Negri, Stefano (1475- ca. 1540).
[Translationes].
Milano, Giovanni da Castiglione, agosto 1521. "Cinque parti in un volume in-4° (mm 193x142). Segnatura: AA4, A-P4, Q2, A-M4, N6, O-Y4, Z6. 4 carte non numerate, 60 carte con numerazione romana, 93 carte con numerazione romana, manca l’ultima carta bianca Z6, sono presenti invece le carte bianche L4 e N6. Caratteri greci e romani. Frontespizio racchiuso entro cornice silografica ornata, ripetuta 3 volte. Legatura inglese del xviii secolo in vitello spruzzato decorata, ai piatti da una cornice dorata a tre filetti con, agli angoli, dei ferri dorati a forma di fiore. Dorso a cinque nervi decorato da ferri dorati con titolo in oro; tagli spruzzati di rosso, segnalibro in filo intrecciato. Esemplare in buono stato di conservazione, lievi aloni al frontespizio. Note manoscritte e sottolineature di mano coeva in inchiostro rosso nel testo. Al frontespizio la nota, di mano seicentesca: ‘12 febr. 1696’. Al contropiatto anteriore ex-libris inciso del conte di Macclesfield e timbro a secco della stessa biblioteca alle cc. AA1-2. Prima edizione di questa collezione di testi dell’erudito Stefano Negri, profondo conoscitore di greco e latino, dedicata (c. A2r) dall’autore ad alcuni tra i più eminenti personaggi dell’epoca, come ad esempio Jean Grolier. Il volume contiene un insieme di traduzioni e alcune operette di carattere erudito, mitologico, filosofico e poetico tra le quali figurano i Commentarioli in aurea carmina Pythagorae, un’epistola indirizzata al medico milanese Giovanni Marliani e cinque Prefationes, tre ad Omero, una a Pindaro e una a Tito Livio. Oltre a questi testi sono presenti anche il De unguentis, il De meretricibus insignis, il De victo Pythagorico, De vino e il De nimia obsoniorum appetentia, queste ultime tre qui in prima edizione e di notevole importanza per la letteratura gastronomica. Stefano Negri, originario di Corte Maggiore nei pressi di Cremona, era noto anche col nome di Stephanos Melas, e occupò dal 1520 la cattedra di greco dello studio di Milano che era stata di Demetrio Calcondila. Durante l’occupazione francese della città si riunì intorno a questo erudito una cerchia di uomini dotti e illustri, della quale facevano parte anche Jean Grolier e il segretario di Francesco I, che compaiono spesso come dedicatari delle sue opere. Il Negri cadde in digrazia dopo la cacciata dei francesi dalla città lombarda e venne allontanato dall’insegnamento. I suoi lavori consistono principalmente nella traduzione di testi classici o di opere ispirate all’antichità tra le quali si ricorda il Dialogo tra un venditore di libri e uno studente preposto, insieme ad altri scritti del suo maestro Demetrio Calcondila, al celebre lessico greco delle Suidas impresso nel 1499 (vedi scheda n. 51 del presente catalogo). Rare imprint of this collection of Greek texts, edited and translated by the Kalcondyla’s pupil Stephanus Nigri. The volume contains also the fist editions of the works De vino, De victo pythagorico and De nimia obsoniorum appetentia. Title within woodcut decorated border, repeated 3 times at each title page of the 3 parts of the work. 18th century marbled English calf gilt deocarted on boards; gilt title and gilt tools on spine. Good copy, some dampstains. Manuscript contemporary notes and undelinings in red ink throughout the text. Manuscript note on title with the date February 12th, 1696. Armorial bookplate of the Earl of Macclesfield in the inner cover and stamp of the same collection at l. AA2-1. Argelati, Bibl. Mediol., II, II, 2137-38; Tiraboschi, Stor. Lett. Ital., VI, II, 813; VII, III, 1103-1104; manca in Adams; Sander 4984; B.I.N.G. 1363; K. Sp. Staikos, Charta of Greek Printing, Cologne 1998, pp. 238 e 252."
[Bookseller: Philobiblon di Francesca Petrilli e Fili]
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