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Publicum Caroli Sagrii et Josephi Capycii Nobilium Neapolitanorum funus a Carolo Austrio III. Hispan. Indiar. & Neap. Rege indictum [...]
Neap. [Napoli]: Typis Felicis Mosca, 1708. [18]; 57 pagine. 30x22 cm.Rilegatura coeva in piena pergamena in mediocre stato di conservazione, con aloni, gore e macchie. Numerose incisioni nel testo. [M095] Rarissima edizione originale.L'opera documenta i funerali, celebrati a Napoli nella Chiesa di San Domenico Maggiore il 23 e 24 febbraio 1708, di Carlo di Sangro e Giuseppe Capece, due ribelli contrari alla corona spagnola, uccisi per volontà del duca di Medinaceli, viceré spagnolo, nel 1701 e 1702 in quanto sostenitori delle pretese austriache sul regno. Quando gli austriaci occuparono Napoli nel 1707, i due uomini furono proclamati martiri e per il 23 e il 24 febbraio 1708 furono organizzate le loro solenni esequie per ordine del viceré, il conte Wierich von Daun, e per espresso desiderio di Carlo III d'Austria; come Vico stesso riferisce, in latino, negli «Acta funeris» che aprono il volume: «Il conte di Daun [...] era appena entrato [...] in Napoli [...] quando ricevette una lettera di questo tenore, scrittagli a tale proposito dal re, come se fosse ancora in marcia: "Memore di tutti coloro che gloriosamente sono morti in difesa del mio regno, e memore soprattutto di Carlo di Sangro e Giuseppe Capece e di quanto essi siano stati benemeriti di me per la loro fedeltà e la loro devozione, poiché mi si dice che per ordine del duca d'Angiò le loro teste sono state esposte a monito nella città di Napoli [...], espressamente ordino che tu provveda subito ad allestire loro un funerale per quanto possibile magnifico, al quale insieme con te partecipino tutti i dignitari affinché ad esso sia conferita una maggiore solennità"». Il conte di Daun incaricò quindi padre Benedetto Laudati di redigere l'elogio dei defunti e Giambattista Vico degli altri adempimenti, tra cui il resoconto della cerimonia e presumibilmente la stessa cura del volume.Allo scritto di Vico seguono tre grandi incisioni: le prime due rappresentano gli addobbi allestiti nella chiesa, su una delle quali figurano due medaglioni raffiguranti Capece e di Sangro; la terza raffigura invece il catafalco. Si hanno quindi l'orazione latina del padre Benedetto Laudati, tre lunghe iscrizioni del Vico, quattordici distici, sempre del Vico, che, attraverso eleganti incisioni, celebrano le gesta dei due martiri, e ancora quattordici brevi iscrizioni del Vico. Chiudono il volume tre distici di Federico Pappacoda, marchese di Policastro e principe di Centola.
      [Bookseller: Libreria Scarpignato]
Last Found On: 2017-09-23           Check availability:      maremagnum.com    

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