Poliziano (Montepulciano, 1454-Firenze, 1494)
Stanze […] comintiate per la Giostra del Magnifico Giuliano di Piero De’ Medici [Fabula di Orpheo], [colophon:] Venezia, per Nicolò Zopino e Vincentio [de Polo] compagno, 12 marzo 1524.
8° (mm 146x100); cc. (39) [manca l’ultima, bianca]. Titolo racchiuso in bordura figurata; al verso della carta D3, ad antiporta dell’Orfeo, bellissima silografia raffigurante un concerto musicale (mm 100x78); marca tipografica di S. Nicola in calce al volume. Elegante legatura del ‘700 in pieno marocchino rosso con bordura in oro sui piatti, dorso liscio con titolo e fregî in oro, taglî e dentelles dorati. Buon esemplare, un po' corto nel margine superiore e con qualche lieve ingiallitura. Edizione rarissima, come tutte le antiche stampe del ‘Poliziano volgare’. Essling ii, 414; Sander, ii, 5821. «Principalmente (e, se non fosse per il Boiardo, si vorrebbe dire: esclusivamente) col Poliziano la letteratura [del Quattrocento] è raggiunta dalla grazia della vera poesia. Alcuni versi della sua età più giovanile si sono impressi nella memoria nazionale […]. Non per questo il Poliziano si sottrae, ché anzi ne è fra i più genuini rappresentanti, al predicato principe del secolo, l’Umanesimo; conseguendo, con perfetta trilinguità, una squisita scienza nello scriver greco, oltre che latino» (G. Contini).
[Bookseller: Chartaphilus Libri antichi e rari di Gia]
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