro - settentrionale ed infine la Francia. Il viaggio s'interruppe nel 1528 per la morte del Silvestri e Alberti fece ritorno a Roma, dove probabilmente maturò l'dea e cominciò la stesura dell'opera a cui deve la propria fama.Negli anni successivi egli fu a Bologna, dove in occasione del terzo centenario della traslazione di San Domenico commissionò due opere d'arte per la celebre arca del Santo e scrisse un breve opuscolo sulla sua morte. Vicario del convento di Santa Sabina a Roma dal 1536, Alberti negli ultimi anni fu nominato inquisitore. Nel 1541 - '42 uscì la prima parte delle sue Historie di Bologna: le restanti parti apparvero solamente postume. Morì a Bologna nel 1552 (cfr. G. Petrella, L'officina del geografo: la "Descrittione di tutta Italia"? di Leandro Alberti e gli studi geografico - antiquari tra Quattro e Cinquecento, Milano, 2004, passim).A. Pescarzoli, I libri di viaggio e le guide della raccolta Luigi Vittorio Fossati Bellani, Roma, 1957, I, nr. 284, H. Harrisse, Bibliotheca americana vetustissima, New York, 1866 (ma Leipzig, 1921), p. 450, nr. 302, Edit 16, CNCE685.

      [Bookseller: Libreria Govi Alberto]
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        La libraria... Nella quale sono scritti tutti gl'autori vulgari con cento discorsi sopra quelli. Tutte le traduttioni fatte dall'altre lingue, nella nostra & una tavola generalmente come si costuma fra librari. Di novo ristampata, corretta, & molte cose aggiunte che mancavano

      Gabriel Giolito de Ferrari, 1550. 12mo. 72 leaves. With the printer's device on the title - page and on leaf F12v.(bound with:) - - - . La seconda libraria&hellip,Al s. Ferrante Caraffa. Venezia, [Gualtiero Scoto], 1551 (At the end:) Venezia, Francesco Marcolini, June 1551. 12mo. 112, (8) leaves. Scoto's device on the title - page and Marcolini's device at leaf K11v.Contemporary vellum with manuscript title on the spine, ties lacking, lightly darkened, on the front pastedown is printed the bookplate of the lawyer Francesco Bubani, two manuscript entries in the text at leaf A9v - r and a note on the back fly - leaf (&ldquo,giulii de la moneta di Pisa&rdquo,, the initials &ldquo,MFB&rdquo, are stamped on the lower blank margin of the title - page, first title a bit worn, some light dampstains, but still a genuine copy in good condition.I:) SECOND ENLARGED AND REVIDED EDITION printed by Giolito in the same year of the first edition. The main differences between the first and this second edition are: in the title - page &lsquo,all'altre lingue' was changed to &lsquo,dall'altre lingue', the entries were augmented from 158 to 170 (what obliged the printer to add several more lines in a page to maintain the same collation), the name of Ludovico Domenichi was suppressed in the catalogue of the authors, at the end of a notice (l. 43v of the first edition, l. 44 of the second) is added a short note clearly addressed against Domenichi, even though his name is not explicitly mentioned, the last two leaves, blank in the first edition, contain in the second Doni's so - called &lsquo,Saying of the Mule' (&lsquo,La diceria della Mula'), already printed in his Lettere of 1547.With the &lsquo,first' Libraria, Doni tried to create a catalogue of all books in Italian issued from the times of Gutenberg to his time. The work is generally credited to be the first bibliography of Italian literature and also as the first catalogue of Italian &lsquo,books - in - print' (cf. A. Quondam, Dal libro manoscritto all'editoria di massa, in: &ldquo,Letteratura italiana. Produzione e consume&rdquo,, Torino, 1983, pp. 622 - 631).&ldquo,Non stupisce, pertanto, che un tale entusiasta del &lsquo,secreto' di &lsquo,Giovanni da Magonza', oltretutto dotato di una appuntita sensibilità nell'intuire le grandi risorse dell'editoria moderna, abbia potuto concepire e realizzare l'impresa della Libraria, anzi delle &lsquo,Librerie', ovvero l'ambizioso progetto di &lsquo,dar cognizione di tutti i libri stampati vulgari', .. La crescita tumultuosa dell'attività editoriale, così ben espressa dalle parole dello Sbandito appena riportate, per cui si moltiplica a dismisura l'offerta e la disponibilità di libri sul mercato, induce lo scrittore fiorentino, già editore in proprio e stretto collaboratore di editori importanti, a concepire un'opera di frontiera, che si pone, almeno a tutta prima, come un tentativo di &lsquo,ordinare il disordine', ma che è anche una riflessione sul modo e del senso del &lsquo,fare letteratura' nell'età in cui la stampa ne ha del tutto rivoluzionato i meccanismi della produzione, della diffusione e della fruizione&hellip, Nel 1550, giunto da un paio d'anni a Venezia, Doni pubblica presso il suo primo editore veneziano di riferimento, Gabriele Giolito, la Libraria, seguita, forse nello stesso anno, forse nel 1551, da una nuova edizione, per il medesimo Giolito e fratelli. Le &lsquo,Librarie' Giolitine son, per l'appunto, un catalogo di autori e libri in volgare (comprensivi di traduzioni dal latino, pubblicati fra la fine del Quattrocento e gli anni Cinquanta del Cinquecento. Questo fu il vero, e circoscritto, scopo iniziale, per il quale non si prevedeva un seguito, se non nei termini di successivi aggiornamenti al passo con la produzione di nuove stampe, insomma, insomma, non mi sembra del tutto inappropriato di definire la Libraria del 1550 come una sorta di moderno &lsquo,catalogo dei libri in commercio' &rdquo, (P. Pellizzari, &ldquo,Per dar cognizione di tutti i libri stampati vulgari&rdquo,: la &lsquo,Libraria' del Doni, in &ldquo,Nascita della storiografia e organizzazione dei saperi&rdquo,, E. Mattioda, ed., Florence, 2010, pp. 43 - 45, see also G. Castellani, &lsquo,Non tutto ma di tutto': &lsquo,La Libraria' del Doni, in: &ldquo,La Bibliofilia&rdquo,, 114/3, 2012, pp. 327 - 352).Very important is also the sixth section of the Libraria, entirely devoted to music. Doni was thus among the first to publish a list with printed music. The section opens with a dedicatory letter to the Franco - Flemish composer and organist, whom Doni asks to obtain from some French musician a listb of music printed in France (cf. J. Haar, The &lsquo,Libraria' of Antonfrancesco Doni, in: &ldquo,Musica Disciplina&rdquo,, 24, 1970, pp. 101 - 123).Edit 16, CNCE17683, Universal STC, no. 827609, S. Bongi, Annali di Gabriel Giolito de' Ferrari da Trino di Monferrato stampatore in Venezia, (Rome, 1890 - 1895), I, pp.297 - 298, G. Castellani, op. cit., pp. 335 - 337, C. Ricottini Marsili - Libelli, Anton Francesco Doni, scrittore e stampatore, (Florence, 1960), no. 22.II:) FIRST EDITION. In the Seconda Libraria Doni lists Italian manuscripts that he has personally examined (cf. P. Pellizzari, La novella come cornice: la &lsquo,Seconda libraria' del Doni, in: &ldquo,In Verbis&rdquo,, I/2, 2011, pp. 101 - 122 and J. Bradbury, Anton Francesco Doni and his &lsquo,Librarie': Bibliographical Friend or Fiend?, in: &ldquo,Forum for Modern Language Studies&rdquo,, 45, 2009, 90 - 107).Of great interest in the Seconda Libraria is the description of the contemporary Italian academies (leaves 106 - 113). &ldquo,.. è con Marcolini che Doni può realizzare le sue opere più originali e meno canoniche, stravolgendo il sistema dei generi letterari in contrasto con l'affermazione di una più rigida normativa di matrice aristotelica. Questa nuova fase è inaugurata proprio dalla Seconda Libraria, apparsa nel 1551 e riedita nel 1555, che registra i manoscritti di opere in volgare, per i quali, pertanto, il lettore non ha alcuna garanzia della loro esistenza se non quella offerta dal redattore. E infatti. l'infiltrazione di opere e di autori del tutto inventati è assai alta, benché non assoluta. Una parte della Seconda Libraria, poi, contiene una sorta di censimento delle Accademie italiane, in cui, con la consueta perspicacia, Doni mostra di aver colto la nuova portata e consistenza di questa istituzione&rdquo, (P. Pellizzari, op. cit., p. 45).Another interesting issue is his &lsquo,fedele' version of Machiavelli's novella Belfagor Arcidiovolo, also known under the title and Il demonio che prese moglie, of which he pretended to have had &lsquo,l'originale in mano' (cf. B. Moriconi, Le metamorfosi di un arcidiavolo. Evoluzione e trasformazione del personaggio di Belfagor da Machiavelli a oggi, Diss., Rome, 2012, pp. 58 - 59).Edit 16, CNCE 17686, Universal STC, no. 827616, S. Casali, Gli annali della tipografia veneziana di Francesco Marcolini, (Forlì, 1861), pp. 191 - 202, no. 83, G. Castellani, op.cit., pp. 337 - 340, C. Ricottini Marsili - Libelli, op. cit., no. 32.ANTON FRANCESCO DONI was born in Florence, the son of a scissors - maker and second hand dealer. The first extant reliable information on him is that after 1535 he joined the religious order of the Servi di Maria in the Florentine convent of the Santissima Annunziata, taking the name of brother Valerio. During his stay there Doni became a friend of the sculptor Giovannangelo Montorsoli, a disciple of Michelangelo. In 1540 they both left Florence and the convent and moved to Genoa, the following year Doni transferred to Alessandria, where he stayed with Antonio Trotti and Isabella Guasco. In 1542 he spent shorter periods in Pavia and Milan, and then moved to Piacenza to begin studying law. Very soon, however, he gave up juridical studies and followed his inclination for literature. In Piacenza Doni joined the Accademia degli Ortolani, a group of intellectuals with whom he shared a very polemical, anti - classical attitude. Among its most prominent members were Giuseppe Betussi, Girolamo Parabosco, and Lodovico Domenichi. To Domenichi in particular Doni was bound by a very close friendship, following him to Venice, where he was introduced to Pietro Aretino and where he published the first book of his Lettere as well as the Dialogo della Musica (1544). Soon afterwards Doni travelled back to Florence, where he began to take part in the meetings of the Accademia degli Umidi. In 1546 he became secretary of the Accademia Fiorentina and, with the aid of Cosimo I de' Medici, duke of Florence, tried to establish a printing house of his own. The business turned out to be disastrous, however, and lasted only from 1546 to 1548. In this period Doni published approximately twenty texts closely connected with the activities of the Accademia Fiorentina. In 1548, after the failure of his printing house, Doni broke off his relations with the Florentine milieu leaving Florence once and for all and, after a violent quarrel whose reasons remain obscure, ending his personal relationship with Domenichi. Back in Venice, Doni edited the first Italian version of Thomas More's Utopia, translated by Ortensio Lando (1548). Healso had begun a close collaboration with the printer Gabriele Giolito with the publication of the Disegno (1549), a book concerned with the primacy of figurative art. In 1550 Giolito published three further volumes by Doni: Fortuna di Cesare, Prima Libraria, and Medaglie. In his writings from 1549 onwards Doni often mentions the Accademia Pellegrina. However, this is neither the name of an existing institution (as it was believed until recently), nor the designation of a project for the creation of a new community of intellectuals, Doni's Accademia Pellegrina is simply a literary fiction and an important element of the setting of his works. Doni's most productive period coincided with the years 1551 - 1553, when he was a collaborator of the printer Francesco Marcolini, who during this triennium printed many of Doni's major works: the Seconda Libraria (1551), the Zucca (1551 - 52), the Moral Filosofia (1552), the Marmi (1552 - 53), the diptych Mondi - Inferni (1552 - 53), the Pistolotti amorosi (1552). In 1555 Doni suddenly left Venice and went to Urbino, where he wanted to obtain the patronage of Duke Guidobaldo II della Rovere with the aid of Pietro Aretino. Aretino, however, refused, and to take revenge for what he considered a betrayal, in 1556 Doni wrote a very aggressive book, the Terremoto (Earthquake), in which he predicted that his former friend would die before the end of the year &ndash, exactly as happened. Between 1557 and 1558 Doni stayed in Ancona, where he tried to open a new printing house, but he was soon compelled to leave because of an edict of Pope Paul IV which ruled that all those who had left the priesthood should return to their convents. There is no clarity regarding the details of the following three years of Doni's life. However, between 1562 and 1563 he was certainly in Arquà, where he planned a monument in honour of Petrarch, which was never built. In 1562 Giolito printed Il Cancellieri dell'Eloquenza, Il Cancellieri della Memoria, the Dichiarazione sopra il XIII cap. dell'Apocalisse, and the second revised edition of the diptych Mondi - Inferni with the new title Mondi terrestri, celesti e infernali. In 1564, Le Pitture was published in Padua by the printer Grazioso Percaccino. This work collects the invenzioni, or allegorical descriptions of love, fortune, time, sleep, and death, which Doni had created to adorn the projected monument dedicated to Petrarch. In 1567 Doni and his son Silvio moved to Monselice, near Padua. In the same year he composed the Lumiera, a short poem that takes up themes from the main works of the 1550s. The following year, Giorgio de' Cavalli printed an updated edition of the Mondi in Venice, the last before Doni's death. Doni's works enjoyed great success throughout Europe and were soon translated into other major European languages: Spanish (Zucca en español, 1552), English (The Moral Philosophy of Doni, 1570), and French (Les Mondes célestes, terrestres et infernaux, 1578, 1580, 1583). In July 1574 Doni returned to Venice, where he offered Henry III of Valois the precious manuscript of a poem in ottava rima, the Guerra di Cipro. This is the last known fact of Doni's life. He died soon after, in September 1574 &ndash, still in Venice, according to some sources, or back in Monselice, according to other (cf. P. Pelizzari, Nota biografica, in: &ldquo,Doni, I Mondi e gli Inferni, Torino, 1994, pp. LXIX - LXXXIV).

      [Bookseller: Libreria Govi Alberto]
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        De coloribus oculorum.

      Florence, Lorenzo Torrentino, 1550. - 4to. 57, (1) pp., final bl. f. With 2 large figurated initials. First edition; rare. "One of the earliest monographs on ophthalmology in which the author attempts to explain the cause of the variety of colors of eyes. The positions of the eyes and the opinions of Aristotle and Galen on the structure of the eye are also discussed. The author lectured on medicine at Pisa from 1546 to 1552 and was also known as a scientist and philosopher" (Becker). - Elegantly printed in Roman types; slightly browned throughout. From the library of the historian of medicine Walter Pagel (1898-1983). Adams P 1959. BM-STC Italian 537. Edit 16, CNCE 34577. Becker 303. Bird 1989. Durling 3742. Graesse V, 419. Hirsch/Hübotter IV, 660 (misdated: "1551"). Osler 3725. Not in Brunet, Ebert, Hirschberg or Waller. [Attributes: First Edition]

      [Bookseller: Antiquariat INLIBRIS Gilhofer Nfg. GmbH]
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        La description de l'isle d'Utopie ou est comprins le miroer des republicques du monde, & l'exemplaire de vie heureuse: redigé par escript en stille tres elegant de grand' haultesse & majesté par illustre bon & scavant personnage Thomas Morus . Avec l'espistre liminaire composée par M. [Guillaume] Budé .

      - Kl.-8vo (159 x 98 mm). Mit 12 (teilweise wiederholten) halbseitengrossen Textholzschnitten, Holzschnitt-Druckermarke auf Schlussblatt und diverse Initialen in Metallschnitt. [8], 105, [7] Bl. [*8, A-O8]. Violetter Maroquinband, signiert von Simier. Paris, Charles l'Angelier, 1550. Erste französische Ausgabe, aus dem Lateinischen übersetzt durch Jean Leblond, Sieur de Branville (1502-1553). Auf eine Einführung verzichtete er und stellte seiner Übertragung einen Brief des 1540 gestorbenen Guillaume Budé an Thomas Lupset voran. Lupset (1495-1530), ein Freund von Erasmus von Rotterdam, war Herausgeber der zweiten Ausgabe der Utopia von 1517 und assistierte Thomas More bei dessen weiteren Buchveröffentlichungen. Die herausragende Bedeutung von Mores Opus magnum in Frankreich belegen die fünf französischen Übersetzungen, darunter eine Teilübertragung, die bis 1730 veröffentlicht wurden. "The translations have received varying degrees of attention in the time since they were published. Of the five, Le Blond's have received the most" (Brenda Hosington). Die gemeinhin als "fidèle et élégant" charakterisierte Übertragung Le Blonds benutzte Barthelemy Aneau, ohne Verweis auf den Uebersetzer, in seiner 1559 als La Republique d'Utopie edierten Version. Als Grund für seine Ausgabe gibt Le Blond "l'utilité et proffit de la république" an. Er verwendete Paraphrasen um das Original lesbarer zu machen und benutze alte französische Ausdrücke um die französische Fassung zu bereichern. "The position he takes in his notice . places him on the side of the Marotists, which is rather ironical in light of the fact that he considered himself a rival and enemy of Marot" (Brenda Hosington). Die insgesamt zwölf verwendeten Holzschnitte, darunter die zweimal - einmal mit und einmal ohne Zierrahmen - wiederholte Darstellung Thomas Mores in seiner Schreibstube, wurde für diese französische Ausgabe speziell angefertigt. Der erste (ebenfalls nochmals wiederholte) der restlichen neun antikisierenden Holzschnitte zeigt die Darstellung von Thomas More, Raphael Hythlodeus, Peter Gilles (latinisiert Petrus Aegidus) und I. Clement. EINBAND: Violetter Maroquinband signiert von [René] "Simier R[elieur] du Roi", Deckel mit Einfassung aus drei goldgeprägten Fileten und Spitzenbordüre, reicher Rückenvergoldung, Steh- und Innenkantenvergoldung, Goldschnitt. Célestins de Paris (ms. entry on title). - Book plates of Charles Nodier (1780-1844) and Jules Renard (1864-1910). Gibson 19; Fairfax Murray, French, 391; Éluard-Valette 223; Hosington, Early French Translations of Thomas More's Utopia, in: Humanistica Loveaniensia XXXIII (1984), 117f.; Peggram, The First French and English Translations of Sir Thomas More's Utopia, in: The Modern Language Review XXXV (1940), 330f.; Bibliotheca Americana VII, 4932; Alden/Landis 550/25. Fine copy of the rare first French and third vernacular edition. The translation by Le Blond, Sieur de Branville (1502-1553) is somehow a paraphrase to render the original more intelligible to French readers. The privilege, signed Du Tillet and dated 1549 grants the printer Charles l'Angelier the exclusive sale for the following three years. Then follows Budé's letter to Lupset, a standard since the second Latin edition of 1517. What is new, however, is the decastich and a postface to the reader by the translator who reveals his name at the end of the text. A new feature, furthermore, is the illustration; whereas the preceding German (1524) and the Italian editions were not illustrated in this edition there are twelve woodcuts (with five repeats), very classical in style and influenced by the École de Fontainebleau; the first shows the conversation of Hythlodaeus with More, Peter Gilles, and John Clement, the second the author in his study, then a view of Amaurot, capital of Utopia, and other scenes. [Attributes: First Edition; Signed Copy; Hard Cover]

      [Bookseller: Erasmushaus - Haus der Bücher AG]
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        I SETTE LIBRI DELL'ARTE DELLA GUERRA, di NICOLO MACHIAVELLI cittadino et secretario fiorentino.

      No place or printer, 1550.1550, small 4to, approximately 210 x 145 mm, 8¼ x 5¾ inches, vignette portrait of the author on title page, at the rear are 7 double page plans of battles and encampments, Italian text, pages: 1 - 185 plus [18] Figura unnumbered, collation: a - aa4, bb6, bound in modern quarter blue morocco over marbled sides, raised bands, gilt motif in compartments and gilt lettering to spine, marbled endpapers and silk marker. Corners very slightly worn, a few pages lightly age - browned, an occasional small pale damp stain to margins. Binding tight and firm. A very good copy. The present work is Part IV of an edition of Machiavelli's writings entitled "Tutte le opere di Nicolo Machiauelli cittadino et secretario fiorentino, divise in 5. parti, et di nuouo con somma accuratezza ristampate", all the volumes of which are dated 1550 on the title page with no place or printer (see Adams M9). Although Adams accepts the date of 1550, others believe that this edition was printed circa 1620 and possibly in Geneva (see Copac, copy held by Warwick University with identical collation). The Art of War (1521), one of only a few works of Machiavelli to be published during his lifetime, is a dialogue set in the Orti Oricellari, a garden in Florence where humanists gathered to discuss philosophy and politics. The principal speaker is Fabrizio Colonna, a professional condottiere and Machiavelli's authority on the art of war. The basis for the book is the creation of a modern army. MORE IMAGES ATTACHED TO THIS LISTING, ALL ZOOMABLE. POSTAGE AT COST.

      [Bookseller: Roger Middleton P.B.F.A.]
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        De Sympathia & Antipathia rerum. Hieronymi Fracastorii Veron. Liber I, De Sympathia & Antipathia rerum. De contagione & Contagiosis Morbis & eorum cubatione, libri Tres.

      G. Gazeium 1550 - 558, (1) pp. Half green morocco with green marbled boards, joint slightly rubbed, new endpapers, internally somewhat browned. Exlibris of Dr. Myron Printzmetal (exlibris detached). [Durling1637; Waller3164, Wellcome2394] [With] Syphilis ou le mal vénérien, poeme latin de Jerome Fracastor, avec la traduction en Francois, & des notes. Paris: chez Jacques-Francois Quillau, 1753. 8vo. (2), 200, (4) pp. Full brown calf, joint cracked but holding, red label on spine lettered in gilt, marbled end papers. Exlibris of Dr. Myron Printzmetal. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Yushodo Co., Ltd.]
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        IMPERATORUM et Caesarum Vitae, cum Imaginabus ad vivam effigiem expressis. Huic aeditioni additi sunt cum Icunculis, et elencho, versus Ausonii, Mycilli, et Vellei poëtarum paucis ingentem historiam complectentes.

      Lugduni, apud Balthazarem Arnolletum, 1550. - Petit in-8. 16pp. 235pp. Plein veau moucheté, filet doré encadrant les plats, dos à nerfs orné (charnières un peu fendues). Edition Originale. Charmant volume réunissant sous un format portatif les notices biographiques des empereurs romains et leur portrait gravé sur bois d'après les médailles. Petit accroc à un feuillet avec perte de quelques lettres. Trace de cachet à la page de titre et au dernier feuillet. Très rare. [Attributes: First Edition; Hard Cover]

      [Bookseller: Librería Comellas]
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        PROCESSIONARIUS secundum ordinem Cisterciensem noviter impressus: correctus auctus et emendatus. Cum multis aliis additionibus nusque impressis.

      Caesar Augustae (Zaragoza), (à la fin:) Bartholomei a Nagera, 1550. - Petit in-8. 222ff. non chiffrés. Plein maroquin brun doublé, dos à nerfs orné, double filet doré sur les plats, doublure de maroquin havane guilloché à froid et encadré de filets et d'une guirlande dorée (reliure espagnole postérieure, vers 1950?). Précieuse édition de ce recueil des chants liturgiques qui étaient vocalisés pendant les processions des cisterciens espagnols. Elle fut imprimée à Saragosse avec la musique notée et peut être considérée comme la première édition complète du processionnal cistercien, car elle ne fut précédée que par un petit livret de 64 pages imprimé dans la même ville en 1516. Les processionnals sont des livres liturgiques contenant les paroles et la musique des chants qui accompagnaient les processions religieuses: essentiellement des répons, des antiennes et des hymnes. Il s'agit habituellement d'ouvrages manuscrits mais c'est principalement en Espagne, pays fortement attaché à la tradition des processions, que se développa au 16e siècle une activité éditoriale autour des processionnals. Le présent volume est rarissime. Nous n'avons pu en localiser que deux exemplaires complets (British Library et Washington University Pullman Library). En Espagne, les collections patrimoniales n'en répertorient que 4 exemplaires seulement, tous incomplets. Ordiozola, notamment, n'en connaissait aucun exemplaire complet. Belle impression gothique aux encres rouge et noire, avec la musique notée à chaque page. La gravure au verso du titre est légèrement épidermée avec d'infimes manques. Très bon exemplaire, malgré des marges un peu courtes par endroits. Palau, 238140. Odriozola, Catálogo de libros litúrgicos, españoles y portugueses impresos en los siglos XV y XVI (1996), 649 (ne connaissait aucun exemplaire complet). Sanchez, Bibliografía Aragonesa del siglo XVI, n°298 (décrivant un exemplaire incomplet du titre). [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Librería Comellas]
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        L'Ethica.

      Florence: Lorenzo Torrentino,, 1550. Tradotta in lingua vulgare Fiorentina, et comentata per Bernardo Segni. Quarto (215 x 140 mm). Contemporary limp vellum, manuscript title inked to spine. Wood-engraved vignette title page incorporating the Medici arms, 12 allegorical initial figures, frequent line diagrams to the text. Contemporary Italian ownership inscription, inked annotation and underlining to pp. 301 & 311. Vellum lightly marked, shallow chip to fore edge of front cover, sigs. t, M and Ff lightly foxed, pale tide-mark to lower outer corner of a few gatherings and very occasionally to head of gutter. An excellent copy. First Segni edition, the first "full vernacular interpretation of Aristotle['s Ethics], including both translation and chapter-by-chapter commentary" (Lines, "Rethinking Renaissance Aristotelianism", in Renaissance Quarterly, 66.3 (Fall 2013), p. 838). "Practically unstudied, Segni's work represents an important moment in the evolution of vernacular Aristotelianism (and philosophy more generally) in the Renaissance" (idem, p. 824). Segni (1504-1558) was a Florentine humanist best known for his Istorie fiorentine and the Vita de Niccolo Capponi. He entered the service of Cosimo II de Medici, the Duke of Florence, in 1535, and was sent on a number of diplomatic postings in Europe. In his introduction Segni exalts the Tuscan language and underlines the need for vernacular editions of Greek and Latin texts, and quotes frequently from Dante throughout his commentary. He also draws extensively commentary tradition, including the works of Byzantine scholar Eustratius (c.1050-1121), English scholastic philosopher Walter Burley (c.1275-1344/45) and the fifteenth-century Florentine, Donato Acciaiuoli (1429-1478). Written at the height of the Counter-Reformation, during the Council of Trent, another notable feature of Segni's interpretation is the frequent reference to Catholic doctrine, at the implied expense of Lutheran teachings. The first vernacular edition of the Nicomachean Ethics was a French translation by Nicolas Oresme, printed in 1488.

      [Bookseller: Peter Harrington]
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        Biblia, Das ist: die gantze heylige Schrifft. Deudsch. Auffs new zugericht D. Mart. Luther).

      Am Schluß: Nürnberg, Johan von Berg und Ulrich Neuber, 1550. - Kl.-Folio. Mit 44 (13 blgr., 31 hlblgr.) Textholzschnitten von Georg Lemberger und zahlr. Holzschnitt-Initialen. 465 (statt 470) Bll. Schlichter Hldr. d. 19. Jhdts. (Kanten und Ecken stark beschabt und bestoßen). Adams B 1173. Vgl. Thieme-B. XXIII, 21 ff.- Seltene und frühe Nürnberger Ausgabe mit den schönen Holzschnitten in kräftigen Abdrucken.- Ein Teil des Alten Testaments und das ganze Neue Testament hier in einem Band zusammengebunden (es fehlt ein großer Teil des Alten Testaments). Beginnt hier mit der Vorrede auf die Propheten, die Abgötterei bei den Juden und die Vorrede auf den Propheten Jesaia (Prophetenbücher).- Ein Holzschnitt bei Bl. LXIII (Neues Testament) datiert 1540 (wiederholt auf Bl. CLVIII). Ein halbblattgroßer Holzschnitt auf Bl. CLXXVI (verso) datiert 1523. Thieme-B. über G. Lemberger (geb. um 1490-1500 in Landshut; gest. um 1540-1545): "L.s Sonderbegabung entsprechen aufs glüklichste die Aufgaben zu den großen Illustrationsfolgen, die mit den Bibeldrucken an in herantreten. Lebendige Schilderung, eindrucksstarke Gestaltung übernatürlicher Vorgänge geben seinen Bibelbildern das Gepräge. Ergänzend tritt sein reiches dekoratives Empfinden für die buchkünstlerische Ausstattung, Titeleinfassungen und Initialen, hinzu . Das Hauptwerk L.s bilden die 1532/35 geschaffenen Illustrationen zum A. Testament, die zuerst 1536 in Magdeburg in Michel Lotthers niederdeutscher Bibel herauskamen, seit den 40er Jahren aber mit anderen Folgen untermischt bis ins letzte Viertel des 16. Jahrh. hinein in Bibelausgaben . sich wiederfinden".- Es fehlt das Titelblatt zu Beginn (= A1) sowie das Titelblatt zum Neuen Testament (= Bl. *1). Weiters fehlen die Blätter A5 und A6 zu Beginn und das letzte Blatt mit der Druckermarke (= Hhh4). Papier gebräunt und unterschiedlich braun- und fingerfleckig. 2 Blätter zu Beginn stark tintenfleckig. Stellenweise Unterstreichungen in Tinte und stellenweise hs. Randanmerkungen. Ein Blatt zu Beginn und einige Blätter am Schluß in den Rändern ergänzt (geringer Buchstabenverlust). Innendeckel etw. wurmstichig. Bl. CCLXXI mit Eckabriß (ohne Textverlust). Das Impressum auf das letzte Blatt CLXXXIX verso montiert. A - NEUEINGÄNGE Juni 2016 [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Antiquariat MEINDL & SULZMANN OG]
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        Tutte le Opere - TVTTE LE OPERE DI NICOLO MACHIAVELLI CITTADINO ET SECRETARIO FIORENTINO, DIVISE IN V. PARTI, ET DI NVOVO CON SOMMA ACCVRATEZZA RISTAMPATE M. D. L.

      ohne, ohne (Genf) 1550 - 5 Tle. in 1 Bd. Mit 5 wdh. Holzschn.-Portraits u. 1 dplblgr. Holzschn. (Schlachtpl.). 1 Bl., 441 S.; 4 Bl., 140 S.; 364 S., 1 w. Bl.; 185 S., 9 Bl.; 2 Bl., 189 S. marmoriertes Ldr. ca.18.Jhd. auf 5 Bünden mit Rverg. (Berieb. u. best., Kap. mit kl. Einrissen, Ecken tls. läd.). Die als "Edizione della testina" bezeichnete erste Gesamtausgabe der Schriften Machiavellis ist bisher in 5 Varianten bekannt. Titelholzschnitt und die Jahreszahl sind allen gemeinsam. Papierbedingt leicht gebräunt, St.a.T. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Antiquariat Mahrenholz]
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        La Cingana, comedia di Gigio Arthemio Giancarli Rhodigino.

      Venezia, Appresso di Agostino Bindoni, 1550, - in-8 (mm 157x100), ff. 92., leg. posteriore in pergamena. Silografia al frontespizio raffigur. la Giustizia. Seconda edizione, rara. L'invenzione comica del Giancarli «Rhodigino» fu subito celebre ? come attesta l'elogio di Andrea Calmo ? per la sua straordinaria coloritura lessicale. Da annoverare tra i capolavori della commedia plurilinguistica di area veneta , la Cingana è infatti composta nella cosiddetta parlata zingaresca, mescidanza dei dialetti veneziano, bergamasco, pavano e ?greghesco'. In cinque atti in prosa. «Prima di essere un punto di arrivo, Venezia era stata un punto di partenza. Città multietnica, incrocio di ricchi mercanti di varia provenienza, sia italiana che straniera, da tempo aveva fatto del suo porto l'approdo di diversi linguaggi, il luogo della commistione delle razze e delle culture. L'espressione letteraria e teatrale di ciò erano state le commedie plurilinguistiche del pieno Cinquecento, prime fra tutte quelle di Ruzante, del Calmo e del Giancarli. espressione diretta dell'immigrazione di nuove classi sociali e nuove etnie: prevaleva dunque il genere del "contrasto" tra i buffoni locali della tradizione municipale di origine medievale e quattrocentesca e gli attori provenienti dall'esterno» . Buon esemplare (ex-libris Sordelli). B.M.STC IT, 300. Allacci 858. Salvioli 760. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        De conscribendis epistolis opus. Ioannis Ludovici Vivis libellus verè aureus. Conradi Celtis methodus. Christophori Hegendorphini Epithome. Omnia nunc demum in Studiosorum gratiam & utilitatem uno libello comprehensa, & longè quàm anteà emendatius excusa.

      - Mainz, I. Schöffer, 1550. 8vo. 2 Bl., 547 (recte 576) S., 2 Bl. (davon das erste weiß). Mit großer Holzschnitt-Druckermarke am Schluß. Pergament des 18. Jahrhunderts (fleckig). Eines der zahlreichen Lehrbücher des Erasmus zu einem guten Stil und guter Latinität. Zuerst 1522 erschienen und in der vorliegenden Ausgabe durch die kleineren Schriften von Vives, Celtis und Hegendorph zum selben Thema ergänzt. - Vander Haeghen 57; Bezzel 627; VD 16 E 2527. - Etwas gebräunt u. durchgehend leicht wasserrandig, zu Beginn stärker. Titel etwas fingerfleckig u. beidseitig gestempelt. Gestochenes Exlibris u. Bibl.-Schild auf Innendeckel.

      [Bookseller: Buch & Consult Ulrich Keip]
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        L’Ethica, tradotta in lingua vulgare fiorentina et comentata per Bernardo Segni.

      - Florence, Lorenzo Torrentino, 1550. In 4to, pp. (2), 547, 5 di indice e registro, (2), leg. in p. pergamena, titolo in oro su tassello rosso al dorso, frontespizio con bella bordura xilografica figurata che comprende portico con cariatidi, putti e festoni e, in basso, una piccola veduta di Firenze; 12 splendidi capilettera xil. di grande formato, qq. fig. xil. n.t., tagli in blu. Prima edizione della celebrata traduzione italiana con il commento di Bernardo Segni, molto apprezzata dal Gamba che annota quanto segue: "in questa originale e leggiadra edizione sono si adoperati quattro differenti caratteri, i quali, secondo la espressione del Moreni sono stupendissimi, talché fanno tra loro un’ottima armonia". (Gamba, 87; Brunet I, 467; Annali Tipografici del Torrentino, pp. 104-105). Timbro ex libris di recente proprietà al primo foglio di guardia e nome di più antica appartenenza manoscritto al frontespizio. Legatura, fogli di guardia e capitelli antichi ma non originali, lievi aloni di umido alle prime pagine del proemio e qualche leggera macchietta. Bell’ esemplare, fresco, marginoso e in bella impressione. [Attributes: First Edition]

      [Bookseller: BOTTEGHINA D'ARTE GALLERIA KÚPROS]
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        Opera nova de Achille Marozzo bolognese, maestro generale de larte de larmi.

      Venezia, Giovanni Padovano, 1550.In - 4°; 8 cc. nn., 148 cc. con frontespizio e 84 figure, di cui 56 a piena pagina, incisi in legno; legatura coeva in tutta pergamena, titolo manoscritto al dorso, lacci originali in pelle parzialmente conservati. Antica firma di possesso al titolo ed ex libris a stampa al contropiatto anteriore (del maestro di scherma Garibaldi Geraci). Antichi segni di inchiostro al titolo; sporadiche, non gravi macchioline e tracce d'uso. Buon esemplare. Terza edizione del più importante trattato italiano di scherma del Cinquecento, e primo vero trattato sistematico e completo di scherma moderna, la cui fortuna è testimoniata dalle molte edizioni che si susseguirono nel corso del secolo. L'edizione veneziana del 1517, citata da alcune bibliografie come prima, è in realtà ormai riconosciuta come una ristampa del Sessa della fine del '500. Le 84 xilografie, in questa edizione "più fresche" che nella prima (Modena 1536), per il resto identica (cfr. Gelli), rappresentano schermidori nelle diverse figure e posizioni e sono state attribuite a Francesco Barattini o a Giovanni Britto (il monogramma "b" è ben visibile su alcune di esse). Achille Marozzo (1484 - 1553) è considerato uno dei più importanti maestri della "Scuola bolognese" ed è riconosciuto come il "padre della scherma europea" (Sticca). Fu allievo di Guido Antonio de Luca che fu maestro, tra gli altri, anche di uomini d'arme quali Giovanni dalle Bande Nere e Guido Rangoni, dedicatario dell'opera. Thimm, p. 181. Vigeant, pp. 89 - 90. Gelli - Levi, Bibliografia del duello, p. 144. D'Ayala, p. 203. Gelli, pp. 132 - 136. Sticca, p. 115. Sander 4385. Mortimer, Italian 287 (ed. Modena 1536). Cicognara 1705. Brunet III, 1466.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Mediolanum]
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        De mentha pusilla per Petrum Bembum Priapus loquitur Spain c 1550

      

      [Bookseller: Maggs Bros. Ltd. ]
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        Petri Ferndinandi in doctrinarum scientiarum que omniu[m] co[m]mendatione oratio apud universam Conimbrica[m] Academiam habita Calen. Octobr. M.D.L. Ad invictissimum Ioannem tertium Portugalliæ Regem.

      

      [Bookseller: Richard C. Ramer Old & Rare Books]
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        Annotationi sopra la lettione della Spera del Sacro Bosco dove si dichiarano tutti e principii mathematici & naturali, che in quella si possanâ?? desiderare. Con alcune quistioni notabili a detta Spera necessarie & altri notandi & rari segreti, che in quella son ascosti...

      [Lorenzo Torrentino] 1550 (al colophon) 4to (cm. 21,2), 219(1) pp. con capilettera, num.se ill.ni e diagrammi in xilografia. Legatura antica in piena pergamena rigida con titolo oro su tassello dipinto al ds. Tagli azzurri. Alcuni forellini di tarlo al ds. e una piccola macchia al margine di poche carte ma, nel complesso, ottimo esemplare. Riccardi, II, 138: â??Bella edizioneâ??. First edition of Mauroâ??s new translation of the Sphaera and of his annotations and commentaries which include theological and Neo - Platonic interpretations. It reveals Mauroâ??s compliance with the Churchâ??s opposition to Copernivus which induced him to suppress the remarks on the new discoveries which were in his 1537 Italian version. â??The theme of the commentary is a compromise and is succintly expressed in the maxim printed on p. 160 (trans.): God is sphere whose center is everywhere and whose circumference is nowhereâ?? (Kraus 104/126).

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Ex Libris s.r.l.]
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        Le Premier Livre (et Second et Troisiesme) de Roland l'Amoureux, mis en Italien par le segneur Mathieu Marie Bayart et traduit en Françoys, par Maistre Iaques Vincent du Crest Arnaud en Dauphiné.

      A Paris, de l'Imprimerie d'Estienne Groulleau et Benoist Prévost, 1549-1550, - 3 tomi in-folio, riuniti in un volume (330x210 mm), ff. (6), CXXXIII, (1 bianco); (6), CVII, (1 bianco); (4, di cui ultimo bianco), XXXVIII; ciascuno con propria pagina di titolo, il primo con dedica a Diane de Poitiers. Bella legatura ?700esca in pieno vitello biondo, triplice filettatura oro sui piatti, dorso a nervi con titolo e fregi oro, dent. int., tagli dor. Impresa dello stampatore sui tre titoli, varie iniziali ornate, 67 stupende grandi figure in silografia nel testo, entro bordure variate. Prima edizione francese dell'Orlando Innamorato di M. M.Boiardo (Scandiano 1441 - Reggio E. 1494), famoso poema epico cavalleresco e amoroso (prima rarissima edizione di Scandiano, circa 1495). Anche Il presente pregiatissimo volume è molto raro, stupendamente impresso e in conservazione ottima (tre ex-libris di collezioni francesi). Melzi-Tosi pp.87-88 (per le ediz. Italiane). Mortimer, French, 109. Brun, Livres illustrés de la Renaissance, 137. Manca a varie biblioteche e bibliografie, tra le quali BMC e Adams. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        Tabulae directionum profectionumque, nontam Astrologiae iudiciariae, quam tabulis instrumentisque innumeris fabricandis utiles ac necessariae.

      Tübingen Morhard 1550 - (22 x 16 cm). 157 nn. Bll. Mit Holzschnitt-Titelvignette. Moderner Pergamentband im Stil der Zeit. Seltene Ausgabe seines beliebten, 1475 erstmals erschienenen Werkes, das besonders für die Berechnung von Horoskopen wichtig war. - Für die Deutung von Horoskopen spielt die Unterteilung des Himmels in Abschnitte, die sogenannten "Häuser", eine herausragende Rolle, da sie die Vorhersagen stark beeinflussen. Regiomontanus führt dazu eine selten gebrauchte Zählung der Häuser, beginnend am Ostpunkt des Horizonts, ein und berechnet die vorliegenden Tafeln. Mit ihrer Hilfe lassen sich die Häusergrenzen jeweils exakter bestimmen. Mathematisch gesehen handelt es sich dabei um eine Anleitung und Tafeln zur Umrechnung sphärischer Koordinaten. - "Dieses 'Tabulae directionum' genannte Werk enthält in der Hauptsache die Tafeln zur Berechnung der Häusergrenzen mit den zugehörigen Gebrauchsanweisungen. Im 14. Abschnitt kam er auf die verschiedenen Arten der Häuserberechnung zu sprechen. Unter Auslassung der ältesten und einfachsten Art, nämlich den Tierkreis in 12 gleiche Teile. zu teilen, welches Verfahren sogar noch Cardano anwendete, beschrieb er die 3 wichtigsten Einteilungen des Himmels. zugleich lieferte er alle Tafeln, die zur Berechnung eines Horoskopes, abgesehen von den Planetenörtern, nötig waren und lehrte in den Erklärungen an Hand von Beispielen die Benützung dieser Tafeln" (Zinner). - Regiomontanus war Professor für Astronomie und u.a. beteiligt an der von Sixtus VI. geplanten Kalenderreform. - Gestochenes Exlibris. Titel mit hinterlegtem kleinen Loch (ohne Textverlust). Zwei Blätter mit Notizen von alter Hand. Vereinzelt gering fleckig. Buchblock etwas bestoßen. Insgesamt gut erhalten. - DSB 11, 348; VD16 M 6557; Houzeau-Lancaster 2257; Zinner, Regiomontanus S. 147

      [Bookseller: Antiquariat Gerhard Gruber]
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        Angelica Innamorata, composta per messer Vicentio Brusantino Ferrarese. Allo illustrissimo, et eccellentidìssimo signore Ercole Secondo, Duca Quarto di Ferrara. In Vinetia M.D.L. .

      (In fine:) Impresso in Venetia per Francesco Marcolini il mese di Dicembre M.D.L: (1550), - in-4, ff.240, carattere corsivo italico su due colonne, impresa tipogr. sul titolo e in fine, numerose grandi iniziali silografiche figurate. Legatura 700sca mezza pelle, titolo e fregi oro al dorso. Edizione originale, dedicata a Ercole d'Este di questo poema cavalleresco in ottava rima, dedicato a Ercole d'Este, che ambiva continuare l'Orlando Furioso dell'Ariosto, riannodando alle vicende di Angelica, divisa da Medoro per intervento della maga Alcina, quelle di Ruggero e di Bradamante. Il Brusantino (Ferrara inizio XVI sec. - 1570), amico dell'Aretino, ebbe vita travagliata e trovò una sistemazione solo quando trovò adeguata protezione entrando nella corte di Ercole II d'Este. Assai raro testo poetico, in esemplare genuino. Melzi e Tosi, III, 101. Agnelli-Ravegnani, II, 205. Casali, 178. Passano 12. Brunet, I, 1302. Olschki, Chois, 18936. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        Pirotechnia. Li diece libri della Pirotechnia,

      nelli quali si tratta non solo la diversita delle minere, ma ancho.di quanto s'appartiene all'arte della fusione over getto di metalli. Venezia, G. Padovano per C. di Navò, 1550, - in-4, ff. (8), 167, (1, con marca tip.). Legatura coeva p. pergamena molle, titolo ms. al dorso e al piatto anteriore. Dedica dello stampatore a Guidotto Napio, boemo. Titolo racchiuso da bordura silogr. e marca tip. in basso, illustrato da 84 interessantissime figure silogr. n.t. riproducenti strumenti e fasi della fusione dei metalli, fornaci, alambicchi, ecc. Seconda edizione, con lo stesso numero di fogli e le stesse figure della prima edizione del 1540, di questa celebre opera sulla metallurgia e la mineralogia, la lavorazione a fuoco, con riferimenti anche all'alchimia. Biringuccio (nato a Siena nel 1480 e morto a Roma nel 1537), grande amico di Benedetto Varchi, si occupò della costruzione di fornaci e mantici, della direzione di miniere e della fabbricazione di artiglierie in varie parti d'Italia. Bell'esemplare (lievi difetti in qualche margine bianco, leggere ingialliture). Hoover Coll. 129-30: «.one of the classics in the history of science and technology». Duveen 79:«famous book on metallurgy and mining, containing interesting chapters on alchemy and illustrated by very fine woodcuts». Mieli, Scienziati ital. I, pp. 20-24: «Il trattato di Biringuccio si può qualificare come la prima opera organica relativa a tutto un gruppo di scienze applicate che sia stata pubblicata nel Rinascimento». Per notizie bio-bibliogr. cfr. Diz. Biogr. degli Ital. X, 625-631. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        LE TRETTE DE LA GRAMMERE FRANCOEZE.

      - MEIGRET, Louis. LE TRETTE DE LA GRAMMERE FRANCOEZE. Suivi de : LA REPONSE DE LOUIS MEIGRET A L’APOLOJIE DE JAQES PELLETIER. Suivi de : DEFENSES DE LOUIS MEIGRET TOUCHANT SON ORTHOGRAPHIE FRANÇOEZE, contre les censures e calônies de Glaumalis du Vezelet, e de ses adherans. Paris, Chrétien Wechel, 1550. 3 ouvrages en 1 volume in-4 de 144 ff. ; 10 ff. ; (18 ff.). Vélin souple à recouvrement, dos lisse, restes de liens de cuir. Reliure de l'époque. 232 x 157 mm. EDITION ORIGINALE EXTREMEMENT RARE DE LA PREMIERE GRAMMAIRE DE LA LANGUE FRANÇAISE, « rédigée en français » par Louis Meigret ; cette œuvre « étant de ces grands textes qui ne laissent pas indifférent » (Cendrine Pagani-Naudet). Louis Meigret (vers 1510-1558) était un grammairien lyonnais et un réformateur de la langue française. Charles-Louis Livet, dans son livre La Grammaire française et les grammairiens du XVIè siècle, 1859, disait de lui qu’il était « le père de la grammaire française » et non Dubois ou Henri Estienne. Il était le premier à penser qu’il fallait offrir à l’usage populaire des traités composés en français et mettre ainsi « la science au service du vulgaire ». L’ouvrage est divisé en 11 parties : l’abondance en voix de la langue françoise (voyelles, consonnes, syllabes, diction, langage, articles) - les noms - les pronoms - les verbes - la préposition - les adverbes - les conjonctions l’intersection - les accents ou tons des syllabes et les dictions - les poins d’amiracion, d’interrogation et l’apostrophe - les poins de soupir, de semi-poze le point final et la parenthèse. Dans la partie consacrée aux verbes, il donne la conjugaison des verbes avoir, être, aimer, voir, lire et bâtir. La recherche universitaire contemporaine vient de consacrer une longue étude à cette œuvre fondatrice de la langue française et notamment à l’apport de cette grammaire de Louis Meigret imprimée en 1550 au Traicté de la grammaire française de Robert Estienne qui paraitra en 1557. En voici les extraits marquants : « L’histoire de la grammaire française offre à sa naissance une redondance dans les titres, sur laquelle il convient de s’interroger. La première grammaire du français rédigée en français paraît en 1550 sous le titre « Le Tretté de la grammere francoeze », elle est l’œuvre de Louis Meigret. Sept ans plus tard Robert Estienne fait publier à son tour un Traicté de la grammaire francoise. Singulière succession qui invite, quoi qu’on en ait, à comparer l’obscur grammairien lyonnais et l’« illustre typographe ». Pour Meigret, la langue se parle, la langue s’entend, la langue « sonne ». Le jugement de grammaticalité se fait donc aussi au niveau de la performance orale, de « l’oreille ». Voilà pourquoi Meigret est si attentif à la prosodie, et en propose une description, essentiellement consignée dans les dernières pages de son Tretté. L’aspect le plus spectaculaire de cette analyse consiste dans ces portées musicales destinées à modéliser l’intonation. On entretient aussi l’idée qu’un amendement de notre code graphique est irréalisable. Ce combat-là, Meigret l’a perdu, à moins qu’on ne s’efforce de le lire dans sa version originale, pour s’apercevoir qu’elle est finalement « lisable ». Mais peut-être est-ce encore là un parti pris, l’œuvre de Meigret étant de ces grands textes qui ne laissent pas indifférent » (Cendrine Pagani-Naudet. Sophia Antipolis 2012). On trouve plusieurs notes sur les gardes du présent exemplaire dont une en français du XVIè siècle qui indique que l’exemplaire a appartenu à Pierre Bertrand de Chatronnières : « A Pierre Bertr. De Chatronnières, à ses amis, & a(utres) ? larrons. Bert. De Chatronières. » Aucun autre exemplaire ne semble avoir été proposé à la vente depuis plusieurs décennies. Avant la réévaluation de cette œuvre fondatrice, Brunet écrivait déjà au XIXè siècle : « Cette grammaire est recherchée à cause de sa singularité, mais on la trouve difficilement ». [Attributes: First Edition; Soft Cover]

      [Bookseller: Librairie Amélie Sourget]
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        The castell of helth corrected and in some places augmented, by the first author therof, sir Thomas Elyot knight, the yere of our lorde 1541. [Elyot's Castle of Health].

      Imprinted at London in fletestrete in the house of Thomas Berthelet. Cum priuilegio ad imprimendum solum. 1550 - Small octavo; [4](of 7), 73, 68-90 leaves (i.e.198pp). Bound in recent full vellum with gilt-lettered red morocco spine label and gilt-lettered date direct to foot of spine; endpapers contemporaneous with binding; lacks first three printed leaves (title-page and first 2 leaves of 'The Proheme'), with good period paper facsimile of title-page loosely inserted; contemporary inscription at foot of final page of 'The Proheme' obliterated with ink cross-hatching in an early hand, very small library stamp on front free endpaper, otherwise a clean copy with a few decorative capitals and very occasional early ink marginalia. Berthelet's colophon is undated in this edition, and though the date '1542' has been added to the colophon in an early hand, ESTC puts the date at 1550. Rare early example of Elyot's pocket manual to health and diet which despite its missing three leaves remains a delight. ESTC S121123, citing just 6xUS and 2xUK copies (British Library and Glasgow University Library). [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Lyppard Books]
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        La Chronique des roys de France, puis Pharamond jusques au roy Henry, second du nom, selon la computation des ans, jusques en l'an mil cinq cens quarante et neuf. Le catalogue des papes, puis S. Pierre jusques à Paul, tiers du nom. Catalogue des empereurs, puis Octovian César jusques à Charles, V. du nom.

      Galiot du Pré, Paris 1550 - In-8 de 119 ff. DU CHESNE (André). Bibliothèque des autheurs, qui ont escript l'histoire et topographie de la France, divisée en deux parties, selon l'ordre des temps, & des matières. A Paris, en la boutique de Nivelle. Chez Sebastien Cramoisy, ruë Sainct jacques, aux Cigognes, 1618. In-8 de (4)-236 pp. 2 pièces reliées en 1 vol. petit in-8, veau brun, dos orné à nerfs, pièce de titre en maroquin rouge, tranches jaspées (reliure du XVIIe siècle). 1. Deuxième édition française publiée un an après l'originale, illustrée de cinq bois dans le texte (médaillons). Résumé chronologique de l'histoire de France établi par l'évêque Jean Du Tillet sieur de la Bussière (mort en 1570) sous la forme d'un tableau de quatre colonnes (Ans de Jésus Christ, Ans du règne, Description des événements, Ans du monde), suivi du catalogue des Papes depuis Saint Pierre et celui des Empereurs. Marque de Galliot du Pré au verso du dernier feuillet. Sur le titre, ex-libris manuscrit à l'encre du temps ex domo sancta Trimitatis secus Divionem F. J. Lardé. Brunet, II, 923. 2. Edition originale. Bibliographie de l'histoire et de la géographie de la France par André Duchesne (1584-1640), surnommé le « Père de l'histoire de France ». Cette bibliothèque est la première bibliographie de l'histoire de France et du régionalisme. Elle est classée en deux parties, l'une chronologique, l'autre topographique sur les provinces et les villes. Plusieurs manuscrits sont catalogués. Exemplaire annoté du bibliographe Gabriel Peignot qui manque au Catalogue d'une nombreuse collection de livres anciens, rares et curieux, provenant de la bibliothèque de feu Gabriel Peignot (1852) ; fiche bibliographique en regard du titre de Dutillet puis notule dans la marge inférieure du titre de Duchesne. C'est une note sur le premier contreplat, qui renseigne cette attribution : Les deux ouvrages reliés ensemble. Sur le feuillet de garde du premier on lit une longue note bibliographique de la main de Gabriel Peignot. On en trouve aussi une petite sur le titre du second ouvrage. Gabriel Peignot classa dans son propre Répertoire biographique universel (1812), l'oeuvre de Duchesne dans la rubrique Histoire de France. Cachet rouge sur la garde supérieure, « Gérard Chierzac ». [Attributes: First Edition; Hard Cover]

      [Bookseller: Bonnefoi Livres Anciens]
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        Descrittione di tutta l'Italia & isole pertinenti ad essa.

      Early, expanded edition, following the first of 1550: An important and widely read account of Italy, written by a Dominican monk and Bolognese scholar who spoke at length about his home city in addition to the other major regions of the country. The Catholic Encyclopedia (1917) online notes that the work contains "many valuable topographical and archaeological observations." Nicely printed in italic type (without maps), the work has a good index. The separate title-page of vol. II gives Isole appartenenti alla Italia, dated 1576. Venice is treated here, as an island, not as part of "the mainland."

      [Bookseller: PRB&M/SessaBks (Philadelphia Rare Books ]
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        Cvba':.

      - Holzschnitt v. Sebastian Münster, um 1550, 8 x 22,5 (hochauflösende Bilder auf meiner Homepage, oder bei Anfrage - high resolution pictures on my homepage or after request)

      [Bookseller: Antiquariat Norbert Haas]
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        La Vita di Esopo. Tradotta et adornata dal signor Conte Giulio Landi. Di nuovo ristampata & con sommo studio corretta: con la sua tauola nel fine.

      Venedig, Gabriel Giolito, 1550. 8°. Mit 2 gestochenen Druckermarken. 59 S., 1 Bl., Ganzpergament. Zweite Ausgabe der erstmals 1450 erschienenen Biographie, für deren Übersetzung und Bearbeitung durch den Schriftsteller und Philosophen Guido Landi (ca. 1500-1580) die Aesop-Biographie des Mönches Maximus Planudes (ca. 1260-1310) zugrundelag. CNCE 26167. Einband schwach fleckig. Seite 13 etwas angeschmutzt. Insgesamt schönes und wohlerhaltenes Exemplar. Versandkostenfreie Lieferung Äsop, Biographie, Alte Drucke, Gabriel Giolito di Ferrari, L.

      [Bookseller: \"erlesenes\" - Antiquariat und Buchhand]
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        Decisiones Grationopolitanae, authore Guidone Papae, utriusque iuris clarissimo Doct: nuncdemum fidelius & castigatius, quam isquã antea editae. Accesserunt & his nunc primum Summaria, copioso & fideli Indice subiecto

      Lugduni {i.e.]: Apud haereders Jacobi Giunta, 1550. Printer's device on title. Text in Latin in two columns. 371, [1, blank], 28 leaves (Index, with separate t.p.). 1 vols. 8vo. 18th-century quarter calf and paper boards with paper label affixed. Covers scuffed and spine slightly,defective, but cords are solid. Printer's device on title. Text in Latin in two columns. 371, [1, blank], 28 leaves (Index, with separate t.p.). 1 vols. 8vo. Guy de la Pape (Papa, Guido, c.1402-c.1487) was a celebrated jurist from Grenoble whose Decisiones for the Parlement of Grenoble were first printed in 1490, and very frequently thereafter through the 16th, 17th and 18th centuries. This printing by Giunta, with the commentary of Antoine Rambaut is quite rare both in institutions (OCLC locates only two copies) and in the marketplace (no copies have appeared in ABPC in the last 35 years. Not in Adams

      [Bookseller: James Cummins Bookseller]
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        Kritische Schriften. Zum ersten Male gesammelt und mit einer Vorrede herausgegeben von Ludwig Tieck. 4 in 2 Bänden. Leipzig, Brockhaus Verlag 1848-1852. 1. Auflage. 8°, XVI/388, VI/424, XXII/298, VIII/383 Seiten. Später Halbleineneinband mit marmoriertem Deckel. Zustand: teilweise leicht stockfleckig, Innenspiegel mit Exlibris, insgesamt noch gut erhaltenes u. seltenes Exemplar!

      - Sprache: Deutsch Gewicht in Gramm: 1550

      [Bookseller: Antiquariat an der Uni Muenchen]
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        De medica materia libri sex, Ioanne Ruellio Suessionensi interprete. His accessit, praeter pharmacorum simplicium catalogum, copiosus omnium ferme medelaru(m) sive curationum index. ??????

      Venezia, Dominicus Lilius, 1550, 16mo legatura coeva in piena pergamena morbida, cc. (1)-274-(183) capolettera xilografici figurati. Exlibris "Loris Premuda" alp piatto anteriore. Pritzel 2306.

      [Bookseller: Libreria Piani gia' Naturalistica]
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        Teutsche Speißkammer: Das Kreutter Buch, Darinn Unterscheidt, Namen unnd Würckung der Kreutter, Stauden, Hecken und Beumen sampt ihren Früchten so im Teutschen Landen wachsen. Der Vierde Theil von den vier Elementen.

      (Straßburg Josiam Rhiel) 1550 - Kl.-Folio. Bll. 401-454. Mit 19 altkol. Holzschnitten. Neuer Halbpergament. Neugebunden. Gebr. u. fl., tls. Randbemerkungen u. Textmarkierungen. Schönes Expl. Auf Wunsch senden wir gerne ein Foto des Buches via E-mail 0,815 gr.

      [Bookseller: Neusser Buch & Kunst Antiquariat]
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        Biblia/ Det er den gantske hellige Scrifft/ udsæt paa Danske.

      Præntit i Københaffn aff Ludowich Dietz 1550. Faksimile-utgave. Utg. av Det danske Sprog- og Litteraturselskab 1928. Folio. Pent priv. helskinnbd. med fire opph. bind.. Faksimile-utgave av Christian III`s foliobibel

      [Bookseller: Ruuds Antikvariat]
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        Münchener Album. Mit 48 Stahlstichen von J. Poppel, J. Riegel, M. Kolb, E. Rauch. 4° (ca. 21,5 x 29 cm), OLwd. d. Zt. mit goldgepräg. Deckentitel. Mit Inhaltsverzeichnis der Stichen am Anfang des Buches u. vierseitigen Verlagsanzeigen am Ende des Buches (sehr selten!). München, Georg Franz Verlag 1854. Zustand: Buchrücken fachmännig erneuert, die breitrandigen Ansicht unterschiedlich stockfleckig, insgesamt noch gut bis sehr gut erhaltenes und seltenes Exemplar.

      - Sprache: Deutsch Gewicht in Gramm: 1550

      [Bookseller: Antiquariat an der Uni Muenchen]
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        Il Cortegiano del Conte Baldesar Castiglione, Di nuovo rincontrato con l'originale scritto de mano de l'auttore: Con una brieve raccolta delle conditioni, che si ricercano a perfetto Cortegiano, & a Donna di Palazzo.

      Lyon Gulielmo Rouillio (Guillaume Rouillé) 1550 - 8 Bll., 467 Seiten, 6 Bll., 12° (12,1 x 8,2 cm), brauner Ganzlederbd. um 1750 mit vergold. ornamentiertem Deckelrahmenund reicher floraler Rückenvergoldung. Castigliones "Il libro del Cortegiano" zählt neben Ariosts "Orlando Furioso" und Macchiavellis "Il Principe" zu den bedeutendsten Büchern der italienischen Renaissance. Castigliones Beschreibung einer idealen und vollendeten höfischen Gesellschaft, besonders des Hofmanns ("Cortegiano") und der Hoffrau ("Donna di palazzo") entstand um 1510, wurde erstmals 1528 gedruckt und erfuhr noch im 16. Jahrhundert zahlreiche Auflagen und Übersetzungen in andere Sprachen. - Sehr gut erhaltenes und gepflegtes Exemplar in einem schönen Ganzlederband des 18. Jahrhunderts. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Antiquariat Heuberger (VDA / ILAB)]
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        Apophthegmatum ex optimis utriusque linguae scriptorie per DES. ERASMUM ROT. collectorum libri octo. virtute duce, comite fortuna

      Apud Seb. Gryphium Lugdunum 1550 - Fort vol. in-12 (13x8cm), 923-15pp., vélin crème, pièce de titre maroquin rouge (reliure du XIXème siècle),vignette sur la page de titre, texte entièrement réglé à l'encre rouge. Recueil d'adages d'auteurs antiques Grecs et Latins : Plutarque,Diogène,Xenophon, Tite Live,Quintilien,Pline l'Ancien et le Jeune,Sénèque, Valère Maxime, etc. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: H. PICARD ET FILS, founded 1860]
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        DIE STATT ROM IN ALLER WELDT BEKANT CONTRAFHETUNG.’. Early view of Rome from a half elevated position.

      Sebastian Münster ca. 1550 - 24x36cm. Uncoloured. Excellent condition.

      [Bookseller: Garwood & Voigt]
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        ORIGINALE BOKBLADER. Lott med 14 originale, dekorative blader fra forskjellige 1500-tallsskrifter, flere med tresnitt og initialer. Bl.a. Coronijcke van Vlaendren (1531), Strassburger Bibel (1458) og Münster's Cosmographia (1550).

      

      [Bookseller: Wangsmo Antikvariat]
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        Egloghe... divise in cinque libri...

      Gabriel Giolito de Ferrari 1550 Edizione originale della prima opera stampata del Muzio. In 8°, c. 128. Le 35 egloghe in endecasillabi sciolti (amorose, marchesane, illustri, lugubri, varie), scritte fra il 1525 e il 1550, sono dedicate ad Antonio D'Oria e hanno carattere prevalentemente encomiastico. Un leggero alone nella parte superiore delle prime 8 carte. Legatura settecentesca in pergamena. Tagli marmorizzati. (Adams, M 2083; Gamba, 1523).

      [Bookseller: Studio Bibliografico Marisa Meroni]
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        Tes Kaines Diathekes hapanta ... Novum Iesu Christi D.N. Testamentum.

      Lutetiae: Ex Officina Roberti Stephani Tall folio (34 cm; 13.25"). [16] ff., 272, 202 pp., [1] f.. 1550 Robert Estienne's 1550 edition, his third edition of the New Testament in Greek, established the textus receptus for subsequent editors. His documentation of collations of fifteen manuscripts (including the Codex Bezae) resulted in the first critical apparatus for an edition of the Bible" (Pelikan). In addition to being a major scholarly achievement, Estienne's work is universally hailed for its typographic beauty: It is printed in the largest of the three fonts of Greek type that Claude Garamond designed, the famous Royal Greek type — the grecs du roi that Robert Estienne ordered on behalf of King Francis I of France. Their design was based on the handwriting of the Cretan copyist Angelo Vergecio. => This is the very first use of this largest size of the Garamond Royal Greek type. Adding to the visual beauty of the typography and aiding the reader in navigating the text is the printer's use of two sizes of foliated and grotesque Greek initials, headpieces of similar design, and a divisional title-page for the second section that begins with the Epistles of Paul. As previously mentioned, the volume offers critical apparatus: This is printed in the inner margin of the text and gives variant readings and additions from manuscripts that Estienne had consulted for collating against the printed text; and the outer margin contains references and the ordinary chapter-numbers and division-letters, A, B, etc. Two versions of => the Estienne printer's device are used in the work: The coiling snake and vine (Schreiber B1) on the main and divisional title-pages and the man standing under an olive tree (Schreiber 10) on the verso of the colophon leaf. Binding: 16th-century red crushed goat (morocco?), round spine, no raised bands, spine richly tooled with an overall, elaborate vine pattern "gilt-extra." The covers have an outer border formed by a triple and single fillet, three of the four tooled in blind and one in gilt, and an inner frame also of a triple and single fillet, but with two in blind and two in gilt; the resulting panel is graced with gilt corner devices and a large gilt center device. All edges gilt and top edge with old ink lettering under the gilt ("Novum Testamentu[m]"). Provenance: The Howell Bible Collection, Pacific School of Religion (properly released). Binding as above, evidence of ties at top, bottom, and fore-edges of boards; a little rubbed. Text with red ruling through p. 43. Occasional light, small stain in upper margin and very occasionally some other spot; perhaps six leaves towards end with old light waterstain across lower outer corner. Very minor worming in some lower margins, not near text. Definitely a very good copy of a => sumptuous book.

      [Bookseller: SessaBks, A Division of the Philadelphia]
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        Kempis dell`Imitatione di Christo Parigi

      - - 1 Kupferstich signiert (auf Seite 342 von Jan Sadeler (1550 - 1600); er war niederländischer Kupferstecher und Verleger in Venedig/Frühe reich bebilderte Ausgabe auf italienisch von der Ausgabe der nachfolge Christi/sehr gutes Exemplar - Gewicht in Gramm: 130 Sivende, Venice (Venedig), (um 1600). 5 Bl./426 S./3 Bl. mit 1 in Kupfer gestochenen Titel sowie 115 Kupferstichen im text, einige Textvignetten, original Leder der Zeit mit Goldschnitt. Duodez (etwas fleckig/alter Namenseintrag auf Titel) [Attributes: Signed Copy; Hard Cover]

      [Bookseller: Celler Versandantiquariat]
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