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CENTUM FABULAE EX ANTIQUIS SCRIPTORIBUS ACCEPTÆ, ET GRÆCIS, LATINIS(QUE) TETRASTICHIS SENARIJS EXPLICATÆ [.].
VENETIIS, APUD HÆREDES FRANCISCI ZILETTI, 1587 - Legatura moderna in piena pergamena; al dorso, titolo manoscritto a penna. 214 pagine numerate, compreso il frontespizio con marca tipografica silografata e nota di possesso manoscritta con grafia antica, nonché altri frontespizi inclusi nel testo: Gabriæ Græci tetrasticha Græca [.] a p.109, Musæi carmen de Leandri, et Herus amoribus [.] a p. 159, Galeomyomachia, idest, felis et murium pugna incerti autoris [.] a p.179, e infine Homeri Batracomyomachia [.] a p. 201; ciascuno dei frontespizi nel testo reca la stessa marca tipografica e i medesimi dati editoriali del frontespizio posto in apertura del libro. Testo in carattere corsivo e greco. Capilettera decorati a racemi e piccoli fregi tipografici, impressi a silografia. Alle pagine da 9 a 108 e da 115 a 157, in testa, una piccola vignetta finemente silografata, con un'illustrazione della favola riportata (in greco e nella versione latina) nella parte inferiore della pagina: 96 illustrazioni nella I opera, 43 nella II. Il pregevole volume raccoglie vari componimenti poetici, parte antichi e parte cinquecenteschi, composti o tradotti da un letterato originario di Udine. L'ambiente veneto nel quale nacque il volume in esame risalta, oltre che dalla raffinatezza dell'apparato illustrativo, dai destinatari delle epistole dedicatorie premesse alle singole sezioni: si tratta, infatti, di patrizi della Serenissima o di personaggi legati a istituzioni quali l'Academia Patavina. Le Centum fabulæ poste in apertura del libro sono rielaborazioni di favole e apologhi antichi, scritte in versi greci, con traduzione metrica latina, dallo stesso Paulinus; nei componimenti che seguono, il letterato udinese è responsabile della sola versione metrica in latino. Le sezioni del volume successive alle Centum fabulae e ai Gabriæ Græci tetrasticha [.] (che riporta il testo originale e la versione) recano solo il testo tradotto da Paulinus: la prima di esse comprende il famoso poemetto di Museo (fine del IV secolo) sull'amore infelice di Ero e Leandro, nonché l'epitaffio dello stesso poeta ellenistico. I due poemi conclusivi, di carattere giocoso, hanno come protagonisti animali e sono gustose parodie dell'epica omerica: nella Galeomyomachia viene cantata la guerra fra un gatto e i topi, mentre nella Batrachomyomachia (attribuita falsamente allo stesso Omero, e ispiratrice di un noto poemetto di Leopardi) viene narrato il conflitto fra le rane e i topi. Fra la Galeomyomachia e la Batracomyomachia, alle pp. 199-200, è impresso un breve testo poetico latino d'argomento religioso, non preceduto da frontespizio: si tratta di una traduzione dal greco, realizzata da Paulinus adolescente, di Carmina Sybillæ Erythrææ de Domino nostro habentia [.]scriptum Iesus Christus Dei Filius Salvator Crux. Esemplare in buono stato conservativo; danno in testa al dorso della legatura; leggeri segni da ossidazione; piccoli interventi a penna, antichi, sulle illustrazioni alle pp. 70 e 96. 0 [Attributes: Hard Cover]
      [Bookseller: Libreria Antiquaria Il Cartiglio]
Last Found On: 2014-11-29           Check availability:      AbeBooks    

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