BECATTINI FRANCESCO [GIA' ATTRIBUITO A MODESTO RASTRELLI]
FATTI ATTENENTI ALL'INQUISIZIONE E SUA ISTORIA GENERALE E PARTICOLARE DI TOSCANA. FIRENZE, PER ANTON GIUSEPPE PAGANI, 1782.
In-8 (175x101mm), pp. (2), 239, legatura ottocentesca m. pelle e angoli con filetti oro al dorso. Tagli a spruzzi rossi. Fregio ad arabesco al titolo. 2 tavv. incise su rame ripiegate illustrano diversi tipi di tortura inflitti dagli Inquisitori e le "Vestiture diverse de'Rei condannati dall'Inquisizione". Alcuni aloni d'umido marginali, qualche fioritura lieve. Edizione originale, rara e impressa in forma anonima per ragioni prudenziali, della prima storia dell'Inquisizione composta in Italia, gia' attribuita all'abate e poligrafo Modesto Rastrelli (Firenze, 1752-ivi, 1814), e ora restituita dalle moderne ricerche alla penna di Francesco Becattini (Firenze, 1743-ivi, 1813), inesauribile poligrafo di stampo illuminista. Il volume, improntato a una vibrante condanna dei metodi inquisitori (che valse all'opera la messa alll'Indice nel 1817), narra delle origini dell'Inquisizione e del suo diffondersi in Francia, in Spagna, in Portogallo, in Italia, a Malta, ecc., degli auto da fe', dei sistemi di tortura, passando poi a discorrere particolarmente dell'Inquisizione a Firenze e in Toscana e dei processi toccati ad Aonio Paleario e a Galileo, ai Socini e a Carnesecchi, alle streghe senesi e a Pandolfo Ricasoli. Di singolare interesse anche la relazione finale "Della carcerazione del Dottor Tommaso Crudeli di Poppi, e della processura formata contro di lui dal Tribunale del S. Ufizio di Firenze l'anno 1739", pubblicata soltanto per le cure del Becattini, ma stesa dallo stesso Crudeli insieme con Luca Antonio Corsi. La documentazione e' attinta in prevalenza all'"Histoire des Inquisitions" del Goujet, integrata col ricorso ad autori come Limborch, Marsollier, Sarpi, Dellon, Lami. A ristabilire la corretta paternita' del volume scalzando l'attribuzione al Rastrelli e' stata in anni recenti Maria Augusta Morelli Timpanaro nel suo volume "Autori, stampatori, librai: per una storia dell'editoria in Firenze nel secolo XVIII", Firenze, Olschki, 1999; la Timpanaro ha riprodotto un brano della "Gazzetta Universale" di Firenze del 10 settembre 1782 in cui si legge: "E' stata pubblicata dall'autore medesimo della Vita di Maria Teresa, e dell'Istoria Austriaca un'esatta Istoria dell'Inquisizione". Nella prefazione alla terza edizione dell'opera, uscita a Milano nel 1797, l'autore spiego' cosi' l'assunto del suo lavoro: "Abolita per sempre dall'Imperatore Giuseppe II nel 1775 l'Inquisizione o S. Uffizio in Milano, e successivamente da Ferdinando IV di Borbone nell'Isola di Sicilia e dall'Arciduca poi Imperatore Leopoldo II Granduca di Toscana nel 1782 in Firenze, mi venne in mente di tessere il primo fra tutti gli Italiani una breve Istoria di quel terribile tribunale; non per denigrare la religione de'nostri padri, ma a solo oggetto di far vedere quanto di essa si era abusato". Moreni, I, 361. Cfr. Morelli Timpanaro. cit. e Andrea Deo' Col, Osservazioni preliminari sulla storiografia dell'Inquisizione romana in Identita' italiana e cattolicesimo. Una prospettiva storica, a cura di Cesare Mozzarelli, Roma, 2003, pp. 75-137. Per l'errata attribuzione al Rastrelli, Melzi, I, p. 397. Sull'autore ancora la Morelli Timpanaro, Su Francesco Becattini (1743-1813) di professione poligrafo in Archivio Storico Italiano, 1991, pp. 279-374.
[Bookseller: BIGGIO Giuseppina ]
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