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Cospicuo carteggio ottocentesco, inedito, di grande rilevanza risorgimentale, intercorso tra importanti personaggi, quali Giuseppe Garibaldi, Francesco Crispi, Giovanni Nicotera, Felletti, Benigno Paraviso, Stirling Begbie, e alcuni membri della famiglia Orlando.
- Significativo lotto di 18 missive inedite, così articolato: a) un biglietto autografo di Giuseppe Garibaldi (Nizza, 1807-1882), inviato da Roma in data 19 febbraio 1873, a mò di lettera di presentazione di tal Semenza; b) 5 lunghe lettere autografe di Francesco Crispi (Ribera, 1818-1901), quattro delle quali in busta affrancata e viaggiata, inviate fra il 1872 e il 1874 a Luigi Orlando, in cui si parla di argomenti personali, di questioni economiche e di investimenti e pagamenti bancari; c) 3 lettere e un biglietto autografi, datati 1875 e 1883, di pugno di Giovanni Nicotera (Sambiase, 1828-1894) a Luigi Orlando; d) Due lettere autografe di Benigno Paraviso inviate a Paolo Orlando in data 11 e 21 luglio 1860 (una affrancata e viaggiata); e) Cinque missive autografe in lingua francese di Thomas Sterling Begbie, inviate da Londra (4, Mansion House Place) tra il 19 giugno e il 27 luglio 1860; f) Una lettera autografa, priva di data, inviata da tal Felletti [uomo di fiducia degli Orlando a Londra], in cui parla di attrezzature idrauliche per bastimenti militari. Di particolare interesse le corrispondenze di Paraviso, mercante italiano attivo a Birmingham, di Begbie, un inglese assai influente a Londra e collegato alla "British Columbia" e di Felletti: in esse si parla diffusamente di cospicui trasferimenti di armi dall'Inghilterra all'Italia. Felletti è un uomo di fiducia di Orlando a Londra, mentre Paraviso e Begbie sono due mercanti o mediatori, incaricati di trovare le armi necessarie all'impresa di Garibaldi. Scrive Paraviso l?11 luglio 1860 a Paolo Orlando, che si trova a Londra: ?La fabbrica nel Yorkshire alla quale ordinai i 14 cannoni per bastimento ora mi scrive che la sola specie che suole fare pel governo inglese sono di ferro fuso ?Cast Iron? ? Sempre Paraviso scrive il 21 luglio a Orlando, che nel frattempo si è trasferito a Liverpool: ?I 1250 fucili Enfield, le pistole e i coltelli d?abbordaggio partiranno da qui [Birmingham] senza fallo la sera di mercoledi prossimo. Faccia grazia di significarmi se per i detti fucili debbo pur?anche provvedere i fulminanti e che quantitativo?.? Intrigante anche la corrispondenza tra Begbie e Orlando: in particolare nelle missive del 26 e 27 luglio 1860 Begbie cita G.G. [Giuseppe Garibaldi] e la Calabria, ed esprime ?grand regret que le général est blessé à Milazzo? "Giuseppe Orlando di Colosa è considerato il capostipite della famiglia. D?origine siracusana ma palermitano d?adozione, possiedeva a Palermo un?officina meccanica a cui si rivolgevano gli agricoltori dell?isola per la costruzione di mulini e altre macchine agricole. Alla sua morte, avvenuta nel 1825, lascia la moglie Rosalia Castiglione e sei figli giovani; Luigi Orlando (1814-1896), Salvatore (1818 - 1881), Giuseppe (1820 - 1893), Paolo ( (1824 - 1891), Domenico (18. - 1837) e Lucia (.). Nel 1834 il primogenito Luigi Orlando aderisce alla Giovine Italia, seguito poi dagli altri fratelli. Dopo un periodo in esilio a Malta e in seguito al fallimento dei primi moti insurrezionali siciliani Luigi torna in patria e s?impegna attivamente nell?officina di famiglia introducendo la forza del vapore nella costruzione dei mulini da grano, e riscuote successo con la fabbricazione delle prime molle per materassi. Il carattere imprenditoriale orientato all'innovazione della meccanica è spesso osteggiato dai Borboni, vedendo essi nel progresso un possibile nemico. Luigi è più volte costretto a lasciare la Sicilia. Nel 1847, trasferitisi a Roma, Luigi e Giuseppe dimostrano entusiasmo verso la rivoluzione e la costituzione della Repubblica romana, portando tra l'altro con sé un tricolore, dono degli insorti palermitani, e riportandolo poi nel capoluogo siciliano. Luigi, in Campidoglio, sale in cima alla statua equestre di Marco Aurelio issandovi la bandiera italiana. Alla notizia della momentanea sconfitta del potere Borbonico a Palermo e in tutta la Sicilia in seguito ai moti del 1848, Paolo e Luigi rientrano subito e sono i 100 gr.
      [Bookseller: studio bibliografico pera s.a.s.]
Last Found On: 2014-12-26           Check availability:      AbeBooks    

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