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Li Consigli ad un Amica e li Caratteri. Opera tradotta dal Francese.
s.a. (seconda metà '700)., S.l. (Fermo?), - Manoscritto di cm 26 x 19, cc. 163 di cui (10) di lettera dedicatoria, 69 (prima opera) e 77 (seconda opera) con numeraz. ms. al recto. Il bel frontespizio reca il titolo calligrafato inquadrato da una decorazione geometrico-floreale-animale. Arma nobiliare alla prima carta della lettera dedicatoria, con torre accompagnata in capo da una cometa ondeggiante in fascia ed in punta da un monte di tre cime. L'arma in capo porta una corona nobliare probabilmente di un marchesato. 4 finalini, di cui uno con motto. Solida ed elegante legatura coeva in piena pelle, dorso a 5 nervi con ricchi fregi e titoli in oro; duplice ordine di filetti in oro ad inquadrare i piatti, sguardie in carta marmorizzata e tagli marmorizzati. Scritto su carta vergata. Lievi e superficiali abrasioni ai piatti, qualche segno d'uso alle cuffie, una mancanza reintegrata al frontespizio che non tocca la parte manoscritta. Nel complesso le condizioni sono ottime, le carte candide, l'esemplare è marginoso e fresco. Scrittura elegante, chiara e leggibile in inchiostro marroncino. Il ms., di autore anonimo, propone una traduzione delle due opere pedagogiche di Madame de Puisieux (la prima destinata alle giovani, la seconda ai giovani), accompagnate da una lettera di dedica "Alla nobildonna Cecilia Forti nata Ricciardi". Lo stemma, che funge da testata alla lettera di dedica, appartiene alla nobile famiglia Forti di Fermo, originaria di Mogliano e giunta poi sino a Torino (cfr. Mannucci, Nobiliario e Blasonario del Regno d'Italia, Roma 1917, II, p. 250; Spreti, Milano 1928, p. 236). La natura della lettera carica di ammirazione e di sentimento e il motto tratto dalla lettera VII dell'Heroides di Ovidio che appare sul cartiglio (Sic ubi fata vocant concinit albus olor) legittimano l’ipotesi di un autore facente parte di una cerchia ristretta frequentante la famiglia Forti, che si prende a cuore l'educazione della si suppone giovane Cecilia di cui era probabilmente un ammiratore: "Ragioni così valevoli e giuste non potevano non determinarmi a presentarvi una copia di questo manoscritto, il quale, come già sapete, è la versione nella nostra volgar lingua di due operette francesi contenenti un istruzione per le dame che vogliono vivere e farsi stimare nella Società.'' Ciò ci induce a pensare che si tratti di una traduzione inedita delle due opere francesi apparsa prima della stampa italiana del 1767, Londra (ma Venezia) nella quale, comunque, si trova solamente "Les conseils.". Per quel che riguarda gli originali, le due opere apparvero a Parigi nel 1749-50 (Barbier I, col. 698-500). Prolifica scrittrice parigina, M.me de Puisieux fu sposa di Philippe-Florent de Puisieux, avvocato al Parlamento di Parigi e ambasciatore francese in Svizzera. Amica di Diderot, fu precorritrice del pensiero femminista e di questioni riconducibili all'eguaglianza uomo donna, sviluppate poi da autrici come Madame Necker de Saussure e Madame de Stael. [Attributes: Hard Cover]
      [Bookseller: Studio Bibliografico Benacense]
Last Found On: 2014-10-02           Check availability:      AbeBooks    

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