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PONTANI OPERA. Venetiis, in Aedibus Aldi, et Andreae Asulani Soceri, 1513 / IOANNIS IOVIANI PONTANI AMORUM LIBRI II [....]. Venetiis, in Aedibus Aldi et Andreae Soceri, mense Februario 1518. Due edizioni aldine raccolte in unico volume. 1513 / 1518.
Due rare edizioni aldine raccolte in unico volume. Cm.15,4x9,2. Legatura in piena pergamena con titoli e fregi in oro al dorso. Fogli di guardia marmorizzati e tagli spruzzati. Minime forellini alla parte inferiore del dorso ed alla parte interna delle cerniere. 1) "Pontani Opera. Urania, sive de Stellis libri quinque. Meteororum liber unus. De Hortis hesperidum libri duo. Lepidina sive postorales pompae Septem. Item Meliseus Maeon Acon. Hendecasyllaborum libri duo. Tumulorum liber unus. Neniae duodecim. Epigrammata duodecim. Quae vero in toto opere habeantur in Indice, qui in calce est, licet videre". Venetiis, in Aedibus Aldi, et Andreae Asulani Soceri, MDXIII. Testo latino. 255 carte numerate solo al recto, una carta bianca al recto e con ancora aldina impressa al verso. 2) "Ioannis Ioviani Pontani Amorum libri II. De amore coniugali libri III. Tumulorum II, qui in superiore aliorum poëma ton editione desyderabantur. Lyrici I. Eridanorum II. Eclogæ duæ Coryle, & Quinquennius superioribus quatuor additæ. Calpurnij Siculi Eclogæ VII. Aurelij Nemesiani Eclogæ IIII. Explicatio locorum omnium abstrusorum Pontani authore Petro Summontio viro doctissimo. Index rerum, quæ in his Pontani lusibus contineantur". Venetiis, in Aedibus Aldi et Andreae Soceri, mense Februario 1518. Prefazione di Antonio Mocenigo. Testo latino. Carte 170 numerate solo al recto, una carta con registro e colophon al recto e bianca al verso, una carta bianca al recto e con impresa aldina al verso. Le carte 144 e 165 sono bianche sia al recto che al verso. Anomala la numerazione delle carte del poema "Lyrici". Dopo la carta 88 che chiude il "Tumulorum libri II, tale numerazione presenta il seguente sviluppo, relativamente alla numerazione araba: 97, 90, 99, 92, 101, 94, 103, 96, 97, 98, 99, 100, 101, 102, 103. Tale anolamia è parzialmente segnalata da Renouard, che specifica "sans dérangement dans les signatures", come confermato dall'integrità e linearità del registro dei quaderni interessati "m" e "n". Esemplare di significativa freschezza, con margini plausibili e pressoché priva di bruniture. Solo l'ultima carta del secondo testo presenta alcune marginali chiazze antiche d'inchiostro. Giovanni Pontano, in seguito Giovanni Gioviano, nome latinizzato Ioannes Iovianus Pontanus, fu poeta, umanista e uomo politico (Cerreto di Spoleto, 1429 - Napoli, 1503). Intellettuale di spicco della corte aragonese (da lui prese il nome l'"Accademia Pontaniana"), usò un latino duttile e moderno. Nella sua cospicua produzione emergono, oltre ai vivacissimi dialoghi, il poema "Urania" (1476), e l'egloga "Lepidina" (1496), in cui una serie di cortei di ninfe e numi minori rappresentano i bei luoghi di Napoli, con le caratteristiche di usi e feste a questi luoghi congiunti. Originale poema della vita familiare e suo capolavoro sono i tre libri di elegie "De amore coniugali", che comprendono le 12 "Næniæ per il figlioletto Lucio. Fu mandato a studiare a Perugia, ove dal 1441 fu cancelliere del Comune lo zio Tommaso, non oscuro discepolo del Guarino; di poi, rinunciando in favore delle sorelle ai beni che gli restavano, andò in cerca di fortuna. Condotto nel 1448 a Napoli da Alfonso il Magnanimo, protetto dal Panormita, entrò nella «sodalitas» da questo fondata, che doveva poi diventare l'Accademia Pontaniana, e in essa prese il nome di Gioviano. Dapprima alla corte gli fu affidata l'educazione di due principini, Carlo di Navarra e Alfonso, figlio di Ferdinando I; poi entrò e presto avanzò negli uffici della Segreteria Reale. Nelle lotte che Ferdinando dovette sostenere (1458 - 1464) contro il pretendente angioino, Pontano gli fu di valido aiuto con la penna e con la spada, e ne consacrò le gesta nel "De Bello Neapolitano". Più tardi (1481) accompagnò Alfonso nell'impresa per la riconquista di Otranto; negoziò la pace di Bagnolo (1484) nella guerra contro Venezia, nel 1486 trattò l'accordo tra Ferdinando e il Papa, dal quale nello stesso anno ebbe la laurea poetica. Giustiziato come ribelle Antonello Petrucci, Pontano gli successe nell'ufficio di Segretario del Re, che tenne con grande tatto e fermezza e acuto senso politico, in circostanze difficili. Morto Ferdinando, quando, dopo il breve regno di Alfonso, Carlo VIII entrò in Napoli (febbraio 1495) e il nuovo re Ferdinando II esulò sciogliendo i sudditi dal giuramento di fedeltà, Pontano, rimasto consegnatario del potere reale, fece omaggio al conquistatore. Tornato re Ferdinando (luglio 1495), Pontano naturalmente non rioccupò il suo ufficio, ma ebbe ancora qualche incarico. Scrittore fecondissimo, in volgare lasciò solo un gruppetto di lettere, di forte colorito dialettale, tra cui belle e robuste alcune dirette ai suoi principi. Per il resto non usò che il latino: un latino agile, duttile, moderno, personalissimo. In prosa scrisse numerosi trattati astrologici ("De rebus cælestibus") e filosofici ("De prudentia"; "De fortitudine"; "De fortuna"; etc.) e, artisticamente più importanti, dialoghi ("Aegidius", "Actius", "Asinus", "Antonius", "Charon"). Tra questi, il lucianesco "Charon" è coraggiosa denuncia delle superstizioni popolari e della corruzione degli ecclesiastici, e il bizzarro e vivacissimo "Asinus" (vi s'introduce Gioviano impazzito d'amore per un asino, che, in compenso delle sue moine, gli morde ambe le mani: il che lo fa rinsavire) è allegoria, si è detto, dell'ingratitudine di Alfonso per il suo maestro. Dei poemi, il più vasto e più ricco di fantasiosi miti, originali o originalmente ricreati, è l'"Urania" in cinque libri, sulle costellazioni celesti e i relativi influssi. Continuazione dell'"Urania" è il "Meteororum liber" sui fenomeni atmosferici. Altro poema didascalico sono i due libri "De hortis Hesperidum, sive de cultu citriorum" sulla coltivazione dei cedri. Anche in questi poemi si rivela il pagano e voluttuoso cantore della natura e del piacere e l'inesauribile creatore di mitiche figurazioni. Ma il suo temperamento più agevolmente si dispiega nei due libri "Parthe
      [Bookseller: Studio Bibliografico Pera]
Last Found On: 2014-12-29           Check availability:      maremagnum.com    

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