Martialis, Marcus Valerius (40- 103 ca.).
Epigrammata.
Venezia, Tommaso de’ Blavi, 12 giugno 1482. "In-folio (mm 303x197). Segnatura: a-h8, i6, k-z8, A-C8, E-D6. 218 carte non numerate. Testo su 52 righe circondato dal commento. Caratteri 112R per il testo, 90R per il commento, per le parole in greco 84Gk. Esemplare interamente rubricato in rosso, due iniziali decorate, una delle quali con bordure. Legatura del xix secolo in stile neoclassico, con cornici di duplice filetto, motivi a greca e fitomorfi impressi a secco e in oro, piccoli ferri a fiore dorati ai piatti, al centro cornice impressa a secco con rotella a motivo fitomorfo, su fondo uniformemente impresso a secco con motivi a losanga. Dorso a cinque nervi doppi con titoli e piccoli fregi in oro, tagli dorati. Sporadiche glosse marginali di antica mano, alcune sottolineature e fitte annotazioni manoscritte al verso del registro e sulle due carte in pergamena inserite tra l’ultima carta e il piatto posteriore della legatura. Esemplare in buono stato di conservazione, restauro al margine superiore bianco della carta segnata a2. Seconda edizione degli Epigrammata di Marziale corredati del commento dell’umanista veronese Domizio Calderini (1446-1478), tra i grandi protagonisti, insieme a Niccolò Perotti e a Giorgio Merula, della ricezione quattrocentesca del poeta latino. Nel 1470 Calderini accettò l’invito di Paolo ii a ricoprire la cattedra di Retorica presso lo Studio romano, dedicando molte delle sue lezioni proprio alla interpretazione di Marziale, e entrando subito in polemica con Perotti. Nell’autunno del 1473 inviò a Lorenzo de’ Medici una copia del suo commento a Marziale, con l’aggiunta di una Apologia in Nicolaum Perottum nella quale Calderini difende la propria lezione del testo (cfr. Firenze, Biblioteca Mediceo-Laurenziana, Laur. plut. 53,33). La stampa del solo commento, il 22 marzo 1474, presso la tipografia romana di Johann Gensberg, inasprì lo scontro, con reciproche accuse di plagio, di cui vi è riflesso anche nella edizione curata da Calderini, nel 1475, di Giovenale, e che ripropone - con la diversa intitolazione di Defensio adversus Brotheum grammaticum - il testo della Apologia (si veda scheda n. 11). La prima edizione che presenta il commento di Calderini unitamente agli Epigrammaton libri fu impressa nel 1480 a Venezia. Nel giugno del 1482 seguì, sempre a Venezia, quella stampata dal tipografo Tommaso de’ Blavi, originario di Alessandria, una iniziativa realizzata - come si legge nel colophon - grazie anche all’intervento di alcuni socii, destinati a rimanere ancora nell’anonimato. È riproposta l'iniziale epistola dedicatoria a Giovanni Francesco Gonzaga, già apposta alla stampa romana del 1474 del solo commento, a cui seguono la Vita Martialis e la Plinii Secundi epistola ad Cornelium Priscum. In fine la Defensio cum recriminatione in calumniatorem commentariorum in Martialem, quos nondum ediderat. Numerose le ristampe successive del Marziale del Calderini, a testimonianza di una notevolissima fortuna destinata a durare ancora nel xvii secolo. Very nice copy, bound in 19th century morocco in Neoclassical style, of this second rare edition of Martial’s Epigrammata commented by Calderini. Together with the text of the Latin poet and the humanist’s commentary the volume contains also Calderini’s polemical pamphlet against Niccolò Perotti, already published in 1473 in a manuscript, titled Apologia in Nicolaum Perottum, addressed to Lorenzo de’ Medici (ms. Laur. plut. 53,33 of the Laurenziana Library). Good copy, repair to the white margin of leaf a2. HC 10815; BMC V 317, BSB-Ink M-196; Goff M 305; IGI 6224; Proctor 4755; Schweiger, II, p. 593; CTC, IV, pp. 261-265; J. Dunston, studies in D. Calderini, pp. 111-127."
[Bookseller: Philobiblon di Francesca Petrilli e Fili]
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