Beato Angelico. L'Alba Del Rinascimento
Skira, 2009. New Roma, Musei Capitolini, 8 aprile-5 luglio 2009. A cura di Alessandro Zuccari, Giovanni Morello e Gerardo de Simone. Milano, 2009; ril., pp. 304, ill. b/n col., tavv. col., cm 24, 5x28, 5. La nuova, definitiva monografia che fa il punto su uno dei più grandi artisti del Quattrocento. Beato Angelico fu il massimo pittore italiano tra Masaccio e Piero della Francesca: dall'uno seppe apprendere, per primo e più in profondità di chiunque altro (come testimonia il Vasari), il chiaroscuro e la nuova humamtas, coniugandola in modo originale e sublime con le preziosità tardogotiche apprese da Lorenzo Monaco e da Gentile da Fabriano e con le cadenze scultoree di Lorenzo Ghiberti; al secondo seppe trasmettere la maestrìa nell'uso della luce e la vocazione alla sintesi linguistica ed espressiva, che e al fondo ricerca dell'assoluto, al contempo formale e spirituale. A 550 anni dalla morte (1455), il volume-che accompagna la straordinaria mostra antologica romana-documenta tutte le fasi della lunga e composita produzione dell'Angelico attraverso una selezione di opere che non è solo efficacemente esemplificativa, ma mette a confronto ravvicinato anche le più recenti attribuzioni, i nuovi ritrovamenti, i percorsi critici meno battuti e la trascurata parentesi del decennio romano. il percorso dell'Angelico viene documentato non solo da numerose tavole-tabernacoli autonomi per la devozione privata, scomparti di pale d'altare e di polittici (santi assorti e isolati su fondo oro nelle cuspidi, nei pinnacoli, nei laterali, vivaci scene narrative nelle predelle)-e da alcune rarissime opere su tela, ma anche da alcuni non meno rari disegni e da splendide miniature, attestanti lo straordinario livello qualitativo raggiunto in questo campo dall'artista, la cui formazione avvenne come miniatore e come pittore insieme.
[Bookseller: Alibris]
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