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Scultura futurista Boccioni - Longhi Roberto - 1914. [1279086]
Libreria della "Voce" (Stab. Tipografico Aldino), 1914. In-8° (250x170mm), pp. 61, brossura editoriale con logo de "La Voce". 10 illustrazioni fotografiche f.t. con riproduzioni di opere boccioniane e un ritratto fotografico di Boccioni f.t. Lievi aloni alla brossura. Un timbro di privata collezione. Bell'esemplare. Prima edizione, molto rara, di questo importante saggio giovanile longhiano, il primo dedicato organicamente all'opera di Boccioni. Contiene il Manifesto tecnico della scultura futurista. "Con il libro Scultura futurista: Boccioni - uscito nel maggio del 1914 - il Longhi si affermò come il più lucido critico dell'avanguardia futurista aderendo alla problematica boccioniana e traducendola in un "ponderato dissenso col crocianesimo e con l'estetismo ancora in voga" (P. Barocchi, Testimonianze e polemiche figurative in Italia. Dal divisionismo al Novecento, Messina-Firenze 1974, p. 246)." (Simone Facchinetti in D.B.I., LXV, 2005). "L'avvicinamento di Longhi al futurismo matura nell'ambiente della "Voce" ed ha come esito l'articolo su I pittori futuristi, apparso sulla rivista il 10 aprile 1913 e il libro La scultura futurista di Boccioni, edito nel 1914 dalla Libreria della "Voce". La volontà di rinnovamento politico-sociale e insieme culturale espressa dal periodico fiorentino si traduce d'altronde anche per altri suoi collaboratori (come Ardengo Soffici, Giovanni Papini, Aldo Palazzeschi) in una più o meno precoce adesione all'unico programma artistico veramente innovatore nell'Italia di quegli anni. Longhi pur guardando con strema simpatia a certi esiti artistici del futurismo, mantiene tuttavia le distanze dagli aspetti più esteriori del movimento, mostrandosi sospettoso di fronte agli stessi manifesti ed alle loro "stracche pretese simbolistiche". .. Il saggio sui pittori futuristi viene scritto in occasione della Prima Esposizione di Pittura Futurista a Roma. Difende la "necessità lirico-pittorica di esprimere il movimento" che li accomuna ed afferma la superiorità del futurismo rispetto al cubismo. Nel libro dell'anno successivo concentra invece la propria attenzione sulla Scultura di Boccioni, esaltando la ricerca di ricreazione organica della materia dall'interno perseguita dall'artista e culminata nel capolavoro delle Forme uniche. Gli scritti longhiani sono accolti con grande favore dagli artisti, primo fra tutti Boccioni, che nel libro Pittura scultura futuriste (1914) cita con ammirazione l'articolo sulla pittura futurista. A sua volta Longhi , nei saggi di quegli anni dimostra più di un debito - anche nelle scelte lessicali - nei confronti degli scritti dell'artista. L'elemento di maggiore interesse della sua militanza futurista sta d'altronde proprio nello sforzo di adeguamento del linguaggio alle novità formali introdotte dalle avanguardie artistiche.. Anche dopo chiusa la parentesi futurista Longhi continuerà a difendere la propria scelta giovanile , definendo, ancora nel 1961, il futurismo "un movimento italiano che, dopo un'interruzione di più di un secolo, legava al resto d'Europa." (AA.VV, Il dizionario del futurismo, Firenze, 2001). Cammarota, Futurismo, 279.1. Salaris, Bibliografia, p. 111a. Italiano
      [Bookseller: Libreria Antiquaria Galleria Gilibert]
Last Found On: 2016-12-01           Check availability:      maremagnum.com    

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