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Dialogi di messer Alessandro Lionardi, della - - 1554. [1273797]
In 4to, legatura del XIX secolo in cartone marmorizzato, pp. 84, (10), (2 bianche). Marca tipografica al titolo. Ottima copia fresca e marginosa.PRIMA EDIZIONE, dedicata a papa Giulio III (Venezia, 3 febbraio 1554), di uno dei maggiori trattati di poetica del Cinquecento. L'opera è divisa in due dialoghi. Il primo dialogo vede come interlocutori Sperone Speroni, Marcantonio Genova (professore di filosofia a Padova) e Giulio Parigiani (vescovo di Rimini), nel secondo dialogo Giulio Parigiani è sostituito da Torquato Bembo, figlio di Pietro Bembo (cfr. B. Weinberg, ed., Trattati di poetica e retorica del '500, Bari, 1970, pp. 224-225).ll As the rhetorical term 'invention' suggests, the dialogue is a self-conscious attempt to show how poetry and rhetoric are related: 'It is necessary that the port knew in what form and manner he ought to speak.. And he will take this perception from the orator. If he treats characters on works either virtuous or vicious, he will have recourse to the demonstrative category of oratory, providing honors for the virtue and dishonor for vice'. The extremely broad application of this principle is evident from Leonardi's list of 'demonstrative' works. Among others he cites the Symposium, the funeral orations of Demosthenes and Plato, the Cyropaedia of Xenophon and Petrarch's lyrics'gg (O.B. Hardison, Jr., Rhetoric, Poetic and the Theory of Praise, in: "Landmark Essays on Rhetoric and Literature, 16"?, a cura di C. Kallendorf, Mahwah, N.J, 1999, p. 92).Nel secondo dialogo sono discussi i vari tipi di finzione poetico-narrativa: ll La favola poi in tre parti dividiamo la prima chiamiamo vera che pero è finta, la seconda finta che par vera, la terza quella che essi fecero prima.. Delle due prime ne nascono tutti i poemi ò pieni di verità , ò di ombra imagine del vero. Pieni di verità dico quando s'abbraccia sotto favola verità istorica, ò naturale ò morale secondo che dimostrerarsi. Ombra imagine del vero poi é questa favola che é chiamata imitatione, cioè narratione isposizione di cose verisimili..'gg (p. 63). ll La première [fable], 'vera, che pero è finta', tire sa crédibilité de la vérité supérieure qui la motive. La seconde, 'finta che par vera', est vraisemblable grâce à l'art de l'imitatio qui est propre du poète. Selon Alessandro Lionardi, ce dernier est 'fingitore' et 'imitatore del vero', il exerce ses talents dans la fable en se servant à la fois de la vérité propre à l'historien, et de la vraisemblance caractéristique de l'art oratoire.. le genre entretient donc des relations complexes avec les notions de vérité et de vraisemblance: ces dernières montrent que la fable est à la frontière entre une pratique philosophique, une recherche et un dévoilement de la Vérité transcendentale, et une pratique poétique qui est celle de l'imitatio vraisemblable'gg (V. Montagne, Antoine Héroët et 'l'aultre invention extraicte de Platon': remarques sur les inventions d'un poète-philosophe, in: "Bibliothèque d'Humanisme et Renaissance"?, 64/3, 2004, p. 554).ll I Tre discorsi (1553) di Girolamo Ruscelli (ca. 1515-1566) segnarono l'inizio della collaborazione di quest'ultimo con l'esordiente Plinio Pietrasanta, che era in realtà un semplice prestanome dietro il quale il Ruscelli pubblicò diverse opere fino al 1555, quando fu chiamato insieme al Pietrasanta a presentarsi in tribunale per aver stampato senza licenza un componimento osceno. Tale circostanza segnò la fine di questa collaborazione editoriale che vide coinvolto anche il bolognese Girolamo Giglio. Tuttavia, occorre sospendere il giudizio sulla collaborazione del Ruscelli a un'edizione del Pietrasanta apparsa all'inizio del 1554, cioè i Dialogi di Messer Alessandro Lionardi, della inventione poetica..'gg (P. Trovato, Con ogni diligenza corretto. La stampa e le revisioni editoriali dei testi letterari italiani, 1470-1570, Bologna, 1991, p. 264).Poco si sa della vita di Alessandro Lionardi, giurista e poeta padovano, allievo di Sperone Speroni. Oltre alla presente opera, ha lasciato due volumi di Rime pubblicati nel 1547 e nel 1550 (cfr. G. Vedova, Biografia degli scrittori padovani, Padova, 1832, I, pp. 513-515).Edit 16, CNCE45608, J. Balsamo, De Dante à Chiabrera. Poètes italiens de la Renaissance dans la bibliothèque de la Fondation Barbier-Mueller, Genève, 2007, p. 441-442, G.J. Buelow, Music, Thetoric and the Concept of the Affections: A Selective Biography, in: "Notes"?, 2nd series, 30/2, 1973, p. 258, L. D. Green e J. J. Murphy, Renaissance Rhetoric Short Title Catalogue, 1460-1700, (Aldershot, 2006), p. 274, B. Hathaway, Marvels and Commonplaces: Renaissance Literary Criticism, (New York, 1968), pp. 14-15, 191.
      [Bookseller: Libreria Govi Alberto]
Last Found On: 2016-11-26           Check availability:      maremagnum.com    

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