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Displayed below are some selected recent viaLibri matches for books published in 1536

        Du Fait de guerre, et fleur de chevalerie (Flave Vegece Rene homme noble et illustre du fait de guerre: et fleur de cheualerie. quatre liures) AND Les douze livres de Robert Valturin touchant la discipline militaire, Translatez de la langue latine en francoyse par Loys Meigret lyonnois

      Paris: Chrestian Wechel / Charles Perier. 1536, 1555. First printing. Hardcover. Very Good. 1536 & 1555. 1st Ed of Nicole Volkyr de Serouville's translation of Vegetius, 1536. Two volumes bound together with early 18th century calf boards, oval gilt decoration at center, early 20th C. calf gilt spine. Vegetius paginated 6 preliminary unnumbered leaves, cccxx (320), 2 unnumbered leaves. With half woodcut, full page woodcut of a military council, 117 of 119 full page woodcut plates (lacks f. clxxv/clxxvi), plus two repeated plates at end, the military council and the so-called lansquenet. Contents mainly very good, occasional marginal tide mark from dampstaining, three leaves show indentation from paperclip, one page has minor ink marginalia, last page with printer's woodcut slightly wrinkled, f. clxxiii/iv has some repaired tears and marginal chips that slightly intrude on the woodcut images. The Valturius (1555) is paginated complete: pp. (12), ff. 234 (i.e., 468 pp.), with woodcuts throughout, contents in good to very good condition with faint tide mark of old damp stain visible to top outer corner for many of the pages, strongest around f. 150 and diminishing after that; also approximately 12 leaves show indentation mark and slight rust from old paperclip, to top outer corner. Translation into French of the Latin De Re Militari. FIRST EDITION IN FRENCH of the famous treaty on military art, which appeared for the first time in Latin in Verona in 1472. Engineer and military architect, Valturio was also the adviser of Sigismund Malatesta. The figures are copied from those of the Verona edition of 1483, attributed to the architect Matteo Pasti. A Printing and the Mind of Man title (10) for the original Latin edition..

      [Bookseller: Caliban Books ABAA-ILAB]
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        Reverendi P. fra. Hieronymi Savonarol[a] in primam D. Ioannis epistolam & in alia sacr[a]e scriptur[a]e verba, igniti eloquii sermones nusqua[m] ante hac impressi. Quorum titulos, pagella sequens indicat

      Venetiis: In officina ... Bernardini Stagnini 8vo (15.5 cm; 6,125"). 103, [1] ff.. 1536 The reformist Dominican friar Girolamo Savonarola (1452–98) famously delivered many invectives against greed and grandiosity at Florence from 1490 until his execution. Although his call for poverty and piety appealed to many Florentines — San Marco, where Savonarola was made Prior in 1491, reportedly became so inundated with people that he had to preach at the Duomo! — the fiery self-proclaimed prophet quickly lost favor with officials; his sermons censuring the government and his vitriolic criticism of the Church ultimately led to his excommunication by Alexander VI in May 1497, and to => public burning at the stake in June of the next year. His apocalyptic sermons were (posthumously) placed on the Index.The present volume contains 19 sermons on the first epistle of St. John, concerned with Christian life and the danger posed by false teachers. Savonarola delivered them ca. 1490 (Advent 1491, according to Villari), having recently returned to Florence from years teaching and preaching in nearby Italian cities. Each begins with a scriptural reference, followed by exegesis and contemporary application.Printed in gothic type (title in roman), 35–36 lines in single-column format, with side- and shouldernotes, the volume offers handsome criblé woodcut initials at the beginning of every sermon but two; sermons 9 and 17 instead have guide letters. The title-page bears a very large "phoenix" printer's device; errata are printed on the final two leaves.Evidence of readership: Manuscript underlining on f. N1v. 20th-century crushed black morocco: covers plain, spine with author, title, place, and date of publication in gilt. Gilt double rule on board edges, gilt inner dentelles, marbled endpapers, all bright. All edges gilt over red. A few minor stains and very mild foxing to the final two leaves; manuscript underlining on one page. Very good++.=> In fact an exceptionally lovely volume.

      [Bookseller: Philadelphia Rare Books & Manuscripts Co]
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        Arte dell?armi. -

      In - 4. Legatura in pergamena coeva ricucita; titolo calligrafato sul dorso (sbiadito). Elaborato frontespizio architettonico con figure allegoriche inc. in rame, e 26 tavole n.t. con 76 illustrazioni inc. in rame. (12), 194, (2) pp.; lievi fioriture sparse a qualche foglio un po' ingiallito. Quarta edizione, ma la prima con le figure incise in rame, della migliore opera di scherma del ?500 (prima edizione: 1536). Vi vengono esaminate diverse forme di duello: spada, spada e pugnale, spada e cappa, spada e rotella, pugnale, pugnale e cappa, picca, spiedo. Descritte sono anche le tecniche di autodifesa da disarmato ed una consistente parte è dedicata al regolamento del duello in sé. Lipperheide 2947. Thimm, Bibliogr. of fencing and duelling, 182. Gelli, Bibliogr. della scherma, pp.137 - 138: «... cette édition est splendide, autant à cause de la netteté, de la correction des caractères que de celle des gravures.» Fourth edition (1st: 1536), but the first with copper plates, all the previous ones having woodcuts, of the most important fencing manual of the 16th century. With an engr. allegorical title page, and 26 full - page text engravings with 76 illustrations. Some foxing throughout, but generally quite a good copy bound in contemp. limp vellum, recased, front cover slightly warped; ms title on spine a little faded.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Rappaport]
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        Zodiacus vitae, hoc est, de hominis vita, studio ac miribus optime instituendis Libri XII... opus mire eruditum, planeq(ue) Philosophicum: nunc denuo longe quam antea cum emendatius, tum diligenter excusum.

      In 8vo (cm 15,5); legatura coeva in piena pelle con ricche decorazioni floreali impresse a secco, dorso a tre nervi (porzione inferiore del dorso abilmente restaurata, mancano i legacci); pp. (88), 387, (1 bianca). Mancano le ultime 2 carte bianche. Antiche firme di appartenenza al titolo e numerose sottolineature e annotazioni, sia nel margine che sul risguardo posteriore (probabilmente una copia di studio). Leggere fioriture, qualche lieve alone marginale, ma ottima copia.PRIMA EDIZIONE DATATA e prima edizione fuori dall'Italia, dove fu stampata la prima ed unica volta da Bernardino dei Vitali a Venezia senza data (con ogni probabilità  nella seconda metà  del 1536). L'opera, dedicata a Ercole II d'Este, fu composta fra il 1520 e il 1534 e ottenne l'imprimatur dalle autorità  veneziane nel febbraio del '35. Dopo la morte del Palingenio, che avvenne sicuramente prima del '51 quando Lilio Gregorio Giraldi pubblicò i suoi Dialogi duo de poetis nostrorum temporum, nei quali a p. 95 fa menzione dell'esumazione e del rogo del corpo del Palingenio «ob impietatis crimen», lo Zodiacus Vitae fu dichiarato eretico e inserito nell'Index del 1558 a causa dell'empietà  delle dottrine e dell'aspra critica del clero. Per questo motivo il poema ebbe molto successo nei paesi protestanti, mentre in Italia fu letto solo da pochi liberi pensatori come Giordano Bruno. Esso andò incontro a ben sessanta edizioni e a numerose traduzioni: tra queste la versione inglese realizzata fra il 1560 e il 1565 da Banabe Googe divenne ben presto un testo scolastico dell'età  elisabettiana.Lo Zodiacus Vitae, un poema didattico in esametri lungo circa diecimila versi, si divide in dodici libri, ciascuno dei quali porta il nome di un segno dello zodiaco. Esso sintetizza e si rifa a diverse filosofie, spaziando dal Neoplatonismo a Lucrezio, da Ficino all'Ermetismo, ed è rimarchevole non solo come prodotto del pensiero italiano nell'età  della Riforma, ma anche per le sue qualità  poetiche.Il motivo principale del trattato è il raggiungimento della virtù: la bontà  è superiore al sapere, ma bisogna aspirare a possedere entrambe, e il "summum bonum" non si identifica col possesso di ricchezze. Il libro III introduce la figura di Epicuro come avvocato del Piacere, contro cui l'autore scaglia i suoi strali, mostrando le male conseguenze che comporta. Col libro IV l'argomento principale diventa l'amore e il comportamento civile in generale. Il libro V tratta invece della vera felicità  e della natura di Dio. Nel VI il poeta si confronta con la morte, la quale è un qualcosa che non va temuto, ma piuttosto accolto con benevolenza. A partire dal libro VII Palingenio sposta il suo interesse verso la contemplazione delle cose celesti, parla della natura dell'universo e affronta temi come il fato, il libero arbitrio e la divina provvidenza. Nel libro IX il poeta si eleva al di sopra delle cose terrene e dimostra come il male si generi dall'errore e dall'ignoranza umana. Il libro X riguarda la preparazione della mente alla contemplazione delle cose celesti ed discute della pietra filosofale, la cui scoperta può verificarsi solo grazie ad un atto di necromanzia. Nel libro XI Palingenio descrive minuziosamente il cielo secondo il sistema tolemaico e discute diverse teorie sull'origine e lo sviluppo dell'universo. Infine il libro XII conclude l'opera con la visione della vita spirituale al di là  del cielo, alla quale solo pochi possono aspirare (cfr. F.S. Ryle, Fate, Free Will and Providence in the 'Zodiacus Vitae' of Marcello Palingenio Stellato, in: "L'uomo e la natura nel Rinascimento", Milano, 1996, pp. 209 - 226).I primi filosofi che presero seriamente in considerazione questo poema furono G.C. Scaligero nelle sue Poetices (1561) e Giordano Bruno nel libro VIII del suo Immenso (1591), dove egli discute le idee cosmologiche del Palingenio, mentre alcuni passaggi di quest'opera risultano essere delle vere e proprie parafrasi di parti dello Zodiacus Vitae (cfr. L. Keller, Palingène, Ronsard et Du Bartas, Bern, 1974, pp. 10 - 11).J. Facciolati nelle sue Epistolae latinae (Padova, 1785) sostiene che il nome Marcello Palingenio non sia altro che l'anagramma di Pier Angelo Manzolli, cognome affatto comune nella Ferrara di quel tempo. Stellato deriverebbe invece dal distretto chiamato La Stellata vicino Bondeno, una ventina di chilometri a nord - ovest della capitale estense. Riferisce inoltre che il Palingenio visse per un certo periodo a Roma, che ebbe rapporti con il circolo eterodosso di Renata di Francia a Ferrara e che praticò la medicina nei dintorni di Rimini.Tuttavia oggi si considera più probabile che il Manzolli fosse originario di Napoli, dal momento che l'imprimatur dello Zodiacus Vitae nomina «Marcellus Stellatus Neapolitanus». Oltre all'anagramma, egli utilizza anche un acronimo ad apertura del poema, in cui le lettere inziali dei primi ventinove versi formano la sua firma, «Marseilles Palingenius Stellatus» (cfr. F. Bacchelli, Note per un inquadramento biografico di Marcello Palingenio Stellato, in: "Rinascimento", 2 / XXV, 1985, pp. 275 - 292).VD - 16, M - 852. G. Borgiani, Palingenio Stellato, Città  di Castello, 1912, p. 211. P. Bietenholz, Der italienische Humanismus und die Blütezeit des Buchdrucks in Basel, Basel, 1959, pp. 82 - 83. L. Cantamessa, Astrologia, Firenze, 2007, nr. 2744. \

      [Bookseller: Libreria Govi Alberto]
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        Ordnung eins gemeinen kasten, für die armen, wie der allenthalb im Fürstenthumb Wirtemberg angericht soll werden.

      - [Tübingen, Ulrich Morhart] 1536. 4to. 12 Bll. nnum., das letzte weiß. Mit grossem Wappenholzschnitt auf Titel. In gefalteten rohen Bogen, unaufgeschnitten. Seltene erste Ausgabe des ersten württembergischen Sozialgesetzes, verfasst von dem Reformator Erhard Schnepf (1495-1558), unter Mitarbeit von Ambrosius Blarer und Heinz von Lüder. Schnepf war von dem 1534 wieder an die Macht gelangten Herzog Ulrich, gemeinsam mit Ambrosius Blarer, mit der Reformation Württembergs betraut worden und wurde beauftragt, zu deren Aufrechterhaltung neben einer Reihe anderer Verordnungen auch diese evangelische Sozialordnung zu erarbeiten. Sie regelte die Einrichtung örtlicher Armenkassen, ihre Finanzierung und Verwaltung, die Krankenpflege, sowie die Errichtung von Stipendien für Lateinschulen. ?Die Ordnung wurde nicht nur zum grundlegenden Gesetz der altwürttembergischen Armen- und Sozialfürsorge bis ins 19. Jahrhundert, sie gehört auch zu den bedeutendsten und ausstrahlungskräftigsten landesherrlichen Gesetzen für einen Gemeinen Kasten und eine christliche Sozialpolitik im Reformationszeitalter? (Reformation in Württemberg, Ausstellungskatalog 1984, S. 117). - Ränder minmal angestaubt, sonst frisches Exemplar in vorzüglicher Erhaltung. - VD 16, W-4454; Reformation in Württemberg 8.23. [Attributes: First Edition]

      [Bookseller: Stuttgarter Antiquariat]
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        Evangelicae demontrationis Libri decem. Donatus Veronensis vertit.

      in Officina Aurelij Pincij veneti,, Venetiis, 1536 - Cm. 29, cc. (6) 173. Bel marchio tipografico al frontespizio e molti eleganti capolettera xilografici. Leg. settecentesca in mezza pergamena con punte, piatti in carta dipinta e titoli ms. al dorso. Mancanza ad una punta. Alcune note ms. marginali (seicentesche) forse di Gabriele de Rossi come si evince da una scritta alla terza carta: Ex libris Gabrielis de Rubeis Proxeod.mi die 30 Oct, 1642. Bell'esemplare, fresco ed in ottimo stato di conservazione. Un timbretto illeggibile al frontespizio ed una antica nota di possesso ms. Si tratta apparentemente della prima edizione a stampa di quest'opera redatta nell'antichità da uno dei massimi scrittori ecclesiastici. Il presente, assieme alla "Preparazione evangelica", è uno dei due scritti cui è massimamente legata la fama di Eusebio da Cesarea come apologeta. In essa si scaglia contro le accuse mosse dai Giudei al cristianesimo con la motivazione che quest'ultimo contiene in sè quanto costituisce la vera essenza del giudaismo come religione rivelata ed è l'adempimento delle profezie. Non in Adams, Brunet. [Attributes: First Edition; Hard Cover]

      [Bookseller: Studio Bibliografico Benacense]
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        DE RE MILITARI, NUOVAMENTE CON SOMMA DILIGENTIA IMPRESSO

      NELLE CASE DI PIETRO DI NICOLINI DA SABBIO, NELL'ANNO DI NOSTRA SALUTE 1536 CORNAZZANO ANTONIO - (IN FINE:) IN VINEGIA, NELLE CASE DI PIETRO DI NICOLINI DA SABBIO, NELL'ANNO DI NOSTRA SALUTE MDXXXVI DEL MESE DI MARZO (1536). In - 12°, pergamena settecentesca, tagli colorati. Bella antiporta incisa in legno. 183 ff., ultimo foglio di registro, 2 ff. bianchi. Bell' esemplare.

      [Bookseller: Brighenti libri esauriti e rari]
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        Adversus paganos historiarum libri septem.

      Cologne, Eucharius [Cervicornus] for Godefridus Hittorp, 1536.. Provenance: Some characters and then Morales Pennalossa on title-page. A Jesuit Pennalossa is mentioned by Pascal in the 16th of his Lettres Provincales. A different name [Dazio del ...?] in brown ink on the upper cover, faded and unreadable.Binding: Contemporary gold- and blind-tooled brown calf over pasteboards. Panelled sides with large fleurons at inner and small fleurons at outer corners. Arabesque role between triple gilt filets. Centerpiece composed of 2 different stamps, using the large fleurons again. A hexagon in the inner rectangle made up by a gilt fillet, an unusual pattern. Blind fillets on spine.Large fleurons: Similar to Marinis 858 (Bembo, Rome 1546). Role: Mazal, Europäische Einbandkunst, plate 95.One small repair to lower left part of upper cover, two small repairs at foot of spine, one at head. Upper joint somewhat splitting towards top. Apparently a Roman binding..

      [Bookseller: Antiquariat Jürgen Dinter GbR]
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        Gart der gesuntheit. Zu latein/ Hortus Sanitatis. Sagt in vier Bücheren wie hernach volget. Von thiere(n) Im ersten. Vierfüssigen und Krichenden Im Anderen. Vöglen und den Fliegenden Im Dritten. Vischen und Schwimmenden Im Vierden. Dem Edlen Gesteyn und allem so in den Aderen der erden wachsen ist. Daraus durch die natürlichen Meister gezogen/ wz dem Meneschen zu seiner gesuntheit dienstlich ist/ alles mit höchste fleiß durchlesen/ corrigiert un(d) gebessert.

      Strassburg, M. Apiarius, 1536.. 5 nn. Bll., CXLI S., 1 nn. Bl. Titel in Rot u. Schwarz mit prächtiger Holzschnitt-Bordüre u. mehr als 530 teilw. wiederholten Textholzschnitten, sowie Holzschnitt-Druckermarke am Schluss. 4°, späterer Pergamentband im Stil der zeit unter Verwendung alten Materials.. VD 16 H 5127. Nissen, ZBI 4730 und Bot. 2371. Muller 384. BM STC German Books 418. Roth, Apiarius 8. Bloesch, Apiarius, 22. - Seltene erste deutsche Ausgabe des Hortus Sanitatis, die in Text u. Illustrationen der lateinischen Parallelausgabe von Apiarius aus dem gleichen Jahr folgt. Komplettes Expl. des extrem selten angebotenen Werkes. Es ist das beliebteste, 1485 erstmals im Druck erschienene mittelalterliche Kräuterbuch. Es ist die wichtigste Quelle zur Kenntnis der Naturgeschichte. In über 400 Kapiteln wird die organische, botanische, animalische und mineralische Welt beschrieben, und es werden Anleitungen zur Extraktion von Drogen und Heilmitteln gegeben. Das Werk besticht mit seinen qualitätvollen Holzschnitten, darunter Darstellungen v. Tieren u. Menschen, Fabelwesen, Mineralien, Laboratorien, Apotheken, Edelsteinbearbeitung, Schiffen u. a. Besonders reizvoll auch die Druckermarke mit dem Honigschleckenden Bären an einem Baum, umgeben von einem Bienenschwarm. "Die Holzschnitte der Naturkörper sind ebenso zahlreich wie in den früheren Ausgaben, aber durchaus neu gezeichnet und geschnitten, zum Teil von besserer Erfindung und Ausführung vorzüglich ist die Titeleinfassung" (Choulant, Graph. Inc. 28). - Ingesamt hervorragend erhaltenes Expl. 2 Bll. etwas gebräunt, 3 Bll. im unt. Rand restauriert, ausserhalb des Textes u. ohne Verlust. Titel am rechten Rand bis zur Einfassungslinie beschnitten mit winziger Randausbesserung. Einige wenige Marginalien.

      [Bookseller: Antiquariat Galerie Joy]
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        OPERA DI AGRICOLTURA Ne la qual si contiene a che modi si debbe coltiuar la terra: seminare, inserire li alberi, gouernar gli giardini e li horti: la proprietà de tutti i frutti & herbe: la natura de tutti gli animali: & uccelli...

      Venegia, per Bernardino de Viano de Lexona Vercellese, 1536. In-16 p. (mm. 152 x 98), p. pergam. coeva (risg. rifatti), tit. ms. al dorso, cc.nn. 392, cornice figurata al frontesp., con bella xilografia a p. pag. al verso della terza carta; ornato da grandi iniz. figur. a vignetta inc. su legno. Di questo celebre trattato, che ebbe numerosiss. edizioni a partire dal XV secolo, cosi' precisa Gamba,374: "Il Crescenzio scrisse quest'opera in latino tra il 1307 e il 1311, ed è stata opinione di Leonardo Salviati, che'l volgarizzamento siasi fatto verso il 1350. Egli notò che dee riguardarsi come una delle principali scritture del volgar nostro, si' per li nomi specialissimi degli affari della villa, e talora anche di astrologia e di medicina e di altre arti, e si' perchè in genere di buone voci e di pura lingua è ripiena..". Cfr. anche Sander,I,2240: ?"Page du titre, encadrement orné à la grotesque; dans le haut, le chat des Sessa. Bois de page, portrait de l?'auteur assis in cathedra?" - Ceresoli, p. 184. Esemplare corto del margine sup., peraltro ben conservato.

      [Bookseller: Libreria Malavasi sas]
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        Pauli Orosii Presbyteri Hispani Viri Doctissimi, Adversus Paganos (Quos Vocant) Historiarum Libri Septum

      Eucharii, Cologne 1536 - Full contemporary elaborately stamped calf over wood boards depicting the muses, worn, scattered worn holes, remains of clasps, boards expertly reattached but cords broken; attractive decorative endpapers. An attractively printed and bound copy of Orosius's influential work on the history of the pagan peoples. Early color to the title vignette and some of the historiated initials. Some early notes and underlining in red and black ,scattered discolortation, title a little soiled and with an old signature. (lxviii), 567pp. Scarce imprint, just 3 in Worldcat. Not in Adams. Size: Octavo (8vo). Quantity Available: 1. Shipped Weight: Under 1 kilo. Category: History; Antiquarian & Rare. Inventory No: 044194. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Pazzo Books, ABAA]
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        Tratado, de re militari ...Brussels, Rutger Velpius, 1590. With : (2) LONDONNO, Don Sancho de . El discurso sobre la forma de reduzir la disciplina militar, a meyor y antiguo estado, ...Brussels, Rutger Velpius, 1589. 2 works in 1 volume. 4to. The first work with 8 letterpress plans of military formations; the second work with a woodcut arabesque tailpiece. Contemporary gold-tooled limp vellum, each side with a centrepiece in a frame. The centrepiece on the front is an oval device (possibly that of Maria Manrique de Lara y Mendoza (1538-1608)), traces of 2 pair of blue cloth ties.

      Ad 1: Belg. Typ. 4219; Bibl. de Salvá 2669; Machiels S57; Palau 286504; Peeters-Fontainas 1157; ad 2: Adams V22; Belg. Typ. 9216; BMC STC Spanish, p. 209; Cockle 563; Palau 139748; Peeters-Fontainas 1334. Two military works in Spanish, printed in Brussels for the Spanish army in the Low Countries. Brussels, then the capital of the Spanish (Southern) Netherlands, had been recently reconquered by the Spanish army and served as the capital for the King of Spain's governor in the Low Countries, marking the definitive separation between the Catholic Southern and the Protestant Northern Netherlands.Ad 1: Military work on tactics, fortification, artillery, etc., with 8 plans of military formations (the largest about 27.5 x 33.5 cm), first published anonymously at Alcala in 1536. Ad 2: First edition of an additional treatise on military discipline, written by Don Sancho de Londonno (d. 1569), a Spanish soldier who rose through the ranks to become a field marshall and commanded Spanish troops in the Low Countries under the Duke of Alva.Some leaves browned, and with a small hole in one leaf affecting 3 words, but otherwise in very good condition. The vellum of the binding is slightly dirty, but is still in good condition, with the tooling well preserved. A pair of military handbooks for the Spanish army in the Low Countries during the Dutch war of independence.

      [Bookseller: ASHER Rare Books (Since 1830)]
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        Des heyligen Römischen Reichs Ordenungen

      Wagner 1536 Wormbs. . Des heyligen Römischen Reichs Ordenungen. Sampt der Gülden Bull, vnnd aller Reichßtäg Abschieden. Besonderlich auch die Artickel und Ordenungen, so je zuzeiten auffgericht, das Keyserlich Regiment unnd Chammergericht belangend [et]c. Jetzund new ... alle zusamen getruckt, und an tag geben ... - Wormbs : Wagner, 1536. - [4], CCVII Bl. 30 x 21 cm. Späterer Pergamentband aus der ersten Hälfte des 20. Jahrhunderts (neu gebunden) mit goldgeprägtem Wappen. - Originaltext der Vorlage: Zu Wormbs truckts Sebastianus Wagner. [Am Ende:] In der Keyserlichen Frei und Reichstatt Wormbs truckts Sebastianus Wagner im[m] jar nach der geburt Christi vnsers Herren M. D. XXXVI. - Mit alter unleserlicher Notiz auf Titel. /Exlibris auf Vorsatz, Papier gebräunt und leicht fleckig, wenige alte Randnotizen mit Feder/

      [Bookseller: Antiquariat Hardner]
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        Medizinisch-philosophische Handschrift, Frankreich um 1600: - Über 700 Seiten 8°, lateinisch mit 3 Zeichnungen (ca. 20 seiten leer, 5 vermutlich leere Blätter entfernt).

      . . Nach einer alten Zuschreibung stammt die in feinster Schrift von Gelehrtenhand gefertigte Handschrift aus dem College de Tournon (s.u.). - Handschrift zur Sinnesphysiologie auf der Grundlage der aristotelischen Naturphilosophie, bestehend aus einem streng in disputationes, articuli, sectiones und subsectiones gegliederten Traktat über den beseelten Körper ("Tractatus tertius physicae - de corpore animato", ca. 225 S.), dem sich eine Erörterung der Physik des Aristoteles ("Disputationes In Aristotelis Physicam") anschließt. - - Hier einige Überschriften aus dem Traktat in dem vor allem die Seelenvermögen (ausführlich u.a. der Gesichtssinn) behandelt werden: - - de corpore mixto proemialis - - - quid sit mixtio et mixtum - - quomodo in mixto maneant elementa - - de mixtorum temperamento - - an et quid sit anima - - de anima in communi - - - an et quid sit anima - - de animarum multitudine - - de actu vitali - de actione vitali seu vita actuali - de calore vitali humori radicali aliisque non nullis ad nutritionem pertinentibus - de generatione viventium - - de visu - - - de lumine - - de colore - - de visione et eius organo - - oculi descriptio - - quomodo fiat visio - - de auditu - - de olfatu et gustu - - de tactu - - de facultatibus internis animae sensitivae - - - quod sit sensus internus et quod illius organum - - Für mehrere Kapitelüberschriften ist der Platz zum späteren Nachtrag freigelassen, entsprechend sollten die leer gebliebenen Seiten einer späteren Textergänzung dienen. - - Das College de Tournon, heute Lycee Gabriel Faure in Tournon-sur-Rhone, wurde 1536 durch den Kardinal und Staatsmann Francois de Tournon (1489-1562) gegründet und hatte von 1548 bis 1626 den Charakter einer Universität unter der Führung des Jesuitenordens mit insgesamt mehr als 2000 Studenten aus ganz Europa. 1626 wurde es in eine höhere Bildungseinrichtung umgewidmet, 1776 den Oratorianern übergeben, 1820 laiziert und 1848 in ein "Lycee" verwandelt, das seit 1967 den Namen des aus Tournon stammenden Schriftstellers Gabriel Faure trägt. Die bedeutende Kollegienbibliothek wurde der Universitätsbibliothek von Lyon übergeben. - - Sensory Physiology - late 16 / early 17 century manuscript originating from the College de Tournon (France) - Latin manuscript, more than 700 pages 8vo, with 3 illustrations in the text (ca. 20 pages blank, 5 probably blank pages removed). Some staines in places, small clipping to the first leaf, minor worm traces to the margins of the end. Contemporary vellum binding with minor defects, front joint broken. - - Manuscript on sensory physiology on the basis of Aristotle's doctrine, being a treatise on the souled body, canonically subdivided in disputationes, articuli, sectiones and subsectiones ("Tractatus tertius physicae - de corpore animato", ca. 225 pages), putting emphasis on the faculties of the soul and extensively discussing inter alia the visual faculty. This treatise is followed by a discussion of Aristotle's Physics ("Disputationes In Aristotelis Physicam"). - Some spaces within the text were left blank for further headlines to be entered later, the blank pages were designated for additional text. - According to an ancient note the manuscript originates from the College de Tournon in France (now Lycee Gabriel Faure at Tournon-sur-Rhone) which was founded in 1536 by Cardinal Francois de Tournon (1489-1562), statesman under king Francis I. From 1548 to 1626 the college had the status of a university under the direction of the Jesuit Order, teaching altogether more than 2,000 students from all over Europe.

      [Bookseller: Antiquariat für Medizin - Fritz-Dieter S]
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        Herbarum imagines vivae. Der kreuterlebliche Conterfeytunge.

      Christian Egenolf,, Frankfurt, 1536 - Frankfurt, Christian Egenolf, 1536-(1538). 8°. 40 n.n. Bl., 4 n.n. Bl. Index; 20 n.n. Bl., 2 n.n. Bl. Index. Mit 231 Holzschnitten (Teil 1), 68 Holzschnitten und einer Holzschnitt-Titelbordüre (Teil 2). Kalblederband des 18. Jahrhunderts mit goldgeprägtem Rückenschild und Rückenvergoldung und dreifacher Deckelfiletierung sowie Ganzgoldschnitt. VD16 H 2196. - Vgl. Nissen 911 (mit 1533 als Erscheinungsjahr). - Sehr seltene Ausgabe dieses Kräuterbuches in Taschenformat, das erstmals 1533 erschien. "Es enthält nur Abbildungen von Pflanzen, und zwar, wie immer um jene Zeit, in Holzschnitt, ein Text fehlt vollständig, nur ein Register der Pflanzennamen wurde beigefügt. Es hat kurz nacheinander mehrere Auflagen erlebt und wird zur Pflanzenkenntnis im Volk nicht unwesentlich beigetragen haben; heutzutage ist es fast völlig verschwunden" (Schmid: Über alte Kräuterbücher, Seite 24 und Abbildung der Titelblätter Seite 23 und 25). - Einige Darstellungen ankoloriert. Alle deutsch gedruckten Pflanzennamen mit der lateinischen Bezeichnung handschriftlich ergänzt. Verzeinzelt etwas fleckig. Einband mit Kratzspuren auf den Deckeln. Ecken leicht bestossen. Sprache: Deutsch Kalblederband des 18. Jahrhunderts mit goldgeprägtem Rückenschild und Rückenvergoldung und dreifacher Deckelfiletierung sowie Ganzgoldschnitt.

      [Bookseller: Daniel Thierstein]
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        Pietro Crescentio. Opera di Agricoltura. Nella quale si contiene a che modi si debba coltivar la terra: seminare, inserire li alberi, governar gli giardini e gli horti: la proprietà de tutti i frutti & erbe: la natura de tutti gli animali & uccelli... Composta p. l?eccellentissimo dottore ne l?arte Pietro Crescenzio cittadino di Bologna...

      In Venegia, per Bernardino de Viano de Lexona Vercellese, Ne lano 1536. In 8vo (cm. 14,6); buona legatura in pergamena rigida del Settecento a 5 nervi; frontespizio con cornice xilografica; carte 392 con la tavola del libro delle Vilerecie utilità di Pietro Crescentio citadino di Bologna ad honore del Serenissimo Re Carlo. Antiche fascette di rinforzo al margine destro di alcune carte, ma bella copia genuina. Della vite e vigne e loro cultura e utilità; Tempo di vendemmiare, Del tempo e modo di sagiare i vini; In che modo si faccia l?Aceto... Del Fico, del Ciregio, del Melo, del Giugiolo, della Quercia... Con la tavola del libro degli Horti e de la natura e utilità d?ogni erba (Del Papavero, Menta, Maiorana, Porri, Serpillo, Viola, Crescioni, Ruta, Robbia...). Crescenzi fece vera opera di agronomo. Il pubblico al quale si rivolgeva non era l?élite aristocratica. Il suo trattato s?indirizzava anzitutto al ceto sociale dei borghesi, che avevano investito allora largamente nel contado i guadagni della mercatura o dell?esercizio del notariato e degli uffici comunali; si rivolgeva, insomma, al ceto sociale al quale egli stesso apparteneva. Il carattere di enciclopedia pratica del trattato del C. spiega in larga misura il successo considerevole che ebbe tra la prima metà del XIV e la fine del XVI secolo. Axs

      [Bookseller: Libreria Bongiorno Paolo]
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        Singularia Domini Ioannis de Arnono in Utroq; Iure Memoratu Digna.

      1536 - Legal Pointers for Lawyers in Sixteenth-Century Naples Arnono, Giovanni d' [fl. 1524-1534]. Singularia Domini Ioannis de Arnono in Utroq; Iure Memoratu Digna & in Regno Satis Accommodata: Foeliciter Incipiunt. Venice: [In Officina Aurelii Pincii Veneti, Ad Instantiam D. Petri Facholi, Ditto Dal Cauallo], 1536. 68 ff. Octavo (6-1/4" x 4"). Contemporary limp vellum, light soiling, covers somewhat bowed. Large woodcut printer device to verso of final leaf, woodcut decorated initials. Some toning to text, faint dampstaining to final few leaves, internally clean. A well-preserved copy. * Second edition. This handy treatise was first published in 1535 and went through three editions, the last in 1540. The first part offers pointers for lawyers practicing in the Kingdom of Naples. The second part, entitled Tractatus Cautelarum, addresses Neapolitan civil law and procedure. All editions are scarce. OCLC locates 2 copies in North America at UC-Berkeley Law School and the Library of Congress; both have copies of the 1534 edition. Censimento Nazionale delle Edizioni Italiane del XVI Secolo (EDIT16) CNCE 3098.

      [Bookseller: The Lawbook Exchange, Ltd., ABAA ILAB]
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        HABES OPT. LECTOR CHRONICON OPUS FELICISSIME RENATUM.(EDIZ. J. SICHARDUS ) D. HIERONYMO INTERPRETE. PROSPERO AQUITANUM, M.AURELIUM CASSIODORUM, HERMANNUM.MATTHEUM PALMERIUM FLORENTINUM, MATTHIAM PALMERIUM PISANUM ET ALIOS.

      HENRICUS PETRUS, MENSE MARTIO., Basileae 1536 - [TEOLOGIA MANOSCRITTO] (cm 31) bella piena pergamena originale con nunghie e tracce di lacci. -cc.66nn., cc.154, cc.da 208 a 221, cc.da 155 a 207 + 1 c. con il colophon e al verso marca tipografica. Dedica del Sichardus al Cardinale di Magonza. Stampata per la prima volta a Milano nel 1475, è assieme alla "storia ecclesiastica" la massima opera dell'autore, che fu appunto il padre della storia ecclesiastica. Questa "cronaca" è di "eccezionale importanza per la conoscenza della cultura ecclesiastica nel grande trapasso dell'impero dalla professione pagana alla professione dell'evangelo" (diz. Bompiani) La versione di S.Girolamo è la più autorevole. pregevole e rara edizione; manca a CHOIX ROSENTHAL "THEOLOGY", GRAESSE, BRUNET E BM.STC. GERMAN. Esemplare particolare, con varie notazioni dell'epoca ai margini che meriterebbero un attento studio circa l'autografia delle chiare e ben leggibili chiose del possessore. Antico ex-libris nobiliare al frontis. Qualche carta lievemente ombrata ma esemplare molto bello, fresco e genuino. *ADAMS E 1076.[f36] [Attributes: Signed Copy; Hard Cover]

      [Bookseller: LIBRI ANTICHI E RARI FRANCESCO&CLAUDIA]
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        SINGULARIA DOMINI IOANNIS DE ARNONO IN UTOQUE IURE MEMORATU DIGNA: ET IN REGNO SATIS ACCOMODATA FOELICITER INCIPIUNT.

      In Officina AURELLII PINCII VENETI, AD ISTANTIAM D. PETRI FACHOLI DITTO DAL CAVALLO., Venetiis 1536 - ARNONO JOANNES (DE). SINGULARIA DOMINI IOANNIS DE ARNONO IN UTOQUE IURE MEMORATU DIGNA: ET IN REGNO SATIS ACCOMODATA FOELICITER INCIPIUNT. VENETIIS, In Officina AURELLII PINCII VENETI, AD ISTANTIAM D. PETRI FACHOLI DITTO DAL CAVALLO.1536. Cm 16.4 Buona mz. pergamena da antico manoscritto con restauro. -- cc. 68, carattere rotondo, vari capilettera, grande e bella marca tipografica al verso dell'ultima carta. EDIZIONE ASSOLUTAMENTE RARA sconosciuta a tutti i repertori da noi consultati compreso Adams, Bm. Stc., Choix, Sapori "Antichi testi giuridici". La grande marca tipografica in fine è sconosciuta a Zappella e Vacaro. Pastorello "Tipografi a Venezia nell'XVI sec." al n°173, riporta Facolo Pietro, detto del Cavallo e di lui registra una sola edizione conosciuta. Vecchia Integrazione al margine bianco della penultima carta, alcune chiose coeve ai margini, qualche lievissima ombreggiatura marginale, altrimenti esemplare molto bello, nitido e grandi margini. Il CENSUS NAZIONALE ICCU, registra solo 2 copie nelle biblioteche italiane.[f10] [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: LIBRI ANTICHI E RARI FRANCESCO&CLAUDIA]
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        Pietro Crescentio. Opera di Agricoltura. Nella quale si contiene a che modi si debba coltivar la terra: seminare, inserire li alberi, governar gli giardini e gli horti: la proprietà de tutti i frutti & erbe: la natura de tutti gli animali & uccelli. Composta p. l'eccellentissimo dottore ne l'arte Pietro Crescenzio cittadino di Bologna.

      1536 - In Venegia, per Bernardino de Viano de Lexona Vercellese, Ne lano 1536. In 8vo (cm. 14,6); buona legatura in pergamena rigida del Settecento a 5 nervi; frontespizio con cornice xilografica; carte 392 con la tavola del libro delle Vilerecie utilità di Pietro Crescentio citadino di Bologna ad honore del Serenissimo Re Carlo. Antiche fascette di rinforzo al margine destro di alcune carte, ma bella copia genuina. Della vite e vigne e loro cultura e utilità; Tempo di vendemmiare, Del tempo e modo di sagiare i vini; In che modo si faccia l'Aceto. Del Fico, del Ciregio, del Melo, del Giugiolo, della Quercia. Con la tavola del libro degli Horti e de la natura e utilità d'ogni erba (Del Papavero, Menta, Maiorana, Porri, Serpillo, Viola, Crescioni, Ruta, Robbia.). Crescenzi fece vera opera di agronomo. Il pubblico al quale si rivolgeva non era l'elite aristocratica. Il suo trattato s'indirizzava anzitutto al ceto sociale dei borghesi, che avevano investito allora largamente nel contado i guadagni della mercatura o dell'esercizio del notariato e degli uffici comunali; si rivolgeva, insomma, al ceto sociale al quale egli stesso apparteneva. Il carattere di enciclopedia pratica del trattato del C. spiega in larga misura il successo considerevole che ebbe tra la prima metˆ del XIV e la fine del XVI secolo. Axs [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: LIBRERIA PAOLO BONGIORNO]
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        Iurisconsultorum vitae.

      Rome: Antonio Blado April 1536 - FIRST EDITION, the lettering of the title, initials of the dedication and at the start of the text sometime coloured in, and one further chapter so treated (that on Cocceius Nerva), closed tear at foot of first leaf passing through 2 letters on the verso, small hole at top of third leaf with the loss of a couple of letters, pp. [xvi], ccclxvii, small 8vo, loose in contemporary limp vellum, spine darkened and torn at top, three early and successive ownership inscriptions on title, a few marginal annotations, preserved in a cloth folding box, good The very scarce first edition of this biographical dictionary of the Consuls and lawmakers of Rome, down to Tribonianus, a work which was several times reprinted and added to. Rutilio (1504-1538) was one of the first humanists to compile biographies of earleir jurists, initiating a genre of legal history that extended through the eighteenth century. He was the only historian of his period to describe the process of composition of the edictum perpetuum, while others were concerned only with reconstructing it ‘without any attempt at source criticism’ (Tuori, Ancient Roman Lawyers, p. 145), and his account of Labeo and Capito ‘is not unlike the ones presented in modern historiography’ (ibid, p. 114). The vellum used for the binding of this copy is an almost complete papal document of Julius II, ‘Il Papa Terribile’, issuer of the dispensation allowing Henry VIII to marry Katharine of Aragon and patron of Raphael and Michelangelo. (CNCE 24161; Adams R964, imperfect)

      [Bookseller: Blackwell's Rare Books ABA ILAB BA]
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        Comedia del divino poeta Danthe Alighieri, con la dotta & leggiadra spositione di Christophoro Landino: con somma diligentia & accuratissimo studio nuovamente corretta, & emendata: da infiniti errori purgata, ac etiandio di utilissime postille ornata. Aggiuntavi di nuovo una copiosissima Tavola con le storie, favole, sententie, & le cose memorabili & degne di annotatione che in tutta l opera si ritrovano

      ad instantia di M. Gioanni Giolitto da Trino 1536 (al colophon, in Vineggia per M. Bernardino Stagnino), in Vinegia - Ottima legatura primi 900 in mz. pergamena con nervi, fili e scritte oro su tasselli in pelle rossa e nera al ds. Tagli azzurri. Frontis. e ultima carta foderati, alcune macchie, leggeri aloni di umidità e poche annotazioni di antica mano, ma nel complesso bell esemplare molto ben conservato di questa cinquecentesca edizione illustrata della Commedia. Mambelli, 29; Adams, D93. 8vo (cm. 20,4), 28 cc.nn., 440 cc. Medaglione con ritratto di Dante al frontis., incisione in xilografia a piena pagina all inizio dell Inferno e altre, più piccole, al principio di ciascun canto.

      [Bookseller: Ex Libris s.r.l.]
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        DE RE MILITARI Nuovamente con Somma Diligentia Impresso.

      Nicolini da Sabbio (1536), Venice - A long poetical work on the art of war which first appeared in 1493. See Cockle #505, BM Italian STC p. 198. 8vo. ff.183. Final blank is lacking. Title within an attractive ornamental woodcut border. 17th century calf, gilt spine, somewhat wormed at top & bottom, but a very nice, sound copy. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Kenneth Karmiole, Bookseller, Inc. ABAA]
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        Dictionarium Latinogermanicum, voces propremodum universas in autoribus Latinae linguae probatis, ac vulgo receptis occurentes Germanice explicans, magno labore pridem concinnatu(m), nunc autem revisum, castigatu(m) & auctum non mediocriter

      Straßburg, Wendelin Rihel 1536 (Kolophon: 1537).. 4°. (4), 488 (von 489) Bll. ( = ohne das Textblatt 326). Ohne das bei VD 16, D 246 gelistete letzte nicht paginierte Blatt mit der Druckermarle verso. Blindgepr. Schweinsleder d. Zt. über Holzdeckeln (stärker berieben, RD mit Bezugsfehlstelle an einer Ecke, Rücken mit einem kleinen Einriss) mit Rest von Rückenschildchen und zwei Schließen. Frühe Ausgabe. Laut VD 16 erschien das Werk erstmalig 1535 (= D 243), dann - noch mit der Formulierung "voces propremodum" im Titel - zweimal 1536 ( = D 244 und 245). Ab den folgenden Ausgaben (1537 ff.) hat sich der Titel geändert ("et vice versa Germanicolatinum" u.a.m.); die Kollationen sind bei den frühen Ausgaben immer verschieden. Unser Exemplar hat Titel und Textanordnung bei den Vorstücken wie VD 16 D 244, aber die Kollation und den restlichen Text wie D 246, also mit recte 489 gezählten Blättern, jedoch mit dem Druckdatum März 1537 - nicht August 1538 - im Kolophon. Ob das nicht paginierte letzte Blatt mit der Druckermarke verso zu unserer Ausgabe gehört, muss mangels Vergleichsmöglichkeiten offen bleiben (bei VD 16 D 244 und 245 gibt es dieses Blatt nicht, bei D 246 wohl). Bei unserem Exemplar handelt es sich also offenbar um eine dritte Ausgabe aus dem Jahr 1536, zwischen VD 16 D 245 und 246 erschienen, schon mit unterschiedlichen Daten auf dem Titel und im Kolophon. Auf welche Edition im Index Aureliensis unter 150.145 bezug genommen wird, ist unklar: die Angabe von 188 gezählten Blättern scheint auf jeden Fall falsch zu sein, genaue Kollationsangaben finden sich - wie hier üblich - nicht. Für die Angaben im KvK gilt das Gleiche: definitiv finden konnten wir ein Exemplar wie das unsere nicht, bei fehlenden genauen Kollationsangaben muss eine Zuordnung aber offen bleiben. Petrus Dasypodius (um 1490 Frauenfeld/Schweiz - 1559 Straßburg), der Vater des berühmten Mathematikers und Euklid-Herausgebers Konrad D., begann seine berufliche Laufbahn als Prediger in Frauenfeld und Zürich, bis ihn 1533 ein Ruf nach Straßburg erreichte. Hier unterrichtete er u.a. am Gymnasium und an der Akademie, und ein großer Wurf gelang ihm mit dem lateinisch-deutschen und deutsch-lateinischen Schulwörterbuch, das ab 1535 in zahlreichen Auflagen erschienen ist. Es gilt als grundlegendes lexicographisches Werk (s. A. Hartmann in: NDB 3, S. 529 / Onlinefassung). Vorderer Spiegel und Titel recto mit zahlreichen Einträgen (einer von 1584) und Federproben. Ohne Vorsätze. Durchgehend mäßig gebräunt und - überwiegend an den Rändern - etwas braunfleckig. Einzelne Annotationen mit Tinte. Vgl. Muller: Wendelin Rihel 10 und IA 150.145. Nicht bei Adams, nicht im BMSTC (German Books)..

      [Bookseller: Antiquariat Büchel-Baur]
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        Loci Communes / das ist / die furnemesten Artikel Christlicher lere / Philippi Melanch. [Melanchthon]. Aus dem Latin verdeudscht, durch Justum Jonam.

      Wittenberg: Georg Rhaw [Rhau] 1536.. (8), CCXVII, (1) Blätter. [Lagensignaturen: A-Z4, a-z4, Aa-Zz4, AAa-LLl4, MMm6]. Mit figürlicher, rot ankolorierter Holzschnittumrahmung des Titels nach Lucas Cranach d.J. (Allegorien des Alten und Neuen Bundes kontrastierend gegenüber gestellt) sowie zahlreichen Holzschnittinitialen. Kl.-4° (20,5 x 16 cm). Schweinslederband der Zeit auf drei Doppelbünden über Holzdeckeln mit reicher Blindprägung (florale Rollenstempel und Streicheisenlinien um drei parallele, zentrale Rollenstempel mit Köpfen) sowie Schließenlagern aus Messing (Schließen fehlen).. Erste deutsche Ausgabe der wichtigen zweiten, völlig neu bearbeiteten Ausgbe von Philipp Melanchthons (1497-1560) aus dessen Römerbrief-Vorlesungen entstandenen "Loci Communes" - eines der Hauptwerke der jungen Reformation. "In den Jahren des Durchbruchs und der reformatorischen Entscheidungen begann Melanchthon auf der Grundlage seiner Römerbrief-Vorlesung eine Zusammenfassung der reformatorischen Lehre zu schreiben, die er 'Loci communes' (Hauptbegriffe) nannte. Diese erste evangelische Dogmatik, die im Wesentlichen die Soteriologie behandelte, erschien im Dezember 1521. Luther nannte später in seiner Antwort an Erasmus diese Loci ein unbezwingbares Buch, das wert sei, in den Kanon aufgenommen zu werden. Melanchthon war in den ersten Auflagen im Wesentlichen der Auffassung Luthers gefolgt und hatte die humanistischen Gedanken kaum anklingen lassen. Das sollte später anders werden, als er eigene Wege beschritt. Die Loci bestimmten Melanchhons theologisches Schicksal. Dreimal hat er sie bearbeitet: 1535, 1543 und 1559. Die verschiedenen Bearbeitungen zeigen seine theologische Entwicklung. Die Loci wurden das bestimmende theologische Lehrbuch, nach dem Generationen sich gerichtet haben." (ADB 21, S. 268-279). - Zugleich handelt es sich bei der hier vorliegenden Ausgabe um Justus Jonas' (1493-1555) bedeutendste übersetzerische Leistung, der damit viel zur Verbreitung der Reformation im deutschen Sprachgebiet beitrug. - Mit der eindrucksvollen allegorischen Holzschnitteinfassung des Titels nach Lucas Cranach d.J., von der eine Variante in der Wittenberger Bibel von 1535 und in der Bibelausgabe letzter Hand (1541) verwendet wurde. - Einband leicht berieben und etwas fleckig. Hinteres Außengelenk fachgerecht restauriert. Bewegliche Teile der Messingschließen sauber entfernt. Schnitt teils mit kleinerem Wurmfraß. Vorsatzpapiere mit altem Papier erneuert. Papier leicht gebräunt und teils etwas finger- und braunfleckig. Band durchgehend mit zeitgenössischen Marginalien und Anstreichungen in roter Tinte. Wenige Blätter an den Seitenrändern bzw. rechter unterer Ecke hinterlegt. Seiten 141-156 fehlpaginiert; vom Marginalienschreiber korrigiert. - Insgesamt sehr gut erhaltenes Exemplar. - Selten, nicht bei Knaake, Kuczynski und im BMGC. - Jackson 2089. - Hartfelder 252. - Kat. Edelmann 75, Reformationsdrucke 321. - VD16 M 3626. - Scarce and important second edition of one of the most influential books of the german Reformation, bound in nice contemporary blindstamped pigskin over wooden boards (slightly foxed and soiled). - Rear hinge carefully restored, the wide margins with some minor reinforced defects. Many nice contemporary marginalia in red ink. - Very good copy.

      [Bookseller: Antiquariat Kretzer - www.bibliotheca-th]
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        Poetica, per Alexandrum Paccium, Patritium Florentinum, in latinum conversa.

      (Venice), Aldus (In aedibus Haeredum Aldi, et Andreae Asulani Soceri, 1536). Small 8vo. Contemporary full vellum with remains of ties to boards. Some soiling, but a nice, sturdy copy. Pasted-down end-papers with annotations and calculations in ink. A bit of light brownspotting and top edge with an ink stain that touches numbering on a couple of leaves (still legible), but no lettering. Printed in Latin and Greek. Woodcut Aldus printer's device to title-page and last leaf (which also has a contemporary owner's name: Guillielmo Curgaz?). 28 + 26 + (2) ff. (2 final leaves being index, errata, colophon, and printer's device).. Exceedingly rare first edition of the tremendously important publication that marks the beginning of Aristotle's influence in literature, being the first separate edition of Aristotle's "Poetics" (which had only previously been published in the collection "Rhetores Graeci" in 1508), together with the first printing of Pazzi's highly influential Latin translation and the two important prefatory letters. It is this publication that inaugurates the humanist interest in Aristotle's "Poetics" and creates the influence that this work is to have upon modern literature and poetical scholarship, ruling the field of literary theory until the time of the Romantics. This milestone publication constitutes a key event in the development of literary theory during the Renaissance. "[T]he modern influence of this famous work dates from the memorable year 1536." (Sandy's II:(133)). The present publication constitutes a work of immense importance to not only Renaissance thought and literary scholarship, but also to the entire modern development of literary theory and literary criticism. Having been rediscovered around 1500, Aristotle's "Poetics" came to play a foundational role in the history of scholarship - beginning with this edition, which for the first time bases the text upon the three newly discovered manuscripts not previously known, which has for the first time the "Poetics" on its own as (as opposed to being printed in a bigger collection of various Greek texts), as well as the Latin translation that came to be by far the most influential. "In composing this valuable and very rare edition, Pacius consulted three ancient MSS. One of which was in the Vatican. From the account of Buhle, this appears to be a very valuable work. The Latin version was published in 1538 (this is erroneous - in fact it was published together with the Greek text in 1536. Presumably Dibdin has not seen a copy of the work himself, due to the great scarcity of it): to which two very interesting epistles, by the two Pacii, are prefixed." Dibdin I:320). "Almost all that we now have of the Aristotelian Corpus was available by the close of the thirteenth century, but by the early fifteenth century the humanist search for ancient texts had turned up two important and previously little-known works bearing the philosopher's name - the "Mechanics" and the "Poetics". Both these short treatises were copied in 1457 for Cardinal Bessarion in an important Greek manuscript that was to help shape the printed tradition of Aristotle's non-logical works... No work of Aristotle's is more unlike the "Mechanics" than the "Poetics", which entered Europe's consciousness at about the same time and with even more dramatic effect... Lorenzo Valla (possibly), Angelo Poliziano, and Ermolao Barbaro knew the "Poetics" before Giorgio Valla made his defective Latin translation in 1498, superseded in 1536 by the version of Alessandro Pazzi. Once accessible, its impact was extraordinary. Even in its partial state, the "Poetics" was the most comprehensive work on literary theory and criticism surviving from the classical period, and it soon came to dominate literary discussion. Since the "poetics" bears the stamp of Aristotle's authority, it is unsurprising that modern critics regard its reappearance as a key event in the development of literary theory during the Renaissance and no wonder that it eventually surpassed the "Ars poetica" Of Horace and ruled the field until Coleridge and the Romantics... Although its subject-matter has not been a favourite of philosophers, the "Poetics" approaches issues of literary structure, genre, and quality with the standard tools of Aristotle's logic, metaphysics, and psychology. Along with the "Rhetoric", with which publishers and interpreters often linked it, the "Poetics" naturally enjoyed great influence among thinkers of a humanist disposition, and it also attracted attention at the universities." (Copenhaver & Schmitt, pp. 66-68). It is no wonder that Aristotle's scholarly treatise "Poetics" should find resonance with a Renaissance humanist audience. With a new-found emphasis on the task of speaking and writing well, poetics became the sister art of rhetoric, witnessed for instance by the later standard pairing in print of Aristotle's "Rhetoric" and "Poetics". Aristotle was considered the first fully-qualified professional practitioner of the art of literary criticism, and his "Poetics" is the work in which he develops his literary theory and criticism. Thus, the "Poetics" came to constitute the work that the humanists looked to in their attempts at reshaping Europe's habits of expression. "The Sack of Rome in the month of May, 1527, marks the end of the Revival of Learning in Italy, but not the end of the History of Scholarship in that country. In the month immediately preceding that appalling event, a work composed by Vida before 1520 was printed in Rome in the form of a didactic poem "De Arte Poetica", the first of a long series of volumes on the theory of poetry published in Italy during the sixteenth century. Vida's treatise accepts as the text-book of literary criticism the "Ars Pöetica" of Horace, while it finds the true model of epic verse in the "Aeneid" of Virgil. Meanwhile, in 1498, another of the great classical text-books of literary criticism, the treatise of Aristotle "On the Art of Poetry", had been imperfectly translated into Latin by Giorgio Valla of Piacenza (c. 1430-99), probably a cousin of Laurentius Valla; and it was in this form that Aristotle's treatise was first known in the Revival of Learning. The Greek text was afterwards printed for the first time in the Aldine edition of the "Rhetores Graeci" (1508); but the modern influence of this famous work dates from the memorable year 1536... In 1536 Ramus obtained his doctor's degree in Paris maintaining that all the doctrines of Aristotle were false, thus marking the DECLINE of Aristotle's teaching in PHILOSOPHY; but, in the very same year, the dedicator of Pazzi's posthumous work declares that, in the treatise on poetry, "the precepts of poetic art are treated by Aristotle as divinely as he has treated every other form of knowledge", - thus marking the BEGINNING of Aristotle's influence in LITERATURE." (Sandy's II:133-34)."Between 1536 and 1550 the critics and poets of Italy had assimilated the teaching of Aristotle's treatise on Poetry." (Sandy's II:133). With the present edition of it, the "Poetics" became the standard dramatic text-book, and soon after, critical editions, elaborate commentaries, and translations into the vernacular began appearing. The publication was reprinted several times in the years following its first appearance.With this small publication, the history of literary scholarship had been irreversibly altered.Ahmanson-Murphy:281Dibdin: I:320 ("valuable and very rare edition").Adams I: 1902. Brunet: I:477 ("Pétit volume rare...").Graesse: I:213 ("Cette édition..., revue sur trois manuscr., non encore collationnés dans l'édition Aldine de 1508, a été réimprimée: Basil. 1537. Paris. 1538. Lugd. 1549. Ven. 1572.")

      [Bookseller: Lynge & Søn A/S]
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        Dictionarium latinogermanicum

      Straßburg, Wendelin Rihel 1536 (Kolphon: 1537).. 4°. (4), 488 (von 489) Bll. (ohne das Textblatt 326), ohne das nicht paginierte letzte Batt (recto weiß, verso Druckermarke). Blindgepr. Schweinsleder d. Zt. über Holzdeckeln (stärker berieben, RD mit Bezugsfehlstelle an einer Ecke, Rücken mit einem kleinen Einriss) mit Rest von Rückenschildchen und zwei Schließen. Früher Druck. Petrus Dasypodius (um 1490 Frauenfeld/Schweiz - 1559 Straßburg), der vater des berühmten Mathematikers und Euklid-Herausgebers Konrad D., begann seine brufliche Laufbahn als Prediger in Frauenfeld und Zürich, bis ihn 1533 ein Ruf nach Straßburg erreichte. Hier unterrichtete er u.a. am Gymnasium und an der Akademie, und ein großer Wurf gelang ihm mit dem lateinisch-deutschen un deutsch-lateinischen Schulwörterbuch, das ab 1535 in zahlreichen Auflagen erschienen ist. Es gilt als grundlegendes lexicographisches Werk (s. A. Hartmann in: NDB 3, S. 529 / Onlinefassung). Vorderer Spiegel und Titel recto mit zahlreichen Einträgen (einer von 1584) und Federproben. Ohne Vorsätze. Durchgehend mäßig gebräunt und - überwiegend an den Rändern - etwas braunfleckig. Einzelne Annotationen mit Tinte. Muller: Wendelin Rihel 10. So nicht im VD 16 (die Kollation entspricht D 246, als Druckdatum wird im VD16 aber 1537 / Kolophon 1538 angegeben). Nicht bei Adams, nicht im BMSTC (German Books)..

      [Bookseller: Antiquariat Büchel-Baur]
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        Comentaria in priora analytica Aristotelis. Magentini comentaria in eadem. Libellus de syllogismis.

      Venice, B. Zanetti, 1536.. Editio princeps. Folio. 119 leaves, 1 blank, 45 leaves, 1 leaf. Light foxing, maily margial. Contemporary vellum over boards, rebacked. Beautifully printed. Adams P- 1048. For further information see www.dinter.de in List 26..

      [Bookseller: Antiquariat Jürgen Dinter GbR]
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        Tractatus de animae humanae indeficientia, in quatruplici via. s. peripatetica, academica, naturali, & Christiana, reuisus per authorem & nunc primo editus.

      Venedig, (Pinci), 1536.. (15,5 x 10 cm). 68 (richtig 70) (3) S. Mit hübscher figürlicher Holzschnitt-Druckermarke auf dem letzten Blatt. Moderner Pappband.. Einzige Ausgabe dieses seltenen Werkes. - Javellus (1470-1538) lehrte in Bologna Philosophie sowie Theologie und verfasste Kommentare zu den Werken von Aristoteles. "Javelli maintained that the soul is not generated from the potency of matter. Its existance comes to it from outside, through creation. The soul is the substantial form of the body it animates, but because it is composed of essence and existence, it is a spiritual substance and consequently immortal" (Cambridge History of Renaissance Philosophy). - Titelblatt mit Fehlstellen (ohne Textverlust) aufgezogen, sonst sauber und wohlerhalten. - Reel 273

      [Bookseller: Antiquariat Gerhard Gruber]
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        In Pauli episolam (sic!) ad Romanos commentariorum libri tres. (Angebunden:) Ioannes CAMPENSIS, Commentariolus in duas quidem D. Pauli, sed argumenti eiusdem, epistolas, alteram ad Romanos, alteram ad Galatas.

      Venedig, Per Ioan.Anto.de Nicolinis de Sabio, sumtu Melchionis Sessae, 1536, mense Maio.. Oktav. (I:) Titelblatt mit Druckersignet, 204gezählte Blätter; (II:) Ttlbl. mit Druckersignet, 51gezählte Blätter. 2 Teile in einem schönen und gut erhaltenen flexiblen Pergamentband der Zeit mit drei durchgezogenen Bünden.. ERSTAUSGABE des 1534 vollendeten Werkes, das unter dem Vorbehalt der Verbesserung der von der Sorbonne und Rom beanstandeten Stellen, schließlich die Druckerlaubnis 1535 erhielt und 1536 erschienen ist (so Reusch I, 401). Keine Ausgabe in BM. Hurter II, 1509ff. (1510) Ausgaben: Venedig & Lyon 1535; 1536; 1537; Mainz 1607 (mit Kommentaren) & Modena 1771. Angebundener Titel: b. Ioannes Campensis: Commentariolus in duas epistolas Pauli, Venedig 1534. Jakobo SADOLETO (1477-1547), humanistisch gebildeter Theologe, später Kardinal und Dichter, wurde zu Modena als Sohn eines Rechtsgelehrten geboren. An der Universität Ferrara studierte Sadoletus klassisch griechische und römische Philologie und Philosophie und nicht Rechtswissenschaft, wie es sein Vater wünschte. Sadoletus kam nach Rom, wo er in den geistlichen Stand erhoben wurde und von Papst Leo X. neben Bembo in Dinest genommen wurde, um die päpstliche Verlautbarungen auf die Stufe der ciceronianische Spache zu heben. Papst Leo X. übertrug Sadoletus das Bistum Carpentras in der Nähe von Avignon. Dort lernte er auch den berühmten Mailänder Rechtsgelehrten Andreas Alciat (1492-1550) kennen. Papst Clemens VII. rief Sadoletus nach Rom zurück, der für drei Jahre zusagte. Ein Jahr vor dem "sacco di Roma" nach Carpentras zurückgekehrt, widmete er sich fortan intensiv der Reform der Kirche. Seine bekannteste Schrift: "De liberis recte instituendis", ein pädagogisches Grundwerk für die katholische Lehre, erschienen erstmals 1533. Im Jahre 1534 vollendete er seinen Kommentar zu den römischen Paulusbriefen. Darin wurden jedoch einige Stellen zur Gnadenlehre angefochten, so daß Sadolet das Werk überarbeiten mußte. Man warf ihm vor, sich theologisch zu sehr den Protestanten genähert zu haben. Die Sorbonne verweigerte Sadolet 1534 die Approbation. In Rom wurde das Werk von Sadolet als semipelagianisch eingestuft und verboten. Nach Abänderung der beanstandeten Stellen und auf Vermittlung von Kardinal Contarini wurde das Werk freigegeben. Die hier, nunmehr 1536 erschienene Ausgabe wurde nicht mehr auf den Index genommen. Im Jahre 1535 wird Sadoletus von Papst Paul III. zum Kardinal erhoben und nach Rom gerufen, wo er an den Sitzungen der Reformkommission teilnahm. Sadoleto war an den Versuchen beteilgt, eine friedliche Übereinkunft zwischen Kaiser Karl V. und dem französischen König Franz I. herbeizuführen. Im Jahre 1538 kehrte Sadolet in seine Diözese Carpentras zurück, wo er seinen berühmten Hirtenbrief an die abgefallene Genfer (Calvin) Gemeinde verfasste. Seit 1543 hielt sich Sadoletus wieder in Rom auf, wo er hauptsächlich mit den Vorbereitungen für das Konzil von Trient beauftragt war. In Rom starb er 1547.

      [Bookseller: Azo-Antiquariat]
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        Gebetbuch für Kardinal Albrecht von Brandenburg. Faksimileband und wissenschaftlicher Kommentarband, 2 Bände

      . Nach den Ausgaben Nürnberg 1536/37. Wissen Media Group, Gütersloh, 2008. 100/61 S. mit 42 ganzseitigen, colorierten Tafeln., brauner Ledereinband mit goldgeprägtem Wappen auf vorderem Deckel/Rücken mit 5 Schmuckbünden, reicher Goldprägung u. rotem Rückenschild/Kommentarband in Leinen. - Neuwertig Exemplare im Schuber. Nr. 368 von 998 Exemplaren. Faksimile nach dem Original der Österreichischen Nationalbiliothek (Codex 1847) in Wien -

      [Bookseller: Celler Versandantiquariat]
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        Text in Greek] Ioulou Polydeukous onomastikon en biblios deka. Iulii Pollucvis onomasticon, hoc est, instructis simum rerum ac synonymorum dictionarium, decem libris constans, summo studio & cura emendatum, inq studiosorum gratiam tribus nunc demum locupletissimis indicibus auctu

      [Balthasarem Lasium, & Thomam Platterum], Basileae 1536 - 8vo, unpaged; [alpha]-[beta]4, a-z4, A-Z4, 2a4; woodcut initials, printer's device on colophon; lexicon text in double column; contemporary calf recently rebacked, corners renewed, maroon morocco gilt spine label; 18th-century manuscript ownership label "PP" mounted to front pastedown; contemporary and 19th-century notes and ownership signature on title page; last approx. 30 leaves dampstained along edges, else textblock very good and sound. Adams P1789; BM-STC German, p. 709; Vancil, p. 195. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Rulon-Miller Books (ABAA / ILAB)]
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        "[Text in Greek] Ioulou Polydeukous onomastikon en biblios deka. Iulii Pollucvis onomasticon, hoc est, instructis simum rerum ac synonymorum dictionarium, decem libris constans, summo studio & cura emendatum, inq studiosorum gratiam tribus nunc demum locupletissimis indicibus auctu"

      Basileae: "[Balthasarem Lasium, & Thomam Platterum]", 1536 Basileae: "[Balthasarem Lasium, & Thomam Platterum]". 1536. "8vo, unpaged; [alpha]-[beta]4, a-z4, A-Z4, 2a4; woodcut initials, printer's device on colophon; lexicon text in double column; contemporary calf recently rebacked, corners renewed, maroon morocco gilt spine label; 18th-century manuscript ownership label ""PP"" mounted to front pastedown; contemporary and 19th-century notes and ownership signature on title page; last approx. 30 leaves dampstained along edges, else textblock very good and sound. Adams P1789; BM-STC German, p. 709; Vancil, p. 195."

      [Bookseller: Rulon-Miller Books ]
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        Artis Notariae tempestatis huius speculum solis illustratum radiis. Summo studio & consumatis vigiliis editum atque compositum per . Leonem Speluncanum.; in ordinem exinde recollectum & in lucem nuperrime restitutum a notario Alexandro de Aquila Pom.

      per Petrus de Ioannes Facholo,, Venetiis, 1536 - Cm. 23, ff. 261 + (3) di "Repertorium" e di registro ed explicit, legatura ottocentesca m. pelle marmorizzata e angoli con fregi e titolo a secco su tassello al dorso. Piatti marmorizzati. Titolo calligrafato in antico al taglio di piede. Bel frontespizio con titolo rubricato in rosso e in nero entro cornice elegantemente istoriata su fondo nero in xilografia. Capilettera xilografici ornati su fondo nero. Alcune firme di possesso antiche e affascinanti glosse manoscritte rinascimentali al margine di numerose carte. Sparse arrossature, qualche goretta marginale e qualche infinitesimale tarletto al margine interno del frontespizio, un restauro al margine superiore della carta di registro. Un antico timbro di possesso privato all'ultima carta d'indice. Buon esemplare nel complesso. Rara cinquecentina veneziana (seconda edizione assoluta, dopo la princeps napoletana del 1526) di una delle principali opere di notariato del nostro Rinascimento, destinata all'epoca a larghissima fortuna nell'ambiente notarile. Fra i più antichi formulari esistenti in merito al notariato, esso è antecedente sia al formulario fiorentino che a quello romano. Dell'edizione esistono due distinte emissioni, entrambe impresse il 21 aprile 1536 e con identica collazione, una, la nostra, "per Petrus de Ioannes Facholo", l'altra con la dicitura tipografica "per Ioannem Andream dictum Guadagninum et fratres de Vauassoribus". Lo Spelungano, notaio ed avvocato morto nel 1372, deve il suo nome alla località di nascita, Sperlonga. Addottoratosi in diritto civile nello studio napoletano con Tommaso de Riccardis, nella propria città natale ricoprì anche numerose cariche pubbliche. STC Italian, p. 374. Brandileone. I lasciti per l'anima e la loro trasformazione. Saggi di ricerche storico-giuridiche in Memorie del Real Istituto Veneto di Scienze, lettere e arti, vol. XXVIII, n.7, Venezia, 1911. Giustiniani, Memorie degli scrittori legali, III, 183. Gattola. Historia Casinensis, p. 457. OCLC, 69061677. EDIT16 CNCE 51748. Solo 4 copie censite in SBN / ICCU, di cui due mutile. Non in Adams. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Studio Bibliografico Benacense]
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        D. DIONYSII CARTHUSIANI ERUDITISSIMA SIMUL ET UTILISSIMA SUPER OMNES. S. Dionysii Areopagitae libros commentaria, studiosis omnibus hactenus multum desiderata, sed nunc primum utilitati publicae donata. Praeter haec adest hic quadruplex operum sanctissimi martyris e graeco in latinum translatio ... Prima ... Johannis Scoti Benedictini ... Secunda, Johannis Sarraceni. Tertia, Ambrosii abbatis Camaldulensis. Quarta ... Marsilij Ficini. Quinta ... Abbatis Vercellensis. ... (DIVIVI IGNATII EPISCOPI ET MARTYRIS ad diversos, epistolae quindecim ad sanctum Johannem apostulum & evangelistam) Hrsg. v. Theodoricus Loer ...

      Köln, Peter Quentel, 1536.. Fachgerechte Buchbinderarbeit - Neuer zeitgenössischer Halbleder-Bucheinband mit 4 Bünden, Buchholzdeckeln und zwei Original-Schließen des XVI. Jahrhunderts. Titelblatt mit Holzschnitten, (12) Bl., CCCCXIX Bl., 1 Bl. (420), 53 Bl., (1) Bl.. Die ersten etwa 60 Blätter mit Wasserrand im Rand sowie die letzten etwa 20 Blätter mit geringen Flecken und Wasserrand im Blattrand. Seiten mit vielen großen und kleinen Holzschnittinitialen. Buchgröße: 32,6 x 21 cm.. Pseudo-Dionysius Areopagita oder Pseudo-Dionysius ist ein unbekannter christlicher Autor des frühen sechsten Jahrhunderts. Er benutzt als Pseudonym den Namen "Dionysius Areopagita" (vgl. Apg 17,34). Dabei handelt es sich um eine frühchristliche Persönlichkeit, die durch den Apostel Paulus bei seiner Rede auf dem Athener Areopag bekehrt worden ist. Die tatsächliche Identität des Verfassers ist unbekannt. Sowohl die literarischen Abhängigkeiten seiner Schriften als auch Zitate in seinem Werk weisen auf den antiochenischen Raum als Herkunftsort. Auch sein auffällig umständliches Griechisch kann mit der damals dort praktizierten Zweisprachigkeit begründet werden. Vermutlich handelte es sich um einen syrischen Mönch. Eventuell stand er der theologisch-philosophischen Schule von Cäsarea nahe. In seinen Werken deutet Pseudo-Dionysios Areopagita den damals als Heilslehre verbreiteten Neuplatonismus christlich um. Dabei sind insbesondere zahlreiche Spuren des Neuplatonikers Proklos nachweisbar. Zudem steht der Autor unter dem Einfluss des Clemens von Alexandria, der "drei Kappadokier" und des Origenes. Für die Abfassungszeit des Corpus Dionysiacum gilt als frühester Zeitpunkt das Jahr 476, da Dionysius Elemente im Gottesdienst voraussetzt, die erst zu dieser Zeit von Petrus Fullo in die Liturgie aufgenommen wurden. Der späteste Zeitpunkt für die Entstehung der Werke ist das Jahr 510, für das Zitate bei Severus von Antiochia nachgewiesen sind. Für das gesamte Mittelalter sollte der Entwurf aus Platonismus, Mystik, kosmischer Emanationslehre und gemäßigtem Monophysitismus zu einem System einzigartiger Faszination werden, wie besonders in der "Theologie des bedeutendsten Mystikers Meister Eckhart und dessen Schüler Heinrich Seuse. Wirkungsgeschichtlich ist Dionysius als Theoretiker der kirchlichen Hierarchie von Bedeutung. Sowohl in der Theologie im engeren Sinne (Lehre von der Dreifaltigkeit) als auch in der Angelologie (Lehre von den Engeln) geht es ihm darum, die Heiligkeit der kirchlichen Macht und ihre weltliche Struktur der Seelenführung theologisch zu legitimieren. Aus diesem Grunde werden die "Himmlische Hierarchie" und die "Kirchliche Hierarchie" eng miteinander verknüpft: Durch seine Mystifizierung wird das kirchliche Amt sakralisiert. Zudem bleibt seine Mystische Theologie mit den beiden Wegen der Gotteserkenntnis und die christliche Aneigung des Neuplatonismus im Corpus Dionysiacum grundlegend für die Theologie der kommenden Jahrhunderte. Bei Dionysius ist Gott Ursache, Anfang, Sein und Leben aller Dinge. Gott ist das Eine und Vollkommene jenseits allen Seins (hyperousios), das nie erreicht wird, sondern über-erkennbar (hyperagnostos) bleibt. Die Erkenntnis Gottes führt auf dem Wege der Analogie zur Ursache von Allem, ohne Gott jedoch seinem Wesen nach zu erkennen. Gott Eigenschaften beizulegen (theologia positiva, kataphatike) muss von der biblischen Offenbarung Gottes ausgehen. Gott Attribute abzusprechen (theologia negativa, apophatike) ist ein Versuch, die Unsagbarkeit Gottes kenntlich zu machen. Über Reinigung (katharsis) und Erleuchtung (photismos) lässt sich eine Vollendung (teleiosis) erreichen in einer nicht im normalen Sinne erkennenden Erkenntnis. "(Wikipedia) Pseudo-Dionysius the Areopagite (c.650 - c.725 CE) Dionysius is the author of three long treatises (The Divine Names, The Celestial Hierarchy, and The Ecclesiastical Hierarchy) one short treatise (The Mystical Theology) and ten letters expounding various aspects of Christian Philosophy from a mystical and Neoplatonic perspective. Presenting himself as Dionysius the Areopagite, the disciple of Paul mentioned in Acts 17:34, his writings had the status of apostolic authority until the 19th century when studies had shown the writings denoted a marked influence from the Athenian Neoplatonic school of Proclus and thus were probably written ca. 500. (www.iep.utm.edu)

      [Bookseller: Versandantiquariat Christine Laist]
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        Pauli Orosii Presbyteri Hispani Viri Doctissimi, Adversus Paganos (Quos Vocant) Historiarum Libri Septum

      Cologne: Eucharii, 1536. Cologne: Eucharii, 1536. Hardcover (Full Leather). Very Good Condition. Hardcover (Full Leather). Full contemporary elaborately stamped calf over wood boards depicting the muses, worn, scattered worn holes, remains of clasps, boards expertly reattached but cords broken; attractive decorative endpapers. An attractively printed and bound copy of Orosius's influential work on the history of the pagan peoples. Early color to the title vignette and some of the historiated initials. Some early notes and underlining in red and black ,scattered discolortation, title a little soiled and with an old signature. (lxviii), 567pp. Scarce imprint, just 3 in Worldcat. Not in Adams. Size: Octavo (8vo). Quantity Available: 1. Shipped Weight: Under 1 kilo. Category: History; Antiquarian & Rare. Inventory No: 044194.

      [Bookseller: Pazzo Books]
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        Singularia Domini Ioannis de Arnono in Utroq; Iure Memoratu Digna...

      1536. Arnono, Giovanni d' [fl. 1524-1534]. Singularia Domini Ioannis de Arnono in Utroq; Iure Memoratu Digna & in Regno Satis Accommodata: Foeliciter Incipiunt. Venice: [In Officina Aurelii Pincii Veneti, Ad Instantiam D. Petri Facholi, Ditto Dal Cauallo], 1536. 68 ff. Octavo (6-1/4" x 4"). Contemporary limp vellum, light soiling, covers somewhat bowed. Large woodcut printer device to verso of final leaf, woodcut decorated initials. Some toning to text, faint dampstaining to final few leaves, internally clean. A well-preserved copy. * Second edition. This handy treatise was first published in 1535 and went through three editions, the last in 1540. The first part offers pointers for lawyers practicing in the Kingdom of Naples. The second part, entitled Tractatus Cautelarum, addresses Neapolitan civil law and procedure. All editions are scarce. OCLC locates 2 copies in North America at UC-Berkeley Law School and the Library of Congress; both have copies of the 1534 edition. Censimento Nazionale delle Edizioni Italiane del XVI Secolo (EDIT16) CNCE 3098..

      [Bookseller: The Lawbook Exchange, Ltd.]
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        Herbarum imagines vivae. Der kreuterlebliche Conterfeytunge.

      8°. 40 n.n. Bl., 4 n.n. Bl. Index; 20 n.n. Bl., 2 n.n. Bl. Index. Mit 231 Holzschnitten (Teil 1), 68 Holzschnitten und einer Holzschnitt-Titelbordüre (Teil 2). Kalblederband des 18. Jahrhunderts mit goldgeprägtem Rückenschild und Rückenvergoldung und dreifacher Deckelfiletierung sowie Ganzgoldschnitt. VD16 H 2196. - Vgl. Nissen 911 (mit 1533 als Erscheinungsjahr). - Sehr seltene Ausgabe dieses Kräuterbuches in Taschenformat, das erstmals 1533 erschien. "Es enthält nur Abbildungen von Pflanzen, und zwar, wie immer um jene Zeit, in Holzschnitt, ein Text fehlt vollständig, nur ein Register der Pflanzennamen wurde beigefügt. Es hat kurz nacheinander mehrere Auflagen erlebt und wird zur Pflanzenkenntnis im Volk nicht unwesentlich beigetragen haben; heutzutage ist es fast völlig verschwunden" (Schmid: Über alte Kräuterbücher, Seite 24 und Abbildung der Titelblätter Seite 23 und 25). - Einige Darstellungen ankoloriert. Alle deutsch gedruckten Pflanzennamen mit der lateinischen Bezeichnung handschriftlich ergänzt. Verzeinzelt etwas fleckig. Einband mit Kratzspuren auf den Deckeln. Ecken leicht bestossen.

      [Bookseller: EOS Buchantiquariat Benz]
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        Cornucopiae latinae linguae hoc est, ditissimum penu unde omnia, quae in primis ad culturam in literis ingeniorum desyderari possunt, maxima & diligentia & copia exponuntur / authore Nicolao Perotto, Sypuntino Pontifice, uiro in eo genera tanta eruditiones, tantoq[ue] labore, ut illum Latini omnes in hanc diem prae caeteris omnibus complecti soleant. Ad haec ex antiquiore Romani sermonis sacrario, M. Terentij Varronis De lingua Latina ad Ciceronem lib. III ; eiusdem De analogia lib. III. S. Pompeij Festi Librorum undeuiginti fragmenta. N. Marcelli De proprietate sermonum lucubrationes multae ac uariae multisq[ue] locis ante hac corruptis restitutae. Angebunden: Castigationes in luculentissimos Nonij Marcelli commentarios et obiter in M. Varronis et Festi Pompeij, quae quidem extant fragmenta, cum exauthorum & codicum bene ueterum fide, tum praecipue ipsorum inter se collatione elucubratae /per Michaelem Bentinum, nunc autem primum datae & aeditae. (Basel 1526).

      Basel, Joh. Valderi., 1536.. [4 nn Bll.] 68 Bl. 1587 (recte1518) Spalten [14 Bll.] Fol. Blindgeprägter Schweinslederband über Holzdeckeln (berieben und mit Fehlstellen, ohne die Schliessen, Bindung gelockert.. vgl. Ebert II, 16210; so nicht bei Graesse; Bedeutende Sammlung philologischer Texte und Kommentar zur lateinischen Sprache, seit 1493 vielfach aufgelegt. Mit weiteren Beiträgen zu C. Vitellius, M. Terentius Varro, S. Pompeius Festus, Nonus Marcellinus und anderen, ein "Füllhorn" der lateinischen Sprache, ein zum Umfang eines Lexikons aufgeschwollener Kommentar zu den zuvor schwer verständlichen Epigrammen des Martial. Der Verfasser (1430-1480) war Erzbischof von Manfredonia und später päpstlicher Staatssekretär (Vgl. Jöcher III, 1398). Seltene und gesuchte Ausgabe, die der Aldine von 1499 folgt. "Es ist bekannt, daß diese Werk eigentlich ein Commentar über das 1e Buch des Martialis ist. Der Text des Martilas ist jedoch in den meisten Ausgaben weggelassen, und findet sich nur in den folgen [...] Walder 1536."(Ebert ebd.). Enorm umfangreiches und kenntnisreiches Werk, in sehr großzügigem und hübschen Druck mit sehr zahlreichen Initialen. Die ersten vier Blätter mit Gebrauchsspuren und am Rand verstärkt.

      [Bookseller: Antiquariat Michael Solder]
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        L. Annei Senecae Cordubensis Tragoediae decem summa diligentia castigatae.

      apud Seb. Gryphium,, Lugduni, 1536 - In-8° antico (164x108mm), pp. 431, (1), legatura antica p. pergamena rigida con titolo calligrafato al dorso e al taglio di piede. Frontespizio con antiche firme cassate e l'impresa editoriale con il grifone ed il globo alato fasciati dal motto "Virtute Duce, Comite Fortuna". Capilettera abitati incisi su legno, sparse sottolineature e glosse marginali latine di mano antica. All'ultima carta, incisa in xilografia, differente impresa tipografica con il grifone. Alle pp. 3-4, breve vita di Seneca dal "De Poetis Latinis" del Crinito e, alle pp. 5-6, lo scritto "Dimensiones Tragoediarum Senecae per Hieronymum Avantium". Ogni tragedia è preceduta da un argomento in prosa. Lavori di tarlo abilmente rimarginati, qualche usuale brunitura e alone, ma bell'esemplare nell'insieme. Cinquecentina lionese del Grifio delle tragedie senechiane (comprensiva anche della spuria "Octavia"), il solo corpus tragico di rilievo che ci sia pervenuto della latinità. Comprende, nell'ordine non cronologico del Codice Etrusco-Laurenziano: "Hercules Furens", "Thyestes", "Thebais", "Hippolytus", "Oedipus", "Troas", "Medea", "Agamemnon", "Octavia", "Hercules Oetaeus". "Queste tragedie, destinate alla lettura, sono naturalmente prive di vera animazione scenica, e hanno spesso la pesantezza e la convenzionalità delle opere specialmente letterarie. Ma là dentro sono pure elementi di una nuova poesia e di un nuovo dramma i cui frutti saranno più visibili nel teatro moderno" (Concetto Marchesi). Ai limiti dell'espressionismo verbale, le tregedie di Seneca costituiscono l'apogeo della tragedia retorica, destinata probabilmente alla lettura nelle sale di recitazione, in cui l'azione drammatica è sostituita dalla declamazione dei sentimenti e dalla sottigliezza del dialogo sofistico. Contrassegnate dallo scontro di passioni estreme, dal gusto del macabro e del truce, ebbero grandissima influenza sul teatro rinascimentale e barocco. Manca a S.T.C. French Books, al Brunet e all'Adams (che citano edizioni di queste tragedie dello stesso stampatore ma di anni differenti).

      [Bookseller: Gilibert Libreria Antiquaria (ILAB-LILA)]
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        Organon [griech.])

      . Venedig, B. Zanetti 1536. Kl.-8°. (282) Bll. Mit wiederholter Holzschnitt-Druckermarke sowie einigen Holzschnitt-Initialen und -zierstücken. Pergament d. Zt. (gebräunt, fleckig, Kanten berieben, Rücken im 18. Jh. erneuert), mit Rückentitel; ohne die Bindebänder. Äußerst seltene, frühe Ausgabe. Seit 1950 ohne Eintrag im Jahrbuch d. Auktionspreise. In der Spätantike hat man den logischen Schriften des Aristoteles ("Categoriae", "De interpretatione", die beiden Analytiken sowie die Schriften über dialektische Schlüsse ["Topica"] und über Trugschlüsse ["Sophistici elenchi"]) unter dem Begriff "Organon" ( = "Werkzeug") zusammenfgefasst; dieser Begriff ging von Aristoteles' Vorstellung aus, die Logik sei Hilfswissenschaft, keine eigenständige Disziplin. "In dieser kanonisch gewordenen Anordnung...hat man in der Spätant. und im MA die aristotelische Logik' studiert" (DNP 1, Sp. 1138). Neuere Vorsätze. Erste Lagen etwas stärker stockfleckig oder wasserrandig, sonst gleich- mäßig gering gebräunt und unwesentlich braun- oder fingerfleckig. Ein gut erhaltenes Ex. dieser Rarität. IA 107.954 (Koll. unvollst./ mit nur 5 Bibl.-Exx.); Hoffmann I, 277; Schweiger I, 53; PCCBI 6.5547 (2 Exx., Koll. unvollst.); NUC 20 / 663..

      [Bookseller: Antiquariat Büchel-Baur]
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        Typi Cosmographici et Declaratio et Usus

      unbekannt, 1536.. 586 Seiten 4°, Hardcover/Pappeinband. Sammlerstück! 1536! Mittelmäßiger Zustand. Einband ist bestoßen und berieben. Am Rücken defekt. Innen stock- und wasserfleckig (Wasserschaden). Einige Seiten sind eingerissen. Lateinisch.

      [Bookseller: The Caithness Antiquarian Ltd.]
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        Institutio Catholica fidei orthodoxae et religionis sanae, atque adeo rerum homini catholico, primitivae Ecclesiae perfectionis studioso, scitu necessariarum, E Sacrae & Canonicae Scripturae locis. Mit zahlreichen Holzschnitt-Initialen. ANGEBUNDEN: Chrisostomus, Johannes. Libellus officialis. (Ingolstadt, Georg und Peter Apian 1529. 13 nicht pag. Bll.)

      (Frankfurt / M.) Egen 1536.. 8°. 8 Bll. CXCIII Bll., 1 Bll. Pergamentband d. Zt. altes Bibliotheksschild. Alte Signatur auf Vorsatzspiegel "Verbot. B." -Eintragungen von alter Hand (16. - 17. Jhdt?). Lorichius, Gerhard. (Geburts- und Todesjahr nicht gesichert, ca 1485 - 1550 / 1549 datiert sein letztes Werk) aus Hadamar (Westerwald) sympathisierte anfangs mit den Ideen der Reformatoren und hielt sich wohl 1521 in Wittenberg auf. Er war verheiratet, hatte 2 Söhne und setzte sich vehement für die Abschaffung des Zölibats ein. Sein erstes hier in erster Ausgabe vorliegendes Werk, dass 1536 erschien, zeugt jedoch von einer Abkehr von der Reformation. Seine "Institutio Catholica" widmete er dem Trierer Erzbischof zum Zeichen seiner Aussöhnung mit der kath. Kirche, deren Mißstände er aber in seinen weiteren Werken ebenso anklagt wie die Theologie und Praxis der Neugläubigen. L. suchte einen "Mittelweg" nach dem Vorbild der Ur- und Väterkirche. (vgl. Biogr. Bibliogr. Kirchenlexikon Bd. V) L. steht ganz unter dem Einfluß des Erasmus von Rotterdam. Er entwirft in seinen Schriften eine Reformtheologie, die die berechtigten Anliegen der Neugläubigen aufgreifen, aber die kath. Identität wahren will. Diese Theologie sucht ihre Quellen bei den Vätern, in einem goldenen Zeitalter, das von aller Dekadenz noch frei war. Das älteste Argument gilt ihm als Humanisten auch als das wertvollste. L. zeigt jedoch eine theologische Originalität, die ihn von anderen Kontroverstheologen erheblich unterscheidet, zumal er auch zu praktischen Problemen der Seelsorge Stellung bezieht. (vgl. Michael Kunzler in: Deutsche Biographie) - Äußerst selten ist auch das beigebundene Werk des Kirchenvaters Chrisostomus.

      [Bookseller: Antiquariat K. Schöneborn]
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        In evangelii quod inscribitur, secundum Lucam, duodecim priora capita homiliae centum & decem (u. posteriora capita homiliae octoginta). 2 Bände. Schwäbisch Hall, Braubach 1537-40. 4°. 4 Bll. (d.l.w.), 438 num. Bll.; 4 Bll. (d.1.w.), (439-)802 num. Bll., 1 Bl, mit 1 Holzschn.-Vignette u. mehreren Holzschn.-Initialen, blindgepr. Schweinslederbde. d. Zt. über Holzdeckeln mit 1 (v. 4) Schließen.

      . . VD 16, B 7728 u. B 7730 - Adams B2788 - Köhler 98 u. 108 - German, Buchdruckerkunst in Schwäbisch Hall, 15 u. 34. - Erste Ausgabe der bedeutenden Auslegung der 24 Kapitel des Lukas-Evangelium, selten.- Frühes Erzeugnis aus der Offizin des Haller Erstdruckers Peter Braubach, dort tätig seit 1536.- "Diese Erklärung der 12 letzten Kapitel wird unter den Brenz' schen Schriften als diejenige bezeichnet, die eine der ausgezeichnetsten Stellen einnimmt" (German zu Tl. 2).- Titel mit hs. Eintrag bzw. Besitzvermerk, etw. gebräunt, tls. stockfleckig od. etw. wasserrandig, Marginalien u. Unterstreichungen v. alter Hand, Innendeckel mit Exlibris u. bei Bd. 2 mit aufgez. Portrait mit Bildunterschrift [Georg Werner (1563-1624), dt. evangelischer Theologe in Nürnberg], etw. unterschiedlich gebunden, Ebde. berieben.

      [Bookseller: Antiquariat Johannes Müller]
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        Grammatica Graeca iam denuo recognita atque multis in locis locupletata. Nicolaus Gerbelius Johann Secerius

      Hagenau ex officina Peter Brubach 1536 in 8vo (17 x 11 cm).. Griech.-lat. Text mit 6 Holzschn.-Init., 2 Noten-Linien u. Dr.-Marke in fine (H.-B. p 140 Tafel LXIX Nr. 3). Einschl. Titel: 140 ungez. Blätter (A-R8 S4). Mod. Pgtbd mit geprägtem Rtitel, im Inneren handschriftl. Glossen, sonst - vor allem als 'Paukbuch' - ausnehmend gut erhalt. - Schon im Studium in Heidelberg soll Melanchthon als 15-jähriger die Grammatik konzipiert haben (Hartfelder p 32), die dann 1518 in Hagenau bei Thomas Anshelm Badensis (um 1460-1522, vgl. ADB I 483 - DBE I 148) erstmals erscheint (Vd 16, M 3491). Die von Joh. Setzer (um 1490-1532, vgl. ADB XXXIV 49/50 - Jöcher IV 537) veränderte u. verm. Neuaufl. Hagenau 1525 setzt neue Maßstäbe (Vd 16, M 3496). Der Drucker-Gelehrte Joh. Setzer - Schwiegersohn v. Thomas Anshelm - stirbt 1532. Sein Schwiegersohn u. Nachfolger - Peter Brubach (= Braubach, 1500-1567, vgl. ADB III 374 - DBE II 76) - ist jedoch kein 'Graecist' wie J. Setzer. So schaltet er - als eine Neuauflage ansteht - unter Vermittlung Melanchthons, des autors, dessen Pforzheimer Landsmann Dr.I.U. Nicol. Gerbel (1485-1560, vgl. Jöcher II 938 - ADB VIII 716 f - DBE III 635), Jurist, Historiker u. Humanist zu Straßburg, ein, der fachkundig für die Neuausgabe zeichnet u. neben dem Namen des verstorb. Joh. Setzer mit seinem Namen auf dem Titel erscheint. Es ist Brubach's letzter Druck von Hagenau, weil er im gleichen Jahr (1536) noch nach Schwäb.-Hall übersiedelt, u. 4 Jahre später (1540) produziert er bereits in Frkf./M., wo dann 1541, 1542, 1544 u. 1560 jeweils wieder eine Neuauflage der griech. Grammatik herauskommt (vgl. Vd 16, 3500-01-02-06). - Unbekannt bei: Buisson p 430 u. bei Vd 16 wie auch bei Adams, u. zwar sowohl bei Melanchthon wie auch bei Gerbel u. Setzer. Der Druck wird nachgewiesen wie folgt: Benzing. Hagenau (1981). p 109 Nr. 32 - BSB-AK XXV 318 - Panzer VII 115/395 - Ritter IV p 209 Nr. 1876 = p 357 Nr. 2645 - Re I 94 m. Abb. - Diese Nachweise - von vorlieg. Expl abgeseh. - offenbaren 2 Standorte: Mü-BSB u. Straßb. 'Grand-Seminaire'. -.

      [Bookseller: Antiquariat Remigius]
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        In Pauli episolam (sic!) ad Romanos commentariorum libri tres. (Angebunden:) Ioannes CAMPENSIS, Commentariolus in duas quidem D. Pauli, sed argumenti eiusdem, epistolas, alteram ad Romanos, alteram ad Galatas.

      Venedig, Per Ioan.Anto.de Nicolinis de Sabio, sumtu Melchionis Sessae, 1536, mense Maio.. Oktav. (I:) Titelblatt mit Druckersignet, 204gezählte Blätter; (II:) Ttlbl. mit Druckersignet, 51gezählte Blätter. 2 Teile in einem schönen und gut erhaltenen flexiblen Pergamentband der Zeit mit drei durchgezogenen Bünden.. ERSTAUSGABE des 1534 vollendeten Werkes, das unter dem Vorbehalt der Verbesserung der von der Sorbonne und Rom beanstandeten Stellen, schließlich die Druckerlaubnis 1535 erhielt und 1536 erschienen ist (so Reusch I, 401). Keine Ausgabe in BM. Hurter II, 1509ff. (1510) Ausgaben: Venedig & Lyon 1535; 1536; 1537; Mainz 1607 (mit Kommentaren) & Modena 1771. Angebundener Titel: b. Ioannes Campensis: Commentariolus in duas epistolas Pauli, Venedig 1534. Jakobo SADOLETO (1477-1547), humanistisch gebildeter Theologe, später Kardinal und Dichter, wurde zu Modena als Sohn eines Rechtsgelehrten geboren. An der Universität Ferrara studierte Sadoletus klassisch griechische und römische Philologie und Philosophie und nicht Rechtswissenschaft, wie es sein Vater wünschte. Sadoletus kam nach Rom, wo er in den geistlichen Stand erhoben wurde und von Papst Leo X. neben Bembo in Dinest genommen wurde, um die päpstliche Verlautbarungen auf die Stufe der ciceronianische Spache zu heben. Papst Leo X. übertrug Sadoletus das Bistum Carpentras in der Nähe von Avignon. Dort lernte er auch den berühmten Mailänder Rechtsgelehrten Andreas Alciat (1492-1550) kennen. Papst Clemens VII. rief Sadoletus nach Rom zurück, der für drei Jahre zusagte. Ein Jahr vor dem "sacco di Roma" nach Carpentras zurückgekehrt, widmete er sich fortan intensiv der Reform der Kirche. Seine bekannteste Schrift: "De liberis recte instituendis", ein pädagogisches Grundwerk für die katholische Lehre, erschienen erstmals 1533. Im Jahre 1534 vollendete er seinen Kommentar zu den römischen Paulusbriefen. Darin wurden jedoch einige Stellen zur Gnadenlehre angefochten, so daß Sadolet das Werk überarbeiten mußte. Man warf ihm vor, sich theologisch zu sehr den Protestanten genähert zu haben. Die Sorbonne verweigerte Sadolet 1534 die Approbation. In Rom wurde das Werk von Sadolet als semipelagianisch eingestuft und verboten. Nach Abänderung der beanstandeten Stellen und auf Vermittlung von Kardinal Contarini wurde das Werk freigegeben. Die hier, nunmehr 1536 erschienene Ausgabe wurde nicht mehr auf den Index genommen. Im Jahre 1535 wird Sadoletus von Papst Paul III. zum Kardinal erhoben und nach Rom gerufen, wo er an den Sitzungen der Reformkommission teilnahm. Sadoleto war an den Versuchen beteilgt, eine friedliche Übereinkunft zwischen Kaiser Karl V. und dem französischen König Franz I. herbeizuführen. Im Jahre 1538 kehrte Sadolet in seine Diözese Carpentras zurück, wo er seinen berühmten Hirtenbrief an die abgefallene Genfer (Calvin) Gemeinde verfasste. Seit 1543 hielt sich Sadoletus wieder in Rom auf, wo er hauptsächlich mit den Vorbereitungen für das Konzil von Trient beauftragt war. In Rom starb er 1547.

      [Bookseller: Azo-Antiquariat]
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        De dialectica libri quatuor recogniti.

      Leipzig, Nicolaus Faber, 1536.. 100 Blatt (Lagenzählung A1-N4). 15,5 x 10,5 cm. Neuer marmorierter Pappband mit Bezugspapier des 19. Jahrhunderts.. *VD16 M 3007. Melanchthons Lehrbuch zur Dialektik, hier in einem recht seltenen frühen Leipziger Druck. - Philipp Melanchthon (1647-1560), geboren in Bretten, war Philologe, Philosoph, Humanist, Theologe, Lehrbuchautor und neulateinischer Dichter der Renaissance. Schon als Schüler wurde seine außerordentlich Begabung sichtbar, auf dem Höhepunkt seines Wirkens in Wittenberg genoß er dann so großes Ansehen, dass er viele Angebote von Universitäten aus ganz Europa erhielt (er blieb jedoch in Wittenberg). Er wurde auch "Praeceptor Germaniae" (Lehrer Deutschlands) genannt. Er war als Reformator neben Martin Luther eine treibende Kraft der deutschen und europäischen kirchenpolitischen Reformation. - Alter Stempel einer Klosterbibliothek auf dem Titel. Zahlreiche Randanmerkungen und Zusätze in blasser sauberer Tintenschrift von einem gelehrten Zeitgenossen. Insgesamt gut erhalten.

      [Bookseller: Antiquariat Braun]
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