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I MONACI D'OCCIDENTE da San Benedetto a San Bernardo pel Conte di Montalembert, uno de'quaranta dell'Accademia Francese. Prima traduzione italiana sulla 2° edizione di Parigi del 1863 corretta e accresciuta di Alessandro Carraresi
Firenze, Tipografia all'insegna di S. Antonino, 1864. Charles Montalembert, conte di Forbes, fu un uomo politico e pubblicista francese (Londra 1810 - Parigi 1870). Entrato (1830) nella redazione de L'Avenir, sostenne la necessità e l'attualità di un nuovo assetto politico fondato sulla religione cattolica, cui rispondesse un ammodernamento della Chiesa in senso liberale. Condannato da Roma L'Avenir (1832), M., pur rimanendo fedele alle sue idee, si sottomise. Nel 1831 era entrato a far parte della Camera dei pari, dove, abile e vivace oratore, s'impegnò per infrangere il monopolio statale dell'istruzione. Sull'esempio dell'esperienza del Belgio, M. cercò di riunire i cattolici in un grande partito politico; alle elezioni del 1846 centoquarantaquattro suoi seguaci, favorevoli alla libertà d'insegnamento, entrarono alla Camera. La rivoluzione del 1848 contribuì però a far affiorare gli elementi conservatori della sua personalità: eletto alla Costituente, si trovò di fatto sulle posizioni del partito reazionario. Fu tra i più solerti sostenitori di Luigi Bonaparte alla presidenza della Repubblica, votò la legge per la restrizione della libertà di stampa e si batté perché fosse votata la spedizione del gen. Oudinot contro la Repubblica romana. Fu ancora accanto a Bonaparte contro la Legislativa, anche dopo il colpo di stato, che pure non aveva approvato ma al quale non si oppose per ragioni di politica ecclesiastica e per timore di una rivoluzione socialista. Solo quando si convinse che il regime non avrebbe mai concesso la libertà d'insegnamento superiore e di associazione, se ne staccò. Non rieletto nel 1857, rimase figura eminente del partito cattolico per la sua assidua collaborazione al Correspondant, sulle cui colonne sostenne una lunga polemica con gli ultramontanisti, con i quali peraltro si trovò d'accordo nel sostenere il potere temporale del papa e nell'avversare la guerra d'Italia. Negli ultimi anni di vita il suo intimo distacco da Roma, accentuato dal Sillabo, si fece sempre più radicale. Scrisse, fra l'altro, una Histoire des moines d'Occident depuis saint Benoît jusqu'à saint Bernard di cui i nostri voll. sono la versione italiana Charles Montalembert, conte di Forbes, fu un uomo politico e pubblicista francese (Londra 1810 - Parigi 1870). Entrato (1830) nella redazione de L'Avenir, sostenne la necessità e l'attualità di un nuovo assetto politico fondato sulla religione cattolica, cui rispondesse un ammodernamento della Chiesa in senso liberale. Condannato da Roma L'Avenir (1832), M., pur rimanendo fedele alle sue idee, si sottomise. Nel 1831 era entrato a far parte della Camera dei pari, dove, abile e vivace oratore, s'impegnò per infrangere il monopolio statale dell'istruzione. Sull'esempio dell'esperienza del Belgio, M. cercò di riunire i cattolici in un grande partito politico; alle elezioni del 1846 centoquarantaquattro suoi seguaci, favorevoli alla libertà d'insegnamento, entrarono alla Camera. La rivoluzione del 1848 contribuì però a far affiorare gli elementi conservatori della sua personalità: eletto alla Costituente, si trovò di fatto sulle posizioni del partito reazionario. Fu tra i più solerti sostenitori di Luigi Bonaparte alla presidenza della Repubblica, votò la legge per la restrizione della libertà di stampa e si batté perché fosse votata la spedizione del gen. Oudinot contro la Repubblica romana. Fu ancora accanto a Bonaparte contro la Legislativa, anche dopo il colpo di stato, che pure non aveva approvato ma al quale non si oppose per ragioni di politica ecclesiastica e per timore di una rivoluzione socialista. Solo quando si convinse che il regime non avrebbe mai concesso la libertà d'insegnamento superiore e di associazione, se ne staccò. Non rieletto nel 1857, rimase figura eminente del partito cattolico per la sua assidua collaborazione al Correspondant, sulle cui colonne sostenne una lunga polemica con gli ultramontanisti, con i quali peraltro si trovò d'accordo nel sostenere il potere temporale del papa e nell'avversare la guerra d'Italia. Negli ultimi anni di vita il suo intimo distacco da Roma, accentuato dal Sillabo, si fece sempre più radicale. Scrisse, fra l'altro, una Histoire des moines d'Occident depuis saint Benoît jusqu'à saint Bernard di cui i nostri voll. sono la versione italiana
      [Bookseller: Libreria Editrice Belriguardo]
Last Found On: 2017-06-22           Check availability:      maremagnum.com    

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