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Displayed below are some selected recent viaLibri matches for books published in 1547

        Magnifice Communitatis, atque Dioecaesis Alexandrinae ad reipublicae vtilitatem noviter excusi. Alexandriae MDXLVII (1547). (In fine:) Hoc volumen Statutorum Alexandriae excudebant, Franciscus Muschenus et Fratres Bergomates, Ciues Alexandrini..Anno a creatione mundi Millesimo sexto quadragesimo septimo septuagesimo septimo (1547).

      Moscheni Francesco, 1547. in - folio (mm 293x200), pp. (4), CCCCXV, (1), ff.8 nn. di ''Rubricae Statutorum''; seguono 11 pp. di ''Consuetudinis Comunis Civitatis Alexan. MCLXXIX''. Legatura coeva in pergamena floscia con capitelli passanti e legacci, titolo e nome del podestà curatore calligrafati al dorso. Titolo entro larga bordura floreale su fondo nero con due ritratti in medaglioni di vescovo, con iniziali SV (San Valerio) ei SB (San Baudolino); in alto scudo crociato, armi della città stampato in rosso, in basso impresa tipografica delle tre mosche, sorretta da un putto e un satiro. Al centro magnifica veduta in silografia (mm 85x125) della città di Alessandria con il ponte sul fiume Tanaro. L'ultimo f. prima dell'indice comprende al recto il colophon con altro stemma della città in rosso e al verso altra impresa dei Moscheni, su fondo bianco. Precede il testo la dedica del podestà di Alessandria Hieronymo Corte (o Curzio), curatore dell'edizione, a Giacomo Filippo Sacchi, alessandrino, presidente del Senato Milanese. PRIMO LIBRO IMPRESSO IN ALESSANDRIA E PRIMA EDIZIONE DEGLI STATUTI DELLA CITTA' comprendente il testo approvato nel 1297 e le aggiunte fino al 1547, comprendente i ''Capitoli delle Fere de la città de Alexandria, 1525'' e le disposizioni relative alla remissione delle tasse sui cavalli, che il consiglio della città nella adunanza del 10 gennaio 1548 determinò dovessero unirsi al volume degli Statuti. Seguendo il Catalogo degli Statuti del Senato sembra che tali fogli venissero stampati dallo stesso Moscheni dopo il 1548, per assoluta somiglianza dei caratteri utilizzati. Volume di insigne importanza e rarità. Bell'esemplare, (foglio del titolo con tracce di polvere e minimo restauro nell'angolo inferiore, lievi aloni d'umido nel margine esterno del volume, tre fogli (pp. 225 - 226, 239 - 240 e 415 - 416) anticamente rimarginati su 3 lati. Sull'ultimo f. del testo sono vergati i primi 8 versi di un sonetto ''le belle chiome inanellate d'oro'' di evidente ispirazione petrarchesca; al verso del foglio finale aggiunte manoscritte secentesche riguardanti il Tanaro.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        LIBRO DI M. GIOVANBATTISTA PALATINO CITTADINO ROMANO, Nel qual s'insegna à Scrivere ogni sorte lettera, Antica, et Moderna, di qualunque natione, con le sue regole, et misure et essempi : ET CVON UN BREVE, ET UTIL DISCORSO DE LE CIFRE ; Riveduto nuovamente, & corretto dal propri Autore. CON LA GIUNTA DI QUINDICI TAVOLE BELLISSIME.

      PREMIERE EDITION. 1547, In Roma Per Antonio BLADO ASOLANO il mese di Genaro. Dérelié. Page de titre avec le Portrait de l'Auteur PALATINO et Dernier feuillet avec le Colophon de l'Imprimeur. Sans reliure. COLLATION : A1 à A8 ; B1 à B8 ; C1 à C8 ; D1, D2, D?, D? (4 feuillets D absents) ; feuillets E ABSENTS, F1 à F8 ; G1 à G8 ; H1 à H7 . soit 51 feuillets. Manque 12 feuillets. Restauration feuillet A5. SOIT 51 FEUILLETS SUR LES 63 que compte l'ouvrage complet. Ouvrage de très grande rareté. Dans l'état avec ses manques. - Giovanni Battista Palatino (Rossano, 1515 - Naples, 1575) Ecrivain, Calligraphe et scribe italien.

      [Bookseller: Rolin Librairie Ancienne BERNARD MARIE R]
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        In Epistolas Ciceronis ad Atticum Commentarius

      Venetiis Aldi Filii 1547Petit in-8 (102 x 168 mm), veau marron, dos à nerfs orné, dentelle autour des plats, motif à froid au centre, roulette sur les coupes et intérieure, tranches dorées (reliure signée Thouvenin, charnières restaurées). Première édition aldine, imprimée par le plus jeune des fils Alde. // Small 8o (102 x 168 mm), brown calf, spine tooled in gilt with raised bands, dentelle border on covers, central pattern tooled in blind, gilt roll on turns-in and inside, gitl edges (binding signed Thouvenin, hinges restored). First aldin edition, printed by the youngest of Alde brothers.

      [Bookseller: Henri Picard et Fils]
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        Rime.

      Gabriel Giolito de' Ferrari, 1547. In 12mo, pergamena rigida di poco posteriore, dorso a quattro nervi con titolo manoscritto, cc. 65, (7, di cui le ultime 2 bianche). Marca tipografica sul titolo ed in fine. Titolo un po' sporco, minime fioriture, ma ottima copia genuina.EDIZIONE IN PARTE ORIGINALE. «Nel 1546 aveva il Parabosco pubblicata la Prima parte delle rime in Venezia, presso Tommaso Botietta in 8vo, dirigendola ad Eleonora de' Medici duchessa di Firenze. In questa nuova pubblicazione del 1547 l'autore riprodusse una parte delle medesime composizioni, insieme con altre inedite e, considerandola come libro nuovo, la dedicò ad Anna da Este principessa di Ferrara, in lode della quale sono i primi sonetti che vi si leggono. Ma il Parabosco, come altri contemporanei, fu solito valersi delle cose proprie in più modi, e farne cucina con più salse. Le ottave in lode di Venezia, che sono stampate in questo libretto (p. 19), furono da lui ristampate l'anno 1548 nel Tempio della Fama, e così ne trasse trentadue ballate o madrigali (salvo errore nel contarli), per aggiungerli con altri nel Primo libro de' madrigali stampato nel 1551, e forse si trovano nei suoi rarissimi e quasi ignoti libri di Madrigali colla musica. La Seconda parte delle rime, dove stanno otto capitoli burleschi, uscì poi in luce nel 1555 a Venezia, presso Francesco e Pietro Rocca fratelli, ed in questa sono ripetuti tre sonetti della edizione giolitina» (S. Bongi, Annali di Gabriel Giolito de' Ferrari, Roma, 1890, I, p. 147).Le Rime del Parabosco raccolgono per lo più sonetti e canzoni, con qualche sestina ed ottava, di tema amoroso (la bellezza dell'amata, la gelosia, l'amore non corrisposto, ecc). Ma comprendono anche cinque lettere pastorali (Selve) in versi sciolti ed un Egloga dialogata in endecasillabi sciolti che vede come interlocutori Elicone e Bargeo (cfr. F. Bussi, Umanità  ed arte di Girolamo Parabosco. Madrigalista, organista e poligrafo, Piacenza, 1961, pp. 82 - 87).Poco si sa della vita del Parabosco. Nato a Piacenza, ricevette la sua prima istruzione dal padre Vincenzo, che era un organista della cattedrale di Brescia. Salvo brevi periodi trascorsi presso altre corti italiane (Firenze, Urbino, Ferrara, Piacenza, Brescia, Padova e Verona), passò la maggior parte della sua vita a Venezia, dove fu allievo del famoso musicista A. Willaert e nel 1551 fu nominato primo musicista della cappella ducale di San Marco. Come compositore scrisse vari pezzi vocali e un libro di Madrigali a cinque voci (1546). Come letterato fu attivo in diverse accademie dell'epoca e in contatto con scrittori ed artisti veneziani, quali A.F. Doni, A. Calmo, P. Aretino e il Tiziano. Fu autore, fra l'altro, di sette commedie e una tragedia, di rime amorose e satirico - didascaliche (1546 - 1555), di una raccolta di novelle di ispirazione boccaccesca intitolata i Diporti (1550) e di un poema in lode delle dame veneziane intitolato Il Tempio della fama (1548) (cfr. F. Bussi, op. cit., pp. 7 - 44).Edit 16, CNCE26060, G. Bianchini, Girolamo Parabosco, scrittore e organista del secolo XVI, Venezia, 1899, p. 262.

      [Bookseller: Libreria Govi Alberto]
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        Reges Arragoniea. Ex Barchinonensibus.

      Artist: Albizzi Antonio (-1626) Strassburg; Issued in: Strassburg; date: c 1626 1547 - Artist: Albizzi, Antonio (1547-1626) Strassburg; Issued in: Strassburg; date: c. 1626; - Condition: Very good; Double page from the family tree of the spanish emperors from 873 - 1411, with beautiful decorated with coat of arms and floral elements. On the botom of the tree a total view of Barcelona. The Italian jurist and genealogist Albizzi was born in Florence in 1547. Little is known of his life. In 1576 he was in the service of Cardinal-Archduke Andreas of Austria. In 1585 he converted to Lutheranism. From 1608 on he spent the rest of his life in the Protestant Imperial City of Kempten (Bavaria), where he died in 1626.

      [Bookseller: Antique Sommer KG]
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        Aureum Sacrorum Hymnorum Opus. Foligno, Giov.Simone e Vincenzo Cantagalli, Gennaio 1547

      Cantagalli, 1547. in - 4, ff. (2), 228, (1 bianco), bella legatura recente a imitazione dell'epoca in cuoio con ricchi fregi in oro ai piatti ed a secco al dorso. Impresso con estrema eleganza con lo splendido corsivo cancelleresco di Ludovico degli Arrighi, ed illustrato a piena pag. da una stupenda silografia raffig. la Crocifissione; numerosi napilettera su fondo nero, in fine grande impresa figurata degli stampatori (Ascarelli 70). Prima ed unica edizione; é il primo libro impresso a Foligno nel Cinquecento, dopo un'interruzione di 75 anni dal terzo libro ivi stampato che fu la straordinaria editio princeps della Commedia dantesca. I fratelli Cantagalli ottennero un privilegio dal Consiglio municipale sin dal 1542, ma un paio di presunte edizioni statutarie non sono state finora reperite complete; studi recenti, come quelli di Balsamo ed Ascarelli, identificano il Massorillo come l'unica edizione pervenutaci di questa tipografia. Rarissimo, ottimo esemplare.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        Ordonnances et édits

      pour Jehan André, Charles l'Angelié, 1547. - pour Jehan André, Charles l'Angelié, à Paris 1547, 1548, in-8 (16x11cm), 4f., 8f., 4f., 8f., 4f., relié. - Incontro 5 decreti reali su vari argomenti. 1 / atto editto del Re contro tutti meurdres e assassinementz commessi ogni giorno nel regno il Venerdì, quinziesme Moys di luglio 1547. Titolo Vignette con le armi reali. 2 / New Order del re Enrico deuxiesme del nome, impegnata: Il quindicesimo giorno del mese di novembre, Mil quarente 507: l'atto della gendarmeria. 3 / Secondi lettere patenti del re Enrico II di tale nome l'atto di Francz fiefz e nuovo acquestz in tutto il regno di Francia, pubblicato dal suono della tromba e piangere di hub pubblici questa città di Parigi, il giorno unzieme gennaio 1540 faictes 4 settembre / Ordonnaces di Roy sulla atto della gendarmeria, viures e munizioni icelle. Vignette con le armi reali. 5 / ordini e disposizioni di re Enrico ESTATS maggiore prevostz, Eschevins e altre spese e città estatz della Francia. Pubblicato processo nella corte del parlamento di Parigi, XXVIII giorno di novembre, MDXLVII. Tempo Pergamena, probabilmente riutilizzare. Si deve sapere che questo è il tempo di Francesco I ed Enrico II, che organizza il potere regale sicuramente assolutista, gli ordini in tutti i settori sono la testimonianza di un re che esegue il suo regno. - [FRENCH VERSION FOLLOWS] Réunion de 5 ordonnances royales sur divers sujets. 1/ Edict faict par le roy contre tous meurdres et assassinementz qui se commettent journellement en ce royaume, le vendredi, quinziesme du moys de juillet 1547. Vignette de titre aux armes royales. 2/ Ordonnance nouvelle du roy Henry deuxiesme de ce nom, faicte le XV jour de novembre, Mil cinq cens quarente sept:sur le faict de la gendarmerie. 3/ Secondes lettres patentes du roy Henry Second de ce nom, sur le faict des francz fiefz & nouveaux acquestz par tout le royaume de France, publiées à son de trompe & cry public par les carrefours de ceste ville de Paris, le unzieme jour de janvier, l'an mil cinq cens quarante sept. 4/ Ordonnaces faictes par le roy sur le faict de la gendarmerie, viures et munitions d'icelle. Vignette aux armes royales. 5/ Ordonnances & edicts du roy Henry sur les estats des prevostz majeurs, eschevins & autres charges & estatz des villes de France. Publié en jugement en la court de parlement a Paris, le XXVIII jour de Novembre, M.D.XLVII. Reliure en plein vélin d'époque, probablement réemploi. Il faut savoir que c'est à l'époque de François Premier et de Henry II que s'organise définitivement le pouvoir royal absolutiste, les ordonnances dans tous les domaines sont le témoignage d'un roi gérant son royaume.

      [Bookseller: Librairie Le Feu Follet]
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        Sacrorum Fastorum Libri XII, cum romanis consuetudinibus per totum annum, suisque causis, ac stellis, et numinum nostrorum introductionibus.

      1547. Al fin: Roma: Excussum Romae, apud M. Antonium Bladum Asulanum S.D.N. Papae et Camerae Apostolicae Typographum, 1547. 4to.; portada arquitectónica grabada, 15 hs., 169 ff., con 15 bellísimos bloques xilográficos grabados y el retrato del autor. Ejemplar carente, por error de impresión, de los folios 149 a 156, mientras que los folios 57 a 64 están duplicados. Excelente impresión. Encuadernación en pergamino de la época con cejas. Una magnífica obra de alta erudición clásica y sagrada del humanista ferentinate, nacido en torno al 1480, llamado Novidius, "el nuevo Ovidio", en la cual se pasa revista a todas las fiestas romanas, vivas en la Roma renacentista, a lo largo del año, entre las que destacan fastos tradicionales de antiguo orígen, como los consagrados a Santa Lucia. La obra, dedicada al Papa Paulo III, es una de las más bellas entre las ejecutadas por el gran impresor papal Marcantonio Blado d'Assola.

      [Bookseller: Hesperia Libros]
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        Statutes made in the Parliamente . . . in the first yere of . . . Edward VI [with the statutes of 2 and 3 Edw VI, 3 and 4 Edw VI, 5 and 6 Edw VI, and 7 Edw VI]. Five Volumes. S.T.C. 9421, 9423, 9429.7, 9437.5, and 9440.2. Folio

      London: [1, 2, and 3] Richard Grafton; [4 and 5] Richard Tottel, 1547-70. Modern 1/4 and 3/4 differently colored calf and morocco, occasional staining and repairs, else quite clean with ample margins; the Taussig copies A collection of all the legislation of Edward VI's five parliaments, spanning his entire reign from 1547 to 1553, including that abolishing witchcraft, producing the Anglican Church's first prayer book, and increasing protection to accused traitors

      [Bookseller: Meyer Boswell Books, Inc.]
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        Das Bauernfest oder Die zwölf Monate: Bauernschlägerei. Kupferstich.

      1547 - Mit dem Monogramm, der Jahreszahl und der Nr. "9". Schriftband mit dem Text "Haust Du mich so stich ich dich". Ausgezeichneter gegensatzreicher Druck mit Rand um die Einfassungslinie. Bartsch 162. Pauli, Hollstein 185 I - II (von II). - Blatt 9 aus der Folge "Das Bauernfest oder die zwölf Monate". Ehemals aus Sammlung Dr. Karl Max Osthof und Hugo Ahne, Aussig (beide nicht bei Lugt). - Untere linke Ecke mit winziger Fehlstelle. Minimale Randeinrißchen, fächmännisch restauriert und winzige Braunfleckchen. Partiell mit Papierausdünnungen. Alt montiert. Sprache: Deutsch Gewicht in Gramm: 2100 5,4 x 7,5 cm. Papier: 5,5 x 7,7 cm.

      [Bookseller: Kunstantiquariat Joachim Lührs]
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        Orlando Furioso

      appresso Gabriel Giolito de Ferrari, 1547. - appresso Gabriel Giolito de Ferrari , In Vinegia (Venise) 1547, in - 8 (10,5x16cm), 227 ff. (29f.) - Sig.A - Z 8 Aa - Ff8 * - ***8, relié. - Bella edizione illustrata e uno dei primi che ha dato Gabriele Giolito de 'Ferrari, dedicato al Delfino di Francia. E 'decorata con una superba coaching e marchio tipografico sul titolo Giolito (una fenice che risorge dalle ceneri su un globo con le iniziali della stampante), 46 bel viso incisa su legno e molti grandi iniziali decorate, così come il ritratto di Ariosto da Tiziano, medaglione posto alla fine della poesia, e la marca della stampante in due varianti. La fine del libro è un vocabolario parole oscure e spiegazione dei difficili passi del libro, non incluse nella paginazione, con particolare titolo, compilato da Lodovico Dolce. Giolito ha dato più di venti edizioni in tredici anni di attività, questa è la terza edizione; il primo è stato pubblicato nel 1542, il secondo nel 1543, con una ristampa con alcune varianti di quell'anno. Stampa Corsivo due colonne. - [FRENCH VERSION FOLLOWS] Belle édition illustrée et l'une des premières que donna Gabriele Giolito de Ferrari, dédiée au dauphin de France. Elle est ornée d'un superbe titre frontispice avec la marque typographique de Giolito (un phoenix renaissant de ses cendres sur un globe aux initiales de l'imprimeur), de 46 jolies figures gravées sur bois et d'autant de grandes lettrines ornées, du portrait de l'Arioste d'après le Titien placé en médaillon à la fin du poème, et de la marque de l'imprimeur en deux variantes. La fin de l'ouvrage se constitue d'un vocabulaire des mots obscurs et de l'explication des passages difficiles de l'ouvrage, non compris dans la pagination, avec titre particulier, compilé par Lodovico Dolce. Giolito donna plus de vingt éditions en treize années d'activité, celle - ci est la troisième édition; la première a paru en 1542, la seconde en 1543. Impression en lettres rondes sur deux colonnes. Reliure postérieure de la fin du XVIIème ou du début XVIIIème en plein maroquin rouge. Dos à cinq nerfs richement orné, l'un des caissons contient la mention "lettres rondes". Triple filet doré en encadrement des plats. Roulette dorée en encadrement des contreplats. Toutes tranches dorées. Quelques frottements sur la reliure et mouillures pâles en fin de volume. Précieux exemplaire parfaitement habillé en maroquin rouge.

      [Bookseller: Librairie Le Feu Follet]
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        Orlando Furioso ornato di varie figure, con alcune stanze del medesimo nuouamente aggiunte.. et nel fine una breve espositione et tavola di tutto quello che nell'opera si contiene. Vinegia, Gabriel Giolito de Ferrari, MDXLVII (1547)

      Giolito de Ferrari Gabr, 1547. 2 parti in un vol. in - 4, ff. 264, (30), magnifica leg. coeva piena pergamena, con unghia, decorata in oro da riquadro a filetto sui piatti e fleuron in oro al centro dei medesimi, tit. e fregi oro al dorso, tagli dorati. Titolo generale racchiuso da bordura silogr. a motivo architettonico con figure ed impresa di Giolito, 47 figure silografiche su un quarto di pagina, una all'inizio di ciascun canto e delle ''Stanze'', numerose grandi iniziali istoriate; frontesp. a sé per la ''Espositione'' con impresa tipogr. giolitina, ritr. dell'Ariosto in ovale al verso, altra impresa tipogr. in fine. I legni ed il ritratto, tratti da Tiziano, vennero usati per la prima volta dal Giolito nell'ediz. 1542 e furono copiati spesso dai vari stampatori di Venezia, Firenze, Lione e Parigi. Bellissimo esemplare di rara e pregiata edizione del Furioso.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        OPERA DI FRATE HIERONYMO SAVONAROLA DA FERRARA, DELLA SEMPLICITA' DELLA VITA CHRISTIANA, NELLA QUALE INSEGNA COME VIVERE DEBBE IL VERO CHRISTIANO - DIALOGO DEL R. P. FRA HIERONYMO SAVONAROLA DELL'ORDINE DEI FRATI PREDICATORI INTITOLATO SOLATIO DEL VIAGGIO MIO NEL QUALE SI PARLA DI DIO, DELLA FEDE CHRISTIANA, DELLA MESSIA CONTRA GLI HEBREI, DEGLI ARTICOLI DELLA FEDE, DELLA VITA FUTURA, ET DELLA VIA DI ASCENDERE ALLA PATRIA CELESTE

      VENEZIA AL SEGNO DELLA SPERANZA, 1547. Vol. in 16° (mm 155 x 106), cc. 64 + 32. Frontespizio con marca tipografica in xilografia "In queste vanita che ogniun desia, non poner tua speranza, ma sicuro scorgi il camin, ch'al sommo ben t'invia"; iniziali in xilografia. Legatura piena pelle settecentesca con titolo e fregi in oro al dorso. Ex libris allo sguardo del piatto anteriore, vecchia scritta a penna nella prima carta bianca. Copia molto buona.

      [Bookseller: Hobbylibri]
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        De le lettere li. Sette. Con una breve dichiaratione in fine di tutto l'ordin de l'ortografia di questa opera

      Gabriel Giolito de' Ferrari, 1547. In 4to (cm 21,1), legatura del XVIII secolo in piena pelle, duplice filettatura in oro ai piatti, dorso con fregi e titolo in oro, tagli rossi (cuffie abilmente restaurate), cc. 234, (recte 232), (6). Marca tipografica al titolo e in fine. Piccola figura in legno raffigurante una mappa. Leggero alone nel margine bianco delle carte preliminari, ma ottima copia.PRIMA EDIZIONE. Il testo dell'opera è stampato nel carattere italico conforme alle teorie fonetico - ortografiche del Tolomei, che fu poi abbandonato nelle ristampe successive. Molte delle lettere incluse in questa raccolta sono indirizzate a celebri umanisti del tempo, tra cui ricordiamo Annibal Caro, Bernardino Ochino, Luigi Alamanni, Paolo Manuzio, Pietro Aretino, Vannuccio Biringuccio, Angelo Firenzuola, Francesco Guicciardini e Lodovico Domenichi. In un'interessante lettera al conte Agostino de' Landi, datata 14 novembre 1542, Tolomei descrive l'attività e gli scopi di ricerca della romana Accademia della Virtù (cfr. M. Maylender, Storia delle accademie d'Italia, Bologna, 1926 - '30, V, pp. 478 - 480 e J. Schlosser Magnino, La letteratura artistica, Firenze, 1967, pp. 254 - 255), fondata originariamente per favorire la traduzione in volgare italiano delle forme letterarie, della grammatica e del lessico del latino classico. Dopo il '39 l'Accademia, composta per lo più da grammatici, filologi, antiquari ed archeologi, si volse allo studio del trattato di architettura di Vitruvio. Tolomei riferisce che l'Accademia formulò un programma di studi diviso in otto punti principali: 1) un commento in latino dei passi più controversi del testo, 2) una nuova edizione critica, 3) un dizionario in latino dei termini tecnici, 4) un dizionario dei termini tecnici greci, 5) un'edizione scritta in elegante e fluente latino, 6) una traduzione in volgare accompagnata da un lessico toscano, 7) una sintesi dei temi principali, desunti dal trattato e corredati da esempi, 8) lo studio degli edifici di Roma antica, nonché delle statue, delle medaglie, dell'ingegneria idraulica e militare. L'influenza di questo gruppo di studiosi sulle successive teorie architettoniche in fatto di rigore intelletuale e metodologico non può certo essere sottovalutata. Tra i suoi membri ricordiamo Guillaume Philandrier, autore di un celebre commento vitruviano, mentre ebbero contatti con l'Accademia anche nomi importanti come il Vignola, Palladio, Barbaro e Rusconi (cfr. D. Wiebenson a cura di, Architectural Theory and Practice from Alberti to Ledoux, Chicago, 1982, I - 13). Un'altra lettera estremamente significativa è quella indirizzata a Gabriel Cesano in data 20 giugno 1544, nella quale Tolomei espone all'amico il suo progetto di una grande città da costruirsi sulla cima del promontorio del Monte Argentario. Il progetto, illustrato da una figura in legno, doveva essere accompagnato da un correlato intervento di bonifica della zona maremmana e fu più volte riesaminato fino alla fine dell'Ottocento (cfr. L. Sbaragli, Claudio Tolomei, umanista Senese del Cinquecento, Siena, 1939, pp. 77 - 79). Nella lettera ad Appollonio Filarete si fa invece menzione dei disegni di Perin del Vaga e di Michelangelo per la "Cassetta Farnese"? (Steinmann - Wittkower, Michelangelo - Bibliographie, Leipzig, 1927, nr. 1932). C. Tolomei, celebre letterato e storico, esiliato da Siena, sua città natale, fu accolto a Roma dal Cardinale Ippolito, quindi si trasferì dapprima a Piacenza al servizio di P.L. Farnese, poi a Padova, dove rimase fino al '48. L'anno seguente fu nominato vescovo di Curzola e nel '52, dopo la cacciata degli Spagnoli, rientrò in patria, dove fu accolto con grandi onori e dove svolse importanti incarichi, in particolare quello di oratore ufficiale della repubblica e quello di ambasciatore presso il re di Francia, il quale per i suoi meriti lo nominò vescovo di Tolone. Oltre che alle numerose orazioni, la sua fama è legata ai dialoghi il Polito e il Cesano, relativi alla questione della lingua, in cui egli rigetta la riforma ortografica del Trissino e difende la toscanità della lingua. Adams, T - 784. S. Bongi, Annali di Gabriel Giolito de' Ferrari, Roma, 1890, I, pp. 201 e 203.

      [Bookseller: Libreria Govi Alberto]
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        Historie di Messer Marco Guazzo History King Charles VIII France

      Historie di Messer Marco Guazzo oue se contengono la venuta, & partita d'Italia di Carlo Octtavo Re di Franza e come acquistò e lasciò il Regno si Napoli, et tutte le cose in quei tempi in mare ed in terra successe. In Venetia All'Insegna di S. Bernardino M.D. XLVII.Loosely translates: The History of King Charles VIII of France focusing on the period when he acquired and became King of Naples, both land and sea, by Messer Marco Guazzo. Printed in Venice by the Signatories of San Bernard 1547. Paginated in the incunabula and 16th-century fashion numbered by leaf rather than page, so each page number represents two pages. Octavo, measures 7" x 5" wide. Collation: Title Page with printer's device, Index (numbered ii-vi, but actually iii-xiii), Main Text (numbered 1-239, in modern page-numbering 477 pages total). Colophon: Imprinted in Venice 1547. Possibly a first and only edition of this work.This is a wonderfully cute little 16th-century book in Italian by the Italian historian Marco Guazzo who wrote many different histories of European topics, including the Crusades, histories of Italy and France, and the present work concerning the French king Charles VIII who conquered the Italian Peninsula in the late 15th century and for a time controlled Naples. Worldcat/OCLC lists only 20 copies of this book in libraries worldwide. Looks to be fairly rare.Condition: Very Good to Near Fine Pages in later binding with marbled boards. No tears to any pages, mostly very clean, a hint of crinkling and some age spotting to the first few pages, but once inside the main pages, very clean and bright printing. A very nice 16th-century book!NOTE: The picture is the actual item for sale. (The picture is NOT a stock photo.)Book will be bubble-wrapped and placed in a flat-rate priority mailer or box.

      [Bookseller: TristanBooks]
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        I sette libri di Xenophonte della impresa di Ciro Minore tradotti per M. Lodovico Domenichi

      Appresso Gabriel Giolito de Ferrari 1547 8vo (cm. 15,5), 154(6) cc. Frontis. con marca xilografica e iniziali figurate. Legatura recente in mz. pergamena con scritta oro su tassello dipinto al ds. Buon esemplare (uno strappo marginale, che non interessa il testo, sulle carte 37,e 38). Prima edizione in lingua italiana di questa importante opera storiografica in sette libri in cui Senofonte racconta la propria ritirata fino al mar Nero, a capo di diecimila mercenari, dopo la morte di Ciro il giovane.Bongi, I, 204.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Ex Libris s.r.l.]
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        Anno Vicesimo Secundo Henrici Octavi. Statvta Bonvm Pvblicvm Concernentia Edita in perliamento tento apud westm[inster] xvi die Ianuarii . . . et inde vlterius prorogati vsque ad xiii die Octobris [1531]. S.T.C. 9370.6 (including this copy); not in Beale

      London: Tho. Berthelet regius impressor excudebat. Cvm Privilegio, 1547?]. Later 1/4 brown morocco over marbled boards, light pencil notations, generally well preserved with ample margins; the Taussig copy The second Reformation Parliament, laying the groundwork for the divorce of Catherine of Aragon, enacting the landmark statute "fac[ing] the necessity of providing for the impotent poor", and challenging the independent jurisdiction of the Church

      [Bookseller: Meyer Boswell Books, Inc.]
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        Statutes made in the Parliamente . . . in the first yere of . . . Edward VI [with the statutes of 2 and 3 Edw VI, 3 and 4 Edw VI, 5 and 6 Edw VI, and 7 Edw VI]. Five Volumes. S.T.C. 9421, 9423, 9429.7, 9437.5, and 9440.2. Folio

      A collection of all the legislation of Edward VI's five parliaments, spanning his entire reign from 1547 to 1553, including that abolishing witchcraft, producing the Anglican Church's first prayer book, and increasing protection to accused traitors. Modern 1/4 and 3/4 differently colored calf and morocco, occasional staining and repairs, else quite clean with ample margins; the Taussig copies. [1, 2, and 3] Richard Grafton; [4 and 5] Richard Tottel, London, 1547-70.

      [Bookseller: Meyer Boswell Books, Inc.]
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        Anno tricesimo septimo Henrici octaui. The acte concernyng the Subsidie graunted of the Temporaltee. S.T.C. 9414.9. Folio in 6's; sixteen unnumbered leaves

      London: In aedibus Thomae Bertheleti . . . Anno MDXLVII, 1547. Modern 1/4 calf over marbled boards, gilt, a bit dusty and the occasional ink stain, else well preserved with ample margins; the Taussig copy The seemingly unique copy of the printed subsidy act of Henry VIII's final parliament, its original not enrolled nor surviving, one which "brought in more money than any other of Henry's reign"; no copy in ESTC nor Beale, one in STC (this copy)

      [Bookseller: Meyer Boswell Books, Inc.]
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        Aureum Sacrorum Hymnorum Opus.

      Foligno, Giov.Simone e Vincenzo Cantagalli, Gennaio 1547, - in-4, ff. (2), 228, (1 bianco), bella legatura recente a imitazione dell'epoca in cuoio con ricchi fregi in oro ai piatti ed a secco al dorso. Impresso con estrema eleganza con lo splendido corsivo cancelleresco di Ludovico degli Arrighi, ed illustrato a piena pag. da una stupenda silografia raffig. la Crocifissione; numerosi napilettera su fondo nero, in fine grande impresa figurata degli stampatori (Ascarelli 70). Prima ed unica edizione; é il primo libro impresso a Foligno nel Cinquecento, dopo un'interruzione di 75 anni dal terzo libro ivi stampato che fu la straordinaria editio princeps della Commedia dantesca. I fratelli Cantagalli ottennero un privilegio dal Consiglio municipale sin dal 1542, ma un paio di presunte edizioni statutarie non sono state finora reperite complete; studi recenti, come quelli di Balsamo ed Ascarelli, identificano il Massorillo come l'unica edizione pervenutaci di questa tipografia. Rarissimo, ottimo esemplare. Sander 4425, Ascarelli - Menato p. 315. Balsamo - Tinto, origini del corsivo, p. 136-9. Fumagalli, Lexicon Typogr. Italiae, 157-160. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        Iatrapologia. Liber quo multa adversus barbaros medicos disputantur, collegiique modus ostenditur, ac multae quaestiones tam physicae quam chirurgicae discutiuntur...Ejusdem Quaestio, quae Capitis vulneribus ac phrenitidi medicamenta conveniant.

      Woodcut printer's device on title. 12 p.l. (final leaf a blank), 431, [15] pp. 8vo, cont. limp vellum, remains of ties. Venice: G. Griffo, [1547?]. First edition of Ingrassia's second book, preceded only by the Praegrandis vtilisque Medicorum omnium decisio (Palermo: 1545). The 1544 edition of the Iatrapologia is a ghost (see the digital reproduction of the BSB copy of the so-called 1544 edition; it is identical with our edition). Ingrassia (ca. 1510-80), after studying medicine at Palermo and Padua, became professor of anatomy and medicine at the University of Naples in 1544. He was called to Palermo in 1556 by the Spanish viceroy of Sicily as protomedicus. In this position, Ingrassia "was concerned for the most part with problems of hygiene, epidemiology, and the general administration of Sicilian medicine. His activities included efforts to suppress quackery, to control the pharmaceutical trade, and to improve the conditions in hospitals...Ingrassia was responsible for the establishment of one of the first sanitary codes and a council of public health. He was also a founder of the study of legal medicine...Ingrassia is best known for his anatomical studies, admittedly based upon the methods and procedures of Vesalius, for whom he expressed the greatest admiration."-D.S.B., VII, pp. 16-17. A pioneer in the study of forensic medicine, hygiene, surgical pathology, and teratology, Ingrassia also discovered the "stapes" and denied the existence of the inframaxillary bone. He was also the first to describe scarlatina and was probably the first to recognize chicken-pox as a separate disease. This rare work is concerned with wounds to the head and methods of treatment. It is a collection of questions and disputes, directed against the Arab medical tradition (but very much part of it). Fine copy. As in other copies, a piece of paper covers the text on A3v to conceal a printer's error. ❧ Castiglioni, A History of Medicine, pp. 428-29. Durling 2545. .

      [Bookseller: Jonathan A. Hill, Bookseller, Inc.]
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        Anno tricesimo septimo Henrici octaui. The acte concernyng the Subsidie graunted of the Temporaltee. S.T.C. 9414.9. Folio in 6's; sixteen unnumbered leaves

      The seemingly unique copy of the printed subsidy act of Henry VIII's final parliament, its original not enrolled nor surviving, one which "brought in more money than any other of Henry's reign"; no copy in ESTC nor Beale, one in STC (this copy). Modern 1/4 calf over marbled boards, gilt, a bit dusty and the occasional ink stain, else well preserved with ample margins; the Taussig copy. In aedibus Thomae Bertheleti . . . Anno MDXLVII, London, 1547.

      [Bookseller: Meyer Boswell Books, Inc.]
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        Zinne-poppen; alle verciert met rijmen, en sommighe met proze: door zijn dochter Anne Roemers.Amsterdam, Sander Wybrantz. and Andries Vink, 1678. With engraved title-page, an engraved emblem on the back of A5, and 193 engraved emblems by Claes Jansz. Visscher. With: (2) VISSCHER, Roemer. Brabbelingh... By hem selven oversien, en meer als de helft vermeerdert.Amsterdam, Johannes van Ravesteyn, 1669. 2 works in 1 volume. 12mo. Contemporary vellum.

      Landwehr, Emblem and fable books 875; Praz, p. 530; De Vries, Emblemata 57. Ad 1: Fourth edition of a popular and witty Dutch emblem book written by Roemer Visscher (1547-1620). The work consists of 3 series of 60 emblems, each with a motto in Latin of Dutch, a two-line verse below, and a short explanation on the facing page. The emblems are representative for the Dutch engraver Claes Jansz. Visscher (1586-1652): instead of the usual mythological iconography of traditional emblems, Visscher takes simple objects or subjects from daily life and sets them in their natural environment, and with a perfectly chosen arrangement or action he directly comes to his point in a clear, yet entertaining way. The present edition is a later edition of the one edited by Visscher's daughter: Anna Roemer Visscher (1583-1651). Anna enlarged her father's work with 10 emblems called the Minne-poppen, or emblems of love, and also added a 2-line distich. Ad 2: Second edition of a poetic work by Roemer Visscher, containing the poems he wrote in his youth. The title, Brabbelingh can be translated as "gibberish" or "baby-talk". The work is divided into several parts, each dealing with a different kind of poetry, some are from his very early youth, others are laudatory poems, epigrams, riddles, lamentations etc. Included at the end are several poems by Visscher's friend Hendrick Laurensz. Spieghel (1549-1612). All the poems are rather unpolished and sometimes quite rude; however, they do mirror the daily life in Amsterdam during the last decades of the sixteenth century.With the bookplate of Garmt Stuiveling on pastedown and bookplate of H. Boekenoogen on flyleaf. A small marginal restoration on page 52, some pencil notations, and a few small spots. Overall a very good copy.

      [Bookseller: ASHER Rare Books (Since 1830)]
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        Le Deche di T. Livio Padovano delle Historie Romane, Tradotte nella lingua Toscana, da Iacopo Nardi cittadino Fiorentino, & nuouamente dal medesimo riuedute & emendate, con le postille parimente accresciute nelle margini del libro, che diachiarano molti uocaboli delle cose uecchie, piu degne di cognitione: & molti nomi di Paesi, & citta, fiumi, monti, & luoghi, illustrati co nomi moderni. Etappresso, la ualuta delle monete Romane, ridotta al pregio di quelle de tempi nostri: insieme con la dichiaratione di tutte le misure, quanto e stato necessario alla piena intelligenza dell'autore. Allequali, per maggior satisfattione de lettori, habbiamo anchora aggiunto la Tauola de Re, Consoli, Tribuni militari con la podesta Consolare, & Dittatori: che per i tempi correnti sono stati creati nella citta di Roma. Et appresso, la Tavola di tutte le cose, fatti, & detti notabili, nella presente opera contenuti.

      In Venetia nella stamperia degli heredi di Luc'Antonio Giunti Fiorentino, nellanno del M D X L V I I. Nel mese di Marzo. Imprint from colophon. 1547 1547. Folio, 322x215mm. In vellum with decorative border rule on boards. Spine with five raised bands and title and date gilt. [22], 485 leaves; signatures: [4], 1-3.6 [3.6 is blank], A-Z8, 2A- 2O8, 2P10, 2Q-2Z8, 3A-3G8, 3H6, 3I-O8, 3P5; leaves printed on both sides. Ownership inscription ?J. T. Coleridge | Torrington Square | May 24 1831? in top foredge corner of first blank. [Sir John Taylor Coleridge (1790?"1876), father of Lord Coleridge, lived in Torrington Square prior to 1841. An English judge, Sir John was second son of Captain James Coleridge and nephew of Samuel Taylor Coleridge, the poet.] Title-page with vignette, a little dusted; with a few manuscript initials. Woodcut initial capitals. With printed marginalia. Includes index. Some neat manuscript marginalia, in what looks like a contemporary hand, on some leaves. Very small, three-line marginal note tipped on to foredge margin of 3Giii. Extraordinarily crisp, clean and tight.(Further information and photographs available on request.)

      [Bookseller: Collectable Books]
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        Due orazioni in lingua toscana Accusa contra Leon secretario di secreti rilevati Difesa

      

      [Bookseller: Maggs Bros. Ltd. ]
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        Anno Vicesimo Secundo Henrici Octavi. Statvta Bonvm Pvblicvm Concernentia Edita in perliamento tento apud westm[inster] xvi die Ianuarii . . . et inde vlterius prorogati vsque ad xiii die Octobris [1531]. S.T.C. 9370.6 (including this copy); not in Beale

      Tho. Berthelet regius impressor excudebat. Cvm Privilegio 1547?], London - Later 1/4 brown morocco over marbled boards, light pencil notations, generally well preserved with ample margins; the Taussig copy The second Reformation Parliament, laying the groundwork for the divorce of Catherine of Aragon, enacting the landmark statute "fac[ing] the necessity of providing for the impotent poor", and challenging the independent jurisdiction of the Church [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Meyer Boswell Books, Inc., member ABAA]
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        De le Lettere di M. Claudio Tolomei Lib. sette con una breve dichiarazione in fine di tutto l'ordine de l'Ortografia di questa opera.

      In Vinegia appresso Gabriel Giolito de Ferrari, 1547. In 4to (cm. 21,5); pergamena rigida del Settecento; grande marca tip. al front.; pp. (2), 234 (12). PRIMA edizione. Bongi, Annali di G. Giolito, p. 201: E' uno dei più bei libri stampati dal Giolito in forma di quarto. Molte delle lettere sono indirizzate a celebri umanisti del tempo, tra cui ricordiamo Luigi Alamanni, Pietro Aretino, Annibal Caro, Bernardino Ochino, Paolo Manuzio, Angelo Firenzuola, Francesco Guicciardini Importante è la lettera a Gabriel Cesano del 20 giugno 1544, nella quale Tolomei espone all'amico il suo progetto di una grande citta' da costruirsi sulla cima del promontorio del Monte Argentario. Il progetto, illustrato da una figura in legno, doveva essere accompagnato da un intervento di bonifica della zona maremmana e fu piu' volte riesaminato fino alla fine dell'Ottocento.

      [Bookseller: Libreria Bongiorno Paolo]
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        De originibus rerum libellus. Authore Gulielmo Pastregico Veronense. In quo agitur de scritturis virorum illustrium. De fundatoribus urbium. De primis rerum nominibus. De invetoribus rerum. De primis dignitatibus. Deque magnific institutionibus. Expurgatus omni errore... A Michaelangelo Blondo, solerti rerum esploratore

      Venezia. Nicolò Bascarino. 1547Cm. 15; Carte 131, (1). Bella legatura fine seicento in piena pelle maculata, dorso a 5 nervetti, tassello con ricchi fregi in oro ai cinque scoparti, piatti inquadrati entro cornicetta impressa a secco e deori floreali ottenuti con contrasto del colore della pelle, risguardi in carta decorata, tagli decorati. Margine superiore corto, in alcune carte intacca il numero della pagina, per il reso ottimo esemplare, genuino. 597 / P

      [Bookseller: Galleria La Stampa Antica]
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        Jesus am Kreuz (Jesus at the cross)

      1547 - Copper engraving, throughout a very good and clear impression, printed in a light silver tone. In very good to excellent condition.

      [Bookseller: Antiquariat Reinhold Berg eK]
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        Gesamtansicht.

      - altkolorierter Holzschnitt v. W.S. aus Sebastian Münsters Cosmographie, dat. 1547 ersch. 1588, 17 x 37,5 (Ganze Buchseite) (hochauflösende Bilder auf meiner Homepage, oder bei Anfrage - high resolution pictures on my homepage or after request)

      [Bookseller: Antiquariat Norbert Haas]
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        Vier Sermon über das Evangelium Vom Einzuge Christi zu Hierusalem, Matth. XXI. 1. Auslegung des Evangelii mit desselbigen Allegoria. - 2. Was das Wort Evangelium seinem gründtlichen wesen haisse und mitbringe. - 3. Vom Reiche Christi, was auch Christus für ain könig sei. - 4. Vom aignen ampte des königes Christi inn seinem Reiche der gnaden, / und von seinem Volck und dienste. [Caspar Schwenckfeld].

      (Ulm: Hans Varnier) 1547 [recte: 1550]. - (184) Seiten. Frakturdruck. VD16 S5000. - Kuczynski 2445. - NDB XXIV, 63f. - Nicht bei Knaake. - Der Reformator und Mystiker Caspar Schwenckfeld (1489-1561) bekleidete nach juristischen Studien ohne akademischen Abschluss zunächst das Amt des Hofrats unter Friedrich II. von Liegnitz-Brieg-Wohlau, welches er 1523 wegen seiner zunehmenden Schwerhörigkeit aufgeben musste. Im Laufe der Abendmahlsstreitigkeiten entwickelte er im Austausch mit Luther und in der Auseinandersetzung mit Zwingli und Erasmus seine eigene Konzeption und spiritualistische Abendmahlstheologie. Zusammen mit anderen "Sakramentsverächtern" aus der Liegnitzer Bruderschaft feierte er in Liegnitz ab 1526 kein Abendmahl mehr, was zum Bruch mit Luther und Angriff durch diesen in der hauptsächlich gegen Andreas Karlstadt gerichteten Schrift "Wider die himmlischen Propheten vom Sakrament" führte. Der Streit eskalierte und führte schließlich zum Exil, zunächst nach Straßburg, später nach Ulm, Augsburg und Esslingen, wo Schwenckfeld inkognito im Franziskanerkonvent lebte und schrieb. Bis zu seinem Tode wirkte er vor allem im Verborgenen, da die Verfolgung seiner Anhänger mit der Zeit weiter verschärft wurden. - "Zahlreiche, v. a. zum Adel und Patriziat zählende Anhänger von S. sammelten sich nach seinem Tod in Gemeinschaften in Süddeutschland und Schlesien, wo die Schwenckfelder zu einer starken Volksbewegung avancierten, doch infolge der Verfolgungen durch Lutheraner und Katholiken dezimiert wurden. 1735 flohen etwa 500 Schwenckfelder nach Nordamerika, wo in Pennsylvania noch heute eine Denomination existiert, die das "Corpus Schwenckfeldianorum" veröffentlichte" (NDB). - Erstausgabe der zusammengefaßten vier Sermone. Verfassername am Schluß zeitgenössisch durchgestrichen mit dem Vermerk "1579. Soli Deo gloria". Am Bund vereinzelt Wurmspuren. Einige wenige Seitenstege fachgerecht hinterlegt. - Insgesamt gut erhaltenes Exemplar des seltenen Werkes. Sprache: Deutsch Gewicht in Gramm: 1490 8° (17,5 - 22,5 cm). Neuer privater Lederband mit goldgeprägtem Titel auf Rücken und Vorderdeckel. [Hardcover / fest gebunden]. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Antiquariat Kretzer]
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        Epistolarum selectarum centuria prima [-quinta] miscellanea.

      This is the collected correspondence of the Belgian humanist Lipsius (Joost Lips, 1547-1606) -- "one of the most eminent representatives of classical philology between 1550 and 1650" (NCE) -- containing nearly => 500 letters to the most illustrious intellectuals of his day, with an index of correspondents at the beginning of each part, including: Carolus Clusius (Charles de l'Ecluse, 1526-1609), Joseph Justus Scaliger (1540-1609), Abraham Ortelius (Ortels, 1527-98), Philipp Nicodemus Frischlin (1547-90), Hugo Grotius (de Groot, 1583-1645), Jacob Pontanus (1542-1626), Jacques Auguste de Thou (Thuanus, 1553-1617), and the printer Balthasar Moretus (1574-1641), who would inherit the Plantin press from his father Jan . . . Printed by Jan Moretus, with the last three parts produced by his widow and children, all five "centuries" feature the famous Plantin device engraved or woodcut on their sectional title-pages, and at the ends of the second and fifth (final) parts. The text is in Latin printed in roman and italic with sparse sidenotes and elaborate woodcut initials and tailpieces.The correspondence was also issued in separate parts, and as part of the Opera omnia in seven volumes with a general title-page dated 1614.

      [Bookseller: PRB&M/SessaBks (Philadelphia Rare Books ]
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        Vier Sermon über das Evangelium Vom Einzuge Christi zu Hierusalem, Matth. XXI. 1. Auslegung des Evangelii mit desselbigen Allegoria. - 2. Was das Wort Evangelium seinem gründtlichen wesen haisse und mitbringe. - 3. Vom Reiche Christi, was auch Christus für ain könig sei. - 4. Vom aignen ampte des königes Christi inn seinem Reiche der gnaden, / und von seinem Volck und dienste. [Caspar Schwenckfeld].

      (Ulm: Hans Varnier) 1547 [recte: 1550]. (184) Seiten. Frakturdruck. 8° (17,5 - 22,5 cm). Neuer privater Lederband mit goldgeprägtem Titel auf Rücken und Vorderdeckel. [Hardcover / fest gebunden]. VD16 S5000. - Kuczynski 2445. - NDB XXIV, 63f. - Nicht bei Knaake. - Der Reformator und Mystiker Caspar Schwenckfeld (1489-1561) bekleidete nach juristischen Studien ohne akademischen Abschluss zunächst das Amt des Hofrats unter Friedrich II. von Liegnitz-Brieg-Wohlau, welches er 1523 wegen seiner zunehmenden Schwerhörigkeit aufgeben musste. Im Laufe der Abendmahlsstreitigkeiten entwickelte er im Austausch mit Luther und in der Auseinandersetzung mit Zwingli und Erasmus seine eigene Konzeption und spiritualistische Abendmahlstheologie. Zusammen mit anderen \"Sakramentsverächtern\" aus der Liegnitzer Bruderschaft feierte er in Liegnitz ab 1526 kein Abendmahl mehr, was zum Bruch mit Luther und Angriff durch diesen in der hauptsächlich gegen Andreas Karlstadt gerichteten Schrift \"Wider die himmlischen Propheten vom Sakrament\" führte. Der Streit eskalierte und führte schließlich zum Exil, zunächst nach Straßburg, später nach Ulm, Augsburg und Esslingen, wo Schwenckfeld inkognito im Franziskanerkonvent lebte und schrieb. Bis zu seinem Tode wirkte er vor allem im Verborgenen, da die Verfolgung seiner Anhänger mit der Zeit weiter verschärft wurden. - \"Zahlreiche, v. a. zum Adel und Patriziat zählende Anhänger von S. sammelten sich nach seinem Tod in Gemeinschaften in Süddeutschland und Schlesien, wo die Schwenckfelder zu einer starken Volksbewegung avancierten, doch infolge der Verfolgungen durch Lutheraner und Katholiken dezimiert wurden. 1735 flohen etwa 500 Schwenckfelder nach Nordamerika, wo in Pennsylvania noch heute eine Denomination existiert, die das \"Corpus Schwenckfeldianorum\" veröffentlichte\" (NDB). - Erstausgabe der zusammengefaßten vier Sermone. Verfassername am Schluß zeitgenössisch durchgestrichen mit dem Vermerk \"1579. Soli Deo gloria\". Am Bund vereinzelt Wurmspuren. Einige wenige Seitenstege fachgerecht hinterlegt. - Insgesamt gut erhaltenes Exemplar des seltenen Werkes. Versand D: 5,50 EUR Schwenckfeldt [Schwenckfeld], Caspar [Kaspar v.]: Von dreierley Leben der Menschen. Und / was ein rechtsschaffen christlich Leben sey. Item / Von guten Wercken / ihrer Belonung / Und vom rechten Gottsdienste. [Caspar Schwenckfeldt]. Ohne Ort 1592.

      [Bookseller: Antiquariat Kretzer]
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        I SETTE LIBRI DI XENOPHONTE DELLA IMPRESA DI CIRO MINORE TRADOTTI PER LODOVICO DOMENICHI

      VINEGIA: APPRESSO GABRIELE GIOLITO DE FERRARI, 1547. In 16. Dim. 16,5x11 cm. Pp. 154+(6). Bella edizione del 1547 della celebre opera storiografica di Senofonte "Anabasi di Ciro" in sette libri. Senofonte fu uno dei "diecimila" armata di mercenari greci assoldata da Ciro il Giovane, il cui compito era quello di usurpare il trono di Persia al fratello Artaserse II. Traduzione in volgare a cura del giureconsulto, filologo e poeta Lodovico Domenichi (1515-1564). Bei capilettera decorati. Bellissima copertina in piena pelle con titolo in oro e numrose decorazioni a secco. In buone condizioni e completo. Copertina ottocentesca in piena pelle con titolo in oro e decorazioni a secco in ottime condizioni generali con lievi usure ai margini e dorso. Legatura in ottime condizioni. All'interno le pagine si presentano in ottime condizioni con fioriture.Beautiful edition of 1547 of the famous historical work by Senofonte "Anabasi di Ciro" in seven books. Senofonte was one of "ten thousands" army of greek soldiers paid by Ciro il Giovane, to steal the throne of Persia to the brother Artaserse II. Translation in italian language by the phylologist, poet Lodovico Domenichi (1515-1564). Beautiful decorated initial letters. Very beautiful full leather cover with embossed decorations. In good conditions and complete. Full leather cover of XIX century with golden title and embossed decorations in very good general conditions slightly worn in the edges and spine. Binding in good conditions. Inside pages are in very good conditions with foxings.

      [Bookseller: Sephora di Elena Serru]
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        Lingva per Des.[iderum] Erasmvm Roterodamu conscripta: cui libellum Plutarchi Chaeronei de immodica uerecundia propter argumenti similitudinem adiunximus.

      Basel, Froben 1547..

      [Bookseller: Heinrich Heine Antiquariat Lustenberger ]
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        Il libro del Cortegiano, di nuOvo rincontrato con l'originale scritto di mano de l'autore?

      Vinegia: Figlioli di Aldo (Aldus), 1547. Early Printing by Aldus. Elaborate Aldine device Impressed on the titlepage and at the end on the verso of the colophon leaf. Dedication to Michel de Selva, vescovo di Viseo. 8vo, bound in 17th century stiff vellum, red morocco lettering label gilt. ff. (5), 195, (8). A fine example with the title label with a bit of chipping and with some light loss. RARE ALDINE EDITION OF THE CLASSIC LANDMARK IL CORTEGIANO. Castiglione?s great work is one of the most famous books of the Italian Renaissance and represents the highest level of commitment to the prince and the new political and social order. The Courtier is the prototype of the courtesy book, written as conversation between members of the court. At the time of its composition Castiglione was at the court of Guidobaldo de Montefeltre and Elizabetta Gonzaga at Urbino, together with Bembo, Giuliano de' Medici, Federico Fregoso and other Renaissance luminaries; members of that court feature as speakers in the conversation. Castiglione, after serving the Sforzas at Milan and the Gonzagas at Mantua, came to the Court of Urbino in 1504 where de Montefeltre and his consort Elizabetta Gonzaga were the center of the most brilliant court in Italy, which counted among its members Bembo, Bibbiena, G. de?Medici and many other eminent men. This brilliant book is based on Castiglione?s experience of life among these dazzling figures. ?The Courtier? depicts the ideal aristocrat, and it has remained the perfect definition of a gentleman ever since. It is an epitome of the highest moral and social ideas of the Italian Renaissance and is written in the form of a discussion between members of the court. The fundamental idea that a man should perfect himself by developing all his faculties goes back to Aristotle?s ETHICS and many of the Aristotelian virtues reappear---honesty, magnanimity and good manners. The ideal man should also be proficient in arms and games, be a scholar and connoisseur of art; he should develop graceful speech and cherish a sense of honour. Relations between the prince and the courtier, forms of government, and rules for the conduct of a lady are also discussed and the book ends with the celebrated pronouncement on platonic love by Bembo. This Renaissance ideal of the free development of individual faculties and its rules of civilized behaviour formed a new conception of personal rights and obligations in Europe. The book was translated into most European languages and between 1528 and 1616 no less than one hundred and eight editions were published. It had great influence in Spain where traces of it can be found in DON QUIXOTE and in France in Corneille?s writings. But its most potent influence was probably in England. Its influence can be seen in Shakespeare, Spenser, Ben Jonson, Sir Philip Sidney, Robert Burton and Shelley. It had a great impact on the development of English drama and comedy. The beautiful and highly important printings of the house of Aldus are exceptional and revered in their own right. This, one of the most exceptional of Italian Renaissance works published by the great Renaissance printer of Italy.

      [Bookseller: Buddenbrooks, Inc.]
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        Icones Historiarum Veteris Testamenti

      Lyon: Jean Frellon, 1547. Small quarto, with 94 plates, final leaf of the apostles and additional Hollar portrait; an excellent tall copy in seventeenth-century full Dutch vellum, gilt ruled with the arms of Haarlem. A beautiful emblem book with 94 woodcuts engraved from delicate illustrations by Hans Holbein. Each depicts a pivotal Old Testament scene, selected with the aim of moral and spiritual illumination. Emblem books were widespread and popular during the sixteenth and seventeenth centuries, allowing readers to comprehend elusive and mystical concepts by combining text and images. This copy incorporates a later portrait of Holbein by Hollar dated 1643, and is bound in attractive early vellum stamped with the arms of Haarlem. The book was first published in Lyon in 1538 with a total of 92 woodcuts, and was immediately popular with numerous subsequent editions, including Spanish and English language imprints. This edition, believed to be the fourth using the original woodcuts, was published in 1547 by Jean Frellon of Lyon. It contains an additional two scenes (bringing the total number of cuts to 94), and furthermore includes an additional leaf with portraits of four evangelists - Matthew, Mark, Luke and John. Each page follows a format familiar to emblem books of the sixteenth century: an aphorism, illustration and short poem. In this instance, the aphorism is printed in Latin and the poem in French, reflecting the role of emblem books in disseminating esoteric knowledge to a wider audience. Frellon published two editions of 1547, the type of each edition being reset with small differences, and this copy is an example of the second imprint of that year.Holbein's fine illustrations ensured the enduring success of this book throughout the sixteenth century and beyond. The plates were copied and reprinted in subsequent editions (the images sometimes being reversed in the process). Curiously, this book held an enduring fascination for the English, and a skilful reproduction of the original edition of 1538 was printed in London in 1830, complete with a preface by the great bibliographer Thomas Dibdin.

      [Bookseller: Hordern House Rare Books]
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        Methodi medendi, vel de morbis curandis libri XIIII ... Accesserunt peritißimorum quorudam Medicorum industria, nova quaedam partitio Librorum in sua capita.

       Lugduni (Lyon), apud Gulielmum Rouillium 1547. Postrema hac editione ad cuiuscunque varietatis exemplarium fidem collati & restituti. Item Annotationes complures in margine cum interpretatione Graecoru(m) nomini quae in toto opere... 12°. Titelbl., 95 Bll. (Index), 752 S. Mit Titelvign. u. Initialen. Ldr. d. Zt. m. Blindprägung. Rü. u. Ecken fachger. restaur. Titelbl. gestemp. u. mit Besitzverm. Zahlr. zeitgen. Anmerkungen, Unterstreich. u. Kommentare im Text u. a. Vors.vgl. Wellcome I, 2641; Baudrier IX, 203 - The Latin version is that of Thomas Linacre. Versand D: 4,00 EUR Medizin, Alte Drucke

      [Bookseller: Antiquariat Burgverlag]
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        Dialogi maritimi di M. Gioan Iacopo Bottazzo. Et alcune rime maritime di M. Nicolo Franco, et d'altri diversi spiriti, dell'Accademia de gli Argonauti

      Iacopo Ruffinelli 1547 In 8vo (cm 15,5), pergamena coeva con titolo manoscritto lungo il taglio inferiore (mancano i legacci), cc. 168. Marca tipografica al titolo. Carattere corsivo. Ottima copia.EDIZIONE ORIGINALE dedicata a Massimiano Stampa, marchese di Soncino. La prima parte dell'opera contiene i tre dialoghi del Bottazzo, che trattano rispettivamente di geografia generale, dei venti e di astronomia («sfera e cose celesti»). Essi contengono in forma concisa tutto il sapere pratico dell'epoca in materia di navigazione e furono pensati per essere letti da marinai e navigatori.La seconda parte del volume (cc. 128 - 167) contiene invece vari componimenti di Nicolò Franco, Giovan Francesco Arrivabene ed altri "argonauti"? sullo stesso argomento (cfr. M. Maylender, Storia delle Accademie d'Italia, Bologna, 1926 - '30, I, p. 333).Un ulteriore dialogo su Alessandro Magno, la bussola, la calamita e gli inventori degli strumenti navali, annunciato in un secondo libro di imminente pubblicazione, non vide invece mai la luce. Il Bottazzo, letterato nato a Montecastello (AL), nel terzo dialogo narra alcune sue vicende giovanili, in particolare di un amore infelice che lo avrebbe allontanto «dal patrio nido» e portato a viaggiare a lungo in compagnia di un maestro siciliano, acquistando grande esperienza di uomini e cose. Rientrato in Piemonte, nel 1540 a Casale fu insieme a N. Franco tra i fondatori dell'Accademia degli Argonauti. Successivamente venne incaricato dell'educazione di Isabella Gonzaga, futura sposa di Francesco Ferdinando d'Avalos, marchese di Pescara. In occasione del loro matrimonio, nel 1554, egli pubblicò un Epithalamium e dedicò un altro scritto alla sua pupilla. Nominato Cavaliere dello Speron d'oro, nel 1562 entrò a far parte con il nome di "Pensoso"? dell'Accademia degli Illustrati, fondata quello stesso anno a Casale da Stefano Guazzo. L'amicizia tra quest'ultimo e il Bottazzo emerge anche dal quarto libro della Civil Conversazione (1574), dove tra i convitati vi è un personaggio bonario ed ironico chiamato "Cavalier Bottazzo"? (cfr. D.B.I., XIII, pp. 422 - 423).N. Franco, nato a Benevento da famiglia povera, dopo essere entrato negli ambienti letterari napoletani prima, veneziani poi, fu presentato a Pietro Aretino, di cui divenne segretario. La loro amicizia tuttavia non durò a lungo e divennero presto acerrimi nemici, tanto che il Franco decise di lasciare Venezia dopo essere stato ferito in volto da uno dell'entourage dell'Aretino. Visse a Casale Monferrato, Mantova, Cosenza e Roma, sempre dedicandosi all'attività  letteraria. Portato davanti all'inquisizione per le sue satire contro Paolo IV, fu impiccato dal ponte Sant'Angelo il 10 marzo del 1570. Edit16, CNCE7315. Index Aureliensis, 122.776. D.E. Rhodes, A Bibliography of Mantua, in: "La Bibliofilia"?, LVIII, 1956, pp. 173 - 174. \

      [Bookseller: Libreria Govi Alberto]
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        Les Apophthegmes

      1547 - 375 et (3) feuillets Paris; charles l'Angelier, 1547, in-16, 375 et (3) feuillets, reliure du dix-neuvième siècle en plein veau noir, dos à nerfs dorés, titre doré, encadrement de filets dorés intérieur, Quatrième édition, in 16, après la première en 1539 de cette traduction française par l'Esleu Macault, notaire, secrétaire et valet de chambre du Roi. Cette édition de 1547 fut partagée entre les libraires parisiens, Charles L'Angelier, Jean Ruelle et Thibout. Érasme visait par cet ouvrage à l'enseignement utile d'anecdotes historiques pleines de sagesse. Il y cite un panthéon d'anciens, tel Plutarque, Aristote, Cicéron, Isocrate, Valere. Plats un peu frottés. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Librairie Alain Brieux]
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        Icones Historiarum Veteris Testamenti, Ad vivum expressæ, extremáque diligentia entendatiores factæ, Gallicis in expositione homœoteleutis, ac versuum ordinibus (qui priùs turbati, ac impares) suo numero restitutis

      Lyon: Jean Frellon, 1547. Small quarto, modern full dark brown morocco, paneled in blind with gilt decorations to boards, raised bands, oval crimson morocco spine label lettered in gilt, speckled edges. 52 leaves, unnumbered. Printer?'s device on title page, two woodcut initials, ninety-four woodcuts after designs by Hans Holbein, four medallion woodcuts of the evangelists by an unknown hand. Text in Roman and italic types, with a few lines in Greek. Occasional light soiling and toning, closed tear to leaf N3 skillfully repaired. The fifth edition of Hans Holbein?'s illustrations for the Old Testament, the first of two 1547 editions printed by Jean Frellon. In the early 1520s, the Trechsel brothers, printers in Lyon, asked the young artist Hans Holbein to produce a series of illustrations for the Old Testament. Busy with travel and competing projects, Holbein finally turned to the task in 1529 and 1530, producing ninety woodcut designs; proofs of the images appear in a 1531 Bible published by Christophe Froschauer. In the 1538 first edition of the series, eighty-eight of Holbein?'s Old Testament woodcuts were joined by four smaller blocks from his Dance of Death, depicting events from the Book of Genesis. A second edition appeared in 1539, now including all ninety Old Testament woodcuts, with quatrains in French by Gilles Corrozet; this version was reprinted in 1543, and again (twice) in 1547. The Frellons also printed a Latin and Spanish edition of the series in 1543, while two folio Bibles (1538 and 1544) printed in Lyon made additional use of the Holbein illustrations. Holbein?'s Old Testament woodcuts, together with his Dance of Death, stand as one of the great achievements in the history of book illustration. Drawn with startling directness, the figures of Ruth, Job, Judith, and Jonah appear in mid-gesture, engaged in conversation, as though captured unaware. Giulia Bartrum, in German Renaissance Prints, observes of these woodcuts: ?"rarely has such an impression of depth been conveyed so convincingly on such a small scale. The success of these designs in this respect is a measure of Holbein?'s deep understanding of Italian Renaissance art of this period which was far in advance of his contemporaries in northern Europe.?" The cutting of the Old Testament designs was long attributed to the great formschneider Hans Lützelberger, who had cut most of the Dance of Death blocks, but since he died in 1526, this is no longer considered possible. Veit Specklin is now considered the most likely cutter, though a few of the blocks (such as Joel and Zachariah) are comparatively crude, and suggest the work of a lesser hand. Frellon issued two editions of these woodcuts in 1547, printed from different settings of type. This copy is from the printing Mortimer identifies as the first. On the title-page, three of the five lines of text following the word ?"testamenti?" end in a hyphen. (In the second 1547 edition, all five have clean line breaks.) This copy also appears to be an early state, not previously noted, with the word ?"emendatiores?" on the title-page misprinted as ?"entendatiores?"; the error appears to have been quickly corrected on the press. The four medallion woodcuts of the evangelists, grouped on a single page, are the work of an unknown artist: they appear for the first time in the 1547 editions. Mortimer (French) 281; Fairfax Murray (French) 244. A near-fine copy of a landmark book.

      [Bookseller: Honey & Wax Booksellers]
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        Apophtegmatum opus [.] ab ipso recognitum authore [.].,

      Paris, Robert Estienne, 1547. - Frühe Ausgabe einer der populärsten Schriften des Erasmus, die einzige von Estienne gedruckte. - Einband berieben u. etw. bestoßen. Gest. Exlibris a. Innendeckel. Kleine zeitgen. Besitzverm. a. Titelblatt. Schwach gebräunt u. tlw. leicht fleckig. - Vander Haeghen I, 16; Schreiber 93; Renouard 70, No. 18; Bezzel 209; diese Ausgabe nicht bei Adams. la Gewicht in Gramm: 500 8°. Mit Holzschn.-Druckermarke. 740 S., 22 Bll., Etw. späterer Ldr.-Bd. m. goldgepr. Rückenschild.

      [Bookseller: Antiquariat Wolfgang Friebes]
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        Lingva per Des.[iderum] Erasmvm Roterodamu conscripta: cui libellum Plutarchi Chaeronei de immodica uerecundia propter argumenti similitudinem adiunximus.

      Basel Froben 1547 - Froben. [Druckermarke] Basileae, M.D.XLVII (Basel, 1547). 1 (weißes) Blatt; 415 Seiten; 1 (weißes) Blatt. Späterer Lederband über 5 Bünden, mit goldgeprägtem Rückentitel und allseitigem Sprenkelschnitt. (15,5 x 11 cm) kl.8°. VD16 E 3163. USTC 673010. OCLC 884537818. Vander Haeghen I, 118. Gemeentebibliotheek Rotterdam (Lingua) 26. - Lingua . über den rechten Umgang mit der Sprache . und die Zunge, das ambivalente Organ . (Nicht in "Griechischer Geist in Basler Pressen", weder print noch online, nur in wenigen Bibliotheken !) - Der Einband stärker berieben und verblichen, innen recht schön, vereinzelte Marginalien und/ oder Unterstreichungen von jüngerer Hand mit Bleistift. Auf dem vorderen Innendeckel ein Ausschnitt aus einem älteren Antiquariatskatalog eines englischen Kollegen mit handschriftlicher alter Preisangabe, sowie Spuren (Kleberreste und Abklatsch auf den fliegenden Vorsatz) eines entfernten Exlibris. Am oberen Rand vom Buchbinder etwas unproportional und eng beschnitten. Im unteren weißen Rand gegen Ende ein schwacher Wasserrand sichtbar. Mit der schönen Druckermarke der Frobens am Anfang und am Ende, sowie zwei hübschen Initialen geschmückt. Aus dem Besitz eines protestantischen Pfarrers eventuell aus Frankreich, wahrscheinlicher jedoch der französischsprachigen Schweiz, der sich mit alter Hand in Tinte auf dem Titelblatt eintrug (" . [unleserlich] Min.[istre] du St.[ainte] Ev.[angile]"). Anmerkungen zum Verfasser: ". Und schon 1525 erschien in einem stattlichen Folianten "Plinii Secundi divinum opus, cui titulus Historia mundi", dem Bischof Stanislaus Thurzo von Olmütz zugeeignet, mit dem er, wie mit dessen Bruder Johann Thurzo von Breslau, bereits seit 1519 in brieflichem Verkehre stand. Gleich daneben aber stellte der Unermüdliche die Schrift "Lingua" (de linguae usu et abusu), welche, dem Woiwoden von Krakau gewidmet, in weiten Kreisen Beifall fand und eine Reihe von Auflagen erlebte. Er fand überhaupt damals bei den Polen die lebhafteste Theilnahme; selbst der König lud ihn an seinen Hof. ." ex: ADB "Erasmus von Rotterdam, Desiderius" zur Ausgabe: Nach der Zählung der Gemeentebibliotheek Rotterdam*, zitiert nach der Einleitung zum 18. Band (Abtlg. IV, Band I A) der bei Elsevier erschienen Gesamtausgabe der Werke des Erasmus von ].H. Waszink (1989), die 26. Ausgabe insgesamt seit der Erstausgabe bei Froben in August 1525, jedoch eigentlich erst der dritte Froben-Nachdruck als Einzelausgabe, den Februar- und Juli-Druck aus dem Jahre 1526 als einen und den Abdruck in Band IV der Opera Omnia nicht mit zu zählen. *Ebenda, Seite 16 f.: "De la Lingua ont paru les editions suivantes d'après le fichier de la Gemeentebibliotheek Rotterdam (il n'est pas exclu que cette liste comprenne des editions fantomes) : 1. Basileae, 10. Frobenius, mense Aug. 1525. (A) 2. Antuerpiae, M. Hillenius, mense Oct. 15 25. NK 2953. 3. [Antuerpiae?] Oct. 15 25. NK 833. 4. s.1., Oct. 15 25. Bezzel 1269 (Froben, corrige par J. Benzing: I. Knoblouchus sr, Argentorati). 5. [Coloniae? E. Ceruicornus ?], 1525. Bezzel 1270. 6. [Parisiis, R. Stephanus], 1525. (?) 7. [Norimbergae, F. Peypus ?][1526 ?]. Bezzel 1271/1272 [Norimbergae, Petreius, I 525]. 8. Cracouiae, Hier. Vietor, Ian. 1526. 9. Basileae, 1. Frobenius, Febr. 1526. (B) 10. Antuerpiae, M. Hillenius, Apr. 1526. NK 834. 11. Basileae, loannes Frobenius, mense lulio 1526. Bezzel 1273. (C) 12. [Antuerpiae, W. Vorsterman, 1526]. NK 0434 = NK 834 [Hillenius]. 13. s.1., s.e., 15 26 [Arg.? 1. Knoblouchus ?]. Adams 684. 14. Haganoae, s.e., 15 26. 15. s.1., s.e., 1526. 16. s.1., s.e., 1528. 17. Parisiis, R. Stephanus, Febr. 1529. Adams 687. 18. Parisiis, Prigent Calvarin, 1529. 19. Parisiis, Ambr. Girault, 1529. 20. Lugduni, Seb. Gryphius, S.a. [1529 ?]. Bezzel 1274. 21. Coloniae, Impensis M. Godefddi Hittorpii, quarto Idus Nouembris 1530. Bezzel 1275. 22. Antuerpiae, M. Hillenius, 1537 NK 0435. 23. Lugduni, Seb. Gryphius, 1538. 24. Coloniae, s.e., 1539. 25. Basileae, H. Frobenius, N. Episcopius, 15 [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Heinrich Heine Antiquariat oHG]
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        Modus tenendi unum Hundredum sive Curiam de Recordo

      William Myddleton, London 1547 - 8vo. 14 unnumbered ll. A8 B6 lacking final blanks. Black letter, attractive title with Royal arms between white on black woodcut borders; upper foliage with Puck (?); lower foliage with man fighting a dragon, another similar to upper on verso of last, large white on black initial. C.19 library stamp on blank verso of title and blank outer margin of last, a very good crisp copy in C19 panelled calf by Harley of London, a.e.r. In the middle ages the hundred was a subdivision of a county chiefly important for its local court of justice. It had jurisdiction for trespass, covenant and debt if less than forty shillings and in these civil cases the freeholders of the hundred acted as judges. At the twice yearly full court where the criminal business was transacted the Sheriff or Lord of the hundred was sole judge. These arrangements are credited to Alfred by William of Malmesbury but may well have existed earlier. Certainly from Alfred’s time until the C.16 the hundred court was the most important place of redress for the common people. However, the monetary value of its jurisdiction was not enlarged and due to the rampant inflation caused by overspending Tudor governments its practical importance declined rapidly in the later C16, though it lingered on until the legal reforms of the Victorians. It is significant that this is the last edition of the standard and probably only work on hundred Court procedure; its obsolescence precluded reprinting. The text is in Norman-French notwithstanding the Latin title. Although it ran through a number of editions from the 1520’s onwards, all are now rare, many known only by a single copy. Myddleton succeeded Redman in his house by St. Dunstan’s after his widow’s remarriage and like Redman produced a significant number of legal texts - of which this is one of the rarest. STC 7734a (2 copies in Britain; Harvard, Library of Congress and University of Minnesota in the US). Beale T 216. Ames III 1689. Latin [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Sokol Books Ltd. ABA ILAB]
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        Dictorum factorumque memorabilium exempla.

      Seb. Gryphium, Lyon 1547 - FINE LYONESE BINDING 16mo. pp 517 (xxv), final 3ll. blank. Italic letter, printer's graffia device on t.p. woodcut initials, ruled in red throughout. Light age gilting, with an oil stain to blank inner margins in places. C17 autograph 'Thiballier' at foot of t.p. A good clean copy in contemp. dark brown calf, slightly glazed, covers with double ruled borders gilt enclosing intricate interlacing ribbons, tooled in gold with gouges and dots, spine with three raised and two semi-raised bands, gilt hatched and dotted, gilt diagonal line borders indented at head and tail, a.e.g. Lower joint cracked, modest wear to one compartment and band at joint, small surface crack to lower corner, gilt somewhat faded but generally good. A handsome little mid-C16 French binding, elaborately decorated in an unusual perhaps transitional style, neither pre-fanfare nor arabesque but owing something to each. The printer Gryphius had his own bindery where a number of his standard publications were relatively richly bound, presumably to customers' orders. It is likely this is an example of the work of that atelier. The Thiballier family, seigneurs de Toury and Thurelles, were French provincial nobility often in royal service. The owner of the volume, by date, may have been Francois Thiballier, leader of the first official French expedition to the Indies, mounted by Colbert in 1670. Two years later it arrived at Trincomali (via Madagascar and La Réunion) where Francis died suddenly, aged 50. Not in BM. STC Fr. Adams V110 (UL copy only, listed as a 'binding'). Baudrier VIII p 218. Latin [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Sokol Books Ltd. ABA ILAB]
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        Isolario

      Paolo Manuzio for Federico Torresani, Venice 1547 - FIRST ACCOUNT OF PIZARRO IN PERU. Folio, ff. [10], 74. Roman letter; title in black and red with printer’s device within elegant floral border with dolphins; few decorated and historiated initials; 120 woodcut maps, of which two full-page, eight double-page, one printed upside-down at f. xliir; tiny minor worm hole to title and first two leaves, a few spots at head of first double-page map, light water stain towards outer margin of one leaf. A very good, well-margined copy in early pasteboard; all edges mottled; two early ms shelf marks to title and price inscription to rear pastedown. Third, most correct and complete edition of this curious and informative atlas of islands, first published in Venice in 1528. This is the first and only Aldine edition, issued at the expense of Federico Torresani, Aldus’s brother-in-law and younger son of Aldus’s partner Andrea Torresani. Despite not being presented as a product of the main branch of the Aldine press, it retains the accuracy and the typically elegant layout of the familial output. Unusually for Aldine books, it also enriched by numerous illustrations taken directly from the blocks used in the first edition, but appear particularly bright and neat in this copy. It may well be one of the last collaborations between Federico and Aldus’s main heir, Paolo, who remained in touch with his uncle even after the family quarrel and the consequent split of the partnership between the Manuzio and the Torresani about 1540. Benedetto Bordone (c.1460-1530) was an eclectic Italian artist of the Venetian Renaissance. Born in Padua, he was a skilled miniaturist, editor and cartographer. He is very likely to be the artist behind the exquisite and ground-breaking illustrations of the Aldine Hypnerotomachia. One of his two sons was the famous scholar Giulio Cesare Scaligero, who later made up his surname claiming to be affiliated with the noble Italian family of Della Scala. His most famous work was the Isolario, accomplished a few year before his death. It consists of a broad illustrated survey of the world’s islands and peninsulas as they were known in the early sixteenth century, including learned mythical and historical remarks, drawn especially from Greek and Roman authorities. The book opens with Bordone’s dedication to his nephew, who had travelled the world on board the Venetian and Spanish fleets, probably acting as a military physician. Isolario is an intriguing mix of pioneering intuition and folkloristic belief. In it, Bordone provides the first printed map of Japan, as an island named ‘Ciampagu’, and the earliest depiction of the globe as an oval (this was later developed by Karl Mollweide into the model familiar to us). The final Copia delle Lettere de Perfetto della India la Nova Spagna detta alla Cesarea Maesta rescritte offers the earliest printed account of Pizzarro’s arrival in Peru and it is not included in the princeps. Twelve of the illustrations relate to America, including a rather distorted New World with the Northern portion of South America and the North America as a huge island named as ‘Land of the worker,’ probably hinting at the growing slave trading in the area. Alongside the maps of Western Europe, Eastern Mediterranean Sea, British Isles and Sicily, Bordone also drew detailed plans of Venice and some of its lagoon islands, as well as of the lavish capital city of the Aztec empire (Tenochtitlan, modern Mexico City) before Cortez razed it to the ground in 1521. Finally, one can find sketchy depictions of: the Canaries; Madagascar and Zanzibar; Java and Sumatra (as ‘Iava minore’); Ceylon (‘Taprobana’); Cuba, Guadalupe, Jamaica, Venezuela and Brazil; Thailanda, mistakenly thought to be an island called Lochac. Far east, Bordone includes, for the first time in print, two legendary isles, one exclusively inhabited by women (‘Imangla’), the other by men (‘Inebila’). Not in Brunet or Graesse. BM STC It., 120. Adams, B 2485; Renouard, 141:9; Mortimer It., 82; Harrisse, 221; P [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Sokol Books Ltd. ABA ILAB]
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        RIME DELLA SIGNORA TULLIA DI ARAGONA ET DI DIVERSI A LEI

      Vinegia, appresso Gabriel Giolito de Ferrari, 1547. In-16 p. (mm. 155x100), p. pergam. molle con legacci, tit. ms. al dorso, 40 cc.num., marca tipograf. al frontesp., ornato da graziosi capilettera figur. a vignetta in silografia, testo in corsivo. Dedica di Tullia ad Eleonora di Toledo. "Prima e rarissima edizione" che contiene, oltre alle "Rime": ?" "La Tirrhenia" del Mutio - "Sonetti di diversi"?". Cfr. Brunet I, 373: "assez rare" - Bongi,I, pp.150-198 (con una lunghissimo saggio sull?'Autrice). ?"Tullia d?'Aragona, nata a Napoli, pare, o (per quel che soleva vantarsi) a Roma da un cardinale, nel 1510, m. a Roma nel 1556. Famosa cortigiana, nobilitata per mezzo della poesia, per quasi venti anni ebbe rivolti verso di sé gli sguardi dei contemporanei e fu molto ricercata da poeti e letterati. Bellissima in quel secolo che della bellezza ebbe un culto così vivo, come tante altre in quel periodo, si dedicò alla letteratura e alla poesia. Nel volume di ?'Rime?' cerca di fondere alcuni motivi realistici con il fondamentale tono petrarchesco?". Così Diz. Opere Bompiani,I, p. 94. Esemplare ben conservato.

      [Bookseller: Libreria Malavasi sas]
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        Orlando Furioso

      In Vinegia (Venise): appresso Gabriel Giolito de Ferrari , 1547. Fine. appresso Gabriel Giolito de Ferrari , In Vinegia (Venise) 1547, in-8 (10,5x16cm), 227 ff. (29f.) - Sig.A-Z 8 Aa-Ff8 *-***8, relié. - Beautiful illustrated edition and one of the first that gave Gabriele Giolito de Ferrari, dedicated to the Dauphin of France. It is decorated with a superb coaching and typographical mark on the title Giolito (a phoenix rising from the ashes on a globe with the initials of the printer), 46 pretty faces engraved on wood and many large initials decorated, as well as Ariosto's portrait from Titian, medallion placed at the end of the poem, and the brand of the printer in two variants. The end of the book is a vocabulary obscure words and explanation of difficult passages of the book, not included in the pagination, with particular title, compiled by Lodovico Dolce. Giolito gave more than twenty editions in thirteen years of activity, this is the third edition; the first was published in 1542, the second in 1543, with a reprint with some variations that year. Italicized print two columns. - [FRENCH VERSION FOLLOWS] Belle édition illustrée et l'une des premières que donna Gabriele Giolito de Ferrari, dédiée au dauphin de France. Elle est ornée d'un superbe titre frontispice avec la marque typographique de Giolito (un phoenix renaissant de ses cendres sur un globe aux initiales de l'imprimeur), de 46 jolies figures gravées sur bois et d'autant de grandes lettrines ornées, du portrait de l'Arioste d'après le Titien placé en médaillon à la fin du poème, et de la marque de l'imprimeur en deux variantes. La fin de l'ouvrage se constitue d'un vocabulaire des mots obscurs et de l'explication des passages difficiles de l'ouvrage, non compris dans la pagination, avec titre particulier, compilé par Lodovico Dolce. Giolito donna plus de vingt éditions en treize années d'activité, celle-ci est la troisième édition; la première a paru en 1542, la seconde en 1543. Impression en lettres rondes sur deux colonnes. Reliure postérieure de la fin du XVIIème ou du début XVIIIème en plein maroquin rouge. Dos à cinq nerfs richement orné, l'un des caissons contient la mention "lettres rondes". Triple filet doré en encadrement des plats. Roulette dorée en encadrement des contreplats. Toutes tranches dorées. Quelques frottements sur la reliure et mouillures pâles en fin de volume. Précieux exemplaire parfaitement habillé en maroquin rouge.

      [Bookseller: Librairie Le Feu Follet]
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