La Gigantea insieme con La Nanea: nuovamente mandata in luce, [in fine:] Firenze, [figli di Lorenzo Torrentino], Ad’instanza d’Alessandro Ceccherelli, 1566.
4° (mm 192x134); cc. (4), pp. 43. Titolo entro classica larga cornice architettonica dei Torrentino, con alla base la veduta di Firenze. Un grande capolettera silografico figurato all’inzio della dedica a Cosimo i. Legatura dell’Ottocento in pergamena su cartone, piatti inquadrati da catenella e filetti dorati. Qualche piccola macchia, tuttavia buon esemplare, tenuto conto della modestissima qualità tipografica dell’edizione. Provenienza: Giacomo Manzoni (ex-libris). Prima rarissima edizione. Gamba, 533 («Rarissimo»); Stc it. (Additions and Corrections), 754; Edit xvi, a-1501. «La Gigantea descrive l’assalto dato dai giganti al cielo, e la Nanea la vittoria sui giganti dei nani che restituiscono il cielo agli dei. Malgrado che i due poemi siano ricordati dai bibliografi e dagli studiosi (Previtera compreso) come opere del Grazzini [Anton Francesco, detto Il Lasca], o comunque a lui attribuiti, la Gigantea si deve ritenere del Forabosco, pseudonimo di Girolamo Amelonghi detto il Gobbo di Pisa, che sembra abbia preso l’opera dal fiorentino Benedetto Arrighi, e la Nanea invece di Michelangelo Serafini. La Gigantea fu imitata in molti passi dal poeta burlesco francese Paul Scarron» (C.A. Chiesa, Libri italiani rari del Rinascimento, 119). L’edizione è certamente un prodotto della tipografia dei Torrentino, succeduti al padre Lorenzo nel 1563. A parte la cornice del frontespizio, ‘marca’ già di Lorenzo (cfr. Zappella, 1140), il grande corsivo con cui è stampata la dedica del Forabosco a Cosimo i è il medesimo carattere più volte utlizzato da Torrentino senior, ad esempio nell’Oratione del Lollio del 1552 (cfr. Moreni, 120).
[Bookseller: Chartaphilus Libri antichi e rari di Gia]
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