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Displayed below are some selected recent viaLibri matches for books published in 1542

        Le très excellent et sainct mistere du viel testament

      Paris Jehan Real 1542 Un volume in-4demi vélin moderne, tranches rouges. 304 folios sur 324, caractères gothique à 2 colonnes de 52 lignes. Très rare troisième édition d'une compilation de mystères probablement écrits par des auteurs différents vers 1450 et représentés le plus souvent isolément. Suite à des représentations de l'ensemble des mystères données à Paris au cours du XVIe siècle (vers 1500, 1520 et 1540) que tous ces textes ont été rassemblés en un seul vaste volume et publiés à 3 reprisesNotre édition, illustrée de 12 bois (sur 14?), dont 2 répétés, est malheureusement amputée de 21 folios : 1 à 10 (page de titre et colophon absents), 289, 308, 309, 315, 316 et 319 à 324 ; le folio 219 est doublé et les folios 273 et 303 sont manuscrits (écriture du XVIIe).260x180x35mm, poids : 1,1kg, envoi soigné en Chrono 13 de Chronopost One volume, 4to, half modern vellum. 304 (of 324) folios. Very rare 3rd edition of a collection of medieval French mystery plays, printed in gothic, 2 columns 52 lines each and illustrated with 12 (of 14 ?) woodcuts. Unfortunately 21 folios are missing, including the page title and the printer's mark leaf. - - * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * Attention ! Les montants des frais de port mentionnés ne sont valables que pour la France continentale. Pour toute autre destination, veuillez prendre contact avec la librairie par téléphone fixe +33 (0) 5 67 67 46 33 ou portable +33 (0) 6 04 51 14 09 ou par courriel : librairie@scriptorium-albi.frBeware! The shipping rates here given are only available within France. For any other destination please contact the book shop by phone: +33 (0) 5 67 67 46 33 or GSM: +33 (0) 6 04 51 14 09, or by e-mail: librairie@scriptorium-albi.fr

      [Bookseller: Le Scriptorium d'Albi]
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        Dialogo dove si ragiona delle Bellezze. Alla Eccellentissima Marchesa del Vasto

      apud Antonium Gardane, 1542. In-8° (148x95mm),ff. 120, legatura antica in p. pergamena tinta marmorizzata con titolo e fregi in oro su tassello in pelle rossa al dorso. Tgali marmorizzati. Impresa tipografica incisa su legno al titolo. Qualche alone marginale e qualche brunitura. Restauri alle cerniere. Buon esemplare, lievemente corto di margini. Seconda edizione, immediatamente posteriore alla prima di Casale Monferrato (che era in formato in-4°), di questo celebre dialogo in lode delle donne casalesi. Fuggito da Venezia dopo la sua violentissima polemica con Pietro Aretino (il Franco aveva perfino ricevuto una coltellata da un partigiano dell'Aretino, Giovan Ambrogio degli Eusebi), il letterato beneventano riparò prima a Padova e poi, con l'intento poi accantonato di recarsi in Francia, a Casale Monferrato, dove fu benevolmente accolto dal locale governatore, Sigismondo Fanzino; la permanenza del Franco nella città piemontese si protrasse per un settennio, dal 1539 al 1546, periodo nel quale egli ebbe modo di elaborare questo suo panegirico delle donne del luogo, in cui egli attribuì loro, oltre alla venustà, ogni sorta di pregio morale e spirituale. Palese, nell'opera, l'influenza di "Della natura d'amore" di Mario Equicola. Ai ff. 99 e sgg. figurano vari componimenti poetici e lettere del Franco non raccolte nel suo epistolario, tra cui quella ben nota ad Alberto del Carretto "dans laquelle Franco a tracé un tableau dégoûtant de la cour de Rome" (Graesse, II, 628). Gamba, 1403. STC Italian, p. 279. Tiraboschi, IV, 136. EDIT16 CNCE 19821. Cfr. Adams, F-959 (edizione casalese). Italiano

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Galleria Gilibert]
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        Le nozze di Vertumno e Pomona

      1542. Bulino 1542, datato e monogrammato in lastra al centro. Esemplare nel secondo stato di due, con l'indirizzo dell'editore Claudio Duchet. Bellissima prova, impressa su carta vergata con filigrana "Scudo con lettera M sormontata da stella" (Briquet 8390 - 91 - 92), rifilata al rame, in ottimo stato di conservazione. Non sono ancora identificate le iniziali di questo incisore che si dichiara "orafo fiorentino", spesso confuso con Giovanni Francia. La stampa che riproduce probabilmente un disegno di scuola raffaellesca oggi disperso, si presenta nello stesso verso dell'affresco un tempo visibile nel Casino Bevilacqua noto anche con il titolo le Offerte a Vertunno e Pomona o il Risveglio di Alessandro e Rossane o la Festa di Flora o Venere e Adone. Secondo la descrizione di Passavant, che osservò l'affresco prima del distacco dal Casino, questo soggetto era la centro della volta della sala decorata con le Nozze di Alessandro e Rossane. Sempre il Passavant attribuisce i dipinti al Perin del Vaga. Più recentemente vengono invece attribuiti da Hunter alla cerchia di Girolamo Siciolante. La stampa, eseguita nel 1542, risulta come il solo lavoro grafico di questo interessantissimo maestro. Molto rara. Engraving 1542, dated and monogrammed on plate at centre. Example in the second state of two, with the address of the editor Claudio Duchet. Beautiful proof, on laid paper, "Shield with letter M and star" watermark (Briquet 8390 - 91 - 92), trimmed at the platemark, in very good condition. The artist known by the initials "I.F." is unidentified, although he has often been mistaken for Giovanni Francia. This work probably reproduces a drawing belonging to Raphael's school, which today has been lost. It is also similar to the fresco kept at the Galleria Borghese in Rome, which has been ascribed to Perin del Vaga or Giulio Romano. This print, datable to the year 1542, is the only known graphic work by this interesting artist. Very rare. Passavant, 1889, II, p. 270; J.B. Hunter, The Life and Work of Girolamo Siciolante da Sermoneta, pp. 30 e 140 - 146; Bartsch XV, pp. 502 - 3, 1; TIB, 31, p. 368; Massari, Tra Mito e Allegoria, p. 114, 35 II. 395 250

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Le Tre Grazie

      1542. Bulino, datato e monogrammato in lastra, sul basamento in basso a destra, "1542 E.V." Nel margine inferiore, 'EXEMPLAR CHARITVM: EX POLICLETI/OPERE MARMOREO/SVMPTVM' e l'excudit di Antonio Salamanca. Da un soggetto di Marcantonio Raimondi. Esemplare di secondo stato, con l'aggiunta dell'excudit del Salamanca, sconosciuto al Bartsch. Splendida prova, impressa su carta vergata coeva, con filigrana della "mano", rifilata alla linea marginale, in ottimo stato di conservazione. Secondo l'iscrizione, il gruppo delle Tre Grazie sarebbe desunto da una scultura marmorea, opera di Policleto, che non è stata identificata. Engraving, Signed with monogram and dated lower right: '1542/EV', inscribed in the margin: 'EXEMPLAR CHARITVM: EX POLICLETI/OPERE MARMOREO/SVMPTVM', with publisher's address: 'Ant. Sal. exc.' After Marcantonio Raimondi, after a marble sculpture of the Three Graces, thought to be by the ancient sculptor, Policleitus, which is now no longer identifiable. Magnificent example of the second state, printed on contemporary laid paper, with watermark "hand", trimmed, in very good condition. Second state, published by Salamanca, undescribed by Bartsch. Bartsch XV.291.20; Raphael Invenit, p. 266, no. II.4 177 263

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        DELLE ANTIQUE HISTORIE FABULOSE

      GABRIEL IOLITO DI FERRARII, 1542. In 16. Dim. 16x11 cm. Pp. 120+(1). Bella edizione del 1542 della celebre e fortunata opera dello storico Diodoro Siculo (90 a.c.-27 a.c.). Questa fortunata edizione è la volgarizzazione anonima dei primi cinque libri della Bibliotheca Historica frutto dei numerosi e pericolosi viaggi dell'autore in Europa e Asia. Questa edizione del 1542 è la pregevole fedele ristampa della giuntina del 1526. Bellissimo frotnespizio in cornice figurata e bei capilettera decorati. Numerazione singola. Antica firma al contropiatto anteriore datata 1869. In buone condizioni e completo. Copertina in mezza tela ottocentesca in buone condizioni generali con usure e parti mancanti ai margini e dorso. Carta con note amnoscritte applicata al piatto anteriore. Legatura in buone condizioni. All'interno le pagine si presentano in buone condizioni con fioriture. Beautiful edition of 1542 of the lucke and famous historical work by the historian Diodoro Siculo (90 a.c.-27 a.c.). This lucky edition is the anonymous translation of the first five books of Bibliotheca Historica result of different and dangerous travels of the author in Europe and Asia. This edition of 1542 is the fine faithful republishing of the Giunta edition of 1526. Very beautiful figurated title page and beautiful decorated initial letters. Single numbering. Ancient signature in internal front plate dated 1869. In good conditions and complete. Half cloth cover of XIX century in good general conditions with wearings and missing parts in the edges and spine. Piece of paper with handwritten notes in the front plate. Binding in good conditions. Inside pages are in good conditions with foxings.

      [Bookseller: Libreria Sephora]
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        Opere Toscane. Al christianiss. Re Francesco Primo. Venetiis, apud haeredes Lucae Antonij Iuntae M.D.XLII. (In fine di entrambi i vol.:) Stampato in Vinegia per Pietro Sceffer Germano Maguntino, ad instantia delli heredi di M.Lucantonio giunta (sic) il primo di Luglio L'anno M.D.XLII. (1542)

      1542. 2 tomi in un vol. in - 8, pp. (16), 431; 295, (9, ultime due bianche), carattere corsivo, bella leg. 700sca in pergamena avorio, riquadro di filetti conterminazioni floreali, titolo su tassello al dorso. Marca tipogr. dei Giunta su ambedue i frontesp., ripetuta a piena pag. in fine al tomo II. A differenza della prima edizione di Firenze (Giunti 1532) che si fermò al primo vol. e come altre edizioni messe al rogo, la presente raccoglie tutte le opere dell'Alamanni (30 elegie, 14 egloghe, 178 sonetti, Favola di Narciso, Diluvio romano, Favola di Atlante, 12 satire, Salmi penitenziali tradotti, 17 Selve, Favola di Fetonte, Antigone, 8 inni, Stanze, 68 sonetti). Luigi Alamanni (Firenze 1495 - Parigi 1556) fu illustre letterato e uomo politico negli ultimi periodi della Repubblica fiorentina, caduta la quale andò esulte in Francia ove ebbe grandi onori da Francesco I e Enrico II. Bell'esempl.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        Comedia..intitulata la Cassaria. Con l'argumento novamente agionto. (Segue, del medesimo:) Le Satire.. (In fine alla Cassaria:) Vinegia, Agostino de Bendoni, 1542; (in fine alle Satire:) Venetia, per Alessandro de Vian, s.d. (non prima del 1551)

      Bendoni Agost., de, 1542. 2 opere in un vol. in - 8, leg. settec. cart. - I) La Cassaria; ff. 36. Sul titolo il ritr. dell'Ariosto di Tiziano in silogr. Agnelli - Ravegnani (II, p. 87) ci avverte che trattasi di ''edizione in - 8, rarissima..seconda, dopo quella dello Zoppino (1538), che abbia l'argomento in versi''. Il testo è ancora quello della primitiva redazione in prosa, che l'autore stesso più tardi volgerà in versi (vedi scheda n. ). - II) Le Satire de M. Lodovico / Ariosto stampa / te novamente / con diligenza Reviste / et corette; ff. (32, segn. A - D8). Col medesimo ritratto. dell'Ariosto sul titolo. Edizione rarissima, infatti solo tre esemplari completi sono presenti in Italia (ICCU A - 2636). La prima ediz. era apparsa postuma nel 1534. - Volume di notevole pregio e rarità (aloni d'umido, più accentuati nella prima opera).

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        La figlia di Cimone sostiene il padre carcerato

      1542. Bulino, 1542, datato in lastra sul basamento del pilastro. Da un soggetto di Rosso fiorentino. Esemplare nel secondo stato di due, con l'indirizzo di Antonio Salamanca. Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana "scudo con lettera M e stella" (Briquet 8390 - 91 - 92), con inusuali ampi margini, in perfetto stato di conservazione. L'opera raffigura Pero, figlia di Cimone ateniese, che alimenta col proprio latte il vecchio padre, costretto in carcere. Scoperta dalle guardie, sarà rilasciata insieme al padre per la pietas di cui aveva dato prova. L'invenzione del soggetto, dall'Armano attribuito a Raffaello, è stato definitivamente identificato dalla Borea nel rilievo in stucco del Rosso fiorentino sotto l'affresco della Galleria di Francesco I, a Fontainbleau, raffiguranti Cleobi e Micone. Carroll nel 1987 sostiene che l'incisione non derivasse dallo stucco ma da un disegno perduto di Rosso fiorentino, poiché nella stampa sono presenti elementi assenti nello stucco, vicini comunque allo stile del Rosso. Carroll respinge l'attribuzione del Bartsch a Georges Reverdy, e anche il suggerimento di Zerner del 1972 a Domenico del Barbiere, sulla base di affinità stilistiche. Secondo Massari, la stampa è da attribuirsi a Giulio Bonasone. Attualmente l'opera è attribuita a Georges Reverdy. Il tema della Pietas filiale era molto sentito nell'antica Roma. Non è un caso, infatti, che proprio il soggetto di Cimone e Pero - tradita anche da Valerio Massimo - si trovi già rappresentata a Pompei nella villa di Valerio Frontone. Si narra che a Roma In ricordo di questo esempio di amore filiale che fu eretto nel foro Olitorio, nel 181 a.C., un tempio dedicato alla Pietas, poi sostituito dalla basilica di San Nicola in carcere. L'iconografia conobbe una grande diffusione sia nel Rinascimento che per tutto il Seicento, e di solito è nota con il titolo Carità Romana. Al verso timbro della collezione Benedic Penon (Lugt, 3830). "he daughter of Cimon supports the father prisoner Engraving, 1542, dated on plate at lower center. After Rosso Fiorentino. Example of the second state of two, with the address of Antonio Salamanca. A fine impression, on contemporary laid paper with "shield with letter M and star" watermark, unusual wide margins, perfect conditions. Pero, who secretly breastfeeds her father, Cimon, after he is incarcerated and sentenced to death by starvation. She is found out by a jailer, but her act of selflessness impresses officials and wins her father's release After the stucco relief under Rosso Fiorentino's fresco representing Cleobis and Biton in the Galerie Francois I at Fontainebleau. Carroll in Washington 1987 supposes that it was not made directly after the stucco, and because even the figures in the print that are absent from the stucco are very similar to Rosso's manner, the print was most probably made after a lost drawing by him. Carroll rejects Bartsch's attribution to Georges Reverdy, and also Zerner's suggestion of 1972 that its manner was close to Domenico del Barbiere. Massari suggests the attribution to Giulio Bonasone. The subject, known since the last quarter of the 15th century as "" RomanCharity,"" is based on a text of Valerius Maximus, ""Factorum et Dictorum Memorabilium Libri IX,"" but refers to an earlier legend which appeared at Rome at the beginning of the 2nd century BC, in connection with the construction of a temple dedicated to Pietas (Charity), a temple dedicated to Pietas, later replaced by the Church of St. Nicholas in Prison. In the seventeenth and eighteenth centuries, many European artists depicted the scene. Georges Reverdy 1529 fl. - 1564/5 died (Also known as Reverdy, Georges; Reverdinus, Cesare; Reverdino, Gaspar) Engraver. Probably of origins in Piedmont, documented in Lyons from 1529 to 1565, in the last of which he is described as dead. Since his last dated print is from 1564, he probably died the previous year. Wrongly catalogued by Bartsch. It is possible, however, that he went to Italy around 1530, making engravings of religious scenes A fine example of this rare work. Ex collection Benedic Penon (Lugt, 3830)." Bartsch, XV.487.2; Borea, Il Primato del Disegno, p. 261 n. 664; Eugene A. Carroll, Drawings, Prints, and Decorative Arts, Washington, National Gallery of Art 1987, 81; Massari, Iulio Bonasone, p. 34, 5; Henri Zerner, 440. 320 415

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Suetone Tranquile, Des faictz et Gestes des douze cæsars, nouvellement imprime a Paris.

      Arnoul L'Angelier, Paris 1542 - In-8 de (8)-276 ff. (signés ã8, a-z8, &8, A-K8, L4) maroquin rouge, dos orné à nerfs, double filet à froid, décor et motifs d'angle dorés sur les plats, dentelle intérieure, tranches dorées (Capé). Jolie édition de la traduction française de Guillaume Michel, dit de Tours, sortie des presses d'Arnoul L'Angelier une première fois en 1540. Imprimée en caractères romains et agrémentée de lettrines ornées variées, elle est illustrée d'une petite vignette sur bois en tête du premier livre représentant un scribe travaillant dans son cabinet, avec son chien à ses pieds, ainsi que d'un joli bois sur le titre montrant un empereur en armure à cheval avec sur le côté un écu portant l'aigle bicéphale. Ce bois, de facture allemande, est répété en tête de chacun des onze livres suivants, avec le nom de chaque empereur modifié dans le cartouche. Marque typographique des Angeliers au verso du dernier feuillet (Renouard, n°544), suivie de leur nom en caractères gothiques sur une seule ligne. Bel exemplaire dans une reliure signée Capé provenant de la bibliothèque de Henri Chasles (1795-1868), maire de Chartres, député de 1831 à 1848 ; né à Chartres (Eure-et-Loir), le 5 octobre 1795, mort à Paris le 28 janvier 1828, il était fils d'un négociant de Chartres. Il fut notaire à Paris sous la Restauration. Sa santé l'ayant forcé de quitter les affaires, il accepta, à la révolution de Juillet, les fonctions de maire de sa ville natale. Le 5 juillet 1831, Chasles devint alors député de Chartres. Il appartint à la majorité conservatrice, et fut constamment réélu, pendant toute la durée du règne de Louis-Philippe. Il fut, en outre, rapporteur du budget du ministère de la Justice pour 1835, ainsi que du projet de loi concernant le crédit a ouvrir pour les réparations de la cathédrale de Chartres (1837. M. Chasles fut président du Conseil général du département d Eure-et-Loire où il siégea à côté de son père. Brunet V, 584. [Attributes: Signed Copy]

      [Bookseller: Bonnefoi Livres Anciens]
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        De Asse e partibus eius libri quinque, ab ipso authore novissime e recogniti e locupletati. Parisiis, imprimebat Mich. Vascosanus sibi, Rob. Stephano, ac Ioh. Roigny, affinibus suis, 1542 (in fine: 1541)

      Vascosanus - Estienne - Roigny, 1542. in - folio, ff. CCXXIV, (12, l'ult. b.), preziosa legatura d'inizio XVIII sec. In p. vitello biondo marmorizz., alle armi di Le Roux d'Esneval, stemma in oro al centro dei piatti, dorso liscio con tit. e fregi oro, tagli rossi. Testo in car. rom. con passi in greco, note a stampa nei margini, bellissime iniz. ornate silogr. Magnifica edizione (prima 1514), aumentata e rivista dall'autore stesso, del primo e il più importante studio antico sulle monete e sulla metrologia dei Greci e dei Romani. Guillaume Budé (Paris 1467 - 1540) fu il primo dei grandi umanisti francesi, allievo di Lascaris, profondo ellenista, preposto dei mercanti, iniziatore con i suoi libri e legature della Bibliothèque Nationale. Superbo esempl.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        Ploutarhou tou Haironeos Ethika suggrammata, en 'ois muria sfalmata katorthotai. Plutarchi chaeronei moralia opuscula, multis mendarum milibus expurgata

      per Hier. Frobenium et Nic. Episcopium, 1542. - per Hier. Frobenium et Nic. Episcopium, Basilae (Bâle) 1542, in-folio (20x30cm), (12) 877pp., relié. - Rara edizione greca del Moralia (morale e lavori misti) proposta dal direttore Girolamo Froben e suo fratello-Nicolas Episcopium che continuano l'opera del padre Johann Froben di Basilea fare un importante centro di stampa. Bellissimo frontespizio editor di marchio e un bendaggio sopra legno sormontato il primo trattato. Testo integrale in greco di 47 linee. Note manoscritte del XVII secolo sulla pagina titre.Plein moderno punteggiati di cartone, dorso liscio, etichetta stampata; bit fessura superficiale di fronte, molto forte legame. Umidità angolare e piccolo piccolo manca sul frontespizio, molti altri più grandi ma più leggero negli ultimi dieci pagine del foxing volume. Mancano 3 pagine in fine dopo il testo completo, con la marca di stampante. Bella margini di copia. - [FRENCH VERSION FOLLOWS] Rare édition grecque des Moralia (oeuvres morales et mêlées) donnée par l'éditeur Jérôme Froben et son beau frère Nicolas Episcopium qui poursuivent l'oeuvre de leur père Johann Froben faisant de Bâle un important centre de l'imprimerie. Belle marque de l'éditeur en page de titre et un bandeau sur bois en tête du premier traité. Texte intégralement en grec sur 47 lignes. Annotations manuscrites du XVIIème siècle sur la page de titre. Reliure en plein Reliure en plein cartonnage moucheté moderne, dos lisse, étiquette imprimée ; mors peu profondément fendu en tête, reliure très solide. Mouillure angulaire et infime petit manque sur la page de titre, plusieurs autres mouillures plus étendues mais pâles sur les dix derniers feuillets du volume. Manque 3 pages in fine, après le texte complet, avec la marque de l'imprimeur. Exemplaire à belles marges.

      [Bookseller: Librairie Le Feu Follet]
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        Pauli Aeginetae Opus de Re Medica nunc primum integrum, Latinitate donatum per Ioannem Guinterium Andernacum, doctorem medicum. Adiectis in eundem doctissimis & quam utilissimis annotationibus ab eodem Andernaco elucubratis, cum indice copiosissimo

      ap. Andream Arrivabenum (Ioannem Farreum..), 1542. In - 8° (158x105mm), ff. (82) di indice bicolonne, 395, (1) di registro, legatura secentesca p. pergamena con titolo calligrafato in antico sul dorso. Capilettera istoriati in xilografia. Qualche lieve alone. Ottimo stato. Seconda edizione della traduzione latina del grande medico tedesco Johann Winther (Andernach, 1487 - Strasburgo, 1574) del celebre trattato di Paolo d'Egina, medico bizantino del VII secolo della scuola alessandrina. Paolo di Egina, nato verso il 620, studiò ad Alessandria e fu attivo in Asia Minore e a Roma, componendo anche due trattati andati perduti sul regime dietetico dei bambini e sulle malattie muliebri; scarsissime, nel complesso, le notizie certe sulla sua vita. Del suo trattato, epitome della medicina classica, incontrò nei secoli particolare favore il sesto libro, la più organica opera sulla chirurgia lasciataci dall'antichità, molte volte trascritto nel Medioevo, anche da medici arabi come Albucasis, e tra i primi testi classici ad essere studiato e tradotto nell'Italia rinascimentale; di considerevole interesse le parti relative alla ginecologia e all'ostetricia, ai tumori, alle malattie epatiche e della vescica. Non mancano nell'opera cenni sull'alimentazione e la dietetica, sull'enologia, sui denti, sulla pediatria, sulla pneumologia, ecc. "Paulus Aeginas was the most important physician of his day and a skillful surgeon. He gave original descriptions of lithotomy, trephining, tonsillectomy, paracentesis and amputation of the breast; the first clear description of the effects of lead poisoning also comes from him" (Garrison Morton). "Paul of Aegina was the last of the great Byzantine physicians, the last important product of the school of Alexandria, and a compiler whose works were consulted well into the Renaissance. He was a skilled surgeon and was especially eminent in obstetrics and in surgery of the genitalia. He also devoted much attention to diseases of the heart. The present book is Paul's only remaining complete work. A Latin translation had appeared in print as early as 1489 but the present translation is based on the first Greek Aldine edition of 1528. The translator and editor is Joannes Guinterius of Andernach, one of the best - known humanists of his day and a teacher of Vesalius at Padua." (Heirs of Hippocrates). Manca a STC Italian e Adams EDIT16 CNCE 29472. Cfr. Hirsch, IV, 533. Sprengel, Storia della Medicina, II, 164. Pazzini, Bio - bibliografia di storia della chirurgia, pp. 38 e 45. Henssler, 1540, nota. Vicaire, p. 6. Latino

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Galleria Gilibert]
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        De Re Medica Libri Octo.

      Lyon: Seb. Gryphus, 1542. hardcover. very good(+). 476 pages + 18 page index. Thick 12mo, full polished tree calf, gilt spine with red leather spine label, marbled endpapers and edges, small ownership signature and early name and date on title page. Lyons: Seb. Gryphus, 1542. Scarce. Very good (+).

      [Bookseller: Argosy Book Store]
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        Dialogo di M. Nicolo Franco. Dove si ragiona delle Bellezze. Alla eccellentissima Marchesana Del Vasto. Difficile est satyram non scribere. (In fine, recto ultimo foglio:) In Casale Monferrato, ne le stampe di Gioanantonio Guidone. Del mese di Aprile del M.D:XLII (Casale 1542)

      G.Guidone, 1542. in - 4 (mm.190x132), ff. (78), bel carattere corsivo, ritratto silografato del Franco, in ovale, sulla pagina di titolo e al recto dell'ultimo foglio. Legatura coeva in piena pergamena rigida, dorso a nervi con titolo ms. Precedono il testo una lettera inviata da Alberto del Carretto all'autore e la dedica di quest'ultimo alla Marchesana del Vasto moglie del Governatore del Ducato di Milano, entrambe da Casale datate 1542. Prima edizione dell'opera, rarissima, che è un breve dialogo tra Sannio, cioè lo stesso autore, e Casutano, un suo amico di gioventù, che celebra le donne di Casale e attribuisce loro ogni pregio. In fine vi sono varie lettere del Franco che non si ritrovano del suo epistolario, tra le quali è famosa quella inviata ad Alberto del Carretto ''nella quale l'autore traccia un quadro disgustoso della Corte di Roma'' (Graesse). Esemplare assai bello (due ex - libris di collezione, firma di antico possessore nel margine bianco del titolo).

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        Magnanimità di Scipione

      1542. "Bulino, 1542, privo di firma dell'incisione, datato in lastra sul sasso a destra, in basso al centro: 'AVRVM QVOD PRO REDIMENDA CAPTIVA VIRGINE PARENTES/ATTVLERANT LVCEIO SPONSO TRADIT SCIPIO ROMAE EXCD/ANT. SAL.' Da un soggetto attribuito a Salviati. Esemplare nel primo stato di tre, con l'indirizzo di Antonio Salamanca. Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana ""aquila nel cerchio con corona"", rifilata al rame, in ottimo stato di conservazione. La stampa viene catalogata dal Bartsch come opera di anonimo incisore della scuola di Raimondi, che incide nello stile di Agostino Veneziano, da un modello non identificato di artista fiorentino. Zanetti, invece, vi ravvisa lo stile di Giulio Romano, inglobando l'incisione nella suite di soggetti sulla storia di Scipione eseguiti da Marco Dente. D'Arco, riconoscendo l'opera quale invenzione di Giulio, erroneamente la considera come uno stato dell'incisione di Diana Scultori, e la pone in relazione con il medaglione con la Continenza di Scipione della Stanza dei Cesari. Così anche Dollmayr che attribuisce la stampa a Marco Dente. Cirillo Archer in TIB sostiene che l'incisione sia stilisticamente affine alla Morte di Meleagro di Nicolas Beatrizet. Hermann Voss, seguendo questa indicazione, ascrive correttamente il disegno preparatorio al Salviati, sulla base delle analogie del soggetto con gli affreschi della Storia di Camillo di Palazzo Vecchio a Firenze, e il bulino alla cerchia del Beatrizet. Alla luce di tali ipotesi, la Davis assegna la stampa a Beatrizet stesso. Nella collezione del British Museum la stampa è catalogata sotto il nome di Enea Vico, secondo l'attribuzione di Darrel Crumpacker, basata sulle affinità stilistiche e delle dimensioni che questa stampa mostra con La Battaglia dei Lapiti e i Centauri che Vico incide all'incirca nello stesso periodo. In realtà, il nome di Vico era stato già proposto già in 'Notice des fayences peintres italiennes. . .,' Series G, pubblicato da Charles de Mourgues Freres, nel 1864, dove l'autore descrive una Magnanimità di Scipione edita da Salamanca nel 1542, di cui Vico sarebbe non l'incisore ma l'autore del modello utilizzato per l'incisione. L'influenza di Agostino Veneziano è evidente: l'obelisco che appare alla sinistra di Scipione è molto simile a quello che appare nella Morte di Anania del Veneziano, e nell'Ingresso trionfale di Furio Camillo, e in tre tavole della serie "La Favola di Amore e Psiche". L'obelisco appare, inoltre, in un'altra incisione di Enena Vico, S.Giorgio e il Drago, edita sempre dal Salamanca nel 1542. È da sottolineare che l'obelisco come elemento architettonico non ricorre in nessun'altra stampa romana del tempo. L'iscrizione dell'opera allude all'episodio sulla magnanimità di Scipione raccontato da Livio (XXVI,5): conquistata la città spagnola Nuova Cartagine, venne condotta al cospetto del condottiero romano una giovane donna che avrebbe dovuto far parte del bottino di guerra del vincitore. Nonostante questo diritto acquisito, essendo venuto a sapere che la fanciulla era stata precedentemente promessa in sposa, Scipione fece convocare l'uomo, di nome Allucio, e gliela restituì, donandogli anche la somma di riscatto che i parenti di lei erano riusciti a raggranellare nella speranza di liberarla." "Engraving, 1542, inscribed lower right, including publisher's address: 'AVRVM QVOD PRO REDIMENDA CAPTIVA VIRGINE PARENTES/ATTVLERANT LVCEIO SPONSO TRADIT SCIPIO ROMAE EXCD/ANT. SAL.' , dated '1542'. After a subject attributed to Salviati. Example of the first state of three, with the address of Antonio Salamanca. A good impression, printed on contemporary laid paper with ""eagle in a circle with crown"" watermark, trimmed to the borderline, good condition. Cirillo Archer in TIB claims the burin work is close to Nicolas Beatrizet's Death of Meleager. Hermann Voss in 'Kompositionen des Francesco Salviati in der italienischen Graphik des XVI. Jahrhunderts', Beilage der Graphischen Künste 1 (1912), pp. 30 - 37, 60 - 70 ascribed the design to Salviati and attributed the print to the circle of Beatrizet. Bruce Davis attributed the engraving to Beatrizet himself. Most recently, under inv. no. 1859,0806.312 the British Museum database attributed the engraving to Enea Vico by demonstrating it has a similar size and technique to Vico's Battle of the Lapiths and Centaurs made in the same year, when Salamanca published a number of Vico's prints and none by Beatrizet. An attibution to Vico was proposed in the 'Notice des fayences peintres italiennes. . .,' Series G, published by Charles de Mourgues Freres, 1864 (Oxford edition) where the author describes a 1542 engraving published by Antonio Salamanca of 'The Continence of Scipio' and says that if Vico was not the engraver, he was certainly the model for the engraver. The influence of Veneziano has also been noted.Vico seems to have chosen to imitate certain devices that are particular to Veneziano. The obelisk that appears to the left in the 'Scipio' engraving was used in Veneziano's engravings, 'The Death of Ananias' (B.xiv.47.42. BM.1869,0410.154) and 'Camillus Entering the City' (B.xiv.164201. BM. H,7.21). The use of the obelisk as an architectural device cannot be seen in other engravers' prints executed in Rome during this time. The obelisk reappears again in three plates of the 'Fable of Psyche' series that Veneziano collaborated with the Master of the Die in executing. It also reappears again in another Enea Vico print, 'St.George and the Dragon' Bartsch XV.30.3 (as School of Marcantonio Raimondi after a Florentine artist, close to the manner of Agostino Musi) The episode depicted is related by Livy (XXVI,5): the Roman general Scipio Africanus, after the defeat of Carthage was offered a beautiful woman called Lucretia as his captive. But when he was told of her betrothal to the Carthaginian Allucius, Scipio nobly returned Lucretia to him and returned the gold sent as ransom by her parents." Passavant VI.82.56; Massari, Giulio Romano Pinxit ed delineavit, no. 68; Cirillo Archer, in TIB 1995, 2801.032.S1; Le Blanc III.283.39; Bruce Davis, Mannerist Prints...exhibition catalogue, no. 8; British Museum, inv. n. 1859,0806.312. 431 297

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        Lectionum Antiquarum Libri XXX. Recogniti ab auctore, atque ita locupletati, ut tertia plus parte auctiores sint redditi: qui ob omnifariam abstrusarum & reconditiorum tam rerum quàm uocum explicationem... meritò cornucopiae, seu thesaurus vtriusque linguae appellabuntur, quòd in quocunque studiorum genere, non minor ipsorum, quàm ingentis bibliothecae, aut complurium commentariorum, possit esse usus. Index est additus, in quo nihil desideres

      per Hier. Frobenium et Nicol. Episcopium, 1542. In - folio antico (330x230mm), pp. (260), 1182, (2), legatura coeva p. pergamena flessibile con legacci e titolo manoscritto sul dorso. Impresa tipografica del Froben al frontespizio e al colophon con due mani uscenti da nubi e sorreggenti un bastone in cima al quale è appollaiato un uccello e attorno a cui sono attorcigliati due serpenti coronati. Capilettera xilografici istoriati. Indice preliminare su quattro colonne. Restauri al margine esterno di alcune delle pp. di indice. Ottimo esemplare conservato entro custodia moderna. Edizione definitiva, postuma, pubblicata presso il Froben a cura del nipote dell'autore, Camillo, di questa dottissima e poderosa opera di antichistica ripartita in 30 libri, discorrenti di numerosissimi temi afferenti all'antichità classica, dalla storia alle lettere, dalla medicina alla botanica alla musica. La prima edizione era stata stampata con tipi aldini nel 1516, mentre la seconda edizione era stata impressa dallo stesso Froben nel 1517. Il Ricchieri (Rovigo, 1469 - ivi, 1525), umanista, professore di greco e latino nella natia Rovigo e poi a Milano e in svariate altre città, commentatore di Virgilio, Ovidio ed Orazio, utilizzò anche gli pseudonimi Celio Rodigino e Lucius Caecilius Minutianus Apuleius. Fra i suoi allievi vi fu Giulio Cesare Scaligero, che lo reputava il Varrone dei suoi tempi. STC German, p. 740. Adams, R - 451. Cfr. Gaetano Oliva, Celio Rodigino. Saggio biografico dell'età del Rinascimento, Rovigo, 1868. Latino

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        Commentarii in Homeri Iliadem et Odysseam (Graece). Romae, apud Antonium Bladum, 1542 - 51

      Blado, Antonio, 1542. 4 volumi in - folio (346x237), pp. (4), 620; 621 - 1376 (manca l'ultimo bianco); (2), 1379 - 1970; ff. n. n. 6, 204; stupenda legatura di inizio XX secolo di J. Clarke in marocchino blu, titolo in oro ai dorsi e armi con monogramma di Theodore Williams sui piatti, larga dentelle interna. Impresa tipogr. del Blado ai tre titoli (il volume secondo non ha titolo separato); 3 stemmi silogr. ai ff. preliminari del vol. IV. Unica edizione impressa con lo splendido corsivo greco intagliato da Joannes Honorius per volere del Cardinale Marcello Cervini. Se ne stamparono 1275 esemplari su carta e 2 su pergamena (cfr. L. Dorez, Le Cardinal Cervini et l' imprimerie à Rome). Il volume I contiene il commento dell'Iliade, i vol. II e III, rispettivamente, il testo dell'Iliade e dell'Odissea, mentre il vol. IV, termina il commento ed ha copiosi e dettagliati indici, compilati da Matteo Devarius, impressi su tre colonne in corpo più piccolo. Prima edizione del Commento ai poemi omerici, di Eustazio di Tessalonica, dotto bizantino vissuto nel XII secolo. All'epoca fu il più vasto e stimato, tra i commentari conosciuti, resta ancor oggi assai prezioso per l' immensa ricchezza del materiale che vi è raccolto e per la grande quantità di citazioni di opere andate perdute; i testi sono assai corretti. Splendido, monumentale capolavoro della tipografia greca, che richiese al Blado nove anni di lavoro in collaborazione con altri tipografi, in particolare con Bernardo Giunta. Superbo esemplare a pieni margini, freschissimo. ''Trésor d'érudition grècque..'' (Renouard).

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        Arnobii Disputationum adversus gentes libri octo. Nunc primum in lucem editi.

      Francesco Priscianese, 1542. In folio (mm. 324x229), pergamena rigida coeva o di poco posteriore (volume in parte staccato dal dorso), cc. (6, di cui l'ultima bianca), CII, (2, di cui l'ultima bianca). Esemplare appartenente alla variante con impronta A. Finito di stampare nella seconda metà del 1543, come si desume dall'epistola dedicatoria, indirizzata a François I, che è datata Roma, 1 settembre 1543. Sulla carta aii contenente la dedica, iniziale miniata in oro, stemma nobiliare al margine inferiore entro decorazioni in rosso, blu e verde su fondo oro, margine esterno con due decori in verde e rosso su fondo oro (il tutto miniato probabilmente all'epoca). Titolo un po' sporco e con alcune macchie che continuano anche nelle carte seguenti, qualche fioritura, lieve alone marginale alle ultime carte, ma nel complesso ottima copia marginosa su carta forte.EDITIO PRINCEPS stampata per le cure di Fausto Sabeo (1478 - 1558), Girolamo Ferrari (1501 - 1542) e Francesco Priscianese (fl. metà del XVI sec.). Successive edizioni apparvero a Basilea nel 1546, Parigi 1580, Anversa 1582, Roma 1583 e Leida 1598, solo per citare le stampe cinquecentesche. Il libro VIII contiene l'Octavius di Marcus Minucius Felix, retore ed apologeta cristiano di origine africana, vissuto nel II o nel III secolo d.C.Arnobio di Sicca, detto anche Arnobio il Vecchio o il Retore o Maggiore o Afro (per le sue origini africane, era originario della Numidia, l'odierna Tunisia) per distinguerlo da Arnobio il Giovane, fu apprezzato retore e maestro di retorica tra il 284 e il 305 d.C. Convertitosi al Cristianesimo, scrisse l'unica sua opera pervenutaci, l'apologia conosciuta oggi come Adversus Nationes (&ldquo,Contro i pagani&rdquo,), ma in passato pubblicata sotto il titolo di Disputationes adversus gentes (sull'importanza dell'opera nell'ambito della prima letteratura cristiana contro il paganesimo vedi B. Amata, Introduzione, in: Arnobio, &ldquo,Difesa della vera religione&rdquo,, Roma, 2000, pp. 5 - 56).Edit 16, CNCE 3083, Adams, A - 1994.

      [Bookseller: Libreria Govi Alberto]
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        Cathena Aurea S. Tho. Angelici doctoris divi Thome Aquinatis .. Cathena aurea in Evangelium Luce. UNITO A Cathena aurea in Evangelium Joannis? ex celeberrimis necnon receptissimis ecclesie scriptoribus miro artificio iussu summi Pontificis Urbani quarti concinnata opus omni laude dignissimum Lamberti Campestri solerti examine castigatius nuper redditum ac duplici Regesto deceter illustratum.

      apud Jacobum Giuncti in vico Mercuriali, 1542 e 1544. 176x125 mm 2 opere in 1 tomo Mancanze al frontespizio e all \ 'ultimo foglio (con perdita di una piccola porzione di immagine e di poche sillabe di testo) restaurate con una toppa di carta antica strappo a cinque pagine Bel frontespizio xilografico architettonico con vignetta raffigurante S. Tommaso a caratteri gotici neri e rossi capilettera ornati marca tipografica dei Giunti a fine volume. Particolarmente raro

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Giulio Cesare]
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        Commentarii in Homeri Iliadem (graece). Romae, (Antonius Bladus), 1542

      Blado Ant, 1542. in - folio, interamente impresso in carattere greco ad eccezione del f.2 con con ''Avviso agli studiosi'', ff. (2), pp. 620 (ma 616 per mancanza dei ff. bianchi ss8 e tt1 compresi nella numerazione; legatura coeva p. pergamena titolo ms. al dorso a nervi, abili restauri alle cerniere. Impresa tipogr. del Blado sul tit. Prima edizione del primo volume (su 4) del Commento all'Iliade di Omero fatto da Eustazio di Tessalonica, dotto bizantino del XII secolo. Trattasi dell'unica edizione impressa con lo splendido carattere corsivo greco intagliato da Joannes Honorius per volere del Cardinale Marcello Cervini. Com'è noto, l'intera opera in quattro grossi volumi (il I ed il IV col commento, il II ed il III, rispettivamente col testo dell'Iliade e dell'Odissea), costituisce il monumentale capolavoro della tipografia in carattere greco che richiese al Blado ben nove anni di lavoro (1542 - 1551), anche in collaborazione con altri tipografi, fra cui Bernardo Giunta; se ne stamparono 1275 esemplari su carta e 2 su pergamena (cfr. L. Dorez, ''Le Cardinal Cervini et l' imprimerie à Rome''). Esempl. su carta forte, a grandi margini, generalmente puro (restauri al margine dei primi fogli e ininfluenti aloni in pochi margini bianchi). Capolavoro tipografico.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        Commentaria in nonum librum Rasis ad regem Almansore[m] [.]. Accedit opusculum De fluxibus alui suo loco restitutus [.].

      Venice, heirs of Lucantonio Giunta, 1542. - Folio. (12), 509, (3) pp. With woodcut printer's device on t. p., different device on final leaf, and woodcut illustrations of various surgical tools at the end of the preliminaries. Contemp. limp vellum with ms. title to spine. Rare edition of this commentary on the ninth book of the treatise dedicated by ar-Razi (also known as Rhazes; 850-923 or 932) to Almansor, the Prince of Chorosan (with the text). "The manual, known as 'Nonus Almansoris', was popular among mediaeval physicians" (cf. GAL S I, p. 419). The work discusses special pathology but excluding pyrology and was one of the most popular textbooks at medical schools and faculties well into the Middle Ages (cf. Hirsch/H. I, 171). Rhazes is considered the greatest mediaeval physician next to Avicenna; he also conducted alchemical experiments. According to his biographer al-Gildaki, he was blinded for refusing to share his secrets of chemistry. - A woodcut on the final page of the preliminaries depicts 14 different surgical instruments, including a tongue depressor, a forceps, and various instruments for cauterization. Occasional slight brownstaining, but a good copy from the library of the Sicilian physician Blasio Cucuzza, with his ownership on the final page (calling him the "most learned of all Sicilian physicians in Modica, Ragusa and Syracuse") and additional note dated 10 May 1622. Edit 16, CNCE 2340. Wellcome I, 383. Durling 250. M. H. Fikri, Treasures from The Arab Scientific Legacy in Europe (Qatar 2009) no. 46, with double-page spread illustration on p. 82f.

      [Bookseller: Antiquariat INLIBRIS Gilhofer Nfg. GmbH]
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        Hesiodi Ascraei Poetae Vetvstissimi Ac Sapientissimi Opera, quae quidem extant, omnia Graece, cum interpretatione latina e regione, ut conferriae graecae linguae studiosis citra negotium possint.

      1542 - Adiectis etiam ijsdem latino carmine elegantiss. uersis, & Genealogie deorum Å• Pylade Brixiano uiro doctis. descriptć Libris V. Item, Ioannis Grammatici Cognomento Tzetzis, [.] Scholia Grćca in eadem omnia Hesiodi opera, nunc primum quÅ•m emendatißime ex manuscripto exemplari in publicum edita, Cum rerum [et] uerborum in ijsdem memorabilium locupletiss. Indice. Basileae [1542]. [S. n.]. (17,5 x 12 cm), [8], 374, [2], 270 s. : inicjaÅ‚y. Data wydania wg wstÄ™pu. Opr. psk. wspóÅ‚cz. Åšlady zawilgocenia. K. przedtyt. po konserwacji, zawiera odrÄ™czny spis nazwisk. Na k. tyt. podpis. Hezjod (ca 700 a. C.) - najwybitniejszy po Homerze epik grecki, uważany nawet za cenniejszego ze wzglÄ™du na przesÅ‚anie, które niesie pochwaÅ‚Ä™ pracy. Książka zawiera wszystkie prace, m. in. Narodziny bogów, Prace i dni, Aspis; Tzetzes, Ioannes (post 1110-post 1180) - brat Izaaka Tzetzesa; bizantyjski uczony, filolog, historyk, pisarz i poeta, profesor gramatyki w Konstantynopolu, zwany też Grammaticus. RównolegÅ‚y tekst w jÄ™z. greckim, w zaÅ‚ tekst wyÅ‚Ä…cznie w jÄ™z. greckim. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Antykwariat Wójtowicz]
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        Disputationum adversus gentes libri octo nunc primum in lucem editi.

      Roma, Francesco Priscianese, 1542 (ma 1543).In - folio; 4 cc. (ultima bianca), CII cc., 3 cc.; legatura settecentesca in tutta pergamena, titolo manoscritto al dorso. Ottimo esemplare marginoso impresso in grandi caratteri tondi. Una firma cancellata al margine superiore del frontespizio. Prima edizione di questa importante opera di studio contro i culti, i riti e i miti classici e orientali. Il testo, la cui lettera dedicatoria reca la data del settembre 1543, mentre il colophon quella del 1542, uscì dalla tipografia dell'umanista fiorentino ed amico di Pier Vettori, Francesco Priscianese. Adams A 1994. BMC (s.t.) p. 56. Brunet I 491.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Mediolanum]
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        Anno Tricesimo Tertio Henrici Octavi. Henry the VIII. By the Grace of God kyng of Englande, Fraunce, and Ireland . . . helde his most high court of parliament . . . the XXXIII yere of his moste noble . . . reygne [1542] [etc.]. S.T.C. 9404; Beale S193a

      London: Ex officina Thomae Bertheleti typis impress [etc.], 1542. Modern 3/4 calf over marbled boards, light browning and definite staining, the last three leaves lacking, else sound; the Taussig copy The first printing of the acts of the Parliament which enacted the first English statute upon witchcraft, to be repealed in 1547, re-enacted under Elizabeth (in 1563), strengthened under James (in 1604), and finally repealed under George II (in 1736)

      [Bookseller: Meyer Boswell Books, Inc.]
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        The Great Charter Called in Latyn Magna Carta, With Divers Olde...

      1542. Scarce Early Printing of Magna Carta in English [Magna Carta]. [Ferrers, George (1500?-1579), Translator]. The Great Charter Called in Latyn Magna Carta, With Divers Olde Statutes Whose Titles Appere in the Next Leafe Newly Corrected. Cum Privilegio ad Imprimendum Solum. [London: In Paules Church Yerde at the Signe of the Maydens Heed by Thomas Petyt, 1542]. [iv], cxxviii ff. Lacking ff. cxxvix-ccix and following 5 unfoliated leaves of text. Final leaf, with colophon, supplied in fascimile). Octavo (5-1/4" x 3-1/2"). Recent speckled calf, blind rules to boards, raised bands and lettering piece to spine, title page mounted, repairs to corners of following three leaves. Light rubbing to extremities, moderate toning and occasional faint dampspotting to text, minor worming to margins of final 30 leaves, light dampstaining in a few places, light soiling to a few leaves. Faint early annotations to title page and a few other leaves, interior otherwise clean. * This imprint is based on the first English translation published by Redman in 1534. It includes the Charta de Foresta of Henry III, the Statutes of Merton and Marlebridge, the Statutes of Edward I and additional information. Among the most notorious statutes are those of Edward concerning Jews, which condemned them for irreverence and prevented them from practicing usury or acquiring land from Christians through pledges. Other "Antique Statutes" relate to women, wills, forcible entry, "Fraudulent Deedes" and other topics. OCLC locates 12 copies of this imprint in North America, 8 in law libraries (Columbia, Harvard, Library of Congress, New York University, UC-Berkeley, University of Michigan, Washington University, Yale). English Short-Title Catalogue S101057. Beale, A Bibliography of Early English Law Books S13.

      [Bookseller: The Lawbook Exchange, Ltd.]
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        Libro de la republica de Vinitiani Rome Antonio Blado

      

      [Bookseller: Maggs Bros. Ltd. ]
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        Il Pastor Fido. Tragicomedia Pastorale. Del Sig. Cavalier Battista Guarini. Ora in questa nuova impressione di bellissime Figure in Rame ornato.

      In Amsterdam. Appresso Lodovico Elzevier. Elzevir, Louis, 1542-1617. Blaeu, Joan, 1596-1673, [printer]. 1640 1542. Sixteenmo, 82x47mm. In contemporary mottled mid-tan morocco, slightly rubbed at extremities, especially on corners. Spine gilt-ruled into compartments with brown lettering-piece and tulip motifs gilt in the compartments; decorative gilt 'hatching' at foot of spine. All edges washed red but now rather rubbed. Marbled end-papers. [2], 3-144, 195-285, [5] pages; signatures A-P8. Page 217 numbered 117; sig. B4 mis-signed B2; sig E5 mis-signed E9. The last two leaves are blank. Printed in Amsterdam by Johann Blaeu. Engraved title-page signed 'Cor. Cl. Dusend' [Duysend, Cornelis Claeszoon, engraver, fl. 1640], plus six full-page engravings; decorated initials. Text of play printed in italic type throughout. Close trimmed at head, shaving page numbers and running heads in places. Minimally browned. An attractive little book in a very pretty binding.(Further information and photographs available on request.)

      [Bookseller: Collectable Books]
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        Plvtarchi Cheronei Graecorvm Romanorvmqve Illvstrivm Vitae.

      1542 - En denuo tibi exhibemus humanissime Lector [.] ilustrissima exempla, historiae ueteris sine dubio medullam, ex graeco fonte summa uigilantia iterum iam, supra nouissima castigationem [.]. Basileae 1542. Apud Mich. Isingrinium. Folio, k. 24 nlb., 401, inicjaÅ‚y marginalia, drzeworyt tyt. i na koÅ„cu (palma w kartuszu), opr. psk. wspóÅ‚cz. Egz. po częściowej konserwacji - liczne podklejenia kart (w tym narożnik karty tyt.) i uzupeÅ‚nienia. Zawilgocenia, Å›lady kornika. Na k. tyt. podpisy wÅ‚asnoÅ›ciowe. PiÄ™kne drzeworytowe inicjaÅ‚y. Plutarch z Cheronei (ca 45-ca 125) - jeden z najwiÄ™kszych pisarzy starożytnej Grecji, historyk, filozof-moralista, orator. WyksztaÅ‚cony w Akademii PlatoÅ„skiej, w swoim rodzinnym mieÅ›cie zaÅ‚ożyÅ‚ placówkÄ™ wzorowanÄ… na niej. DzieÅ‚o zawiera pisma biograficzne opisujÄ…ce dzieje życia 46 znanych osobistoÅ›ci zestawionych parami Grek-Rzymianin, np. Tezeusz-Romulus (44 żywoty w parach, 4 pojedyncze). Każda para równolegÅ‚ego żywotu koÅ„czy siÄ™ porównaniem obu postaci. Mimo, że żywoty sÄ… czÄ™sto ubarwione, z dużą dozÄ… magii i zabobonów, stanowiÄ… do dziÅ› jedno z najważniejszych źródeÅ‚ do starożytnoÅ›ci. Book is partly after conservation. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Antykwariat Wójtowicz]
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        Comedia.intitulata la Cassaria. Con l'argumento novamente agionto. (Segue, del medesimo:) Le Satire.

      (In fine alla Cassaria:) Vinegia, Agostino de Bendoni, 1542; (in fine alle Satire:) Venetia, per Alessandro de Vian, s.d. (non prima del 1551), - 2 opere in un vol. in-8, leg. settec. cart. - I) La Cassaria; ff. 36. Sul titolo il ritr. dell'Ariosto di Tiziano in silogr. Agnelli-Ravegnani (II, p. 87) ci avverte che trattasi di ''edizione in-8, rarissima.seconda, dopo quella dello Zoppino (1538), che abbia l'argomento in versi''. Il testo è ancora quello della primitiva redazione in prosa, che l'autore stesso più tardi volgerà in versi (vedi scheda n. ). - II) Le Satire de M. Lodovico / Ariosto stampa / te novamente / con diligenza Reviste / et corette; ff. (32, segn. A-D8). Col medesimo ritratto. dell'Ariosto sul titolo. Edizione rarissima, infatti solo tre esemplari completi sono presenti in Italia (ICCU A-2636). La prima ediz. era apparsa postuma nel 1534. - Volume di notevole pregio e rarità (aloni d'umido, più accentuati nella prima opera). I)Ediz. mancante ad Allacci e Regenstein. Agnelli-Ravegnani II, 87. Clubb 92. Salvioli 672-3, nota. ICCU A-2589. - II) Agnelli-Ravegnani II, p. 32: «Ediz. in-8, assai rara». ICCU A-2636 (solo 3 esempl. in Italia). [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        De Asse e partibus eius libri quinque,

      ab ipso authore novissime e recogniti e locupletati. Parisiis, imprimebat Mich. Vascosanus sibi, Rob. Stephano, ac Ioh. Roigny, affinibus suis, 1542 (in fine: 1541), - in-folio, ff. CCXXIV, (12, l'ult. b.), preziosa legatura d'inizio XVIII sec. In p. vitello biondo marmorizz., alle armi di Le Roux d'Esneval, stemma in oro al centro dei piatti, dorso liscio con tit. e fregi oro, tagli rossi. Testo in car. rom. con passi in greco, note a stampa nei margini, bellissime iniz. ornate silogr. Magnifica edizione (prima 1514), aumentata e rivista dall'autore stesso, del primo e il più importante studio antico sulle monete e sulla metrologia dei Greci e dei Romani. Guillaume Budé (Paris 1467-1540) fu il primo dei grandi umanisti francesi, allievo di Lascaris, profondo ellenista, preposto dei mercanti, iniziatore con i suoi libri e legature della Bibliothèque Nationale. Superbo esempl. Renouard, Les Estienne, p. 53-4. BMC, French, 85. Adams B-3106. Olivier-Hermal-Roton, Reliures armoiriées II, 196. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        Dialogo di M. Nicolo Franco. Dove si ragiona delle Bellezze.

      Alla eccellentissima Marchesana Del Vasto. Difficile est satyram non scribere. (In fine, recto ultimo foglio:) In Casale Monferrato, ne le stampe di Gioanantonio Guidone. Del mese di Aprile del M.D:XLII (Casale 1542), - in-4 (mm.190x132), ff. (78), bel carattere corsivo, ritratto silografato del Franco, in ovale, sulla pagina di titolo e al recto dell'ultimo foglio. Legatura coeva in piena pergamena rigida, dorso a nervi con titolo ms. Precedono il testo una lettera inviata da Alberto del Carretto all'autore e la dedica di quest'ultimo alla Marchesana del Vasto moglie del Governatore del Ducato di Milano, entrambe da Casale datate 1542. Prima edizione dell'opera, rarissima, che è un breve dialogo tra Sannio, cioè lo stesso autore, e Casutano, un suo amico di gioventù, che celebra le donne di Casale e attribuisce loro ogni pregio. In fine vi sono varie lettere del Franco che non si ritrovano del suo epistolario, tra le quali è famosa quella inviata ad Alberto del Carretto ''nella quale l'autore traccia un quadro disgustoso della Corte di Roma'' (Graesse). Esemplare assai bello (due ex-libris di collezione, firma di antico possessore nel margine bianco del titolo). Gamba, TestidiLingua, n.1403: ''raro, si ristampò a Venezia nell'anno medesimo''. Fontanini-Zeno I, p.230. Vernazza p.221. Bersano, Cinquecventine Piemontesi, n.994.(soli quattro esempl. in Piemonte). Graesse, II, 628. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        De sculptura

      Nuremberg: Johannes Petreius, 1542. * Vagnetti EIIb1; Schlosser-Magnino, pp. 235-239; Kemp, Science of Art, pp. 40-41; modern ed. by A. Chastel & R. Klein (1969).. Rare early edition of this famous work on sculpture, perspective and the aesthetic theory of the plastic arts, of particular importance for the diffusion of perspective theory north of Florence. Kemp characterizes the work’s technical innovations as "a curious mélange of the Albertian method, using an intersecting plane (the central vertical), and the ‘workshop’ method which depends on the diagonal point(s)" (Science of Art, p. 42, and following for Gaurico’s foreshortening method). Midway between Alberti and Vasari, Gaurico’s treatise also documents the tremendous increase in cultural prestige which painting underwent during the fifteenth century: the incomparable outpouring of masterpieces of that century stilled the old debates about the dignity of painting and its status as one of the liberal arts. This prestige is here reflected in art criticism as a broad discipline in accord with a humanistic concept of culture, with its emphasis on history and informed evaluative judgement. The work first appeared in 1504 (Florence), and again in 1528 (Antwerp); it proved particularly popular in German-speaking countries, as this imprint from the home of Dürer attests. All early editions are quite rare. The work became an instant "classic" in aesthetics and was often anthologized into the 17th century.Pomponio Gaurico (1482-1530) was a professor of philology at the University of Naples, a poet and humanist par excellence. His brother Luca was a celebrated mathematician, and made an influential Latin translation of Peckham’s treatise on perspective.

      [Bookseller: Martayan Lan, Inc.]
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        ARISTOTELIS STAGYRITAE ETHICORUM LIBRI X CUM COMMENTARIIS. ITEM & EIUSDEM ARISTO. POLITICORUM LIBRI VIII AC OECONOMICORUM LIBRI II. LEONARDO ARETINO INTERPRETE

      Lugduni: [Printed by Theobaldus Paganus for] Jacobus Giunta, 1542. n. This is an attractive edition of Aristotle's three works on the "practical sciences": "Nicomachean Ethics," "Politics," and "Economics," with commentary by Leonardo Aretino. A standard work of moral philosophy and one of the foundation documents of Western thought, the "Ethics" outlines the moral virtues that will lead to the well-being of the individual and the general good of society. Aristotle's "Politics" is the last great work of Greek political thought, and one that has had a lasting influence on the organization of Western society. Although the institution that had produced it, the Greek city-state, was already obsolescent, many of the work's important conclusions (e.g., men came together into cities for the sake of life; they continue for the sake of the good life) are valid for any society. The final treatise here, "Economics," covers the spectrum from household management to national monetary policy. Modern scholars consider it more likely to be the work of a student of Aristotle than of the philosopher himself. The commentary here is by Leonardo Bruni (1369-1444), called Aretino from his native Arezzo, who was a leading humanist of the early Renaissance. His insights into politics and economics are of special interest as he was Chancellor of Florence in the time of the Medici.. 171 x 108 mm. (6 3/4 x 4 1/4"). 285, [3] leaves. Old (18th century?) quarter vellum over patterned paper boards, flat spine with brown morocco label and later ink library markings, newer endpapers. Woodcut publisher's device (Silvestre 449) on title page. Early ink owner's inscription on title page (where the iron gall ink has eaten a small hole in the paper) and on verso of colophon leaf. Vellum lightly soiled, one-inch stain to paper on lower board, upper corners a little bumped, small wormholes in corners of a few leaves including endleaf and pastedown of front board, leaves mildly browned, minor marginal stains, occasional rust spots, otherwise an excellent copy, the text generally clean and fresh, and the binding quite sound. This is an attractive edition of Aristotle's three works on the "practical sciences": "Nicomachean Ethics," "Politics," and "Economics," with commentary by Leonardo Aretino. A standard work of moral philosophy and one of the foundation documents of Western thought, the "Ethics" outlines the moral virtues that will lead to the well-being of the individual and the general good of society. Aristotle's "Politics" is the last great work of Greek political thought, and one that has had a lasting influence on the organization of Western society. Although the institution that had produced it, the Greek city-state, was already obsolescent, many of the work's important conclusions (e.g., men came together into cities for the sake of life; they continue for the sake of the good life) are valid for any society. The final treatise here, "Economics," covers the spectrum from household management to national monetary policy. Modern scholars consider it more likely to be the work of a student of Aristotle than of the philosopher himself. The commentary here is by Leonardo Bruni (1369-1444), called Aretino from his native Arezzo, who was a leading humanist of the early Renaissance. His insights into politics and economics are of special interest as he was Chancellor of Florence in the time of the Medici.

      [Bookseller: Phillip J. Pirages Fine Books and Mediev]
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        Opere Toscane. Al christianiss. Re Francesco Primo.

      Venetiis, apud haeredes Lucae Antonij Iuntae M.D.XLII. (In fine di entrambi i vol.:) Stampato in Vinegia per Pietro Sceffer Germano Maguntino, ad instantia delli heredi di M.Lucantonio giunta (sic) il primo di Luglio L'anno M.D.XLII. (1542), - 2 tomi in un vol. in-8, pp. (16), 431; 295, (9, ultime due bianche), carattere corsivo, bella leg. 700sca in pergamena avorio, riquadro di filetti conterminazioni floreali, titolo su tassello al dorso. Marca tipogr. dei Giunta su ambedue i frontesp., ripetuta a piena pag. in fine al tomo II. A differenza della prima edizione di Firenze (Giunti 1532) che si fermò al primo vol. e come altre edizioni messe al rogo, la presente raccoglie tutte le opere dell'Alamanni (30 elegie, 14 egloghe, 178 sonetti, Favola di Narciso, Diluvio romano, Favola di Atlante, 12 satire, Salmi penitenziali tradotti, 17 Selve, Favola di Fetonte, Antigone, 8 inni, Stanze, 68 sonetti). Luigi Alamanni (Firenze 1495 - Parigi 1556) fu illustre letterato e uomo politico negli ultimi periodi della Repubblica fiorentina, caduta la quale andò esulte in Francia ove ebbe grandi onori da Francesco I e Enrico II. Bell'esempl. Gamba n.15. Camerini, Annali, n.465 ''Edizione assai elegante, citata dagli Accademici della Crusca''. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        Hercules kämpft mit den Centauern. Kupferstich.

      1542 - Mit dem Monogramm, der Jahreszahl und der Textzeile "AERVMNAE HERCVLIS". Kräftiger, gegensatzreicher Druck teils mit winzigem Rändchen um die Plattenkante, teils mit Rändchen um die Einfassungslinie. Mit den senkrechten Strichlagen im Hintergrund. Bartsch 96. Pauli 98 IV (von IV). Ausmüller 105. Blatt 1 der Folge "Die Thaten des Hercules" mit zwölf Blättern, von 1542-48. Ehemals aus den Sammlungen Dr. Karl Osthof und Hugo Ahne, Aussig (beide nicht bei Lugt). - Insgesamt schwach angeschmutzt und teilweise mit etwas Plattenschmutz. Im Oberrand kleine Restaurierung. Verso Spuren einer alten Montierung. Lose mit Montierungsstreifen am linken Rand auf Unterlagekarton montiert. Sprache: Deutsch Gewicht in Gramm: 2100

      [Bookseller: Kunstantiquariat Joachim Lührs]
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        Annotationes in praecipua ac difficiliora sacrae scripturae loca.

      "Second edition" (but really third?) of commentary on the O.T. and N.T. by Willem Hessels van Est (Gulielmus Estius, 1542-1613), who studied classics at Utrecht and religion at Louvain, and was Chancellor at the University of Douai from 1595 until his death. Famous especially for exegetical writings, as herein, "Estius's reputation became so great among later scholars that the saying . . . 'Estius on the Epistles' became proverbial." (NCE) This edition was edited by Gaspard Dubois (Nemius, 1587-1667), whose dedication to Francis van der Burch, Archbishop of Cambrai, features his => engraved arms as a headpiece. First published in 1617, the text is in Latin printed in roman and italic, double-column, framed on each page by a double-ruled border, with elaborate woodcut initials and head- and tailpieces, many incorporating the Jesuit "IHS" and one of these => censored by an 18th-century hand. (Two large leaves are drawn in ink over objectionable putti parts!)The title-page, wanting in this copy, has been transcribed by the same(?) early hand in ink on the front fly-leaf recto and verso, and the imprint information is confirmed by the colophon on the last page, which features the woodcut printer's device and the date in roman numerals.Provenance: An inscription on the front fly-leaf verso gives three dates, 1682-1739, and the names Fido Springhere and Philippus Coisne(?); there is a second ex-libris inscription with the name Baptista Baelde(?) at top of dedication leaf; and a final inscription, "Fido Springhere 1686" on verso of last leaf, above colophon. Scarce: This edition => not in NUC Pre-1956, and WorldCat finds just three U.S. copies.

      [Bookseller: PRB&M/SessaBks (Philadelphia Rare Books ]
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        Dialogo dove si ragiona delle Bellezze. Alla Eccellentissima Marchesa del Vasto

      apud Antonium Gardane, Venetiis 1542 - In-8° (148x95mm),ff. 120, legatura antica in p. pergamena tinta marmorizzata con titolo e fregi in oro su tassello in pelle rossa al dorso. Tgali marmorizzati. Impresa tipografica incisa su legno al titolo. Qualche alone marginale e qualche brunitura. Restauri alle cerniere. Buon esemplare, lievemente corto di margini. Seconda edizione, immediatamente posteriore alla prima di Casale Monferrato (che era in formato in-4°), di questo celebre dialogo in lode delle donne casalesi. Fuggito da Venezia dopo la sua violentissima polemica con Pietro Aretino (il Franco aveva perfino ricevuto una coltellata da un partigiano dell'Aretino, Giovan Ambrogio degli Eusebi), il letterato beneventano riparò prima a Padova e poi, con l'intento poi accantonato di recarsi in Francia, a Casale Monferrato, dove fu benevolmente accolto dal locale governatore, Sigismondo Fanzino; la permanenza del Franco nella città piemontese si protrasse per un settennio, dal 1539 al 1546, periodo nel quale egli ebbe modo di elaborare questo suo panegirico delle donne del luogo, in cui egli attribuì loro, oltre alla venustà, ogni sorta di pregio morale e spirituale. Palese, nell'opera, l'influenza di Della natura d'amore di Mario Equicola. Ai ff. 99 e sgg. figurano vari componimenti poetici e lettere del Franco non raccolte nel suo epistolario, tra cui quella ben nota ad Alberto del Carretto dans laquelle Franco a tracé un tableau dégoûtant de la cour de Rome (Graesse, II, 628). Gamba, 1403. STC Italian, p. 279. Tiraboschi, IV, 136. EDIT16 CNCE 19821. Cfr. Adams, F-959 (edizione casalese). Italiano

      [Bookseller: Gilibert Libreria Antiquaria (ILAB-LILA)]
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        Divini Platoni Gemmae, sive illustriores sententiae, ad excolendos mortalium mores et vitas recte instituenda. Quibus adjecimus quoque M.T. Ciceronis Sententias elegantissimas. ex libris ipsius De Officiis, Amicitia, Senectute, Paradoxis, Tusculanis. Item ex Terentioi Comoediis, quotquos extant, sententias atque paroemias elegantiores omnes.

      Basileae, Robertum Winter, mense Martio, 1542. - in-8. 3 parties de 8ff. 81pp. 11ff. 173pp. 1f. (bl). 31pp. Plein veau brun, dos à nerfs, plats orné. (Reliure moderne, genre ancien). Edition Originale très rare de ce recueil de sentences et règles morales pour bien conduire sa vie, tirées des écrits de Platon. Il est dû au littérateur et grammairien italien originaire de Venise, Niccolo Liburnio (1474-1557). L'imprimeur de Bâle, Robert Winter a ajoutée, avec titre et pagination particulière, un recueil de sentences tirées de Ciceron et un autre de Terence. Cachets d'une institution religieuse sur le titre. Bon exemplaire. Manque à Adams. Manque à la BN. Manque au NUC. [Attributes: First Edition; Hard Cover]

      [Bookseller: Librería Comellas]
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        Manuscript document, on paper. In Latin.

      Aragon Small 4to (21.9 cm; 8.675"). [5] pp.. 5 May 1542 In 1262 the municipality of Almudevar was involved in a court case with Pedro Cornelio and Miguel, "scroungers" — and other unnamed scroungers (i.e., legally recognized and entitled gleaners and foragers) — involving rights to woodcutting, pasturing, and other rural "rights." This is a mid-16th-century uncertified copy of the court's 13th-century decision. Very good condition and easy to read.

      [Bookseller: Philadelphia Rare Books & Manuscripts Co]
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        Epistolarum medicinalium lib. XX. Eiusdem in Ioan. Mesue simplicia et composita annotationes et censurae, omnibus practicae admodum necessariae.

      Venezia, Petrum Schoeffer, 1542, in- folio, legatura coeva in piena pergamena completamente manoscritta, pp. (20)-469-(2) marca tipografica xilografica al frontespizio, animata (zampognaro con motto "Gloria in excelsis Deo") la stessa immagine riportata anche nll'ultima cc. del volume. Exlibris Loris premuda al piatto anteriore. Risguardi rifatti. Numerosi capolettera xilografici animati. Alcune chiose d'epoca ai margini bianchi, antica macchia di qualche centimetro alle prime pagine, nella parte alta, che interessa parte del testo ma non ne pregiudica la lettura.

      [Bookseller: Libreria Piani gia' Naturalistica]
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        1542 Stimulus Amoris S Bonaventure James of Milan Medieval Franciscan Philosophy

      Venetiis : Patavinus, 1542. - 1542 Stimulus Amoris S Bonaventure James of Milan Medieval Franciscan Philosophy The Stimulus Amoris was written by the Franciscan James of Milan in the late thirteenth century. The text expanded after James’s death, growing from twenty-three to fifty-three chapters by the early fourteenth century, and growing yet again in its 1476 and 1596 printings. There are at least six forms of the Latin text in existence. In its original version, it survives in ninety manuscripts. The early fourteenth century version, however, often called the Stimulus maior or Forma longa, exists in complete form in 221 manuscripts and partially in another 147. Saint Bonaventure (1221 – 1274), born Giovanni di Fidanza, was an Italian medieval scholastic theologian and philosopher. The seventh Minister General of the Order of Friars Minor, he was also a Cardinal Bishop of Albano. He was canonised on 14 April 1482 by Pope Sixtus IV and declared a Doctor of the Church in the year 1588 by Pope Sixtus V. He is known as the "Seraphic Doctor" (Latin: Doctor Seraphicus). Many writings believed in the Middle Ages to be his are now collected under the name Pseudo-Bonaventura. Main author: Saint Bonaventure, James of Milan Title: Stimulus Divini Amoris Sancti Bonaventurae. Published: Venetiis : Patavinus, 1542. Language: Latin Notes & contents: • Stimulus Amoris was long considered to be attributed to Saint Bonaventure; however, in the late-Renaissance, credit was eventually given to James of Milan – though many of this observations were that of Saint Bonaventure. FREE SHIPPING WORLDWIDE Wear: wear as seen in photos Binding: tight and secure vellum binding Pages: complete with all 160 pages; plus indexes, prefaces, and such Publisher: Venetiis : Patavinus, 1542. Size: ~4in X 3in (10cm x 8cm) Photos available upon request. [Attributes: First Edition; Hard Cover]

      [Bookseller: Schilb Antiquarian]
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        DELLE ANTIQUE HISTORIE FABULOSE

      VENETIA: GABRIEL IOLITO DI FERRARII, 1542. In 16. Dim. 16x11 cm. Pp. 120+(1). Bella edizione del 1542 della celebre e fortunata opera dello storico Diodoro Siculo (90 a.c.-27 a.c.). Questa fortunata edizione è la volgarizzazione anonima dei primi cinque libri della Bibliotheca Historica frutto dei numerosi e pericolosi viaggi dell'autore in Europa e Asia. Questa edizione del 1542 è la pregevole fedele ristampa della giuntina del 1526. Bellissimo frotnespizio in cornice figurata e bei capilettera decorati. Numerazione singola. Antica firma al contropiatto anteriore datata 1869. In buone condizioni e completo. Copertina in mezza tela ottocentesca in buone condizioni generali con usure e parti mancanti ai margini e dorso. Carta con note amnoscritte applicata al piatto anteriore. Legatura in buone condizioni. All'interno le pagine si presentano in buone condizioni con fioriture. Beautiful edition of 1542 of the lucke and famous historical work by the historian Diodoro Siculo (90 a.c.-27 a.c.). This lucky edition is the anonymous translation of the first five books of Bibliotheca Historica result of different and dangerous travels of the author in Europe and Asia. This edition of 1542 is the fine faithful republishing of the Giunta edition of 1526. Very beautiful figurated title page and beautiful decorated initial letters. Single numbering. Ancient signature in internal front plate dated 1869. In good conditions and complete. Half cloth cover of XIX century in good general conditions with wearings and missing parts in the edges and spine. Piece of paper with handwritten notes in the front plate. Binding in good conditions. Inside pages are in good conditions with foxings.

      [Bookseller: Sephora di Elena Serru]
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        Arnobii Dispvtationvm adversvs gentes libri octo nunc primum in lucem editi.

      Romae: Apud Franc. Priscianen Florentinum [1542[-43]]. 3 preliminary leaves, CII numbered leaves, 3 leaves; 33.5 cm. Signatures: a4 (a4 blank, present), A-Q6, R8 (R8, blank, wanting), &2. The seven books of Adversus gentes, followed by the Octavius of Minucius Felix, mistaken for the eighth book. Edited by Franciscus Priscianensis and Hieronymus Ferrarius. Dedication (to Franois I of France) dated (a2v) "Calen. Septembris. 1543." Colophon ([R7r]) dated 1542. The first edition of a defense of the Christian faith and an attack on paganism, with ample descriptions of idolatrous rites and beliefs. Printed from an imperfect manuscript found in Paris, it required extensive text editing. This is an unusually tall copy, clean and beautifully printed. This is from the library of Prof. Geotge E. McCracken whose translation of the text in English is included. Stock#OB1040. Very Good; rebound in 3/4 leather by Hope Bindery, Jim DiMarcantonio.

      [Bookseller: Booksinternationale.com]
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        L'Amorosa Fiammetta di M. Giouanni Boccaccio. Nuouamente per M. Lodouico Dolce da ogni errore emendata

      In Venetia, Appresso Gabriel Iolito de Ferrarii, M.D.XLII [1542]. [3], 4-CII, [i] leaves (signatures A-N8, last two leaves blank); 15 cm. The first of many editions published by Giolito. Title within woodcut ornamental border containing printer?s mark at foot; another printer?s mark on verso of last leaf. Bound in contemporary limp vellum; title-page damaged and rebacked with loss to woodcut border. Stock#SmOB025.

      [Bookseller: The Owl at the Bridge]
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        Septimus tomus operum divini Aurelii Augustini Hipponensis episcopi._Angebunden: In omnia divini Aurelii Augustini scripta indices duo, eo conscripti modo, ut nihil in his annotatu dignum possis desiderare (...). Mit mehreren Druckermarken.

      Basel: Froben 1542-1543. 1438 Spalten; 134 Blatt, 1 Blatt Errata. Blindgeprägtes Schweinsleder der Zeit mit Platten- und Rollstempel-Verzierung, sowie zwei gravierten Messing-Schließen, Folio, 38,5 x 27 cm. (etwas berieben und bestossen, leicht fleckig und nachgedunkelt, Kapitale und Kanten mit kleinen Fehlstellen, Deckel leicht wurmstichig, beide Spiegel ohne Bezug, Eintrag von alter Hand auf dem Titel, es fehlt am Ende des Registers ein Blatt mit der Druckermarke, sonst lt. Kollation vollständig, die Paginierung teils irrig, Spalten 209-212 irrig als \"213-216\" paginiert, innen leicht wurmspurig ohne Textverlust, sonst nur gering gebräunt und insgesamt recht frisch).-Der siebte von zehn Bänden der monumentalen und sehr schön und klar gedruckten Ausgabe. Die 33 in diesem Band versammelten Texte beschäftigen sich häufig mit den Donatisten und Pelagianern (darunter: Contra Cresconium Grammaticum; De baptismo contra Donatistas; Contra duas Epistolas Pelagianorum ad Bonifacium; De anima et eius origini; De gratia et libero arbitrio), mit denen sich der Kirchenvater während seiner Zeit als Bischof von Hippo Regius (396-430) auseinandersetzte. Den Angaben des VD 16 zufolge müßte es sich - dies legen Kollationierung und Datierung nahe - trotz abweichendem Untertitel um die von Desiderius Erasmus (von Rotterdam) herausgegebene Ausgabe handeln. Die Platte des Einbandes (datiert 1544) mit siebenfachem Blütenmotiv in zwei Reihen, die Rollstempel ebenfalls mit floralen Motiven, sowie einem ungewöhnlichen, drachenartigen Motiv. Der angebundene Teil enthält das ausserordentlich ausführliche Begriffs- und Stellenregister für das Gesamtwerk, dazugehörig auch das seltene Errata-Blatt, das allerdings nur für die Bände 1 bis 8 die Korrekturen gibt. - VD 16: A 4149 - Adams I A, 2162. BEIGEGEBEN: Kurt Flasch \"Augustin. Einführung in sein Denken.\" Reclam (= UB 9962) 1980, {ISBN 3-15-029962-4} 487 Seiten. Versandkostenfreie Lieferung [Beautiful, Rare and Special;Schönes;Seltenes;Bibliophilie;Alte Drucke;Theologie;Christentum;Einbände;Fremdsprachen;Latein;Lateinisch]

      [Bookseller: Versandantiquariat Bürck]
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        Africa XVIII, Nova Tabula

      [Basel: Heinrich Petri in the 'Geographia Universalis', 1542. Woodcut map, in excellent condition. The first state of the earliest reasonably obtainable map to focus on the depiction of the entire continent of Africa, and a veritable masterpiece of Renaissance cartography This highly important map represents the earliest reasonably obtainable map to depict the entire continent of Africa. Africa XVIII, Nova Tabula , is a fantastic visual synergy of archaic imagination and recent exploration. The overall shape of the continent is quite well defined, having been extensively explored by the Portuguese since the time of Prince Henry the Navigator in the mid-fifteenth-century, a point highlighted by the appearance of a caravel in the lower part of the map. Africa's various kingdoms are denoted by pictorial symbols of a crown and sceptre. Following Ptolemaic tradition, the Nile has its source in a series of lakes that lie at the foot of the mysterious Mountains of the Moon. The land around the Cape of Good Hope in South Africa is embellished by the appearance of an elephant, and exotic parrots occupy trees in Angola. Most amusingly, near the coast of east Africa, the "Monoculi," or one-eyed man imagined by Classical writers sits in wait for some hypothetical European visitor. Münster was a brilliant polymath and one of the most important intellectuals of the Renaissance era. Educated at Tübingen, his surviving college notebooks, Kollegienbuch , reveal a mind of insatiable curiosity, especially with regards to cosmography. Münster later became a professor of Hebrew at Heidelberg, and then from 1529 at the University of Basle. In the 1530s, he turned his attentions to translating Ptolemy's Geography , adding new material that related to the lands newly discovered in Africa, the Americas and Asia. The result was the publication of his highly regarded Geographia Universalis , first printed in 1540. The present map is from the second edition, but still represents the first-state of the map, as the same unaltered woodblock from the initial printing was employed in the production of the second edition. Münster was also a trend-setter in his ideas regarding design and layout of maps, and he was one of the first to create space on his woodblocks for the insertion of place names in metal type. Münster later published his Cosmographia (1544, revised 1550), a monumental encyclopedic book of contemporary knowledge and legend that became one of the most widely read books in Europe. Norwich, Maps of Africa , 2; Tooley, The Printed Maps of the Whole of the Continent of Africa, Part 1 (1500-1600), 6.

      [Bookseller: Donald Heald Rare Books]
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        [FROISSARTS CHRONYCLES]. Here begynneth the fyrst volum of Syr Iohan Froyssart of the cronycles of Englande, Fraunce, Spayne, Portyngale, Scotlaude [sic], Bretayne, Flaunders: and other places adioynynge. Translated out of frenche into our materall [sic] Englysshe tonge, by Iohan Bouchier [sic] knyght lorde Berners: at the co[m]maundement of our moste highe redouted souerayne lorde kynge Henry the. viii. kynge of Englande Frau[n]ce, [and] Irelande defe[n]dour of the fayth and of the churche of Englande and also of Irelande in earth the supreme heade

      London: Wyllyam Myddylton [and Richard Redman], [1542 and circa 1535]. RARE, The second edition of the translation of books 1 and 2 of the "Chroniques." Middleton's name and address from colophon. Publication date conjectured by STC. Includes some sheets printed by Richard Redman, ca. 1535, possibly to make up a lack of sheets in first edition stock (STC). Printed in black letter, double columns, very large and fine woodcut initials all throughout. Folio in sixes, (308 x 215 mm), very handsomely bound in later half antique wooden boards backed in brown calf, the back tooled in blind with a diamond pattern, at the centers of each large medevial style tooling, the spine with tall raised bands, the beveled outside board edge with remnants of the holes and ties from earlier binding use. A1 (title) supplied in partial facsimile; A2-A6 (Preface and Table); B1-B4 [Table]; a1-ooo4 (fol. primo-fol. CCCXXII). A very handsome and textually complete copy of this extremely rare edition. Title-page facsimile bound in on a tab, the text for the most part very well preserved and fresh, occasional evidence of old damp or other minor staining, one leaf torn at outer edge with old wax repair lacking only a small hole effecting a few words, some worming, heavy at the prelims but quickly lessens to unobtrusive. The antique wooden boards with some age, the tooled backing in excellent condition. ESPECIALLY RARE, THE HUNTINGTON AND MORGAN COPIES ARE THE ONLY TWO LISTED ON OCLC. THE SECOND COMPLETE EDITION IN ENGLISH OF THE FIRST TWO BOOKS OF THE GREAT CHRONICLE OF EUROPE, AND THE MOST IMPORTANT RENAISSANCE WORK OF EUROPEAN HISTORY. Translated from the French by John Bourchier, second baron Berners (1467?"1533), at the behest of King Henry VIII. ?Bourchier?s English style is so vivid and so little frenchified that his translation of Froissart is justly esteemed as a classic of English literature. It was the most extensive historical work that had yet appeared in the English language, and it exercised a considerable influence on English historical writing throughout the sixteenth century and beyond. Pynson?s edition is a major monument of English printing in the sixteenth century. Complete sets are very rare; and most of the sets in institutional collections (the British Library, Ashburnham, Bodleian, Harvard and Yale copies, among others) are imperfect in some degree or wrongly made up? (quoted in the catalogue for the Garden sale, Sotheby?s New York, 8 and 9 November 1989). "Froissart might be called the great interviewer of the Middle Ages. The newspaper correspondent of modern times has scarcely surpassed this medieval collector of intelligence. He travelled extensively in the various countries of Europe; he conversed with gentlemen of rank everywhere; and he had the remarkable knack of persuading those about him to divulge all he wanted to know. He learned the details of battles from both sides and from every point of view. He delighted in the minutest affairs of every cavalry skirmish, of the capture of every castle, and of every brave action and gallant deed. He lived from 1337 to about 1410, and wrote chiefly of contemporaneous events. The 'Chronicles' are universally considered as the most vivid and faithful picture we have of events in the fourteenth century....As a picture of the most favorable side of chivalry, the work has no equal" (Adams, Manual of Historical Literature, pp. 334-5). ?Like Froissart, Bourchier moved about amongst the noblesse; Henry VIII made him his Chancellor of the Exchequer for life and three years previous to the publication of the first volume above, he was present with that monarch at the Field of the Cloth of Gold.?

      [Bookseller: Buddenbrooks, Inc.]
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        India Extrema, XIX; Nova Tabula

      [Basel: Heinrich Petri in the 'Geographia Universalis', 1542. Woodcut, in excellent condition. The rare first state of Münster's highly important map of Asia, a veritable masterpiece of Renaissance cartography, and the first printed map of Asia. Münster's India Extrema, XIX, Nova Tabula is a very elegant map, that embraces most of Asia, from the Persian Gulf to the Far East. Although largely based on Ptolemy's ancient template, it includes some advancements gleaned from recent Portuguese discoveries. The outlines of the Indian subcontinent, between the Indus and the Ganges rivers begins to take a recognizable form, with "Zaylon" (Sri Lanka) correctly appearing as its own island. The Portuguese outpost of Goa and Calicut, the first place where Vasco da Gama landed in 1497, are depicted. Further to the east "Taprobana" (the name Ptolemy gave to Sri Lanka) is also designated as "Sumatra.".On the adjacent Malay Peninsula is the important trading port of "Malaqua" (Malacca). Java is also portrayed, but is depicted as two separate islands. "Moloca" (The Moluccas), the Spice Islands that were a major point of contention between Spain and Portugal are shown. The resolution of the dispute was the official purpose of Magellan's epic circumnavigation. The depiction of "Cathay" (China) is shown to be largely predicated on Venetian lore. The seas to the south of the map are adorned with a large sea monster and a mermaid with a bifurcated tail. Münster was a brilliant polymath and one of the most important intellectuals of the Renaissance era. Educated at Tübingen, his surviving college notebooks, Kollegienbuch , reveal a mind of insatiable curiosity, especially with regards to cosmography. Münster later became a professor of Hebrew at Heidelberg, and then from 1529 at the University of Basle. In the 1530s, he turned his attention to translating Ptolemy's Geography, adding new material that related to the lands newly discovered in the Americas and Asia. The result was the publication of his highly regarded Geographia Universalis , first printed in 1540. The present map is from the second edition, but still represents the first-state of the map, as the same unaltered woodblock from the initial printing was employed in the production of the second edition. Münster was also a trend-setter in his ideas regarding design and layout of maps, and he was one of the first to create space on his woodblocks for the insertion of place names in metal type. Münster later published his Cosmographia (1544, revised 1550), a monumental encyclopedic book of contemporary knowledge and legend that became one of the most widely read books in Europe. Parry, The Cartography of the East Indian Islands , pp.65-68, pl. 3.8.

      [Bookseller: Donald Heald Rare Books]
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