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LI CONTORNI DELLE PITTURE ANTICHE E DE' BRONZI DI ERCOLANO. Con le spiegazioni, incise d’appresso l’originale da Griorgio Cristoforo Kilian, Membro dell’Accademia Cesarea Francesca d’Augusta.
Augusta,, 1777-1781.. In-4 p. (mm. 394x225), primi 6 (su 7) volumi in 3 tomi, mz. pelle moderna (abrasioni), dorso a cordoni con tit. oro. Questa importante opera è così composta: "Li contorni delle pitture antiche d'Ercolano". - vol. 1° (1777), cc.nn. 2 (frontesp. con vignetta inc. in rame e Prefazione con testata litografata), pp. 36 di descrizione delle tavole (con grande veduta del vulcano in eruzione), 1 antiporta figurata dal titolo “Le antichità di Ercolano esposte” e 50 tavole, inc. in rame al tratto (anche più volte ripieg.). - vol 2° (1778), cc.nn. 2 (frontesp. con vignetta e Prefazione con testata incise in rame), pp. 20 di descrizione delle tavole (con grande veduta degli scavi di Ercolano), 1 antiporta figurata dal titolo “Le pitture antiche d'Ercolano e contorni, Tomo secondo” e 60 tavole, inc. in rame al tratto (anche più volte ripieg.). - vol. 3° (1778), cc.nn. 2 (frontesp. con vignetta inc. e Prefazione), pp. 24 di descrizione delle tavole (con grande veduta degli scavi inc. in rame), 1 antiporta figurata dal titolo “Le pitture antiche d'Ercolano e contorni, Tomo terzo” e 60 tavole, inc. in rame al tratto (più volte ripieg.). - vol. 4° (1779), pp. 26 (frontesp. con vignetta, Prefazione con testata incise in rame, descrizione delle tavole), 1 antiporta figurata dal titolo “Le pitture antiche d'Ercolano e contorni, Tomo quarto”, e 70 tavole inc. in rame al tratto (più volte ripieg.). "De' Bronzi di Ercolano e contorni". - vol. 5° (1780): Tomo primo "Busti", pp. 22 (frontesp. con vignetta e Prefazione con testata, inc. in rame; descrizione delle tavole), 1 antiporta figurata dal titolo “Delle antichità di Ercolano, Tomo quinto o sia primo dei Bronzi” e le seguenti tavole: 5 relative alla Prefazione (in 3 fogli) + 76 relative ai busti + 4 “Oper.coelat” (in 2 fogli) relative a bassorilievi + 3 che raffigurano un “modello di una nave a tre ordini di remi” + 6 di “vignette” (in 3 fogli), tutte inc. in rame al tratto e più volte ripieg. - vol. 6° (1781): Tomo secondo "Statue", cc.nn. 2 (frontesp. con vignetta e Prefazione con grande veduta del vulcano in eruzione), pp. 15 di descrizione delle tavole, 1 antiporta figurata dal titolo “Delle antichità di Ercolano, Tomo sesto o sia secondo de' Bronzi” e le seguenti tavole: 2 relative alla Prefazione (in 1 foglio) + 99 relative alle statue + 3 di “vignette” con numerosiss. immagini (in 3 fogli), inc. in rame al tratto e più volte ripieg. Le tavole sono tutte numerate e ogni foglio contiene una singola tavola o più tavole. Manca il volume 7°(1795 - Augusta, presso Christoforo Buerglen), dedicato ancora alle “Pitture antiche”, incise d'appresso l'originale da Giovanni Baltassare Probst. "Le antichità di Ercolano esposte" costituiscono l'opera archeologica più importante del XVIII secolo e contribuirono a plasmare il gusto della cultura europea della fine Settecento e dell'Ottocento. L'opera è il primo frutto del lavoro dell'Accademia Ercolanese (fondata alla fine del 1755 dal re Carlo, divenuto poi Carlo III di Spagna), che iniziò immediatamente i lavori per realizzare la pubblicazione degli oggetti rinvenuti negli scavi delle città di Pompei ed Ercolano. L'opera prevedeva ben 40 volumi ma, in 35 anni ne furono pubblicati solo 8 (l'ottavo dedicato alle lucerne e candelabri). Tra i nomi dei principali disegnatori Nicola Vanni, Giovanni Morghen, Casanova, Francesco La Vega. Alle lentezze editoriali, le "Antichità" unirono la difficoltà della loro acquisizione per gli studiosi. Tuttavia la loro funzione di propaganda culturale fu enorme. Le pitture giunsero, seppure indirettamente, a conoscenza di un pubblico vastissimo, tanto che, solo pochi anni dopo la loro pubblicazione, erano apparse edizioni “economiche” in varie lingue e in formato ridotto, che ne riportavano ridisegnate e reincise le bellissime tavole: in Inghilterra nel 1773, in Germania con l'edizione di Murr e Kilian nel 1777, in Francia nel 1780 e infine anche in Italia, nella Roma papale, a partire dal 1789. Il ns. esemplare - completo in tutte le sue parti - è una ristampa dell'edizione tedesca con le tavole incise al tratto da G.C. Kilian e il testo in italiano. L'artista tedesco Georg Christoph Kilian (Augsbourg 1709-1781) apparteneva a una importante famiglia di incisori di Augusta (sec. 16°-18°) ed illustrò libri di antichità alla maniera neoclassica. Cfr. Benezit,VII, p. 798 - Brunet,I,314 - Furchheim “Bibliogr. di Pompei, Ercolano e Stabia”, p. 2. Solo primo vol. con lievi arross.; tre tavole restaur. per strappo; qualche traccia d'uso ma complessivamente esemplare con barbe, ben conservato. .
      [Bookseller: Libreria Malavasi sas]
Last Found On: 2017-09-23           Check availability:      Biblio    

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