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C. Plinii Secundi Novocomensis Epistolarum libri X. Panegyricus Traiano Caesari dictus. De viri illustribus in re militari, & in administranda Repub. Svetonii Tranquilli liber de claris Grammaticis & Rhetoribus. Iulii Obsequentis Prodigiorum liber. Indices duo, quorum altero nomina referuntur eorum ad quos Plinius scribit: altero quicquid memoratu dignu toto opere continetur. Latere interpretatio dictionum ac sententiarum Graecarum, quibus Plinius utitur. Seb. Gryphius Lugduni Excud. 1531.
1531 - In 8, [mm. 150 x 105], pp. 535 ? (1), di cui le prime 42 con lettera di dedica ed indici senza numerazione. Testo in corsivo. Legatura più tarda in pergamena con autore e titolo al dorso. Margini spruzzati in rosso ed azzurro. Capilettera figurati all'inizio dei singoli libri, di dimensioni maggiori all'inizio delle prime due opere. Errori di numerazione a p. 160, 175, 329. Foro di tarlo, per lo più intralinee, fino a p. 240. Vecchio restauro al margine bianco delle pp. 193-236 per riparare un lavoro di tarlo che interessa in pochi casi, marginalmente, l'ultima lettera di una riga del testo. Le ultime carte sono brunite; quelle del quinterno H presentano il margine interno rotto. Piccoli strappi con qualche mancanza a quello esterno delle ultime 4 carte, l'ultima con piccola lacuna. Sottolineature, postille ed indicazioni ai margini. Aggiunte manoscritte all'indice. Gaio Cecilio Secondo nacque a Como nel 61 o 62 d.C., adottato dallo zio Plinio il vecchio, ne assunse il cognome; venne educato alla retorica da Quintiliano ed assai presto iniziò la carriera forense mentre la sua carriera politica procedeva di pari passo e nel 100 d.C. lo portò ad essere nominato consul suffectus. Traiano, di cui fu consigliere personale, lo nominò suo legato in Bitinia nel 111 e morì forse due anni più tardi. L'Epistolarium dedicato a Setticio Claro comprende in dieci libri le lettere scritte o ricevute da amici o parenti e personaggi illustri, 247 nei primi nove libri ai quali venne aggiunto l'ultimo comprendente altre 121 lettere scritte in diverse occasioni: famose quelle scambiate con Traiano nel X libro, fra le quali la 96 in cui chiede all'imperatore come comportarsi con i cristiani e la successiva con la risposta dell'imperatore. L'opera successiva è il Panegyricus, il discorso, poi ampliato da Plinio stesso, pronunciato in senato come ringraziamento a Traiano per la nomina console nel 100 d.C. Il De viri illustribus in re militari, è invece un'opera attribuita a Plinio.Giulio Ossequente fu invece uno storico romano del IV secolo d.C. ed il Prodigiorum liber descrive in ordine cronologico, secondo l'anno di consolato i prodigi avvenuti a Roma e nei suoi domini. La parte giunta a noi riguarda quelli compresi fra il 249 ed il 12 a.C. Questa edizione lionese si apre con la dedica di Aldo Manuzio ad Alvise Mocenigo senatore veneto che aveva riportato in patria un esemplare dell'epistolario di Plinio e che glielo aveva dato affinché lo pubblicasse: fra Giocondo Veronese ne aveva curato l'edizione come è indicato a p. 2. Alla lettera di dedica segue la vita di Plinio scritta da Giovanni Maria Cattaneo, umanista della seconda metà del XV secolo, nativo di Novara che aveva pubblicato opere di Plinio con un commento. L'ICCU registra solo quattro esemplari nelle biblioteche italiane con la medesima impronta, altri sette, fra i quali quello della Nazionale di Firenze con diversa impronta.
      [Bookseller: EDITORIALE UMBRA SAS]
Last Found On: 2013-08-01           Check availability:      AbeBooks    

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