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Barlezio, Marino (1450 - 1512).

Historia de vita et gestis Scanderbegi Epirotarum principis.

      Roma, Bernardino Vitali, [tra il 1508 e il 1510]. "In-folio (mm 303x212). Segnatura: AA4, a-z4, &4,74, )4, A-O4. 4 carte non numerate, 159 carte numerate in romano, numerosi errori nella numerazione, manca l’ultima carta bianca. Titolo in rosso e nero, inquadrato in cornice silografica, raffigurante episodi della storia romana. Ritratto silografico su fondo nero a piena pagina di Scanderbeg – ‘signor scanderbego’- al verso del frontespizio. Iniziali silografiche, con le quali si aprono sia la Praefatio sia ognuno dei tredici libri in cui si articola l'opera. Si segnala in particolare la prima di esse, alla Praefatio, raffigurante un uomo con in mano un libro, e che si è ipotizzato poter essere un ritratto dello stesso Barlezio. Alla prima carta è inoltre impresso, dopo la intitolazione, un breve indirizzo al lettore in versi, di Petrus Regulus Vicentinus. Esemplare in buono stato di conservazione, lievi mende alla legatura, rare bruniture. Nella copia sono visibili numerose annotazioni marginali di antica mano, in particolare nei primi fascicoli (carte i-xlii). Legatura del xvii secolo in pergamena, dorso a quattro nervi con titolo breve manoscritto. Tracce di timbro al frontespizio, e annotazione di antiche segnature al contropiatto. Prima rara edizione di questo straordinario figurato. Il sacerdote cattolico Marino Barlezio, originario di Scutari in Albania e diretto testimone, tra il 1474 e il 1478, dei ripetuti assedi della città natale a opera delle armate turche, si trasferì a Venezia nel 1478, dove entrò in contatto con Pietro Angelo di Durazzo, che di Giorgio Castriota, più noto come Scanderbeg (1403-1478), era stato uno dei più importanti ufficiali. Fu proprio su suo invito che Barlezio si accinse a redigere la biografia dello strenuo difensore della indipendenza albanese contro l'impero ottomano, data poi alle stampe a Roma da Bernardino Vitali, tipografo di origine veneziana che nella città lagunare aveva impresso, nel 1504, il De obsidione Scodrensi dello stesso Barlezio. L'edizione della Historia et gestis Scanderbegi è priva dell'indicazione dell'anno di stampa, ma si propende a datarla - come sostenuto da Sander - tra il 1508 e il 1510, mentre appare meno plausibile l'ipotesi di Norton che, sulla base dell'esame dei caratteri tipografici, vorrebbe spostarne l’impressione a un periodo più tardo (cfr. Italian Printers, pp. 103-104). Al verso del frontespizio il celebre ritratto silografico di Scanderbeg, del quale si è definitivamente stabilita la produzione veneziana, suffragata anche dalla notevole fattura del sontuoso abito dell’effigiato. Tale particolare non appare contrastare con il fatto che l'edizione sia stata però impressa a Roma. Bernardino Vitali era stato infatti a lungo attivo a Venezia, e legata a ambienti veneziani risulta essere anche l'altra sua sola edizione romana, la Geographia di Tolomeo (1507-1508), curata da Marco da Benevento, trasferitosi anch'egli - come Vitali - a Roma, ma rimasto in stretti rapporti con i cartografi della Serenissima. Nella stesura dell'opera - il cui stile risente fortemente della lettura di Livio, Sallustio e Valerio Massimo - Barlezio attinse senza alcun dubbio ai propri ricordi personali, oltre che alle abbondanti e importanti notizie fornitegli dal durantino Angelo. Difficile invece poter stabilire se i discendenti di Scanderbeg, e in primo luogo il nipote don Ferrante Castriota, duca di San Pietro in Galatina e marchese di Solesto e al quale Barlezio indirizza la sua opera, abbiano messo a disposizione fonti documentarie. Malgrado i limiti di una narrazione che spesso rivela un eccessivo indulgere alla esagerazione, «ciò non toglie tuttavia che il primo biografo di Giorgio Castriota manterrà sempre un posto dignitoso nel quadro della storiografia umanistica» (F. Babinger, Barlezio, Marino, DBI, v. 6, p. 406), come del resto attesta anche la notevole fortuna editoriale della Historia de vita et gestis Scanderbegi, ristampata più volte e tradotta in diverse lingue. First very rare edition of this biographical account of the life of the Albanese national hero, Giorgio Castriota, known as Scanderbeg, famus for having stopped many times the Turkish army in the 15th century. Even if the book was printed in Rome, the wonderful full-page woodcut portrait white on black is a Venitian masterpiece, as witnessed by the somptuous decoration of Scanderbed’s robe. Beautiful copy, in 18th century vellum with manuscript title on spine, some minor foxing throughout. Many ancient marginalia in the text. Mortimer 43; Sander I, 780; Adams B-216; STC Italian, 72; Gollner Turcica, 33 (1508-1510); P. Kristeller, la xilografia veneziana, p. 118."

      [Bookseller: Philobiblon di Francesca Petrilli e Fili]
Last Found On: 2009-10-16          Check current availability from:     ILAB


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