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De Victoria juridica Christi contra Sathanam Reges infernorum et peccatorum consolacione
Jacobus, Palladinus. De Victoria juridica Christi contra Sathanam Reges infernorum et peccatorum consolacione. (Liber Belial de consolatione peccatorum). Ms. sec. XV°. Cartaceo. Mm. 145 x 220. Cc. 105 con numerazione orig. 1 / 105, per 210 facciate scritte. Qualche antica macchia e rozzi restauri marginali. Legatura settecentesca piena pergamena. Al dorso la scritta: "Processus Belial". Sulla prima guardia, il titolo di mano settecentesca: "Processus coram Salomone Jerusalem Rege ex parte Bellial Procuratoris Infernalis Domus Contra Jesum Xristum, ot Moysis Procuratorie pro Christo". Sopra di altra mano più tarda: "Jacobus de Theramo seu de Ancharano". Jacobo Palladino, detto da Teramo o di Ancaramo, prelato e scrittore italiano, n. 1349 a Teramo negli Abruzzi, morto in Polonia nel 1417. Oltre a numerosi scritti, rimasti inediti, deve la sua fama ad una strana opera, intitolata Processus Luciferi contra Jesum ed anche Belial oppure Cosolatio peccatorum. Pubblicata diverse volte senza data, apparve ad Augsburg, 1472, in - folio; Gouda, 1481, in - folio; Augsburg, 1487; Vicenza, 1506 in - folio. Fu riprodotta nel Processus juris joco - serius, (Hanau, 1611, in - 8°) e fu tradotta in tedesco (Bamberga, s.d., in - folio; Augsb., 1472, 1473, 1493 in folio figur.; Francoforte, 1600, 1656 in - 4°, con commento di Ayrer), in francese (Lione, 1481, 1487, 1490 in - folio; Parigi, 1503, 1526, in - 4° figur.), in fiammingo (Harlem, 1484 in - folio), in italiano etc. - Il Processus Luciferi era destinato, secondo l' autore, a far conoscere, in forma meno arida del solito, i segreti della procedura processuale; e perciò è stato, in genere, modificato secondo i metodi giudiziari del paese e del tempo di stampa. L' autore suppone che Gesù , disceso all' Inferno, per liberare le anime, trovasse in Lucifero un' accesa opposizione. Ne sorge una causa e se ne chiama a giudice il grande Salomone. Mosè è l' avvocato di Cristo; il diavolo si difende da sé, perchè più forte in cavilli di qualsiasi altro avvocato. Ne segue un' inchiesta, si ascoltano i testi: Davi, Giovanni Battista sono fra questi, a favore di Gesù. Salomone decide di darla vinta a Cristo. Lucifero si appella a Dio Padre, che nomina tre arbitri: Aristotile, Geremia, e Isaia. E così il diavolo perde anche l' ultima istanza, e i giudei e i pagani che sono intervenuti sono condannati anche loro. I critici hanno rimproverato l' autore di far brillare troppo il diavolo, che maltratta Mosé, che, di solito, risponde con deboli ragioni se non addirittura con ingiurie. Quando quest' opera fu compiuta, Jacopo aveva trent' anni. Elementi desunti da: Firmin Didot, Nouv. Biogr. Générale, vol. 44, col. 991 / 2.
      [Bookseller: Brighenti libri esauriti e rari]
Last Found On: 2015-06-17           Check availability:      maremagnum.com    

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