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        Feste d'Agone, et de Testaccio, fatte per carnevale, in Roma: Nel 1545 sotto Paulo III. Pont. Max. Per opinione uniuersale, e de ordine, e de significato, e de ricchezza, e de gratia, più belle, che sia state mai piu fatte. Presupponendo, che naturalmente, d'ogni tempo, in tutto il mondo, non se fa più bella festa, che quella d'Agone. In Roma in Campo di Fiore, n.pr. [Antonio Blado?]. (Al colophon:) Alli XXI di Febraro M.D.XLV.

      1545. In 4to (mm 211x145). Pagine [16]. Frontespizio con tre stemmi xilografici, capolettera con iniziale e vignetta xilografica, grande xilografia all'ultima carta che rappresenta Roma e lo stemma di Paolo III Farnese. Il frontespizio sotto il titolo presenta il grande stemma del Papa Paolo III circondato da un serto di alloro, in basso lo stemma della città di Roma e a destra lo stemma del Cardinale Jean Du Bellay (1492 - 1560). Esemplare intonso. Legatura ottocentesca in mezza pelle, titolo impresso a secco al dorso. Rarissimo resoconto che descrive le feste che si tennero a Roma durante il carnevale tra giovedì 12 Febbraio 1545 e il lunedì successivo. Il testo inizia con la descrizione della festa in piazza d'Agone (oggi Piazza Navona) e termina con la descrizione della Festa al monte Testaccio con la consueta uccisione dei tori bradi. Il Von Pastor nella sua Storia dei Papi (V, 233 - 238) traccia un dettagliato racconto di queste feste: &ldquo,Nelle feste di carnevale del 1545 apparve ben chiaro come, nonostante certi riguardi, si sostennero pertinacemente le antiche tendenze del Rinascimento. Il 31 gennaio l'inviato senese annunciava espressamente che questa volta non si rappresentava come fino allora una pompa trionfale esclusivamente antica, ma con allusione alla situazione contemporanea, la vittoria sugli eretici e sui Turchi, il trionfo della fede cristiana e della Sede Apostolica. Ciononostante anche ora fu lasciato largo campo anche a reminescenze antiche. Al corteo, che mosse dal Campidoglio verso Piazza Navona il giovedì grasso 12 febbraio 1545 presero parte 13 carri accompagnati dalle corporazioni e preparati dai singoli rioni della città. Nel primo carro era rappresentato Androclo, cioè Paolo III, che al leone, cioè agli eretici, leva la spina dal piede. L'iscrizione diceva che sarebbero graziati gli umili e vinti i superbi. Nel secondo carro vedevasi una Fortuna in argento sulla sua ruota dorata, nel terzo l'assedio di Costantinopoli da parte dell'Imperatore Teodosio colla scritta: 'se il Signore non custodisce la città invano vigila la scolta'. Il quarto carro mostrava un drago d'oro custodiente il giardino delle esperidi, il quinto la dea Cibele con in mano la pigna che doveva simboleggiare Roma: all'esterno era dipinta la storia di Troia. Il sesto carro trionfale con sette figure disputanti e il settimo con un cervo dorato che strozza una serpe d'argento, riferivansi essi pure, conforme alle iscrizioni, agli eretici. I tre carri seguenti (gli Arimaspi da un solo occhio, che vincono il grifone, Eraclio vincitore di Sidrodo, lotta fra tre turchi, e tre cristiani) contenevano come il duodecimo (l'imperatore Traiano che umilia i barbari) allusioni alla vittoria sui Turchi. L'undicesimo, in cui era rappresentata una galera fra le colonne d'Ercole e recante l'iscrizione: 'in tutto il mondo andò la sua parola' riferivasi alla dilatazione del cristianesimo nei paesi novellamente scoperti. L'ultimo carro con Prometeo incatenato racchiudeva un omaggio all'imperatore simboleggiato da un'aquila, siccome vincitore dei turchi. Ai carri seguivano i nobili romani, sfarzosamente decorati, parte vestiti alla turca, parte all'indiana e accompagnati da paggi dallo aspetto di ninfe. I musici portavano antichi abiti e recavano corone e rami d'olivo. Il punto più brillante del corteo era costituito dal carro trionfale, che veniva dietro, del papa. In esso vedevasi Paolo III in tutto il suo ornamento pontificale, da ogni lato un liocorno coll'arme a gigli dei Farnese, dinanzi le figure della Giustizia e della Pace, di dietro la divisa: un camaleonte e un delfino, il più lento e il più svelto degli animali, legati insieme per indicare, che nelle sue azioni un sovrano non deve essere né troppo celere, né troppo lento. Dietro questo magnifico carro cavalcavano i più eminenti ufficiali civili del papa, fra i quali colpivano più di tutti Giuliano Cesarini, Gonfaloniere di Roma, coperto di pietre preziose calcolate più di 50.000 scudi, tre conservatori in costume antico e finalmente il senatore in manto ducale d'oro. Il papa circondato da tutta la sua famiglia e da molti cardinali osservò il corteo da Palazzo Farnese. Nei giorni seguenti si ebbero a divertimento del popolo corse di tori e di cavalli finendosi colla festa di Testaccio&rdquo,. è interessante notare l'abilità diplomatica di papa Paolo III che tenta di essere ago della bilancia tra l'imperatore Carlo V e il Re di Francia Francesco I: da un lato , nel corteo, sfila un carro dedicato alle vittorie di Carlo V sui Turchi ma dall'altro cerca di bilanciare questo riconoscimento facendo apporre al frontespizio oltre al suo stemma e a quello della città di Roma quello del Cardinale Jean Du Bellay, che oltre ad essere Arcivescovo di Parigi era il diplomatico di Francesco I e il capo del partito francese in Curia. Edit 16, CNCE77041 and USTC, 764657.

      [Bookseller: Libreria Govi Alberto]
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        Ragionamenti della lingua toscana, dove si parla del perfetto oratore, et poeta volgari, dell'eccellente medico et philosopho Bernardin Tomitano, divisi in tre libri. Nel primo si pruova la philosophia esser necessaria allo acquistamento della rhetorica et poetica. Nel secondo si ragiona de i precetti dell'oratore. Et nel terzo, delle leggi appartenenti al poeta, et al bene scrivere, si nella prosa, come nel verso

      Giovanni Farri & fratelli, 1545. 8vo (mm 150x95), early 19th - century half calf, gilt spine with ted label and gilt title, red edges, 439, (5) pp. Printer's device on the title - page. Light stains in the first leaves, gathering dd at the end a bit browned, wormhole in the outer margin of a few leaves not affecting the text, otherwise a very good copy.FIRST EDITION. Bernardino Tomitano was a 24 - year old philosopher, when in 1541, he attended the ceremony during which his teacher, the famous scholar Sperone Speroni, was crowned prince of the Accademia degli Infiammati of Padua. In the two days following this event, scholars, academics and poetry connoisseurs met at Speroni's house to discuss about literature and language. Four years later, in 1545, Tomitano published a detailed account of those literary conversations on poetics and rhetorics in his Ragionamenti della lingua Toscana (cf. M.T. Girardi, Il sapere e le lettere in Bernardino Tomitano, Milano, 1995, pp. 3 - 5).&ldquo,The Ragionamenti della lingua toscana of Bernardino Tomitano (1545) represents the first nearly complete &lsquo,art of poetry' in the present series of Platonic treatises, it also represents the most eclectic and in a sense the most typical studied thus far. If one were to read the three books of the Ragionamenti in reverse order, one would find in the third all the detailed treatment of the more particular aspects of the art, a treatment resting largely on Horace's Ars poetica and on their rhetoricians but deriving certain essential ideas from Aristotle. The second book deals largely with oratory, but even here the application of oratorical principles to poetry is constantly traced and all the examples are taken from poets, once again, the classical rhetoricians provide the distinctions and the rules. But in the first book, where Tomitano wishes to lay the philosophical foundations for all the art of writing, his source his Plato. And it is Plato appealed to on a much broader basis than was done by most of Tomitano's contemporaries. For rather than begin with one of the favorite dicta&hellip,, he takes as his starting point Plato's general concept of Ideas. Like the painter, the poet and the orator attempt to represent in the medium of the arts some perfect concept or Idea&hellip, If the poet is to succeed as a poet, he must therefore be something of a philosopher so that he may know the truths which he is going to imitate. The relationship of poetry to philosophy is indeed a complicated one. The business of philosophy is the discovery of truth, the business of poetry is the imitation of truth through the medium of fictions. But poetry does not imitate all truth, nor does it serve its ultimate ends in every part of its imitation. Of its two ends, pleasure and utility, it is the latter which involves philosophy. For the utility is both moral and intellectual in character, and it is found in moral and intellectual precepts scattered throughout the work&rdquo, (B. Weinberg, A History of Literary Criticism in the Italian Renaissance, Chicago, IL, 1961, pp. 264 - 265).&ldquo,Ragionamenti della lingua toscana di Tomitano, [furono] pubblicati nel 1545 a Venezia. I Ragionamenti furono ristampati l'anno successivo, sostanzialmente immutati se si eccettua l'aggiunta di una cinquantina di pagine contenenti un confronto tra la retorica di Aristotele e quella di Cicerone. L'opera, come si dirà, sarà poi rimaneggiata molti anni dopo e pubblicata con il titolo di Quattro libri della lingua thoscana. Si tratta in sostanza di un trattato in forma dialogica dove si riferiscono i discorsi degli accademici Infiammati su questioni di poetica, retorica e lingua in occasione dell'elezione di Speroni. Stando ai Ragionamenti, il nuovo principe impresse all'accademia un indirizzo piú mar&not,ca&not,ta&not,mente umanistico: abolí le lezioni su diritto e teologia, lasciando in vita solo quelle di filosofia, e focalizzò gli studi sulla poesia in volgare, bandendo l'esegesi di testi classici&rdquo, (M. Colombo, Bernardino Tomitano e i &lsquo,Quattro libri della lingua thoscana, in: &ldquo,Momenti del Petrarchismo veneto: cultura volgare e cultura classica tra Feltre e Belluno nei secoli XV - XVI, Atti del convegno di studi, Belluno - Feltre, 15 - 16 ottobre 2004&rdquo,, P. Pellegrini, ed., Roma, 2005, p. 114, see also A. Daniele, Bernardino Tomitano: dai &lsquo,Ragionamenti', 1545 - 1546 ai &lsquo,Quattro libri della lingua thoscana, in: &ldquo,Museum Patavinum&rdquo,, 1/1, 1983, pp. 67 - 85).Tomitano's treatise is also important for the history of music, since he tried hard to forge a link between language and sound, what possibly led to an emergent consciousness of rhetorical issues in music among Venetian musicians of the time (cf. M. Feldman, City Culture and the Madrigal at Venice, Berkeley, CA, 1995, pp. 157 - 158).Bernardino Tomitano studied philosphy and medicine at the University of Padua, his hometown. In 1539 he was appointed as reader of Aristotle's Organon at the university. From then on until 1563 he always taught, but never achieved to become ordinary professor. He was a member of the Accademia degli Infiammati (cf. A. Daniele, Sperone Speroni, Bernardino Tomitano e l'Accademia degli Infiammati di Padova, in: &ldquo,Filologia veneta &rdquo,, 1989, pp. 1 - 53) and was in close relationship with Sperone Speroni, Pietro Bembo, Jacopo Sadoleto, Paolo Giovio, Bernardo Navagero, Girolamo Fracastoro and Aldo Manuzio, with whom he shared the same view on poetics and rhetorics. He also wrote on mathematics and cosmography. In 1563 he left Padua and moved to Venice, where he worked as doctor and published the treatise De morbo gallico (cf. M.R. Davi, Bernardino Tomitano filosofo, medico, letterato, 1517 - 1576, profilo biografico e critico, Trieste, 1995, passim) Universal STC 859345, Edit 16, CNCE39253, Weinberg, op. cit., p. 1154.

      [Bookseller: Libreria Govi Alberto]
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        (Dialoghi di amore, composti per Leone medico, di natione hebreo, et dipoi fatto christiano.

      in Casa de' Figliuoli di Aldo, 1545. Cm. 16, cc. (1) 261 (1). Legatura settecentesca in piena pergamena rigida con dorso rinforzato. Esemplare purtroppo privo del frontespizio, peraltro ben conservato. E' presente l'ultima carta non numerata con l'ancora aldina.

      [Bookseller: Studio Bibliografico Benacense]
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        Gli otto libri di Thucydide atheniese, delle guerre fatte tra popoli della Morea, et gli Atheniesi. Nuovamente dal greco idioma, nella lingua thoscana, con ogni diligenza tradotta, per Francesco di Soldo Strozzi fiorentino [...].

      1545. In Venetia, appresso Vincenzo Vaugris, al segno d'Erasmo, 1545, in - 8 antico, leg. settecentesca in mezza pergamena, cc. [12], 440. Con marca tipografica al front. e sull'ultima pagina. Ottime condizioni. Prima edizione della prima traduzione in italiano della guerra del Peloponneso di Tucidide. Esiste un'altra edizione (Venezia, Baldassar de' Costantini), con questa traduzione e con una prefazione datata 1545, ma l'edizione stessa è senza data, e quindi potrebbe essere successiva a quella del Valgrisi).

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Gozzini]
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        Il Libro del Cortegiano. Nuovamente ristampato. MDXLV In Vinegia, nelle case de figlioli di Aldo, MDXLV (Venezia, 1545)

      Aldo, 1545. in - folio, ff. (122, segn. *4, a - p8), legatura settecentesca p. pergamena rigida. Impresa tipogr. al titolo, ripetuta in fine. Dedica dell'autore a Michele De Sylva vescovo di Viseo; spazi bianchi con lettera - guida per le iniziali. Ristampa della prima edizione del 1528 e di essa più corretta (cfr. Gamba 294, note). E' sicuramente uno dei libri più noti e rappresentativi del Rinascimento italiano. Si tratta di un dialogo che si svolge in quattro notti con l'intervento di due interlecutori per tornata. Nel I libro Cesare Gonzaga é poco più che un coadiutore di Ludovico di Canossa che svolge il tema della nobiltà del cortigiano affrontando anche il problema della lingua che conviene al suo rango e alle sue funzioni; nel II le facezie del Bibbiena costituiscono una manifestazione comica delle modalità descritte da Federico Fregoso con cui il cortigiano estrinseca le proprie doti; nel III assistiamo ad una discussione autentica (sulla donna di palazzo) tra il cortese Giuliano de' Medici e l'antifemminista Gaspare Pallavicino; nel IV la dottrina dell'amore platonico professata da Bembo appare come la sublimazione di quei rapporti che Ottaviano Fregoso istituzionalizza tra il cortigiano e la società, il cortigiano ed il principe. Per l'enorme influenza che ebbe per oltre un secolo nelle letterature europee (fino a Cervantes, Corneille, Shakespeare) il Cortegiano figura, tra le più importanti opere della civiltà umana. Ottimo esempl., puro e marginoso.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        Libro..delle Donne Illustri, tradotto per Giuseppe Betussi. Con una additione fatta dal medesimo delle donne famose dal tempo di m. Giovanni fino a i giorni nostri e alcune altre state per inanzi; con la vita del Boccaccio e la tauola di tutte l'historie et cose principali che nell'opra si contengono. In Vinegia MDXLV. (In fine:) In Vinegia, per Comin da Trino di Monferrato a instanza di m. Andrea Arrivabene al segno del pozzo, 1545

      Comin da Trino, 1545. in - 8, ff. (20), 239 (per errore 139), (1 f. bianco presente), legatura antica in pergamena rigida, titolo manoscritto al dorso. Grande impresa dello stampatore, col Nettuno, al titolo, decine di iniziali istoriate n.t. Seconda edizione della traduzione italiana del "De claris mulieribus" (la prima era apparsa a Venezia presso Giovanni da Trino nel 1506, con traduzione di Vincenzo Bagli) ma prima della traduzione e ampliamento del Betussi. A partire dal f. 150v inizia infatti un vero e proprio secondo libro con l'ampliamento del traduttore; quest'esemplare conserva i ff. 134v - 135v con la storia della Papessa Giovanna, spesso mancanti, interessante osservare che una nota manoscritta di mano coeva avvisa: "leggenda inventata per calunniare il Pontefice". Esemplare con ex - libris ms. al titolo e antico timbro (lievissimi aloni d'umido al margine esterno di alcuni ff.).

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        Ameto comedia delle nimphe fiorentine di messer Giouanni Boccaccio da Certaldo. Con la dichiaratione de i luoghi difficili di messer Francesco Sansouino.

      appresso Gabriel Giolito de Ferrari, 1545. In 8°, cc. (8) 100. Dedicatoria di Francesco Sansovino a Gaspara Stampa. Leg. pergamena semifloscia. Titolo manoscritto su etichetta, applicato sul primo piatto. Marca tipografica incisa. Piccola traccia di nastro adesivo sul margine interno dell'ultima carta della dedicatoria. Buon esemplare. Cfr. Bacchi della Lega, p. 100; Brunet, 992.

      [Bookseller: Libreria antiquaria Atlantis]
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        Diana a riposo

      1545. "Acquaforte, circa 1545, monogrammata in lastra in basso al centro. Da un soggetto del Primaticcio. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva, rifilata al rame e completa di tutta la parte bianca incisa, piccolo restauro nella parte mediana sinistra perfettamente eseguito, nel complesso in ottimo stato di conservazione. La scena, di soggetto mitologico, raffigura Diana, distesa in un bosco, voltata a destra a guardare sorridente un cane che, passandole sotto il braccio, sembra assumere un atteggiamento di difesa contro un cervo, un cinghiale e un orso alla sinistra di lei. Non si conosce molto su Leon Davent, oltre al fatto che ha realizzato 200 stampe. Come incisore, ha iniziato ad utilizzare prima la tecnica a bulino, per passare poi all'acquaforte, che permetteva una maggiore libertà di linee e di toni. Davent svolse la maggior parte della sua attività al palazzo di Fontainebleau, traducendo a stampa gli affreschi realizzati da artisti come Francesco Primaticcio, Rosso Fiorentino. Primaticcio, pittore manierista, architetto, scultore, dai primi del 1540 fu il soprintendente dei lavori a Fontainebleau. Il palazzo era la residenza reale primaria del re di Francia di Francesco I che, nei primi anni del 1530, la riempì di artisti, architetti, e artigiani italiani per decorarlo. È qui che nasce il movimento artistico conosciuta la Scuola di Fontainebleau, destinata ad orientare l'arte francese verso il naturalismo classico. Sotto la direzione di Primaticcio, ""si sviluppò uno stile caratterizzata da linee esagerate, colori brillanti e figure allungate con pose a volte imbarazzanti, spesso in paesaggi classici e mitologici. Inoltre, una sensualità che si rivela nella figura nuda, in gran parte assente nell'arte francese prima di questo tempo ...""(Heilbrunn Timeline di Storia dell'Arte,"" Fontainebleau) Incisori come Davent sono stati chiamati Fontainebleau per riportare a stampa e in qualche modo conservare le opere lì prodotte. ""Come risultato, un numero significativo di disegni e modelli sono conservati attraverso acqueforti e incisioni che attestano progetti abbandonati o decorazioni distrutte."" (Ibidem) L'iscrizione sono l'immagine, 'A.fontennbleau', suggerisce che il disegno originale era parte delle decorazione del palazzo di Fontainebleau. Potrebbe appartenere alla serie di dodici acqueforti intitolata "Tre dee e le Muse". Tale serie, incisa da Davent, riproduce invenzioni di Primaticcio destinate alla decorazione della Galleria Bassa del palazzo. Opera di grandissima rarità." Etching, 1540 - 45 circa, signed on plate, lower right, with monogram LD. In the lower margin, the inscription 'A.fontennbleau'. After a painting by Francesco Primaticcio. A great impression, printed on contemporary laid paper, trimmed to the platemark and unusually complete of the withe margins. Not much is known about Davent other than his name and the more than 200 prints he made. He started out as an engraver but moved on to etching, a medium that allowed for more freedom of line and tone. Davent did most of his work at the palace of Fontainebleau, making prints of the paintings being produced there by artists like Francesco Primaticcio. Primaticcio was an Italian mannerist painter, architect, and sculptor who was the chief artist and designer at Fontainebleau. The palace was the French king Francis I's primary royal residence, and, in the 1540s, he filled it with Italian artists, architects, and craftsmen to decorate it. They brought with them the Mannerist style and adapted it into what is known as the School of Fontainbleau. Under the direction of Primaticcio, "a style developed that is characterized by exaggerated lines, brilliant colors, and elongated figures with sometimes awkward poses, often set in classical and mythological landscapes. In addition, a revealing sensuousness in the nude figure, largely absent in French art before this time..." (Heilbrunn Timeline of Art History, "Fontainebleau) Engravers and etchers--like Davent--were brought to Fontainebleau to record and (and probably market) the are being produced there. "As a result, a significant number of designs are preserved through etchings and engravings which record abandoned plans or destroyed decorations." (ibidem) The mythological scene depicts Diana resting in a landscape, with dog next to her and boar, bear and stag at her feet; at the back of the sheet, tracing of the stag's head. The inscription in the lower margin, "A.fontennbleau," suggestings that the original design was part of the decoration of Fontainebleau. It might be one of a set of twelve etchings of the nine Muses and three goddesses based on the frescoes executed by Primaticcio in the lower gallery of the palace. A very rare work. Bartsch XVI.320.39; Zerner, Ecole de Fontainebleau, gravures, LD.13 280 147

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        RUPERTI ABBATIS MONASTERII TUITIENSIS E REGIONE AGRIPPINAE COLONIAE IN RHENI RIPS SITI, ORDINIS S. BENEDICTI, VIRI, & VITAE, SANCTIMONIA, & SACRARUM LITERARUM PERITIA PRAECLARI, COMMENTARIORUM IN EVANGELIUM IOANNIS, LIBRI XIIII.

      Parisiis, Apud Audoenum Parvum, Via ad divum Jacobum, sub signo Floris Lilii, 1545.Printed by Gulielmus Thibout, 1545. LATIN TEXT. Small 8vo, approximately 170 x 105 mm, 6¾ x 4 inches, leaves: (12), 391, last page has the colophon, dated August 1545, publisher's device of lions and fleur de lys on title page, some decorated initials, 21 pages of index follow title page, bound in modern quarter calf over cloth sides, raised bands and gilt lettering to spine. Early line of manuscript in old ink crossed through long ago on title page, tiny piece missing from lower outer corner of title page, 5 mm (¼") hole in blank margin of one index page, occasional light age - browning, small slight mark to some margins, expert repairs to some inner margins, worm track begins in lower margin of fol.180 increasing in size to fol.208, nowhere near text, then decreasing and ending on fol.235, small pale brown damp stain to lower corner of last 13 leaves. A good sturdy copy. First published in Cologne in 1526. The influential Benedictine theologian and writer Robert de Tuy or Rupert of Deutz (circa 1075 - 1129) was born in Liege in Belgium. He entered the monastery of Saint - Laurent as a young person and received a literary education. He became abbott of Deutz (Cologne) in Germany and died there in 1129. Adams, Books Printed in Europe 1501 - 1600, Volume II, 939 and 940. MORE IMAGES ATTACHED TO THIS LISTING, ALL ZOOMABLE. FURTHER IMAGES ON REQUEST. POSTAGE AT COST.

      [Bookseller: Roger Middleton P.B.F.A.]
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        Seitenansicht des Palais Schwarzenberg (Prag). Bleistift.

      Mitte 19. Jahrhundert. - Bezeichnet oben rechts "Sgrafitti Bustua". Auf leichtem Karton. Mit feinem Bleistift skizzierte Seitenansicht des Palais Schwarzenberg am Hradschin-Platz. Das Gebäude wurde für die böhmische Adelsfamilie Lobkowitz in den Jahren 1545–1567 als Stadtresidenz im Stil der italienischen Renaissance erbaut. Die Wände sind mit schwarzen Sgraffiti bemalt und täuschen damit ein regelmäßiges Natursteinmauerwerk aus sogenannten Diamantquadern, eine besondere Form von Buckelquadern vor, darauf verweist die Bezeichnung rechts am oberen Rand der Darstelliung. - Albert von Zahn ging 1854 an die Dresdner Kunstakademie, wo er Schüler von Eduard Bendemann und Gustav Jäger war. Er wechselte jedoch 1858 zum Studium der Kunstgeschichte. 1868 wurde er Direktor des Weimarer Museums, 1870 Referent in der Generaldirektion der Königlichen Sammlungen für Kunst und Wissenschaft in Dresden. - Verso Reste einer alten Montierung. Rand etwas unregelmäßig, obere Ecke gebrochen und hinterlegt. Sprache: Deutsch Gewicht in Gramm: 2100

      [Bookseller: Kunstantiquariat Joachim Lührs]
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        De discorsi del Reverendo Monsignor Francesco Patritij Sanese Vescovo Gaiettano, sopra alle cose appartenenti ad una città libera, e famiglia nobile; tradotti in lingua toscana da Giovanni Fabrini Fiorentino, a beneficio de figliuoli di messer Antonio Massimi nobile Romano, M. Domenico, e M. Horatio, libri nove

      in casa de’ figliuoli di Aldo 1545 8vo, 278 cc., 4 cc.nn. Ancora aldina al frontis. ed al colophon. Legatura coeva in piena pergamena con titolo ms. al piatto. Tracce di lacci di chiusura. Due ex libris di cui uno ms. sulla carta di guardia libera (provenienza: Carcagni). Poche, contemporanee annotazioni marginali ed occasionali macchioline ed ingialliture. Nel complesso ottimo e genuino esemplare. In fine, su due carte manoscritte, copia di una lettera indirizzata dalla Repubblica di Siena nelle mani del Re. Edizione originale. Renouard, 131/3. Br. Libr., p. 493. Raro.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Ex Libris s.r.l.]
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        Alhama

      Artist: Hofnagel G; Issued in: Antwerp; date: c 1545 - Artist: Hofnagel G.; Issued in: Antwerp; date: c. 1545; - Condition: Very good; Map shows the city of Alhama in Granada

      [Bookseller: Antique Sommer KG]
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        I) Dennemärckische Chronik. Newlich durch Henrich von Eppendorff verteütschet. II. Norwägische Chronick. Newlich durch Henrich von Eppendorff verteütschet. Von den Königen in Norwegen und ihren Kryegshand- lingen. III. Schwedische Chronick. Newlich durch Heinrich von Eppendorff verteütschet. Von den Künigen in Schweden un ihren Kryegshandlingen.

      Strass- burg, Hans Schotten 1545. 4to. (8) + 504 + (10) s., 228 + (6), 305 + (4) s. Tre tbl. m. våpenskjold, det første , som er fagmessig rep. har også noe tekst i rødt. I og II har samme våpenskjold [kong Christian III], det siste med "Tre Kronor". Fraktur. Rep. skb.: Ryggen er nyere m. opph. bånd. Dekler på de gamle, buete treplatene med et gammelt speilbind i behold, men nyere skinn trukket rundt kantene. Messingspenner montert, hull etter de orig. spennene synes. Boken ant. rep. midten 1800-tallet, og er lakkert. Materien gj.g. markstukken med små hull, flest mot permene. Også noen fuktskj. Endel notater og navn i gml. hånd på tbl., forsatser og i marger. Ex bibl. m. st. på fribl. og rester av en papiretikett på rygg. Treplaten på bakre dekkel spr. på innsiden, men ikke synlig annet enn som en sv. knekk utenpå. 5 tresn. initialer er klippet ut.. Tysk teolog og historiker [1448 - 1517]. Har særlig hatt betydning som Nordens historiker. Bibl. Dan. 593

      [Bookseller: Norlis Antikvariat]
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        D. Epiphanii Episcopi Constantiae Cypri, contra octoaginta haereses opus, Panarium, sive Arcula, aut Capsula Medica appellatum, continens libros tres, & tomos sive sectiones ex toto septem. Iano Cornario Medico Physico interprete. Una cum aliis eiusdem D. Epiphanii operibus, partim nunc demum ultra superiorem editionem adiectis, partim etiam multo quam antea emendatoribus: quorum Catalogum versa pagina ostendet. Accessit quoque locuples Rerum & verborum memorabilium Index. / [Resp. Zwischentitel:] Epistola, sive liber Ancoratus appellatus / Resp. Anacephalaeosis, sive summa totius operis Panarii appellati / Resp. Libellus de mensuris ac ponderibus / Resp. Historia de Prophetarum vita et interitu. Albano Torino interprete / Resp. Epistola ad

      [Kolophon:] Basileae, Per Robertum Vuinterum, mense Septembri, Anno M.D.XLV / Basel, [gedruckt] durch Robert Winter 1545. - [Zweite Auflage dieser Version]. Folio (38 x 26 cm). 4 (st. 6) Bll., 632 [paginierte, kollationierte] SS., 8 Bll. (Index). Einige gest. Initialen, gest. Druckermarke in Holzschnitt. Typographisch sehr sorgfältiger Schriftsatz in schöner 10-Punkt Antiqua, die Marginalien in Kursive. Druck a. Bütten. Gepr. Schweinsleder-Einband d.Zt. (wenig fleckig, etwas berieben, Rücken mit Spuren entfernter Etiketten) über Holzdeckeln mit mont. Rückenschild und Messingschliessen. Vorsätze mit marginalen Wurmspuren. Seiten leicht gebräunt, äusserste Bll. in der unteren Ecke etwas fingerfleckig pp. 299-304 mit zeitgenöss. hs. Marginalien. Etwas Alters- u. Lagerungs-, leichtere Gebrauchsspuren, Titel mit getilgtem Druckort u. 2 hs. Einträgen dat. 1564 bzw. 1572, hs. Sigel a. Vorsatz. Gesamthaft sauberes, recht gutes Exemplar in schönem, zeittypischem Renaissance-Einband. VD16 E 1645 (vgl. auch IDS Basel/Bern). - Es fehlen die ersten zwei Blätter (= 4 Seiten) mit dem Vorwort des Übersetzers (Praefatio Iani Cornarii); die 5. Seite mit dem Datum des Vorworts zur Ersten Ausgabe Basel, Robert Winter 1543 (VD16 E 1644): Francofordae ad Moenum, Calen. Novem, Anno Christi M.D.XLII / Frankfurt am Main, November 1542, ist vorhanden. Vgl. dazu die digitalis. Version des BVB. - Die Erwähnung von Gregorius Hegemonius in den beiden zeitgenöss. Einträgen, die wahrscheinlich von der gleichen Hand sind, sowie in 1564 die Bedeutung des Namens Johannes Reckius (ev. Reck, Recke) sind für den Uneingeweihten nicht erschliessbar. -- Epiphanius von Salamis i.e. Konstantia (Besanduk bei Eleutheropolis i. Judäa 315-403 auf dem Meer), Kirchenvater. ?Sein Kampf gegen den Origenismus, in welchem er die gefährlichste aller Häresien sah, brachte ihn zunächst 392 mit Bischof Johannes [II.] von Jerusalem in Konflikt [.]. Dann liess Epiphanius sich um 400 [.] zu einer harten Stellungnahme gegen die Langen Brüder und den hl. [Johannes] Chrysostomus missbrauchen. [.] Die literarische Wirksamkeit [.] ist gekennzeichnet durch polemischen Eifer für die Rechtgläubigkeit, gelehrte Vielwisserei und Fülle des Stoffes. Ganz eingestellt auf eine realistisch-traditionalistische Theologie, hat er weder Sinn für Spekulation noch für historische Kritik. [.] Dogmengeschichtlich sind [seine Schriften] durch Bezeugung von Lehre und Irrlehre von grosser Bedeutung, namentlich für die Wiederherstellung verlorener Quellenschriften, wie des griechischen Irenäus und des Syntagma von Hippolyt; eine homiletische Ausbeute gestatten sie kaum. [.] Die beiden Hauptschriften sind: 1. der ?Festgeankerte? [agkurotos], ein polemisch durchsetztes Kompendium der kirchlichen Glaubenslehre, mit 2 Glaubensbekenntnissen [.]; 2. der ?Arzneikasten? (Panarion, [i.e. Brotkasten] gewöhnl. zitiert: Haereses) sein eigentliches Lebenswerk, 374/77 verfasst, ist eine überaus stoffreiche, aber unkritische und schlecht geordnete ?Ketzerbestreitung?, nicht mit wissenschaftlicher, sondern seelsorgerlicher Absicht. [.] Die Anakephalaiosis ist [.] nicht von Epiphanius selbst.? (etc.; J. Hörmann, in M. Buchberger, Hsg., 3, 1931, sp. 728 ff.). Vgl. relativ ausführlich auch Wetzer/Welte 4, 2. Aufl. 1886: ?Den Stoff zur Geschichte der älteren Häresien schöpfte er, zum Theil wörtlich, aus den gegen die Häresien gerichteten Werke von Justinus Martyr, Irenäus und Hippolytus; dem Vorgange des letzgenannten Gewährsmannes folgend, rechnete er auch die griechischen Philosophenschulen und die jüdischen Religionsparteien zu den Häresien, so dass zwanzig [.] auf die vorchristliche Zeit entfallen. Der Bericht über die späteren Häresien ist den verschiedensten Quellen entnommen, und das Ganze stellt eine überaus werthvolle historische Fundgrube dar, wiewohl der Berichterstatter mehrfach eine sehr grosse Leichtgläubgkeit und Kritiklosigkeit an den Tag legt. Die Achtzigzahl der Häresien dürfte der Zahl der Nebenfrauen im Hohen Liede (6, 7) nachgebildet sein.? (etc.; sp. 715). Relativ ausführlich, weitgehend übereinstimmend u. mit einigen spezifischen

      [Bookseller: Franz Kühne Antiquariat und Kunsthandel]
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        De malo recentiorum medicorum medendi usu libellus, centum errores illorum continens. Ejusdem libellus De simplicium medicinarum noxa. Index corum, quae singulis cotinentur capitibus.

      - Venetiis, apud Hieronymum Scotum [Venice, Ottaviano Scoto], 1545. In-12, plein vélin ivoire souple (rel. postérieure), 77, (2) feuillets, grande vignette de titre, lettrines. Deuxième édition corrigée et augmentée, du premier ouvrage de Cardan, première description du typhus que Cardan nomme "morbus pulicaris" en raison de la ressemblance des taches avec les piqûres de puces. L’ouvrage est doublé d’un virulent réquisitoire contre les médecins, particulièrement de sa ville de Milan, et la médecine de son temps (‘De malo recentiorum medicorum medendi usu’: "Des mauvaises pratiques des médecins actuels"). Très bien accueilli par le public, mais violemment rejeté par ceux que Cardan mettait en accusation, l’ouvrage contribua à la renommée européenne du jeune médecin. La première édition de 1536, chez le même éditeur, est très rare. (Adams, C-660. Durling, 842; Garrison & Morton, 5370. Wellcome, I, 1278). Très bon exemplaire, très frais, très bien relié. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Librairie HATCHUEL]
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        D. Dionysii Carthusiani, In Omnes beati Pauli epistolas commentaria, iam quarto, ex ipso originali, diligentissime recognita. Cui quidem Dionysio, in componendis, exponendisq[ue] sacrarum literaru[m] libris, vix alter similis successit [und Beiband].

      apud Petrum Quentell, Coloniae [Köln] 1545 - Zwei Titel in einem Band. Coloniae [Köln], apud Petrum Quentell Anno M. D. XLV. Mense Aprili. 34 x 23 cm. [8], CXL Bl. [Beiband s.u.]. Mit wenigen figürlichen Holzschnitt-Initialen und einer -Titeleinfassung von Anton Woensam von Worms. Halbleder des 19. Jahrhunderts über vier alten Doppelbünden. Einband berieben und bestossen, Gelenke nach den ersten bzw. vor den letzten Bl. gebrochen, da der Buchblock im 19. Jh. offenbar nur eine neue Decke erhielt. Titelblatt mit handschriftlichem Besitzvermerk und Exlibris des 19. Jhs., kleine Randschäden, verso mit Annotationen zum Autor. Sonst nur vereinzelt Anstreichungen oder Marginalien. Papier gebräunt, teils auch fleckig, wenige Seiten stärker. Vorsätze leimschattig. Wenig Wurmspuren. Eckabriß bei Bl. 59 alt angesetzt. Alter Kurztitel auf dem Vorderschnitt. VD16 D 1871 und VD16 D 1913. Merlo, Kölnische Künstler S. 1034, Nr. 412. Beigebunden: Ders., In Epistolas Omnes Canonicas, In Acta Apostolorvm, Et In Apocalypsim, Piae Ac Ervditae Enarrationes, Köln, P. Quentel 1545 [in fine 1546], [3] Bl., Bl. VI - 163, [1] Bl. Dionysius der Karthäuser (auch Dionysius Carthusianus, Dionysius van Leuven, Dionysius van Rijkel, oder Dionysius von Roermond (1402/03 -1471) „leuchtet im 15. Jahrhundert unter den niederländischen Theologen besonders hervor Von seinen Zeitgenossen ward er nicht nur um seiner Frömmigkeit willen geachtet, sondern auch als gewandter Exeget, ausgezeichneter Kanzelredner und tüchtiger Moralist hochgeschätzt. Als Theolog hing er der mystischen Richtung, welche eine höhere Contemplation als den Gipfel des religiösen Lebens betrachtete, so sehr an, daß man ihn, wie den Johann Ruysbroeck, Doctor ecstaticus zu nennen pflegte. Dabei lag ihm, wie überhaupt den damaligen Vertretern dieser Richtung, die sittliche Reformation der Kirche in capite et membris aufs ernstlichste am Herzen. Das erhellt nicht nur aus seinem freundschaftlichen Verhältniß zu dem Volksprediger Johann Brugman und allen denjenigen in den Niederlanden und Deutschland, welche einer Reformation günstig waren, zu denen auch Philipp von Burgund und Karl der Kühne zu rechnen sind, - sondern auch aus seiner Theilnahme an der Visitationsreise, welche der Cardinal Nikolaus von Cusa 1451 durch diese Länder machte. Besonders aber bezeugen seine zahlreichen Schriften seine reformatorischen Ansichten. Es verdient dabei der Erwähnung, daß er keine Reformation der Kirchendogmen, sondern des kirchlichen und sittlichen Lebens der Geistlichen und Laien beabsichtigte" Jacob Cornelis van Slee in: ADB (1877), S. 246-248. Die schöne, aus vier Stöcken bestehende Holzschnitt-Titeleinfassung zeigt oben den thronenden himmlischen Vater, seitlich je zwei Evangelisten und Kirchenväter, unten aber die Extase des Kartäusers Dionysius, also des Verfassers. Einband berieben und bestossen, Gelenke nach den ersten bzw. vor den letzten Bl. gebrochen, da der Buchblock im 19. Jh. offenbar nur eine neue Decke erhielt. Titelblatt mit handschriftlichem Besitzvermerk und Exlibris des 19. Jhs., kleine Randschäden, verso mit Annotationen zum Autor. Sonst nur vereinzelt Anstreichungen oder Marginalien. Papier gebräunt, teils auch fleckig, wenige Seiten stärker. Vorsätze leimschattig. Wenig Wurmspuren. Eckabriß bei Bl. 59 alt angesetzt. Alter Kurztitel auf dem Vorderschnitt. Halbleder des 19. Jahrhunderts über vier alten Doppelbünden. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Antiquariat Peter Fritzen]
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        RUPERTI ABBATIS MONASTERII TUITIENSIS E REGIONE AGRIPPINAE COLONIAE IN RHENI RIPS SITI, ORDINIS S. BENEDICTI, VIRI, & VITAE, SANCTIMONIA, & SACRARUM LITERARUM PERITIA PRAECLARI, COMMENTARIORUM IN EVANGELIUM IOANNIS, LIBRI XIIII.

      Parisiis, Apud Audoenum Parvum, Via ad divum Jacobum, sub signo Floris Lilii, 1545.. Printed by Gulielmus Thibout, 1545. LATIN TEXT. Small 8vo, approximately 170 x 105 mm, 6¾ x 4 inches, leaves: (12), 391, last page has the colophon, dated August 1545, publisher's device of lions and fleur de lys on title page, some decorated initials, 21 pages of index follow title page, bound in modern quarter calf over cloth sides, raised bands and gilt lettering to spine. Early line of manuscript in old ink crossed through long ago on title page, tiny piece missing from lower outer corner of title page, 5 mm (¼") hole in blank margin of one index page, occasional light age-browning, small slight mark to some margins, expert repairs to some inner margins, worm track begins in lower margin of fol.180 increasing in size to fol.208, nowhere near text, then decreasing and ending on fol.235, small pale brown damp stain to lower corner of last 13 leaves. A good sturdy copy. First published in Cologne in 1526. The influential Benedictine theologian and writer Robert de Tuy or Rupert of Deutz (circa 1075-1129) was born in Liege in Belgium. He entered the monastery of Saint-Laurent as a young person and received a literary education. He became abbott of Deutz (Cologne) in Germany and died there in 1129. Adams, Books Printed in Europe 1501-1600, Volume II, 939 and 940. MORE IMAGES ATTACHED TO THIS LISTING, ALL ZOOMABLE. FURTHER IMAGES ON REQUEST. POSTAGE AT COST.

      [Bookseller: Roger Middleton]
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        Rerum a Fernando e Elisabe Hispaniarum foelicissimis Regibus gestar. Decades duas. Necnon belli Navariensis libros duos. Annexa insuper Archiepi Roderici Chronica, alissqze historiis antehac non excussis.

      (à la fin:) Apud inclytam Granatam. Anno a virgineo partu millesimo quingentesimo quadragesimo quinto (Granada, Hermanos Nebrija, 1545). - 3 parties en 1 volume in-folio. 8ff. LXXXVI feuillets. + 4ff. CXXIIII feuillets (i.e.CXXII). + 2ff. LXXVII feuillets. 1f. Plein vélin souple du temps. Edition Originale posthume imprimée à Grenade sur les presses des petit-fils de Nebrija, Sancho et Sebastián, qui avaient retrouvé le texte dans les archives inédites du célèbre humaniste. Bien que l'ouvrage soit publié sous le seul nom de Nebrija, les cinq traités dont est composé le volume, répartis en trois sections distinctes avec page de titre et pagination séparées, sont en réalité l'œuvre d'historiens espagnols que Nebrija se limita a compléter, à corriger et à traduire en latin. La première partie contient l'Histoire des Rois Catholiques par Hernando de Pulgar et l'Histoire de la Guerre de Navarre par Luis Correa. La seconde partie présente la Chronique d'Espagne par Jiménez de Rada et la Généalogie des Rois d'Espagne d'Alfonso de Cartagena. Enfin, la troisième partie contient le Paralipomène d'Espagne par l'Evêque de Gérone. Seul l'ouvrage de Correa avait déjà vu le jour en espagnol en 1513, tous les autres traités paraissant ici pour la première fois. Malgré le fait que Nebrija ne soit pas l'auteur principal de cet ouvrage, son travail de compilation, de traduction et d'adaptation, incluant la modification de certains points du texte original et différents ajouts, constitue un précieux témoignage sur son approche de l'Histoire. Ce livre est par ailleurs l'un des chefs d'œuvre de la typographie espagnole de la Renaissance. Salvá, notamment, le considérait comme le plus beau livre imprimé de son temps: "No recuerdo haber visto libro alguno, impreso en aquella época, más magnífico que el presente: el papel es hermoso y la edición bellísima". Inscriptions manuscrites postérieures et diverses taches à quelques feuillets. Très bel exemplaire de premier tirage. Palau, 189342. Sur le travail de Nebrija historien, cf. Carmen Codoñer, "Tres cronistas reales: Alfonso de Palencia, Antonio de Nebrija y Lucio Marineo Sículo" in: "La corónica: A Journal of Medieval Hispanic Languages, Literatures, and Cultures" (2008), Volume 37, Issue 1. [Attributes: First Edition; Soft Cover]

      [Bookseller: Librería Comellas]
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        De bello civili libri decem Eiusdem vita in fine operis Paris ex officina Rob Stephani

      

      [Bookseller: Maggs Bros. Ltd. ]
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        Iohannis Lanspergii Carthusiani, in ortu[m], vitam, passionem & glorificationem Salvatoris nostri Jesu Christi, eiusq[ue] sacratissimae matris virginis Mariae, Theoriae Centu[m] & quinquaginta, ex sacris Bibliis aptissime concinnatae. Cum aliis nonnullis animu[m] Christianum & pium ad Dei sui cognitionem & amorem inducentibus. Aeditio altera, ad suu[m] archetypon qua[m] diligentissime collata.

      Coloniae: Apud Iaspare[m] Gennepaeum; Anno Iesu Christi M.D.XLV. 1545 1545. Small octavo, 90x143mm.In later vellum binding, slightly dusted, with yapp edges.Spine with two burgundy lettering-pieces, one with ?Lansperg | de | Passione?, the other with the date.All edges washed blue.[187] of [192] leaves; signatures A-Z8, a8.LACKS O2, O8, P2, Q5, Q7.Minor doodle on front free end-paper; ?m | ad usum | m? on verso of first blank.Front hinge open at title-page.Manuscript note in lower margin of title-page dated ?Anno 1592?.Attractive woodcut initials.We have been able to trace only thee copies of this book: at the Bayerische Staatsbibliothek the Bibliothèque nationale de France and a defective copy from the Universitätsbibliothek Freiburg which lacks all before A6 (see scans on line).Our copy has 39 woodcut illustrations [of 44] with accomplished contemporary hand-colouring, including some rich gilding.There is a manuscript prayer in the margin beside most of the illustrations, usually with a further prayer, in a different hand, in the lower margin of the same page.An alternative setting of the text has been pasted into the top half of folio C1v.Some minor damp-marking in lower gutter from about folio D6 to H3.Folio Y8 to Z1 text rubricated; some marginalia crossed through.A very interesting copy of this extremely rare work with the addition of the manuscript prayers and beautiful colouring of each illustration.(Further information and photographs available on request.)

      [Bookseller: Collectable Books]
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        Apophtegmata CC Nunc Primum Edita, Ultra CCCCC Alias Impressa.

      1545 - Maxims on Marriage, Inheritance and Other Aspects of Family Law Mantova Benavides, Marco [1489-1582]. Apophtegmata CC. Nunc Primum Edita, Ultra CCCCC. Alias Impressa, Cla. Iureconsul. Publicoque Interprete, D. Marco Mantova, Bonavito, Patavino, Auctore Inter Quae VII Etiam Quaestio. Insertae Sunt, Disputatae ad Partes, Nec Minus ad Usum Quotidianum Necessariae, Quam Utiles. Venice: Apud Gabrielem Giolitum de Ferrariis, 1545. 118, [2] pp. Octavo (6" x 4"). Nineteenth-century tree sheep, blind rules to boards, raised bands, gilt ornaments and gilt title to spine, marbled endpapers. Moderate rubbing to extremities with some wear to spine ends, front joint cracked, rear joint starting, boards slightly bowed, owner bookplate (of V.S.M. de Guinzbourg) to front pastedown, early bookseller description laid in. Woodcut decorated initials, larger printer device to verso of final leaf. Light toning to text, somewhat heavier in places, light stain to foot of title page, annotation in small early hand to front endleaf. A handsome copy. * Only edition. The author was a distinguished jurist and professor of law at the University of Padua. Apophtegmata is a collection of maxims on, to use a modern term, family law. Most of these address marriage and inheritance. The maxims are accompanied by commentary, some of it topical, as in Apoph. 3, which refers to the struggle of Henry VIII and the pope. Other entries refer to the problems of a Paduan colleague (Apoph. 16) and abortion (Apoph. 187). Guinzbourg, a diplomat, author and bibliophile, was an authority on maxims and proverbs. OCLC locates 5 copies in North America, 4 in law libraries (Harvard, Library of Congress, UC-Berkeley, University of Georgia). Censimento Nazionale delle Edizioni Italiane del XVI Secolo CNCE26030=72411. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: The Lawbook Exchange, Ltd., ABAA ILAB]
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        DE VIRIS ILLUSTRIBUS LIBER, Qui Vulgo Cornelio Nepoti Ascribitur; Suetonii Tranquilli, De Claris Grammaticis et Rhetoribus Liber; Julii Obsequentis, Prodigorum Liber Imperfectus.

      Paris: Simonim Colinaeum. 1545. y First edition thus. Vellum. Very Good. 8vo. 99,(13)pp. Index. Woodcut device of Colines on title. Later (circa 1900) plain vellum.

      [Bookseller: Kenneth Karmiole, Bookseller, Inc.]
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        Paraphrasis Themistii peripatetici acvtissimi in Aristotelis Posteriora, & Physica: In libros item de Anima, memoria & reminiscentia, somno & vigilia, insomniis, & diuinatione per somnum.

      1545 - Hermolao Barbaro patritio Veneto interprete. Basileae 1545. Apud Hieronymum Curionem. (22 x 15 cm), k. [16], s. 531, opr. psk. wspóÅ‚cz. Åšlady zawilg. i zaplamieÅ„, karta tyt. dublowana. Oprawa czarny póÅ‚skórek, zÅ‚oc. napisy na grzbiecie. Temistiusz z Paflagonii (ok.317-388), gecki filozof, który zyskaÅ‚ sobie opiniÄ™ najmÄ™drszego Greka, parafrazujÄ…c pisma Arystotelesa. Zachowane parafrazy poÅ›wiadczajÄ…, że Temistios staraÅ‚ siÄ™ Å›ciÅ›le trzymać myÅ›li Arystotelesa, czasami jednak zdobywaÅ‚ siÄ™ na krytykÄ™ tekstu, proponujÄ…c i uzasadniajÄ…c wÅ‚asne poprawki. Nie wszystkie parafrazy sÄ… jednakowe. Temistios niektóre dzieÅ‚a streszczaÅ‚ wÅ‚asnymi sÅ‚owami, w innym miejscu pozwalaÅ‚ sobie na krytykÄ™ Arystotelesa. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Antykwariat Wójtowicz]
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        Libro.delle Donne Illustri, tradotto per Giuseppe Betussi.

      Con una additione fatta dal medesimo delle donne famose dal tempo di m. Giovanni fino a i giorni nostri e alcune altre state per inanzi; con la vita del Boccaccio e la tauola di tutte l'historie et cose principali che nell'opra si contengono. In Vinegia MDXLV. (In fine:) In Vinegia, per Comin da Trino di Monferrato a instanza di m. Andrea Arrivabene al segno del pozzo, 1545, - in-8, ff. (20), 239 (per errore 139), (1 f. bianco presente), legatura antica in pergamena rigida, titolo manoscritto al dorso. Grande impresa dello stampatore, col Nettuno, al titolo, decine di iniziali istoriate n.t. Seconda edizione della traduzione italiana del "De claris mulieribus" (la prima era apparsa a Venezia presso Giovanni da Trino nel 1506, con traduzione di Vincenzo Bagli) ma prima della traduzione e ampliamento del Betussi. A partire dal f. 150v inizia infatti un vero e proprio secondo libro con l'ampliamento del traduttore; quest'esemplare conserva i ff. 134v-135v con la storia della Papessa Giovanna, spesso mancanti, interessante osservare che una nota manoscritta di mano coeva avvisa: "leggenda inventata per calunniare il Pontefice". Esemplare con ex-libris ms. al titolo e antico timbro (lievissimi aloni d'umido al margine esterno di alcuni ff.). Gamba 1070, note. Adams B-1242. Catalogo Mostra Boccaccio Certaldo 1975, 98. Bacchi della Lega p. 23 (erra il tipografo attribuendola a Nicolini da Sabbio; l'errore era già in Haym e fu corretto da Hortis, Studi p. 804-805). [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        Vom Ende der Welt, Vnd zukunfft des Endtchrists: Wie es vorm Jüngsten tag in der Welt, ergehn werde. Alte und newe Propheceyen, Auffgestelt. Mit einer vorred und Ermanung, an den Christlichen Leser

      H. Gülfferich, (ca. 1545)., Franckfurdt am Mayn - Mod. Pbd. 60 Bl. Gering braun- u. stockfleckig; Gutes, breitrandiges Exemplar. VD 16: A 2161. Melchior Ambach wurde 1490 in Meiningen geboren. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Magdeburger Antiquariat]
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        Lamento del duca Galeazzo duca di Milano, quando fu morto in Santo Stefano, da Giouanandrea da Rapognano.

      (Am Schluss:) Siena, Franceso die Simione, 1545. Mit Titelholzschnitt (8,3 x 11,1 cm). 2 Bll. Ungebunden. 21,7 x 14,6 cm. Nicht im EDIT 16, diese Ausgabe für mich bibliographisch nicht nachweisbar. - Bericht über den Mord an den kunstsinnigen Galeazzo Maria Sforza am 26.12.1476 durch die drei Adligen Carlo Visconti, Gerolamo Olgiati und Giovanni Andrea Lampugnani aus Mailand. Die Mörder warteten auf ihn in der Mailänder Basilika Santo Stefano auf Sforza, der dort zur Feier des Namenspatrons erwartet wurde. Kurz nach betreten wurde er von den Verschwörern erstochen. Die Hintergründe des Mordes sind bis heute nicht ganz geklärt, es kommt ein Umsturzversuch in Frage, aber auch Rache des Anstifters Cola Montano, der von Galeazzo öffentlich ausgepeitscht worden war, wird vermutet. Allerdings wird als wahrer Hintermann auch der jüngere Bruder Ludovico Sforza vermutet. Galeazzo Maria Sforza macht sich durch seine Grausamkeit und sein ausschweifendes Leben auf alle Fälle keine Freunde. - Der Holzschnitt zeigt die Ermordung des Galaezzo und seiner Begleiter; bemerkenswert ist die Darstellung eines Attentäters als Schwarzen. Ludovico Sforza wurde wegen seiner dunklen Haut- und Haarfarbe auch il Moro, \"der Dunkle“ genannt; so mag das hier schon einen verborgenen Hinweis auf die Beteiligung des Bruders an den Mord darstellen. - Etwas angestaubt, minimal fleckig, die Ränder professionell und sehr unauffällig restauriert, Versand D: 5,00 EUR

      [Bookseller: Antiquariat Uwe Turszynski]
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        Der Regiments Personen, und sonderlich des Adels. Lustbuch die hohen Reden und Thaten Alfonsi Weyland Königs zu Aragonien, dem durchleuchtigsten, grossmechtigsten, Fürsten und Herren, Herren Christian.in vier Bücher theylt.

      Getruckt zu Franckforth am Mayn bei Cyriaco Jacob zum Barth, 1545. 64 leaves pp. Old name on titelpage. Bound in a contemporary full calf with rich blindtooling , and raised bands, Rest of goldstamps on boards. With some wear .New endpapers. First Edition.. 15062316

      [Bookseller: Andersens Antikvariat]
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        Biblia quid in hac editione praestitum sit, vide in ea quam operi praeposuimus, ad lectorem epistola.

      Lutetiae: Ex Officina Roberti Stephani 8vo (20.5 cm; 8"). [12], 156, 172, 116, 180, 128, [40] ff.. 1545 Robert Estienne's second 8vo edition of the Bible: It prints in parallel columns the Vulgate and the Zurich Latin versions and marks the first time the two appeared together. Additionally. this is the first time Estienne printed the Zurich, the text being taken from the Froschauer 1543 printing that was the first printing ever of that version. According to Darlow and Moule, Estienne was more than the printer here: "The margins contain notes which profess to be drawn from memoranda made by friends of the editor during the lectures of F. Vatablus . . . , but they appear to be coloured — to some extent at least — by the religious opinions of R. Stephanus himself. Some of these notes had already appeared, together with a selection of variant readings, in a quarto edition of the Pentateuch printed by R. Stephanus in 1541." The volume's title-page shows the simple all-caps word "Biblia" printed within a decorative woodcut frame below which is a version of the Estienne printer's device. The text includes the Apocrypha and Psalms at end of the New Testament; the inner margin contains subject headings, references, and variants, while the outer margin contains the above-mentioned notes. => This copy lightly ruled in red. Binding: 17th-century speckled calf, gilt spine extra, plain boards; all edges gilt. Provenance: Mid-20th-century bookplate in Russian and English of Boris Alexandrovitch Chroustchoff. Binding shows old waterstaining, joints opening with sewing strong, and endpapers discolored from the glue used to adhere the pastedowns; title-page lightly dust-soiled with lower edge of preliminaries and text through fol. 10 slightly rodent-gnawed. Pinhole worming in lower margin at rear of volume and also occasionally into the text; some natural paper flaws in some margins; light waterstaining visible in some parts of the text and the obligatory occasional stray stain. Overall a good++ copy.

      [Bookseller: Philadelphia Rare Books & Manuscripts Co]
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        Le premier livre dÂ’architecture... Le second livre de perspective... mise en langue francoise, par... Iehan Martin

      

      [Bookseller: Sanctuary Books]
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        Apophtegmata CC Nunc Primum Edita, Ultra CCCCC Alias Impressa...

      1545. Maxims on Marriage, Inheritance and Other Aspects of Family Law Mantova Benavides, Marco [1489-1582]. Apophtegmata CC. Nunc Primum Edita, Ultra CCCCC. Alias Impressa, Cla. Iureconsul. Publicoque Interprete, D. Marco Mantova, Bonavito, Patavino, Auctore Inter Quae VII Etiam Quaestio. Insertae Sunt, Disputatae ad Partes, Nec Minus ad Usum Quotidianum Necessariae, Quam Utiles. Venice: Apud Gabrielem Giolitum de Ferrariis, 1545. 118, [2] pp. Octavo (6" x 4"). Nineteenth-century tree sheep, blind rules to boards, raised bands, gilt ornaments and gilt title to spine, marbled endpapers. Moderate rubbing to extremities with some wear to spine ends, front joint cracked, rear joint starting, boards slightly bowed, owner bookplate (of V.S.M. de Guinzbourg) to front pastedown, early bookseller description laid in. Woodcut decorated initials, larger printer device to verso of final leaf. Light toning to text, somewhat heavier in places, light stain to foot of title page, annotation in small early hand to front endleaf. A handsome copy. * Only edition. The author was a distinguished jurist and professor of law at the University of Padua. Apophtegmata is a collection of maxims on, to use a modern term, family law. Most of these address marriage and inheritance. The maxims are accompanied by commentary, some of it topical, as in Apoph. 3, which refers to the struggle of Henry VIII and the pope. Other entries refer to the problems of a Paduan colleague (Apoph. 16) and abortion (Apoph. 187). Guinzbourg, a diplomat, author and bibliophile, was an authority on maxims and proverbs. OCLC locates 5 copies in North America, 4 in law libraries (Harvard, Library of Congress, UC-Berkeley, University of Georgia). Censimento Nazionale delle Edizioni Italiane del XVI Secolo CNCE26030=72411.

      [Bookseller: The Lawbook Exchange, Ltd.]
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        Rhetoricorum Ad C. Herennium. Lib. IIII. De Inventione Lib. II. Topica Ad Trebatium Lib. I. Oratoriiae Partitiones Lib. I Coline Edition

      Simon De Colines, Paris 1545 - This is a scarce early printed edition of three famous works dating back over 450 years to 1545. It comes from the famous house of Simon de Colines, one of the great printers of Renaissance Europe, famed for his beautiful typefaces, superb craftsmanship and as one of the most important innovators of book design. It appears to have come from an old Carmelite monastery. Two of the works printed are by the great Roman statesman Cicero, and one now thought to be by another, unknown Roman author. This book is hardcover, bound in full calf leather, measuring 4 ½" by 3". It is in good antiquarian condition. The binding is firm; spine has been professionally rebacked in full leather; leather boards are smooth, some minor chipping, gilt rule at edges still present. Pages are printed in a beautiful italic, as would be expected from a Colines printing; ink notations and light underlining in an old hand; it is 448 pages long; i. E 218 leaves, with numbering on one side only, followed by six unnumbered leaves which include index. There are two old ownership inscriptions; the original one on the title page appears to be a Carmelite monastic ownership inscription. The first work is perhaps the most important. It is the Rhetorica ad Herennium ("Rhetoric: For Herennius") , formerly attributed to Cicero but of unknown authorship, it was responsible for "revolutionary advance in Roman literature and oratory" -- and in fact, it is probably due to his careful study of this work that Cicero achieved his goal of becoming the master spokesman of Republican Rome --- and probably why he suffered his terrible fate, since by his rhetoric he mobilized much of Rome against Julius Caesar and Marc Antony. The second work, De Inventione is a handbook for orators; and is credited with the first recorded use of the term "liberal arts" or artes liberales, though whether or not Cicero coined the term is unclear. The third work, De Partitione Oratoria Dialogus, Partitiones Oratoriae, or De Partitionbus Oratoriae, translated to be "On the subdivisions of oratory" – is a rhetorical treatise, written by Cicero. ; 32mo 4" - 5" tall; 448 pages [Attributes: First Edition; Hard Cover]

      [Bookseller: Greekdrama Books]
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        Rhetoricorum Ad C Herennium Lib IIII De Inventione Lib II Topica Ad Trebatium Lib I Oratoriiae Partitiones Lib I Coline Edition

      

      [Bookseller: Greekdrama Books]
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        Les Triumphes de la noble et amoureuse dame, et l'art de honnestement aymer, composé par le Traverseur des voyes périlleuses. Nouvellement imprimé à Paris.

      Jehan André, Paris 1545 - In-8 de (12)-390 ff., maroquin bleu, dos à nerfs, cartouche doré sur les plats, dentelle intérieure, tranches dorées sur marbrure (Duru et Chambolle 1863). Belle édition parisienne imprimée en lettres rondes. L'édition originale fut publiée à Poitiers en 1530. Grand rhétoriqueur poitevin appartenant à la génération qui précède la Pléiade, le poète Jean Bouchet (1476-1557) dit le « traverseur des voyes périlleuses » proche de Rabelais et moqué par Du Bellay, n'en connut pas moins comme moraliste un succès durable incarné par les Triomphes de la noble et amoureuse dame (Poitiers, 1530) dont le titre trompeur masque une encyclopédie dévote en prose et en vers. Jean Bouchet a en effet fait entrer dans un cadre allégorique un véritable traité de théologie et de morale : la Noble Dame n'est autre que l'âme elle-même et son triomphe l'accomplissement de la vertu et de la morale au quotidien selon l'Eglise. Très bel exemplaire soigneusement établi par Hippolyte Duru et René-Victor Chambolle en 1863, dernière année de leur association. Très pâle mouillure aux feuillets XXV-XXVI. Tchemerzine, III, 73, c. [Attributes: First Edition]

      [Bookseller: Bonnefoi Livres Anciens]
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        Dialoghi di amore composti per Leone medico di natione hebreo, et di poi fatto christiano.

      Vinegia, In casa de´figliuoli di Aldo [Aldus Manutius], 1545 Kl.-8°, 2 Bl., 261 num. Blätter. (Nummerierungssprung von 134 auf 155 (also insgesamt 482 S.), Privat-Ldr- des 18. Jhts., Rückenschild u. Goldpräg. marmorierter Schnitt, Exlibris (Wilmont, Viscount Lisburne) a. Vors., Min. fingerfleckig, tadell. (Aldinensammlung Staatsbibliothek Berlin 559. Druckermarke auf Titel und am Schluss. Jehuda (auch: Juda) ben Isaak Abravanel. oft kurz Abravanel oder Abrabanel genannt. italienisch Leone Ebreo. (* um 1460 in Lissabon; + nach 1521 in Neapel) jüdischer Philosoph. Arzt und Dichter aus Portugal. 1483 Vertreibung wegen Hochverrats aus Portugal nach Spanien. Dort Leiter der Finanzverwaltung von Königin Isabella I. Trotzdem Vertreibung 1492 nach Neapel. 1495 Vertreibung wegen antijüdischen Progromen nach Genua. Als aber 1501 auch die Republik Genua judenfeindliche Maßnahmen ergriff erneute Flucht. Rückkehr nach Neapel. Aufstieg zum Leibarzt des Vizekönigs. 1510 Vertreibung nach Venedig. Nochmalige Rückkehr nach Neapel. Abravanel gehörte zu den prominenten Vertretern des Platonismus in der Renaissance. Er verfügte über eine hervorragende humanistische Bildung und kannte sich in der christlichen ebenso wie in der jüdischen und der islamischen philosophischen Tradition aus. Sein Hauptwerk. die Dialoghi d`amore (\"Dialoge über die Liebe\"). knüpft an Platons Konzept des literarisch kunstvoll gestalteten philosophischen Dialogs an. Wie bei Platon und in der traditionellen belehrenden Dialogliteratur bemühen sich in den Dialoghi d`amore die Gesprächspartner gemeinsam um Erkenntnis. Abravanel wandelt jedoch das herkömmliche Konzept ab. indem er an die Stelle des üblichen Lehrer-Schüler-Verhältnisses der Dialogteilnehmer einen Gedankenaustausch und zugleich geistigen Kampf zweier ebenbürtiger Gesprächspartner setzt. Der erotische Aspekt des Verhältnisses zwischen den beiden Protagonisten. einem verliebten Mann und einer skeptischen. wissensdurstigen Frau. schafft einen lebensnahen Rahmen für die philosophische Auseinandersetzung mit der Theorie der Liebe. Versand D: 12,00 EUR Alte Drucke - bis 1550

      [Bookseller: Antiquariat Peter Petrej]
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        De discorsi del Reverendo Monsignor Francesco Patritij Sanese Vescovo Gaiettano, sopra alle cose appartenenti ad una città libera, e famiglia nobile; tradotti in lingua toscana da Giovanni Fabrini Fiorentino, a beneficio de figliuoli di messer Antonio Massimi nobile Romano, M. Domenico, e M. Horatio, libri nove

      in casa de figliuoli di Aldo, Vinegia 1545 - Legatura coeva in piena pergamena con titolo ms. al piatto. Tracce di lacci di chiusura. Due ex libris di cui uno ms. sulla carta di guardia libera (provenienza: Carcagni). Poche, contemporanee annotazioni marginali ed occasionali macchioline ed ingialliture. Nel complesso ottimo e genuino esemplare. In fine, su due carte manoscritte, copia di una lettera indirizzata dalla Repubblica di Siena nelle mani del Re. Edizione originale. Renouard, 131/3. Br. Libr., p. 493. Raro. 8vo, 278 cc., 4 cc.nn. Ancora aldina al frontis. ed al colophon. [Attributes: First Edition; Soft Cover]

      [Bookseller: Libreria Ex Libris ALAI-ILAB/LILA member]
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        Deutsch D. Martin Luther. München, Bremer Presse 1929. Folio. Dunkelblauer, geglätteter Maroquinbd. mit goldgeprägter Deckelfilete, Innenkantenfileten, Rückentitel u. Kopfgoldschnitt. In Schuber

      0 - 27. Druck der Bremer Presse in 150 numerierten Exemplaren auf Bütten. Diese Ausgabe des Psalters folgt dem Text der von Carl von Kraus auf Grund der Drucke von 1545 und 1546 besorgten und von der Bremer Presse veranstalteten Gedächtnisausgabe der Lutherischen Bibelübersetzung. Ausgezeichnet als eines der schönsten Bücher des Jahres 1929. Sehr schönes Exemplar. - Lehnacker 27. - Rodenberg 486.

      [Bookseller: Antiquariat Schmidt & Günther]
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        Biblia quid in hac editione praestitum sit, vide in ea quam operi praeposuimus, ad lectorem epistola.

      Lutetiae: Ex Officina Roberti Stephani 8vo (20.5 cm; 8"). [12], 156, 172, 116, 180, 128, [40] ff.. 1545 Robert Estienne's second 8vo edition of the Bible: It prints in parallel columns the Vulgate and the Zurich Latin versions and marks the first time the two appeared together. Additionally. this is the first time Estienne printed the Zurich, the text being taken from the Froschauer 1543 printing that was the first printing ever of that version. According to Darlow and Moule, Estienne was more than the printer here: "The margins contain notes which profess to be drawn from memoranda made by friends of the editor during the lectures of F. Vatablus . . . , but they appear to be coloured — to some extent at least — by the religious opinions of R. Stephanus himself. Some of these notes had already appeared, together with a selection of variant readings, in a quarto edition of the Pentateuch printed by R. Stephanus in 1541." The volume's title-page shows the simple all-caps word "Biblia" printed within a decorative woodcut frame below which is a version of the Estienne printer's device. The text includes the Apocrypha and Psalms at end of the New Testament; the inner margin contains subject headings, references, and variants, while the outer margin contains the above-mentioned notes. => This copy lightly ruled in red. Binding: 17th-century speckled calf, gilt spine extra, plain boards; all edges gilt. Provenance: Mid-20th-century bookplate in Russian and English of Boris Alexandrovitch Chroustchoff. Binding shows old waterstaining, joints opening with sewing strong, and endpapers discolored from the glue used to adhere the pastedowns; title-page lightly dust-soiled with lower edge of preliminaries and text through fol. 10 slightly rodent-gnawed. Pinhole worming in lower margin at rear of volume and also occasionally into the text; some natural paper flaws in some margins; light waterstaining visible in some parts of the text and the obligatory occasional stray stain. Overall a good++ copy.

      [Bookseller: SessaBks, A Division of the Philadelphia]
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        AUREUM OPUS DE VERITATE CONTRITIONIS, IN QUO MIRIFICA DOCUMENTA AETERNAE SALUTIS APERIUNTUR.

      Apud Iacobum Giunta. Lyon, 1545 - . 16 cm (8º). Portada a dos tintas. CLII fol., 28 h. de índices. Texto con apostillas marginales. Capitulares, marca de impresor en verso de última hoja. Enc. en piel de época restaurada, cortes pintados. Algunas manchas en margen inferior de varias hojas, sin afectar al texto. Anotaciones manuscritas antiguas (una en latín, otra en español) en guardas posteriores. Obra ampliamente reeditada del dominico Giovanni Ludovico Vivaldi (c. 1545-1599). Originarioi de Mondovi, fue profesor de teología y consejero del marqués de Saluzzo, además de ostentar el cargo de provincial de Lombardía. religión [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Libreria anticuaria Farré]
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        De philosophia. 2 Teile in 3 Bänden komplett. (3.Band: Tusculanarum Quaestionum Ciceronis ad M. Brutum Libri V.)

      Venedig (Corrigente Paulo Manutio Aldi Filio), Venetiis, 1545. mit 6 Druckermarken Kl.-8°, neue Pergament-Einbände, 5 Bünde. Guter altersentsprechender Zustand, Titelblätter etwas fleckig. Versand D: 4,80 EUR

      [Bookseller: Heiko Wiegand, Antiquitäten & Antiquaria]
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        Historia di M. Bernardo Giustiniano gentilhuomo Vinitiano, dell`origine di Vinegia, et delle cose fatte da Vinitiani. Nella quale anchora ampiamente si contengono le guerre de` Gotthi, de Longobardi, et de` Saraceni. Nuovamente tradotta da M. Lodovico Domenichi. (Text Italienisch).

      Vinegia (Venedig): Bernadino Bindoni Milanese 1545 219 römisch num. Blatt, 1 weißes Blatt. Flexibles Ganzpergament der Zeit mit handschriftlichem Rückentitel, Klein-8°, 16 x 11 cm. (Einband etwas berieben, fleckig und wellig, Bindebänder fehlen, Vorsätze auf Spiegeln fehlen, Schrift auf Titel und unter Kolophon, einige Blätter mit dezentem Feuchtigkeitsrand, sonst innen sauber und erstaunlich frisch) Bernardo Giustiniani (1408 - 1489) war venezianischer Adliger und Diplomat und wurde um 1485 Mitglied im Rat der Zehn. Seine Reden und Briefe wurden 1492 publiziert. Berühmt wurde er durch seine Geschichte Venedigs \"De origine urbis Venetiarum rebusque ab ipsa gestis historia\", die ebenfalls 1492 erschien. Die vorliegende Ausgabe ist die erste Übersetzung ins Italienische durch Lodovico Domenichi (Piacenza 1515 - 1564 Pisa). Der bedeutende Drucker Bernardino Bindoni druckte zahlreiche Texte für die italienischen Humanisten, sein Druckerzeichen auf der Titelei zeigt eine Palme und drei nackte Kinder. Die gedruckten Initialen zu Beginn der 15 Abschnitte des Buches zeigen teilweise ebenfalls Kinder, ähnlich den Kinderinitialen von Holbein. Der Druck ist gleichmäßig und schön. Besondere Bedeutung bekommt das vorliegende Exemplar durch seine Provenienz: Bellisario Bulgarini war Dichter und Gelehrter in Siena (1539 - 1619) und Mitglied der dortigen \"Accademia degli Intronati\" und der Akademie von Venedig. Unter dem Kolophon hat sich Bulgarini mit der zweizeiligen Inschrift in brauner Tinte verewigt: \"Di Bellisario Bulgarini. etc. / Lode à Dio ora, e sempre. -\" und auf der Titelei: \"Di Bellisario Bulgarini Sanese, etc. / À Dio lode et onore.\" Dieser Eintrag ist dezent durchgestrichen und durch einen unleserlichen Besitzeintrag aus dem Jahr 1788 ergänzt worden. - Ein äußerst seltener Druck, über KVK konnten wir weltweit nur 4 Exemplare nachweisen! Daniele Danesi hat ein Verzeichnis der Bibliothek von Bellisario Bulgarini angefertigt: \"Daniele Danesi, Cento anni di libri: la biblioteca di Bellisario Bulgarini e della sua famiglia, circa 1560-1660.\" Das vorliegende Exemplar ist dort unter der Nummer 557 verzeichnet. Die Bibliographie ist über das Internet abrufbar. Weitere Bilder auf Anfrage oder auf unserer Homepage. Versandkostenfreie Lieferung [Geschichte;Italien;Bibliophilie;Provenienz;Herkunft;Vorbesitzer;Beautiful, Rare and Special;Schönes;Seltenes;Alte Drucke;Fremdsprachen;Italienisch]

      [Bookseller: Versandantiquariat Bürck]
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        Divinae scripturae, Veteris ac Novi Testamenti, omnia .

      Basel Johannes Herwagen 1545 - Folio. (4) leaves, 969 p., (3) leaves, including blank Tt4. Title-page with paper restauration to upper right corner, Late 16th to early 17th century blind tooled calf, corners & spine with a few restaurations, joints splitting in upper and lower compartments. Endpapers 19th century. Tiny little hole to last quires, no loss of text and nearly not visible except very last leaves. Waterstaining, confinde to the extremely wide margins: 37 mm to the head, 56 mm to the outer, and 52 mm to the lower margin. No foxing or browning.Fourth edition only of the Greek Bible, preceded by Venice 1518, Alcalà 1514-1522, and Strasbourg 1524-1526. Preface by Philipp Melanchthon. - Adams, B-978; Hieronymus, Griech. Geist ., Nr. 382; Darlow-Moule II, 4614; Dibdin, Introduction . p. 86.

      [Bookseller: JDinter]
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        Bartholomaei Riccii De imitatione libri tres : ad Alfonsum Atestium Principem, suum in literis alumnum, Herculis II. Ferrariensium Principis filium.

      Aldus, Venetiis 1545. 8:o. (1),88,(3) leaves. Later (19th century) full calf. All edges gilt. Spine gilt in compartments. Boards with black frame and inner gilt frame. Gilt edges on boards. Gilt inner dentelles. Worming to front joint 30 mm at tail of spine. Faint watersoiling to first 8 leaves. 16 x 10 cm

      [Bookseller: Antiquaria]
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        Las quatrocientas respuestas a otras tantas preguntas [suivi de] La segunda parte de Las quatrocientas respuestas

      New edition for the first part, the original appeared in 1545; first edition for the second. En casa de Francisco Fernandez de Cordaua Valladolid 25 mai 1550 et 1552 pour la seconde partie in-folio (21x29cm) 182f. et (2f.) 245f. - Sig. : A-B8 C10 D-X8 Y-Z6 et A10 B-Z8 aa-gg8 hh5 2 volumes reliés

      [Bookseller: Librairie Le Feu Follet]
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        Fascicvlvs de poenis vulgò Straffbuch: Darin Begriffen wie heutiges tags, nach allgemynen beschriebenen Geistlichen und Weltlichen Rechten/Reichs auch Landts Ordnungen/Statuten,Opinionen der Rechtsgelehrten und wohlhergebrachten Gewonheiten/ etliche grobe eusserliche Gründe/ Freuel/unnd begangene Missethaten/Bürgerlich und Peinlich zu straffen/gepflogen werden Zum siebenden Mal daby es auch endlich bleiben soll ,

      - - Abraham Saur (1545-1593), deutscher Jurist, er schrieb sein grundlegendes Werk, sein Straffbuch in über 10 Jahre und veröffentlichte immer wieder überarbeitete Ausgaben. Die vorgegangenen Auflagen erschienen unter dem Titel"Fascicvlvs Criminalivm, vulgò Straffbuch Gewicht in Gramm: 606 7. vermehrte Auflage, Bassaeus, Frankfurt a.M., 1596, 31 Bl.,496 S.,15 Bl., original, blindgeprägter Pergament-Einband ( etwas fleckig/unteres Kapital etwas ausgebrochen/Schnurschließer fehlen/die letzte Registerseite fehlt) angebunden: Knausten, Heinrich: Latino=Germanica Erote Mata, Sev Qvaestiones, E DI-ui luftiniani Imperatoris Inftititionibus, in legalis militiae Tyronum Vfum, fingulari ftudio collecta, & iam denuò recognita & aucta. Lateinisch / und dagegen Deutsche frage und antwort/aussdes Rensers Iuftiniani Inftitutionibus, zu nutz und gebrauch der Edlen Jugent/ so in den Kyserlichen Rechten studirt Lechlern, in Verlegung Christian Egenolffs Erben, Frankfurt a.M., 1572. 224 S.,5 Bl.

      [Bookseller: Celler Versandantiquariat]
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        Apophthegmatum Ex Optimis Utrivsque Linguae Scriptoribus Per Des. Erasmum Roterodamum Collectorum Libri Octo.

      [in fine: Froben, Hieronymus d.Ä. und Episcopius, Nik. d.Ä.], Basileae [Basel], 1545 - Basileae [Basel], [in fine: Froben, Hieronymus d.Ä. und Episcopius, Nik. d.Ä.] 1545. 18 x 13 cm. [8] Bl., 750 S., [29] Bl. Mit Holzschnitt-Druckermarke. Zeitgenössisches blindgeprägtes Schweinsleder über Holzdeckeln mit Resten von Messingschliessen Schließen nur fragmentarisch erhalten. Einband berieben und bestossen. Alte, teils gelöschte handschriftliche Besitzvermerke. Erste Lage mit Wurmspuren (ohne Textberührung). Gebräunt. Vereinzelt alte Anmerkungen. VD16 E 2041. Bezzel 205. STB Berlin: Kriegsverlust. Signaturformel: aa8 a-z8 A-Z8 Aa-Dd8 Ee4. Die Apophthegmata, von Erasmus gegen Ende seines Lebens herausgegeben, sind den "Adagia" im Entwurf und in der damit verfolgten Absicht ähnlich: eine Sammlung sophistischer Anekdoten, beißender Kritik und weiser Ratschläge, aus alten Schriftstellern gezogen. Schließen nur fragmentarisch erhalten. Einband berieben und bestossen. Alte, teils gelöschte handschriftliche Besitzvermerke. Erste Lage mit Wurmspuren (ohne Textberührung). Gebräunt. Vereinzelt alte Anmerkungen. Zeitgenössisches blindgeprägtes Schweinsleder über Holzdeckeln mit Resten von Messingschliessen

      [Bookseller: Antiquariat Peter Fritzen]
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