Terentius Afer Publius
Comedie Di Terentio nuovamente di latino in volgare tradotte. Al colophon: Finiscono le Comedie di Terentio, stampate in Venetia per maestro Bernardino Vidale, ad instantia di m. Iacob da Borgofrancho, del mese di luglio, 1533.
- In 8, [mm. 200 x 146], cc. 171 - (1). Legatura coeva in cuoio con ricca decorazione impressa a secco ai piatti incorniciati da filetti lisci che comprendono una fascia ad elementi vegetali con foglie e verso il centro una fascia più piccola a trattini. Campo centrale liscio. Dorso a cinque nervi doppi con scomparti decorati da sottili linee incise. Lultimo da piccoli rombi. Titolo scritto in oro su fondo nero.Mancanze ai quattro angoli e strappo alla copertina anteriore in conseguenza della mancanza dello scomparto inferiore. Cuffia superiore mancante. Lavoro di tarlo al margine bianco delle carte 2-29 che appena lambisce alcune lettere. Per il resto esemplare con buoni margini su carta forte. Al risguardo anteriore antico disegno ad inchiostro di unarma nobiliare con sentenza latina: Quod patientia scritta con calligrafia antica. Altra breve annotazione a quello posteriore. Numero scritto al margine superiore del frontespizio. Il bel frontespizio xilografato presenta una ricca cornice architettonica con leoni alati con corone di foglie sulla testa che sostengono due cariatidi che tengono il campo centrale delimitato da tre cornici decorate dovè scritto il titolo; le cariatidi sostengono a loro volta delle grandi colonne composite terminanti in un vaso da cui escono fiamme. Alle spalle dei due leoni alati, entro una cornice ad ovoli una vignetta raffigura un puttino alato appoggiato ad un albero. La grande cornice è sormontata da due riccioli affrontati che sostengono due uccelli ad ali aperte che stringono nel becco un piccolo festone dal quale pendono degli elementi decorativi che termina su di un ventaglio centrale che spunta dal centro dei riccioli. Allultima carta bianca marca tipografica xilografica raffigurante, entro campo rettangolare con fregi vegetali agli angoli, due donne che guardano verso lesterno e sostengono, luna con la mano destra e laltra con la sinistra uno scudo. Quella sulla destra che ha in mano un calice raffigura la Fede, dallaltra parte quella che sostiene nella mano sinistra unancora e tiene lo scudo con la destra raffigura la Speranza. Al centro dello scudo ci sono le iniziali I.A.D.P.B.F. legate fra loro e sormontate dalla croce; la A sormonta una stella. Al di sopra del bordo della vignetta il motto Sustine et Abstine, in basso invece in lettere greche Anéchou kaì apèchou. (La marca sembra essere una variante di quella EDIT XVI marca V379 - Z745 - A112 che presenta invece le lettere greche scritte in maiuscola e prive di accenti). Si tratta della prima edizione delle sei commedie scritte da Terenzio (Andria, Eunuchus, Heautontimorumenos, Adelphoe, Hecyra, Phormio) dedicate dal traduttore Giovan Battista da Borgofrancho a Benedetto Curzio, patrizio di Pavia ed oratore del Duca di Milano Francesco Sforza presso il Senato veneto. Leditore dellopera, Giacomo Pocatela che nelle opere stampate si indica oltre che come Iacob da Borgofrancho anche come Iacob de Paucisdrapis o Iacob Paucidrapensis de Burgofranco, fu editore, tipografo e bidello alluniversità di Pavia dove operò anche in società con Filippo Mantegazza, a Venezia invece lavorò con Lucantonio Giunta il vecchio. Ebbe due figli Agostino che fu libraio per i Giunta a Palermo e Giovanni Battista che gli successe nella tipografia alla sua morte avvenuta nel 1538 o nellanno seguente e che è anche lautore di questa traduzione.HAYM 339/11; BRUNET V 723; GRAESSE VII 67. Buona copia di una edizione rara.
[Bookseller: EDITORIALE UMBRA SAS]
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