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Ercole e Anteo
1520. Bulino, 1520 - 22 circa, fermata in lastra, in basso a sinistra, con la tavoletta vuota. Da un soggetto di Giulio Romano. Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana non identificata, rifilata al rame, minimi restauri perfettamente eseguiti, in ottimo stato di conservazione. L'opera è considerata come una delle più belle incisioni di Marcantonio Raimondi, prodotte nel periodo immediatamente successivo alla morte di Raffaello. Il disegno preparatorio, perduto, viene attribuito a Giulio Romano. Le forza espressiva delle figure è caratteristica dello stile di Giulio Romano. Un'analogia ancora più forte con i lavori di Giulio risulta più evidente dal confronto tra la figura di Anteo con la figura maschile posseduta dal diavolo nella Trasfigurazione di Raffaello. Il paesaggio che fa da sfondo in Ercole e Anteo, con la sua macchia di alberi frondosi e le rovine di un antico tempio, ricorda gli sfondi di molte rappresentazioni della Madonna eseguite da Giulio negli ultimi anni della vita di Raffaello. La fonte per le figure di questa incisione, e quindi anche per il l disegno di Giulio, probabilmente è stata un gruppo scultoreo risalente al II secolo a.C. che, agli inizi del XV secolo, era tra le statue del Belvedere Vaticano agli inizi. Ugo da Carpi eseguì un chiaroscuro, in controparte, della stessa composizione. Engraving, 1520 - 22 circa, signed with an empty tablet at lower left. After Giulio Romano. A good impression, printed on contemporary laid paper with unidentified watermark, trimmed to the platemark, small repairs at the corners, very good condition. Praised by most authors as one of Marcantonio Raimondi's finest engravings, produced in the period immediately following the death of Raphael. The strongly expressive emotional types are characteristic of Giulio Romano's figures. An even closer analogy with Giulio's work becomes apparent in comparing the figure of Antaeus with Giulio's boy possessed of a devil in the right foreground of Raphael's Transfuguration. The setting of Hercules and Antaeus, with its clump of leafy trees and ruined ancient temple, also recalls the backgrounds of several of Giulio's Madonnas executed at the end of Raphael's life. The source of the figures in the engraving, and thus also in Giulio's drawing, was probably a fragmentary sculpture from the 2nd century B.C, located in the Belvedere at the beginning of the 16th century. Because of the flatness of Marcantonio's composition it is regarded as engraved after Giulio's own version of the sculpture. Ugo da Carpi made a chiaroscuro woodcut in reverse of the same composition. Bartsch, XIV, 258 - 50, 346; Passavant, VI, 28, 174; Delaborde 1888, no. 127; Shoemaker, The Engravings of Marcantonio Raimondi, no. 51; S. Massari, Raphael Invenit, p. 248, no. VII.1 213 308
      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
Last Found On: 2016-08-31           Check availability:      maremagnum.com    

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