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Ercole e il leone nemeo
1550. Xilografia a chiaroscuro, a due legni, stampata a inchiostro nero e marrone, metà del XVI secolo. Esemplare nel secondo stato, siglato nella tavola in basso a sinistra con il monogramma di Andrea Andreani. Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva, con sottili margini oltre la linea di demarcazione, tracce di colore ed inchiostro al verso parzialmente visibili sul recto, piega di carta restaurata nella parte centrale, per il resto in ottimo stato di conservazione. Il lavoro raffigura una delle dodici fatiche di Ercole, in cui l'eroe sfida e uccide il leone Nemeo. Il disegno preparatorio dell'opera, oggi perduto, viene generalmente attribuito a Raffaello, anche sulla base dell'iscrizione sulla sinistra RAPH. VR. che indica nel Sanzio l'inventore della composizione. Tuttavia, è stato anche avanzato il nome di Giulio Romano (cfr. Massari p. 248), anche in considerazione delle affinità con l'affresco monocromo dello stesso soggetto nella sala dei Cavalli di palazzo Te, a Mantova, realizzato da Rinaldo Mantovano e Benedetto Pagni da Pescia, su modello di Giulio, nel 1527 - 1528. Come nell'affresco, il gruppo è mostrato in piedi che lotta, ma in controparte, e i corpi sono molto più incurvati. Il profilo di Ercole, inoltre, è molto più visibile rispetto all'affresco. Non si può escludere dunque che Rossigliani, pur seguendo il disegno del Sanzio, conoscesse bene anche la composizione di Giulio Romano. La prima prova dell'opera, mostra la firma del Vicentino Ios Nic Vicen, ed è databile intorno alla metà del XVI secolo Chiaroscuro woodcut printed from two blocks in black and brown ink. Example of the second state of two, with the signature of Andrea Andreani. A great impression, on contemporary laid paper, with thin margins, light traces of color, a repaired paper fold in the middle, otherwise in good conditions. The work depicts one of the twelve labors of Hercules, where the hero challenge and kill the Nemean lion. The preparatory drawing, now lost, is generally attributed to Raphael, also on the basis of the inscription on the left "Raph. VR. " indicating in Sanzio the inventor of the composition. However, it has also advanced the name of Giulio Romano (cfr. Massari p. 248), in consideration of affinity with the monochrome fresco of the same subject in the hall of the Horses of Palazzo Te in Mantua, made by Rinaldo Mantovano and Benedeto Pagni, on the model of Giulio, in 1527 - 1528. As in the fresco, the group is shown standing that fight, but in counterpart, and the bodies are much more curved. The profile of Hercules, is also much more visible than the fresco. It is conceivable, therefore, that Rossigliani, while following the design of Sanzio, was familiar with the composition of Giulio Romano. The first state of the work, shows the signature of Vicenza Ios Nic Vicen, and dates from the mid - sixteenth century. A very good impression. Bartsch, XII.119.17; Raphael Invenit, p. 249 n. 6; Roma e lo stile classico di Raffaello, p. 112. Dimensioni 198x248. 198 248
      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
Last Found On: 2016-08-31           Check availability:      maremagnum.com    

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