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De Praesagienda Vita et Morte Aegrotantium - Alpino Prospero - 1601. [1195172]
Apud Haeredes Melchioris Sessae, 1601. In-4┬░ (218x150mm), pp. (8), 163, (17) [con le carte bianche a8 e x4 presenti], legatura coeva in p. pergamena floscia con titolo manoscritto in antico al dorso. Impresa tipografica (Z590) incisa su legno al frontespizio con un gatto con un topo morto in bocca entro cornice figurata con motto "Dissimilium infisa societas". Dedicatoria a Jacopo Foscarini, Girolamo Capello e Giovanni Delfino. Capilettera ornati incisi in xilografia. Qualche brunitura e fioritura normale, alcune gore. Antiche note di possesso cassate al frontespizio. Annotazioni marginali di mano rinascimentale ad alcune cc. Restauro al verso del frontespizio stesso. Sguardia anteriore rinnovata. Qualche lieve gora e traccia del tempo alla pergamena. Buon esemplare. Seconda edizione, immediatamente posteriore all'edizione originale di Francoforte dello stesso anno. Il trattato, uno dei pi├╣ noti dell'Alpino, dedicato allo studio della sintomatologia medica, e consiste in un'ingegnosa compilazione attinta a fonti ippocratiche e galeniche. "L'opera.. rappresenta il primo trattato di semeiotica dopo Ippocrate e Galeno; in essa vengono studiati tutti i sintomi ed i segni dai quali si pu├▓ intuire l'insorgere, il decorso e l'esito della maggior parte delle malattie" (Poletti). "Nel 1601 l'Alpino si presenta al pubblico con un lavoro di schietto carattere medico: De praesagienda vita et morte aegrotantium, che ├Ę dopo Ippocrate e Galeno il primo trattato di semeiotica. Esso ebbe larga fama, ottenendo, fino al 1774, ben sei edizioni. Vi sono passati in accurata rassegna tutti i segni e i sintomi dai quali si pu├▓ dedurre lo stato, il decorso e l'esito di svariatissime malattie; l'Alpino ammette che la guarigione ├Ę dovuta innanzitutto a una potenza di natura ignota (vis medicatrix), inerente allo stesso individuo. Bench├ę molti dei giudizi espressi si conformino a Ippocrate e a Galeno, non di rado egli ne dissente, affidandosi alla ragione e all'esperienza." (Giuseppe Lusina in D.B.I., II, 1960). L'Alpino (Marostica, 1553-Padova, 1617), fu medico e botanico eruditissimo, professore a Padova; frutto dei suoi tre anni di soggiorno egiziano al Cairo (dove aveva seguito il patrizio veneto Giorgio Emo) furono il "De Medicina Aegyptiorum" e il "De Plantis Aegyptii", in cui si disserta del caff├ę (fu il primo in Europa a parlarne scientificamente) dei balsami, del papiro. Brunet, I, 200. Graesse, I, 86. Wellcome, II, 36. Haller, II, 294. Blake, p. 12. Hirsch, VI, 408. Poletti, p. 3: "Contiene: "Dentium convulsio exitialis", "Dentium stridores unde proveniant". Al cap. IX del libro V si occupa diffusamente della patologia della lingua". Cfr. Krivatsy, 242 e sgg., Cat. Vinciana, 1817: "Importante opera ritenuta tra le prime sulla semeiotica" (prima ediz.). Norman, 40: "Took into account the patient's mental state and its bearing on health as well as the usual physical diagnostic signs". Garrison-Morton, 2194. ). Olschki, Choix, n. 8235: "Contient: de praedicatione ex oculis, dentium convulsio exitialis, dentium stridores unde proveniant, ecc.". Latino
      [Bookseller: Libreria Antiquaria Galleria Gilibert]
Last Found On: 2016-09-15           Check availability:      maremagnum.com    

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