Equicola, Mario (ca. 1470-1525).
Libro di natura d’amore.
Venezia, Pietro Nicolini da Sabbio, maggio 1536. "In-8° (mm 149x100). Segnatura: A-Z8, AA-EE8. 223 carte numerate di 224, manca l’ultima carta bianca. Carattere corsivo. Frontespizio racchiuso entro cornice architettonica ornata incisa su legno; alla c. 78v diagramma silografico raffigurante le proporzioni ideali che le varie parti del corpo devono avere tra di loro. Legatura in cartonato del Settecento. Esemplare in buono stato di conservazione, alcune gore al frontespizio e alle prime carte, alcune carte uniformemente brunite. Bella edizione, la quarta assoluta – la princeps venne impressa a Venezia da Lorenzo Lorio da Portes nel 1525 – dell’opera principale di questo umanista di origini partenopee, la cui stesura originale, della quale si è conservato il manoscritto autografo dell’autore, è stata creduta per molto tempo essere stata composta in latino e tradotta solo in seguito in italiano dal nipote dell’autore, Francesco Prudenzio, mentre in realtà si tratta di un artificio letterario dell’Equicola, al quale va ascritta dunque la redazione primigenia in volgare. L’Equicola si trasferì prima a Firenze dove fu allievo di Marsilio Ficino e in seguito fu al servizio della corte dei Gonzaga a Mantova. Il trattato, dedicato a Isabella d’Este, di cui il letterato fu per molti anni precettore e factotum, si inserisce nel quadro del neoplatonismo rinascimentale, e mescola elementi derivati da Marsilio Ficino con echi stilnovistici. «A giudicare dalle numerose riedizioni, che si protrassero fino all’inizio del secolo XVII, sembrerebbe che il Libro abbia goduto di un successo duraturo. Il rapido mutare del gusto e soprattutto la rivoluzione linguistica messa in atto dal Bembo resero tuttavia necessari interventi sull’aspetto formale dell’opera. I tipografi si sentirono liberi, già a partire dal 1526 (data della prima ristampa, a un anno di distanza dalla morte di Equicola), di ritoccare, com’era del resto normale, la veste linguistica del testo, che nella prima edizione appariva ancora vicina alla volontà dell’autore, e che suscitò, proprio per la distanza dal canone linguistico già dominante, giudizi poco benevoli. […] Delle due edizioni del 1536 va considerata tale solo quella stampata da Pietro Nicolini da Sabbio. L’altra è invece una nuova emissione dell’ed. del 1531, come prova l’identica impaginazione e soprattutto il colophon, recuperato, come il resto delle carte, dall’edizione precedente» (La redazione manoscritta del Libro de natura de amore, pp. 35-38). Beautiful edition, the fourth, of the most famous work by the humanist scholar Mario Equicola, dedicated by him to Isabella d’Este of whom he had been the tutor for several years. In the book the author studies the metaphysics of love and the nature of poetic courtly love. Equicola’s views on love were credited as an influence by such figures as Agostino Nifo, Giuseppe Betussi and Lope De Vega. Bound in 18th century cartonnage. Title within woodcut decorated border; on leaf 78v a diagram showing the proportions that the different parts of the body should have between them. Very good copy, some dampstains on title-page and first leaves; some foxing throughout. Olschki 4499; La redazione manoscritta del Libro de natura de amore di Mario Equicola, a cura di L. Ricci, Roma 1999."
[Bookseller: Philobiblon di Francesca Petrilli e Fili]
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