[Salomon et Marcolphus] Collatio[n]es quas dicuntur fecisse mutuo Rex Salomon sapientissimus et Marcolphus facie deformis et turpissimus tamen ut fertur eloquentissimus feliciter, [Leipzig, Konrad Kachelofen, ca. 1487-89].
4° (mm 210x147); cc. (12), segnate a-b6. Silografia sotto al titolo. Pergamena moderna. Tracce di sporco, più fastidiose presso la prima e l’ultima carta; tuttavia bell’esemplare, con ampî margini e affatto unsofisticated. Rarissima early edition della celebre commedia verbale tra il Saggio e il Buffone, palinsesto fondante della letteratura carnevalesca occidentale. GW, 12765; HC, 14247; BMC, III, 630 (and 623); Goff, s-97; Schreiber, 5186; M. von Arnim, Kat. der Bibliothek Otto Schäfer, 296. Dalle origini remote della Contradictio Salomonis, mutatasi nel corso dei secoli da disputatio teologica manichea in barbarica e plebea altricacio, in cinica e carnevalesca “fabula” senza pudore, la commedia buffonesca di Salomone e Marcolfo attraversa il medioevo consegnando all’età moderna un theasurus carnevalesco dalla straordinaria fortuna. Nella seconda metà del xii secolo già circolavano «fabulose popularium narrationes», una selva di racconti che confluirono nell’anonimo Dialogus; quest’ultimo, anche con titoli diversi (Salomon et Marcolphus collocutores, ad esempio), conobbe un’intensa diffusione, anche editoriale, nella seconda metà del ‘400; si suppongono almeno una trentina di incunaboli, a partire dal 1470, la maggior parte dei quali provenienti dall’Europa settentrionale. Il successo dell’opera continuò vigoroso anche nel secolo seguente. Tutte le edizioni quattrocentesche del Dialogus appaiono oggi – un poco incomprensibilmente – assai rare.
[Bookseller: Chartaphilus Libri antichi e rari di Gia]
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