DANTE ALIGHIERI
La Divina Comedia, con la Vita ed il Commento di Cristoforo Landino
riveduto e acresciuto da Fra Piero da Fighino dell'Ordine de' Minori. (In fine, verso f.315, colophon:) "Et fine del comento di Christoforo Landino … E impresso in Vinegia per Pietro Cremonese dito Veronese: adi. xviii. di novebrio. M.cccc.Lxxxxi. emendato per me maestro piero da fighino dell'ordine de frati minori". (Venezia, Pietro de' Piasi Cremonese detto Veronese, 18 Novembre 1491), in-folio, (mm.296x209), ff. 324 (di cui i ff. 12-321 numerati da 11-316, con alcuni errori), carattere romano, più piccolo per il commento che racchiude il testo. Numerose grandi iniziali ornate su fondo nero. Illustrato da 100 magnifiche silografie (di mm.83x85 cad.) delle quali tre più grandi racchiuse in bordure ornate. Artistica legatura inglese d'amatore in pieno marocchino granata decorata da bordure ad intarsi floreali verdi e oro, titolo "Dante Alighieri" in un tondo al centro del piatto anteriore, dorso a nervi con decorazione simile, tagli dorati (firmata col monogramma di Douglas Cockerel e datata 1903). Tredicesima edizione della Commedia, la quarta illustrata, la seconda col commento di Landino rivisto da Piero da Fighine, è da considerarsi tra le più importanti in assoluto, in quanto comprende ben 15 Canzoni di Dante mai stampate prima, oltre a tre pubblicate in precedenza nel Convivio del 1490, tra cui "Voi, che intendendo il terzo ciel movete". Editio princeps di immortali liriche quali "Donne ch'avete intelletto d'amore", "Tre donne intorno al cor mi son venute", le quali non rividero la luce che nelle “Rime” del 1527 (12 poesie) o addirittura nella “Vita Nova” (due), inedita sino al 1573; la “Canzon Francesa” è spuria. Questa particolarità pare sia sfuggita alla maggior parte dei bibliografi; in alcune edizioni precedenti o successive la Commedia veniva seguita dagli apocrifi “Credo” o “Padre Nostro”. Pare ormai chiarita la precedenza tra le due edizioni del 1491: alcune varianti testuali fanno supporre che l'edizione di Matteo da Parma, datata 3 Marzo, sia in realtà del 1492, iniziandosi l'anno veneziano il 1 Marzo; la presente sarebbe dunque anche la prima edizione con illustrazioni del Paradiso: "the chronological relationship between the two editions, both dated 1491 in their colophons, remains problematic. Scholars have traditionally followed the dating given in the books and thus granted precedence to the Benali/Codecà imprint, but recent researches into the nature of Figino's corrections of both the text and the Landino commentary reveal that the di Piasi edition represents only a very modest revision of the text of 1484. The Benali/Codecà imprint on the other hand presents a substantial and attentive revision of the 1487 text. This has led to the supposition that Pietro da Figino may have been dissatisfied with the cursory correction he did for the di Piasi edition and therefore immediately undertook a new edition for Benali/Codecà. This would explain the 3 March colophon's expanded boast … Since the Venetian year began 1 March, it is perhaps not too much to suppose that Benali/Codecà simply misdated their edition which should have read 3 March 1492. An important and distinctive characteristic of the di Piasi edition is that for the first time a selection of Dante's canzoni was included after the poem. Also of note are the letters of the alphabet in the margins which were intended to serve as reference markers" (University of Notre Dame). Esemplare accuratamente rifrescato, con le silografie nitidamente impresse (piccolissimi lavori di tarlo nei primi venti e negli ultimi fogli del volume). Ex-libris di William Henry Smith, Viscount Hambleden. BMC V, 270. GW 7970. Essling 532. Sander 2314. Goff D-33. Mambelli n.13: " bella e rara edizione". Cat. Martini Incunabuli, n.149. Vaticana, II, D-15.
[Bookseller: Pregliasco Libreria Antiquaria di Umbert]
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