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È DEDICATA A CHI SI STIMA SAVIO. "QUASI TUTTI LI DAN, CHI PIÙ CHI MENO".
Opera firmata e datata in lastra, 1685 (esecuzione), secoli XVII-XVIII (impressione)Incisione originale eseguita all'acquaforte su matrice di rame, impressa su carta vergata; entro la parte figurata, in alto al centro titolo, nonché, più in basso, motto entro cartiglio; all'angolo inferiore destro, firma dell'autore in qualità di inventore e incisore entro cartiglio, con a destra data 1685. L'opera, di ampie proporzioni, ricca di figure e di pregevole fattura, spetta, sia per la parte ideativa che per l'esecuzione, a un prolifico incisore bolognese, particolarmente apprezzato per le immagini con costumi popolari e per quelle di carattere satirico, moraleggiante e allegorico. L'immagine, dagli accenti umoristici, rappresenta uomini e donne d'ogni stato sociale, a piedi e a cavallo, in un paesaggio con fondale marino. I personaggi accorrono con pertiche, rami e bastoni, cercando di colpire il simulacro di un crescente di luna, appeso a un tronco d'albero. Fuori di metafora, l'autore suggerisce che tutti gli uomini, anche quelli che si stimano più saggi, hanno talora atteggiamenti lunatici. Varie figure sono accompagnate da oggetti dal significato allegorico: ad esempio, in basso a destra si notano una donna con una maschera, probabile simulatrice, un'altra donna con un uccello in gabbia, forse una adescatrice; presso la firma dell'autore, inoltre vi è una tavolozza con i pennelli. Esemplare in buono stato conservativo, dalla contenuta uniforma brunitura; margini destro e a sinistro assai sottili, rinforzati con strisce di carta d'epoca posteriore; margini buoni in alto e in basso; traccia di piegatura verticale al centro; alcuni minimi forellini e assottigliamenti della carta visibili in trasparenza.             Acquaforte, 1685, firmata e datata in lastra in basso a destra. Magnifica prova, impressa su cata vergata coeva, rifilata al rame, tracce di piega centrale, per il resto in ottimo stato di conservazione. Figlio del celebre pittore Agostino Mitelli fu a sua volta pittore, ma soprattutto fu uno dei più prolifici incisori del Seicento. Riprodusse a olio capolavori dei Carracci, del Guercino e di altri insigni pittori bolognesi. Realizzò allâ??acquaforte una straordinaria quantità di soggetti di ogni genere: scene di vita quotidiana, allegorie sacre e profane, satire politiche, proverbi, giochi di società. Le sue incisioni erano spesso accompagnate da brevi commenti o da poesie in dialetto bolognese. Bibliografia: Buscaroli, Rezio, Agostino e Giuseppe Maria Mitelli, catalogo delle loro stampe nella Raccolta Gozzadini nella Biblioteca Comunale dellâ??Archiginnasio in Bologna
      [Bookseller: Herb Tandree Philosophy Books]
Last Found On: 2016-05-23           Check availability:      maremagnum.com    

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