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Storia e descrizione de' principali teatri - Ferrario Giulio - 1830. [1227645]
In 8vo, legatura coeva in mezza pelle, dorso con fregi e titolo in oro, tagli picchiettati, pp. XIX, 1 bianca, 369, 1 bianca, (6) e 12 tavole calcografiche ripiegate fuori testo, di cui le prime 3 all'acquatinta (numerate (I)-III, I-III, A-F). In alcuni esemplari dopo il frontespizio figura una carta aggiunta, non segnata, contenente la dedica a Luigi Cagnola. Timbri della censura estense. Ottima copia. PRIMA EDIZIONE italiana del Essai sur l'architecture théâtrale di Pierre Patte (1723-1814), apparso per la prima volta a Parigi nel 1782, e prima edizione delle Osservazioni su l'Imp. R. Teatro alla Scala in Milano e sopra alcuni articoli del saggio di M. Patte di Paolo Landriani (1755-1839). Alla lunga Introduzione (pp. 1-86) del curatore ed editore del libro Giulio Ferrario, che traccia una storia generale del teatro, prendendo in considerazione anche altre culture come quella cinese, fanno seguito la versione italiana del saggio del Patte (pp. 87-256) e le Osservazioni del Landriani (pp. 257-369). Nel suo testo Patte, che era stato mandato in Italia da Luigi XV, intenzionato a costruire un teatro a Versailles, per studiare i teatri italiani, giudica aspramente i progetti degli architetti italiani. Landriani, da parte sua, affronta varie questioni tecniche relative alla costruzione dei teatri, soffermandosi criticamente su alcuni edifici teatrali , quali quelli di Imola, Fano, Parma, S. Benedetto e La Fenice in Venezia, S. Carlo di Napoli, Carlo Felice in Genova e alla Scala in Milano. In contrapposizione con il teorico francese sostiene poi la maggior funzionalita' della sala "all'italiana" rispetto alle nuove "arene", difende la pianta a ferro di cavallo contro quella ellittica e giudica migliori gli ordini sovrapposti di palchetti contro le gallerie aperte alla francese. Landriani contesta infine la separazione auspicata da Patte dei ruoli dell'architetto teatrale e del pittore scenico in favore di un ritorno alla figura dell'architetto pittore. Le tavole, incise da G. Zancon e G. Castellini, raffigurano piante e spaccati di vari teatri italiani. Paolo Landriani, milanese, dopo gli studi compiuti presso l'Accademia di Brera, svolse dal 1792 l'attivita' di scenografo presso la Scala di Milano. Nel 1818 si reco' a Pesaro insieme ad Alessandro Sanquirico per curare gli allestimenti del Teatro Nuovo. Membro dal 1811 dell'Accademia milanese di belle arti, si occupo' di varie questioni urbanistiche ed architettoniche. Cospicua e rilevante fu anche la sua produzione trattatistica, all'interno della quale di grande originalita' e interesse sono le notazioni di carattere tecnico (D.B.I., LXIII, pp. 531-532). Giulio Ferrario, milanese, fu bibliotecario della Biblioteca Braidense dal 1838, fondatore della Società tipografica de' Classici italiani ed autore di fortunate opere di taglio storico-letterario (cfr. C. Frati, Dizionario bio-bibliografico dei bibliotecari e bibliofili italiani, Firenze, 1933, pp. 221-222). Catalogo unico, ITICCURMSE001807. Cicognara, 771. Thieme-Becker, XXII, pp. 301-302. Enciclopedia dello Spettacolo, VI, coll. 1204-1206.
      [Bookseller: Libreria Govi Alberto]
Last Found On: 2016-10-14           Check availability:      maremagnum.com    

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