Cyprianus, santo (iii sec. d.C.).
Epistolae.
Venezia, Vindelino da Spira, 1471. "In-folio (mm 318x218). Segnatura: [a-m10, n12, o-r10, s12]. 182di 184 carte non numerate, mancano le ultime due carte bianche. Testo su una colonna di 38 linee. Caratteri 110R2, 110Gk. Alla c. A3r bella cornice in stile veneziano miniata in cremisi, verde oro e argento su fondo blu e ornata da bianchi girari con, nella parte inferiore, uno scudo lasciato in bianco affiancato da due putti e da due conigli. Alla stessa carta grande iniziale ‘C’ miniata con corpo della lettera in argento su fondo blu e cremisi e ornata da una voluta fitomorfa bianca. Iniziali miniate in stile analogo, con corpo della lettera in argento su fondo blu e rosa decorate da bianchi girari, alle cc. [c]6r, [r]1r, [r]6v, [s]6r. Gli altri capilettera dipinti alternativamente in rosso e blu. Legatura settecentesca in mezza pelle nocciola con angoli, carta decorata ai piatti; titolo e decorazioni in oro al dorso, tagli rossi. Esemplare in ottimo stato di conservazione, alcune gore e alcune lievi fioriture alle prime e alle ultime carte; un piccolo foro di tarlo lungo l’angolo inferiore esterno di tutto il volume, senza perdita di testo. Ex-libris moderno al contropiatto anteriore. Al recto del secondo foglio di guardia anteriore un lungo brano manoscritto in inchiostro marrone e di mano cinquecentesca che riporta una serie di sentenze tratte dalle opere di Sant’Agostino (‘Divi Augustinj aurea sententia). Al verso dell’ultima carta nota manoscritta di un antico possessore in inchiostro marrone, dalla quale si apprende che il proprietario – un certo ‘Alixandro Diacono’ – ha ricevuto il libro in eredità dal suo maestro ‘Vitus Theophilus’, morto nel luglio del 1524. Seconda edizione assoluta, la prima con data certa, delle opere di San Cipriano, che riproduce il testo della princeps, curato da Giovanni Andrea de’ Bussi, vescovo di Aleria, impresso nello stesso anno a Roma da Sweynheym e Pannartz, omettendo però la sua dedicatoria a papa Paolo II, morto il 26 luglio 1471. L’impresa di pubblicare l’opera del santo cartaginese era nata su iniziativa del vescovo di Aleria che, recatosi a Parigi per studiare presso l’università di quella città, scoprì un codice delle epistole di Cipriano che riportò in Italia, dove si dedicò, insieme ai due celebri prototipografi tedeschi, ad allestire la prima edizione a stampa di questi testi. L’edizione vindeliniana si basa sul testo di quella romana, salvo qualche minima modifica ortografica. Cecilio Cipriano, soprannominato Tascio, nacque a Cartagine, nel 210 circa. Dopo aver seguito un accurato e completo corso di retorica, insegnò questa materia e fu valente e celebre avvocato. Per influenza del venerabile prete Ceciliano, nel 245 si convertì al cristianesimo. Ancora neofita, nel 249, alla morte del vescovo Donato, divenne per acclamazione popolare vescovo di Cartagine e primate di tutta l’Africa. Tra le numerose opere di Cipriano le sessantacinque Lettere, sono tra quelle di maggiore interesse. Esse rivelano una personalità desiderosa di mantenere l’unità della Chiesa e di guidarla con mano sicura durante un periodo travagliato, oscurato dalle tremende persecuzioni di Decio e Valeriano che, a breve distanza di tempo, sconvolsero l’intera comunità cristiana. Amazing copy of the second very rare edition - the first dated - of St. Cyprian collection of epistles, that follows the first one printed in Rome earlier that year and edited by Giovanni Andrea de’ Bussi, bishop of Aleria. On leaf A3r a decorated border and a big initial ‘C’ both richly illuminated in blue, green, pink, gold and silver with, in the lower part of the border, a shield without the armorial coat with, at both sides, rabbits and putti. 4 white vine initials illuminated in blue, red and silver throughout the text; the other initials painted in blue or red. All the decorations can be ascribed to a contemporary Venetian workshop. 18th century half brown calf binding with decorated paper on boards and gilt title and decorations on spine. HC* 5897; GW 7884; IGI 3295; Goff C, 1011; BMC V, 159."
[Bookseller: Philobiblon di Francesca Petrilli e Fili]
|