[San Pedro Diego Fernandez De], Carcer d’amore traducto d...
8° (mm 153x104); cc. (46). Al frontespizio, bellissima silografia raffigurante un erudito nel suo studiolo (vedi sotto). Testo in carattere romano, diposto su due colonne. Piccoli capilettera silografici. Marocchino nero giansenista: titolo al dorso, dentelles interne e taglî in oro. Bell’esemplare. Rarissimo volgarizzamento – verosimilmente coniato sulla prima traduzione italiana dell’anno precedente (Venezia, Zorzi di Rusconi, 1514) – «di questo celebre romanzo, tra i capolavori della letteratura spagnola; e pubblicato per la prima volta a Siviglia nel 1492. Esso apre l’interpretazione delle posteriori raffigurazioni letterarie in materia d’amore: influì sulla Celestina, sull’Amadigi di Gaula, sulla Diana, sulla Galatea e sugli episodi sentimentali del Don Chisciotte» (C.A. Chiesa, Libri italiani rari del Rinascimento, 187 – altra edizione). La silografia del frontespizio è la medesima – raffigurante l’”Unico Aretino”, ovvero Bernardo Accolti – dell’edizione veneziana della sua Opera nova (N. Zoppino-V. Polo, 12-iii-1515 (U. Rozzo, Lo studiolo nella silografia italiana (1479-1558), Udine 1998, pp. 74-75). Palau, 293382; Essling, 1885; Sander, 6728.
[Bookseller: Chartaphilus Libri antichi e rari di Gia]
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